DIRITTO REGIONALE DEL TURISMO
14 ottobre
Il turismo: caratteri generali
Cos’è il turismo? Il turista viene identificato attraverso la vacanza, chi si reca in un
luogo diverso da quelli soliti e ci passa almeno una notte. Lo svago non deve, per
forza, essere la motivazione del viaggio.
A oggi il turismo è una fonte primaria e irrinunciabile, è un bisogno e un diritto sociale.
Ci sono diverse ragioni per cui si fa turismo. Il turismo si è evoluto ed è cambiato negli
ultimi anni (vacanze più corte, turista più dinamico).
Le diverse forme del turismo: turismo culturale, religioso, gastronomico, sportivo,
folcloristico (la notte della taranta), d’affari, per istruzione (viaggi studio), per esigenze
di salute (termale), giovanile, della montagna, del mare, dei laghi e dei fiumi.
La parola turismo deriva da tour (giro), da qua si capisce che per poter parlare di
turismo occorre che a una partenza segua un ritorno in un tempo ragionevole.
L’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) ha sede a Madrid ed è stata creata nel
1975, con l’obiettivo di promuove e sviluppare il turismo responsabile e sostenibile per
contribuire l’espansione economica e favorire rapporti di collaborazione fra stati, fra
pubblici e privati; dedica inoltre un’attenzione particolare ai paesi in via di sviluppo.
L’OMT nel 2003 è stata trasformata in Agenzia speciale delle Nazione Unite (United
Nations World Tourism Organization - UNWTO). L’ONU nasce nel 1945, creata da 5
nazioni impegnate a preservare la pace e la sicurezza collettiva, tramite la
cooperazione internazionale, oggi ne fanno parte 193 paesi. All’art 11 della
costituzione italiana si dice che l’Italia ripudia la guerra (…), consente però a
limitazioni di sovranità necessarie per avere pace e giustizia fra le nazioni. Questo vuol
dire che l’Italia consente, in condizioni di parità, di limitare la propria sovranità, tutto
questo pensando all’ONU -> l’Italia ha accettato di limitare il proprio supremo potere.
I membri dell’OMT si dividono in effettivi, cioè gli stati sovrani, e poi quelli affiliati, che
sono le organizzazioni internazionali, governative e così via. Uno stato è sovrano
quando comanda su un popolo e su un territorio, ma anche gli altri stati lo devono
riconoscere come sovrano, se no la cosa non ha effetto.
L’uNWTO ha una serie di organi:
- Assemblea generale: si riunisce ogni due anni
- Comitato esecutivo: fatto di 31 membri eletti dall’assemblea generale e dalla
Spagna (l’OMT ha sede a Madrid)
- 6 commissioni regionali
Essa è l’organizzazione internazionale leader dell’ONU in materia di viaggi e turismo.
Sviluppare il turismo in un paese contribuisce a creare condizioni di pace, essa si
impegna a promuovere e sviluppare il turismo. Persegue un’azione sempre più incisiva
con lo scopo di contribuire all’espansione economica, alle relazioni internazionali, alla
pace, alla lotta alla povertà, al rispetto universale e all’osservanza dei diritti umani e
delle libertà fondamentali senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione.
Particolare attenzione è rivolta all’individuazione di nuove destinazioni turistiche al
fine di assicurare una distribuzione equilibrata dei flussi turistici e di favorire la
crescita economica e sociale dei paesi in via di sviluppo (PVS). L’Italia è un membro
effettivo dell’Organizzazione dal 1978 e ha un ruolo decisivo, in quanto è sempre stata
un punto importante in questo tema.
Secondo l’OMT, il turismo è l’insieme delle attività delle persone che effettuano uno
spostamento o soggiornano al di fuori dell’abituale ambiente, per almeno 24 ore e
comunque per un periodo non superiore a un anno e per un motivo principale diverso
dall’esercizio di un’attività remunerata nei luoghi visitati. Questa definizione è
presente nel codice di etica del turismo, adottato nel 1999. Chi si allontana dalla
propria residenza per meno di 24 ore (senza fare pernottamento) viene definito
escursionista, mentre chi si allontana per più di un anno è un emigrato.
L’OMT basa la sua definizione di turismo su un fattore di tipo economico, infatti sono
considerati turisti coloro i quali usufruiscono di servizi a pagamento, apportando
denaro nei luoghi di destinazione. Quindi caratteristiche del turismo sono:
viaggio/spostamento al di fuori dai luoghi abitualmente frequentati, permanenza di
almeno una notte ma per un periodo non superiore a un anno, utilizzo dei servizi a
pagamento nel luogo di destinazione, un motivo diverso dal trasferimento di
residenza.
Occorre distinguere due categorie di turista:
-passeggero: si spostano per qualsivoglia motivo all’interno delle aree abitualmente
frequentate
-viaggiatori: si spostano fuori dagli ambienti abitualmente frequentati, fra questi
dobbiamo cercare i turisti
Il turismo ha una natura composita, cambia il modo di concepire il turismo a seconda
che lo si guardi dal lato del turista (turismo attivo) o dal lato di chi offre servizi turistici
(turismo ricettivo). Gli attori coinvolti nel turismo sono in parte di natura privatistica, in
parte di natura pubblicistica. I soggetti privati sono:
- Il turista: viaggiatore, consumatore, utente finale dei servizi turistici
- L’impresa che opera nel settore alberghiero, dei trasporti, dei beni culturali e
ambientali
- I professionisti che organizzano soggiorni turistici, intermediari tra la domanda e
l’offerta dei servizi.
Fra i soggetti pubblici ci sono:
- Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni (enti territoriali)
- Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo
Approfondimento
Enti-> persone giuridiche costituite dalla comunità per il perseguimento degli interessi
pubblici (Stato, Regioni, Province, città metropolitane e comuni). Ma l’ente pubblico
non funziona da solo, ha bisogno di organi e di uffici
Organi-> soggetti ai quali l’ente assegna contemporaneamente la capacità giuridica e
i mezzi materiale per perseguire gli obiettivi prefissati (Ministero per i beni e le attività
culturali e per il turismo, sindaco), possono essere individuali o collegiali
Uffici-> unità strutturali elementari dell’organizzazione statuale (insieme di mezzi,
persone e cose cui è demandato un determinato complesso di funzioni).
Il turismo in Italia assume un valore economico strategico, per questo anche la
regolazione del settore assume un valore strategico. Il contributo del turismo al PIL
italiano ammonta a 130 miliardi di euro, ossia circa il 9% del PIL nazionale. Le persone
che operano in questo settore in Italia sono 2 milioni e 200mila, in pratica un
lavoratore su 10. Lo stato tutela l’interesse privato, ma anche gli interessi che sono
potenzialmente in conflitto per coloro che operano nel settore turistico (tutelare la
concorrenza). Inoltre, se da un lato tutela l’impresa turistica, dall’altro deve tutelare
chi utilizza l’impresa turistica. Anche la tutela dell’ambiente è fondamentale. Bisogna
sempre contemperare gli interessi, in quanto ci possono essere diversi interessi
pubblici e privati, a volte possono esserci anche interessi internazionali.
Il decreto legislativo è uno degli atti del governo, anche se la funzione legislativa in
Italia spetta al Parlamento. A volte anche il governo può fare atti aventi forza di legge,
ossia il decreto-legge (non c’è tempo per approvare una legge, il governo interviene
subito, però poi deve essere trasformato in legge) e decreto legislativo (il governo
riceve la delega per emanare una legge).
L’art 22 del codice del turismo (d.lgs.) dice: al fine di superare la frammentazione della
promozione e della strutturazione dell’offerta per promuovere circuiti virtuosi, in grado
di collegare tutta l’Italia e di contribuire strategicamente a creare un’offerta tematica
idonea a soddisfare le molteplici esigenze dei turisti nazionali e internazionali, sono
realizzati i circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell’offerta e dell’immagine
turistica dell’Italia, corrispondenti ai contesti turistici omogenei o rappresentanti realtà
analoghe e costituenti eccellenze italiane, nonché veri e propri itinerari tematici lungo
tutto il territorio nazionale. Sono definiti circuiti nazionali di eccellenza i percorsi, i
prodotti, gli itinerari tematici omogenei che collegano regioni diverse lungo tutto il
territorio nazionale, anche tenendo conto della capacità ricettiva dei luoghi interessati.
Possibili domande: definizione di turismo e tipologie, organizzazione mondiale del
turismo ecc.
16 ottobre
Il turismo nel diritto internazionale e dell’UE
Bisogna capire quali sono le fonti che regolano la materia del turismo, sia a livello
nazionale che internazionale. Tempo fa non si poteva parlare di diritto al turismo in
quanto questo era un fenomeno solo per ricchi. Oggi le cose sono cambiate. In primo
luogo, il fenomeno turistico in ambito del diritto internazionale e dell’UE com’è
regolato? Questa cosa ci interessa perché la nostra costituzione, all’art 117 comma 1
dice: “la potestà legislativa è esercitata dallo stato e dalle regioni nel rispetto della
costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi
internazionali”. Questa norma significa che sia lo stato, che la regione, deve rispettare
questi tre vincoli (qualunque legge). Gli obblighi internazionali sono i trattati
internazionali, non tutti, ma solo quelli che
l’Italia ha ratificato. Mentre il diritto dell’UE
va rispettato tutto, in quanto fa parte del
nostro ordinamento, per quanto riguarda i
trattati ci si riferisce solo a quelli che lo
stato ha deciso di ratificare facendo propri.
Es: la convenzione europea dei diritti
dell’uomo (CEDU) è un trattato cui l’Italia
ha aderito, ossia quel trattato è entrato
nell’ordinamento.
Gerarchia delle fonti: al vertice ci sono i
principi supremi della costituzione (es. la
forma repubblicana, oppure principio della
libertà personale), le fonti comunitarie e
internazionali (entrano nell’ordinamento
attraverso l’art 117, comma 1, cioè
attraverso la costituzione) sono allo stesso
livello della costituzione, purché non
violino mai i principi supremi. Questi quindi
non entrano a livello della legge, ma a un
livello superiore, così che anche le leggi devono rispettarle. Dopo le fonti primarie e i
regolamenti parlamentari ci sono le fonti secondarie.
Un sinonimo di norma internazionale è accordo, convenzione, trattato. Guardando al
diritto internazionale esistono due tipologie di fonti, ossia le consuetudini e i trattati. le
consuetudini entrano nell’ordinamento senza bisogno di ratifica, mentre i trattati
devono essere ratificati, ossia il parlamento approva una legge che contiene
l’autorizzazione alla ratifica e l’rodine di esecuzione del trattato nell’ordinamento. Ci
sono convenzioni che regolano i rapporti fra stati non legati direttamente al turismo,
ma che comunque in modo indiretto interessano quel settore. Es: convenzione per
l’unificazione delle regole relative al trasporto aereo internazionale oppure sulla
responsabilità degli albergatori per i beni di proprietà dei viaggiatori.
Sempre a livello internazionale, c’è l’OMT, la quale ha un peso molto importante nel
nostro ordinamento. Gli atti delle organizzazioni internazionali possono avere carattere
vincolante, oppure no, in questo secondo caso lo stato non è obbligato a seguire
quell’atto, ma l’atto serve a livello orientativo per lo stato, come una dichiarazione di
principio che si auspica lo stato possa seguire. Sebbene non abbiano carattere
vincolante, gli atti dell’OMT rappresentano degli strumenti di politica internazionale del
turismo. Tra i principali atti non vincolanti c’è la dichiarazione sul turismo mondiale di
Manila, la carta per il turismo sostenibile di Lanzarote. Questi sono atti non vincolanti.
Ma da un diverso punto di vista il diritto internazionale riveste un’importanza
particolare nel settore del turismo.
Oltre all’art 11 un altro articolo importante è il 10 della costituzione, in quanto
riguarda la condizione giuridica dello straniero e dice “l’ordinamento giuridico italiano
si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute
(consuetudini internazionali), la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla
legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Una consuetudine
internazionale dice che quando arriva uno straniero lo stato deve prestargli soccorso.
Anche allo straniero riguarda quindi il turismo. L’articolo 2 del d. lgs 286 del 1998 dice
che “allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono
riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto
interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale
generalmente riconosciuti. Quindi qualunque legge in materia di turismo deve
rispettare le norme internazionali, l’UE e la costituzione.
Il turismo sostenibile
Quando è stata introdotta l’OMT abbiamo detto che ha sempre incentivato lo sviluppo
di un turismo sostenibile. L’OMT, nel 1988, disse: lo sviluppo sostenibile del turismo va
incontro ai bisogni dei turisti e delle aree ospitanti attuali e allo stesso tempo protegge
e migliora le opportunità per il futuro. Esso deve essere il principio guida per una
gestione delle risorse tale che i bisogni economici, sociali ed estetici possano essere
soddisfatti e contemporaneamente possano essere preservati l’integrità culturale, gli
equilibri fondamentali della natura, la biodiversità e il sostegno al miglioramento della
qualità della vita.
L’ONU, nel 1992 afferma: “gli esseri umani hanno diritto a una vita sana e produttiva
in armonia con la natura, il diritto allo sviluppo deve essere attuato in modo da
soddisfare equamente i bisogni di sviluppo e ambientali delle generazioni presenti e
future e, nel quadro della realizzazione dello sviluppo sostenibile, la tutela ambientale
costituirà parte integrante del processo di sviluppo e non potrà essere considerata
separatamente da questo.” Turismo sostenibile vuol dire quindi conciliare i bisogni del
turista con la conservazione dell’ambiente
Dalla conferenza di Rio del 1992 è scaturito un ampio programma di azione,
denominato Agenda XXI, che è una sorta di vademecum per lo sviluppo sostenibile del
pianeta terra (facendo attenzione all’industria del turismo). Essa dice “i viaggi e il
turismo devono basarsi su modalità di consumo e di produzione sostenibili; la
protezione dell’ambiente deve diventare un elemento costitutivo dei processi di
sviluppo turistico; i problemi dello sviluppo turistico devono essere affrontati con la
partecipazione dei cittadini interessati; lo sviluppo del turismo deve riconoscere e
sostenere l’identità, la cultura e gli interessi della popolazione locale”. Il turismo
sostenibile consiste quindi nell’aiutare un popolo, sostenendolo anche
economicamente, ad esempio comprando il prodotto tipico. Si avverte l’esigenza di
superare i modelli di sviluppo dell’industria turistica e di soddisfare i bisogni delle
generazioni attuali senza compromettere la possibilità di soddisfare i bisogni delle
generazioni future, in quanto in mancanza di sostenibilità si grava molto su queste
poiché si troveranno un’eredità pesante.
Il turismo sostenibile trova posto in alcuni dei più importanti atti internazionali che
riportano definizioni e caratteri generali del turismo, a partire dalla Carta di Lanzarote
(OMT, 1995). Questa dice, posto che “il turismo è un fenomeno ambivalente (arma a
doppio taglio, da una parte porta allo sviluppo di una comunità, dall’altro alla rovina)
poiché può potenzialmente contribuire al raggiungimento di obiettivi socio economici e
culturali, ma può anche, allo stesso tempo, essere causa del degrado ambientale e
della perdita di identità locali, scopo della carta è dare vita a un approccio globale e
porre l’accento sul contributo attivo che il turismo, se ecologicamente sostenibile nel
lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei
riguardi delle comunità locali, è certamente in grado di offrire allo sviluppo sostenibile
del pianeta. L’obiettivo non è sfruttare, ma integrare l’ambiente naturale, culturale e
umano. Si vuole integrare la cultura, l’ambiente e gli esseri umani. In questa carta si
trovano riassunti gli obiettivi di un turismo sostenibile, cioè portare sviluppo a una
comunità e non degrado. Questo si può ottenere prestando attenzione all’etica.
L’appendice alla convenzione di Lanzarote contiene una serie di misure e si chiama
“piano d’azione su un turismo responsabile”. C’è una potenzialità rovinosa nel turismo,
perché il turismo comporta un consumo dei prodotti ambientali, inoltre degrada
l’ecosistema di cui siamo parte, soprattutto nel lungo periodo. Solo da poco tempo a
questa parte, nei paesi occidentali, si presta attenzione al fenomeno del turismo
sostenibile. Non è da tanti anni che è presente il problema, e ancora adesso non siamo
perfetti. Questo è il motivo per cui c’è l’esigenza di diritto pubblico del turismo, in
quanto questo deve essere regolamentato, attraverso regole che ne assicurino la
sostenibilità.
Nel 1999 a Santiago del Cile c’erano i rappresentanti dei vari organismi turistici
mondiali (imprese, istituzioni, territori) e in quell’occasione sono stati adottati i princi
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