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dei magistrati;il secondo periodo comprende gli anni che vanno dalla metà del 2°secolo A.C alla prima metà del

3°secolo D.C,quando si conclude il periodo della giurisprudenza classica quale fonte del diritto;il terzo periodo va dalla

morte di Alessandro Severo fino alla morte nel 565 dell’imperatore Giustiniano,al quale è dovuta l’iniziativa della

grande raccolta delle fonti di cognizione.

11-IL PERIODO ANTICO E IL IUS CIVILE:La costituzione romana del primo periodo si modellò sullo schema dello

Stato-città.Magistrati,consiglio di anziani(senato) e assemblee dei cittadini(comizio),erano i tre organi costitutivi.

Durante questo periodo,corrispondente a una civiltà di allevatori di bestiame e di contadini soldato,la fonte di gran

lunga prevalente fu la mores.I mores erano fonte non autoritativa a carattere consuetudinario e tradizionale che si

tramandava attraverso le generazioni.

L’insieme delle regole prodotte dai mores aveva per destinatari i quirites,antichissima denominazione dei cittadini

romani e si chiamava perciò ius quiritium,il diritto dei quiriti.

Il ius quiritium costituì il diritto oggettivo durante l’età della monarchia,nel corso della quale al vertice della città-stato,

stava un magistrato unico avente la qualifica di rex.Dopo la transizione dalla monarchia alla repubblica,avvenuta verso

la fine del 6°secolo A.C,il rex fu sostituito da una coppia di magistrati supremi denominati praetor maximus e praetor

minor.L’inizio della repubblica coincise con l’insorgere di un grave conflitto sociale tra i patrizi e i plebei.

Il complicarsi della vita sociale coincise con l’abbandono del termine quirites per il più generico cives,cittadini.

Ai “pontefici-consulenti”venne affidato il compito sia di intervenire in caso di conflitti di interesse da comporre

interpretando appunto i mores sia di tramandare gli stessi mores negli anni.

Dopo l’avvento della fase repubblicana dello stato-città,alla fonte consuetudinaria delle norme si venne aggiungendo

una fonte autoritativa,che fu denominata lex:essa consisteva in un provvedimento deliberato dall’assemblea del

popolo su proposta di un magistrato,munita di approvazione del senato.Ciascuna lex conteneva una o più norme

giuridiche,messe per iscritto in un testo.

Quindi,possiamo affermare che nel primo periodo fino a tutta la repubblica,il diritto romano rimase nel suo complesso

un ordinamento a carattere consuetudinario e giurisprudenziale.

12-LA GIURISDIZIONE DEL PRETORE E GLI EDITTI:Il compito primario della giurisdizione era la scelta e la dichiarazione

delle norme secondo le quali ciascun conflitto avrebbe dovuto essere deciso.La funzione giurisdizionale era svolta in

Roma da uno dei magistrati.Successivamente,questo compitò passò nelle mani del pretore urbano il cui compito

specifico era quello di esercitare la giurisdizione civile,ove si scontravano gli interessi dei singoli cittadini privati.A

questo processo prendevano parte quattro soggetti:”l’attore”che doveva far valere il proprio interesse individuale

contro quello di un altro soggetto detto “convenuto”;il magistrato cui spettava di presiedere alla risoluzione delle

controversie,il giudice privato,”iudex” al quale competeva esprimere l’opinione.

Il “iudex”era un soggetto privato,incaricato di conoscere e giudicare la singola causa.

Nell’interesse dei privati il pretore era solito rendere pubblici i criteri ai quali si sarebbe attenuto nell’istruire i giudici

di volta in volta da lui nominati per ciascuna causa.

Ciascuna promessa generale di istruzione a futuri giudici si chiamava editto.

Secondo il giurista romano Papiniano,l'editto serviva a completare,spiegare,e migliorare lo ius civile,diventando un

veicolo importante per l'evoluzione del diritto civile romano.Nel tempo,dunque,si venne consolidando una serie di

norme ripetute da ogni pretore che prese nome di edictum tralaticium,cioé di "editto trasmesso"quasi in via ereditaria

da un pretore al proprio successore,che l'avrebbe quindi integrato e rinnovato.

13-IL IUS HONORARIUM NEL SISTEMA DEL DIRITTO OGGETTIVO:-Esempio di clausola edittale:”se taluno afferma che

un altro gli è debitore di una somma di denaro,io rilascerò al giudice un’istruzione nei termini seguenti:se risulta che

Caio è debito verso Tizio di una somma determinata,in conformità di una norma del diritto civile,il giudice condanni

Caio a pagare quella somma a Tizio,se non risulta lo assolva.”

In questo caso l’editto pretorio viene a confermare una preesistente norma di ius civile.

Ma l’editto perpetuo può anche contenere una clausola come la seguente:”se si presenterà taluno a reclamare che gli

è stata negata la restituzione di una cosa che era stata affidata in custodia,io concederò contro colui che si era assunto

la custodia della cosa un giudizio in questi termini:se risulta che per comportamento doloso di Caio la cosa di cui si

discute non è stata restituita a Tizio,il giudice condanni Caio a pagare a Tizio il valore in denaro della cosa;se non


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Gnoli Franco.

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