Capitolo primo
Il diritto sindacale: oggetto e fonti
Per colmare la mancanza di una legge attuativa dell'art. 39 cost., si fa ricorso al contratto collettivo di diritto comune, anche se non realizzava lo scopo di creare un trattamento comune a tutti i lavori. Il sistema contrattuale viene utilizzato per stipulare accordi interconfederali e le c.d. prime parti dei contratti collettivi di categoria, che regolavano le relazioni collettive tra le organizzazioni stipulanti (es. protocollo del luglio 1993).
La contrattazione collettiva è subordinata alla legge, generalmente la legge interviene fissando solo la disciplina minimale che può essere migliorata dalla contrattazione collettiva. Abbiamo due tipi di legislazione:
- Legislazione contrattata: recezione in atti legislativi di precedenti accordi sindacali.
- Legislazione delegata: delega a successivi contratti collettivi di compiti suppletivi, integrativi e modificativi rispetto a quanto da lei stessa predisposti.
Si riconosce alle associazioni "comparativamente più rappresentative" la legittimazione a varare una disciplina collettiva, rispondere ad una maggiore esigenza di flessibilità del mercato del lavoro. I contratti collettivi territoriali o aziendali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, possono contenere intese che derogano alle clausole dei contratti collettivi nazionali e anche le disposizioni di leggi riguardanti un elenco molto ampio di materie, con efficacia per tutti i dipendenti.
Giurisprudenza
L’attività decisionale svolta dalla magistratura e dalla Corte Costituzionale è fondamentale per la formazione di un diritto sindacale. La Corte ha valorizzato la libertà di organizzazione sindacale, il diritto di sciopero. L'azione della magistratura ordinaria: dal 1973 si ha una sezione dedicata alle controversie sul lavoro. Ha contribuito alla ricostruzione del contratto collettivo di diritto comune, alla nozione di "confederazioni maggiormente rappresentative", esercizio dello sciopero. In particolare, la cassazione a sezione unite è andata a formare il "diritto vivente", ovvero quello effettivamente praticato. Ha previsto un ricorso anche per violazione e falsa applicazione dei contratti collettivi di lavoro. Il ruolo del giudice amministrativo è molto ridotto rispetto a quello del lavoro, decide principalmente sul comportamento antisindacale delle pubbliche amministrazioni.
Capitolo secondo
Evoluzione storica
L'età liberale: dalla repressione penale alla tolleranza. La risposta dello stato liberale alle prime embrionali formazioni organizzative della classe operaia, fu la massima repressione penale, poiché in grado di turbare la libera concorrenza sul mercato del lavoro. Siamo nel periodo che segue l'unità d'Italia (1861), quando prende piede la rivoluzione industriale, tardiva rispetto al resto d'Europa.
L'appena nato stato italiano estese a tutto il paese il codice albertino, di ispirazione francese, che prevedeva come reato tutte le forme di collaborazione tra lavoratore e datore di lavoro. Questo non ha impedito la crescita del movimento operaio, rappresentante di una manodopera condannata a condizioni di lavoro e di vita intollerabili. La borghesia cominciò a sollevare la "questione sociale", la repressione penale non solo non era sufficiente ma controproducente. Conseguenza fu l'introduzione della legislazione sociale:
- Tutela delle mezze forze di lavoro (donne e fanciulli) e di coloro che operavano in situazioni insalubri e/o pericolose.
- Diritto della previdenza (assicurazione per gli infortuni sul lavoro).
Codice penale Zanardelli (1889): pone fine alla repressione penale, se non per le violenze e le minacce lesive della libertà di lavoro, apre alla tolleranza. Immunità penale ma non civile: sciopero e serrata sono inadempimenti del contratto di lavoro, abbandono del posto. È agli inizi del 900 che nasce il contratto collettivo. Nel 1893 si ha la nascita dei collegi dei probiviri per dirimere le controversie fra datori e lavoratori.
Era fascista: autoritarismo e corporativismo (dal 28 ottobre 1922). 1925-1926 leggi eccezionali del fascismo, promulgate da una camera rimasta senza opposizione.
- L. 3 aprile 1926: "disciplina giuridica dei rapporti collettivi di lavoro". Prima tappa del corporativismo fascista, strumento per eliminare il conflitto di classe.
Non potevano essere eliminati i sindacati, ci sarebbe stato un contrasto con l'OIL, vennero dunque privilegiati quelli fascisti, unici riconosciuti ed in grado di stipulare contratti collettivi. Essendo riconosciute, i contratti stipulati dalle associazioni fasciste avevano efficacia erga omnes. Ritorna la sanzione penale per sciopero e serrata. Codice penale del 1930 (cod. "Rocco"), riprende i divieti penali di sciopero e serrata. Il cod. civ. del 1942 nelle preleggi riconosceva tra le fonti del diritto "le norme corporative", tra cui i contratti collettivi di lavoro e le sentenze.
Dalla caduta del fascismo (25 luglio 1943) all'Assemblea costituente: la Costituzione
Uno dei primi atti del governo Badoglio fu abrogare le fonti corporative, commissariare le organizzazioni sindacali fasciste (verranno abolite solo un anno dopo). Il 2 giugno 1946: consultazione elettorale tra monarchia e repubblica con la vittoria della seconda e l'elezione dell'assemblea costituente. Costituzione formale e costituzione materiale: privatizzazione e promozione senza regolamentazione.
Lo Statuto dei Lavoratori. Nell'art. 39 viene enunciata la libertà sindacale, senza limitazione e condizione, mentre nel 2 comma viene proposta una regola di ispirazione corporativa. Si ha dunque una "contraddizione" all'interno dello stesso articolo. Non si ha obbligo di registrazione ma onere, viene permessa la presenza di sindacati non registrati. Si ha un imput pluralista (esistenza di più sindacati) e uno monista (esistenza di un unico contratto con efficacia erga omnes).
Art. 40: riconoscimento del diritto di sciopero nei limiti stabiliti dal legislatore. Non avendo mai visto la luce quella legge, i limiti sono stati introdotti dalla Corte Costituzionale e magistratura ordinaria. La Cisl proporrà rappresentanze nei luoghi di lavoro, sistema contrattuale realizzato a doppio livello (nazionale ed aziendale), raccordati tra loro da clausole di rinvio e tregua: è la contrattazione di primo livello a definire attori, contenuti, tempi della contrattazione di secondo livello.
Nel 1969 si avrà l'autunno caldo, ondata anti-autoritaria che vede il lavoratore tra i protagonisti, che si concluderà con un governo di centro-sinistra che emanerà lo Statuto dei Lavoratori. Lo statuto dei lavoratori ha due anime: una costituzionalista (garantire il rispetto dei diritto fondamentali all'interno delle fabbriche) ed una promozionale (assicurare l'ingresso dei sindacati nei luoghi di lavoro).
Dalla supplenza sindacale alla concentrazione dei primi anni '80. 1969-1973: stagione della conflittualità permanente, mobilitazione continua del c.d. "operaio di massa". Il contratto collettivo viene usato come "armistizio" tra i vari episodi di rivendicazione. Quello che si vuole è un aumento dei salari a cifra fissa "appiattimento salariale".
1977: effetto inflazionistico + istituto della scala mobile (inserire nota con spiegazione), inoccupazione giovanile e disoccupazione adulta. 1981-1983: decolla la concentrazione con i protocolli Spadolini e Scotti. Concerto triangolare tra Governo e parti sociali, porta alla conclusione di un protocollo, un testo contenente impegni programmatici di governo e comuni finalità. Si realizza tramite uno scambio materiale tra risorse dello stato e quelle delle parti sociali.
La legge n. 56 del 1987 sul mercato del lavoro è il primo esempio di contrattazione delegata, riconosce alle associazioni sindacali la possibilità di contrarre deroghe.
Concentrazione e stabilizzazione economica degli anni '90
L'ultima decade del secolo risulta dominata da una grave crisi finanziaria e monetaria, tale da compromettere gli obiettivi indicati a Maastricht nel 1991. Si ha il passaggio dalla prima alla seconda repubblica con la modifica della legge elettorale che avrebbe dovuto portare a una maggiore stabilità.
Verrà scelta la concentrazione e sarà tradotta in una sequenza di protocolli:
- Protocollo Ciampi del 1993 (Costituzione delle relazioni collettive): istituzionalizzata la concentrazione e riformata la concentrazione collettiva.
- Patto del lavoro del 1996: impegno straordinario per l'occupazione, nel contesto dei risanamenti dei conti pubblici (introduzione del lavoro interinale, istituzione di percorsi di formazione permanente, apprendistato e contratto di formazione e lavoro).
- Patto di Natale del 22 dicembre 1998: la concentrazione viene ulteriormente istituzionalizzata, fino a diventare strumento di coordinamento. Viene prevista una "previa consultazione delle parti sociali" in caso di iniziativa legislativa in materia di lavoro:
- Debole: per le materie di politica sociale che comportano una spesa da parte dello stato.
- Forte: per le materie che incidono direttamente nei rapporti con le imprese.
Le intese fra le parti sociali vengono definite lo strumento prioritario affinché governo e parlamento adempino agli obblighi comunitari.
Crisi economica e alternanza politica del primo decennio del secolo
Il secondo governo Berlusconi delinea la sua politica del lavoro con il libro bianco del 2001: non sono ammessi veti sindacali, ricca tipologia contrattuale flessibile, diverso equilibrio tra i due livelli di contrattazione. Patto dell'Italia del 2002, contrastato dalla Cgil. Proponeva l'aumento del tasso di occupazione, riduzione della tassazione, investimenti nel Mezzogiorno. Proponeva anche una deroga all'art. 18 per il licenziamento individuale, per questo la Cgil deciderà di non firmare il patto.
Vengono introdotte importanti riforme: Biagi, Fornero, Brunetta. Non hanno il tempo di consolidarsi in giurisprudenza e prassi. Le proposte sulla flessibilità di assunzione del libro bianco si attueranno nella Legge Biagi.
Accordo Interconfederale "unitario" del 2011
L'accordo mira a rendere unitaria l'approvazione del contratto collettivo nazionale e aziendale. Per la partecipazione al tavolo negoziale viene richiesta una soglia minima di rappresentatività. Per il contratto collettivo aziendale dipende dalla presenza di RSA (protette dall'art. 19 Stat. Lav.), occorre il consenso di tante quante ne servono per avere la maggioranza, per le RSU (elettive) occorre il voto della maggioranza dei componenti.
Tendenze e sofferenze del diritto sindacale
Crescente dipendenza dal diritto comunitario, sotto l'influenza della predominante esperienza tedesca. Frammentazione delle rappresentanze sociali. Ammissione alle trattative delle organizzazioni maggiormente rappresentative. Rappresentanze sindacali aziendali limitate alle sole organizzazioni sindacali firmatarie di contratti collettivi.
Capitolo III
L'attore pubblico: lo stato e le regioni
Con il termine stato indichiamo un ordinamento originario e sovrano in un determinato ambito territoriale.
Stato ed economia
Nella carta costituzionale viene affidato allo stato il compito di programmatore, nazionalizzatore, imprenditore, conseguenza di una costituzione per sua natura "sociale". Esistono vari modelli, quelli forniti dall'unione sovietica dove vi è pianificazione dell'economia con piani quinquennali e quella europea, dove la programmazione avveniva per indirizzi, art. 41 cost.
Allo stato gestore si sostituisce lo stato regolatore, affiancato da una serie di strutture indipendenti e autorità tecniche di vigilanza (autority), conseguenza delle privatizzazioni del 1979-1990 e della necessità di "fare cassa". Viene introdotta però negli statuti delle società acquirenti la c.d. golden rule, ovvero un potere di veto riservato al governo. Contemporaneamente si verifica una cessione di sovranità anche verso l'unione europea, introdotta la libertà di concorrenza e il divieto degli aiuti di stato (finanziamenti che falsano la concorrenza). In seguito vi sarà l'introduzione dell'euro e l'obbligo per lo stato a sottostare al pareggio di bilancio con conseguenze sulla tassazione e una politica di spesa pubblica rigorosa.
Tutto ciò ha generato effetti sulle relazioni industriali, si è costretti ad una serie di riforme volte al risparmio, nonché all'incremento dei contributi per gli utenti. L'ultima di queste riforme in campo di lavoro è stata quella Fornero del 2012, che modifica il sistema pensionistico e quello degli ammortizzatori sociali (trattamenti di disoccupazione).
Le pubbliche amministrazioni nel ruolo di datore di lavoro
A seguito della privatizzazione del pubblico impiego abbiamo:
- Lavoro pubblico privatizzato (giudice civile)
- Lavoro svolto alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni (giudice amministrativo).
Non esiste una disciplina unitaria:
- Corpi militari, di pubblica sicurezza, di polizia penitenziaria: hanno differenti sistemi di libertà sindacale.
- Generale divieto di sciopero, differenze di contrattazione collettiva, diritti sindacali, libertà di associazione.
- Corpi militari: vietata completamente la costituzione di associazioni sindacali.
- Pubblica sicurezza: ammesse organizzazioni sindacali ma prive di rapporti organizzativi con altre associazioni sindacali, si hanno i diritti sindacali ad esclusione delle rappresentanze nei luoghi di lavoro, contrattazione collettiva.
- Polizia penitenziaria: ad esclusione dello sciopero si hanno tutti gli altri diritti sindacali.
Conciliazione, mediazione, certificazione
La differenza tra mediazione e conciliazione dipende dall'oggetto della controversia:
- Controversie giuridiche: hanno oggetto diritti che si ritengono acquisiti da una parte, la conciliazione ha lo scopo di raggiungere un compromesso, non stabilire a chi va la ragione.
- Controversie economiche: hanno oggetto interessi contrapposti che ciascuna parte vuol fare valere, la mediazione ha lo scopo di trovare un punto mediano di incontro.
L.n. 183/2010 introduce una diversa disciplina della conciliazione e dell'arbitrato irrituale al fine di ridurre le tempistiche dei processi. La conciliazione e l'arbitrato dovrebbero costituire un'alternativa più rapida e conveniente. Il tentativo di conciliazione obbligatorio viene riqualificato da obbligatorio a facoltativo. La conciliazione può aver luogo:
- Presso le Commissioni di Conciliazione costituite presso le Direzioni provinciali del lavoro.
- Collegio di conciliazione costituito ad iniziativa delle parti.
- Modalità previste dai contratti collettivi.
In ogni caso deve essere tentata dal giudice una proposta transattiva all'udienza di discussione della causa.
La clausola compromissoria: vincolare in anticipo il lavoratore a sottoporre ad arbitrato eventuali controversie o autorizzare arbitri a giudicare "secondo equità". Il legislatore ha emanato regole di limitazione alla clausola nei contratti di lavoro: deve essere prevista dagli accordi interconfederali o da contratti collettivi, deve comunque essere verificata l'effettiva volontà. Non si applica mai per la risoluzione dei contratti di lavoro, evitare l'elusione dell'art. 18. Viene introdotto un nuovo processo accelerato per le controversie aventi oggetto l'impugnazione dei licenziamenti ex art. 18.
Con l'introduzione della condotta antisindacale disciplinata dall'art.28, il riconoscimento del sindacato e la legittimazione ad agire per i propri interessi, il legislatore ha attribuito la capacità alle organizzazioni sindacali di agire in via ordinaria. Nel settore pubblico privatizzato si può agire ex art 28 st. lav. per "controversie relative a comportamenti antisindacali delle pubbliche amministrazioni" e per "procedure di contrattazione collettiva".
Certificazione: le commissioni di certificazione, su richiesta di una delle parti, accertano la qualificazione giuridica di qualsiasi contratto in cui sia dedotta una prestazione di lavoro, con un atto considerato amministrativo. Ha effetto tra le parti e verso i terzi fino ad una sentenza contraria. Si occupano inoltre di: qualificazione dei rapporti di lavoro contenute nei regolamenti delle cooperative, l'interpretazione delle clausole contrattuali, tipizzazione della giusta causa e giustificato motivo di licenziamento, parametri per la quantificazione del risarcimento.
CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro)
Organo di consulenza giuridico amministrativa e di tutela della giustizia nell'amministrazione, organo di consulenza delle Camere e del governo. Ha iniziativa legislativa e la possibilità di contribuire all'elaborazione della legislazione economica e sociale. Avrebbe dovuto essere la sede privilegiata per un confronto tra le parti, ma questo non è accaduto tanto che si è arrivato anche a pensare di chiederne l'abolizione in sede di riforma della Costituzione, si ha solo avuto una riduzione di componenti.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
Competenza amministrativa:
- Struttura centralizzata: in materia di lavoro e sicurezza sociale, esercitata tramite commissioni con rappresentanti dei lavoratori e dei lavoratori. Ha compiti in materia di collocamento e mercato del lavoro, previdenza, statistiche.
- Struttura periferica: Dipartimenti che costituiscono gli Ispettorati del lavoro.
Attività di iniziativa legislativa e di concentrazione sociale: testi legislativi riguardanti il lavoro e la previdenza sociale, sottoporli al consiglio dei ministri.
Attività di mediazione nelle controversie collettive:
- Rinnovi di contratti collettivi rimasti bloccati per il disaccordo tra le parti.
- Crisi aziendali rilevanti per impatti territoriali e occupazionali.
Dipartimento della funzione pubblica
Costituito internamente alla presidenza della repubblica. La partecipazione sindacale nelle istituzioni pubbliche è funzionale: esterna alle istituzioni.
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