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Lo Stato

Definizione: ordinamento giuridico territoriale, temporale e sovrano. Società organizzata, è lo strumento giuridico i cui aspetti si traducono rispettivamente in:

  • Popolo (stato - collettività)
  • Governo (stato - governo)
  • Normazione originaria (stato ordinamento - sistema di norme)

Lo stato moderno viene definito come un gruppo sociale indipendente da ogni istanza esterna, con base territoriale fissa e definita, raccolto e ordinato intorno ad un centro di potere, a sua volta indipendente da ogni altro potere e sovrano.

Elementi dello stato

Popolo

Collettività o gruppo sociale che si dà un ordine e che è ordinato. (Elemento che configura una comunità di individui all’interno di un territorio, all’interno del quale viene esercitata una sovranità), es: popolo poli-etnico. Un qualsiasi gruppo umano non è propriamente popolo, ma soltanto quello che si forma per soddisfare interessi indefiniti e illimitati. Possiamo parlare di gruppo politico, ossia quello rivolto al perseguimento di fini generali attraverso la libera scelta dei fini stessi e la ricerca dei mezzi necessari a conseguirli. Caratterizzata dalla formazione di un’autorità che garantisca il raggiungimento dei fini prescelti. Altro presupposto è caratterizzata dal dato della convivenza, ossia del trovarsi insieme per un certo tempo in uno stesso luogo inducendo a una cooperazione tra essi.

Territorio

Spazio fisico e geografico, dove è situato il popolo: spazio entro i confini (segnati geograficamente o tracciati) comprende la terra ferma (delimitata dai confini), il mare territoriale (che si sviluppa per 12 miglia marine e aree militari), territorio fluttuante (navi che sono extra-navi civili), ovvero vi si applica il diritto del paese di riferimento; si estende fino a dove le conquisti tecnologiche riescono ad arrivare (anche sottosuolo).

Sovranità

Centro di potere. La collettività è subordinata a un elemento supremo. Il popolo è l’unica fonte di legittimazione, l’individuo viene sottoposto alla sovranità, la sovranità in passato derivava direttamente da dio o attraverso la dinastia regnante.

Lo stato

Ordinamento giuridico esercitante il potere sovrano su un dato territorio, cui sono subordinati in modo necessario i soggetti ad esso appartenenti. Esercita il monopolio della forza legittima su un territorio in cui vive una popolazione che si avvale dei propri apparati amministrativi. Lo Stato esercita la sovranità in relazione ad ordinamenti giuridici esterni (extrastatali) e ordinamenti giuridici interni (infrastatali):

  • Sovranità esterna: È sovrano quell'ordinamento giuridico che NON deriva la sua esistenza da un altro (originarietà) e che ha la capacità di escludere interferenze esterne (indipendenza)."superiorem non recognoscens”;
  • Sovranità interna: Intesa come supremazia, supremo potere di comando, cioè la capacità di porre in essere comandi giuridici vincolanti nei confronti di tutti i soggetti dell'ordinamento. "summa potestas legibus soluta"

Teorie sulla sovranità

Tre teorie sulla sovranità (a chi spetta l'esercizio del potere supremo) a partire dall’affermazione dello Stato moderno:

  1. Teoria dello Stato come persona giuridica: Vero e proprio soggetto di diritto. Lo Stato ha una legittimazione di carattere oggettivo che ne rafforza la sua identità non più come persona fisica (monarca) ma come ente astratto.
  2. Teoria della sovranità della nazione: Deriva dal costituzionalismo francese post rivoluzione 1789. Identifica lo Stato con l'entità collettiva della Nazione che nasce dal comune senso del valore, ideali e tradizioni. Il fine di questa teoria era quello diretto contro la sovranità del Re che veniva automaticamente meno e quello di eguaglianza tra i cittadini per superare le divisioni in vecchi ordini e ceti sociali.
  3. Teoria della sovranità popolare: Qui i cittadini vengono considerati come ente collettivo che esercita autonomamente e collegialmente il potere sovrano senza delegare il potere decisionale a dei rappresentanti.

La Costituzione italiana afferma il principio della sovranità popolare: 'nelle forme e nei limiti della Costituzione'. Il popolo esercita la sua sovranità e non ha più un carattere assoluto. Infatti, il popolo esercita il potere sovrano attraverso un sistema rappresentativo basato sul suffragio universale. La Costituzione ha un carattere rigido ed è difficilmente modificabile, il suo rispetto è garantito dalla Corte Costituzionale, quindi l'esercizio della sovranità incontra limiti serrati. Questo sistema di limiti e principi si sostanzia nelle garanzie delle minoranze e nei diritti fondamentali che prevalgono sulla volontà di chi detiene il potere politico. Ulteriore limite alla sovranità popolare è costituito dai principi e dalle regole emanate dalle organizzazioni internazionali. A seguito delle Guerre Mondiali, il concetto di sovranità esterna è stato ridimensionato a favore di compromessi sovranazionali al fine di garantire pace tra gli Stati e tutelare i diritti umani. Queste organizzazioni sono fondate sul principio di eguaglianza tra tutti gli Stati membri e tra essi sono vietate le ingerenze su questioni prettamente di uno.

  • ONU, San Francisco 1945;
  • Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, 1948
  • Nascita dell'Unione Europea nel 1992 con il Trattato di Maastricht

Il territorio

Parte di terra: elemento costitutivo dello Stato, sulla quale è stanziato il popolo e sul quale lo Stato esercita la sua sovranità. Quando parliamo di territorio, non intendiamo solamente la terraferma, ma ci riferiamo anche alle acque territoriali, al sottosuolo e allo spazio aereo.

  • Terraferma: Porzione di territorio delimitata dai confini naturali o previsti dai Trattati Internazionali;
  • Acque territoriali: Le acque territoriali sono una striscia di mare che bagna le coste dello Stato, interamente posta sotto la sua giurisdizione. L'estensione delle acque territoriali varia a seconda degli Stati. In Italia, il limite delle acque territoriali è di 12 miglia dalla costa. Al di là delle acque territoriali vi sono le acque internazionali.
  • Piattaforma continentale: Costituita dallo zoccolo continentale cioè quella parte del fondale marino che circonda le terre emerse. Gli Stati possono sfruttare in modo esclusivo le risorse naturali estraibili dallo zoccolo continentale purché sia assicurata la libertà delle acque.
  • Atmosfera terrestre: Si trova al di sopra e si estende per tutta la superficie dello Stato facendo parte del suo territorio: qui si estende lo spazio aereo. Uno Stato, poiché esercita la sua autorità su tale spazio, può impedire che gli aerei di un altro Stato vi circolino.

Le forme di stato

Definizione: insieme degli elementi e delle finalità che servono a coglierne l'essenza, i fondamenti per cui lo Stato esiste.

Stato assoluto

Il potere è concentrato nelle mani del sovrano assoluto di cui ne persegue le volontà 'rex facit legem' ed ha carattere dinastico. È uno Stato onnipresente, che ha potere decisionale anche sulla sfera economica (mercantilismo di Luigi XIV). Nacque in Francia nel XV sec. e scomparve nel XVIII sec. con la Rivoluzione Francese. In altri Paesi come l'Inghilterra non ebbe una struttura così forte e si identifica più come uno STATO PER CETI in quanto persiste ancora la struttura sociale feudale. In Austria e Prussia invece si parla di ASSOLUTISMO ILLUMINATO, secondo cui il compito del sovrano era quello di perseguire il benessere della popolazione. A riguardo si parla anche di STATO DI POLIZIA (dal greco significa politica), dalla corona partono una serie di iniziative volte a costruire apparati statali a servizio della popolazione come ospedali, scuole pubbliche ecc.

Stato liberale (di diritto)

Liberale: Per quanto riguarda la finalità perseguita dai pubblici poteri che si fanno garanti dei diritti individuali.

Di Diritto: Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati per perseguire queste finalità. Questa forma di Stato nasce come conseguenza di cambiamenti socio-economici connessi alle influenze capitalistiche → si afferma il modello economico che si basa sull'incontro di domanda e offerta che determina le specifiche di prezzo. Questo tipo di economia perciò necessita di un massimo decentramento decisionale e contrattuale che passa nelle mani dei singoli individui. Le risorse economiche nello Stato assoluto erano tutte volte a mantenerne la sua stabilità, non producevano ricchezza. Nello Stato liberale invece nasce la necessità di mettere a disposizione del mercato risorse ed investimenti per favorire l'accrescimento economico.

La forma di Stato liberale è caratterizzato da:

  • Finalità garantistica: Stato come strumento di tutela delle libertà e dei diritti dei cittadini, primo su tutti il diritto di proprietà
  • Stato minimo: Il fine garantistico toglie allo stato il potere d'intervento nella sfera economica
  • Principio di libertà individuale: Gli individui sono liberi di autodeterminarsi e sono eguali di fronte alla legge
  • Principio della separazione dei poteri: Il potere politico viene suddiviso tra soggetti istituzionali diversi che si controllano reciprocamente
  • Principio della legalità: 'lex facit legem', ogni limitazione alla sfera di libertà dell'individuo deve essere regolamentata dalla legge che deve avere caratteri di generalità e astrattezza e che deve essere applicata da membri della Nazione (principio rappresentativo)

Stato di democrazia pluralista

L'ordinamento giuridico statale prevede l'esistenza di soggetti o gruppi profondamente diversi tra loro per quanto riguarda valori, idee, interessi (plurisoggettività). All'origine di questa forma di stato vi è l'allargamento dell'elettorato attivo tramite il suffragio universale. Ciò ha determinato una diversificazione sia quantitativa che qualitativa dell'elettorato che ha portato a:

  • La nascita di partiti di massa, che orientano e organizzano la partecipazione politica di milioni di elettori presentando candidati e programmi. Sono strumenti di mobilitazione popolare dalla consolidata struttura organizzativa in grado di arrivare ad ogni ramo della popolazione. Anche i conflitti sociali del Novecento hanno favorito la nascita dei partiti di massa in quanto simili necessità ed istanze hanno favorito l'aggregazione di persone in gruppi politici o sindacati.
  • La configurazione degli organi elettivi come luogo di confronti di interessi eterogenei.
  • Il riconoscimento dei diritti sociali come strumento di integrazione dei gruppi sociali più svantaggiati. Nello Stato pluralista vige il principio di tolleranza, secondo cui il dissenso non può essere represso ma anzi va garantito.

Deviazioni allo stato pluralista

In alcuni Paesi la democrazia di massa e i valori del pluralismo non sono stati completamente accettati e questo ha portato all'identificazione del partito unico con lo Stato.

  • Stato totalitario: La soppressione del pluralismo politico porta al recupero di ideologie assolutiste per cui il potere torna nelle mani di una sola persona/partito. La collettività si integrava in modo totale dello stato per cui esso si occupava degli aspetti sociali ed individuali nella loro totalità. La legittimazione del potere è di tipo carismatico e non esistono né il principio di legalità né la separazione dei poteri. (Stato Fascista / Stato Nazionalsocialista / Stato Socialista)

Affermazione dello stato pluralista

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e il fallimento e l'abrogazione dei regimi totalitari ha fatto concentrare l'attenzione sul problema della coesione sociale. Il ruolo dello Stato è cambiato ed è nata la forma di:

  • Stato sociale (Welfare State): Questa forma di Stato ha per finalità l'uguaglianza sostanziale cioè la rimozione nella società delle differenze che impedivano il raggiungimento dell'uguaglianza formale per cui tutti i soggetti sono uguali davanti alla legge, attraverso forme di solidarietà. Per raggiungere questo scopo lo Stato interviene nei settori fondamentali dell'economia dando luogo all'economia mista. Lo Stato quindi si adegua alle esigenze di competitività internazionale garantendo pari opportunità di vita ai suoi cittadini (Stato Sociale Competitivo).

I principi che gli ordinamenti stanno cercando di seguire per razionalizzare lo Stato Sociale sono:

  1. Superare il carattere universalistico di alcuni servizi
  2. Principio di responsabilità individuale: Secondo cui il singolo si impegna tramite il risparmio a far fronte alle difficoltà o all'anzianità (servizi assicurativi o vitalizi pensionistici)
  3. Principio di sussidiarietà verticale: Lo Stato trasferisce agli Enti Locali la gestione e il controllo di alcuni servizi pubblici per farli risultare più efficaci ed efficienti.
  4. Principio di sussidiarietà orizzontale: Tramite incentivi statali affidare alle aziende del terzo settore (Non Profit) attività e settori tipici dello Stato Sociale (assistenza agli anziani)

Stato costituzionale

Lo Stato pluralista si particolarizza anche nello Stato costituzionale. Si basa su una costituzione rigida che si pone al vertice del sistema delle fonti grazie alla presenza di due garanzie:

  1. Giustizia costituzionale: Istituto che prevede l'eliminazione delle leggi contrarie alla Costituzione;
  2. Procedimento aggravato di revisione costituzionale: Secondo cui per modificare la costituzione è necessaria una maggioranza più ampia di quella necessaria per approvare una legge (compromesso costituzionale tra le diverse componenti politiche).

Per quanto riguarda la concentrazione del potere, lo Stato pluralista può essere:

  • Stato unitario: La sovranità non è distribuita sul territorio ma spetta ad un unico livello di governo (lo Stato centrale)
  • Stato decentrato: La sovranità è suddivisa tra governo ed enti territoriali locali che hanno potere decisionale su determinate questioni (sottospecie: Stato regionale, come quello italiano)
  • Stato federale: La sovranità è distribuita sul territorio su due livelli: la federazione e i singoli stati che hanno competenze diverse ed esclusive.

Le forme di governo

Indica le modalità con le quali il potere di indirizzo politico ripartito tra gli organi costituzionali e le relazioni che intercorrono tra questi. Si può parlare di forma di governo solo a partire dallo Stato liberale e dalla sua intrinseca caratteristica di separazione dei poteri.

Nello stato liberale

  • Monarchia costituzionale: Netta separazione dei poteri tra Re, che manteneva la legittimazione dinastica, cui spetta il potere esecutivo, e il Parlamento, formato sulla base del principio rappresentativo, cui spetta il potere legislativo. Alla magistratura, i cui giudici sono eletti dal Parlamento, spetta il potere giudiziario. In questo caso possiamo parlare di costituzione flessibile.
  • Forma di governo parlamentare: Evoluzione naturale della monarchia costituzionale. Tra il Re ed il Parlamento si istituisce un altro organo, il Governo. Questo apparato viene comunque nominato dal Re ma deve avere l'approvazione annuale sul suo operato da parte del Parlamento (rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento che se sfavorevole può costringerlo alla sfiducia)

Nello stato pluralista

Data la presenza di una pluralità di partiti, è necessario descrivere la tipologia di sistema politico per capirne i condizionamenti sulla forma di governo.

Sistema dei partiti

Tipologia di partiti e rapporto tra essi. Esistono sistemi politici in cui i partiti hanno profonde distanze ideologiche tra essi, in particolare per le parti più estreme del sistema che in questo caso si dice polarizzato (poche possibilità di coalizione tra i partiti e presenza di partiti antisistema). Invece, nel caso in cui tra i partiti esistano distanze ideologiche ridotte e quindi vi sia un alto potenziale di coalizione, il sistema si dice bipolare.

Parlamentarismo

La forma di governo parlamentare si caratterizza per il rapporto di fiducia che esiste tra Governo e Parlamento. Il potere esecutivo quindi è emanazione permanente del potere legislativo e, se sottoposto a sfiducia, può essere costretto alle dimissioni. Se il Parlamento è bicamerale, la fiducia può essere posta in entrambe le Camere (come in Italia) oppure in una sola Camera (come in Germania). Questo sistema è caratterizzato da un'elevata instabilità dovuta alla frammentazione politica.

  • Parlamentarismo razionalizzato o neoparlamentarismo: Al fine di rendere più stabile l'assetto istituzionale e renderlo meno soggetto a giochi politici, questa forma di governo si basa sull'elezione diretta del vertice dell'esecutivo come successore nel caso il precedente esecutivo venisse sfiduciato (sfiducia costruttiva). L'organo esecutivo e l'organo legislativo, per evitare nuove elezioni lì dove non fossero necessarie, sono inoltre legati dal principio 'aut simul stabunt, aut simul cadent': se viene meno uno dei due poteri, decade anche l'altro. Questo sistema è presente in Italia dal 1993 per quanto riguarda gli enti locali come Comuni, Province e Regioni.
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Scienze giuridiche IUS/21 Diritto pubblico comparato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher unint94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Pisicchio Pino.
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