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risulta,assolva”.Con tali parole il pretore non richiama a una norma già stabilita dalla ius civile,ma dal suo editto

perpetuo.

Il ius honorarium è il sistema di norme che nel periodo successivo al 367 a.C. venne introdotto dai magistrati romani al

fine di colmare le lacune dell'ormai obsoleto ius civile,sempre più inadeguato a regolare la crescente società di Roma

in un periodo di grande espansione geografica,militare ed economica.

Definizione di azione civile e azione magistratuale:si parlerà di azione civile quando a fondamento del procedimento è

portata una regola di ius civile,che l’editto si limiterà a confermare e il processo che ne seguirà verrà appunto

condotto secondo la struttura di un’azione civile;si parlerà di azione magistratuale quando il fondamento del processo

non risiede nella ius civile ma dovrà essere il pretore,attraverso l’editto,a indirizzarlo verso giusta sentenza.

14-IUS CIVILE E IUS HONORARIUM:Sotto il profilo storico lo ius honoratium è stato di importanza fondamentale poiché

molti rapporti sociali furono risolti grazie ad esso,e il diritto romano si arricchì di molti istituti e mezzi giuridici nuovi.

Specialmente nel periodo della sua formazione,il diritto onorario è apparso come un diritto più agile e progressivo nei

confronti del diritto civile.Ma dopo Adriano,nel 2°secolo D.C,il testo dell’editto perpetuo si fissa in modo definitivo

non apportando quandi più alcuna fonte nel ius honoratium,mentre le nuove fonti che si vengono affermando

confluiscono nel ius civile.L e posizioni quindi si invertono e il sistema più innovativo torna ad essere lo ius civile.

15-LE NORME ROMANE DI IUS GENTIUM:Lo ius gentium è l'insieme di regole che ha la sua fonte nella ragione

naturale.Esso si contrappone concettualmente allo ius civile quale diritto proprio di ciascun cittadino romano.I primi

vagiti dello ius gentium posso essere collocati all'espansione vertiginosa in Roma dei traffici commerciali. Allorché a

Roma si riversarono mercanti e peregrini da ogni città del mondo conosciuto si impose con immediata evidenza il

problema del diritto applicabile alle controversie che riguardavano gli stranieri.Inutilizzabile lo ius civile,il pretore potè

oltrepassare i limiti dello ius civile e applicare alle controversie tra i peregrini o tra peregrini e cives le regole nel suo

editto.Questo tipo di controversie diventò così frequente nella prassi giudiziaria che venne creato un secondo

pretore,il pretore pellegrino,da affiancare a quello già esistente,che assunse il nome di praetor urbanus.Con il passare

dei secoli,le norme codificate nell'editto del praetor peregrinus furono applicate anche ai rapporti tra i cives.

16-LE NORME CONSUETUDINARIE:La consuetudine può definirsi il comportamento costante dei consociati con il

convincimento di ubbidire a una regola di diritto.La consuetudine consta di due elementi:un elemento obiettivo,il

comportamento costante dei consociati,e un elemento subbiettivo,la convinzione di ubbidire a una regola di diritto.

17-LE NORME PRODOTTE DA FONTI AUTORITATIVE:l’evoluzione del sistema delle fonti,nelle varie fasi di sviluppo del

sistema romano:

a)-primo periodo-Nella fase del diritto quiritario,sola fonte è dapprima la consuetudine,la quale non era fonte

autoritativa,poi ricordiamo la legge comiziale,la quale legge trae origine dall’accordo tra il magistrato e l’assemblea del

popolo.

b)-età classica(fine 1°A.C/metà del 3°secolo D.C)-Accanto al ius civile,la consuetudine e la legge comiziale,si pongono

dapprima il ius gentium e successivamente il ius honorarium.Successivamente con l’avvento del principato ci furono

conseguenze notevoli nel campo delle fonti del diritto:ricordiamo il senatoconsulto,ossia il riconoscimento di efficacia

normativa diretta al parere del senato;l’altra di importanza maggiore è la costituzione del principe,cioè la statuizione

di norme da parte del principe.Nei cataloghi delle fonti del diritto sono menzionati anche i responsi dei giuristi.

c)-terzo periodo-Nella fase postclassica,caratterizzata dalla monarchia assoluta,l’imperatore si pone come unica fonte

del diritto e di conseguenza diviene fonte per eccellenza la lex imperiale,ossia la costituzione imperiale.

18-L’INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO:La determinazione del contenuto delle norme prende il nome di interpretazione

delle norme.L’interpretazione può essere autentica oppure dottrinale.È detta autentica l'interpretazione della legge

effettuata dal medesimo organo che ha posto in essere l'atto normativo.L’interpretazione dottrinale viene invece

effettuata dagli studiosi del diritto.

Si usa distinguere inoltre un’interpretazione grammaticale e un’interpretazione logica:nella prima si ha riguardo al

significato delle parole e alla disposizione loro nel discorso;nella seconda si ha riguardo alla posizione della norma nel

sistema.L’interprete ha il compito di rendere espliciti nessi e principi.

Si ricorre all’interpretazione analogica qualora un caso non rientra sotto nessuna norma particolare;si fa quindi ricorso

alle norme che regolano casi simili o materie affini.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Gnoli Franco.

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