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Diritto pubblico e legislazione sociale Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto pubblico e legislazione sociale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Cerruti dell’università degli Studi di Torino - Unito, della facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto pubblico e legislazione sociale docente Prof. S. Cerruti

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ESTRATTO DOCUMENTO

A C

SSEMBLEA OSTITUENTE

L’elezione dell’assemblea costituente ha portato all’elezione di 556 membri di

provenienza politica diversa: 207 dalla democrazia cristiana DC, 115 dal partito

socialista PSI, 104 dal partito comunista PCI, più altri partiti di centro destra.

L’assemblea costituente riceve quattro compiti:

 scrivere la Costituzione

 scrivere la Legge Elettorale e approvare i trattati con gli stati vincitori

 eleggere un capo dello Stato provvisorio, De Nicola (con la nuova

Costituzione poi se ne rielegge un altro)

 esercitare il controllo politico sul governo

Tutte le altre leggi continua a farle il governo.

Nel giugno 1946 l’assemblea comincia i lavori per la Costituzione ma i contrasti

politici all’interno rallentano il lavoro della Costituzione, finché nel marzo del 1947

viene nominata all’interno dell’Assemblea una commissione di 75 membri che tra

marzo e dicembre scrive la Costituzione. Tutta l’Assemblea poi la vota e la approva

al 90%.

Nell’approvare la Costituzione si dice che i nostri partiti di allora abbiano agito sotto

il così detto “velo di ignoranza”: andando ad approvare istituti nuovi e non sapendo

quale partito si sarebbe trovato ad essere al governo si è cercato di scriverla in modo

che né vincitori né perdenti si trovassero in situazioni di vantaggio.

Per l’epoca era una costituzione lunga e riflette il compromesso di idee molto

diverse.

Entra in vigore il 1 gennaio del 1948.

C

OSTITUZIONE 2

Cos’è una Costituzione ?

 Costituisce le fondamenta di un’organizzazione, lo Stato

 3

Insieme di norme , regole, che stanno a capo di tutte le altre norme giuridiche

(regole coercitive, che deve essere rispettata da cittadini poiché data dallo

Stato) di quello Stato

 Manifesto politico: esprime i valori e principi nei quali lo Stato e i cittadini si

riconoscono e che perseguono.

All’interno della Costituzione possiamo distinguere diversi modi di interpretarla.

Troviamo:

 Le disposizioni: il testo scritto, le singole frasi così come sono scritte.

 Dalle disposizioni si ricavano delle norme: interpretazione che si ricava da

una disposizione.

 le norme possono essere di principio: esprimere il principio, fine

ultimo che deve guidare il legislatore (es. art. 3)

 esprimere regole precise (es. art 12)

2 Comma: il capoverso nell’articolo

3 Norma e non legge: la legge si riferisce ad una legge particolare 4

4

Le Costituzioni possono essere:

 scritte / non scritte (es. Regno Unito: è data da un insieme sparpagliato di

leggi e da alcune regole che si ripetono per consuetudine).

 flessibili / rigide: quando può essere modificata da qualunque legge

successiva (es. statuto albertino) – per modificarla occorre un apposito

procedimento, inoltre vi è un organo di garanzia che garantisca il rispetto

della Costituzione (in Italia Corte Costituzionale)

C I

OSTITUZIONE TALIANA

E’ costituita da 139 articoli ed è divisa in tre parti:

 Principi fondamentali: enunciazione di principi e valori a cui lo Stato si ispira

 Parte I: parte dedicata ai diritti e doveri dei cittadini, divisi in quattro titoli

chiamati rapporti (parte da situazioni più vicini alla persona

 Rapporti civili (legati alla persona fisica, libertà della persona)

 Rapporti etico-sociali (riguardo i diritti sociali, famiglia, salute,

scuola)

 Rapporti economici (lavoro, previdenza, sciopero, impresa)

 Rapporti politici (partecipazione alla vita pubblica, diritto di voto e

doveri, tasse)

 Parte II:

 Parlamento

 Presidente della Repubblica (PdR)

 Governo

 Magistratura

 Enti territoriali

 Garanzie costituzionali (corte e revisione costituzionale)

Art. I: l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro → questa virgola è

stata voluta dalle anime di centro destra per separare le due questioni più di anima di

sinistra. Al lavoro nel nostro stato è riconosciuta una grande importanza.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della

Costituzione → anima di sinistra ma specificazione di centro destra

Art. 2: prevede diritti e doveri dell’uomo. Principio di solidarietà e anima cattolica.

Art. 3: principio di eguaglianza

Art. 4: si ritrova il lavoro. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al

lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto → è una norma

di principio (o programmatica), lo Stato deve cercare di creare le condizioni affinché

tutti possano lavorare ma non significa che ha l’obbligo di procurare il lavoro a tutti.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria

scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale

4 Diritto Costituzionale: costituito dalla costituzione, da altre leggi (es. legge elettorale etc), la

giurisprudenza (le scelte) della corte costituzionale e le consuetudini. 5

della società → obbligo di contribuire alla società; anima cattolica in riferimento al

clero (“spirituale”).

Art. 5: garantisce l’autonomia territoriale agli enti territoriali e il decentramento,

ovvero le funzioni statali sono svolte su tutto il territorio

Art. 6: garantisce che quei gruppi riconosciuti con minoranze linguistiche possano

parlare la loro lingua (es. Val d’Aosta e Trentino)

Art. 7 e 8: disciplinano i rapporti tra lo stato e le confessioni religiose; il 7 della

chiesa cattolica e l’8 di tutte le altre confessioni (con lo Statuto Albertino lo stato era

cattolico, ora c’è separazione). Es. il matrimonio in chiesa vale anche per lo stato.

Nell’art. 7 la chiesa è sovrana, ma non le altre confessioni: perché la chiesa cattolica

ha lo stato del Vaticano. [Art. 19 e 20: libertà di professare in qualunque forma la

propria fede religiosa, purché non si tratti di riti contrari al buon costume (molto

difficile da definire e che negli anni è mutato). Insieme al 7 e all’8 garantiscono che

in Italia tutte le religioni siano trattate nello stesso modo.]

In Francia lo stato si proclama laico e tutto ciò che riguarda la religione è considerato

un fatto privato dei cittadini; separazione netta tra stato e religione, divorziati (≠ in

Italia separati).

Art. 9: lo Stato con le sue azioni e con le leggi deve cercare di favorire la ricerca, la

diffusione della cultura e deve tutelare il nostro patrimonio naturale e artistico;

favorire il progresso con la diffusione della cultura.

5

Art. 10 e 11: rapporto con altri stati. L’Italia deve rapportarsi con gli altri stati che

sono ugualmente sovrani. Vi sono delle regole per accordo accettate da tutti gli stati e

anche l’Italia si adegua a queste leggi (anche regole non scritte, ma tradizionalmente

condivise, es. trattamento di protezione riservato ad alcune categorie di persone

durante le guerre). Condizione giuridica dello straniero tutelato dalle norme

internazionali, diritto d’asilo per persecuzione politica. Nell’11: rinuncia alla guerra

come strumento offensivo e come mezzo di risoluzione delle controversie

interazionali. Ma è concessa la guerra per difesa. L’Italia può limitare la propria

sovranità per cederla ad una organizzazione internazionale a condizione che

l’organizzazione abbia scopi di pace e che avvenga in situazioni di parità con gli altri

stati appartenenti all’organizzazione (es. Unione Europea, Onu, Nato)

Art. 12: regola sul tricolore italiano.

5 Non esiste un elenco preciso dei principi del diritto internazionale universalmente riconosciuti. Due

categorie: consuetudini internazionali e quelli che derivano dai trattati internazionali (nella maggior

parte dei casi non prevalgono sulla nostra Costituzione, perché rapporto tra pari). 6

E LEZIONI

La democrazia si può esercitare attraverso due forme:

 Diretta: il popolo esercita direttamente il potere, compie direttamente le

scelte (es. referendum, petizione)

 Indiretta: si basa sull’istituto di rappresentanza, il popolo designa un numero

ristretto di persone che decideranno per lui. L’esercizio della democrazia

indiretta funziona grazie all’elezione di appositi organi.

Elezioni:

1. Elettorato attivo: chi può votare (art. 48)

 Cittadini italiani: ius saguis, chi è nato da almeno un genitore italiano

/ ius soli, nascita sul territorio italiano solo se si è stati abbandonati o

figli di apolidi o se i genitori non possono trasmettere la loro

cittadinanza, quindi se rimarrebbero privi di cittadinanza / per fatto

volontario, facendone richiesta se ci si ritrova nelle condizioni

previste dalla legge: matrimonio, residenza di dieci anni, figlio di

genitori stranieri nato in Italia che viva in Italia ininterrottamente per

18 anni.

 Maggiorenni

 6

Che non abbia perso il diritto di voto: per incapacità civile

(interdizione, incapacità di intendere e volere) / per sentenza penale

(delitti legati alla pubblica amministrazione, mafia, fascismo) / casi di

indegnità morale

2. Voto:

 è personale, deve essere espresso di persona senza deleghe etc.

 è eguale, ogni voto ha lo stesso peso

 libero, la scelta deve essere libera

 segreto, nessuno deve vedere il voto espresso

 è dovere civico, quindi non un dovere giuridico ma morale, non

comporta sanzioni

3. Sistema elettorale: una formula matematica, un meccanismo attraverso il

7

quale i voti espressi dagli elettori si trasformano in seggi . Solitamente i

candidati al parlamento si presentano agli elettori (nelle democrazie moderne)

attraverso i partiti politici (oppure ora movimenti politici). Nel mondo

esistono due grandi gruppi di sistemi elettorali, all’interno dei quali troviamo

alcune varianti.

 Proporzionale: i seggi vengono distribuiti in proporzione al numero di

voti ottenuti da ciascun partito. Come vantaggio ha il fatto di

rappresentare in modo più fedele la volontà degli elettori ma come

svantaggio una più difficile governabilità.

 Maggioritario: il territorio viene suddiviso in tante circoscrizioni

ognuna delle quali elegge un certo numero di seggi (uno o più

parlamentari). Tutti i seggi a disposizione di una circoscrizione

vengono tutti assegnati al partito che in quella circoscrizione ha preso

6 Ma di fatto gli interdetti votano.

7 Seggio: incarico parlamentare, il posto in parlamento 7

più voti. Maggiore governabilità ma non è così fedele con la volontà

degli elettori.

Negli anni le varie leggi elettorali hanno inventato due strumenti di

correzione del sistema proporzionale che avvicinano di più il sistema

proporzionale al maggioritario.

 Premio di maggioranza: al partito che ha preso più voti degli altri

vengono dati come premio alcuni seggi in più di quelli che gli

spetterebbero. Questo per aiutare la governabilità.

 Soglia (o clausola) di sbarramento: prevede che possano entrare in

parlamento solo quei partiti o forze politiche che abbiano raggiunto

una percentuale minima di voti (di solito 3-5%).

4. Elettorato passivo: facoltà di poter essere votati e richiede tre requisiti:

 Avere l’elettorato attivo (maggiorenni, italiani, non aver perso il

diritto di voto)

 Requisito di età (per il parlamento bisogna avere 25 anni, 40 per il

senato)

 Non bisogna trovarsi in una causa ostativa (sono previste dalle leggi e

sono tre: 8

1. Incandidabilità : impossibilità di mettersi in lista, conseguenza

alla condanna di alcuni reati (soprattutto per mafia o abuso di

potere nei pubblici uffici).

2. Ineleggibilità: quando una persona a motivo di una funzione

che ricopre potrebbe condizionare il voto degli elettori (es. i

magistrati nella regione dove lavora, il capo della polizia, il

prefetto, parroco del comune).

3. Incompatibilità: divieto di ricoprire due funzioni tra loro

inconciliabili (nella Costituzione troviamo esempi: non si può

far parte di camera e senato, parlamento e consiglio regionale,

parlamento e corte costituzionale). Se viene eletta entro un

certo tempo deve scegliere quale carica tenere.

S E I I :

ISTEMA LETTORALE N TALIA

La nostra Costituzione non dice quale sistema elettorale deve adottare l’Italia, lo

decide la legge elettorale.

 Mattarellum: Le prime leggi elettorali del ‘48 hanno scelto un sistema

proporzionale che è rimasto fino al ‘93. Questo perché vi era un’esigenza di

garantire il pluralismo (dopo il fascismo), perché vi erano molto partiti,

inoltre in questo stesso modo era stata eletta l’Assemblea Costituente. In

questi anni si sono alternati ben 42 governi (in quarantacinque anni), quasi

uno all’anno, quindi la governabilità era molto difficile! All’inizio degli anni

90 in Europa ma anche in Italia vi sono dei cambiamenti sociali e politici:

caduta del muro di Berlino (1989) e dei regimi comunisti dell’Est. In Italia

accade invece Tangentopoli (mani pulite): prende il via un fenomeno di

8 Introdotta solo nel 2012 e applicata a Berlusconi. 8

inchieste e di indagini che portano a galla l’esistenza di un grosso sistema di

corruzione della classe politica e dirigente italiana. Questo crea nella

popolazione italiana una voglia di cambiamento, anche sulle leggi elettorali.

 La popolazione chiede nel ’93 un referendum abrogativo sulla legge

elettorale del Senato: l’esito positivo elimina dalla legge elettorale del Senato

gli elementi del sistema proporzionale. Il parlamento recepisce la volontà

degli elettori e approva una nuova legge elettorale che prevede un sistema

misto: in entrambe le camere (Camera dei Deputati e Senato della

Repubblica) il 75% dei seggi è assegnato con il maggioritario, il 25% invece

con il proporzionale.

 Porcellum: nel 2005 viene di nuovo modificata la legge elettorale (proposta

da Calderoli) e si torna al proporzionale con i due correttivi del premio di

maggioranza e la soglia di sbarramento. Il premio di maggioranza però alla

Camera dei Deputati veniva dato su base nazionale (il partito che a livello

nazionale aveva più voti prendeva alla Camera 340 seggi su 630) per

assicurare la governabilità; nel Senato invece il premio di maggioranza

veniva dato a livello regionale (in ogni regione il partito con più voti

prendeva il 55% dei seggi che spettavano a quella regione) → al Senato

spesso non si formava una maggioranza netta!

Questa legge elettorale viene portata alla Corte Costituzionale (viene

impugnata) perché si ritiene che vada contro alcuni articoli della

Costituzione: la Corte risponde che in parte è vero e dichiara incostituzionale

la legge elettorale e quindi la annulla, per due aspetti: il premio di

maggioranza perché troppo alto, la lista bloccata (gli elettori non potevano

esprimere la preferenza per un deputato, ma i deputati venivano scelti dai

partiti).

 Italicum: il parlamento ha quindi dovuto rifare la legge elettorale nel 2015

che non è ancora stata mai usata non essendoci state ancora votazioni:

prevede la votazione per la sola Camera dei Deputati. Poiché nella riforma

Costituzionale il Senato verrebbe votato dai rappresentanti regionali e non più

direttamente dal popolo. Sistema proporzionale con premio di maggioranza e

soglia di sbarramento al 3%. L’Italia è stata suddivisa in 100 collegi, ognuno

elegge 6 deputati (tranne Val d’Aosta 1 e Trentino 8 + seggi all’estero). Se un

partito alla prima votazione prende il 40% dei voti gli vengono assegnati 340

seggi su 630, e gli altri vengono ripartiti con il proporzionale. Se invece

nessun partito alla prima votazione prende il 40% dei voti si tiene una

seconda votazione tra i due partiti più votati, quello che vince ottiene i 340

seggi. (Il problema è che può portare a dare molti seggi ad un partito che

rappresenta poco più di un quarto degli elettori!!!!). Inoltre questa legge è

attenta alla questione della pari rappresentanza: prevede che nelle liste di

candidati debbano esserci uomini e donne alternati; al massimo il 60% dei

capi lista sia dello stesso sesso; meccanismo del tic-tac (ogni elettore può

esprimere due preferenze ma la seconda preferenza è valida solo se è data ad

una persona di sesso diverso della prima). 9

P

ARLAMENTO

Ha la sua origine nelle assemblee medievali in cui si dibattevano gli affari pubblici.

L’etimologia dal francese parlement (luogo in cui si discute). È l’organo attraverso il

quale il popolo esercita il potere.

Nel mondo esistono diversi tipi di parlamento, due soprattutto:

 Monocamerali (di solito per i paesi più piccoli)

 Bicamerali: spesso servono a far sì che una delle due camere rappresenti degli

interessi diversi dall’altra, come quelli degli enti territoriali (es. in Germania).

In Italia il parlamento è Bicamerale Perfetto: le due camere hanno entrambe le stesse

funzioni e lo stesso peso. Entrambe devono approvare ogni legge ed entrambe sono

legate al governo.

Le due camere si differenziano solo per tre aspetti:

 Il numero dei componenti: alla Camera 630 e al Senato 315 + i senatori a vita

nominati dal Presidente della Repubblica (ne può nominare 5)

 Età dell’elettorato attivo (per andare a votare per il Senato 25 anni, per la

Camera 18) e passivo (40 per il Senato e 25 per la Camera)

 Sistema elettorale: la Camera viene eletta su base nazionale, il Senato su base

regionale.

Entrambe hanno sede a Roma: la Camera a Montecitorio e il Senato a Palazzo

Madama.

All’interno di entrambe vi sono 5 elementi costitutivi:

1. Parlamentari: si acquisiscono garanzie e poteri. Le prerogative che spettano

ad un parlamentare sono tre:

 Indennità

 Divieto di mandato imperativo: gli eletti devono agire secondo la loro

coscienza, non possono essere influenzati ne dagli elettori, ne dal

partito da cui provengono (nella storia non era così, a partire dalla

rivoluzione francese si è affermato).

 Immunità funzionale: serve a garantire la libertà di coscienza, e si

divide in due caratteristiche: insindacabilità (i parlamentari non

devono rispondere delle loro opinioni e dei loro voti che danno

nell’esercizio delle loro funzioni, e vale per tutta la vita) e

inviolabilità (i parlamentari non possono essere sottoposti a

limitazioni della loro libertà senza l’autorizzazione della loro camera

di appartenenza, tranne che in esecuzione di una condanna o nei casi

in cui è previsto l’arresto in flagranza, ma solo per il periodo in cui si

9

è in carica: es. perquisizioni o intercettazioni).

→ Funzioni:

 Ogni parlamentare in scala ridotta esercita la funzione legislativa,

quindi partecipa all’approvazione delle leggi e può proporre delle

leggi.

 Controllo del governo: rivolgere richieste di chiarimento ai

componenti del governo

9 Fino al 93 l’inviolabilità era su qualsiasi tipo di condanna! 10

 Indirizzo del governo: i parlamentari possono suscitare delle

discussioni per condizionare le scelte del governo

10

2. Presidente + ufficio della presidenza: viene eletto dai componenti di quella

11

camera con una maggioranza alta dei 2/3 (al Senato la maggioranza

12

assoluta , dopo due volte la maggioranza semplice, poi ballottaggio).

Devono coordinare i lavori, convocare le riunioni, fissare l’ordine del giorno,

mantenere l’ordine in aula. E’ aiutato dall’ufficio della presidenza formato da

parlamentari che devono rappresentare un po’ tutti i partiti. I componenti

dell’ufficio di presidenza si dividono in: vicepresidente, questori e segretari.

Vicepresidenti (4) e sostituiscono il presidente quanto è impossibilitato. 3

questori che vigilano sull’ordine delle sedute e programmazione economica

delle spese della camera. 8 segretari che verificano la regolarità delle elezioni.

Vengono eletti dai deputati e devono rappresentare tutti i partiti (per questo il

numero dei segretari è variabile in base alle forze politiche del momento).

3. Commissioni (organo collegiale): dal punto di vista politico la composizione

delle commissioni rispecchia quella della camera.

 Monocamerali: commissioni interne alle singole camere (o camera o

senato)

 Bicamerali: commissioni miste formate da deputati e senatori insieme

(ad. es. su questioni di infanzia e adolescenza).

Possono poi essere:

 Permanenti: commissioni istituite all’inizio della legislatura e durano

per tutta la legislatura. La maggior parte ha il compito di fare le leggi.

Ricevono una competenza per materia che di solito corrisponde ad un

ministero.

 Speciali: istituite in qualunque momento della legislatura con un

compito preciso e vengono sciolte una vota che esauriscono il loro

compito (consultivo, inchiesta es. sulla Mafia, indirizzo vigilanza e

controllo).

4. Giunte (“ ”): sono composte uguali alle commissioni, sono organi tecnici

ovvero hanno competenza su una specifica materia. Sono 3 alla Camera e 2 al

Senato (al senato c’è la prima, poi la seconda e la terza sono unite):

 Giunta per il regolamento: è sia alla camera che al senato, ogni

camera ha un regolamento che ne disciplina il funzionamento

(approvato con maggioranza assoluta); quindi verifica che sia

rispettato il regolamento e raccoglie eventuali proposte di modifica.

 Giunta per le elezioni: controlla la possibilità di eleggibilità dei

candidati

 Giunta per le immunità (per le autorizzazioni a procedere): si occupa

dei casi di immunità funzionale (inviolabilità e insindacabilità).

10 Presidente della camera: ha il compito di presiedere in parlamento in seduta comune (quando

camera e senato si riuniscono insieme) ≠ presidente del Senato: compito di sostituire al presidente

della Repubblica quando questi sia assente.

11 Se dopo due elezioni non si raggiungono i 2/3 allora si passa alla maggioranza assoluta.

12 Maggioranza assoluta: metà più 1 dei componenti – Maggioranza semplice: metà più 1 dei presenti.

Le riunioni sono valide se è presente la metà più 1 dei componenti. – Maggioranza qualificata: è più

alta di quella assoluta, solitamente i 2/3 o 3/5 dei componenti. 11

5. Gruppi parlamentari (“ “): sono sia alla camera che al senato, a differenza di

giunte e commissioni sono composti in base alla propria appartenenza

13

politica; ogni parlamentare è obbligato ad appartenere ad un gruppo . I

parlamentari possono cambiare gruppo per il divieto di mandato imperativo.

Ogni gruppo ha un capo, tutti i capigruppo insieme formano la conferenza dei

capigruppo che aiuta il presidente della camera a decidere l’ordine del giorno

delle sedute.

Altre regole delle Camere:

 14

La durata del parlamento, legislatura, è di 5 anni a meno di caduta precoce.

Le camere possono essere sciolte prima dei 5 anni dal presidente della

Repubblica, consultati i loro presidenti. In caso di guerra la durata può essere

prorogata.

 Le camere si devono obbligatoriamente riunire il primo giorno non festivo di

15

febbraio e di ottobre , poi di fatto oggi sono sempre riunite. Possono essere

riunite in maniera eccezionale dal suo presidente, dal presidente della

repubblica o da un terzo dei suoi componenti.

 Le sedute sono valide se in aula è presente almeno la metà più 1 dei

componenti.

 Se non è previsto diversamente le votazioni sono sempre palesi e a

maggioranza semplice. Quando il voto è su una persona (presidente della

camera o della repubblica) è segreto.

 Le sedute sono pubbliche

F P

UNZIONI DEL ARLAMENTO

Le due camere hanno le stesse funzioni e lavorano separatamente.

1. Legislativa

2. Controllo sul governo

3. Indirizzare il governo

Alcune funzioni le svolgono in seduta comune

1. Elezione del Presidente della Repubblica e giuramento

2. Mettere il Presidente della Repubblica in stato di accusa

3. Elezione di Giudici popolari: 16 giudici, normali cittadini, che vanno ad

integrare i giudici della corte costituzionale nel caso di accusa del presidente

della repubblica

4. Elegge 1/3 della Corte Costituzionale

5. Elegge 1/3 del CSM: consiglio superiore della magistratura

13 Chi non si riconosce in nessun gruppo può entrare nel gruppo misto o in quello indipendente.

14 Nella versione originale della Costituzione la camera durava 5 anni e il senato 6 ma spesso il

presidente della repubblica scioglieva il senato quando finiva la camera.

15 All’inizio i parlamenti erano prevalentemente contadini, quindi ottobre perché a settembre vi era la

vendemmia 12

1617

G

OVERNO

- Vertice della pubblica amministrazione, capo esecutivo.

- Determina l’indirizzo politico del paese: insieme di decisioni e scelte che

determinano il programma e gli obiettivi che lo Stato persegue.

Sia sul processo di formazione che su quello di composizione del governo la nostra

costituzione dice molto poco, il resto si è affermato per convenzione o dalle leggi.

Un nuovo governo si forma quando cade quello precedente; questo può avvenire per

la fine della legislatura (caso fisiologico) o per le dimissioni del precedente

18

governo .

C :

OMPOSIZIONE DI UN NUOVO GOVERNO

1. Presidente della Repubblica avvia le consultazioni: consulta i presidenti della

due camere e i capigruppo parlamentari (per rappresentanza gli ex presidenti

della Repubblica, ma non essendo scritto sulla costituzione in realtà dipende

dal singolo presidente).

Si fa un’idea di chi potrebbe convocare (se la situazione è molto complicata si

sceglie qualcuno: o lo stesso possibile convocato (pre-incarico) o i presidenti

delle camere (mandato esplorativo) che guardino che possibilità vi sono)

2. Convoca la persona e gli conferisce l’incarico a voce. Egli accetta con

riserva.

3. Il possibile candidato scioglie la riserva: dà una risposta. Se si si va avanti (se

dice no si torna al punto 1)

4. Nomina ufficiale al Presidente del Consiglio e, su sua proposta, dei ministri

5. Giuramento davanti al Presidente della Repubblica (il giuramento determina

formalmente l’entrata in carica del nuovo governo)

6. Fiducia in Parlamento, il governo ha bisogno della fiducia del Parlamento,

che rappresenta i cittadini, affinché legittimi pienamente il nuovo governo

(entro 10 giorni dal giuramento). La votazione avviene separatamente tra le

due camere (nell’ordine scelto dal governo, la prima che vota si chiama culla)

con maggioranza semplice e voto palese (poiché si vuole che i parlamentari si

assumano pubblicamente la responsabilità). Se non ottiene la fiducia si torna

alle consultazioni. Se il Presidente della Repubblica non trova un altro

candidato e a formare un governo può sciogliere le camere e indice nuove

16 63 governo quello di Renzi e 17 legislatura. 3 minisri senza portafoglio (riforme costituzionali

Boschi, affari regionali e autonomia, ), 13 ministri con portafoglio, non tutti i ministri hanno il vice

ministro e possono essere massimo 10 (affari esteri Gentiloni, interni Alfano, giustizia, difesa,

economia e finanze Padoan, sviluppo economico, infrastrutture e trasporti Delrio, politiche agricole

alimentari e forestali Martina, ambiente e tutela territorio, lavoro e politiche sociale Poletti, Istruzione

Giannini, beni attività culturali Franceschini, salute Lorenzin)

17 Il Governo ha sede a Palazzo Chigi

18 Crisi parlamentare (il parlamento gli ha tolto la fiducia) o crisi extra parlamentare (per cause interne

al governo) 13

elezioni. Nei 10 giorni tra il giuramento e la fiducia il governo compie solo

ordinaria amministrazione.

F IDUCIA

Due istituti possono interrompere il supporto di fiducia tra il Governo e il

Parlamento:

1. Mozione di Sfiducia (iniziativa parlamentare): proposta da almeno 1/10 dei

componenti di una camera (63 camera e 32 senato) e non può essere votata

prima di 3 giorni dalla sua presentazione (così possono essere tutti presenti),

voto palese e maggioranza semplice. Se approvata si dimette il Governo,

anche con la sfiducia di una sola camera!!

2. Questione di Fiducia (iniziativa del governo): viene posta al parlamento

quando il governo lega la sua sopravvivenza all’approvazione di una sua

proposta. Processo di formazione affermato per prassi.

19

C OMPOSIZIONE DEL GOVERNO

E’ formato da

 Organi necessari: (stabiliti dalla Costituzione) sono

1. Presidente del Consiglio dei Ministri (spesso chiamato Premier o

Primo Ministro per assonanza con le cariche di altri Paesi) ha il

compito di dirigere il consiglio dei Ministri e mantenere l’unità di

indirizzo. È un primus inter pares, ha una posizione di superiorità

relativa.

2. Ministri: sono tutti a capo di un ministero (o dicastero) che costituisce

il vertice di un ramo dell’amministrazione statale (ad esempio il

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; il Ministero

dei Trasporti; il Ministero della Salute). Ogni ministro risponde

individualmente di quello che avviene nel suo ministero e

collegialmente dell’operato del consiglio dei ministri. La Costituzione

prevede dal 1989, per i Reati Ministeriali (compiuti nell’esercizio

delle proprie funzioni)che i ministri vengano sottoposti a magistratura

ordinaria (giudicati da normali giudici), ma previa autorizzazione

della camera del parlamento di appartenenza. Ad ogni ministero è

devoluta una quota del bilancio dello stato

3. Consiglio dei Ministri: l’organo collegiale che riunisce i ministri sotto

la presidenza del Presidente del Consiglio.

 Organi non necessari: sono quelli non stabiliti dalla Costituzione ma dalle

leggi e sono:

1. Ministri senza portafoglio: non sono a capo di un ministero ma

seguono un settore particolare della vita dello stato dipendendo, anche

finanziariamente, dalla presidenza del consiglio dei Ministri (ad

esempio il ministro delle pari opportunità)

19 Anche questa la ricaviamo più dalle leggi che dalla Costituzione. 14

2. Sottosegretari: possono essere da 1 a 4(a seconda delle dimensioni del

ministero) e sono collaboratori del ministro, che assegna loro delle

specifiche funzioni. Possono partecipare in vece del ministro ai lavori

in Parlamento.

3. Viceministri: possono essere nominati al massimo 10 sottosegretari

che possono partecipare alle riunioni del Consiglio dei Ministri, ma

senza diritto di voto.

4. Comitati Interministeriali: gruppi di 2 o più ministri, preposti ad una

determinata funzione. Il più importante è il Cipe (Comitato

Interministeriale per la Programmazione Economica)

5. Vicepresidente del Consiglio: di solito è una figura presente quando

abbiamo un governo di coalizione ed è di un partito diverso rispetto a

quello del Presidente (adesso è Alfano).

F G

UNZIONI DEL OVERNO

 Potere Esecutivo: a capo del, cioè è preposto all’amministrazione dello

stato→ trasporto, istruzione, sanità, edilizia pubblica, ambiente, protezione

civile…)

 Determina l’Indirizzo Politico: decide il programma che lo stato si prefigge di

realizzare; per fare ciò il Governo ha diversi strumenti, tra cui quello

normativo (ovvero interviene nella formazione delle regole che guidano il

nostro Paese). 15

20

P R

RESIDENTE DELLA EPUBBLICA

 Elettorato attivo: viene eletto dal Parlamento in seduta comune (Camera e

Senato) e da 3 delegati di ogni regione (la Val d’Aosta ha un delegato) che

devono essere di partiti diversi per rappresentare anche le minoranze, scelti

dal Consiglio Regionale. Viene eletto a Maggioranza Qualificata (coi 2/3 dei

componenti). Se dopo i primi 3 scrutini non si raggiunge la maggioranza

qualificata, dalla quarta votazione è sufficiente la Maggioranza Assoluta

(50%+1 dei componenti) a voto segreto.

 Elettorato passivo: (art. 83 – 86), deve avere almeno 50 anni, essere cittadino

italiano e godere dei diritti civili e politici.

 Mandato: dura 7 anni e può essere rieletto (Napolitano è stato l’unico in Italia

a essere eletto 2 volte). Quando la fine del mandato presidenziale coincide

con gli ultimi 3 mesi di una legislatura, si rimanda la sua elezione a dopo

l’elezione del nuovo Parlamento (cosicché il nuovo presidente venga eletto da

nuove camere).

R EGIME DEL PRESIDENTE

Il presidente riceve una dotazione (beni immobili) e un’indennità. Soprattutto il

Regime di Responsabilità. A differenza del governo il presidente è politicamente

irresponsabile: il governo può essere sfiduciato dal Parlamento, invece il Presidente

no, non può essere destituito per motivi politici dagli altri ordini Giuridicamente

invece dobbiamo distinguere gli atti compiuti come cittadino o nell’esercizio delle

sue funzioni:

 Come privato cittadino è responsabile sia civilmente sia penalmente. Di

solito però si aspetta a procedere penalmente contro di lui quando ha finito il

suo mandato.

 Nell’esercizio delle sue funzioni invece è irresponsabile tranne in un caso:

 Alto tradimento: comportamento di sovversione contro lo stato

italiano; di più l’idea di cospirazione con stato straniero

 Attentato alla Costituzione: idem

Chi può accusare il Presidente della Repubblica? Il Parlamento in seduta

comune, poi tocca ai 16 giudici scelti da integrare a quelli della Corte

Costituzionale.

C ONTROFIRMA

Degli atti del Presidente della Repubblica rispondono il Presidente del Consiglio o i

Ministri competenti per materia: ogni atto firmato dal Presidente della Repubblica

21

deve essere controfirmato dal Ministro competente in quella materia oppure per

leggi importanti anche dal Presidente del Consiglio. Per tutti gli atti se non c’è la

Controfirma (art. 89-90) ministeriale non è valido.

20 Ha sede al Quirinale

21 Nella Costituzione c’è scritto “dal ministro proponente” ma se l’atto è stato proposto dal PdR allora

ne risponde il ministro competente in quella materia. 16


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione (SAVIGLIANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DellaFilosofia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e legislazione sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Cerruti Stefania.

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