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disposizioni transitorie e finali?

Cosa sono le Esse sono una parte della

• Costituzione ma collocate in fondo alla stessa perché regolano la

transizione dal vecchio al nuovo ordinamento costituzionale. (Esempio:

Casa Savoia e il loro rientro in Italia; art. 139 “La forma repubblicana non

può essere oggetto di revisione costituzionale” —> l’Italia non potrebbe

mai più diventare una Monarchia, manifestando un esempio di polemica

al passato e di continuità con il referendum del ’46)

STRUTTURA COSTITUZIONE ITALIANA

⁃ 139 Articoli e XVIII Disposizioni

principi fondamentali

⁃ 1-12: Parte I:

⁃ 13-54: diritti e doveri dei cittadini

Parte II:

⁃ 55-139: Ordinamento della Repubblica

⁃ Disposizioni da I a XVIII: disposizioni transitorie e finali

Quali sono i principi fondamentali/Cosa c’è di fondamentale? — NON rispondere:

“gli articoli da 1-12”—

—> Secondo Mortati: personalista, pluralista, lavorista e democratico.

PERSONALISTA:

• importanza conferita al singolo come tale. La persona (non

cittadino, persona), indipendentemente da sesso, età, razza, ha una serie di diritti

inviolabili. Lo Stato è strumento della persona e non il contrario. Ogni essere umano

1.

ha la sua dignità e sfera. Esempi: Art. 2, comma 1: “La Repubblica riconosce e

2.

garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. Formula generale fatta apposta. Diritti di

libertà (art 13 ss.)

PLURALISTA:

• importanza data alle formazioni intermedie. Ossia società/gruppi

1.

che stanno tra l’individuo e lo Stato. Esempi: “La Repubblica riconosce e

garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali

ove si svolge la sua personalità”. (art. 2, comma 1). Diritti al singolo anche quando si

2.

mette insieme agli altri (anche la famiglia è una formazione sociale!).

Riconoscimento, in generale, della libertà di associazione (art. 18) —> qualsiasi 3.

associazione, anche vecchietti che giocano a briscola, purché non a delinquere).

Regolamentazione costituzionale di alcuni tipi di associazione (art. 39: sindacati, art.

49: partiti) l’individualismo liberale.

In tal modo si supera Supera il passato dello

• Stato sociale che non consentiva associazioni pluraliste. Tre aspetti di

questo principio vengono superati (approf. a pagina 208)

⁃ La libertà di associarsi (e di non farlo): posso associarmi con altri oppure

sono libero di non farlo.

⁃ Libertà delle associazioni: L’associazione ha dei propri diritti e libertà.

L’associazione è una persona giuridica, non fisica. Ha le libertà di una

persona giuridica. Tipo libertà di domicilio o di corrispondenza.

⁃ Libertà nelle associazioni: all’interno delle associazioni. Lo stato non può

non mettersi in mezzo quando i diritti dei singoli non vengono tutelati

all’interno dell’associazione ma allo stesso tempo non può ficcarci dentro

troppo il naso in quanto verrebbe violata la loro libertà e la democraticità.

15 di 71

Lo Stato può intervenire in casi di individui deboli. Lo Stato per esempio può

intervenire in una famiglia in cui i figli vengono maltrattati.

LAVORISTA:

• Esempio: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul

lavoro” (art. 1, comma 1); Diritto al lavoro (art. 4, comma 1) ma anche dovere di

svolgere una attività che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

il lavoro viene visto come strumento di realizzazione della personalità ma

—>

anche come strumento di adempimento del dovere di solidarietà. Ogni essere

umano contribuisce alla società lavorando.

non CLASSISTA

La Costituzione, comunque, è (per esempio, è fondata

• sul lavoro ma non è fondata sui lavoratori). No primazia su una classe

sociale sopra l’altra

DEMOCRATICO:

• (approf. pagina 8) consenso dei governati

⁃ La fonte del potere politico è il (demos-cratia,

governo del popolo) MA ciò non significa che il concetto di democrazia è

limitato solo a questo. Non è che chi viene eletto può fare tutto quello che

vuole.

⁃ É democratico quando sono anche previsti istituti di garanzia per le

minoranze (future elezioni, minoranze comunque in governo, ecc.)

LEGGI COSTITUZIONALI E DI REVISIONE

COSTITUZIONALE (l. cost.)

Definizione: “Atti normativi che modificano (es.: art. 60) o si affiancano alla

Costituzione (es.: art. 137), per la cui approvazione necessita la procedura

(aggravata) prevista dall’art. 138 Cost.”

L’iter di approvazione delle leggi costituzionali e di revisione costituzionale (schema

pag. 38). Le leggi di revisione cost. comportano degli aggravamenti rispetto

all’approvazione delle leggi ordinarie, perché la Costituzione è rigida.

Primo aggravamento:

• doppia approvazione da parte di entrambe le Camere

(Senato e Camera dei Deputati). Deve essere approvata due volte da ciascuna con

intervallo di tre mesi (mentre per leggi normali solo due volte, una per camera).

Secondo aggravamento:

• maggioranza assoluta richiesta per la seconda

approvazione. (Chi è assente vota contro). TRE CASI.

Maggioranze: (pagina 109) presenti

⁃ Semplice: 50% +1 (calcolate sui con diritto al voto)

⁃ Qualificate: tutte quelle più alte, calcolate sugli aventi diritto al voto

aventi diritto al voto

—> Assoluta: 50% + 1 degli

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Si hanno tre casi:

2.1) X < maggioranza assoluta —> l’iter si interrompe

2.2) X ≥ ai 2/3 degli aventi diritto al voto —> promulgazione —> pubblicazione —>

legis)

entrata in vigore (vocatio possibile referendum

2.3) 50% +1 ≤ a X < 2/3 —> entro 3 mesi, richiesta di sulla

legge costituzionale —> la parola passa al popolo

Richiesta referendum approvativo può essere fatta da:

⁃ Almeno 500,000 elettori oppure

⁃ 5 Consigli regionali oppure

⁃ Almeno 1/5 di ciascuna camera

—> Non richiesto quorum di partecipazione (maggioranza (50% +1) di

aventi diritto al voto)

sono subordinate alla Costituzione

Le leggi costituzionali l’iter

• Per la loro adozione devono rispettare previsto dall’art. 138 Cost.

• Non possono modificare la “forma repubblicana” (art. 139 Cost.: unico limite

esplicito)

• Limiti impliciti alla revisione costituzionale (es.: diritti “inviolabili”, come conferma la

sent. n. 1146 del 1988 della Corte costituzionale: v. approfondimento pag. 44) —>

questi diritti non sono violabili nemmeno con leggi di revisione costituzionale

17 di 71

REGOLAMENTI COMUNITARI

1952: CECA = Prima unità fondata da sei paesi europei dopo la guerra —> trattato

economico per lo più (carbone e acciaio)

1957: CEE = Nascita Comunità Economica Europea, basata sui trattati di Roma

1992: (Trattato di Maastricht, modifica Lisbona 2009) = nascita dell’Unione europea,

che oggi conta 28 Stati aderenti (luglio 2013: Croazia, Inghilterra ancora

formalmente dentro)

ORGANI PRINCIPALI DELL’UE

Consiglio europeo: composto dal Presidente del Consiglio europeo,

• Presidente della Commissione dell’U.E., Capi di Stato o di Governo degli

Stati membri (capi politici dei diversi Stati). E’ il massimo organo sul piano

politico dell’Unione Europea. Definisce la politica e gli scopi dell’Unione

stessa (si incontrano 2 volte all’anno)

Consiglio (dei ministri): composto da un membro del Governo per

• ciascuno degli Stati dell’UE designato di volta in volta (la scelta dipende

dalla materia scelta per un determinato incontro: es., Ecofin (quando si

parla di economia)). E’ il massimo organo sul piano normativo (adotta i

regolamenti, non è permanente).

Commissione: composta da un commissario per ciascuno Stato

• membro. I commissari sono nominati dai Governi degli Stati previa

approvazione del Parlamento europeo. Organo permanente, rappresenta

l’Unione e ne dirige l’apparato amministrativo. Lavora quotidianamente ed

è sempre lì.

Parlamento: eletto a suffragio universale (sistemi elettorali diversi), ha un

• totale di 751 membri (Italia: 73). Tra le funzioni principali:

- Concorre all’adozione dei regolamenti

- Approva il bilancio

- Può esprimere una mozione di censura verso la Commissione

ATTI PRINCIPALI

Direttive: prescrizioni rivolte agli Stati dell’Unione affinché raggiungano

certi risultati con i mezzi che ritengono più opportuni. É un atto normativo

perché si rivolge agli Stati ed è obbligatorio.

Raccomandazioni: Atti politici che invitano gli Stati dell’Unione a fare o

decidere qualcosa, non sono obbligatori (risultati non obbligatori)

Regolamenti: Atti normativi che entrano direttamente in vigore nei singoli

Stati membri. Sono una fonte di diritto che entra in vigore esattamente

come se lo stato stesso avesse adottato una certa legge. Questa è l’unica

fonte non italiana che entra in vigore esattamente come se lo fosse.

Adozione regolamenti dell’U.E. (approfondimento pag. 48)

Procedura ordinaria: a seconda della materia trattata, le seguenti diverse

procedure:

Consiglio congiuntamente al Parlamento

• —> “conciliazione”, serve l’approvazione

da entrambi gli organi e per questo se non c’è si tenta di conciliare. Altrimenti stop.

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Consiglio sentito il Parlamento

• —> parere del Parlamento obbligatorio non

vincolante, il Consiglio decide.

Commissione

• In —> quello adottato dalla commissione è subordinato ai

precedenti. Nei casi di contrasti tra regolamenti, vale il criterio gerarchico

• Entrano in vigore, di norma, 20 giorni dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta

ufficiale dell’UE (G.U.U.E.) (non esiste una lingua ufficiale per l’unione europea,

quindi esistono tante gazzette quante le lingue degli Stati membri). Di norma 20

giorni perché si potrebbero stabilire dei termini diversi. Nel regolamento bisogna

specificare le motivazioni per le quali viene adottato un certo regolamento.

REGOLAMENTI DELL’UE E LE LEGGI ITALIANE

• I regolamenti possono essere adottati solo nelle materie di competenza

dell’Unione:

a) Previste nei trattati oppure

Sussidiarietà “verticale”

b) (118 Cost.: principio che vale anche tra gli enti

territoriali italiani), introdotto da Maastricht, l’UE diventa competente in

materia in cui non lo sarebbe laddove i singoli Stati non riescono a

raggiungere certi obiettivi. (Questo principio è presente anche in

Italia per comuni —> province —> regioni —> Stato)

• Se il giudice italiano ritiene competente il regolamento europeo disapplica la legge

italiana; se il giudice italiano ritiene competente la legge italiana deve sollevare la

questione davanti alla Corte di Giustizia europea

Legge europea e legge di delegazione europea (approfondimento pag. 45)

Sono due leggi italiane (l’UE non adotta leggi) adottate per adeguare il nostro

ordinamento agli obblighi giuridici che discendono dall’appartenenza dell’Italia

all’UE:

⁃ La legge europea modifica o abroga direttamente le disposizioni italiane in

contrasto con gli obblighi europei

⁃ Con la legge di delegazione europea il Parlamento delega ogni anno il

Governo ad attuare le direttive europee tramite decreto legislativo o

regolamento

LEGGE ORDINARIA (disegno di legge) (artt.

70-74 Cost.)

(= la legge del Parlamento, che è regolata dalla Costituzione) Il sostantivo “legge”,

ha vari significati. In senso tecnico-giuridico:

- Legge costituzionale —> 1. cost. n. 1 del…

- Legge del Parlamento (ordinaria) —> l. n. 1 del…

- Legge regionale —> 1. reg. Toscana n. 1 del…

- Legge provinciale —> 1. prov. Trento n. 1 del… (due province soltanto:

Bolzano e Trento, che sono autonome come fossero regioni)

19 di 71

Procedimento

Sequenza predeterminata di atti volta al raggiungimento di un risultato finale

unitario, tale per cui ogni fase non può svolgersi se non si è conclusa la precedente.

Perché è importante? La decisione pubblica ricade su tutti, e quindi bisogna fare

attenzione a come vengono spese le risorse. Pensiamo all’esempio dei concorsi per

assumere un dipendente statale. Dovrebbe garantire che il posto è stato dato alla

persona migliore. Le decisioni pubbliche quindi richiedono più tempo di quelle

private

Il procedimento si suddivide in quattro diverse fasi:

- Iniziativa

Istruttoria (procedimento ordinario o speciale)

- Decisionale (procedimento ordinario o speciale)

-

- Integrativa dell’efficacia

1. INIZIATIVA:

Ci sono 5 soggetti che possono presentare un disegno di legge:

Governo: iniziativa

1.1 Il di uno o più ministri, serve a mandare avanti la propria

approvazione autorizzazione

politica —> da parte di tutto il C.d.M. —> del P.d.R.

(non ostacola veramente il processo, il P.d.R. autorizza sempre in questa fase, di

solito se è contrario avviene successivamente)

Parlamentare

1.2 Ciascun Consiglio Regionale

1.3 Ciascun

C.N.E.L.

1.4 (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, può dal 1986)

50.000 elettori

1.5 Almeno

—> Il d.d.l. viene presentato a una delle due Camere (qualsiasi, alla Presidenza)

— > Il Presidente di una delle camere

- Stampa e distribuisce il d.d.l.

- Decide, salvo opposizione dell’Assemblea, se si seguirà il procedimento

ordinario o speciale

N.B. Petizione

Il disegno di legge è ≠ dalla (art. 50 Cost.)

⁃ Può essere proposta per poi diventare d.d.l.

⁃ Può essere presentata anche solo da un cittadino

⁃ É una domanda (non un d.d.l.) rivolta alle camere

⁃ Si possono chiedere “provvedimenti legislativi” ma anche “esporre

comuni necessità”

ISTRUTTORIA (PROCEDIMENTO ORDINARIO)

2.

Il d.d.l. viene assegnato ad una Commissione parlamentare referente.

Commissioni parlamentari:

⁃ Sono composte da parlamentari in proporzione alla consistenza dei

gruppi in Assemblea (sono politicamente rappresentative).

⁃ Sono permanenti: costituite una volta per tutte, si occupano di una certa

materia. 20 di 71

⁃ Sono invece speciali se costituite solo per un certo compito, ad hoc, (es.:

esame di un d.d.l. multidisciplinare) e poi vengono sciolte.

⁃ É referente: ha il compito di riferire all’Assemblea dopo aver svolto

l’istruttoria.

la Commissione Referente:

⁃ Esamina il d.d.l.

⁃ Raccoglie informazioni, documenti, ecc.

⁃ Sente il parere di esperti (audizioni)

⁃ Predispone il testo base del d.d.l.

⁃ Redige la relazione (o le relazioni) di accompagnamento per poi riferire

all’Assemblea e successivamente al Parlamento

3. DECISIONALE (PROCEDIMENTO ORDINARIO)

—> l’Assemblea (il Senato o la Camera):

⁃ Discute il d.d.l. (emendamenti (“emendare”, cambiare, qualche parte della

legge))

⁃ Vota il d.d.l. articolo per articolo (a maggioranza semplice)

⁃ Vota il d.d.l. nel suo complesso (a maggioranza semplice) perché parti

dell’Assemblea diverse possono essere d’accordo su parti diverse del ddl

—> Passa alla seconda Camera (libera di scegliere tra i procedimenti), che può:

Emendare il d.d.l. —> “navetta” (ritorna alla prima camera, e lo può fare

• diverse volte)

Respingere il d.d.l. —> stop

• Approvare il d.d.l. —> si passa alla fase integrativa dell’efficacia

ISTRUTTORIA + DECISIONALE (PROCEDIMENTO SPECIALE)

2+ 3. Commissione deliberante

Il d.d.l. viene assegnato ad una parlamentare (la

Commissione è la stessa, cambia solo la funzione) che svolge SIA la fase istruttoria

SIA quella decisionale. Dopodiché la legge passa all’altra Camera.

Ratio: semplificazione ma minor trasparenza (no spettatori, intere camere, giornalisti,

telecamere…)

Perché la chiamiamo speciale?

⁃ Non utilizzabile per l’approvazione di alcune leggi elencate dall’art. 72,

u.c., Cost. (es.: leggi elettorali)

⁃ Si passa al procedimento ordinario se lo chiedono:

a) Il Governo, oppure

b) Almeno 1/5 della Commissione deliberante, oppure

c) Almeno 1/10 dell’Assemblea (Senato o Camera dei Deputati)

FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA:

4. perfetta,

La legge è ma non ancora efficace. Entro un mese dall’approvazione della

seconda Camera, Il Presidente della Repubblica può:

21 di 71

⁃ Promulgarla (art. 73 Cost.)

⁃ Rinviarla (art. 74 Cost.) alle camere

PROMULGAZIONE: dichiarazione solenne della legge secondo una formula

sacramentale che dà vita all’originale della stessa.

⁃ Dichiarazione solenne: la legge proviene da tutto lo Stato (non dalla

maggioranza parlamentare) in quanto il Presidente rappresenta tutta la

Repubblica

⁃ Formula sacramentale: fissa ed immutabile (pagina 57)

⁃ Originale: è il testo promulgato che viene pubblicato e prevale in caso di

contrasti con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (che potrebbe avere

errori di stampa

RINVIO: con messaggio motivato

⁃ Alle Camere,

⁃ Per quali motivi il P.d.R. può rinviare? La Costituzione tace —> in linea di

principio il rinvio può avvenire sia per motivi di merito (scritta male, non

chiara, non aiuta = inopportuna) sia per motivi di legittimità (la legge è in

contrasto con la Costituzione o i suoi principi) —> dovrebbe essere

frequente

Però:

Merito: se il P.d.R. respingesse per motivi di merito allora diventerebbe un organo

politico con poteri legislativi, e non lo è (in Italia il Presidente è un organo di

garanzia, non un governatore)

Legittimità: esista già la Corte Costituzionale! (il Presidente può rinviare la legge se

c’è una EVIDENTE incostituzionalità, per il resto considerare la legittimità o no della

legge è compito della CC)

(Prassi: (documento pag. 148, tabella 150-155)

⁃ Totale rinvii: 61 (meno di uno l’anno)

⁃ Alcuni Presidenti (Saragat) non hanno mai rinviato, altri molto (Cossiga 22

volte)

⁃ Napolitano: un solo rinvio; Mattarella, per ora, una volta sola)

sospensivo”,

A seguito di rinvio (= “veto che può accadere SOLO una volta), le

Camere possono:

⁃ Lasciar cadere la legge —> stop

⁃ Emendarla —> promulgazione

⁃ Riapprovarla identica —> promulgazione

PUBBLICAZIONE SULLA GAZZETTA UFFICIALE (G.U.)

—>

La Gazzetta ufficiale è un giornale quasi quotidiano curato dal Ministro della

Giustizia che comprende molti atti (leggi, regolamenti, decreti. Serve a rendere

edotto il cittadino.

La legge pubblicata sulla G.U. entra in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione

salvo che la legge stessa non preveda un termine diverso (questo periodo tra

vocatio legis)

pubblicazione ed entrata in vigore è chiamato

Dove collochiamo la legge nella gerarchia delle fonti?

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117, comma 1, Cost.: le leggi devono rispettare:

⁃ La Costituzione

⁃ L’ordinamento comunitario (fonti dell’unione europea)

⁃ Gli obblighi internazionali (fuori dall’unione europea)

La legge ha sia forza attiva (può modificare molte delle fonti) che passiva (resisterà ai

successivi tentativi di modifica che non siano almeno parificati ad essa). Essendo

adottata dal Parlamento deve essere adottata all’interno delle competenze dello

Stato.

RIASSUMENDO 23 di 71

31.10.17

LEGGI DI AMNISTIA E DI INDULTO (art. 79 Cost.)

⁃ Provvedimenti di clemenza generali (a favore del condannato)

Amnistia:

⁃ estingue il reato (cancella reati sulla fedina penale, vengono

eliminati) Indulto:

⁃ diminuisce o estingue la pena (meno forte, influenza solo la pena,

il reato rimane)

⁃ Votate “a maggioranza dei 2/3 dei componenti… In ogni suo articolo e

nella votazione finale”

atti con forza di legge?

Q: Esistono altri

Sì! Decreto legge e decreto legislativo (artt. 76-77 Cost.) —> solo la Costituzione o

leggi costituzionali possono creare nuovi atti con forza di legge (deroga ad art. 70

Cost.) DECRETO LEGGE (d.l.): art. 77 Cost.

⁃ Nome (l. n. 400/1988): decreto (forma) legge (contenuto)

⁃ Solo nelle materie di competenza statale

⁃ Si adotta “in casi straordinari di necessità e di urgenza”, quando la

normale procedura di approvazione delle leggi è troppo lenta.

“iter” di approvazione dei decreti legge (schema pag. 64)

24 di 71

N.B. L’Emanazione è diversa dalla promulgazione. L’atto emanato diventa un atto

del P.d.R.

Al contempo… (dato che il consiglio dei ministri teoricamente NON ha potere

legislativo)

—> Presentazione al Parlamento per la conversione in legge

Il D.L. può durare al massimo 60 giorni, se non viene convertito in legge decade.

Una volta decaduto il D.L. non è più efficace, se impone qualcosa, questa

imposizione non vale più.

Ma cosa ne è di ciò che è successo entro quei 60 giorni?

retroattivamente

Se decade (EX TUNC) e il D.L. imponeva ad esempio una tassa,

chi ha versato tale contributo ha il diritto a farsi rimborsare.

Durante il ventennio fascista il governo adottava D.L. che avevano una durata di 2

anni e una volta decaduti valevano solo per il futuro.

In poche parole: decadenza ex tunc (da allora) —> tutti gli atti compiuti sulla base

del d.l. non convertito diventano invalidi.

Q: Cosa accade se il d.l. non è stato adottato “in casi straordinari di necessità e di

urgenza”?

(Approfondimento pag. 67)

Si potrebbe rispondere: il Parlamento non converte il d.l. in legge: ma ciò,

• di norma, non accade perché la maggioranza appoggia il “suo” governo.

Questo ragionamento dimentica un fatto: il governo governa solo quando

ha la fiducia del Parlamento.

sent. n. 29 del 1995: giudica la Corte Costituzionale che annullerà il d.l.

• per contrasto l’art. 77 Cost.

sent. n. 171 del 2007: il vizio si trasmette alla legge di conversione. Se sia

• il Governo che il Parlamento danno il via libera ad un d.l. “viziato” (non

urgente), la legge passa e rimane “viziata”.

DECRETO LEGISLATIVO (d.lgs.): art. 76 Cost.

É un atto con forza di legge

⁃ Da NON confondere con il precedente. pari

alla legge ordinaria e al decreto legge. Norma (l. n. 400/1988): decreto

(forma) legge (contenuto)

inizia con l’adozione di una legge di delegazione

⁃ L’iter (o legge delega)

con cui il Parlamento delega il Governo (più precisamente il Consiglio dei

Ministri) ad esercitare la sua funzione legislativa —> è un procedimento

“inverso” rispetto all’adozione dei decreti legge. Parte dal Parlamento.

⁃ La legge di delegazione è una legge ordinaria del parlamento che viene

adottata attraverso le fasi normali come le altre leggi. La legge delega

deve contenere almeno tre limiti, il contenuto deve avere:

25 di 71

(Da: art. 76 Cost., che regola il decreto legislativo)

Oggetto definito:

⁃ il governo è delegato ad adottare una legge riguardo

una materia specifica. Non solo viene indicata la materia ma anche le

direttive.

Principi criteri direttivi,

⁃ e nel regolare quell’oggetto e secondo quali

principi generali

Tempo limitato,

⁃ entro il quale il governo è legittimato ad adottare il

decreto legislativo contenuto minimo.

Importante sapere che questo è un Ma se il parlamento volesse

imporre ulteriori paletti/vincoli al governo? Il Parlamento può farlo, il problema è la

motivazione. Se leggiamo l’art. 76 è previsto.

Definiamo il concetto di delega: quando un soggetto ha dei diritti, può esercitarli

direttamente oppure far sì che per certi contratti questo suo diritto venga esercitato

da un suo rappresentante, può delegare l’esercizio dei propri diritti. Se questo è il

meccanismo, chi delega in quanto titolare del diritto decide entro quali termini il

rappresentante deve agire. Ciò che accade quando il P. delega il G., non si tratta di

concessione di potere legislativo. La costituzione si preoccupa che quantomeno

esistano quei tre requisiti minimi.

É una delega se:

⁃ Può essere adottato solo nelle materie statali

⁃ É sempre revocabile

⁃ Si esaurisce con il suo esercizio

26 di 71

N.B. Il decreto legislativo va presentato al P.d.R. almeno 20 giorni prima della

scadenza di detto termine. Dopo essere stato pubblicato in G.U. entrerà in vigore

dopo la regolare vacatio leggio di 15 salvo che all’interno dello stesso non sia

presente un termine diverso.

Cosa succede se il Governo fa il furbo? Se il d. lgs. non rispetta le indicazioni

(oggetto, principi, tempo) inserite nella legge delega?

In prima battuta abbiamo un contrasto tra due fonti pari ordinate: d.lgs. vs

• legge delega:

—> Prevarrebbe sempre il d.lgs. (che è successivo)

Ma il d.lgs., violando la legge delega, viola indirettamente l’art. 76 Cost.

—> Il d.lgs in contrasto con la legge delega è quindi incostituzionale e come tale

verrà annullato dalla Corte Costituzionale.

Perché il parlamento che ha la funzione legislativa delega il governo?

Funzione della delegazione legislativa: approvazione di testi normativi di notevole

complessità —> il parlamento evita di stare mesi e delega il governo il quale avendo

i ministeri a sua disposizione fa molto meglio il suo lavoro. Un esempio sono i “Testi

Unici”. Il testo unico si adotta quando in un settore si sono messe una sull’altra

tantissime fonti diverse nel corso degli anni, fonti di diversa efficacia, quindi per

mettere ordine il P. delega il governo.

REFERENDUM ABROGATIVO (art. 75 Cost.)

Art. 1, comma 2, Cost.: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle

forme e nei limiti della Costituzione” — É lo strumento di democrazia diretta più

importante che il popolo abbia, perché è il più utilizzato da esso

PARTECIPAZIONE

Insieme di forme e modi attraverso cui i cittadini prendono parte ai processi

democrazia diretta rappresentativa

decisionali pubblici —> vi sono strumenti di o

(entrambi presenti, in varia proporzione, in tutte le Costituzioni)

Nel nostro ordinamento 3 strumenti di democrazia diretta:

⁃ art. 50: petizione

⁃ art. 71, comma 2: iniziativa legislativa popolare

Referendum:

⁃ votazioni popolari su questioni determinate, da risolvere

con un sì o con un no

Tipi di referendum in Costituzione:

⁃ Approvativo (138 Cost.)

Abrogativo

⁃ (art. 75 Cost.)

⁃ Altri referendum regionali o locali (tabella pag. 76)

27 di 71

Art. 75 Cost.:

Oggetto del referendum: abrogazione totale o parziale di leggi o atti con

• forza di legge dello Stato

Iniziativa:

⁃ Almeno 500.000 elettori

⁃ Almeno 5 consigli regionali

art. 75, comma 2, Cost.: elenco delle leggi escluse (es.: leggi tributarie)

• Quorum partecipativo: 50% +1 degli aventi diritto (cittadini maggiorenni)

• La legge è abrogata se in tal senso si esprime “la maggioranza dei voti

• validamente espressi”. Schede bianche o nulle? Non contano, vengono

tolte.

(Esempio):

- 40 m. di aventi diritto —> quorum partecipativo: 20 m. + 1

- Votanti: 30 m., schede bianche o nulle 2 m. —> ai fini dell’abrogazione la

maggioranza (si-no) si calcola su 28 m.

- La legge attuativa prevista dall’art. 75, ultimo comma, Cost. è stata adottata solo

22 anni dopo (1. n. 352 del 1970)

PROCEDURA REFERENDARIA

- Richiesta di referendum di iniziativa popolare (schema pagg. 77-78)

Firme raccolte entro tre mesi

—> Cassazione: primo controllo (di legittimità)

—> Corte Costituzionale: secondo controllo (di costituzionalità)

—> Presidente della Repubblica: indice il referendum

—> Votazione: in una domenica compresa tra il 15 di Aprile e il 15 di Giugno

Se vincono i no: non può proporsi l’abrogazione della stessa legge per i 5 anni

successivi

Se vincono i sì: la legge viene abrogata dal giorno successivo alla pubblicazione in

G.U.

Cosa accade se il Parlamento abroga la legge oggetto della richiesta di referendum

prima del voto popolare?

(approfondimento pag. 84)

sent. n. 68 del 1978: se la nuova disciplina è sostanzialmente uguale alla vecchia

che era sottoposta a referendum si vota lo stesso ma sulla nuova legge

è fonte del diritto?

il referendum abrogativo

Sì, perché modifica l’ordinamento

• Stesso rango della legge ordinaria (abroga una legge)

• Referendum “manipolativi”

“Non si possono cogliere i fiori”: abrogo “NON”

—> “Si possono cogliere i fiori” 28 di 71

GLI STATUTI REGIONALI (artt. 116 e 123 Cost.)

STATUTI REGIONALI

- Atti normativi che disegnano, nell’essenziale, la forma di governo, l’organizzazione

ed il funzionamento delle Regioni. Sono per le regioni come la Costituzione per lo

Stato

- Tutti gli Statuti regionali sono:

a) Subordinati alla Costituzione (come ribadisce l’articolo 123 Cost.: “in armonia con

la Costituzione”, ma

b) Sovraordinati alle leggi (e a tutti gli altri atti) regionali

Essi sono: Speciali:

⁃ per 5 regioni (Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Trentino

Alto Adige, Valle d’Aosta)

Ordinari:

⁃ per le restanti 15 regioni

STATUTI SPECIALI:

Devono essere approvati dallo Stato con legge Costituzionale, quindi

• sono leggi costituzionali —> nella gerarchia delle fonti sono alla pari delle

altre leggi costituzionali

Perché devono essere approvate con leggi costituzionali? Perché la

• specialità di tali Regioni si traduce tecnicamente nel fatto che le norme

costituzionali generali in tema di Regioni devono essere o derogate o

integrate o comunque in parte modificate rispetto alle Regioni speciali, in

modo appunto da ampliare i poteri di queste ultime = Perché dovendosi

derogare alla stessa Costituzione l’unico strumento legale adeguato è un

atto con forza di legge costituzionale (e quindi la legge costituzionale)

STATUTI ORDINARI: legge regionale

Sono approvati dalla Regione con aggravata, secondo la

• procedura prevista dall’art. 123 Cost.

Rapporto Statuti ordinari - Legge ordinaria statale: in caso di contrasti

• prevale l’ente competente in una certa materia.

Iter di approvazione degli Statuti Regionali Ordinari

Lo statuto deve essere adottato e assunto due volte, entrambe a maggioranza

assoluta, con un intervallo di almeno due mesi. Se lo statuto viene approvato due

volte c’è la pubblicazione notizia sul bollettino ufficiale della Regione, che ogni

Regione ha e sul quale vengono pubblicate tutte le leggi regionali. A seguito di

questa pubblicazione ci possono essere due tipi di impugnazione:

- Ricorso da parte del Governo davanti alla Corte Costituzionale: il ricorso può

essere accolto per dare ragione al Governo, perché era costituzionale; oppure

può essere rigettato.

- Richiesta di referendum regionale che permette ai cittadini di quella Regione di

votare a favore o contro per quello statuto.

29 di 71

Dopodiché nei casi di continuazione lo statuto viene promulgato, pubblicato ed

entra in vigore dopo la vacatio legis. 30 di 71

LEGGI REGIONALI (art. 117)

Atti normativi espressione dell’autonomia legislativa delle Regioni (e delle Province

di Trento e Bolzano) —> perciò si garantisce alle regioni autonomia legislativa (le

regioni sono enti autonomi e non sovrani) —> potere legislativo compartito tra Stato

e Regioni

Dopo la riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione (2001):

Le leggi regionali hanno competenza generale —> con l’introduzione delle

• regioni in Italia si è formato un sistema con principio federale

Esistono leggi regionali non subordinate alle leggi statali (prima del 2001

• non era così)

Leggi statali-leggi regionali: stesse regole sul controllo di costituzionalità

• (art. 127 Cost.)

L’iter di approvazione delle leggi regionali (pag. 92)

31 di 71

LIMITI DELLE LEGGI REGIONALI

Come le leggi statati: sono subordinate alle Costituzione, all’ordinamento

• comunitario, agli obblighi internazionali (art. 117, comma 1, Cost.)

Limite territoriale

• Devono rispettare lo Statuto (mi accerto che la legge regionale non sia in

• contrasto con lo Statuto, se lo fosse avrebbe un contrasto indiretto con la

Costituzione)

Ripartizione della competenza legislativa ordinaria: schema generale (pag. 90)

32 di 71

33 di 71

Esistono quindi due categorie di leggi regionali. Quelle adottate:

competenza ripartita:

a) in materie a sono subordinate alla legge “cornice” statale,

che indica i paletti da rispettare per regolare la materia.

competenza esclusiva regionale:

b) in materie a non sono subordinate ad alcuna

legge statale

É possibile attribuire una maggiore autonomia legislativa ad una singola Regione?

Sì, secondo quanto previsto dall’art. 116, comma 3, Cost.:

Su richiesta della Regione interessata

• Se lo Stato la concede, con legge del Parlamento adottata a maggioranza

• assoluta

Autonomia data:

a) In tre delle materie elencate dal secondo comma dell’art. 117 Cost. (es.: giudici di

pace); oppure

b) Prevedendo “condizioni particolari di autonomia concernenti le materie di cui al

terzo comma dell’art. 117 Cost.” —> principi fondamentali meno stringenti di quelli

previsti per le altre regioni

REGOLAMENTI (IN QUANTO FONTE

SECONDARIA)

Vari atti si chiamano “regolamenti”

Regolamenti dell’Unione europea

• Regolamenti Parlamentari

• Regolamenti interni di enti, organi, apparati minori

• Regolamenti secondari: sono atti normativi subordinati alle leggi

regolamenti in quanto fonte secondaria

⁃ Statali

⁃ Regionali

⁃ Enti locali (comuni, città, metropolitane e province)

34 di 71

Ripartizione della competenza regolamentare (art. 117, comma 6, Cost., pag 97)

N. B. il comune non emana leggi, ma regolamenti

regolamenti statali:

Ora ci concentriamo sui

Governativi:

⁃ esecutivi o delegificatori

⁃ Ministeriali

⁃ Interministeriali

⁃ del Presidente del Consiglio dei Ministri (P.d.C.m.)

35 di 71

governativi:

Regolamenti iter di approvazione (pag. 99)

esecutivi:

⁃ Regolamenti si riferiscono ad una determinata legge per:

specificare il significato delle sue disposizioni o per prescriverne le

modalità di attuazione

esecutivi

⁃ I regolamenti sono fonti “inautonome” rispetto alle leggi

- delegificatori:

Regolamenti sono regolamenti che si sostituiscono a leggi

precedenti (delegificazione), sulla base di un’altra legge che li autorizza a fare ciò

fissando le norme generali della materia

Il primo passo è quello di creare una nuova legge in grado di delegificare la

• precedente (di toglierla di mezzo, perché il regolamento non può farlo) —> si può

fare un nuovo regolamento

Dopo l’abrogazione della vecchia legge quella materia è disciplinata da un

• regolamento (e dalla legge per le norme generali) riserva di

La delegificazione non è quindi possibile se in quella materia esiste una

legge assoluta o rinforzata.

RISERVA DI LEGGE

la Cost. riserva alla legge (statale o regionale) la regolamentazione di una certa

materia (vedi tabella pagine 61-63)

Ratio della riserva di legge: la disciplina di quella materia viene decisa dai

rappresentanti del popolo (attraverso il Parlamento o il Consiglio Regionale, che

sono gli unici enti in grado di legiferare) e può essere: assoluta, rinforzata, relativa.

• Assoluta: la materia può essere disciplinata solo dalla legge. Esempio: art. 13

Costituzione, limitazioni della libertà personale sono ammissibili “nei soli casi e

modi previsti dalla legge”.

• Rinforzata: la materia può essere disciplinata solo dalla legge ed in più la

Costituzione fissa limiti a tale disciplina. Esempio: art. 16 Cost.: limitazione della

libertà di circolazione possono essere stabilite solo dalla legge e solo “per motivi

di sanità o di sicurezza”.

• Relativa: in quella materia la legge deve fissare le caratteristiche generali della

disciplina. Poi può essere specificata da un regolamento. Esempio art. 23 Cost.:

Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base

alla legge (tributi)

Ratio della delegificazione: maggior velocità nel definire e modificare la disciplina di

una materia, MA minor trasparenza e controllo democratico

Problemi: spesso la legge che delegifica indica criteri direttivi troppo generici —> il

Governo è libero di regolare come vuole la materia. Un altro è il grande ricorso alla

delegificazione (pagina 103)

Regolamenti ministeriali, interministeriali, del Presidente del Consiglio vengono

approvati ed emanati rispettivamente da un ministro, da più ministri o dal P.d.C.

(pagina 101) 36 di 71

—> non sono quindi, formalmente, dei d.P.R., ma, rispettivamente, dei d.m X, d.m. X

e Y oppure dei d.P.C.M.

Esempio:

⁃ Autorizzati volta per volta con

legge cui fanno riferimento (non i

governativi però)

⁃ Nelle materie di loro competenza

⁃ Subordinati ai regolamenti

governativi

illegittimi

I regolamenti (che non rispettano

la legge) vengono:

a) Disapplicati dal giudice ordinario sulla

base del criterio gerarchico —> rimangono

comunque in vigore

giudice amministrativo

b) Annullati dal e

dunque eliminati dall’ordinamento —> non

possono essere più applicati (un po’ come

la Corte Costituzionale con le leggi)

CONSUETUDINE

Regola di comportamento giuridicamente obbligatoria che si ricava direttamente dai

fatto) fonte del diritto

fatti (fonte —> è sempre una coercibile

Consta di due elementi (entrambe condizioni necessarie contemporaneamente):

Materiale: comportamento generalmente e da tempo seguito all’interno

• di una certa comunità

Soggettivo: convinzione diffusa che la regola seguita è obbligatoria

- Fonte non scritta, viene riconosciuta (non creata) dai giudici

Raccolta degli usi

- (= raccolta delle consuetudini): ha valore meramente probatorio

—> perché può essere contestata (l’esistenza della consuetudine

Pagina 104, esempio (“la scelta del notaio spetta al compratore”)

Art. 9 disp. prel. cod. civ.: “Nelle materie regolate dalle leggi e dai regolamenti gli usi

la consuetudine è collocata

hanno efficacia solo in quanto da essi richiamati —>

all’ultimo posto tra le fonti del diritto (è fonte subordinata secondaria)

Fonte importante nel passato (nel Medioevo LA fonte del diritto), oggi in declino

perché siamo in un mondo globalizzato ed è una fonte più che altro locale.

37 di 71

GLI ORGANI COSTITUZIONALI

(capitolo 3)

Organo: parte dello Stato. Parleremo di 4, i principali. Come l’organismo, lo Stato è

composto di più organi con funzioni diverse. Da qui, la sua definizione. I 4 organi

Costituzionali, cioè:

che analizzeremo sono

• Previsti Costituzione

dalla (esistenza e funzioni)

• Garanzie di indipendenza si

(es.: regolamenti interni = lo stesso organo

regolamenta, apparato servente

non segue leggi “esterne”; = questi organi

necessitano di un apparato, di dei dipendenti, che vengono impiegati a mantenere

l’ordine e allo svolgimento delle attività di questi organi (in caso di conflitti di

immunità

lavoro, l’organo stesso decide cosa fare anziché un giudice), = per loro

regole diverse da quelle dei normali cittadini, per la loro immunità, particolari

garanzie per i diversi membri degli organi)

• Dotati di poteri politici: decidono di cosa si occupa lo Stato e come. Tutti e 4

sono dotati di questo potere. I più importanti sono il Parlamento ed il Governo, ma

anche gli altri hanno una quota di potere politico.

Sono sicuramente organi Costituzionali:

Parlamento

• Governo

• Presidente della Repubblica

• Corte Costituzionale

• PARLAMENTO

(titolo I della parte II della Costituzione: artt. 55-82)

É l’unico Organo Costituzionale direttamente rappresentativo del popolo. É l’unico

ad essere votato direttamente dal popolo. Ecco perché la Costituzione parte da qui.

La forma di governo nostra è “parlamentare”

CARATTERISTICHE DEL PARLAMENTO

Nome (art. 55 Cost.): deriva dalla etimologia di “parlare”. Nasce in

• Inghilterra, laddove i nobili volevano avere una sede per parlare,

interloquire, con il Re.

Sedute pubbliche salvo eccezioni (art. 64, comma 2, Cost.) = pubblicità di

• ciò che succede all’interno (pubblico, stampa, dattilografi, ecc.) —>

trasparenza di fronte al popolo. Salvo eccezioni: una camera potrebbe

decidere di chiudere le porte se vengono trattati argomenti molto difficili

(esempio guerre, ecc.) ma non è ancora successo.

quorum strutturale

É collegiale (cioè formato da più persone): (occorre

• che siano presenti per fare una seduta il 50% +1 degli aventi diritto al

38 di 71

funzionale

voto) e (numero di presenti che serve che votano per (per

esempio) approvare una legge. Di norma: 50% +1 dei presenti

(maggioranza semplice). Non è sempre così, vedi cambio di leggi

costituzionali, elezione del P.d.R.) — art. 64, comma 3, Cost.

Approfondimento pag. 109

É rappresentativo ed elettivo: organo direttamente rappresentativo dei

• cittadini. Il P.d.R. lo è di secondo grado per esempio, il Governo è eletto

indirettamente.

“Camera dei deputati” “Senato della Repubblica”.

É bicamerale: e

• Ragioni storiche del bicameralismo:

- Rappresentanza di classi sociali diverse (es.: Inghilterra, Italia pre-

repubblicana: una camera elettiva ed una scelta dal Re)

- Una camera rappresenta gli Stati membri in una Federazione (es.: U.S.A.,

Germania) — idea che ha avuto anche Renzi con le regioni

—> Si tratta di ipotesi di bicameralismo “imperfetto”, perché le due camere hanno

bicameralismo paritario o “perfetto”:

poteri DIVERSI. Il nostro, invece, è un

intenzioni dei Costituenti - hanno gli stessi poteri, non troviamo tracce delle ragioni

storiche del bicameralismo. La seconda camera è stata creata per avere una

riconferma delle decisioni prese, un secondo round, in maniera tale che decisioni

affrettate potessero essere prese più lentamente, considerando che vi erano e vi

sono partiti con ideologie molto differenti.

SISTEMI ELETTORALI DI CAMERA E SENATO

*

É stata appena promulgata una legge nuova.

A) nozioni generali sui sistemi elettorali

B) breve descrizione dei sistemi elettorali di Camera e Senato (Rosatellum)

CORPO ELETTORALE: insieme di coloro che hanno diritto di partecipare ad una

certa elezione (elettorato attivo) (es.: cittadini italiani dai 18 anni alla Camera, dai 25

al Senato)

Art. 48, comma 1, Cost.:

“Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che abbiano raggiunto la maggiore

età” (suffragio universale)

ELETTORATO PASSIVO: diritto ad essere candidati (e quindi eventualmente eletti)

in una certa elezione. Attenzione alla diversità tra ineleggibilità // incompatibilità

Ineleggibilità:

⁃ mancanza dell’elettorato passivo (esempio: meno di 25

anni per la Camera o di 40 per il Senato)

Incompatibilità:

⁃ una stessa persona non può ricoprire

contemporaneamente due cariche (esempio: deputato e senatore)

Art. 48, comma 2, Cost.:

“Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.

Personale:

⁃ una persona non può essere delegata di votare al posto mio.

Eguale:

⁃ non vuol dire che abbiamo eguale risultato finale, ma in partenza:

ogni voto vale come un’altro. Non ci sono voti che valgono più o meno di

altri. 39 di 71

Libero:

⁃ nessuno deve subire pressioni per votare in un certo modo.

Ognuno è libero di votare o non votare e di votare come vuole.

Segreto:

⁃ non vuol dire che non puoi dire cosa hai votato… Ma vuol dire

che nessuno può sapere con esattezza se hai detto la verità o meno! Non

devo scrivere il nome, le urne non possono essere riprese… ecc.

dovere civico:

⁃ É un deriva da un compromesso. Alcuni pensavano che

votare dovesse essere un DOVERE sancibile con multe in caso non si

fosse fatto, altri il contrario. É un dovere civico, cioè del cittadino —>

dov’essere un dovere morale del cittadino, non un obbligo.

collegi elettorali:

Tutti i sistemi elettorali nazionali si basano su suddivisione del

corpo elettorale in collegi minori. In pratica i diversi cittadini votano in diversi luoghi i

rappresentanti di quel dato luogo.

Ratio:

- Garanzia per le minoranze territoriali (rappresentanza di più interessi)

- Miglior rappresentanza degli interessi locali

I collegi elettorali:

uninominali:

⁃ Sono 1 solo eleggibile

plurinominali:

⁃ Sono più di 1 eleggibile

Collegi uninominali danno vita a sistemi elettorali maggioritari: vince

• l’unico seggio in palio la lista che ha ottenuto la maggioranza dei voti —>

può avvenire che a livello nazionale una lista ottenga meno voti ma più

seggi

Esempi di sistema elettorale maggioritario:

⁃ A turno unico e maggioranza relativa (Gran Bretagna, maggioranza

semplice)

⁃ A doppio turno (Francia) - si vota due volte

Collegi plurinominali danno vita a sistemi elettorali proporzionali: i seggi

• vengono distribuiti in proporzione ai voti ottenuti dalle singole liste

Correzione: clausola di sbarramento (es.: Germania al 5%)

Pregi e difetti dei due sistemi:

Governabilità Rappresentatività

(sistemi maggioritari) vs. (sistemi proporzionali)

* Rosatellum

In Italia: cosiddetto (legge 3 novembre 2017, n. 165)

Sistema misto proporzionale e maggioritario

• Circa un terzo dei deputati (232 su 630) e dei senatori (109 su 315) è

• eletto in collegi uninominali

I restanti due terzi sono eletti con un sistema proporzionale con soglia di

• sbarramento del 3% per la singola lista e del 10% per le coalizioni

40 di 71

IMMUNITÁ PARLAMENTARI

Particolari garanzie previste dalla Costituzione a tutela della libertà del parlamentare

e delle sue funzioni (in quanto parlamentare, quindi rispetta l’uguaglianza tra uomini)

“immunità” e non privilegio

—> attiene alla funzione e non alla persona del parlamentare

—> è irrinunciabile da parte dello stesso

Ad esempio, se un parlamentare venisse incriminato e un giudice lo considerasse

colpevole, il giudice non ha potere decisionale ma lo avrà la camera a cui il

parlamentare appartiene

Sono:

• Sostanziale (art. 68, comma 1, Cost.) per i voti e le opinioni espresse

nell’esercizio delle loro funzioni, i parlamentari non rispondono (giuridicamente).

Perché sostanziale? Perché riguarda i fatti in sè e per sè. Le opinioni non sono

mai reati

Quando il parlamentare è “nell’esercizio delle sue funzioni?” Giurisprudente della

Corte Costituzionale (approfondimento pag. 116)

• Procedurale (art. 68, commi 2 e 3, Cost.): c’è bisogno dell’autorizzazione della

Camera di appartenenza per limitazioni della libertà. Il giudice la può chiedere per

le seguenti limitazioni:

Personale (es. arresto)

• Domiciliare (perquisizioni)

• Di comunicazione (a tutti) e di corrispondenza (es. intercettazioni

• telefoniche, sequestro di corrispondenza) —> non spesso utilizzata per

intercettare il parlamentare in sè, ma magari mafiosi o altri incriminati che

potrebbero avere a che fare con il parlamentare

Differenza con la disciplina precedente al 1993 (“tangentopoli”)

⁃ Nel 1993: l’autorizzazione riguardava tutto il processo penale (spesso non

si iniziava nemmeno)

⁃ Oggi: inizia il processo e bisogna chiedere l’autorizzazione per le 3 libertà

(personale, domiciliare, di comunicazione)

É procedurale perché prevede una procedura speciale da seguire per i parlamentari

—> vale solo durante il mandato

Indennità stabilita dalla legge (art. 69 Cost.): i parlamentari la ricevono e se la

decidono. Il loro stipendio non influisce poi tanto sul debito pubblico, ma piuttosto

che diminuire il loro stipendio dovrebbero esserci meno parlamentari

DURATA DELLA LEGISLATURA

art. 60 Cost.: 5 anni (anche per il Senato), proroga (con legge) solo in caso

• di guerra

art. 61 Cost.:

- Elezione entro 70 giorni dalla fine della legislatura, prima riunione delle nuove

Camere entro 20 giorni dalle elezioni 41 di 71

prorogatio

- dei poteri delle vecchie Camere nel corso di questi 90 giorni - potere di

occuparsi delle ordinaria amministrazioni in situazioni di particolari, tipo emergenze

SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE

Competenza formale del Presidente della Repubblica, può scioglierle

• entrambe ma volendo anche una sola

Lo scioglimento può essere di due tipi:

⁃ Alla scadenza della legislatura (atto dovuto)

⁃ Anticipato: prima della scadenza (atto politico di grande rilievo - terremoto

costituzionale, perché manda all’aria tutto)

N.B. alla scadenza è successo pochissime volte 3/16

Art. 88 Cost. prevede solo:

Parere obbligatorio ma non vincolante dei Presidenti delle due Camere

• Impossibilità di sciogliere anticipatamente negli ultimi 6 mesi del mandato

• (“semestre bianco”)

Ma l’art. 88 deve essere letto in connessione con l’art. 89 (interpretazione

sistematica):

—> l’atto va controfirmato dal Presidente del Consiglio (quindi i due devono essere

d’accordo)

—> il P.d.R. scioglie solo se non esiste una maggioranza parlamentare (e quindi

bisogna andare a nuove elezioni, il meccanismo non funziona più - caso che c’è

sempre stato, maggioranza del parlamento non più a favore del Governo)

ORGANIZZAZIONE DELLE CAMERE

Dovuta a:

- Complessità del Parlamento: 630 deputati + 315 senatori + 5 senatori a vita + ex

P.d.R. —> oggi: 950 membri

- Garanzia di indipendenza

Composta da:

I PRESIDENTI DI CIASCUNA CAMERA

1. Eletti dai e tra i componenti della stessa (garanzia d’indipendenza)

• rappresenta

Funzioni principali: ciascun presidente la rispettiva camera;

• ne dirige i lavori delle stesse (da e toglie parola, dirige le riunioni, mantiene

l’ordine, somministra sanzioni ai parlamentari); ne sovrintende

l’organizzazione; non decide, però, l’ordine del giorno (normalmente, in

organi collegiali, chi decide l’ordine del giorno è il presidente di tale

organo, ma in questo caso sono i presidenti congiuntamente alla

conferenza dei Presidenti di gruppo)

Il Presidente del Senato supplisce il Presidente della Repubblica

• 42 di 71

Il Presidente della Camera presiede il Parlamento in seduta comune

LE GIUNTE PARLAMENTARI

2. Hanno funzioni che servono a garantire l’indipendenza di ciascuna

• Camera

Sono organi collegiali formati in proporzione alla forza dei gruppi

• parlamentari (c’è la stessa maggioranza)

Ci sono 3 giunte

Per il regolamento

2.1. - ciascuna camera ha il proprio regolamento, molto

complesso. Questa giunta di occupa di curarla, modificarla, ecc.

Per le autorizzazioni a procedere:

2.2. quando il giudice manda al parlamento una

richiesta di arresto, di perquisizione, ad esempio, questa giunta si occupa di

dare l’autorizzazione a procedere

Delle elezioni

2.3. - (Senato e Camera per sè stessi): giudica la regolarità delle

istruttorie

elezioni. Le sue funzioni sono solo (chi prende le decisioni, invece, è

l’Assemblea, ossia il Parlamento)

COMMISSIONI PARLAMENTARI

3. Formate in proporzione alla forza dei gruppi parlamentari

• Sono di due tipi:

(A) Permanenti (14 diverse)

⁃ Costituite una volta per tutte con competenza su una materia determinata.

• Sono sempre presenti durante il corso della legislatura. Sono quindi

• permanenti, ma non lo sono i suoi componenti, i quali cambiano ogni

biennio. Ciò vale a dire che i parlamentari possono cambiare

commissione nel corso del loro mandato.

Funzioni:

• legislativa

a) In sede (referente, deliberante) —> adottano leggi

politica

b) In sede (adottano “risoluzioni”) —> riguarda i casi politici. Non

a caso le materie sono le stesse materie di competenza dello Stato.

Servono per indirizzare il Governo sulla politica da attuare. Quindi non

adottano leggi, ma risoluzioni.

(B) Speciali

⁃ Si sciolgono dopo aver svolto il compito loro assegnato

• Funzioni:

• legislativa

a) In sede (se per esempio un ddl è multidisciplinare)

Commissione d’inchiesta

b) (art. 82 Cost.)

Può disporre inchieste su materie di pubblico interesse (tabella pag. 123)

• Può essere monocamerale o bicamerale

• Procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse

• limitazioni dell’autorità giudiziaria

Non ha poteri decisionali (non può emettere sentenze), ma può suggerire

• provvedimenti e appunto sollevare l’interesse su un tema

43 di 71

I GRUPPI PARLAMENTARI

4. Sottoinsieme dell’Assemblea ed insieme dei parlamentari appartenenti

• ad un certo partito

Di norma: due gruppi per ogni partito (uno alla Camera, uno al Senato

• Numero minimo: 20 deputati, 10 senatori

• Di regola, tutti devono appartenere ad un gruppo (ratio: semplificazione,

• per esempio quando si parla in seduta comune parla solo il capogruppo e

gruppo misto

non tutti) —> (parlamentari di idee politiche differenti, serve

per dire che tutti i parlamentari appartengono in un gruppo)

Decisione dell’ordine del giorno spetta alla Conferenza dei Presidenti di

• gruppo (in questo caso viene stabilita la priorità politica)

APPARATO AMMINISTRATIVO

5.

- Formata da tutta una serie di funzionari che aiutano nello svolgimento delle

funzioni del Parlamento (uscieri, dattilografi, ecc.)

- (autodichia = riguardo al fatto che le Camere hanno funzione di giudici con i

dipendenti delle Camere)

- Autonomia gestionale e contabile da parte di ciascuna Camera

PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE

(Seduta di entrambe le Camere nello stesso momento)

Si riunisce nei soli casi previsti dalla Costituzione

a) Elezione di 5 giudici dalla Corte costituzionale (articolo 135)

b) elezione di 8 membri (non giudici) del C.S.M. (consiglio superiore magistratura,

articolo 104)

c) Elezione del P.d.R. (articolo 83)

d) Giuramento del P.d.R. (articolo 91)

e) messa in stato d’accusa del P.d.R. (articolo 90)

Il Parlamento è quindi composto da 3 organi? NO. Il nostro è un

• parlamento bicamerale.

—> Le riunioni del Parlamento in seduta comune sono molto rare. É una riunione

delle due camere

—> Quando si riunisce in seduta comune, il Presidente, regolamento e sede sono

quelli della Camera dei deputati.

FUNZIONI DEL PARLAMENTO

Legislativa

• Di controllo politico

• 44 di 71

FUNZIONE LEGISLATIVA

Oggi (dopo la riforma del Titolo V):

La funzione legislativa generale spetta alle regioni

• Al Parlamento spetta regolare con leggi:

a) le materie elencate nell’art. 117, comma 2, Cost. (competenza esclusiva statale)

b) i principi fondamentali delle materie a competenza ripartita (art. 117, comma 3,

Cost.)

Al di là dell’iter di approvazione e della forza della legge (aspetti formali già visti)

esiste un contenuto tipico della legge, come nelle sentenze?

a) Il Parlamento con legge non può sostituirsi ai giudici - non può emettere sentenze

b) Possiamo ripetere la medesima conclusione rispetto alla pubblica

amministrazione (potere esecutivo)?

Per definizione la legge dovrebbe essere formulata in maniera generale ed

• astratta. Spesso, però, non è così, e indirizza leggi particolari:

(deriva da: Stato sociale —> adozione di leggi “provvedimento”)

Perché è necessaria una legge in questi casi?

tutte le leggi “provvedimento” culminano in una spesa e questa va

- Perché

autorizzata con legge (art. 81 Cost.) (esempi sono leggi per borse di studio,

mamme lavoratrici, costruzione opere pubbliche, provvedimenti per disoccupati,

ecc.)

anche le leggi (di spesa) sono strumenti di controllo politico sul Governo

—>

FUNZIONE DI CONTROLLO POLITICO governo parlamentare

- Funzione fondamentale nella forma dei

- “Controllo” (nel linguaggio giuridico) è un’attività di riesame dell’attività altrui

—> è quindi un rapporto tra due soggetti (controllato e controllante)

- può essere:

legittimità

a) di (parametro: vedo se un atto è conforme ad una norma giuridica e

quindi alla Costituzione)

merito

b) di (parametro: opportunità, l’atto è conforme all’obbiettivo?)

STRUMENTI A DISPOSIZIONE DEL PARLAMENTO

1. Interrogazione

Domanda scritta di un parlamentare ad un ministro (competente con cui

• viene chiesta un’informazione

Risposta orale o scritta in Commissione o in Assemblea

• Risposta orale in Assemblea:

• - Prima della risposta: il parlamentare non ha il diritto di illustrare

l’interrogazione (il perché di quella domanda)

- Dopo la risposta: il parlamentare ha solo la possibilità di dichiararsi

insoddisfatto 45 di 71


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e marketing internazionale
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