Argomenti esame
- Cap 9 / 10 / 11: Parlamento, Presidente della Repubblica (PDR) e governo. Studiare bene con sotto la Costituzione.
- Cap 14: Sistema giudiziario. Studiare.
- Cap 5: Fonti del diritto (¾ domande test sono su questo argomento). Studiare.
- Cap 15: Giustizia costituzionale. Studiare.
- Cap 7: Forme di governo. Studiare.
- Cap 8: Sovranità popolare. Studiare.
- Cap 6: Diritti fondamentali. Studiare.
- Cap 12: Governi regionali e locali. Studiare.
- Cap 4: Ordinamento UE. Studiare.
- Cap 2 Paragrafo 3 sulle forme di stato. Da studiare.
- Legge 400
- Legge 87 del 1953
- Cap. 1/2/3/13/16 solo leggere (no indispensabile)
Prima lezione: Il diritto pubblico
Il diritto pubblico si occupa di tutto ciò che è pubblico, ossia regola il comportamento tra i pubblici poteri. Il diritto penale o amministrativo rientrano nel diritto pubblico. È un concetto ampio che comprende una serie di temi diversi: come sono organizzati i pubblici ordinamenti, i rapporti internazionali dell'Italia con altri paesi o l'articolazione dei nostri poteri pubblici su più livelli territoriali.
Cosa è il diritto?
Le persone, per poter convivere pacificamente, hanno bisogno di alcune regole di comportamento. Infatti, senza le regole qualunque comunità sarebbe destinata all'anarchia, caos o "dittatura". Una comunità civile si dà delle regole che rientrano nel concetto di diritto; regole che sono vincolanti e cogenti.
- Un ordinamento si dota di strumenti per obbligare le persone a rispettare le regole, per esempio tramite sanzioni.
- Le regole fanno sì che queste vengano rispettate anche con la forza.
- Lo Stato, gli enti pubblici sono gli unici detentori della forza.
Si hanno quindi regole cogenti assistite da un apparato sanzionatorio che ne permette il rispetto.
Concetto di pubblico
Con l'aggettivo "pubblico" si intende l'interesse comune, collettivo, l'interesse comune nel suo complesso. Per perseguire questo interesse pubblico, occorrono delle istituzioni: lo Stato è l'istituzione che storicamente si è fatta carico di perseguire gli interessi di una comunità che vive all'interno di un territorio.
- Territorio (e quindi i confini)
- Popolazione
- Apparato pubblico che governa territorio e popolazione
Lo Stato ultimamente si è fatto affiancare da altre istituzioni come, ad esempio:
- L'Unione Europea, che ha finalità tendenzialmente comuni
- Le regioni, che sono istituzioni che esercitano una serie di poteri e perseguono una serie di interessi (come ad es. la sanità)
- Le province
- Il comune
Cosa è la costituzione?
È la carta fondamentale di ordinamento (che disciplina un ordinamento giuridico). È un testo di legge che contiene i principi fondamentali che una comunità ha posto a base della sua convivenza. Disciplina i rapporti tra pubblici poteri e privati cittadini. Oggi le costituzioni tendono sempre più ad assomigliarsi tra di loro: uguaglianza, diritto del lavoro, laicità, libertà sono gli stessi tra di loro.
La costituzione è la fonte attraverso la quale reputiamo legittime o meno le altre norme giuridiche, gli atti e ordinamenti degli organi pubblici. La nostra costituzione entra in vigore il 1 gennaio 1948. Nasce come reazione all'esperienza nazi-fascista. La nostra costituzione è definita:
- Democratica
- Liberale
- Sociale
Frutto del lavoro dell'assemblea costituente tramite referendum istituzionale con il quale gli italiani scelsero tra repubblica o monarchia il 2 giugno 1946. Ci vollero 536 componenti dell'assemblea per stilare il testo della costituzione. La costituzione, però, per quanto carta fondamentale non è un documento eterno ed immutabile. Al suo interno, infatti, vi è un meccanismo di revisione del testo. La modifica costituzionale richiede un procedimento speciale e aggravato che si compone di momenti diversi:
- Vi è una fase parlamentare. Ossia tocca al parlamento approvare la modifica.
- Referendum conformativo: si domanda al popolo se approva o meno la modifica della costituzione.
Quindi è una costituzione rigida poiché richiede questo procedimento speciale, a contrario di un altro tipo di costituzione che può essere invece flessibile. Tutte le costituzioni sono scritte tranne quella inglese che al contrario non possiede un testo scritto. Si fa inoltre distinzione tra costituzione breve e costituzione lunga:
- Quella degli Stati Uniti era composta da 7 articoli (quindi si definisce breve)
- Quella della Luisiana era composta circa da 300 articoli (quindi si definisce lunga)
- Quella italiana è una via di mezzo tra le due anche se noi la consideriamo una lunga costituzione, contiene infatti 139 articoli
La costituzione descrive gli aspetti organizzativi, ma anche quelli valoriali. Infatti, la costituzione italiana è composta da 3 parti:
- Principi fondamentali da 1 a 12 (preambolo)
-
Prima parte: Diritti e doveri dei cittadini (parte valoriale) da 13 a 54 art. che a sua volta è suddiviso in:
- Diritti dei cittadini da art 13 a 28
- Rapporti etico sociali da art 29 a 34
- Rapporti economici da art 35 a 47
- Rapporti politici da art 48 a 54
-
Seconda parte dedicata all'ordinamento della Repubblica suddiviso a sua volta in sei titoli (parte organizzativa) (dal 55 al 139):
- Parlamento da art 55 a 82 a sua volta suddiviso in due sezioni:
- Organizzazione delle camere da art 55 a 69
- Procedimento legislativo da art 70 a 82
- Presidente della Repubblica da art. 83 a 91
- Governo da art. 92 a 100
- Potere giudiziario da art. 101 a 113
- Regioni, province e comuni da art. 114 a 133
- Garanzie costituzionali da art. 134 a 139 che a sua volta è suddiviso in due sezioni:
- Carta costituzionale da art 134 a 138
- Procedimento di revisione costituzionale art 138/139
- Parlamento da art 55 a 82 a sua volta suddiviso in due sezioni:
La seconda parte richiama il principio della separazione dei poteri: fare le leggi: parlamento, detiene il potere legislativo; effettuare le leggi: governo, detiene il potere esecutivo; giudicare le leggi: magistratura, detiene il potere giudiziario.
Seconda lezione: Elementi costitutivi dello stato
3 elementi costitutivi dello stato:
- Territorio: perimetro entro il quale agisce lo stato
- Popolazione di riferimento: popolazione che risiede sul territorio e rientra nel concetto di cittadinanza e nazione
- Apparato pubblico che governa territorio e popolazione
Lo stato non ha la stessa forma e assetto in qualunque parte del mondo, l’assetto complessivo di ciascuno stato è diverso nazione per nazione.
La forma di stato
Forma di stato è un concetto in evoluzione che si manifesta in forme diverse nelle varie epoche e luoghi.
Definizione della forma di stato
La forma di stato è ciò che descrive l’assetto dei rapporti che in un determinato ordinamento si instaurano tra governanti (potere) e governati (libertà), ossia il grado di libertà che l’ordinamento riconosce ai suoi cittadini e il grado di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali pubblici. (Lo stato governa una determinata popolazione stanziata su un territorio)
Forma di stato tipica: Monarchia assoluta
L’aggettivo assoluto deriva dal latino e significa sciolto da ogni vincolo.
- Forma di stato caratterizzata dal fatto che il potere pubblico è concentrato nelle mani di un sovrano (monarca assoluto), a cui viene riconosciuto il potere di decidere le regole, le sorti delle popolazione del territorio che amministra e tutti i poteri connessi al potere pubblico (legge-moneta-giustizia-guerra) nella più assoluta libertà e sovranità.
- A questi poteri assoluti corrisponde l’assenza di diritti protetti da parte dei cittadini (sudditi). Non c’è nessuna garanzia della libertà, che è rimessa al sovrano assoluto.
Caratteristiche:
- Potere concentrato nelle mani del sovrano
- Partecipazione nulla dei cittadini alle decisioni del potere: per quanto riguarda le leggi da introdurre è una decisione che fa capo al sovrano, senza alcuna partecipazione dei cittadini.
- Trasmissione del potere in via ereditaria o tramite la guerra
Corrisponde all’epoca dei grandi stati nazionali come l’Inghilterra e Francia fino all’avvenire dell’illuminismo nel 1700 quando si sviluppò l’assolutismo illuminato che ha come scopo il benessere dei sudditi.
Forma di stato: Assolutismo illuminato (stato di polizia)
Porta con sé l’idea che il potere del sovrano è un potere assoluto, ma non è più soltanto il sovrano che decide in modo autonomo, pertanto la pace sociale, il benessere diventano obiettivi propri del sovrano. Mira al benessere dei cittadini, e questo funge da ponte per il passaggio dalla monarchia assoluta a quella costituzionale.
Caratteristiche:
- Legittimazione del sovrano direttamente da Dio
- Tutto il potere pubblico è in mano al sovrano
- Rigida divisione in classi sociali, all’aristocrazia sono riconosciuti particolari privilegi.
Monarchia costituzionale
Verso la fine del 1700 e in Inghilterra fine 1600: monarchia costituzionale, nella quale il potere è nelle mani del monarca, l’aggettivo costituzionale richiama l’idea della costituzione, ossia un patto/accordo sociale tra il sovrano e la dinamica borghesia che non vuole più essere esposta al potere assoluto del sovrano, al fine di garantire una serie di libertà fondamentali.
Essa rappresenta una garanzia sia per i cittadini che per il sovrano (garanzia reciproca). Inizialmente sono scritti i diritti e le libertà dei cittadini, la proprietà privata (inviolabile), la libertà personale.
Avviene il passaggio da suddito a cittadino, un’altra novità è l’istituzione dei parlamenti, un’assemblea di persone rappresentativa della popolazione, i cittadini eleggono i loro rappresentanti in parlamento con lo scopo di creare un organo che si interfacci con il re per riequilibrarne il potere e per approvare le leggi.
Dalla concessione della costituzione il sovrano inizia a perdere peso nei poteri dello stato e si sviluppano due correnti principali:
- I direttrice - Da qui il sovrano viene espropriato dei propri poteri, i quali vengono affidati all’organo del governo, esso assume carattere prettamente formale.
- II direttrice – Si afferma il principio democratico, coloro che governano devono essere espressione della volontà del popolo, il governo diventa un organo espressione della volontà popolare e non ereditato da padre in figlio per principio dinastico, si allarga la base elettorale per l’elezione del parlamento, la figura del monarca è sostituita con quella elettiva del presidente della repubblica. Vengono ampliati gli scopi che lo stato si propone, e incomincia la forma di stato liberale, che si preoccupa di enfatizzare le libertà fondamentali degli individui, figlia della borghesia trionfante, funzionale agli interessi di quest’ultima.
Il parlamento non nasce soltanto per parlare e discutere, ma ottiene nel patto costituzionale, il potere di fare e stabilire le leggi, cioè di stabilire le regole generali che tutti devono rispettare, compreso il sovrano stesso. Da un altro punto di vista, la monarchia costituzionale si può definire anche come stato liberale, ossia la tutela e l’importanza della libertà all’interno di uno stato.
Stato sociale
Nel 1900, epoca della seconda rivoluzione industriale, cominciano a nascere i cosiddetti partiti di massa: socialista, comunista, popolare, ossia i sindacati, organizzazioni che hanno come obiettivo la tutela di tutta la popolazione e la promozione del ruolo di queste fasce più deboli della popolazione.
Con la fine dell’800, le masse proletarie si affacciano alla storia e ne diventano protagoniste. La forma di stato viene così trasformata, sul piano dei processi decisionali pubblici vi è l’estensione dei suffragi, il Re viene sostituito con un presidente del consiglio, espresso dal parlamento stesso. Sotto il profilo della libertà, entrano in scena, accanto alle grandi libertà ottocentesche, i cosiddetti diritti sociali: cioè la costituzione non ha più il compito di garantire la sfera individuale, ma ampi diritti ai cittadini.
Lo stato da liberale diventa sociale, ossia uno stato che oltre a garantire le libertà, si fa promotore di una serie di possibilità o di strumenti per rendere effettive quelle libertà per tutti, che rientrano poi nel patto costitutivo. È uno stato che si pone l’obiettivo di mettere a disposizione dei propri cittadini una serie di servizi/opportunità, che il cittadino medio con i suoi mezzi non sarebbe in grado di procurarsi (esempio tutela sanitaria/scuola). Vuole dare risposta a esigenze che vengono da tutto il corpo sociale/popolazione. Come nello studio e sanità alla libertà lo stato affianca il diritto, mettendo in condizione istituendo servizi pubblici così da poter permettere a tutti alcuni servizi come lo studio. Lo stato sociale non smentisce lo stato liberale, ma lo affianca.
Stato democratico
Sul lato della partecipazione, nel 1900 si parla di stato democratico, intendendo per democratico uno stato che garantisce una partecipazione piena dei cittadini ai processi decisionali pubblici, sottolineando il principio di eguaglianza: eguaglianza di tutti rispetto al godimento dei diritti e alla possibilità di partecipare alle decisioni pubbliche. Anche in questo caso, lo stato democratico arricchisce le conquiste precedenti, non le rinnega.
Nell’art 3 costituzione italiana:
- Eguaglianza formale = Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
- Eguaglianza sostanziale = È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Comma 1 principio di eguaglianza formale, tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, nella seconda parte è espresso comma 2 il principio di eguaglianza sostanziale ovvero che è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di fatto che impediscono l’effettivo godimento delle libertà ai cittadini, la repubblica deve offrire a coloro che non hanno mezzi materiali l’opportunità di godere di alcuni diritti. (non tutti sono tutti uguali altrimenti saremmo nell’URSS le differenze ci sono e ci devono essere) (rendo il diritto più accessibile)
Gli USA hanno la forma di stato sociale dal 1787. Ci sono poi altre forme di stato particolari:
- Dittatura: vissuta in Italia, Germania e ci sono ora alcuni stati retti da dittature, come la Corea del Nord, Myanmar. Essa è evoluzione moderna della monarchia assoluta, caratterizzata da un potere pubblico concentrato nelle mani del dittatore e la schiera di individui che lo proteggono. C’è anche una costituzione.
- Socialista/comunista: caratterizzata dalla collettivizzazione dei mezzi di produzione e la minimizzazione della proprietà privata. Le libertà hanno un grado di garanzia molto ridotta, anche le forme della decisione pubblica seguono percorsi diversi dal percorso democratico.
- Forma di stato teocratico: come il Vaticano o gli stati islamici.
Seconda definizione di forma di stato
Diversa dislocazione territoriale del potere pubblico Questa definizione fa intendere che ciascuno stato può decidere nella sua costituzione di accentrare nelle istituzioni dello stato centrale tutte le manifestazioni della sovranità, oppure può decidere di assumere delle forme di decentramento del potere su base geografica. In questa tipologia c’è la figura dello stato federale (per eccellenza: USA, che nascono come fedus, ossia patto tra 13 colonie ognuno dei quali si propone come stato autonomo, ma che sceglie di condividere dei poteri come la politica estera e la difesa). Esso nasce come un processo di aggregazione di stati singoli, che scelgono di condividere quote di sovranità, come ad esempio l’unione europea. L’Italia è uno stato regionale, una sorta di via di mezzo tra i due modelli. La presenza dei comuni (unità amministrative di base) è comune a tutti gli stati federali.
Forma di governo
La forma di governo esprime il rapporto che in un dato ordinamento si instaura tra i poteri costituzionali, in particolare, tra potere legislativo e potere esecutivo. Entra qui in campo un principio fondamentale della democrazia moderna: principio di divisione/separazione dei poteri, il quale comporta due postulati:
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Il potere pubblico è esercitato attraverso momenti e manifestazioni diverse, essenzialmente 3:
- Potere legislativo: compone le norme generali e astratte, che si applicano a tutti indistintamente, e regola la convivenza civile. Esso è esercitato dal parlamento.
- Potere esecutivo: Riguarda il potere di far eseguire le leggi, stringere accordi di libero scambio con un paese, costruire un'autostrada, rilasciare un'autorizzazione ad aprire un'attività economica (esempi).
- Potere giudiziario: è il potere di verifica da parte di un soggetto terzo che la regola generale sia stata correttamente applicata al caso particolare, è esercitato dai giudici.
- Abbiamo teorizzato a partire della monarchia costituzionale che questi 3 poteri facessero capo a 3 organi diversi: quindi separazione di questi 3 poteri per un’esigenza di garanzia.
Perché il potere giudiziario non è considerato nella definizione? Perché è una sorta di costante, variabile indipendente all’interno delle forme di governo, che lo vede sempre in una posizione separata.
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