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ESTRATTO DOCUMENTO

- Novità Comitato per la legislazione. Art 16bis regolamento. Esprime pareri sulla qualità del

testo: omogeneità, chiarezza e semplicità. Il parere può essere richiesto dalla Commissione.

10 membri tra maggioranza e opposizione.

b) P C ( ): Art. 72.3 Consente alla

ROCEDIMENTO PER OMMISSIONE DELIBERATE O LEGISLATIVA

Commissione di assorbire tutte le fasi del procedimento di approvazione, sostituendo l’aula.

Tutte e tre le letture sono fatte in Commissione e non c’è bisogno di discussione e votazione

in assemblea. La commissione procede alla discussione e approvazione. Vi sono numerose

garanzie:

- Alcune materie sono escluse da questo procedimento.

- Per la composizione della commissione deliberante vige il criterio della rappresentanza

proporzionale dei gruppi.

- Per l’assegnazione in Commissione, al Senato spetta al Presidente, alla Camera il Presidente

può solo proporla.

c) P C ( ). E’ una via di mezzo tra i due

ROCEDIMENTO PER OMMISSIONE REDIGENTE O MISTO

precedenti e non è previsto dalla Costituzione, ma dai regolamenti parlamentari. Alla

Camera, l’Assemblea può decidere, prima di passare all’esame degli articoli, di deferire alla

competente Commissione permanente o speciale la formulazione degli articoli di un progetto

di legge, riservando a sé medesima l’approvazione, senza dichiarazione di voto.

Oltre ai 3 procedimenti sopra descritti, i regolamenti prevedono delle procedure abbreviate per

l’esame dei pdl urgenti: esauriti i lavori in una Camera, il progetto viene trasmesso all’altra Camera.

Qui inizia il procedimento di approvazione. In caso di emendamenti, il testo ritornerà alla prima

camera navette. Per divenire efficace, la legge necessita di essere promulgata dal Presidente

della Repubblica. E’ il Governo a trasmettere la legge al Presidente della

Repubblica, che deve promulgarla entro 30 giorni. Il Presidente può rinviare

la legge alle Camere con messaggio motivato.

La promulgazione

3.4 - Sia l’atto di promulgazione che l’eventuale messaggio di rinvio

delle leggi devono essere controfirmati dal Governo

- Il Presidente può rinviare una sola volta.

Alla promulgazione segue la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

4 L

EGGI A PROCEDURA RINFORZATA

Il rafforzamento del procedimento legislativo può essere disposto solo da una

norma costituzionale. L C

E LEGGI RIFNORZATE PREVISTE DALA OSTITUZIONE

:

SONO

- Per lo più quando è reso più complesso dell’ordinario, il procedimento

di formazione del progetto di legge. Il rafforzamento può essere

disposto solo da una norma costituzionale.

- Le riforme costituzionali degli ultimi anni manifestano la tendenza ad

introdurre leggi rinforzate che incidono proprio sul procedimento di

4.1 Definizioni formazione della legge. Ad esempio il procedimento introdotto per

l’amnistia e l’indulto.

- I procedimenti rinforzati sono procedimenti specializzati seguiti per

produrre leggi specializzate. Sono atti che hanno competenza limitata

e riservata che attengono a criterio della competenza. Si distinguono

dalle leggi comuni sia per forza attiva (possono abrogare solo le leggi

che hanno quello specifico contenuto) sia per forza passiva (possono

essere abrogate solo da leggi formate con quello specifico

procedimento. Si tratta di fonti atipiche.

Sono atti che non rientrano interamente nel tipo della legge ordinaria, pur

4.2 Fonti atipiche avendo la stessa forma.

a. Atipiche quelle dotate di forza passiva potenziata che l’art. 75.2

7

esclude dal referendum abrogativo (tributarie e di bilancio, amnistia e

indulto)

b. Leggi meramente formali. Hanno la forma della legge, ma non

introducono norme capaci di produrre effetti giuridici generali

nell’ordinamento. Es. legge di approvazione di bilancio e legge di

ratifica dei trattati internazionali. Non ha forza attiva,

5 L

EGGE DI DELEGA E DECRETO LEGISLATIVO DELEGATO

Definizioni La legge di delega è la legge con la quale le Camere possono attribuire al governo il

proprio potere legislativo. Il decreto legislativo (o decreto delegato) è il conseguente

5.1 atto con forza di legge emanato dal Governo in esercizio della delega conferitagli dalla

legge.

La legge di L’art. 76 delimita il potere di delega, fissando alcuni vincoli precisi alla legge di

delega delegazione:

- La delega può essere conferita solo con legge formale

- La delega può essere conferita soltanto al Governo.

- L’art. 76 prescrive che la legge di delega contenga delle indicazioni minime

1. Deve restringere l’ambito tematico della funzione delegata,

5.2 indicando un oggetto definito. Non può essere generale.

2. Deve restringere l’ambito temporale della funzione delegata,

indicando un tempo limitato entro il quale il decreto deve essere

emanato.

3. Deve restringere l’ambito di discrezionalità del Governo,

indicando i principi e criteri direttivi che servono da guida per

l’esercizio del potere delegato.

Il potere esecutivo esercita le proprie funzioni attraverso la forma del decreto. La

formazione dei decreti delegati segue il seguente procedimento:

- proposta del Ministro competente

- delibera del Consiglio dei Ministri

Il decreto - Eventuali adempimenti ulteriori

5.3 legislativo - Eventuale deliberazione definitiva del Consiglio dei ministri a seguito dei

delegato pareri espressi dai soggetti consultati

- Emanazione da parte del Presidente della Repubblica.

Di tutte le fasi deve essere data indicazione nella premessa del decreto. I decreti

delegati vengono pubblicati sulla Gazzetta con il nome di decreto legislativo.

Un particolare tipo di delega accessoria è quella che autorizza il Governo a coordinare

le leggi esistenti in una certa materia, raccogliendole in un testo unico. E’ un lavoro di

Deleghe semplificazione legislativa, perché il Governo può procedere alla selezione delle

5.4 accessorie norme vigenti, abrogando quelle che ritiene superflue. Il fatto stesso che il Governo

e testi unici emani il testo unico comporta una riforma dell’intera materia. IL termine testo unico

designa un tipo di tecnica legislativa.

6 D

ECRETO LEGGE E LEGGE DI CONVERSIONE

Il decreto legge è un atto con forza di legge che il Governo può adottare in

casi straordinari di necessità ed urgenza: entra in vigore immediatamente dopo

la pubblicazione in Gazzetta, ma gli effetti prodotti sono provvisori, perché i

6.1 Definizioni decreti legge perdono efficacia sin dall’inizio se il Parlamento non li converte

in legge entro 60 gg dalla loro pubblicazione. Art. 77. Il decreto no può essere

emanato in materie coperte da riserva di Assemblea, non può conferire

deleghe legislative

Il decreto legge deve essere deliberato dal consiglio dei ministri, emanato dal PDR e

Procediment

6.2 immediatamente pubblicato in Gazzetta. Nel preambolo devono essere specificate le

o condizioni di urgenza, inoltre il decreto deve contenere una clausola di presentazione

8

al Parlamento per la conversione in legge.

Lo stesso decreto legge stabilisce il momento della sua entrata in vigore, di solito il

giorno stesso della pubblicazione.

Il giorno della pubblicazione, il decreto deve essere presentato alle Camere Art. 77.2,

che anche se sciolte sono convocate e si riuniscono entro 5 gg. Presentando il decreto

legge il Governo chiede al Parlamento di produrre la legge di conversione, per cui il

decreto legge viene presentato come allegato di un disegno di legge. Si avvia così un

procedimento legislativo che deve concludersi entro 60 gg.

Il potere di adottare i decreto legge può essere esercitato nel caso in cui ricorrano i

casi: straordinari, di necessità e di urgenza. Le valutazioni dell’opportunità sono del

Parlamento.

Il procedimento leg.vo per il decreto legge è diverso da quello di approvazione della

legge ordinaria, esso è disciplinato dai regolamenti di Camera e Senato.

Al –Senato è previsto il parere obbligatorio della Commissione affari costituzionali.

Alla Camera è stato tolto il parere della Commissione Affari costituzionali,

sostituendolo con un filtro più complesso:

• Nella relazione del governo che accompagna il disegno di legge di

conversione, deve essere dato conto dei presupp9osti di necessità e urgenza.

• La Commissione referente a cui il disegno di legge di conversione è stato

assegnato può chiedere al governo di integrare gli elementi forniti nella

relazione

• Il disegno di legge è sottoposto anche all’esame del Comitato per la

legislazione che entro 5 gg esprime parere alle Commissioni competenti

anche proponendo la soppressione delle disposizioni del dl che contrastino

con le regole sulla specificità ed omogeneità e sui limiti di contenuto dei dl

previste dalla vigente legislazione Art. 96-bis Regolamento Camera.

I decreti legge non convertiti in legge entro 60 gg, decadono e perdono

efficacia sin dall’inizio. L’art. 77 appresta 2 strumenti per regolare la

decadenza:

◊ La Legge di sanatoria: il Parlamento non è tenuto ad approvare la

legge di sanatoria, si tratta di una decisione politica. Questo non vale

ad esempio nei casi di nuove imposte. Il Parlamento può regolare i

rapporti giuridici sorti, ma nel rispetto di principi costituzionali ed in

Decadenza del particolare del principio di eguaglianza.

6.3 decreto non ◊ Il Governo adotta sotto sua responsabilità, provvedimenti

convertito provvisori… Si tratta di responsabilità giuridica penale, civile e

amministrativo-contabile.

Spesso si è ricorso alla pratica della reiterazione del decreto legge: alla

scadenza dei 60 gg, il Governo emana un nuovo decreto che riproduca, senza

o con minime variazioni, quello precedente ormai scaduto e ne sana gli effetti

attraverso meccanismi diversi: come quello della retroazione degli effetti. La

Corte per arginare questa pratica ha emesso una sentenza coraggiosa la n.

360/1996

Spesso negli anni antecedenti la sentenza n. 360/1996, sono stati prodotti

emendamenti (talvolta prodotti dal Governo stesso!), in fase di conversione,

La legge di con il risultato di allungare ulteriormente i tempi di approvazione, tramite la

conversione e gli reiterazione, andando ad approvare un testo completamente diverso da quello

6.4 effetti degli originariamente presentato. Gli emendamenti aggiuntivi opereranno solo nel

emendamenti futuro, ma l’effetto degli emendamenti soppressivi equivale alla parziale

mancata conversione del dl. Lo stesso vale per gli emendamenti sostitutivi.

ha avuto effetti benefici anche in questo senso. Senza la

La sentenza 360/1996

9

prospettiva della reiterazione, il Governo deve riflettere sull’opportunità di

usare il dl per anticipare gli effetti di complesse innovazione legislative e

dovrà evitare il rischio che il dl sia oggetto di proposte di emendamento.

Questo è possibile in 3 modi:

1. Assicurarsi in anticipo un largo consenso politico

2. forzare la mano alle opposizioni usando lo strumento della questione

di fiducia per blindare il decreto legge in Parlamento

3. riportare il dl al suo impiego tipico. E deve sollecitare i Presidenti di

Camera e Senato a dichiarare inammissibili gli emendamenti che non

siano attinenti alla materia del dl. In questo senso, l’introduzione del

Comitato per la legislazione si è rivelato molto positivo.

7 A LTRI DECRETI CON FORZA DI LEGGE

Decreti emanati dal L’ . 78 dispone che le Camere deliberano lo stato di guerra e

ART

7.1 conferiscono al governo i poteri necessari.

Governo in caso di guerra

Gli statuti delle regioni speciali,, che sono leggi costituzionali, prevedono che

Decreti l’attuazione dello Statuto si provveda con un particolare atto: un decreto legislativo,

legislativi di emanato dal Pdr, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta di una

7.2 attuazione commissione paritetica (formata dai membri designati in parti uguali da Governo e

degli Statuti assemblea regionale). Sono atti con forza di legge cui è attribuita una competenza

speciali specifica e riservata: non occorre delega legislativa del Parlamento.

8 R

EGOLAMENTI PARLAMENTARI E ALTRI ORGANI COSTITUZIONALI

l’art. 64 riserva la disciplina

Il regolamento parlamentar è l’atto cui

dell’organizzazione e funzionamento di ciascuna Camera. E’ approvato a

maggioranza assoluta dalla Camera e pubblicato in Gazzetta. Trattasi di fonti

8.1 Definizioni primarie, inferiori solo alla Costituzione con i quali si manifesta l’autonomia e

l’indipendenza dagli altri organi dello Stato. Accanto al regolamento

principale, le Camere adottano regolamenti minori es. Commisioni

d’inchiesta.

8.2 I regolamenti parlamentari nel sistema delle fonti Sono fonti primarie.

- Il regolamento interno del Consiglio dei ministri non può essere

considerato una fonte primaria.

- Il regolamento della Presidenza della Repubblica non è una fonte

primaria, ma è un semplice strumento di gestione amministrativa.

Regolamenti degli - Il regolamento della Corte costituzionale non è espressamente previsto

8.3 altri organi dalla Costituzione. L’art. 137 prevede solo che una legge

costituzionali costituzionale stabilisce le condizione, forme e termini di

proponibilità, dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie di

indipendenza dei giudici della corte. Con legge ordinaria sono stabilite

le altre norme necessarie per la costituzione e il funzionamento della

Corte.

9 I

L REFERENDUM ABROGATIVO COME FONTE

Il referendum è la richiesta fatta al corpo elettorale di esprimersi direttamente

su una determinata questione. E’ uno strumento di democrazia diretta con la

quale il popolo esprime la sua sovranità. Nel 1970 è stata approvata la legge

sui referendum, in seguito ad un accordo tra le forze d’ispirazione cattolica ed

il Giorno. Il primo referendum fu quello del divorzio. La Costituzione

9.1 Definizioni prevede 4 tipi di referendum Accanto al referendum costituzionale una

funzione normativa è svolta dal referendum abrogativo.

Il referendum abrogativo incide direttamente sull’ordinamento giuridico è un

atto fonte dell’ordinamento dello stesso rango della legge ordinaria. E’ una

forma di legislazione negativa.

10

Il refrendum abrogativo richiede un procedimento lungo e difficile. E’ disciplinato

dall’art. 75.

a) Richiesta popolare:i promotori devono essere un gruppo di almeno 10 cittadini

iscritti alle liste elettorali, i quali depositano presso la cancelleria della Corte di

cassazione il quesito che intendono sottoporre a referendum; ne viene data notizia

su Gazzetta ed entro 3 mesi devono essere raccolte 500.000 firme autenticate e

depositate presso la cancelleria della Corte di cassazione.

a2)Richiesta regionale: i Consigli di almeno 5 regioni devono approvare la richiesta

a maggioranza assoluta, indicando lo steso quesito e depositarla c/o la Corte di

Cassazione (tra il 1° gennaio e il 30 settembre di ciascun anno, ma non nell’anno

precedente la scadenza ordinaria della legislatura e nei 6 mesi successivi la

convocazione dei comizi elettorali.

b) Presso la Cassazione si costituisce l’ufficio centrale per i referendum che esamina

le richieste per giudicarne la conformità alla legge. Questa fase deve concludersi

Procedi entro il 15 dicembre.

9.2 mento c) I quesiti dichiarati legittimi, vengono tramezzi alla Corte costituzionale per il

giudizio di ammissibilità. Il parametro di giudizio è la Costituzione (l’art. 75

prevede che per leggi tributarie, di bilancio e per l’indulto non può essere

richiesto referendum). La decisione della Corte deve essere pubblicata entro il 10

feb dell’anno successivo.

d) In seguito il Pdr fissa il giorno della votazione (tra il 15 aprile e il 15 giugno)

e) L’ufficio centrale accerta che alla votazione abbia preso parte maggioranza degli

aventi diritto al voto e accerta il risultato del referendum.

f) Se il risultato è favorevole il Pdr dichiara con proprio decreto l’avvenuta

abrogazione della legge, dell’atto o della disposizione. Il dpr è pubblicato in

Gazzetta e l’abrogazione ha effetto dal giorno successivo.

I 2 :

N CASI LE PROCEDURE SUDDETTE SI INTERROMPONO

- Scioglimento anticipato delle Camere. Il procedimento riprenderà dopo le

elezioni.

- Il caso in cui prima del referendum la legge venga abrogata.

10 R ’ Fonte secondaria

EGOLAMENTI DELL ESECUTIVO

I regolamenti dell’esecutivo, sono atti sostanzialmente legislativi, ma

10.1 Definizioni formalmente amministrativi. Essi non si distinguono dalle leggi ordinarie per

contenuto o importanza. Sono fonti secondarie.

I regolamenti sono menzionati indirettamente nell’art 87.5, che enumerando le

attribuzioni del Presidente della Repubblica, include anche l’emanazione di essi.

Tuttavia, la recente riforma del T V, ha introdotto il principio di parallelismo

ITOLO

tra funzioni legislative e funzioni regolamentari, limitando la potestà del Governo di

emanare regolamenti alle solo materie sulle quali lo Stato ha potestà legislativa

esclusiva e riservando alle Regioni il potere regolamentare in tutte le altre materie.

Quindi i regolamenti del Governo, sono fonti a competenza limitata dalla

Costituzione. E’ nella legge ordinaria che va ricercato il fondamento dei regolamenti

Fondamento

10.2 :

normativo a) le fonti secondarie sono modellabili dalla legislazione ordinaria

b) Non c’è uno spazio garantito per i regolamenti dell’esecutivo.

La disciplina generale del potere regolamentare esecutivo è contenuta:

- Nelle disposizioni sulla legge in generale Preleggi: art. 3: il potere

regolamentare del Governo è disciplinato da leggi di carattere costituzionale.

– I regolamenti on possono contenere norme contrarie alle disposizioni delle

leggi.

- Nell’art. 17 della legge 400/1988: Art. 17 ripete la distinzione tra i

11

Regolamenti del Governo e quelli di altre autorità dell’esecutivo.

Il procedimento di emanazione dei regolamenti governativi è diverso da quello per

l’emanazione dei regolamenti ministeriali, entrambi sono disciplinati dall’art. 17

della legge 400/1988.

- R : sono deliberati su proposta di uno o più

EGOLAMENTI GOVERNATIVI

ministri, dal Consiglio dei ministri, previo parere del Consiglio di Stato

(parere obbligatorio, non vincolante). Il regolamento viene poi emanato dal

Presidente della repubblica, per divenire efficace deve passare il controllo di

10.3 Procedimento legittimità della Corte dei conti la quale provvede al visto e alla

registrazione, infine viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

- R : sono emanati dal ministro (hanno la forma dei

EGOLAMENTI MINISTERIALI

decreti ministeriali), previo parere del Consiglio di Stato. Con lo stesso

decreto interministeriale sono emanati i regolamenti

procedimento, ma con

che riguardano competenze di più ministri. Prima dell’emanazione devono

essere comunicati al Presidente del consiglio. Segue il controllo della Corte

dei conti e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

L’art. 17.1 della legge 40071988 distingue vari tipi di regolamento:

- : sono regolamenti che il Governo adotta anche senza

REGOLAMENTI DI ESECUZIONE

specifica autorizzazione legislativa, quando avverte la necessità di emanare norme

che assicurino l’operatività della legge. Possono avere una funzione interpretativa e

incontrano un limite costituzionale laddove sia prevista una riserva assoluta di

legge. La loro funzione deve limitarsi a predisporre gli strumenti amministrativi e

procedurali necessari a rendere operativa la legge.

- R : sono emanati per l’attuazione e l’integrazione delle

EGOLAMENTI DI ATTUAZIONE

leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a

10.4 Tipologia materie riservate alla competenza regionale.

- R : sono emanati in materie in cui manchi la disciplina

EGOLAMENTI INDIPENDENTI

da parte di leggi o atti aventi forza di legge, sempre escludendo materie riservate

alla legge.

- R : sono un residuo storico, risalente all’epoca

EGOLAMENTI DI ORGANIZZAZIONE

prerepubblicana.

- R : possono essere emanati solo se una legge conferisce

EGOLAMENTI MINISTERIALI

tale potere. Nella prassi accade che non sia una legge, ma un regolamento

governativo a prevederli.

La legge 400/1988 disciplina i regolamenti c.d. delegati o autorizzati, i quali

provocano un apparente effetto abrogativo delle leggi precedenti. La loro

La c.d.

10.5 funzione è di produrre la delegificazione, cioè la sostituzione della precedente

delegificazione disciplina di livello legislativo con una nuova disciplina di livello

regolamentare.

IV L E FONTI COMUNITARIE

1 I

L SISTEMA DELLE FONTI COMUNITARIE

Occorre distinguere tra:

- Diritto convenzionale: consiste nei trattati con cui la Comunità europea

è stata istituita. Nel trattato CE sono disciplinati gli organi della

1 Definizioni Comunità e i loro poteri: questi si esprimono attraverso atti normativi

che costituiscono il:

- Diritto derivato:

Le fonti del diritto derivato si distinguono in:

Diritto derivato: - A : si distinguono in tre tipologie:

TTI VINCOLANTI

1.2 tipologia delle fonti R CE: hanno le caratteristiche tipiche della

o EGOLAMENTI

comunitarie legge. E’ direttamente applicabile.

12

D CE: sono atti normativi destinati ad uno Stato

o IRETTIVE

membro e lo vincolano per quanto riguarda i risultati da

raggiungere.

D CE: hanno le caratteristiche tipiche del

o ECISIONI

provvedimento amministrativo. Sono direttamente

applicabili e si rivolgono a soggetti specifici (es. uno stato

membro).

- A : raccomandazioni CE (inviti rivolti agli Stati

TTI NON VINCOLANTI

di conformarsi ad un certo comportamento) e i pareri (esprimono il

punto di vista di un organo su un determinato oggetto)che ogni

organo della CE può emanare.

La diretta applicabilità contraddistingue i regolamenti CE, essi si

impongono per forza propria.

L’effetto diretto riguarda le norme ed è una nozione definita dall’interprete

(in questo caso la Corte di giustizia della CE) e non dal legislatore. Esso è

la capacità di una norma comunitaria di creare diritti ed obblighi.

Incrociando le due possibilità si possono avere:

- N

ORME DIRETTAMENTE EFFICACI ESPRESSE DA ATTI DIRETTAMENTE

Diretta applicabilità : regolamenti CE

APPLICABILI

1.3 e effetto diretto - N

ORME NON DIRETTAMENTE EFFICACI ESPRESSE DA ATTI

: alcuni regolamenti CE

DIRETTAMENTE APPLICABILI

- N

ORME DIRETTAMENTE EFFICACI ESPRESSE DA ATTI NON

: sono per lo più divieti posti da direttive

DIRETTAMENTE APPLICABILI

dettagliate o dagli stessi Trattati.

- N

ORME NON DIRETTAMENTE EFFICACI ESPRESSE DA ATTI NON

: sono norme che di regola derivano

DIRETTAMENTE APPLICABILI

dalle direttive CE.

2 R APPORTI TRA NORME COMUNITARIE E NORME INTERNE

La limitazione di Aderendo alla CE, l’Italia ha accettato le condizioni del Trattato e in

sovranità e il deficit particolare che il diritto comunitario prevalesse su quello nazionale. Inoltre

2.1 normativo la limitazione della sovranità degli Stati aderenti riguarda la moneta e la

politica estera.

Che accade se una norma interna è in confitto con una norma comunitaria? In

Italia, la Corte costituzionale, inizialmente ha applicato il principio cronologico.

Poi, siccome la Corte di giustizia non era d’accordo, ha cominciato ad applicare

criterio gerarchico. In seguito all’episodio Granital, si è determinato un altro

il

modo di procedere. La sentenza n. 170/1984 (La Pergola), sviluppa il suo

ragionamento attraverso i seguenti punti:

1. L’ordinamento italiano e quello comunitario sono 2 ordinamenti

Le tappe del autonomi e separati, ognuno dotato di un proprio sistema di fonti (teoria

cammino dualistica).

2.2 comunitario 2. La normativa comunitaria non entra a far parte del diritto interno, né

della Corte viene soggetta al regime disposto per le leggi dello Stato. Ogni fonte

costituzionale (comunitaria e interna) è valida ed efficace nel proprio ordinamento

secondo le condizioni poste dall’ordinamento stesso.

3. Con la ratifica e l’ordine di esecuzione del Trattato, il legislatore italiano

ha riconosciuto competenza alla Comunità a emanare norme giuridiche

in determinate materie. E’ il Trattato che segna la ripartizione di

competenza tra i 2 ordinamenti e il regime giuridico delle proprie fonti.

4. I conflitti tra norme che eventualmente sorgano, vanno risolti dal giudice

italiano applicando il criterio della competenza. La norma interna se non

13

competente, viene semplicemente non applicata.

Attualmente il quadro tra norme interne e norme comunitarie è il seguente:

a) C :si

ONTRASTO TRA LEGGE ORDINARIA E NORME CE SELF EXECUTING

applica quanto stabilito dalla sentenza 170/1984. Va applicata la norma

comunitaria e la legge italiana non va applicata. Attenzione però a 2

aspetti:

• Questa regola vale solo e per tutte le norme comunitarie munite di effetto diretto,

quindi non solo le norme CE, ma tutte le norme comunitarie self-executing

comportano la non applicazione della legge italiana contrastante.

• Questa regola è rivolta a tutti i soggetti dell’applicazione del diritto.

b) C CE :

ONTRASTO TRA LEGGE ORDINARIA E NORME NON SELF EXECUTING

Contrasto tra Se la norma non può avere effetto diretto, significa che non possiede

norme interne quelle caratteristiche la rendono immediatamente applicabile. Finché la

2.3 e norme norma comunitaria non è attuata, è la vecchia normativa italiana a dover

comunitarie il essere applicata.

quadro attuale c) C : In questo caso si

ONTRASTO TRA NORME SUB LEGISLATIVE E NORME CE

applica il criterio di gerarchia.

d) C : La

ONTRASTO TRA NORME COSTITUZIONALI E NORME COMUNITARIE

Corte costituzionale ha ammesso che le norme CE possono comportare

deroghe alle norme costituzionali di dettaglio, ma non ai principi

fondamentali della Costituzione.

Se una norma comunitaria lede un principio costituzionale, la sola via possibile è

di impugnare l’unica disposizione con forza di legge del nostro ordinamento in

forza della quale tutte e norme comunitarie devono essere applicate in Italia: cioè

l’ordine di esecuzione del trattato.

La teoria dualistica assunta dalla Corte costituzionale, sembra inadeguata a

descrivere i reali rapporti che intercorrono tra i 2 ordinamenti. L’aspetto più

I GIUDICI E paradossale è che abbiamo 2 ordinamenti autonomi e distinti, per quanto

L AMMINSITRAZ riguarda la legislazione, ma uniti per quanto riguarda l’applicazione del diritto e

2.4 IONE DI FRONTE quindi i giudici e le amministrazioni pubbliche. I giudici, però, a differenza delle

AL DIRITTO amministrazioni pubbliche, possono ricorrere al rinvio pregiudiziale alla Corte

COMUNITARIO di giustizia CE. Esso può essere impiegato quando, nel corso di un giudizio

qualsiasi, il giudice abbia dubbi circa la validità di una norma rispetto ai Trattati.

L’ ATTUAZIONE DELLE NORME COMUNITARIE

L’Italia ha detenuto per anni il record negativo nell’attuazione delle norme comunitarie. Per

ovviare a tale situazione, nel 1989 fu varata la legge n. 86 (La Pergola), che disciplina l’esecuzione

degli obblighi comunitari e le modalità di partecipazione del Parlamento e delle regioni al processo

decisionale comunitario. Viene previsto che il Parlamento approvi ogni anno una legge

3 comunitaria, ossia una legge formale che introduce le disposizioni necessarie a dare esecuzione

alle direttive comunitarie scadute attraverso una serie di norme di delegazione legislativa al

Governo e di delegificazione.

La legge comunitaria del 1998, ha aggiunto alla legge 400/1988, anche i regolamenti comunitari

tra gli atti che il Governo può eseguire con regolamento senza una specifica autorizzazione

legislativa. Le R possono dare applicazione diretta agli atti dell’UE (art. 117.5).

EGIONI

V- L E FONTI DELLE AUTONOMIE

1 S TATUTI REGIONALI

Tutte le regioni hanno uno statuto, ma gli statuti sono di tipo diverso: regioni a

1.1 Definizioni statuto speciale e a statuto ordinario.

Gli statuti delle regioni speciali sono adottati con legge costituzionale

Procedimento - Lo S R è una legge costituzionale

TATUTO DELLE EGIONI SPECIALI

1.2 di formazione particolare perché:

14

1. parte delle sue disposizioni sono derogabili attraverso una legge

regionale, lo statuto subisce un depotenziamento di alcune sue

parti (quella sulla forma di governo), nel senso che la disciplina

che in essa è dettata può essere modificata con legge regionale;

2. Anche il procedimento di revisione degli statuti è depotenziato.

- Lo S ha subito una radicale riforma

TATUTO DELLE REGIONI ORDINARIE

che per la procedura di formazione: il nuovo art 123 dispone che lo

Statuto sia approvato dal Consiglio regionale con legge approvata a

maggioranza assoluta dei suoi componenti , con due deliberazioni

successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Il governo ha la

possibilità di impugnarlo direttamente dinanzi alla Corte costituzionale

entro 30 gg dalla sua pubblicazione. Entro 3 mesi dalla pubblicazione, un

50° degli elettori della regione o un quinto dei componenti del Consiglio

regionale, può proporre un referendum (approvativo o sospensivo, perché

lo statuto sottopoto a referendum non è promulgato se non è approvato

dalla maggioranza dei votgi validi).

Gli statuti delle regioni ordinarie sono: leggi regionali rinforzate. L’art. 123

riserva ad essi la disciplina di alcuni importanti aspetti: la forma di governo

Natura e regionale, i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento, il diritto

1.3 funzione degli di iniziativa legislativa e di referendum su leggi e provvedimenti amministrativi

statuti ordinari regionali. Si è ampliato anche lo spazio di scelta lasciato alle Regioni, ora gli

unici limiti sono quelli derivati dal rispetto di ogni disposizione della

Costituzione

2 L EGGI REGIONALI

legge regionale è una legge ordinaria formale. Alle leggi regionali sono in

La

tutto e per tutto equiparate le leggi provinciali emanate dalle Province di

2.1 Definizioni Trento e Bolzano, per la particolare autonomia loro riconosciuta dallo Statuto

della Regione Trentino Alto-Adige.

Il procedimento di formazione della legge regionale è disciplinato in minima

parte della Costituzione, in parte dallo Statuto e per il resto dal Regolamento

interno del Consiglio regionale. Il procedimento si svolge:

2.2 Procedimento - I : oltre alla Giunta e ai consiglieri regionali, l’iniziativa

NIZIATIVA

spetta agli altri soggetti individuati dagli Statuti.

- A C :

PPROVAZIONE IN ONSIGLIO REGIONALE

- P : da parte del Presidente della Regione.

ROMULGAZIONE

Il nuovo art. 117 stabilisce:

- Un elenco di materie su cui c’è potestà legislativa esclusiva dello

Stato

- Un elenco di materie su cui le regioni hanno potestà legislativa

concorrente.

- Potestà legislativa residuale delle regioni.

L’estensione Altri fattori ulteriori:

della potestà - Obblighi internazionali: il nuovo art. 117 parifica le responsabilità delle

2.3 legislativa Regioni e dello Stato al rispetto degli obblighi internazionali.

regionale - Le interferenze statali nelle materie regionali. Ad es. sono riservate allo

Stato la tutela della concorrenza, l’ordinamento civile e penale, la

determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i i

diritti civili e sociali, le funzioni fondamentali degli enti locali, la tutela

dell’ambiente.

- La successione delle leggi nel tempo:

- La potestà legislativa delle Regioni speciali:

15

Potestà esclusiva: le regioni ordinarie ne sono prive.

o Potestà concorrente

o Potestà integrativa o attuativa. Consente alla Regione speciale

o di emanare norme, in alcune specifiche materie.

R EGOLAMENTI REGIONALI

Le riforme costituzionali hanno profondamente inciso sulla funzione regolamentare delle Regioni,

sia per ciò che concerne la competenza degli organi, sia per l’estensione del potere:

A. Prima il potere regolamentare era attribuito al Consiglio regionale, cioè all’organo

legislativo, anziché alla Giunta, cioè il potere esecutivo. Le Regioni ricorrevano

pochissimo al Regolamento. Saranno gli Statuti regionali a disciplinare la titolarità e i modi

di esercizio della potestà regolamentare. Nel frattempo c’è molta incertezza su chi abbia la

competenza.

3 B. La riforma del Titolo V, ha introdotto il principio del parallelismo tra funzioni legislative e

funzioni regolamentari, limitando la potestà del governo di emanare regolamenti alle sole

materie sulle quali lo Stato ha potestà legislativa esclusiva e riservando alle Regioni il

potere regolamentare in tutte le altre materie.

C. E’ ovvio che nella gerarchia delle fonti dell’ordinamento regionale, i regolamenti siano

sottoposti alle leggi, ma queste sono sottoposte allo Statuto. Spetta allo Statuto disporre se

le leggi possano disporre della funzione regolamentare oppure se vi siano oggetti che sono

di competenza riservata ai regolamenti.

4 F

ONTI DEGLI ENTI LOCALI

La riforma del Titolo V ha modificato anche la posizione costituzionale degli

enti locali e delle loro fonti normative. L’art.114.2 attribuisce rilevanza

Le fonti locali costituzionale agli Statuti degli enti locali,mentre l’art. 117.6 riconosce ad

4.1 nel sistema delle essi la potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e

fonti dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Se dunque è nella Costituzione

che gli enti locali ritrovano il fondamento della loro autonomia, è però la legge

a determinare le competenze e le modalità di esercizio.

Comuni e province sono dotati di uno statuto approvato dal Consiglio, che

4.2 Statuti deve dettare norme fondamentali sull’organizzazione dell’ente.

Il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di propria

competenza ed in particolare per l’organizzazione e il funzionamento delle

istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli

Regolamenti

4.3 organi e degli uffici e per l’esercizio delle funzioni. Il Regolamento è lo

Fonte secondaria strumento normativo tipico degli enti locali. Serve non soltanto

all’organizzazione dell’ente, ma anche a disciplinare le materie che sono di sua

competenza.

VI – G .

LI ATTI E I PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI

1 A , , .

TTI NORMATIVI ATTI AMMINISTRATIVI PROVVEDIMENTI

Le fonti del diritto, e in particolare gli atti normativi, pongono delle

regole generali e astratte. Gli individui invece sono concreti e particolari.

E’ compito dei soggetti che si occupano dell’applicazione del diritto

applicare le norme giuridiche, generali e astratte ai casi specifici e

concreti. Vi sono vari modi di applicare il diritto: es. stipulando un

1.1 Definizioni contratto, oppure quando una PA rilascia una concessione edilizia…La

pubblica amministrazione agisce attraverso atti amministrativi. La

categoria degli atti amministrativi è molto generica, in essi rientrano atti

normativi, regolamenti amministrativi dello Stato, delle regioni e degli

enti locali, atti di programmazione, direttive amministrative. Gli atti

amministrativi che producono effetti esterni, si chiamano provvedimenti

16

amministrativi. Di regola il provvedimento amministrativo è l’atto finale

di un procedimento amministrativo che articolandosi in varie fasi

(iniziativa, istruttoria, acquisizione di pareri decisione etc), culmina poi

nel provvedimento.

Con il provvedimento amministrativo l’autorità amministrativa fa

valere la prevalenza dell’interesse pubblico su quelli privati. Essi hanno

Caratteri del delle caratteristiche comuni:

1.2 provvedimento U

o NILATERALITÀ E AUTORITARIETÀ

amministrativo o TIPICITÀ

E

o SECUTIVITÀ E ESECUTORIETÀ

T

IPOLOGIA DEI PROVVEDIEMTNI AMMINISTRATIVI

- P :

ROVVEDIMENTI FAVOREVOLI

Autorizzazione: patente di guida.

o Concessione: taxi.

o Ammissione

o Esenzione

o Esonero

o

2 Incentivo

o

- P :

ROVVEDIMENTI SFAVOREVOLI

Ordini o divieti (diritti fondamentali): es. no circolazione la domenica.

o Espropriazione (diritti reali)

o Requisizione (diritti reali)

o Occupazione (diritti reali):

o Sanzioni amministrative (diritti di credito):

o D ISCREZIONALITÀ AMMINSITRATIVA

L’attività della PA non è mai interamente libera. La PA è vincolata dalla legge ed è la legge che

3 definisce le finalità, gli obiettivi, l’interesse pubblico che deve perseguire. La legge conferisce

all’amministrazione il potere-dovere di realizzare un determinato interesse pubblico.

4 VIZI DEL PROVVEDIMENTO AMMNISTRATIVO

I vizi del provvedimento amministrativo, ne compromettono la validità. I

vizi del provvedimento amministrativo vanno distinti in 2 categorie:

N : è causata da motivi gravi (es. soggetto sprovvisto di

1. ULLITÀ

4.1 D

EFINIZIONI autorità amministrativa…) da impedire che l’atto perfezioni la sua

formazione.

2. I : contrasto tra l’atto e le norme vigenti.

LLEGITTIMITÀ

I vizi di legittimità amministrativa si dividono in 3 categorie:

1. I : quando un atto è emanato da un’amministrazione

NCOMPETENZA

I competente, ma da un organo incompetente (es. atto emanato dal

POTESI DI Sindaco al posto del dirigente).

ILLEGITTIMITÀ

4.2 ’ 2. V : contrasto tra il provvedimento con

DELL ATTO IOLAZIONE DI LEGGE

qualsiasi norma giuridica (es. mancata acquisizione di un parere).

AMMINSITRATIVO 3. E : I vizi di questo tipo sono stati classificati in

CCESSO DI POTERE

figure sintomatiche dell’eccesso di potere.

a. S : si persegue un fine diverso.

VIAMENTO DI POTERE

b. T : si ha quando il provvedimento si basa

RAVISAMENTO DEI FATTI

un una erronea ricostruzione delle circostanze.

FIGURE c. C

SINTOMATICHE ONTRADDITTORIETÀ INTERNA O EVIDENT ILLOGICITÀ

4.3 ’ d. : è il classico caso di violazione del

DELL ECCESSO DI DISPARITÀ DI TRATTAMENTO

principio di uguaglianza.

POTERE e. VIZI DELLA MOTIVAZIONE

f. VIOLAZIONE DELLE PRASI AMMINISTRATIVE

17

g. INGIUSTIZIA MANIFESTA

La PA che emana un provvedimento viziato può, prima che eso venga

sanatoria. Per es. se

annullato da un giudice, riparare i vizi. Si parla di

l’atto è viziato per incompetenza, viene sanato se lo ratifica l’organo

competente. Non tutti i vizi sono sanabili. In questi casi la PA procede in

4.4 L’ autotutela emanando un ulteriore provvedimento: l’annullamento di

AUTOTUTELA ufficio. Infine, il Governo dispone di un potere di annullamento d’ufficio

di ogni atto amministrativo emanato da qualsiasi autorità amministrativa,

sempre per motivi di illegittimità e in nome di unospeicifo interesse

pubblico.

5 T

UTELA NEI CONFRONTI DEI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI

La tutela degli interessi del privato può giovarsi di 2 strade:

1. R : è un’istanza che il privato rivolge

ICORSO AMMINISTRATIVO

all’amministrazione per chiedere l’annullamento o la revoca di un

provvedimento illegittimo o in certi casi semplicemente

5.1 D

EFINIZIONI inopportuno.

2. R : è invece lo strumento con cui il

ICORSO GIURISDIZIONALE

privato impugna il provvedimento illegittimo di fronte al giudice,

rivolgendosi quindi ad un organo terzo.

- : il privato può richiedere

RICORSO GERARCHICO PROPRIO

all’organo gerarchicamente superiore entro 30 gg.

- : (carattere eccezionale) istanza

RICORSO GERARCHICO IMPROPRIO

presentata ad un organo diverso dal superiore gerarchico.

R - : (carattere eccezionale) va rivolto allo

ICORSI RICORSO IN OPPOSIZIONE

5.2 stesso organo che ha emanato l’atto, nel disperato tentativo di

AMMINISTRATIVI fargli cambiare idea. : può essere

- RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO

disposto solo se non ci sono altri ricorsi amministrativi disponibili

ed è alternativo al ricorso giurisdizionale.

Il privato, destinatario di un provvedimento illegittimo, non ha alcuna

I necessità di ricorrere in via amministrativa, perché può impugnare il

L RICORSO

5.3 Art. 113. I conflitti tra privati

provvedimento direttamente dal giudice

GIURISDIZIONALE sono decisi da un giudice speciale: il giudice amministrativo.

Si ha un diritto soggettivo quando un determinato bene o vantaggio è

garantito dall’ordinamento giuridico. Il diritto del privato, può però

scontrarsi con un interesse pubblico, e trovarsi di fronte

all’amministrazione che lo ha in cura: l’autorità amministrativa ha il

potere di limitare o sopprimere quel diritto. Si parla di interesse

legittimo quando la situazione di vantaggio che si possiede di fronte al

D IRITTO potere dell’amministrazione e che si sostanzia nella garanzia della

SOGGETTIVO E

5.4 legittimità dell’atto amministrativo.

INTERESSE - Si ha giurisdizione del giudice ordinario quando

LEGITTIMO l’amministrazione ha agito priva di autorità.

- Si ha giurisdizione del giudice amministrativo quando

l’amministrazione ha agito con autorità, ma il privato ritiene che il

provvedimento presenti vizi di legittimità che ne potrebbero

causare l’annullamento

VII – DIRITTI E LIBERTA’

1 L

IBERTÀ E DIRITTI COSTITUZIONALMENTE GARANTITI

Definizioni

1.1 Libertà negative (libertà di domicilio, proprietà privata, libertà da coercizioni fisiche)

18

In tutte le Costituzioni moderne, è prevista la disciplina dei diritti e delle libertà. Essa è indispensabile per

la definizione stessa della forma di Stato. Occorre definire:

a) Si parla di situazioni giuridiche soggettive per indicare sia le posizioni giuridiche attive (libertà e

diritti) che le posizioni giuridiche passive (doveri obblighi). Il termine libertà sottolinea l’aspetto

negativo,di non costrizione, il termine diritti privilegia l’aspetto positivo di pretesa.

b) Altra distinzione riguarda i diritti assoluti e diritti relativi. I diritti assoluti si possono far valere

nei confronti di tutti e possono essere diritti della persona (libertà personale, di domicilio etc.) o

diritti reali (es. la proprietà). I diritti relativi possono essere fatti valere solo nei confronti di

soggetti determinati ai quali si chiede una prestazione (il diritto che i minori vantano nei confronti

dei genitori al mantenimento e all’educazione art. 30) (Il diritto del lavoratore ad una retribuzione

proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro art. 36.1) (Diritto allo studio art. 34).

c) Un’altra distinzione riguarda i diritti individuali e i diritti funzionali. I diritti individuali sono

attribuiti alla persona in quanto tale, per un suo vantaggio personale (libertà personale, individuale

di domicilio), mentre i diritti funzionali sono attribuiti al singolo per il perseguimento di finalità

predeterminate a vantaggio della comunità e non liberamente scelte dall’individuo (diritto di

proprietà). Oggi questa distinzione ha perso qualsiasi utilità, tutti i diritti individuali o funzionali

che siano, subiscono la concorrenza di altri diritti o interessi con cui devono conciliarsi: il

bilanciamento degli interessi è la regola dell’applicazione di ogni diritto di cui fissa il limite

negativo.

d) Altra distinzione è fra i diritti soggettivi e interessi legittimi. Questa distinzione ha rilievo

relativamente alla tutela giurisdizionale dei diritti, cioè al loro aspetto processuale. Occorre

diritti soggettivi possono degradare in interessi legittimi . Ciò

sottolineare che a volte alcuni

avviene quando la Costituzione preveda che l’esercizio di determinati diritti possa essere

condizionato da comportamenti della PA, per s. attraverso provvedimenti ablatori

(espropriazione).

e) In base al loro contenuto, si possono distinguere i diritti in varie categorie: libertà che tutelano

l’individuo, libertà che tutelano le formazioni sociali, le libertà economiche, i diritti politici.

Strumenti di a) R : alla legge è riservata la disciplina dei casi e dei modi

ISERVA DI LEGGE

tutela con cui le libertà possono essere limitate. Le libertà che tutelano

l’individuo, sono sempre corredate da riserve assolute di legge (art. 13.,

14, 15).

b) R : è un meccanismo che rafforza assai spesso la

ISERVA DI GIURISDIZIONE

riserva assoluta di legge, perché serve a ridurre lo spazio di valutazione

discrezionale lasciato all’autorità pubblica. Condiziona ogni

provvedimento restrittivo delle libertà individuali ad una previa

1.2 autorizzazione da parte del giudice: (art. 13., 14, 15, 21).

c) T : tutti possono agire ingiurio per la tutela dei

UTELA GIURISDIZIONALE

propri interessi e diritti legittimi Art. 24.

d) R : ’art. 28 stabilisce il principio della

ESPONSABILITÀ DEL FUNZIONARIO L

responsabilità diretta dei funzionari e dei dipendenti pubblici per gli atti

compiuti in violazione dei diritti.

e) S : La Corte costituzionale è

INDACATO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE

chiamata a controllare che la legislazione ordinaria non travalichi e

comprima le garanzie sino ad annullarle.

I ’

L PRINCIPIO D UGUAGLIANZA

L’art. 3 enuncia il principio di eguaglianza. Nel primo comma sottolinea l’eguaglianza formale

2 (tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…). Nel secondo comma

esprime il principio di eguaglianza sostanziale (E’compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli

di ordine economico etc…).

3 L’ APPLICAZIONE DELLE GARANZIE COSTITUZIONALI

19

I problemi relativi all’applicazione delle garanzie costituzionali ricadono sulle spalle dei giudici e

della corte costituzionale

3.1 Cittadini e stranieri

In certi casi la Costituzione riconosce a tutti la tutela dei diritti (artt. 2,19,21,22,24,25,32,34), in altri solo

ai cittadini (artt. 3, 16, 17, 18, 38). L’art. 10.2 per lo status giuridico dello straniero pone una riserva di

legge rinforzata per contenuto: la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in

conformità delle norme e dei trattai internazionali. La Corte costituzionale ha seguito anche un’altra via

per estendere la protezione dei diritti ai non-cittadini: fa perno sull’art. 2 che sancisce il riconoscimento e

la garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo. La Corte è dunque giunta ad affermare il principio per cui la

garanzia dei diritti “inviolabili” si estende allo straniero anche laddove la Costituzione li attribuisce ai soli

cittadini, ma occorrono 2 precisazioni:

1. L’estensione opera nei confronti dei soli diritti “inviolabili” sulla base della Costituzione. Per gli

altri continua ad avere applicazione la regola fissata dall’art. 16 delle Preleggi che ammette lo

straniero a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità (norma ormai

applicata soltanto agli stranieri non regolarmente soggiornanti).

2. L’eguaglianza dellos straniero nel godimento dei diritti inviolabili è un principio e non una

regola tassativa. La Corte costituzionale ha respinto l’idea che le nozioni costituzionali

debbano essere intese nel senso cui venivano impiegate dai giuristi o dalla

L’evoluzione legislazione precedente. La Corte, ha accreditato la tesi che i concetti

3.2 delle nozioni costituzionali evolvono. Le definizioni, attorno al nucleo duro consolidato,

costituzionali presentano una vasta area che sfuma man mano che ci si allontana dal nucleo

iniziale.

L’anacronismo legislativo (cui la Corte si richiama per modificare

precedenti sentenze di rigetto, mutando indirizzo interpretativo), può essere

L’anacronismo causato da:

3.3 legislativo - M : ruolo donna.

UTAMENTO DEI COSTUMI SOCIALI

- E : telefono cellulare.

VOLUZIONE TECNOLOGICA

- E :

VOLUZIONE DELLA LEGGE ORDINARIA

Spesso la Corte fa uso delle convenzioni internazionali per aggiornare il

L’evoluzione significato delle disposizioni costituzionali. Appare, però, problematica

3.4 indotta dal diritto l’applicazione delle convenzioni internazionali che tutelano i diritti

internazionali dell’uomo, soprattutto la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Questa

infatti, non sempre coincide nella formulazione dei principali diritti di libertà.

Il dei diritti è una tecnica impiegata in genere da tutte le corti

BILANCIAMENTO

costituzionali per risolvere questioni di costituzionalità in cui si registri un

contrasto tra diritti o interessi diversi. Tre ipotesi generali di conflitto tra

interessi:

Bilanciamento

3.5 - C ONCORRENZA TRA SOGGETTI DIVERSI NEL GODIMENTO DELLO STESSO

dei diritti :

DIRITTO

- C : interesse

ONCORRENZA TRA INTERESSI INDIVIDUALI NON OMOGENEI

della salute della madre e diritto alla vita del nascituro (aborto).

- C ONCORRENZA TRA INTERESSI INDIVIDUALI E INTERESSI COLLETTIVI

Vengono chiamati nuovi diritti, quelli non espressamente previsti nella

3.6 I nuovi diritti Costituzione.

4 I DIRITTI NELLA SFERA INDIVIDUALE

A . 13-16: diritti legati alla sfera intima dell’individuo.

RT

A . 17-21: diritti che toccano l’attività pubblica degli individui.

RT

4.1 Definizioni A . 29-34: solidarietà sociale, prestazioni pubbliche volte a rimuovere cause

RT di disuguaglianza sociale.

A . 35-47: libertà economiche

RT 20

A . 48-51: libertà politiche.

RT

La libertà Il nucleo fondamentale della libertà personale è la libertà fisica. Art. 13.

4.2.1 personale Gli strumenti di tutela della libertà personale predisposti dall’art. 13 sono i più

forti che la Costituzione preveda per limitare ogni discrezionalità dell’autorità

Strumenti di

4.2.2 pubblica. Inoltre l’art. 111 prevede che contro tutti i provvedimenti

tutela giurisdizionali che incidono sulla libertà personale sia sempre ammesso il

ricorso davanti alla Corte di cassazione.

La riserva di legge dell’art. 13 opera anche per l’individuazione del tipo di

restrizione cui può essere sottoposta la libertà personale: tuttavia sono diversi

i principi costituzionali che 9operano a questo proposito:

a) Art. 13.4 divieto di ogni violenza fisica e morale sulle persone

sottoposte a restrizione.

4.2.3 Restrizioni e pene b) Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di

umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato art. 27.3

c) Esclusione della pena di morte art. 27.3.

d) La giurisprudenza recente della Corte ha allargato il giudizio di

ragionevolezza anche nella misura delle pene che devono essere

proporzionate alla gravità del reato.

4.2.4 Trattamenti Per Trattamenti sanitari obbligatori, si intende ogni tipo di attività diagnostica

sanitari o terapeutica imposta all’individuo. Se il trattamento è rivolto alla ricerca

obbligatori della prova del reato si ricade nella tutela dell’art 13, se invece il trattamento

è finalizzato alla cura si ricade nell’art. 32.2. L’obbligo per legge, di

sottoporsi a trattamento medico deve essere motivato esclusivamente da

esigenze di tutela della salute pubblica.

4.3 L

A LIBERTÀ DI DOMICILIO

4.3.1 Definizioni L’Art. 14 estende al domicilio le garanzie prescritte per la libertà personale (art. 13).

Codice civile

D : luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e

OMICILIO

interessi.

R : luogo dove la persona ha la dimora abituale.

ESIDENZA

Domicilio e residenza possono non coincidere, entrambi però hanno la caratteristica

della unicità (si può avere 1 solo domicilio e 1 sola residenza).

Diritto penale

D : l’abitazione e ogni altro luogo di privata dimora. E’ una nozione più

OMICILIO

ampia (anche stanza di albergo, camper). E’ il significato attribuito dall’art. 14.

4.3.2 Strumenti di Anche il domicilio è inviolabile Art. 14. al domicilio si estendono le garanzie

tutela prescritte per la libertà personale (art. 13). Il codice di procedura p. chiarisce

alcuni termini:

- Ispezione: per accertare le tracce e gli effetti materiali del reato

- Perquisizione: ricerca del corpo del reato do di cose pertinenti al reato

- Sequestro:

La polizia, può in casi eccezionali procedere a ispezione, perquisizione e

sequestro senza autorizzazione, ma rispettando i termini di trasmissione e

convalida prescritti dall’art. 13.

4.3.3 Leggi speciali L’art. 14 ammette eccezioni alla disciplina generale. Tali eccezioni sono

relative agli accertamenti e ispezioni e hanno copertura di riserva di legge

rinforzata per contenuto.

4.4 L

A LIBERTÀ DI CORRISPONDENZA E COMUNICAZIONE

4.4.1 L’art. 15 tutela la libertà e la segretezza di ogni forma di comunicazione a

Definizioni partire dalla corrispondenza.

21

4.42 La libertà e la segretezza della corrispondenza sono tutelate attraverso il solito

Strumenti di doppio meccanismo della riserva di legge e della riserva di giurisdizione.

Per ciò che attiene alle intercettazioni, se queste sono state effettuate

tutela illecitamente, non sono utilizzabili durante il processo.

4.5 L

A LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE

4.5.1 Definizioni L’art. 16 disciplina la libertà di circolazione e di soggiorno e di espatrio.

4.5.2 Strumenti di La libertà di circolazione è garantita ai cittadini da una riserva di legge

tutela rinforzata per contenuto ma non da riserva di giurisdizione.

5.1 I DIRITTI NELLA SFERA PUBBLICA

5.1 I diritti che attengono alla sfera pubblica sono posti a tutela della dimensione

sociale della persona. Essa si esprime in due direzioni:

- Libertà di espressione del proprio pensiero Art. 21

Definizioni - Libertà di riunirsi Art. 17 Libertà di associarsi Art. 18.

I meccanismi repressivi dell’esercizio delle libertà della sfera pubblica spesso

servono a proteggere altri interessi della collettività .

5.2 L

A LIBERTÀ DI RIUNIONE

5.2.1 Per riunione si intende la compresenza volontaria di più persone nello stesso

Definizioni luogo. Tale libertà è disciplinata dall’art 17.

5.2.2 Condizioni di legittimità e La condizione che pone la Costituzione è che la riunione

scioglimento delle riunioni si svolga pacificamente senza armi.

5.2.3 Le riunioni si distinguono in:

- R : domicilio di una persona.

IUNIONI IN LUOGO PRIVATO

Tipologie di - R : dove l’accewsop del

IUNIONI IN LUOGO APERTO AL PUBBLICO

riunione e pubblico è soggetto a modalità determinate da chi ne ha la

preavviso disponibilità es. cinema.

- R : piazze e strade. L’art. 17.2 prevede

IUNIONI IN LUOGO PUBBLICO

l’obbligo di preavviso 3 gg prima al questore.

5.3 L

A LIBERTÀ DI ASSOCIAZIONE

5.3.1 Per associazione si intendono quelle formazioni sociali che hanno base

Definizioni volontaria ed un nucleo, di organizzazione e di tendenziale stabilità Art. 18.

5.3.2 L’art. 18 pone tre garanzie alla libertà di associazione:

1. L’adesione all’associazione deve essere libera.

Strumenti di 2. L’istituzione di un’associazione può avvenire senza autorizzazione.

tutela 3. E’ posta una riserva di legge rinforzata…per fini che non sono vietati

ai singoli dalla legge penale.

5.3.3 L’art. 18 vieta 2 tipi di associazioni:

Le associazioni - Le associazioni segrete.

vietate - Le associazioni paramilitari.

5.4 L

A LIBERTÀ RELIGIOSA E DI COSCIENZA

5.4.1 La libertà di coscienza è la libertà di coltivare profonde convinzioni interiori e

Definizioni di agire di conseguenza. Non ha un esplicito riconoscimento in Costituzione.

E’ implicito in tutti i diritti di libertà.

5.4.2 La libertà di coscienza e la libertà religiosa sono così tutelate:

A. D :

IVIETO DI DISCRIMINAZIONE

B.

Strumenti di E : i rapporti tra Stato e

GUAGLIANZA TRA LE CONFESSION RELIGIOSE

tutela Chiesa cattolica sono regolati dal concordato. Patti lateranensi 1929.

C. L : Art. 19.

IBERTÀ DI CULTO

D. O :

BIEZIONE DI COSCIENZA

5.5 L

A LIBERTÀ DI MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO

5.5.1 Definizioni Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero….

22


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Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Tedeschini Federico.

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