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DIRITTO PUBBLICO

PARLAMENTO

Potere legislativo

Organo elettivo (rappresenta i cittadini i quali eleggono i deputati e senatori)

Composto da due camere (sistema bicamerale): Camera dei deputai e Senato della Repubblica, possiedono compiti e

poteri uguali (bicameralismo perfetto).

Composizione

(Camera) consta 630 deputati

(Senato) 315 senatori elettivi, componenti non elettivi: ex Presidenti della Rep. (membri di diritto) in più il Pres. Rep. può

nominare senatori a vita 5 cittadini (che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti in campo sociale, scientifico, artistico

e letterario)

Elettorato attivo/passivo

(Camera) 18 anni/25 anni

(Senato) 25 anni/40 anni

Sistemi elettorali

Voto

Art. 48 Cost “il voto è personale, libero e segreto”, “il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile,

per sentenza penale irrevocabile e nei casi di indegnità morale previsti dalla legge”

Tipologia voto: si/no/astensione (Camera: astensioni nulle - Senato: astensione considerati voti contrari, per astenersi si

deve uscire)

Circoscrizione estero: 12 deputati e 6 senatori sono eletti da cittadini fuori dall’Italia (voto per corrispondenza)

Sistema sia per Camera che per Senato fondato su liste concorrenti, caratterizzato da soglie di sbarramento (al di sotto

delle quali le liste non partecipano all’assegnazione dei seggi) e da premi di maggioranza alle liste che hanno ottenuto

più voti.

-Soglie (Camera): liste che abbiano ottenuto su piano nazionale almeno il 4% dei voti validi espressi o le liste che

abbiano ottenuto su piano nazionale almeno il 2% dei voti validi espressi a condizione che facciano parte di coalizioni

che hanno ottenuto su piano nazionale almeno il 10% dei voti.

Liste sono assegnate tramite un criterio proporzionale.

-Premio di maggioranza (Camera): n. di seggi attributi alla formazione politica vincente necessari per avere la

maggioranza e arrivare a 340 seggi.

-Soglie (Senato): eletto a base regionale, da una parte le liste che abbiano ottenuto su piano regionale almeno l’8% dei

voti validi espressi, dall’altra, liste che abbiano ottenuto almeno il 3% dei voti validi espressi, a condizione che facciano

parte di coalizione che hanno ottenuto almeno il 20% dei voti. (regole speciali per Trentino/Suditirol e Valle d’Aoste).

-Premi di coalizione (Senato): assegnati alle liste che hanno ottenuto più voti in regione i seggi necessari per arrivare

complessivamente al 55% dei seggi da assegnare nella regione, rimanenti seggi distribuiti proporzionalmente alle

rimanenti liste.

Elettore non può esprimere preferenza tra i candidati della lista scelta, ma saranno eletti nell’ordine di inserimento nella

lista.

Nella presentazione delle liste per la Camera, i partiti che si candidano a governare devono depositare il programma

elettorale ed indicare il capo della forza politica o coalizione (consentire all’elezione di individuare il futuro Presidente del

Consiglio).

Ineleggibilità e incompatibilità a ricoprire carica

Nelle situazioni di ineleggibilità e incompatibilità a ricoprire la carica di parlamentare si trovano coloro cha hanno riportato

condanne definitive a pene superiori 2 anni di reclusione per determinati delitti e superiori a 2 anni per delitti non colposi,

per il quale sia prevista la pena della reclusione non inferiore a 4 anni o coloro condannati in via definitiva per determinati

reati contro la PA o di rilevante gravità.

Condizione di incandidabilità controllata dagli uffici elettorali al momento della presentazione delle candidature (ciascuna

Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause di ineleggibilità e incompatibilità).

Funzionamento e organizzazione

Durano in carica 5 anni (legislatura), proroga solo in caso di guerra.

Prorogatio: camere continuano ad esercitare le loro funzioni dopo i 5 anni, le votazione delle nuove Camere entro 70

giorni dalla scadenza di quelle vecchie, in questo periodo il Parlamento si limita all’ordinaria amministrazione (si

astiene dall’approvare leggi) eccezioni per i decreti-legge (atti urgenti, entro 60 giorni), controllo sul Governo.

Le loro funzioni si svolgono secondo tre fondamentali principi:

1. Bicamerale: le Camere lavorano separatamente, in relazione alla funzione legislativa lavorano collettivamente

(decisioni legislative positive richiedono il consenso di entrambe le camere).

2. Continuità: non esiste interruzione tra la vita di una camera, ormai scaduta nella sua durata e la vita della

successiva: “finchè non siano riunite le nuove camere sono prorogati i poteri delle precedenti” 7

DIRITTO PUBBLICO

Camere possono riunirsi in qualunque momento senza limitazioni: “di diritto” (obbligatoriamente) il primo giorno non

festivo di febbraio e ottobre (es. sessioni di bilancio preventivo/consultivo)

“in via straordinaria” (quando accade l’altra camera è convocata di diritto) (es. Triade: Pres. Rep-Pres. Camera-1/3

componenti di Camera e Senato)

Atti di programmazione: programma - calendario dei lavori - ordine del giorno.

3. Autonomia: verso il potere esecutivo, potere giudiziario, altra Camera.

Autonomia organizzativa tramite regolamento approvato dalla Camera stessa.

Ogni Camera ha un Presidente (agisce in modo parziale, non vota e non manifesta opinioni politiche personali) ed un

Ufficio di presidenza, eletti fra i suoi componenti.

Le Sedute delle Camere sono pubbliche ma possono decidere di riunirsi in seduta segreta, per essere regolarmente

costituite è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti (numero legale/quorum strutturale).

Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti (quorum funzionale) salvo i casi in cui la Costituzione

disponga diversamente.

Immunità parlamentari

Trattamenti differenziati dei parlamentari nei rapporti con la giustizia volte ad assicurare la piena libertà del membro del

Parlamento nell’esercizio del suo mandato (garanzie irrinunciabili, l’interesse tutelato è la funzionalità del Parlamento)

Insindacabilità: nessun parlamentare può essere chiamato a rispondere delle opinioni espresse nell’esercizio delle

proprie funzioni (protezione permanente) (interessano le opinioni lesive nei confronti di altri) (attività parlamentare in

senso stretto-> Camera di appartenenza decide se salvare o perseguire il parlamentare).

Inviolabilità: senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza nessun parlamentare può essere sottoposto ad atti

che limitano la libertà personale (salvo nel caso di condanna definitiva o arrestato in flagranza di reato) (atti a sorpresa:

intercettazioni telefoniche, solo previa autorizzazione della Camera, se sono casuali l’autorizzazione è necessaria dopo).

Divieto di mandato imperativo: nell’esercizio delle sue funzioni il parlamentare è libero.

Elezione Presidente Camera/Senato

Scelto tra i parlamentari della maggioranza (Mattarellum) e da gruppo parlamentare misto.

Ruolo: garante del rispetto dei regolamenti parlamentari nello svolgimento dell’attività, non vota, nomina autorità

indipendenti

Camera: ruolo di garanzia, eletto con maggioranza qualificata del 2/3 (dopo 3’ votazione maggioranza assoluta) (attuale:

Grasso)

Senato: eletto con maggioranza assoluta (dopo 3’ votazione ballottaggio) (attuale: Boldrini)

Formazione gruppi parlamentari

Proiezione dei partiti in Parlamento, parlamentari devono dichiarare obbligatoriamente a quale gruppo aderire (n. minimi

20 deputati 10 senatori, altrimenti gruppi sotto-soglia devono essere autorizzati dal Presidente). Gruppo misto:

parlamentari non schierati.

Ogni gruppo ha un presidente, insieme dei presidenti formano il capigruppo, il quale (insieme ai presidenti delle Camere)

approva gli atti di programmazione dei lavori.

Commissioni parlamentari: sono 14 alla Camera e 14 al Senato, divise per materie (ministero).

-permanenti: composte con criterio proporzionale, approva i disegni di legge (alcuni dei quali solo dalla commissione), da

pareri sulla bozza dei decreti-legislativi fatti dal Governo (es. commissione antimafia)

-temporanee: rimangono in vita finché svolgono una determinata funzione (es. commissione d’inchiesta, la quale svolge

inchieste su materie di pubblico interesse

Giunte: 3 alla Camera: di regolamento, di immunità (valutazioni sui casi di inviolabilità e insindacabilità) elezioni

(valutare cause di ineleggibilità).

2 al Senato (di regolamento, immunità-elezioni).

Funzione istruttoria (attività preparatoria per il lavoro delle assemblee)

Funzioni

-Potere legislativo: approva le leggi

-Fiducia: potere di concedere o negare la fiducia al Governo (negazione=dimissioni Governo), in qualunque momento

può essere presentata da almeno 1/10 dei componenti di una Camera una mozione di sfiducia, messa in discussione

dopo 3 giorni dalla presentazione.

questione di fiducia: posta dal Governo su una legge, facendo dipendere dall’approvazione della legge la sua

permanenza in carica, la legge deve essere votata come è stata presentata, nel caso il Parlamento la respinga il

Governo è considerato privo della fiducia delle Camere ed obbligato alle dimissioni.

-Funzione di controllo sul Governo: tramite la funzione legislativa (approvazione bilancio consuntivo, ratifica trattati)

sia fiducia esercitata, in più può disporre di interrogazioni (domanda scritta rivolta al Governo per sapere se un fatto sia

vero, informazione sia esatta, se vi siano documenti o notizie da comunicare, imminenti provvedimenti), interpellanze 8

DIRITTO PUBBLICO

(domanda scritta rivolta al Governo per conoscere i motivi della sua condotta su questioni che coinvolgono la sua

politica), inchieste e indagini conoscitive (decise dalle Camere o dalle Commissioni permanenti, su materia di

interesse pubblico).

-Funzione di indirizzo sul Governo: tramite funzione legislativa (approvazione bilancio preventivo, leggi di spesa) e atti

delle Camere o Commissioni quali mozioni, ordini del giorno, risoluzioni (Parlamento vincola determinati comportamenti).

Parlamento in seduta comune

Nei casi previsti dalla Costituzione il Parlamento si riunisce in seduta comune formando un unico organo collegiale di cui

il Presidente è il Presidente della Camera dei deputati.

-Elezione del Presidente della repubblica: oltre ai parlamentari votano i (3) rappresentanti delle Regioni

-Elezione di 1/3 dei componenti (5 membri) della Corte Costituzionale: elezione dei giudici avviene a maggioranza

qualificata (2/3 prime tre votazioni, 3/5 dopo la terza)

-Elezione di 1/3 (8 componenti) del Consiglio superiore della magistratura: scelti tra gli avvocati e i professori

universitari di materie giuridiche, l’elezione avviene a maggioranza di 3/5.

-Stato di accusa del Presidente della Repubblica: messo in stato di accusa davanti alla Corte costituzionale il

Presidente della Rep. che sia colpevole di alto tradimento o di attentato alla costituzione (deliberato a maggioranza

assoluta)

-Riceve il giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione prestato dal Presidente della

Rep. prima di assumere le funzioni 9

DIRITTO PUBBLICO

GOVERNO

Composto da Presidente del Consiglio e i singoli ministri (componenti necessari) i quali formano il Consiglio dei ministri.

Soggetti

Presidente del Consiglio: dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile, mantiene l’unità di indirizzo

• politico e coordina l’attività dei singoli ministri (art. 95) (potere di rappresentanza del Governo)

-Invia ai ministri direttive (assicurare l’imparzialità, buon andamento e l’efficacia degli uffici pubblici), sospende l’adozione

di atti da parte dei ministri per sottoporli a deliberazione del Consiglio dei ministri, può istituire comitati di ministri (per lo

studio di questioni particolari).

-Comunica alle Camere la composizione del Governo, pone le questioni di fiducia, presenta alle Camere i disegni di

legge governativi, controfirma i decreti del Presidente della Rep. relativi ai quali è intervenuta la deliberazione del

Consiglio.

-Emana il regolamento interno, assegna incarichi speciali ai ministri e funzioni ai ministri senza portafoglio, propone al

Presidente della Rep. la nomina dei sottosegretari di concerto con i singoli ministri, convoca il Consiglio dei ministri e

fissa l’ordine del giorno.

Consiglio di gabinetto: comitato composto da Presidente Consiglio e alcuni ministri che assiste il Presidente nello

svolgimento delle sue funzioni (attività preparatoria delle riunioni del Consiglio).

Vice-presidente del Consiglio: diritto di supplenza del Presidente del Consiglio in caso di assenza o impedimento

temporaneo.

Consiglio dei ministri: delibera i decreti-legge (potere normativo straordinario per far fronte a casi di necessità ed

• urgenza), delibera i decreti-legislativi (potere normativo su delega del Parlamento), delibera i disegni di legge, impugna

le leggi regionali davanti alla Corte costituzionale.

-Sono assegnate le proposte di trattati ed esami su questioni internazionali, gli atti relativi a rapporti Stato-Chiesa

cattolica, delibera i più importanti regolamenti statali.

Delibera il proprio regolamento interno, assegna l’incarico di vicepresidente, delibera le funzioni da assegnare ai ministri

senza portafoglio, assegna incarichi speciali ai ministri, nomina commissari straordinari.

-Organo più elevato della Pubblica Amministrazione (singole amministrazioni statali trovano capo nei singoli ministri), ha

potere di annullamento degli atti illegittimi posti in essere dalle autorità della PA.

-Composto da Presidente del Consiglio e singoli ministri (anche senza portafoglio) su un piano di eguaglianza. Riunioni

convocate di volta in volta dal Presidente.

Ministri

Affidato un ministero competente in una determinata materia (13 ministeri).

Altre componenti

Ministri senza portafoglio: non sono a capo di un Ministero, nominati dal Presidente della Repubblica, fanno parte con

diritto di voto nel Consiglio dei ministri.

Individuati da un particolare incarico (per delega del Presidente del Consiglio hanno la direzione di uffici e apparati

amministrativi.

A volte le ragioni sono politiche: distribuire tra le forze della coalizione governativa più incarichi ministeriali di quanti siano

i ministeri.

Sottosegretari: non fanno parte del Consiglio dei ministri, scelti su proposta del Presidente del Consiglio di concerto con

il ministro interessato, segue la delibera del Consiglio e la nomina formalizzata con decreto del Presidente della Rep.

Compiti: intervenire alle sedute delle Camere come rappresentanti del Governo, sostenere discussioni in conformità alle

direttive dei ministri e rispondere ad interrogazioni e interpellanze.

Alti commissari: non sono ministri ma sono a capo di apparati amministrativi (es. Alto commissariato per l’igiene e

sanità, turismo, trasformati poi in veri ministeri)

Commissari straordinari: nominati a tempo determinato per lo svolgimento di compiti in relazione a specifici obiettivi ed

esigenze.

Comitati interministeriali: organi collegiali composti da ministri interessati ai settori di attività del comitato (es. Comitato

interministeriale per la programmazione economica (CIPE) o Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio

(CICR) ).

Il numero di componenti del Governo a qualsiasi titolo non può essere superiore a 65. 10

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Crisi

Ogni volta che si elegge il nuovo Parlamento bisogna formare il nuovo Governo, quando il Governo precedente entra in

crisi (crisi di governo) ogni volta che non ha più la fiducia delle camere

-parlamentare: Governo perde la fiducia

-extraparlamentare: crisi non si instaura per voto di sfiducia ma (es. si dimette autonomamente, il Presidente del

Consiglio è impossibilitato o decede, dimissioni del Presidente del Consiglio quando ha la sfiducia del partito di

appartenenza).

Sfiducia: Governo perde la fiducia quando una Camera approvi una mozione di sfiducia (messa ai voti per appello

nominale - voto palese - non prima di 3 gironi dalla presentazione), stesso risultato ha un voto negativo su una proposta

del Governo sulla quale abbia posto la questione di fiducia: Governo tenuto a presentare al Presidente della repubblica

le proprie dimissioni.

Sfiducia individuale: mozione di sfiducia rivolta a richiedere le dimissioni di un ministro singolo (ammessa dal

regolamento della Camera).

Dimissioni volontarie: Governo si dimette volontariamente quando consti il venir meno della base politica della sua

esistenza (crisi extraparlamentare), anche se coalizione si rompe e diviene privo di maggioranza.

Con le dimissioni il Governo non cessa di esistere, continua ad avere potere e dovere di provvedere all’ordinaria

amministrazione fino a quando, con il giuramento, non sia entrato in carica un nuovo Governo (prorogatio).

Formazione del Governo

Fasi: consultazioni - incarico - nomina - giuramento

1. Consultazioni

Servono al Capo dello Stato per formarsi una migliore conoscenza sul modo nella quale potrà essere risolta la crisi, con

la formazione di un Governo capace di ottenere la fiducia delle Camere.

Vengono consultati i capi di gruppi parlamentari, i segretari dei partiti politici rappresentati in Parlamento, i Presidenti

delle Camere (In caso si siano svolte nuove elezioni il candidato naturale è il capo del partito vincente).

Mandato esplorativo: Presidente della Rep. incarica il Presidente del Senato di iniziare nuove consultazioni.

Se vanno male si ha uno scioglimento anticipato delle Camere (negli ultimi 6 mesi del suo mandato il Presidente della

Repubblica non può sciogliere anticipatamente le Camere).

2. Incarico

Capo dello Stato conferisce oralmente l’incarico di formare il nuovo Governo, la persona incaricata può accettare

l’incarico contestualmente o “con riserva” (egli svolge personali consultazioni per verificare se egli potrà ottenere la

fiducia delle Camere e con quale Governo, se l’esito è positivo, sceglie la riserva ed accetta l’incarico).

3. Nomina

Da parte del Presidente della Repubblica tramite decreto, prima il Presidente del Consiglio e subito dopo su proposta di

quest’ultimo i singoli ministri, contestualmente vengono accettate le dimissioni del precedente Governo.

4. Giuramento

Il Governo assume formalmente le sue funzioni al momento del giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica,

dopo di che il Governo ormai in carica deve entro 10 giorni presentarsi alle Camere per ottenere la fiducia. Se una

Camera sfiduciasse il Governo, quest’ultimo dovrebbe presentare le proprie dimissioni ed il Presidente della Repubblica

dare di nuovo inizio al procedimento di formazione di un’ulteriore Governo.

I decreti del Capo dello Stato sono a doppia firma, firmati e controfirmati dal Presidente del Consiglio (controfirma) con

cui accetta formalmente la nomina.

Interim: carica assunta temporaneamente dal Presidente del Consiglio

Governo politico o tecnico (compito di formare un governo a personalità dotate di competenze tecniche, ed estranee

alle stesse forze politiche)

Maxi-emendamenti: emendamenti che riscrivono l’intero articolato legislativo di una materia 11

DIRITTO PUBBLICO

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Capo dello Stato, rappresenta l’unità nazionale (non comanda nessuno dei tre poteri fondamentali dello Stato ma è il

simbolo dello Stato che lo rappresenta ovunque, esternamente nei rapporti internazionali, internamente nelle occasioni

ufficiali e ufficiose)

Elezione

Eletto per 7 anni dal Parlamento, riunito in seduta comune dei suoi componenti e integrato dai rappresentanti delle

Regioni (3 rappresentanti per Regione eletti dal Consiglio regionale in modo da assicurare la rappresentanza della

minoranza).

Può essere eletto qualunque cittadino italiano che abbia compiuto 50 anni e sia in possesso dei diritti civili e politici.

Per essere eletti occorre la maggioranza qualificata dei 2/3 nelle prime tre votazioni, dalla quarta è sufficiente la

maggioranza assoluta (scopo che il Presidente sia di tutti e non di una maggioranza). L’elezione avviene con voto

segreto (garantire che la scelta corrisponda ad una convinzione e non a delle direttive dei partiti rappresentati)

Il Presidente prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza alla

Costituzione (art. 91 Cost.)

Responsabilità presidenziale

(art. 90 Cost. co.1) “La trasgressione dei doveri enunciati nella Costituzione dà luogo ai reati di alto tradimento e

attentato alla Costituzione”

(art. 90 Cost. co.2) “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni"

Immunità presidenziali: immune da qualsiasi misura restrittiva o coercitiva, comprese le intercettazioni telefoniche.

Supplenza: in caso di impedimento temporaneo le funzione del Presidente sono assunte per supplenza dal Presidente

del Senato (art. 86 Cost.), cessato l’impedimento la funzione è riassunta dal titolare.

In caso di impedimento permanente (morte, dimissioni) si indicono nuove elezioni.

Fina rapporto

Terminati i 7 anni di mandato, 30 giorni prima della scadenza sono indette le elezioni, il Presidente uscente è rieleggibile

senza limiti.

Una volta cessata la carica, l’ex Presidente della Repubblica assume (salvo rinunzia) la qualifica di senatore a vita.

Atti formalmente presidenziali

- Funzione legislativa/normativa: promulga le leggi (entro 1 mese dalla loro approvazione), può chiedere con

messaggio motivato alle Camere una nuova deliberazione (se pensa che la legge contrasti con la Costituzione), se le

Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata (veto sospensivo) , emana i decreti aventi

valore di legge (decreti-legge e decreti legislativi) e i regolamenti, indice i referendum richiesti dal popolo, autorizza il

Governo a presentare i propri disegni di legge, nomina cinque senatori a vita, indice le elezioni del Parlamento e fissa

la prima riunione delle Camere, esercita il potere di scioglimento di una o entrambe le Camere il quale non può

avvenire negli ultimi 6 mesi del mandato presidenziale (semestre bianco).

- Funzione di governo/PA: nomina il Presidente del Consiglio e su proposta i ministri, ne riceve il giuramento e ne

accetta le dimissioni. Nei rapporti internazionali ratifica i trattati, riceve i rappresentati degli Stati esteri in Italia. Ha il

comando delle forze armate, presiede il Consiglio superiore di difesa, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle

Camere. Provvede con decreto alla nomina dei più alti funzionari civili e militari, di consigli di amministrazione e

amministratori di enti pubblici, conferisce onorificenze, annulla d’ufficio gli atti amministrativi illegittimi di qualsiasi

autorità, scioglie nei casi previsti dalla legge i Consigli regionali, provinciali, comunali.

- Funzione di giustizia: presiede il Consiglio superiore della Magistratura (compito di amministrazione dei magistrati

ordinari: nomina, trasferimenti, disciplina), nomina 1/3 della Corte costituzionale, può in singoli casi, concedere la

grazia o commutare le pene.

In linea di principio il Presidente è fondamentalmente estraneo all’esercizio dei tre poteri massimi dello Stato.

Per molti dei poteri sopra descritti in realtà compete al Governo, il Presidente della Repubblica si limita ad emanare l’atto

(Presidente può formulare dei rilievi di forma ma non può opporsi), la controfirma è necessaria per gli atti presidenziali,

firmati anche dai ministri proponenti, i quali ne assumono l’effettiva responsabilità.

Atti dovuti (necessari e doverosi dalla Costituzione o leggi)

Promulgazione delle leggi (salvo il potere di richiedere una volta sola una nuova deliberazione), indizione delle elezioni e

dei referendum, dichiarazione dello stato di guerra deliberato dalle Camere. 12

DIRITTO PUBBLICO

FONTI COSTITUZIONALI

La Costituzione italiana come atto normativo, le sue disposizioni hanno pienezza d’effetto e producono e modificano alte

regole, vincoli, situazioni giuridiche soggettive e qualifiche giuridiche.

Ha carattere rigido: non può essere modificata attraverso il procedimento legislativo ordinario ma solamente attraverso

un apposito procedimento legislativo “costituzionale”.

E’ la massima delle fonti di diritto italiano.

Legge di revisione costituzionale

In grado di modificare le disposizioni della Costituzione, è una legge del Parlamento approvata con regole procedurali

speciali e gravose.

Art. 138 Cost. distingue le leggi di revisione costituzionale (rivolte a modificare il testo) e altre leggi costituzionali

(non modificano il testo, ma hanno carattere costituzionale e quindi non possono essere modificate da semplice legge

ordinaria), servono ad attribuire ad organi o enti il potere di iniziativa legislativa, fondere più regioni o crearne nuove, per

disciplinare i principali aspetti del giudizio davanti alla Corte Costituzionale.

Procedimento di revisione costituzionale

-Legge di revisione deve essere approvata due volte da ciascuna Camera (assicurare stabilità della volontà di

modificare la Costituzione)

-Tra le due approvazioni devono trascorrere almeno 3 mesi

-Nella seconda approvazione da parte di ogni Camera bisogna raggiungere la maggioranza assoluta (assicurare che

la volontà di mutamento sia voluta da una vera maggioranza parlamentare)

-Sulla modifica può essere chiesto un referendum (a meno che nella seconda votazione non si raggiunga la

maggioranza dei 2/3).

Referendum sospensivo: sospende la promulgazione e l’entrata in vigore, con la maggioranza dei voti validi.

Può essere chiesto da 500.000 elettori, 5 Consigli regionali, 1/5 dei membri di una Camera, deve essere chiesto entro 3

mesi dalla pubblicazione (non è necessaria la partecipazione di un n. minimo di elettori).

Limiti alla modifica costituzionale

La forma repubblicana non può esser oggetto di revisione costituzionale, in più vi sono limiti impliciti quali principio

dell’unità nazionale, della sovranità popolare, carattere democratico dello Stato, principio di eguaglianza ed altri.

DIRITTI SOVRANAZIONALI

DIRITTO COMUNITARIO

Fonti le quali producono disposizioni o norme direttamente operanti nello Stato.

-Regolamenti: sono generali, obbligatori e acquistano direttamente vigore in Italia senza alcun bisogno di una legge che

li richiami.

Non sono subordinati alla legge italiana e non sono suscettibili di essere né abrogati né modificati.

-Direttive: norme dirette agli Stati membri, questi dovranno poi tradurre in norme statali entro un termine indicato dalla

direttiva. L’attuazione in Italia avviene tramite due strumenti legislativi annuali: legge di delegazione europea (legge

delega) che conferisce al Governo i poteri necessari e legge europea contente le disposizioni di adeguamento del

Parlamento.

DIRITTO INTERNAZIONALE

(Art.10 Cost.) l’ordinamento italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

Secondo la Costituzione, l’ordinamento italiano si adatta automaticamente alle norme del diritto internazionale

generalmente riconosciute – vale a dire le norme consuetudinarie e quelle riconosciute come principi di diritto

internazionale, ad esclusione perciò dei trattati internazionali.

È giurisprudenza costante che tali norme internazionali prevalgano non solo sulle fonti primarie, ma anche sulle norme

della Costituzione, sempre a patto che non vengano derogati i principi fondamentali in essa esposti.

Trattato internazionale: è previsto che esso debba essere prima ratificato, ovvero stipulato dall’Italia con gli altri

contraenti, e poi eseguito con due differenti atti: una legge di ratifica ed un ordine di esecuzione (anche se il più delle

volte un’unico atto include sia la ratifica sia l’esecuzione).

La differenza con il procedimento legislativo ordinario sta però nel fatto che il Parlamento non può presentare

emendamenti al trattato: esso va accettato (o non accettato) così come viene presentato. 13

DIRITTO PUBBLICO

FONTI INTERNE (PRIMARIE)

• Leggi ordinarie

Create dal Parlamento tramite procedimento legislativo ordinario.

Generali (norma che ha un numero di destinatari determinato o indeterminato)

Astratte (ripetibilità di una regola giuridica, norme applicate un numero indeterminabile di volte nel tempo)

Legge provvedimento: legge ha contenuto simile a quello di una legge amministrativa, Parlamento si sostituisce

all’amministrazione (assorbe il contenuto della funzione amministrativa, decidere in concreto a favore dell’interesse

pubblico), caratteristica: concreta: opposto di astratta, utilizzata una sola volta e basta)

Potestà legislativa Stato-Regioni

(Art.117 Cost.) ripartisce i poteri legislativi ordinari tra Stato e Regioni, attribuendo certe materie alla esclusiva

legislazione dello Stato, altre alla legislazione dello Stato e Regioni (concorrente) secondo regole predefinite e le materie

non specificamente nominate affidate alle Regioni.

Materie esclusivamente statali (art.117 co.2): politica estera, difesa militare, materie relative alla giurisprudenza,

norme processuali, ordinamento civile e penale.

Materie di legislazione concorrente (art.117 co.3) “spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la

determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato”.

Altre materie (art.117 co.4): “spetta alle Regioni la potestà in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata

alla legislazione dello Stato”

Principio di sussidiarietà (art.118): consente al legislatore statale di riservare compiti allo Stato anche nelle materie

regionali, disciplinandone l’attuazione secondo un principio di collaborazione Stato-Regioni.

Riserva di legge: potestà legislativa esclusiva di un ente su una determinata materia.

Procedimento legislativo

Serie ordinata di atti e attività necessarie a dare vita ad una legge.

Fasi: Iniziativa (procedimento si apre) Costitutiva/Approvazione (approvazione leggi da parte delle camere) Efficacia/

Promulgazione (entrata in vigore).

I. Iniziativa

Presentazione alle Camere di un progetto o disegno di legge (art. 71 Cost.)

-Governativa: dispone di una maggioranza parlamentare, degli apparati dei ministeri e presenta in modo esclusivo

disegni di legge autorizzati dal Presidente della repubblica (art. 87 Cost.).

-Parlamentare: proposte presentate dai singoli deputati/senatori o da più parlamentari (di solito stesso gruppo

parlamentare - partito politico).

-Popolare: “proposta da parte di almeno 50.000 elettori, di un progetto redatto in articoli” (principio della sovranità

popolare art.1 Cost.), diritto di petizione: cittadini si rivolgono alle camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre

necessità comuni.

-Delle Regioni: esercitato dai Consigli regionali per risolvere problemi istituzionali.

II. Approvazione

Votazione dello stesso testo da parte di entrambe le Camere.

-Procedura normale: progetto di legge viene assegnato dal Presidente dell’assemblea ad una delle commissioni

permanenti (a seconda della materia), commissione esamina il progetto e formula eventualmente un nuovo testo

modificato da presentare in assemblea accompagnato da una relazione di maggioranza (opera “in sede referente”: non

ha il potere di decidere ma di proporre e riferire).

Sulla base del testo approvato dalla commissione si apre in aula la discussione generale: terminata, l’assemblea può

decidere di arrestarsi (vota il non passaggio degli articoli) altrimenti si passa alla discussione e approvazione dei singoli

articoli (modifica/sopressione). Richiesta a termine una votazione finale del risultato, necessità di una maggioranza

semplice (leggi concorrenti=maggioranza assoluta).

Se la votazione finale ha esito positivo un ramo del Parlamento ha approvato il disegno di legge e passa ora all’altra

Camera, se ambe approvano nel medesimo testo il procedimento di approvazione termina.

-Per commissione in sede deliberante: commissioni permanenti possono provvedere all’approvazione della legge

(rapidità del lavoro)

Limiti: procedura normale è sempre adottata per disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale, per delegazione

legislativa, autorizzazione e ratifica trattati internazionali, di approvazione bilanci e consuntivi (art. 72 cost.)

-Per commissione redigente: affidato alla commissione il compito di approvare i singoli articoli, riservando

all’assemblea la sola votazione finale.

III. Promulgazione

Atto attraverso il quale il Presidente della Repubblica documenta e proclama l’avvenuta formazione della legge.

-Potere di rinvio del Pres. della Repubblica: consiste nell’imporre al Parlamento l’onere di una nuova approvazione,

se le Camere votano nuovamente la legge questa deve essere promulgata. 14

DIRITTO PUBBLICO

Pubblicazione: inserzione della legge nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti, stampa dell’intero testo nella

Gazzetta Ufficiale della Repubblica (non oltre i 30 giorni dalla promulgazione)

Vacatio legis: decorso di tempo per l’entrata in vigore dopo la pubblicazione (15° giorno successivo alla pubblicazione

salvo esse stabiliscano un termine diverso)… presunzione di conoscenza.

• Decreti-legislativi

Camere affidano al Governo il compito di porre in essere atti normativi capaci di abrogare o modificare la precedente

legislazione (stessa forza di legge della legge ordinaria), per abilitare il Governo è necessaria una legge di delega del

Parlamento (Delegazione amministrativa).

- Limiti al potere di delegazione: deve contenere i principi e criteri direttivi, avere un tempo limitato (certo), oggetti

definiti (dichiarato ambito della disciplina), deve indicare il come ed i contenuti principali, in più deve essere sempre

approvata con procedura normale.

- Riserva di legge formale: materie che richiedono necessariamente la legge del Parlamento.

- Parlamento con legge di delega può determinare dei vincoli o adempimenti che il Governo deve rispettare.

Consiglio dei Ministri delibera il testo normativo delegato, poi l’atto viene emanato con decreto del Presidente della

Repubblica e denominato ufficialmente: decreto legislativo, poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Scaduto il termine (può essere prorogato/rinnovato) o emanato il decreto, il potere di delega termina.

- Illegittimità: trasgressione di qualunque norma posta nelle disposizioni di delega si traduce in illegittimità della norma

violatrice. Norme illegittime possono essere eliminate attraverso il giudizio della Corte Costituzionale.

- Testi unici: raccolte sistematiche delle norme esistenti in una certa materia, effettuate dal Governo con lo scopo di

coordinare la disciplina in un unico testo normativo (certezza e sistematicità della disciplina).

• Decreti-legge

Norme per far fronte a situazioni di necessità e d’urgenza che provocano direttamente (senza delega preventiva del

Parlamento) l’emanazione da parte del Presidente della Repubblica di decreti aventi forza di legge ed efficacia

immediata.

Il Parlamento interviene successivamente approvando l’operato del Governo e convertendo il decreto in legge tramite

legge di conversione (può contenere emendamenti (modifiche) che siano di contenuto omogeneo del decreto)

Limitazioni: deve trattarsi di casi straordinari di necessità e d’urgenza, deve presentarli il giorno stesso per la

conversione alle Camere (le quali si riuniscono entro 5 giorni).

Perdita efficacia: decreti perdono efficacia immediatamente se non sono convertiti in legge entro 60 giorni dalla loro

pubblicazione -> rinnovazione: Governo sostituisce decreto scaduto con uno nuovo di contenuto simile non identico al

precedente -> divieto di reiterazione: divieto di rinnovo delle disposizioni di decreti-legge per le quali sia stata negata la

conversione in legge da almeno una camera.

Materie escluse: riguardano il controllo politico del Parlamento sul Governo e i poteri riservati in modo esclusivo al

Parlamento, Corte costituzionale può dichiarare incostituzionale il decreto o una norma

(enti di controllo: Corte costituzionale, Pres. della Repubblica).

-Caratteristiche: specifico, omogeneo, corrispondente al titolo.

-Deliberato dal Governo, emanato con decreto dal Pres. della Repubblica, pubblicato poi nella Gazzetta Ufficiale, entra

in vigore immediatamente (giorno stesso/successivo).

Se il decreto viene bocciato, notizia del voto negativo si ha nella Gazzetta Ufficiale e viene meno l’efficacia della

disciplina in esso contenuta.

• Referendum

Strumento di democrazia diretta

Referendum abrogativo: tramite la volontà popolare esiste la possibilità di abrogare le leggi (forza di legge in senso

negativo)

(Art. 75 Cost.) “è indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o atto avente

forza di legge quando lo richiedono 500.000 elettori o 5 Consigli regionali”.

Oggetto: leggi ordinarie, decreti-legislativi, leggi regionali (se il referendum è previsto dagli Statuti regionali).

Escluse: leggi costituzionali e regolamenti, leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a

ratificare trattati.

Limitazioni: non può essere presentata richiesta nell’anno anteriore alla scadenza di una Camera o nei sei mesi

successivi alla elezione. 15

DIRITTO PUBBLICO

Procedimento:

-Se richiesta dai cittadini, i promotori hanno 3 mesi per la raccolta delle firme (autentiche), regolarità raccolta firme

controllata dalla Corte di cassazione.

-Se richiesto dai Consigli regionali le deliberazioni devono essere adottate a maggioranza assoluta ed entro 4 mesi.

(Controllo dell’ammissibilità tramite giudizio della Corte Costituzionale)

Presidente della Repubblica indice referendum, previa deliberazione del Consiglio dei ministri il quale fissa la data (15

aprile-15 giugno).

Diritto al voto tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati, per essere valido occorre la partecipazione alla

votazione della maggioranza degli aventi diritto (quorum strutturale) altrimenti l’esito è a priori nullo (non si contano i

voti nulli ne le schede bianche).

Se approvata la richiesta di abrogazione, il Pres. della Repubblica lo dichiara con proprio decreto, pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale. Abrogazione decorre dal giorno successivo alla pubblicazione (Capo dello Stato può ritardare l’effetto

per 60 giorni per non creare una lacuna nell’ordinamento), per 5 anni non può essere proposto un altro referendum per

l’abrogazione delle stesse disposizioni (se referendum precedente era valido).

Nel periodo di procedimento referendario il Parlamento può intervenire (eliminazione legge oggetto di referendum->

eliminazione referendum), non può adottare comportamenti con lo scopo di bloccare l’iniziativa referendaria (es. abroga

legge e introduce disciplina uguale nella sostanza a quella precedente).

Referendum consultivo: richiesta l’opinione o la volontà degli elettori in vista di possibili riforme da introdurre.

FONTI INTERNE (SECONDARIE)

• Regolamenti

Atti normativi subordinati alla legge

(forza normativa inferiore alla legge, non possono né abrogare né modificare norme di legge)

Atti statali (regolamenti del Governo, regolamenti dei ministri) e atti non statali (regolamenti regionali, comunali e

statuti degli enti pubblici), regolamenti di ciascuna camera (non hanno un rapporto di subordinazione se non alla

Costituzione), regolamenti dell’Unione europea (non subordinati alla legge).

I regolamenti devono avere contenuto generale ed astratto.

(Norme regolamentari non possono essere contrastanti con norme di legge -> causa illegittimità)

Principio di legalità: potere di fare regolamenti esiste solo se e quando la stessa Costituzione o legge lo prevedono.

Riserva di legge: legge impone che certe materie siano disciplinate dalla legge e non da fonti diverse, riserva assoluta

nei casi l’interpretazione della norma costituzionale escluda un ruolo nella materia ai regolamenti (es. diritti di libertà),

riserva relativa quando la legge, una volta fissati i lineamenti principali della disciplina, possa affidare il compito di

integrarla anche al regolamento. Il regolamento non è retroattivo.

La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva (salva delega alle Regioni) e la potestà

regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia.

A. Regolamenti del Governo

Formazione: deliberati dal Consiglio dei ministri (dopo aver sentito il parere del Consiglio di Stato), dopo di che il

regolamento viene emanato con decreto del Presidente della Repubblica, sottoposto al controllo di legittimità della Corte

dei conti la quale provvede al visto e registrazione, segue la pubblicazione (mediante inserimento nella raccolta e

stampa nella Gazzetta Ufficiale).

-Regolamenti di esecuzione: esecuzione delle leggi, decreti legislativi e regolamenti comunitari (contengono norme

dirette a consentire o facilitare l’attuazione delle leggi o integrarne il contenuto)

-Regolamenti attuativi di norme: attuazione e integrazione delle leggi e decreti legislativi recanti norme di principio,

esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale.

-Regolamenti indipendenti: deliberati per disciplinare materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o atti aventi

forza di legge, se non si tratti di materie riservate alla legge (in assenza di disposizioni legislative costituiscono la

principale o unica disciplina della materia).

-Regolamenti di organizzazione: legge n.400 art.17 dice che con regolamento governativo può essere disciplinata

l’organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche (può accadere solo secondo le disposizioni dettate

dalla legge).

-Regolamenti di delegificazione: anche quando una materia sia attualmente disciplinata dalla legge, il legislatore può

limitarsi a determinare le norme generali regolatrici della materia, abrogando la legislazione precedente e rinviando per il

resto ad un successivo regolamento (per evitare un periodo di vuoto normativo, l’efficacia della legge precedente viene

meno solo dopo che sia intervenuto anche il regolamento). 16

DIRITTO PUBBLICO

B. Regolamenti ministeriali

Procedimento uguale a quelli governativi (emanazione non avviene attraverso decreto del Capo dello Stato ma

attraverso decreto ministeriale), il ministro deve essere autorizzato da un disposizione di legge (attribuisce al ministro il

potere di intervenire attraverso regolamento)

Circolari: istruzioni date dal Ministro agli uffici amministrativi del Ministro sul modo in cui una legge o regolamento

devono essere interpretati o sul modo in cui i poteri discrezionali devono essere esercitati.

C. Regolamenti regionali

forme di autonomia delle regioni: governata da serie di organi quali Consiglio regionale (Parlamento - potere legislativo),

Presidente della Regione (è Pres. della giunta e siede in Consiglio regionale, direttamente eletto dal corpo elettorale

(tranne Val d’Aosta), è un organo politico, leader di un partito che ha la maggioranza in quella regione, emana i

regolamenti regionali), Giunta regionale (membri nominati dal Pres. della Regione - potere esecutivo - Governo)

Autonomia di indirizzo politico: disciplinano la propria forma di governo e organizzazione

Autonomia normativa: autonomia statutaria (deliberano i propri statuti) autonomia legislativa (fa leggi), autonomia

regolamentare (fa regolamenti)

Autonomia amministrativa: adottano, attraverso i propri organi, atti amministrativi

1. Regioni a statuto ordinario: Statuto espressione di autonomia amministrativa (ogni regione si approva il proprio

Statuto), art.123 Cost. prevede che lo Statuto deve comprendere certe materie (riserva di Statuto): forma di

Governo regionale (possono intervenire in questa materia tranne che per le cose esplicitamente descritte in

Costituzione), dettare i principi fondamentali circa l’organizzazione e svolgimento funzioni regionali (Statuti

contengono le norme di base, Consiglio regionale approva il proprio regolamento, sceglie iniziativa legislativa e la

pubblicazione degli atti normativi) disciplinare le leggi regionali, disciplinare le varie forme di referendum.

Procedimento di approvazione dello Statuto

Approvazione Statuto: richiesta doppia approvazione in una distanza non inferiore a 2 mesi, devono ottenere la

maggioranza assoluta in entrambe le delibere.

Procedura per commissione referente: promulgazione del Presidente della regione (non può rinviare) e pubblicate

nella forma di pubblicazione ed entrano in vigore dopo un periodo di vacatio legis.

Statuti pubblicati nel bollettino ufficiale della Regione (non emanati dal Presidente della Regione) dove decorre un

termine - di 30 giorni dove il Governo può decidere se impugnare lo Statuto davanti alla Corte Costituzionale se ritiene

sia incostituzionale (giudizio preventivo) - di 3 mesi dove può essere richiesto da 1/5 Consiglio regionale o 1/50 corpo

elettorale regionale un referendum (non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi), dopo questi

termini lo Statuto viene promulgato e pubblicato (entrata in vigore).

Leggi regionali devono avere un contenuto non contrastante con lo Statuto (criterio gerarchico) -> incostituzionale

2. Regioni a statuto speciale: 5 regioni (Friuli, Trentino, Valle d’Aosta, Sardegna, Sicilia) godono di autonomia

maggiore (ambiti disciplinati maggiori delle regioni ordinarie - maggiore disponibilità di risorse), ragioni: discipline

speciali dove sono collocate minoranze linguistiche, prevenire fenomeni indipendentistici.

Statuti speciali sono leggi costituzionali (modifica necessità di un procedimento di revisione costituzionale del

Parlamento), approvati dal Parlamento. Contengono per intero la disciplina che riguarda l’organizzazione regionale

(contengono il criterio di riparto della potestà legislativa Stato-Regioni)

Legge statutaria: solo nelle ragioni speciali (non vuole dire Statuto) tipo di fonte che si approva dai Consigli regionali e

la procedura è simile a quella della legge ordinaria, materie di cui si occupano queste leggi sono le stesse delle materie

di cui si occupano gli Statuti nelle regioni ordinarie.

Principio della disciplina più favorevole: alle materie elencate dagli statuti speciali si applica il principio della disciplina

più favorevole tra quella dello Statuto speciale e quella del nuovo testo costituzionale.

Potestà legislativa primaria: in alcune materie gli statuti prevedono che le Regioni speciali abbiano potestà legislativa

di tipo primario da esercitarsi nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico.

Principio della competenza residuale: spetta ad esse la potestà legislativa nelle materie non elencate dal rispettivo

statuto speciale, a condizione che non si tratti di materie riservate allo Stato.

Criterio di riparto della potestà legislativa

(art. 117 co.1) dispone certe materie alla esclusiva legislazione dello Stato, altre alla legislazione dello Stato e Regioni

(concorrente, secondo regole predefinite) e le materie non specificamente nominate affidate alle Regioni.

(art. 117 co.2) materie esclusivamente statali: politica estera, difesa militare, materie relative alla giurisprudenza,

norme processuali, ordinamento civile e penale.

(art. 117 co.3) materie di legislazione concorrente: “spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la

determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato”. 17

DIRITTO PUBBLICO

(art. 117 co.4) altre materie: “spetta alle regioni la potestà in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata

alla legislazione dello Stato”.

Leggi cornice/quadro: legge statale che fissa i principi di base

Legislazione di dettaglio: serve ad adattare le leggi alle esigenze del proprio territorio.

D. Statuti e regolamenti degli enti locali

Gli enti locali non hanno poteri legislativi, ma poteri normativi.

I Comuni, le Province e le Città metropolitane oltre che le Regioni sono enti autonomi con propri statuti.

Statuto comunale e provinciale devono essere approvati con maggioranza dei 2/3 dei consiglieri assegnati o se ottiene

per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri.

(art. 117 co.6) stabilisce che i Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla

disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

I regolamenti comunali sono deliberati dal Consiglio comunale (organo rappresentativo della comunità comunale) e

pubblicati nel sito internet dell’ente (entrata in vigore).

E. Altre fonti

-Statuti e regolamenti degli enti pubblici

Atti con cui sono previste le principali regole sull’organizzazione e funzionamento di società o enti.

Alcuni enti pubblici hanno il solo potere di decidere il contenuto del proprio statuto attraverso una proposta che dovrà

essere approvata da una diversa autorità.

-Atti normativi di autorità indipendenti

Poteri regolamentari e sostanzialmente normativi affidati ad autorità che gestiscono i poteri pubblici (es. Autorità per le

garanzie nelle telecomunicazioni, Autorità garante della concorrenza e del mercato)

-Consuetudini (o uso)

Norme giuridiche vengono ad esistenza attraverso il comportamento dei membri della comunità e non attraverso

deliberazioni di organi.

Si fonda sul venire in essere di fatti giuridici (fonte fatto)

Caratteristiche: elemento materiale (il comportamento deve essere tenuto costantemente ed uniformemente dai

componenti del gruppo sociale considerato) ed elemento psicologico (comportamento tenuto con la convinzione che

esso sia obbligatorio).

Nel diritto italiano gli usi sono nella materie regolate dalle leggi e regolamenti efficaci solo in quanto da essi richiamati.

Consuetudini costituzionali: disciplinano i comportamenti reciproci degli organi costituzionali.

-Desuetudine: norma consuetudinaria viene meno se cessa di essere tenuto il comportamento sulla quale essa si

fondava. Inserite nelle raccolte di consuetudini.

-Rinvio a norme straniere

Casi nelle quali il giudice italiano deve applicare norme di altri ordinamenti giuridici, ai quali il nostro ordinamento opera

un rinvio (diritto internazionale privato) indica al giudice la legge di quale Stato applicare. 18

DIRITTO PUBBLICO

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Insieme di soggetti/enti/organi pubblici che sulla base della legge (principio di legalità) sono chiamati a svolgere la

funzione amministrativa (cura di specifici interessi pubblici predefiniti da norme di legge)

Attività amministrative: svolgimento di servizi pubblici (es. sanitari, trasporti, istruzione), tutte le attività sono dirette a

soddisfare un determinato bisogno della collettività.

PA adotta atti amministrativi: provvedimenti: atti amministrativi (manifestazioni di volontà) con i quali la PA produce

effetti nei confronti dei destinatari (all’esterno dell’amministrazione stessa)

Atti delle autorità amministrative possono essere impugnati davanti ai giudici amministrativi.

La PA possiede poteri speciali: toglie, impone qualcosa al destinatario del suo atto, può poi consentire a qualcuno di

tenere un comportamento che altrimenti non gli sarebbe consentito.

PA fa capo ad enti diversi, ogni ente territoriale ha una propria organizzazione amministrativa (Stato-Regioni-Provincie-

Comuni-Città metropolitane)

Governo è il vertice del potere amministrativo. Principio di responsabilità politica: responsabile politicamente di fronte

al Parlamento dell’azione di ogni organo della PA

Autorità amministrative indipendenti (authority): autorità non collegate ad un centro di responsabilità politica (Governo)

(es. Antitrust, autorità che garantisce la concorrenza).

Hanno il compito di porre atti che regolano determinati settori (economici o diritti costituzionalmente garantiti) e hanno

potere sanzionatorio.

Soggetti scelti per competenze tecniche e con criteri di nomina che garantisce la separazione dal potere politico

(nominati da Pres. Camera e Senato, organi super partes, o dalle Camere in modo prevalente dall’opposizione), le

componenti delle authority non sono rinnovabili.

La PA dello Stato è suddivisa per ministeri (previsti dalla legge, 13) individuati per settori di competenza.

Ministeri

Ministeri d’ordine: Interno, Difesa, Giustizia, Affari esteri

Ministeri economici e finanziari: Economia e finanze (entrate e spese), Sviluppo economico, Politiche agro

alimentari e forestali.

Infrastrutture e trasporti, Ambiente e tutela del territorio e del mare, Lavoro e delle politiche sociali, Istruzione

università e ricerca, Beni e attività culturali, Salute.

Rapporto fra ministro e apparato amministrativo

Il ministro è il vertice politico del proprio ministero (il ministro non è un organo che si occupa della gestione

amministrativa de settore ma ha un ruolo circoscritto alla fissazione degli obiettivi/programmi/direttive/budget e personale

del ministero)

Le funzioni amministrative (adottare concreti atti amministrativi) dal ’90 in poi spetta ai dirigenti (dirigenza pubblica).

Il ministro in relazione agli atti posti dai dirigenti non può revocarlo o sostituirlo (nemmeno nei casi di inerzia).

Ministro controlla se gli obiettivi fissati vengano raggiunti (responsabilità da risultato: responsabilità dei dirigenti nel

momento in cui si accerti che uno o più dirigenti non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi posti dal ministro,

conseguenza revoca dell’incarico), unico potere del ministro nei confronti dei dirigenti è l’annullamento dell’atto (se

presuppone un vizio). Incarichi dirigenziali sono a tempo determinato, rinnovabili.

Ministeri hanno una propria regolazione interna, articolati in dipartimenti (a ogni dipartimento è assegnata una

competenza in un settore) o in articolazioni generali.

Ogni ministero ha anche una delegazione periferica (decentramento amministrativo), organi statali distribuiti nel territorio

nazionale.

Presidenza del Consiglio dei ministri fa capo all’apparato dei servizi segreti (Apparato per la sicurezza esterna e AISE

Informazioni per la sicurezza interna).

Organi consultivi e di controllo all’interno del ministero

Consiglio superiore: organo consultivo

Ragioneria: organi di controllo (articolazioni della ragioneria generale all’interno del Ministero dell’Economia)

Organi consultivi e di controllo all’esterno del ministero (operano nell’interesse delle singole amministrazione e in

generale dello Stato)

Consiglio di Stato

Organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione

-Attività consultiva si traduce nella formulazione di pareri da parte di una delle sezioni consultive, le sezioni sono ripartite

per materia, per determinate questioni le sezioni si possono riunire in commissioni.

Adunanza generale: raccolti tutti i magistrati del Consiglio.

I pareri devono essere obbligatoriamente sentiti sui regolamenti (del Governo e ministri), sul ricorso straordinario al

P.d.R., e sugli schemi generali di contratti o convenzioni predisposti dai ministri.

Corte dei Conti

Esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo e anche quello successivo sulla gestione del bilancio

dello Stato, inoltre, partecipa al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Economia e gestione aziendale
SSD:
Università: Trieste - Units
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher faina2015 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Monego Davide.

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