Elementi di diritto romano pubblico e privato
Diritto pubblico
Fondazione di Roma
TIMEO 814
Varrone 753 (la più corretta)
Fabio Pittore 747
Cincio Alimento 728
L'epoca romana va dal 753 a.C. al 565 d.C., trattandosi di un arco temporale molto esteso la possiamo dividere in quattro grandi periodi:
- Periodo monarchico; dal 753 a.C. con il primo re di Roma, Romolo, alla cacciata dell'ultimo dei sette re Tarquinio il Superbo (distinzione tra monarchia Sabina e Etrusca).
- Periodo repubblicano; vale a dire dal primo consolato di Marco Giunio Bruto e Quinto Tarquinio Collatino alla nomina di Augusto da parte di Ottaviano (dove rinunciò a tutti i poteri straordinari riconducendo così tutti gli organi della costituzione repubblicana ad una sorta di suo protettorato).
- Periodo del principato; vale a dire dalla nomina di Augusto alla morte dell'imperatore Carino.
- Età del tardo impero; dalla morte di Carino alla morte di Giustiniano, 565 d.C. e, di conseguenza, alla fine dell'intero periodo romanico.
La monarchia
Roma nasce dunque dal primo re Romolo. Era come una città stato con una parte chiamata urbs, dove si trovava la sede del re, e una parte chiamata pomerio che era una zona agricola che stava intorno alla città (al di fuori delle mura e non poteva essere né arato né calpestato).
Livio (storico epoca imperiale): “Quelli che considerano soltanto il valore etimologico della parola Pomerio interpretano esso nel senso di terreno dietro le mura, ma è piuttosto lo spazio intorno le mura che anticamente gli Etruschi nel fondare le loro città, là dove intendevano innalzare le mura consacravano dopo aver preso gli auspici, fissandone tutto intorno i limiti con dei cippi, affinché dalla parte interna gli edifici non fossero contigui alle mura e all'esterno vi fosse un tratto di terreno libero da opere umane. Questo spazio che non poteva essere né abitato né arato i Romani lo chiamano pomerio”.
A capo della città c'è il re con potere vitalizio ed esso non doveva essere per forza un cittadino romano. Dopo la morte del re inizia l'interregnum (periodo che va dai 5 ai 500 giorni), dove ci sono gli interrex che devono trovare il nome del nuovo re e per fare ciò vengono convocate le assemblee popolari. Il consiglio degli anziani, tuttavia, può cambiare le sorti e inoltre il re non avrà preso i pieni auspici poteri senza gli (dati dagli dei), infatti le divinità devono essere d'accordo con la scelta del nuovo re e per fare ciò troviamo come intermediario la figura dei sacerdoti che interpretano i segni. I primi re sono Latini o Sabini, gli ultimi sono Etruschi.
Festo: “È detto interregno lo spazio di tempo che intercorre tra la morte di un re e la nomina del successore”.
Livio: “Governavano 10 senatori uno solo aveva le insegne del comando, il potere era limitato a 5 giorni e facevano a turno tutti e per un anno si ebbe l'interruzione del regno questo periodo è l'interregnum”.
Il re, una volta tale, ha il comando assoluto, poiché ottiene l’imperium che deriva dal comando militare e gli attribuisce pieni poteri. Il re è sommo sacerdote e dunque ha competenza religiosa. I poteri del re sono quindi:
- Religiosi
- Amministrativi
- Politici
- Militari
Il diritto era principalmente diritto sacro (sommo sacerdote). Quando si passerà alla repubblica vi sarà una figura chiamata rex sacrorum: la figura del re esiste ancora ma avrà minor potere religioso.
Il re per svolgere le funzioni religiose era aiutato da collegi sacerdotali:
- Convegno dei pontefici: sono 5 e all'inizio erano artigiani che potevano irritare gli dei, perché costruivano oggetti (superiori). Per placare l'ira degli Dei costruiscono un ponte e diventano anche pontefice massimo sacerdoti. Hanno il controllo sulle fonti del diritto e a capo del convegno c'era il (titolo che ha anche un principe).
- Collegio degli Auguri: sono 3 che aiutavano il re con i segni al fine di prendere gli auspici.
- Le Vastali: che era un collegio unicamente femminile.
- I Flamini: che si dovevano occupare di una singola unità, ognuno si riferiva a una divinità e il capo prende il nome di Flamen dialis, perché si riferiva a Giove.
- Collegio dei Feziali: Avevano un ruolo di diritto internazionale (es. andavano a dichiarare la guerra ad altri popoli).
Per quanto riguarda i poteri amministrativi il re era capo assoluto di Roma. Per far vedere che era lui il capo si serviva di oggetti e vesti. Quando si allontanava dalla città veniva sostituito da un prefetto.
Duoviri perduellionis: doveva garantire il rispetto del periodo pubblico e aveva come aiutanti che dovevano aiutarlo nei casi di alto tradimento.
Questores parricidi: trattano l'uccisione del padre di famiglia o di chi ne sta a capo.
Il re era a capo dell'esercito e aveva come aiutanti:
- Magister populi: comandante fanteria
- Magister equitum: comandante cavalleria
- Pretori (funzioni esclusivamente militari).
Il re dava l'indirizzo politico alla città e toccava a lui mantenere anche l'ordine pubblico, dunque si occupava anche dei crimini, solitamente per i crimini più gravi per mantenere la pace tra uomini e divinità. I più gravi erano la perduellio (l'alto tradimento) e il parricidio (uccisione del pater familias o di uno del consiglio degli anziani) e in questi casi il re veniva affiancato da magistrati.
Per quanto riguarda i “reati religiosi”, il colpevole veniva allontanato dalla comunità, è dichiarato da quel momento, abbandonato dalla comunità, chiunque poteva ucciderlo senza essere incriminato.
Livio: “Il re era capo supremo dell'esercito e aveva l'imperium che utilizza per fondare il suo potere e con esso può guidare l'esercito e o prendere decisioni ed questo verrà poi trasmesso ai magistrati dell'epoca repubblicana e agli imperatori”.
Viene aiutato dal magister populi e dal magister equitum e verrà poi aiutato dai pretori che ancora non si occupano dell'amministrazione della giustizia (epoca repubblicana), ma sono solo militari.
Non si sa se il re poteva emanare le leggi, si parla di leggi regie, più che altro poteva emanare delle ordinanze di ordine religioso. Il re è una figura monocratica (Romolo aveva però un collega che lo affiancava), ma esso più che eletto è creato, perché l'assemblea ha il compito di acclamarlo solo quando la proposta del re è già stata fatta.
Poi abbiamo:
- Consiglio degli anziani (diventerà senato): Con Romolo sono in 100, poi si passa circa a 200 e con i re etruschi si arriva a 300. Per un nuovo re dovevano convocare l'assemblea popolare che era composta dal popolo armato e proprio perché erano armati non potevano oltrepassare il Pomerio. Poi il senato doveva intervenire e ratificare questa decisione. Successivamente il re doveva prendere gli auspici.
L'assemblea pubblica era divisa in curie (comitia curiata): per acclamazione del re, poi doveva assegnare al re l'imperium, infatti si parla di lex curiata de imperio. Aveva potere anche per quanto riguarda le decisioni che comprendevano il diritto di famiglia.
Serbio Tullio (penultimo re etrusco) fa una riforma dell'esercito importante per un'assemblea repubblicana che nascerà (comitia centuriata). È una riforma timocratica basata sulle ricchezze della cittadinanza. Si parla di 193 centurie ognuna comprende 100 uomini. C'erano 18 centurie di cavalieri, 5 classi di fanti: la prima di 80 centurie, la seconda 20, la terza 20, la quarta 20 e la quinta 30. Le 5 restanti sono 4 di artigiani e 1 centuria di proletari e sono in ordine timocratico, cioè sulla base del reddito.
È la base della nuova assemblea popolare in epoca repubblicana che sarà in assoluto la più importante perché eleggerà i magistrati maggiori. Serve anche per i giudizi criminali, ma per le elezioni normali si inizia sempre dalle classi che hanno più reddito. Quando si sospendevano le elezioni solo le classi maggiori potevano influire quindi la democrazia non si era fortemente instaurata, era per lo più un sistema aristocratico.
Nelle centurie c'era la suddivisione tra juniores (da 17 a 45 anni) e seniores (45+ anni).
Livio: ab urbe condita (era il metodo che utilizzavano i romani per contare gli anni).
Tarquino Superbo (tiranno) regnò 25 anni, la monarchia era durata a Roma dalla formazione della città alla liberazione dal tiranno in totale 225 anni e vennero eletti 2 consoli Lucio Tarquinio Collatino e Lucio Giunio Bruto.
Nel 509 a.C. si conclude il periodo monarchico e l'opinione dominante vuole che ciò sia dovuto ad una sollevazione interna nel palazzo, ma in realtà non si può parlare di una vera e propria insurrezione. Secondo una teoria venne da parte dell'aristocrazia patrizia facente parte del senato. Si parla di acquistata libertà. Il re esiste ancora ma per la costituzione non ha più significato.
Repubblica
Col passaggio dalla monarchia alla repubblica abbiamo il rex sacrorum dove la figura del re viene ridimensionata non ha più valori politici ma solo religiosi. Dopo la cacciate dei re nascono i tribuni che hanno origini militari e governano con le armi, dopo vengono eletti i consoli.
Nuova fase: epoca repubblicana (diverse difficoltà) in cui si ha la contrapposizione tra patrizi e plebei. I patrizi erano gli abitanti in origine della città e i plebei erano quelli arrivati dopo.
Per lo studioso tedesco Mommsen: “I plebei rivendicano la remissione dei beni, la partecipazione alla divisione delle terre, la capacità matrimoniale e equiparazione politica” (i loro figli non potevano andare nelle magistrature o interpretare gli auspici). Allora cominciano ad organizzarsi come anti-stato e si ritirano sul monte Aventino e non partecipano più come militari.
Hanno dei loro magistrati che si chiamano tribuni della plebe. Era un collegio di 10 membri che avevano il compito di difendere la plebe contro gli arbitri dei magistrati patrizi. Hanno fondamentale diritto di veto su quello che fanno i magistrati.
Poi abbiamo gli edili (es. il tempio): avevano il compito di custodire il tesoro dei plebei nel tempio e erano magistrati subordinati ai tribuni. Ma occorre un'assemblea e così viene istituita la concilia plebis a cui partecipa solo la plebe.
Vengono prese decisioni che si chiamano scita da cui plebiscito (decisioni della plebe). Nel 445 viene emanata la lex Panueia importantissima perché abolisce il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei (nozze e figli diventano legittimi) (è un plebiscito).
Nel 367 abbiamo le famose leggi Licinie Sestie che pongono una stabilità tra le magistrature (sono proposte dai tribuni della plebe, ma non sappiamo se esistono davvero). Tutto ciò rappresenta un punto di partenza per la nuova mappa del sistema repubblicano romano e ci furono delle svolte (ad esempio un plebeo poteva diventare console).
Vennero stabilite misure a favore dei debitori come le ridistribuzioni delle terre e i consoli divennero 2 uno patrizio e uno plebeo. Nel 339 viene eletto il pretore con funzioni ancora militari ma anche con giurisdizione della città (c'era un solo pretore). Dopo nel 242 verrà creato un altro pretore e si avrà così uno urbano e l'altro pellegrino. Il primo esercitava giurisdizione solo tra romani, il secondo tra cittadini romani e stranieri o solo stranieri.
Si creano nuovi magistrati che hanno il compito di governare Roma, cioè lo stato.
- Magistrature maggiori
- Magistrature minori
- Magistrature ordinarie
- Magistrature straordinarie
- Magistrature permanenti
- Magistrature non permanenti
- Magistrature curuli
- Magistrature non curuli
Con il termine magistratus si intende sia il singolo magistrato sia la carica (magistratura). I magistrati non sono vitalizi a differenza del re, hanno infatti come caratteristica la temporaneità e durano in carica un anno. Il censore dura 18 mesi e il dittatore dura 6 mesi. I magistrati non vengono retribuiti e anzi spendono molti soldi per la campagna elettorale.
Altre magistrature:
- Cum imperio - Senza imperio console. Al vertice delle magistrature abbiamo il console. È una figura che va a sostituire la funzioni del re e ordinaria ha dunque l'imperium. È poi una magistratura perché viene eletta regolarmente ogni anno. Era collegiale (due consoli) e questo risultava un problema nelle battaglie perché c'era poco tempo per decidere chi avrebbe dovuto avere il comando. Poteva essere svolta con turnazione o sorteggio. Aveva sia potere civile sia militare fino alla riforma di Silla. Il cursus honorem è la carriera politica di ogni magistrato. Il console poteva convocare le assemblee popolari e poteva proporre leggi nominare il magistrato ma non eleggerlo e poi poteva convocare il senato e dava il nome all'anno. La datazione avveniva numericamente e con il nome del console.
- Abbiamo poi il pretore anche lui magistrato maggiore e possiede l'imperium ma non è collegiale. Rimaneva in carica 1 anno, ma era comunque inferiore al console (era scortato da 6 persone, il console da 12). Entrambi avevano anche la potestas, il potere che gli faceva svolgere il ruolo di magistrato. Il console aveva pari potere con il collega, ma tra il console e il pretore il primo prevale.
- Un altro magistrato è il censore, che è la magistratura maggiore, ma si diventa censore solo dopo essere diventato console, quindi è una magistratura maggiore, ma è meno importante del console perché non ha l'imperium. Viene eletto ogni 5 anni (perché avveniva il censimento della popolazione) e durava in carica solo 18 mesi. Veniva aiutato da una decina di tribuni e aveva due registri: uno delle tasse, l'altro per il servizio militare. Egli inseriva nelle diverse classi le persone perché conosceva il reddito e anche le classi interne al servizio militare. Aveva anche un controllo sui costumi della città e poteva “bollare” il cittadino che non li rispettava con abbassamento del ceto sociale. Aveva anche il compito di nominare i senatori. All'interno del senato il senatore era chiamato princeps perché era il più anziano e poteva parlare per primo per poter influenzare i pensieri degli altri.
- Nelle magistrature minori troviamo gli edili che si chiamano edili curuli (curuli perché si affiancavano ai curuli già esistenti dei magistrati minori). Gli edili avevano il compito della cura della città e delle attività di polizia. Queste pratiche prendevano il nome di cura urbis. Si occupavano anche della cura annone inerente ai mercati, approvvigionamento e controllo dei prezzi di mercato. Infine c’era la cura ludorum perché si occupavano anche dell'allestimento dei giochi. Tutte queste sono magistrature ordinarie.
- Straordinario è il dittatore che non viene eletto ma nominato dal console in carica nei casi gravi di sollevazione popolare o di attacco da parte di altre popolazioni. Il dittatore durava in carica massimo 6 mesi e se completava il suo incarico prima usciva prima dalla carica. Aveva molti poteri, venivano sospese tutte le magistrature e aveva 24 dittori, tra vari ricopriva la carica di magister equitum, ovvero era il comandante della cavalleria e aveva lui stesso una cavalleria che durava quanto il dittatore.
I magistrati maggiori sono quelli che possono prendere gli auspici maggiori. Gli auspici erano di 5 tipi secondo i segni celesti (le eclissi o fenomeni simili), oppure tramite il volo degli uccelli, secondo il comportamento dei polli sacri, secondo lo schiamazzo e il correre in modo disordinato dei quadrupedi e eventi funesti e insoliti.
I maggiori erano il console, il pretore, il dittatore e il censore. Minori erano il questore e gli edili.
Le magistrature ordinarie erano quelle che a ogni scadenza si rinnovavano. In quelle ordinarie si ha il rinnovamento della carica e non c'è mai un vuoto tra una carica ordinaria e l'altra.
Il collegio di 10 persone è stato un altro caso di magistrature straordinarie oltre al dittatore e aveva il compito di mettere per iscritto il diritto e restavano in carica solo per la durata del compito. Permanenti sono le magistrature in carica da una elezione all'altra. Tra le cariche permanenti troviamo il censore.
Tra le magistrature, le curuli sono quelle che hanno origine patrizia e quindi quelle di origine plebea non sono curuli: es. gli edili sono una magistratura composta da 2 edili di origine patrizia e 2 di origine plebea. La magistrature maggiori vengono elette dai comizi curiati, mentre le minori dai comizi tributi.
Il magistrato è una carica temporanea, onoraria perché è un onore assumere questa carica e gratuita. Inoltre, la carica corrisponde a una irresponsabilità: quando è in carica non risponde ai reati commessi. La censura nasce nel 463 ma è dalle leggi Liciniae Sestie che si ha un vero e proprio ordinamento repubblicano. Il 367 è un anno molto importante perché da questo momento anche un plebeo può accedere al consolato, ma per far sopportare ai patrizi il fatto di non avere più due consoli si concede una magistratura solo dei patrizi.
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