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05/10/15

DIRITTO ROMANO ricevimento mercoledì 11.00

esame 03/02/2016 24/02/2016 ORALE

Parte più importante proprietà e regime contrattuale.

Diritto romano,é il diritto applicato in un arco di tempo molto ampio dall'ottavo secolo a.c. Fino alla metà del

500 d.c. 1300 anni. Prima in un piccolo paese poi in una città-stato (nucleo organizzativo forte) poi repubblica

ed infine nel principato d'impero. Roma comprende tutto il mondo mediterraneo. Diritto romano radici nel

mondo moderno.

DIRITTO: serve a disciplinare l'egoismo umano. Il giurista cura la società, che é un insieme di individui. Diritto

romano ci permette di vedere 1300 anni di conflitti, di interessi, lotte, sopraffazioni. La società é rimasta grazie

alle leggi. Il dritto continua a cambiare perché in ogni momento gli interessi sono diversi. Tante regole diverse

che cambiano in ogni momento, una sequenza in continuo movimento. Diritto è qualcosa di molto simile alla

lingua parlata, che ha delle regole applicate da tutti e il diritto é la lingua della società. Se i conflitti diventano

più aspri il diritto interviene e regola i contrasti. Nel diritto romano vediamo il suo svolgimento storico, insieme

di esperienza giuridica.

Diritto e giustizia non coincidono, la seconda é una cosa astratta mentre il diritto é un insieme di esperienze.

Diritto può essere oggettivo e soggettivo.

Diversità dal mondo romano é che loro hanno un'azione e cioè di andare in tribunale e avere un diritto. Loro

partono dalle azioni. Diritto è una strumento per risolvere un conflitto. 06/10/15

Il diritto cambia nel tempo e nello spazio ed é un prodotto sociale. Diritto legato assolutamente all'uomo e alla

società. Diritto e giustizia sono concetti diversi,il primo legato alla categoria del l'utile mentre la giustizia é

legata alla categoria filosofica. Il diritto ha però una tensione etica a realizzare la giustizia. Il diritto aspira a

realizzare la giustizia. Il giurista cerca di creare la giustizia nel caso concreto e cioè l'EQUITÀ.

I romani avevano come magistrato il pretore, era un politico che cambiava ogni anno, la sua attività era quella

di presiedere all'amministrazione della giustizia. Il criterio d'ispirazione del pretore era l'equità. Il pretore ogni

anno sentiva le cause proposte e indicava soluzioni ispirate all'equità. Questo Comportava che il diritto di anno

in anno si adeguava ai cambiamenti sociali grazie all'opera del pretore. Il diritto formato dal pretore

caratterizza l'epoca CLASSICA del diritto romano, in cui é importante l'attività del pretore.

I romani hanno fatto pochissime leggi.

Suddividiamo la storia del diritto romano in vari periodi.

In genere il cambiamento della forma costituzionale di governo il diritto privato ha avuto una rilevanza minore

di quella che hanno avuto altri elementi. Ci sono dei fatti che portano grandi mutamenti.

Periodo più antico:

- 754/753 a.c. Periodo Arcaico

Periodo arcaico, si fissa la data del 366 a.c. Permangono caratteri arcaici. Ne 367 ci furono leggi,

Patrizi e plebei furono due gruppi distinti perché veneravano divinità diverse. I patrizi governavano e i plebei

erano molto poveri e quindi c'erano molti conflitti. Successivamente vengono parificati.

Altri autori spostano questo periodo più avanti quando Roma sconfigge Cartagine. E inizia per Roma un nuovo

periodo, commerci più frequenti e diventa una potenza commerciale. Questa necessità porta nel 242a.c. ad

istituire una nuova figura che é quella del pretore peregrino. Il suo scopo é quello di regolare i rapporti tra

Roma e gli stranieri.

Dal 242 a.c. Fino al 27 a .c. Si parla di diritto pre-classico e mantiene caratteri uniformi.

Dal 27 a.c. fino al 240d.c. Si pone come Data convenzionale della fine del periodo classico

Dal 240d.c. Fino alla morte di Giustiniano, 565dc. si chiama periodo post-classico.

ARCAICO

Fonti date dall'archeologia, dall'epigrafia o di tipo letterario ricostruiscono le origini.

E grazie ad esse Noi capiamo i caratteri del periodo arcaico.

Romani tradizionalisti, tendevano a tenere sempre la stessa forma, per i romani parlare di riforma voleva dire

tornare alla forma precedente. I giuristi mantengono le forme antiche per realizzare moderni, grazie all'esame

degli istituti riusciamo a capire come dovevano essere nell'età antica e il loro significato. Il diritto é forma,

l'epoca arcaica del diritto romano é caratterizzato da un grande formalismo. Il rispetto di un certo

rito/procedura assicurava il diritto. Rito é dato da gesti solenni, parole solenni, immutabili. Perché quello che

unisce i vari iniziali membri di queste comunità é dato dall'uniformità dei culti, stessa visione del mondo 1

spiegato secondo schemi mitici. Stesse idee religiose, che é qualche cosa di simile alla magia. La loro visione

del mondo era magica. Il sacerdote é una delle figure più importanti, il collegio di sacerdoti più importante é

quello dei PONTEFICI. Esistono diversi tipi di collegi, quello delle vestali, il loro compito era quello di

conservare il fuoco di Roma. Per i romani è giusto quello che piace agli dei. L'uomo si assicura il favore degli

dei attraverso dei riti. Seguire un rito crea un certo risultato e sono i sacerdoti a creare questi riti. Ogni uomo

non é singolo esiste solo in quanto appartenente a un gruppo. Le colpe dei padri ricadranno sui figli. Senso di

colpa che ricade in generazione in generazione. Il diritto emerge se si esegue il rito in un determinato modo. Il

diritto ha a che fare con la religione. 12/10/2015

Il termine che indica il diritto in latino è ius,questa parola è la radice per esempio di giustizia,giurisprudenza. La

parola norma ha una discendenza invece più pratica, in origine indicava la squadra, lo strumento per fare gli

angoli retti. La parola ius ha a che fare con Giove, ovvero il padre degli dei. È lo strumento in grado di

collegare gli uomini agli dei. Il termine ius ha in se un'importanza filosofica ed etica fondamentale.

Da dove viene il diritto? Quali sono le fonti?

Esistono diverse fonti di produzione del diritto e fonti di cognizione del diritto. Per fonti di produzione si

intendono gli atti e i fatti dai quali sgorga il diritto. Le fonti di cognizione sono gli strumenti che permettono di

conoscere il diritto.

La fonte più antica di produzione sono i mores, ovvero i costumi. I mores sono i modi di comportarsi reiterati

nel tempo che si ritiene siano sempre stati così e vengono per questo continuamente osservati. Per gli

antichi la consuetudine crea il diritto. Il diritto non nasce da una autorità che lo pone, ma nasce dagli usi e

dai costumi di ciò che viene comunemente fatto. I consociati ripetono e tengono questi usi con la convinzione

che questo comportamento sia necessario. I mores come le consuetudini sono formati da un elemento

materiale/oggettivo che é il comportamento e da un elemento soggettivo/psicologico che è la convinzione

che quel comportamento sia necessario. Comportarsi così produce determinati effetti. È una fonte di

produzione non autoritativa perché non viene imposta da una autorità. Le regole nascono perché il gruppo

mantiene un comportamento perché è ritenuto giusto. Questo comportamento diviene poi norma giuridica. La

norma prevede delle sanzioni per i trasgressori, è una regola accompagnata da una forza coercitiva. Ha una

forza tale per cui deve essere rispettata, la norma stabilisce di tenere un certo comportamento e chi non lo

tiene viene punito. Nell'insieme ampio delle norme ci sono quelle giuridiche che prevedono sanzioni nei

confronti dei trasgressori. I mores creano norme giuridiche con l'idea di giustizia. Se la norma viene vista come

giusta, viene seguita dalle persone. I mores sono tali fino a che c'è questa convinzione e vengono rispettati da

chi condivide una certa ritualità, i mores uniscono tra loro alcuni gruppi di persone che si riconoscono come

appartenenti ad un unico nucleo avendo in comune il culto della religione. Coloro che conoscono i mores sono

i sacerdoti, essi li interpretano in maniera tale da creare anche un diritto nuovo. Si fa leva sull'aspetto della

tradizione e l'interpretazione della tradizione che viene interpretata in modo da essere utile per il presente.

Es. un pater famiglia vuole acquistare uno schiavo e c'è il problema di rendere effettivo e sicuro l'acquisto. La

soluzione è il rito. I pontefici osservano la realtà e da essa ne traggono gli elementi essenziali della

compravendita. La compravendita viene come stilizzata. C'è bisogno di venditore, compratore, schiavo, dei

testimoni e della bilancia... Il simbolo è dato da una bilancia, la libra. I testimoni sono 5 cittadini romani puberi

e assistono all'atto librale posto in essere dalla bilancia. Chi vuole acquistare lo schiavo mette sulla bilancia un

quantitativo di bronzo (non esisteva ancora la moneta coniata), lo schiavo diventava così di chi lo aveva

acquistato. I pontefici hanno così stilizzato la compravendita. I testimoni servono per la pubblicità dell'atto.

Questo atto è la mancipatio, ed è stato inventato direttamente dai pontefici. Il sacerdote non deve

necessariamente essere presente, sono necessari solamente i testimoni. Se la mancipatio non è eseguita,

l'atto non produce effetto e lo schiavo non viene acquistato.

Il problema è che se per ipotesi un oggetto invece di venderlo lo voglio regalare? Allora si mette sulla bilancia

invece di un corrispettivo, una quantità simbolica, ovvero una sola moneta. Avviene così il passaggio di

proprietà. Viene usata una moneta solamente come simbolo. Il rispetto della forma è essenziale e assicura il

passaggio di proprietà. È un esempio di invenzione di un rito che agli inizi ha un determinato scopo e poi ne

ha altri. Il rito crea il diritto quindi se si è svolto il rito nessuno può cambiarne gli effetti. Nell'epoca più antica,

l'interpretazione dei sacerdoti inventa i riti che sono svolti da tutta la popolazione. I sacerdoti fanno emergere

dalla realtà il diritto. È una interpretazione creativa effettuata dai sacerdoti e dal collegio dei pontefici. Sono i

pontefici che inventano questo rito. 2

Per i beni di prima necessità può bastare l'accordo, la mancipatio serve per beni particolari, ovvero gli oggetti

importanti per la Roma antica come bestiame,schiavi e servitù rustiche....

-mores unito all’interpretazione pontificale dei sacerdoti. Questo diritto è applicabile al nucleo dei Quiriti (i quali

avevano culti in comune --> diritto dei Quiriti).

Le cose cambiano quando i sacerdoti, forti del potere loro conferito detengono il sapere nascosto. Alcuni

plebei iniziano a stancarsi di non far parte del mondo dei mores e ad un certo punto chiedono di poter

conoscere i mores. Nasce così il movimento per la legislazione scritta, siamo nel 450 a.C. con la legge delle

12 tavole. Interpretare i mores significa interpretare le 12 tavole. Dopo varie vicissitudini si arrivano a scrivere

così gli antichi mores. Le 12 tavole non agevolano particolarmente i plebei però per la prima volta il diritto è

conoscibile. C'è l'interpretazione delle 12 tavole anche se contengono ancora solamente i mores.

Questo nucleo di leggi si riferiscono ai cittadini (cives). Ius civile è il diritto più antico che si applica solo ai

cittadini. Contiene mores,giurisprudenza dei pontefici,12 tavole,mores scritte più le nuove leggi.

Incominciano a fare i giuristi anche i cittadini che non sono sacerdoti, passaggio da mondo antico all'epoca

preclassico. Sono ammessi anche i plebei nella classe sacerdotale, il primo fu Tiberio Coruncanio ed è

l'iniziativa della giurisprudenza. Egli per primo inizia a rispondere in pubblico e si formano delle cerchie di

ascoltatori che sentendo soluzioni capiscono il metodo. La giurisprudenza non resta patrimonio per pochi ma

diventa un metodo per risolvere le questioni sociali che tutti possono imparare ascoltando i giuristi. Incomincia

ad essere giurista non chi è sacerdote, ma l'uomo civis che sa ragionare, l'anziano a cui si può chiedere

consiglio. Il giurista antico è un uomo al quale chiedere consiglio giuridico, inizia così la giurisprudenza. Si

osservano i fatti e da essi viene tratta la soluzione. I giuristi producono diritto. La giurisprudenza viene intesa

come attività di tutti quelli che sanno fare i giuristi. Si formano poi in un secondo momento delle scuole tenute

dai migliori. La giurisprudenza non è autoritativa, è un diritto controverso perché ci possono essere pareri

contrastanti che però fanno tutti diritto. Possono coesistere pareri diversi. Ad un certo punto si creano così

delle regole che nascono dall'esperienza. La giurisprudenza antica è esperienza di fatti unita ai diversi modi di

risoluzione. Gli antichi giuristi sono gli scienziati dell'epoca perché sono in grado di risolvere i problemi.

Esistono anche le norme di ius gentium, ovvero il diritto delle genti ovvero il diritto che può essere applicato

non solo tra cittadino ma tra popoli diversi. Il diritto delle genti è il diritto che appartiene alla razionalità umana

comune a tutti i popoli. Esso è considerato istituto di ius gentium. Es. la famiglia romana ha un capo famiglia

(istituto di ius civile).

La fides (fede) tenere un comportamento perché così l'altro tiene un comportamento coerente. È la regola

della fiducia. Questo principio è un principio di ius civile perché regola i rapporti tra cittadini ma anche di ius

gentium perché i contratti commerciali si basano sulla fides. Avviene anche tra romani e stranieri.

C'è anche la ius onorarium cioè il diritto che nasce dall'attività del pretore. L'ordinamento romano contiene

una pluralità di ordinamenti. 13/10/2015

Fonti di produzione, vedere come in un ordinamento romano si ha una pluralità di sistemi di fonti e come fanno

a convivere insieme?

L'ordinamento più antico, IUS CIVILE, si applica nei rapporti tra cives cittadini, insieme di norme giuridiche

applicabili per i cittadini. Il dritto si segue in base personale e non territoriale.

Ius civile si compone di diverse parti, quella più antica é data dai mores, costumi degli antenati, la base é

consuetudinaria. I mores vengono interpretati, spiegati, in origine dai sacerdoti, antichi giuristi. Legge delle 12

tavole, si sono limitate a codificare gli antichi mores.

Le leggi sono votate dal popolo in assemblea. Il giurista interpreta le leggi poste ma osserva la realtà il caso

concreto da questo trae una regola di soluzione. Il giurista è chi si sente in grado di dare pareri e di avere

autorevolezza. Si possono avere pareri diversi, quello che é rimasto non é la soluzione dei singoli casi ma ci

interessa il metodo che ha portato la soluzione. Il ragionamento, la scelta di quegli elementi che andavano

considerati per avere una soluzione.

Ius genzium, diritto delle genti, insieme delle regole e principi applicati presso tutti i popoli.

Ius onorarium, la cosa più importante del diritto romano, diversa dal nostro modo di pensare. Simile ai paesi di

Common-law. Il cardine é dato dall'equità, la giustizia nel caso concreto.

Nella società non si può accontentare il volere di tutti e il giurista deve risolvere il conflitto di interessi. Il caso

più immediato é quello violento. La guerra è il caso più antico e attuale di risolvere il conflitto, fa prevalere il più

forte. Questo metodo però non giova alla società. 3

Dal lato opposto si trova l'accordo che regge l'elemento del contratto. Una soluzione negoziale che le parti

sono andate d'accordo. Dal punto di vista sociale non é producente. Il giurista osservando la realtà deve

immaginate il possibile conflitto e prima che si verifichi deve risolverlo in modo generale e astratto, ovvero

prima che si verifichi per tutte le persone. Il giurista quindi deve creare la regola prima che si verifichi il conflitto

d'interesse. La norma é generale e astratta e viene stabilita anche una conseguenza.

Diritto oggettivo come insieme di norme giuridiche poste da diverse fonti. A un certo punto con l'intervento del

pretore peregrino si ha una nuova fonte.

Stranieri, peregrini.

Quando ho un diritto in senso soggettivo?! (Ho il diritto di..)

Si ha un dritto quando l'ordinamento te lo garantisce. Hai il diritto se andando in tribunale il giudice ti dà

ragione. I romani hanno un'azione per, ACTIO, e il modo attraverso il quale si agisce si va in giudizio. Per i

romani il momento importante che fa nascere i diritti è la possibilità concreta di farli valere, che é data dal

processo, cioè l'azione.

UNA PROMESSA É UN VINCOLO PER I ROMANI. il patto, l'accordo, vincola le parti e il pretore mantiene

fede, salverà i patti. Il problema viene risolto attraverso un rito.

Il più antico contratto romano é lo SPONTIO. É la promessa fra le parti. Al pretore interessa la giustizia nel

caso concreto, nel suo editto all'inizio dell'anno stabilisce una serie di casi ai quali darà tutela. Editto, edicere,

pubblicare. È il suo programma, il pretore é un magistrato, tale perché é stato votato, é un politico. Ha inoltre

un potere di comando, IMPERIUM, inoltre ha un potere importantissimo, giurisdizione, in latino si chiama

IURISDICTIO, dire solennemente il diritto. Il pretore ha il potere di IURISDICTIO, e quindi ogni anno emana

l'editto. Nel quale scrive le azioni che darà. Il pretore nell'editto lo prevede in modo generale e gli darà

un'azione nell'ambito del processo formulare. Il pretore mi da la possibilità di intraprendere il processo. Editto

elemento di certezza del dir

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emanuel2296 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Buzzacchi Chiara.
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