Diritto pubblico (parte 2)
Forma di governo
Esistono vari tipi di governo, ognuna delle quali indica il modo in cui esso opera. Il nostro è un governo parlamentare, si riconosce il ruolo fondamentale del parlamento. Il Parlamento è composto da due camere: Camera dei deputati e Senato del Parlamento. Segue il principio di bicameralismo perfetto. Ha il potere legislativo ed è un organo rappresentativo e un organo elettivo (i componenti sono eletti dal popolo). Titolo 1 parte 3 della costituzione riguarda il Parlamento (art. 56). Il parlamento in seduta comune significa che Camera e Senato discutono insieme, è un organo differente dal Parlamento. È presieduto in seduta comune dal presidente della Camera.
Per la Camera, come per il Senato, esiste un elettorato attivo e un elettorato passivo. Per elettorato attivo si intende chi ha il diritto di voto. Per elettorato passivo si intende chi può essere eletto. C’è solo una differenza di età anagrafica rispetto a questi due diversi elettorati. Chi ha diritto di eleggere i membri del Parlamento, per eleggere i membri della Camera bisogna avere 18 anni, per poter eleggere i membri del Senato bisogna averne 25. Si può essere eletti alla Camera a 25 anni e a 40 al Senato. Questo è l’eredità di un modello che risale all’antica Roma.
Chi ha condanne penali gravi in sede di condanna può essere privato dell’elettorato passivo, per un periodo di tempo. L'articolo 59 aggiunge un aspetto che non conoscevamo. Il Senato è anche composto da alcuni membri che si aggiungono ai 315 che sono i senatori a vita. Non sono eletti e rimangono senatori fino a quando sono in vita. La legislatura normale (periodo di durata di un parlamento eletto) è normalmente di 5 anni, ma raramente un parlamento eletto è rimasto in carica 5 anni. In tutti gli altri casi è durato di meno. Oggi siamo alla sedicesima legislatura.
I senatori a vita sono di due categorie:
- Innanzitutto di diritto sono tutti gli ex presidenti della Repubblica Italiana (carica di 7 anni). Alla fine del proprio mandato si diventa automaticamente senatori a vita.
- Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita 5 persone (non più di 5) che hanno illustrato la patria (esempio Rita Levi Montalcini, Renzo Piano…)
Il fatto che il Senato sia composto da più persone oltre ai 315 comporta differenze per le varie maggioranze.
La rappresentanza
Articoli (67-68)
Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione. Questo ci fa dire che il Parlamento è un organo rappresentativo. Questo è il concetto di rappresentanza. Per capire bene cosa vuol dire la rappresentanza che lega ogni parlamentare alla nazione che rappresenta. Il parlamentare è rappresentante e ciascuno di noi è rappresentato. Per capire è bene confrontare la rappresentanza nel diritto civile. Dopo l’inizio del medioevo iniziano ad affermarsi tratti commerciali. Ma chi ha un’impresa o sta nel luogo dell’impresa o va in giro a cercare i clienti. Per ovviare a questo problema si trova una persona che va a cercare i clienti ma come se andassi io. Nasce il rappresentante. Firma lui il contratto.
Il rappresentante deve rispettare esattamente le direttive che gli sono state date dal rappresentato. Se non le rispetta si verifica l’effetto che il contratto si stipula lo stesso ma col rappresentante. Esempio: io commerciante di olio mando in giro un rappresentante. Questo non deve vendere meno di 100 litri e non più di 1000. Vendili a 10 euro al litro, se proprio ti chiedono uno sconto scendi a 9. Queste sono le direttive. Il rappresentante è vincolato da queste direttive. Lui ne vende 50 litri a 8. Diventa il rappresentante parte del contratto. Se non adempie alle direttive il contratto è valido lo stesso ma ne risponde il rappresentante. Le direttive si chiamano mandato. Si parla proprio di mandato di rappresentanza.
Quando si tratta di distribuire questo istituto nel diritto pubblico nascono delle problematiche. Anche nel diritto pubblico c’è qualcosa di simile al mandato: il mandato di rappresentanza. Quando eleggo un parlamentare gli do la facoltà di rappresentarmi. Nel diritto pubblico il rappresentante non è obbligato per diritto a seguire le direttive dei cittadini. Non ha vincolo di mandato. Può esercitare il suo mandato anche se fa cose diverse da quelle che aveva detto in campagna elettorale.
Non c’è un obbligo giuridico. Non è giuridicamente obbligato a fare quello che ha detto. Questa previsione della costituzione da luogo a fenomeni estremamente criticabili. Fenomeni per i quali il parlamentare eletto da un partito durante la legislatura può cambiare partito. Passare a partiti che hanno una ideologia completamente diversa da quella da cui si viene. La costituzione consente questo. Perché? Lo consente avendo in mente i fenomeni di dittatura plebiscitaria. I poteri in cui si sono formati i poteri assoluti perché così voleva una grande maggioranza del popolo. A parte il caso fascista. Nei primi periodi questi poteri erano basati su un altissimo potere popolare.
La preoccupazione dei costituenti è dire: certo che sarebbe meglio se ci fosse un vincolo di mandato, però potrebbe verificarsi, che i cittadini, una volta eletto il parlamentare, lo costringano ad approvare atti che vadano contro i principi e il parlamentare sarebbe costretto a farlo. Per evitare questo fenomeno viene tolto il vincolo di mandato ai parlamentari. La sovranità popolare è la base dell’ordinamento, ma l’esercizio della sovranità deve seguire certe regole. Deve avvenire nel modo in cui dice la costituzione. Il potere del popolo è mediato dal Parlamento. L’esercizio del potere sovrano che appartenne al popolo avviene secondo l’istinto di rappresentanza. Ci sono poteri diretti come il potere di iniziativa, ma non senza dei limiti (50 mila persone). Ci sono sempre dei limiti.
Le immunità parlamentari
Immunità parlamentari – Non significa che sono intoccabili. Si intende indicare le garanzie che la costituzione attribuisce ai parlamentari nell’art. 68 (vedi costituzione). La non responsabilità di un atto significa che non ci sono conseguenze giuridiche di alcune delle cose che fanno. Non rispondono: delle opinioni espresse e dei voti dati.
Se offendo uno vis a vis è un’ingiuria, se lo offendo davanti a un pubblico è diffamazione. Essendo io diffamato posso pretendere qualsiasi forma di risarcimento. I parlamentari non hanno né conseguenze penali né civili nell’ingiuria e nella diffamazione. L’immunità nasce per consentire in parlamento opinioni in contrasto con la maggioranza. Tutto questo vale solo nell’esercizio delle loro funzioni. Quando non esercitano le loro funzioni i parlamentari sono cittadini come gli altri. Io parlamentare posso dire quello che voglio votare quello che voglio e nessuno può dirmi niente. Può sembrare un incoraggiamento all’irresponsabilità. Nella logica della costituzione è proteggere il parlamentare, salvaguardare la libertà democratica. Un modo per garantire la libertà dell’esercizio del suo potere. L’art. 68 però intende nell’esercizio delle loro funzioni. L’immunità copre solo l’esercizio delle funzioni dei parlamentari. Quindi a riprova del fatto che la costituzione non ha voluto dare uno scudo assoluto ai parlamentari, è un’immunità nell’esercizio delle funzioni. Quando il parlamentare è al supermercato, in giro in automobile, le opinioni che esprime fuori dall’esercizio delle funzioni è un cittadino come noi.
- I parlamentari non possono rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Specialmente negli ultimi anni si sono intensificati i problemi di stabilire dove finisce l’esercizio delle loro funzioni. All’inizio c’era un criterio di luogo. Nel Parlamento. Però non andava bene perché anche se insultava qualcuno al bar del Parlamento non si vede perché ritenerlo immune. Viceversa l’esercizio della funzione non è strettamente legato al luogo del Parlamento (comizi per strada…). Era troppo superficiale il criterio di luogo. Se un parlamentare va a Porta a Porta o si fa intervistare da qualcuno sta esercitando le sue funzioni? Tutto sommato sì. Questi problemi si sono dilatati negli anni in cui era parlamentare Vittorio Sgarbi. È evidente che lui avendo questa abitudine di esternare le sue opinioni in maniera scurrile in ogni contesto, nel periodo in cui era parlamentare si sono moltiplicate le decisioni della Camera, perché era principalmente lui che dava vita a questi casi. Quindi lì si è ulteriormente affinato il termine delle funzioni. Se vieni intervistato su beni di rilevanza politica, presentando la sua opinione in merito al suo partito. Se nelle trasmissioni sta parlando di Piero della Francesca non sta parlando di politica. Quindi viola l’esercizio delle funzioni. Non sempre è facile tracciare questo confine. Anche la costituzione ritiene di analizzare caso per caso.
- Senza autorizzazione della camera alla quale appartiene nessun membro del Parlamento può: (c’è una serie di restrizioni alla libertà personale) perquisito, detenuto… Qui stiamo parlando di un’altra cosa. Non stiamo parlando del fatto che il parlamentare non risponde di qualcosa (voti e opinioni), riguarda invece il caso in cui il parlamentare o sia coinvolto in un reato penale, o condannato per un reato penale. È possibile che in corso di processo penale si debbano compiere atti che limitano la libertà della persona. L’intercettazione telefonica o la perquisizione a casa. Questa norma dice che se la magistratura penale ha la necessità di sottoporre al parlamentare a una limitazione di libertà personale, se riguarda il parlamentare non si può fare, a meno che non ci sia l’autorizzazione della camera a cui appartiene. Senza l’autorizzazione non è possibile sottoporre il parlamentare a misura restrittiva della libertà personale. In questo caso l’immunità è diversa dalla prima. La costituzione vuole limitare che il parlamentare sia esternato dalla sua funzione, mentre sta esercitando. Questo strumento che è una ulteriore protezione del parlamentare, per garantire la sua libertà d’azione, per altro verso è un limite all’esercizio della funzione penale. Durante un processo c’è l’onere di cercare eventuali prove. Con questo articolo si limita. Le intercettazioni telefoniche sono uno strumento utilissimo ad esempio. Non si riescono ad accertare i reati. Però questi strumenti funzionano fino a quando c’è l’ignoranza dell’intercettato. È chiaro che se uno sa di essere intercettato non dice cose compromettenti. Questo strumento smonta l’utilità degli strumenti dell’accertamento. Se la Camera consente all’intercettazione, il parlamentare viene informato. Questo strumento di fatto tende a spuntare le armi all’accertamento della prova. Se il PM lo fa lo stesso? Se il PM mette sotto controllo il telefono di un parlamentare senza autorizzazione. La sanzione c’è. Tutte le informazioni che raccoglie il PM non possono essere utilizzate nel processo penale come prova. Anche se ho captato informazioni e prove importanti, non possono essere utilizzate in processo. Il PM non si preoccupa perché una volta fatta intercettazione o perquisizione, un giornalista casualmente li pubblica su un giornale. Io non li potrò utilizzare al processo, però viene reso pubblico e il parlamentare vedrà lui se dimettersi o cosa fare. Questa norma può essere criticata, però se c’è un ladro in Parlamento lo si fa saltare fuori.
Il sistema elettorale
Il sistema elettorale serve per risolvere il problema di trasformare la totalità di elettori italiani in un numero minore di rappresentanti. Qual è il meccanismo? Come si fa a trasformare il consenso elettorale in una sola persona? Ci sono modelli puri e astratti ma non valgono più ai giorni di oggi. Non esistono nella realtà. Ai giorni di oggi esistono i modelli che si ispirano a questi modelli puri e astratti.
I modelli puri sono 2:
- Sistema proporzionale
- Sistema maggioritario
Il sistema proporzionale si basa sulla logica di far votare gli elettori sulla base di una lista e vengono eletti tra questa lista. Come si fa ad attuarlo in un paese? I candidati vengono raggruppati per liste che corrispondono ad altrettanti partiti. Si distribuiscono i voti totali che vengono espressi tra le liste.
37% 20% 13% 30%
Se hai preso il 37% di voti avrai il 37% di seggi alla Camera. Se vogliamo poi stabilire chi della lista A va ad occupare i posti (se A ha 500 nomi) l’elettore deve crociare il nome della persona che vuole mandare in Parlamento. Dagli anni 50 all’inizio dei 90 si usava un modello che si rifaceva al sistema proporzionale puro. C’erano delle circoscrizioni in Italia.
Il sistema maggioritario funziona come se idealmente dividessimo l’Italia in 630 collegi.
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Istituzioni Di Diritto Pubblico (diritto dell'economia) 2° parte
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Diritto pubblico - Parte 2
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Diritto pubblico, 2 parte
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Diritto dell'economia