Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Problemi per cui le regioni non riescono ad orientarsi:

1. Il legislatore non indica se le APT debbano essere organismi locali o regionali

2. Non è indicato se le APT dovessero stare al centro dell’ambito territoriale turisticamente rilevante. Infatti

alcune regioni hanno dichiarato:

 l’intero territorio ambito ed istituito un’unica APT (solo Emilia Romagna)

 più ambiti e più APT

 l’intero territorio ambito e più APT (la maggior parte delle regioni)

l’’organizzazione turistica passa dal decentramento statale con EPT e AACST a regionale con le APT (non vengono

coinvolti gli enti locali).

DPR 175/1993

Decreto che proclama l’esito referendario positivo. Il referendum abrogativo della legge che istituiva il ministero del

turismo e dello spettacolo 617/1959 venne indetto poiché tale ministero occupava spazi e competenze che già dalla

cost 1948 dovevano essere riservati alle regioni. Il DPR ha abrogato in maniera differita la 617/1959 in 60 giorni al

termine dei quali avrebbe dovuto presentare un decreto legge per riorganizzare la materia.

Il governo presenta un decreto legge 273/1993 intitolato “riordino delle funzioni in materia di turismo, spettacolo e

d.l.

sport”, 97/1995 viene reiterato ben 10 volte finché non viene convertito nella legge 203/1995.

LEGGE 203/1995

Legge che ribadisce il centralismo in materia e introduce(unico aspetto positivo) il metodo della residualità:

“esiste un elenco di competenze espressamente attribuite all’amministrazione centrale, per sottrazione le

competenze non riservate allo stato sono di competenza regionale”.

La cosiddetta clausola residuale che viene poi estesa a tutte le materie fino ad essere poi costituzionalizzaata con la

riforma del 2001. Si rovesce la prospettiva perché per esempio nel DPR 6/72 la clausola era statalista, ossia che il

residuo di un elenco di materie era di competenza statale.

Il metodo residuale impone che vi sia un elenco di riserve statali: ciò avviene nell’art 2 in cui vengono espresse ma

sono in conflitto con l’esito referendario poiché troppo centraliste:

1. lo stato definisce la politica del turismo, ritagliandosi unilateralmente il compito di definizione della politica

del turismo giustificandosi con l’esercizio di relazioni internazionali durante lo svolgimento di tale compito.

2. Riconferma la sua funzione di indirizzo e coordinamento nei confronti delle regioni aggiungendo anche la

promozione del turismo sociale e lo sviluppo del mercato turistico nazionale.

La legge 203/95 ha aggiunto il turismo non solo allo sviluppo economico previsto dal 616/77 ma anche al sociale. La

legge oltre ad essere andata contro l’esito del referendum ha esteso le competenze statali, lasciando alle regioni il

premio di consolazione di poter partecipare alla conferenza permanete per i rapporti stato-regioni per esprimere

pareri su: predisposizione del programma turistico promozionale triennale, istituzione del fondo per la

riqualificazione dell’offerta turistica italiana e adozione ed attuazione degli atti relativi al turismo delle istituzioni

della comunità europea. In ogni caso alla fine decideva lo Stato.

SENTENZA KELLY 360/1996

Rende impossibile la reiterazione solo a condizione che si modifichi qualocsa e che quindi ci siano buoni motivi; non

si può legiferare tramite decreti leggi per evitare scandali come la reiterazione del d.l 273/1993

La legge 203/1995 ritorno del potere centralizzato con l’unico aspetto positivo del metodo della residualità anche se

lo stato si riserva troppo competenze. Quindi a fine anni 90 si rivedono le competenze stato-regioni .

1 FASE REGIONALISMO DPR 6/72 Primo trasferimento di potere alle regioni di competenze

originarie che avrebbero dovuto avere dal 148

2 FASE REGIONALISMO DPR Coinvolgimento anche degli enti locali e non solo delle regioni

616/77

3 FASE REGIONALISMO L.N. 112/98 Si rivede l’insieme di poteri della decisione politica per distribuirla

al giusto livello secondo il principio di sussidiarietà; coinvolgimento

anche dei privati e politica concordata con regioni, parti sociali, TO

e turisti.

LEGGE 59/1997

Alla fine degli anni 90 dopo il ritorno al centralismo si avverte la necessità di rivedere le competenze stato-regioni in

cui la protagonista era l’intera società seguendo il concetto di sussidiarietà (= funzione amministrativa collocata al

giusto livello), per realizzare pienamente l’art 5 della costituzione dove sussiste tale principio e non solo per attuare il

titolo V della costituzione sulle competenze stato-regioni. L’obiettivo è far partecipare al governo anche i territori

minori (comuni) ed anche i privati e le autonomie funzionali.

La legge delega 59/1997 esprime il concetto di sussidiarietà: idea per cui le materie residuali devono essere

conferite alle autorità territoriali più vicine al cittadino e quindi più in grado di comprendere e svolgere al meglio la

funzione amministrativa. Inizialmente ci si potrebbe rivolgere anche al privato (sussidiarietà orizzontale o sociale) e

nel caso esso non riuscisse a soddisfare i bisogni, entra il pubblico potere partendo dal basso cioè comune, provincia,

città metropolitana, regione e stato (sussidiarietà verticale o istituzionale) in modo da non perdere tempo e soldi.

Nel caso il bisogno fosse ad un livello maggiore è giusto che intervenga un’autorità più alta.

Legge divisa in due parti:

1) Detta principi innovativi che vanno a rivedere i rapporti stato-regione

2) Rinnova la Pubblica Amministrazione (PA)

Il risultato di questa legge è che l’esercizio amministrativo di ogni materia è stato spostato verso il basso in

via definitiva, lo Stato non potrà più reclamare tale competenza. Questa norma elimina la differenza tra i

diversi istituti di delega (non è definitiva e lo stato può richiamare a se la competenza se non viene ben

svolta), trasferimento, conferimento, devoluzione. L’esercizio amministrativo si sposta verso il basso così:

a. Le regioni e gli enti locali sono destinatari di conferimento di funzioni pubbliche

b. Le autonomia funzionali (= ordinamenti giuridici settoriali che perseguono obiettivi specifici misti)

sono destinatarie di semplificazione e trasformazione di funzioni pubbliche

c. I Privati sono destinatari di:

 Privatizzazione di funzioni pubbliche (lo stato è sempre titolare ma possono esercitare funzioni

pubbliche anche i privati; e es cliniche private che erogano prestazioni pubbliche)

 Liberalizzazione di funzioni pubbliche (= non ci sono più leggi sull’accesso al mercato)

LEGGE BASSANINI d.lgs. 112/1998: TERZA FASE DEL REGIONALISMO

La legge Bassanini è stata delegata con la legge 59/1997 e attuata con il d.lgs. 112/1998. Tale decreto (dal 90 non

sono più dpr) ha l’obiettivo di coinvolgere la società civile (la comunità) nell’esercizio della funzione amministrativa.

Il turismo continua ad essere inserito nel settore organico dello sviluppo economico la cui denominazione viene

arricchita dell’espressione attività produttive. La dicitura attività produttiva implica la creazione di ricchezza

economica soprattutto da parte dei privati operanti nel turismo (come adv o strutture ricettive).

Le competenze stato-regioni sono ripartite secondo:

 la clausola residuale; introdotta dalla legge 203/1995 e integrata nel 112/1998 al comma 7, articolo 3 in cui

viene spiegata in generale mentre poi viene dettagliata per ogni materia nei vari articoli.

 e il principio di sussidiarietà per cui la regione deve trattenere solo le competenze di interesse generale

della materia e conferire il resto alle entità minori (clausola residuale a cascata verso il basso)

Art 43 nuova definizione di turismo con la valorizzazione esplicita delle imprese turistiche (che costituiscono la base

del turismo che portano ricchezza economica) in più all’organizzazione turistica.

Altra novità: gli aspetti sportivi e ricreativi non rientrano più nella materia turismo ma vengono inseriti nel’art 157

che disciplina il settore organico dei servizi alla persona e alla comunità (mentre nel DPR616 erano insieme al

turismo!).

Art 44 competenze elencate dello Stato:

a) lo stato si conserva la definizione, in accordo con le regioni, dei principi e degli obiettivi della politica del

turismo per sviluppare e valorizzare il turismo, cercando l’intesa in una conferenza stato/regioni in cui

vengono sentiti anche le parti sociali, gli operatori turistici e i turisti (i privati).

b) Abbiamo una politica concordata tra stato e regioni con un parere vincolante e una politica negoziata tra

stato e parti sociali (parere non vincolante)politica del turismo altamente democratica

c) monitoraggio delle fasi attuative del documento dei PF relativi agli aspetti statali

d) coordinamento intersettoriale delle attività di competenza dello stato connesse alla promozione, sviluppo e

valorizzazione del sistema turistico nazionale

e) cofinanziamento nell’interesse nazionale dei programmi regionali o interregionali per lo sviluppo del turismo

b,c,d sono legati alle competenze di a. Lo stato non si riserva: raccolta ed elaborazione dei dati, controllo su enti già

vigilati dal ministero del turismo e dello spettacolo e la promozione del turismo sociale, rispetto alla 203/1995.

Perdiamo profilo dello sport ma otteniamo una totale collaborazione tra stato e privati.

Art 45 turismo e industria alberghiera: dove è prevista la clausola federalista residuale, concetto già previsto dalla

203 inizialmente solo per la materia turismo e poi estesa a tutte le altre materie.

Differenze

203 112

Lo stato fissava unilateralmente le linee di principio, Stessa competenza ma lo stato si deve accordare con

cercando solo di stare attento a non invadere le le regioni:

competenze delle regioni. Nel momento della definizione dei principi e

degli obiettivi della politica del turismo

 Nel momento della fissazione delle linee guida

per la loro attuazione, per le quali vanno

sentite anche le parti sociali, TO e turisti

LEGGE 135/2001: 2LQ

Con la riforma Bassanini si creava un conflitto con la 1LQ soprattutto per quanto riguarda le APT che erano

organizzazioni rigide, stataliste e quindi poco integrate con il territorio. Le APT erano identiche in tutta Italia ed

erano statiche rispetto alla dinamicità dello sviluppo economico sui diversi territori. Quindi era necessaria una

differenziazione strutturale a seconda del tipo di territorio con la varietà dei suoi prodotti da valorizzare e del tipo di

turismo da promuovere e un coinvolgendo gli operatori privati. Era un’organizzazione obsoleta che non riusciva a

valorizzare bene il territorio e le risorse ed impediva il decollo economico voluto dalla 112 si reclama una 2LQ.

Seconda legge quadro del 23 marzo del 2001 che riforma la legislazione nazionale del turismo. Introduce due novità

rispetto al passato: nuova idea di principi fondamentali e organizzazione periferica del turismo.

Art 1: principi ma non so i PF! Ma si riferiscono a valori e obiettivi generali sul turismo destinati a

chiunque(regioni, privati, comuni ecc …). In particolare questi valori e obiettivi sono:

1. Il turismo deve perseguire lo sviluppo economico ed occupazionale del paese

2. Il turismo deve perseguire la crescita della persona e della collettività

Come concretizza questi valori?

1. Strumenti del 1

1.1. Disporre di un offerta del sistema turistico più competitiva

1.2. Sostegno alle piccole-medie imprese operanti nel settore

1.3. Prediligere l’uso strategico degli spazi rurali

1.4. Promuovere la ricerca del fenomeno turistico

1.5. Promuovere l’immagine turistica

2. Strumenti del 2

2.1. Tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, culturali e tradizionali locali per uno sviluppo turistico

sostenibile

2.2. Promozione di azioni per la fruizione dei servizi turistici da parte di tutti i cittadini

2.3. Formazione addetti

2.4. Valorizzazione comunità locali

Entrambi i valori sono stati dedotti dalla costituzione e sono stati riadattati nel campo del turismo.

Art 2 : competenze in verità sono i principi fondamentali rivolti solo alle regioni. In realtà non prevede i principi

come nella 1LQ, non c’è un elenco di PF, ma ci sono dei contenuti che un futuro decreto presidenziale del consiglio

dei ministri (dpcm) provvederà a trasformare nei principi veri e propri.

Abbiamo due problemi:

1) Individuazione dei contenuti

I contenuti del turismo sono ricavabili al comma 5 art 2: sviluppo attività economica nel turismo (CIPE),

promozione turistica del paese all’estero, organizzazione turistica sul territorio (STL), realizzazione circuito e

infrastrutture turistiche.

2) Metodo per la costruzione dei PF

I PF sono il risultato di un processo democratico per cui dopo la decisione democratica con la conferenza

stato-regioni, vengono adottati con un dpcm. Il dpcm è una fonte del diritto secondaria (≠legge che è fonte

primaria che però può essere emanata solo dal parlamento e quindi verrebbe meno la decisione condivisa

con regioni e TO che non risiedono in parlamento) e quindi sono un modo di costruire i PF incostituzionale

perché nel vecchio art 117 cost i PF dovevano essere individuati dallo stato ed emanati in una legge, che

rispetto ad un regolamento (dpcm = decreto della presidenza del consiglio dei ministri) è più difficilmente

modificabile, perché non passa solo attraverso la volontà del governo.

Dpcm 13 settembre 2002 = regolamento creato anche dalle regioni. Abroga la 1LQ 217/83.

LEGGE COSTITUZIONALE 3/2001: RIFORMA 2001

Riforma costituzionale che non si era certi sarebbe passata, ha avuto esito positivo dopo essere passata dalla

maggioranza assoluta della camera e una fase referendaria. Viene fatta in contemporanea alla 2LQ.

La riforma del titolo V del 18 ott 2001 la materia turismo passa da competenza concorrente a residuale, con la

conseguenza che lo stato perde la competenza di fissarne i PF. Le regioni impugnano la 2LQ per renderla

incostituzionale, ma la corte costituzionale la mantiene dicendo che i valori di tale legge devono essere condivisi da

tutti e che essendo materia residuale le regioni avrebbero potuto legiferare senza tenerne conto.

Il legislatore costituzionale ha introdotto un sistema ternario della potestà legislativa:

1. Potestà esclusiva dello stato per un elenco di gruppi di materie art 117, comma 2

2. Potestà concorrente stato-regioni per un insieme di materie al comma 3, art 117.

3. Potestà residuale a favore delle regioni per le materie non previste espressamente nei commi 2 e 3, all’art

114, comma 4.

Nelle RSS la competenza della materia TIA è esclusiva, mentre nelle RSO è residuale. C’è stata una specie di

parificazione tra regioni. La materia TIA è esplicitamente residuale grazie alla giurisprudenza sentenza 197/2002.

Lo stato perde quindi il potere di emanare LQ e fissare i PF, ma apporta ancora diversi limiti al potere regionale.

LIMITI ALLA POTESTA’ RESIDUALE

1) Competenza di sistema

Lo stato può intervenire dove c’è iniziativa economica privata, poiché non deve svolgersi in contrasto

all’utilità sociale (turismo fatto di imprese private)

2) Materie trasversali

Lo stato può emanare leggi su materie trasversali, che sono esclusive dello stato ma che toccano anche le

materie residuali (come beni culturali).

La pratica turistica non è un diritto, ma una libertà. Per questo non i si può applicare il LEP (= livello

essenziale di prestazione) che è la quantità e qualità di prestazione di servizi sociali hce la pubblica autorità

eroga rispondendo ai bisogni indicati nella costituzione come diritti (sanità art 32, istruzione art 34,

assistenza sociale art 38).

3) Materie concorrenti

Lo stato può fissare PF su materie concorrenti, limitando il legislatore regionale (per es professioni turistiche

o urbanistica).

4) Chiamata in sussidiarietà

Lo stato ha il potere di richiamare su di sé una competenza amministrativa qualsiasi per motivi di natura

unitaria; questa chiamata in sussidiarietà è frutto della giurisprudenza (sentenza 303/2003) e deve essere

regolata da una legge secondo il principio di legalità. Parte da una funzione amministrativa e arriva a una

funzione legislativa perché deve emanare una legge.

I criteri della chiamata in sussidiarietà vengono stabiliti dalla corte con la sentenza 76/2009, che sono:

a) L’intervento dello stato deve essere giustificato

b) Proporzionato ai risultati auspicabili

c) Basato sul coinvolgimento delle regioni (implica il principio di leale collaborazione tra stato e regioni)

La sentenza 197/2003 fa da guida su quali sono i profili che possono essere oggetto di unitarietà nell’ambito

nazionale.

STL – SISTEMI TURISTICI LOCALI

La 2LQ propone gli STL che sono un organo misto che soppianta le ATP. Le vecchie ATP dei primi anni 80 erano

vecchie e rigide, non rispondevano all’esigenza del territorio e dello sviluppo.

La legge 142/1990 introduceva il principio della separazione tra funzione di indirizzo politico e funzione tecnico-

amministrativa riguardo agli enti locali. Ma questo concetto viene allargato alla materia turismo solo nel 2001; in

questo modo la responsabilità politica è attribuita all’organo politico (regione) e la responsabilità gestionale

all’organo tecnico (STL).

Idea di costruire un’organizzazione dinamica in modo tale da creare sinergia tra pubblico e privato allo scopo di

creare un progetto di sviluppo economico. Il progetto doveva partire dal privato che poi avrebbe coinvolto le

istituzioni pubbliche (sia pubblico che privato per perseguire interessi di carattere generale).

Ci si basa su principi:

 di leale collaborazione interistituzionale

 di sussidiarietà sia verticale che orizzontale

Legge 135/2001 - Art 5: L’innovazione degli STL sta nel termine sistema. Lo sviluppo dell’STL deve:

1) essere in linea con quello della regione, solo così possono richiedere incentivi finanziari allo stato, solo

richiedendo il riconoscimento alla regione e cioè essendo in armonia con la programmazione regionale del

turismo.

2) Il profilo organizzativo è una fitta rete di strutture che cooperano tra loro cercando di integrare tutte le

risorse presenti sul territorio.

3) Essere coerente a livello locale per valorizzare le risorse del territorio.

4) Sistemi turistici interregionali STIR: se le risorse sono presenti in ambiti territoriali omogenei ma

appartenenti in regioni diverse (es lago di garda).

Le novità sono:

 la posizione della regione rispetto all’organizzazione turistica locale: le regioni non determinano

l’organizzazione simil-statalista, ma sono le forze locali che scelgono autonomamente il progetto e

l’organizzazione;

 l’organizzazione delle strutture è diversa (a differenza dalle APT che erano tutte uguali, ogni STL è

diversa e proporzionata alle esigenze).

RIFORMA DEL TITOLO V DI RENZI

Con questa riforma si passerebbe da un criterio ternario a uno binario: ci sarà una potestà esclusiva dello stato su un

certo elenco alfabetico di gruppi di materie e una potestà regionale senza aggettivi (ne concorrente o residuale) su

un altro elenco di materie.

Questo criterio verrebbe corretto in due modi:

1. Correzione del criterio binario a favore delle regioni, viene mantenuta la clausola residuale CORREZIONE

PROREGIONI

2. Clausola di supremazia = clausola che permetterà allo stato in ogni momento, ma in certe circostanze, di

riprendersi materie di competenza regionale. La costituzione fissa però dei limiti a questo potere che è una

novità assoluta rispetto al passato, la condizione per applicare la clausola di supremazia è quando

l’intervento è richiesto per la tutela dell’unità giuridica - economica della repubblica o dell’interesse

nazionale.

Conseguenze del criterio binario:

1. Scomparsa della potestà concorrente: le materie di competenza concorrente verranno ripartite tra stato e

regioni in maniera ineguale 12 ≠ 1.

La clausola residuale funzionerebbe in duplice maniera:

- La prima quella nota con cui le materie non elencate a favore dello stato vanno alle regioni

- La seconda per cui la responsabilità regionale scatterebbe per la parte non coperta dalle norme generali.

Quei profili di interesse regionale non coperti dalle norme generali dello stato andrebbero alla competenza

delle regioni

NORME GENERALI = disposizioni generali comuni che sono norme precettive, cioè capaci di esaurire in sé stesse la

loro operatività, anche nel dettaglio (esaurienti). Sono sorrette da esigenze unitarie, devono essere applicate allo

stesso modo su tutto il territorio. NORME CHIUSE

PRINCIPI FONDALMENTALI = non esauriscono in loro stessi la loro operatività perché sono rivolte alle regioni e poi

vengono attuate in materia molteplice in ogni regione secondo le proprie diverse esigenze. NORME APERTE

Lo stato è titolare ed ha competenza in maniera piena di decidere se le regioni potranno intervenire in determinate

materie legiferando. Lo stato decide lo spazio da dare alle regioni

Non è più competenza concorrente ma integrativa, ossia subordinata all’attività statale (come nella vecchia

costituzione del 1948).

Lo stato si riprende la materia turismo in maniera evidente perché ha la competenza esclusiva di predisporre

disposizioni generali e comuni sul turismo. Il blocchi di materie andranno 21 allo stato e 9 alle regioni. In parte viene

affidata alle regioni in via esplicita: le regioni sarebbero titolari in materia di disciplina per quanto di interesse

regionale, di disciplina delle attività culturali, di valorizzazione e organizzazione regionale del turismo. (secondo la

prof la terminologia è scorretta, sarebbe meglio al posto di valorizzazione la promozione)

Il turismo viene spaccato in due tra Stato e Regioni in modo centralizzato perché lo stato ha sempre la spada di

Damocle sulla testa delle regioni. Quindi la materia turismo viene spaccata in due con baricentro verso lo stato, a

differenza dell’odierna competenza residuale che ogni regione ha.

La clausola di supremazia secondo alcuni sarebbe il punto di chiusura del sistema legislativo delle competenze così

da garantire la diversità degli interessi nell’unità dell’ordinamento; per far valere l’art 5 in cui si dice che la

repubblica è una ed indivisibile.

Qualcun altro ha associato questa clausola alla chiamata in sussidiarietà perché anche li lo stato richiama su di se le

competenze pur non essendone titolare. In verità son due realtà ben diverse perché:

- La chiamata in sussidiarietà viene fatta valere nell’ambito amministrativo e deve avere giustificazioni (3)

- La clausola di supremazia permette allo stato di agire nell’ambito legislativo ed è di carattere unilaterale,

ossia lo stato decide autonomamente e senza gli obblighi della chiamata (3).

L’unico modo di fermare lo strapotere politico dello stato è in side di senato che dovrebbe con la riforma avere più

rappresentatività delle regioni. Con 95 senatori dei consigli territoriali (regioni e sindaci) e 5 senatori di nomina

presidenziale, per un totale di 100 seggi. Se ci sarà questo nuovo tipo di senato rappresentativo dei territori, sarà

praticabile il confronto tra territori e stato ed in quella specifica sede politica si potranno nominare le competenze di

materie che altrimenti resterebbero allo stato.

Perché esiste questo progetto renzi? Lo stato verrà fortemente accentrato a causa di tutti gli scandali regionali che

hanno approfittato della loro autonomia e che quindi hanno perso la fiducia statale. In questo modo si avrà la

legislazione europea e statale, marginalizzando le regioni che diventano meri soggetti amministrativi e non politici,

dovranno solo attuare e non co-decidere.

Se la riforma passa avremo:

- Al comma 2, art 117, lettera s: competenza esclusiva dello stato in materia di disposizioni generali e comuni

sul turismo

- Al comma 3, art 117: competenza regionale (senza aggettivo) disciplina per quanto di interesse regionale

relativa alla valorizzazione e organizzazione regionale del turismo.

NB se lo stato lascia spazio di manovra alle regioni esse avranno una competenza integrativa (è una cosa potenziale)

Non ci sarebbe più la provincia, ma solo stato, città metropolitane e comuni.


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

18

PESO

674.39 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia del turismo
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carla.aguillonlopez di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto regionale e del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Degrassi Lidianna.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto regionale e del turismo

Riassunto esame diritto regionale del turismo, prof La Porta, libro consigliato Contributo alla definizione della materia «turismo». Promozione e organizzazione tra governance e dirigismo regionale, De Grassi
Appunto
Diritto del turismo - Corrado
Appunto
Appunti Diritto Pubblico
Appunto
Riassunto esame Diritto del'ambiente e dei beni culturali, prof. Cocco Giovanni, libro consigliato Elementi di diritto dell’ambiente, Dell'Anno
Appunto