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Costituiscono reato:

- il vilipendio delle Camere (art.290 c.p.)

- il compimento di atti diretti ad impedire l’esercizio delle loro funzioni (art 289 c.p.)

Ci sono casi particolari in cui i membri delle 2 Camere sono tenuti a deliberare in seduta comune:

1) In occasione dell’elezione a scrutinio segreto del Presidente della Repubblica

2) Se si vuole mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica per alto tradimento o per

attentato alla Costituzione

3) Per procedere all’elezione di 1/3 dei membri elettivi del Consiglio superiore della

magistratura e di 1/3 dei componenti della Corte costituzionale

4) Per provvedere ogni 9 anni alla formazione di un elenco di 16 giudici aggregati che assieme

ai 15 giudici ordinari della Corte costituzionale giudicano il Capo dello Stato messo in stato

d’accusa dal Parlamento

- si stabilisce che in seduta comune il presidente e l’ufficio di presidenza del Parlamento sono quelli

della Camera dei deputati (art.63 c.2 Cost.)

- si stabilisce che in seduta comune il regolamento da applicare è quello della Camera dei deputati

(art.35 reg. Camera e 65 reg. Senato)

Il sistema di elezione delle camere

La scelta del sistema elettorale è rimessa alla discrezionalità del legislatore.

Excursus storico della legislazione elettorale:

• Per 40 anni: sistemi di tipo proporzionale, che però portarono ad una forte frammentazione politica

• Anni ’80: richieste di referendum abrogativo per introdurre un sistema maggioritario

• 1991: la Corte costituzionale dichiara l’inammissibilità del referendum sulla legge elettorale del

Senato

• 1993: c’è un avvio della riforma elettorale in senso maggioritario con le nuove leggi elettorali:

- Entrambe con un’unica formula:

Camera -> L.277/93

- Senato -> L.276/93 75% Deputati e Senatori eletti in collegi uninominali e con

 votazione a turno unico

Le liste e i gruppi si disputavano il 25% dei seggi in questo modo:

- Camere: nelle 26 circoscrizioni e con sbarramento nazionale per i partiti al 4% per favorire così

i partiti più piccoli, attenuando il sistema maggioritario

• Aprile 1999 – maggio 2000: nuovi tentativi per un referendum abrogativo parziale

Scopo: rafforzare il sistema elettorale maggioritario eliminando il sistema di riparto

 proporzionale tra le liste

Tuttavia… non fu raggiunto il “quorum partecipativo” (art.75 Cost.)

L’elezione della camera dei deputati

- Elettorato attivo: 18 anni (art.48 Cost.)

- Elettorato passivo: 25 anni (art.56 Cost.)

L’elettore deve scegliere una lista in base al contrassegno sulla scheda consegnatagli (nelle liste non

ci sono i nomi dei candidati); ogni lista deve presentare un contrassegno e un programma

elettorale.

La distribuzione dei seggi è tra le liste (bloccate) di candidati concorrenti nelle 26 circoscrizioni

mentre la ripartizione avviene a livello centralizzato col metodo proporzionale del quoziente

naturale, inoltre possono concorrere le liste singole che abbiano raggiunto il 4% dei voti validi, le

coalizioni che abbiano raggiunto il 10% dei voti e le liste col miglior risultato tra le escluse.

L’ufficio centrale nazionale deve:

1� Individuare la formazione col maggior numero di voti

2� Ripartire tra le liste idonee i seggi, dopo aver calcolato il quoziente elettorale nazionale e

aver diviso i voti nazionali di ciascuna lista per questo quoziente

3� Distribuire i seggi nelle circoscrizioni di partenza

4� Il presidente dell’ufficio centrale proclama gli eletti, nei limiti dei seggi cui ciascuna lista ha

diritto

L’elezione del Senato

- Elettorato attivo: 25 anni (art.58 Cost.)

- Elettorato passivo: 40 anni (art.58 Cost.)

Art.57 Cost.:

- 315 senatori elettivi

- elezione su base regionale

- ogni Regione ha almeno 7 senatori

Art.59 Cost.:

- 5 senatori a vita

La ripartizione dei seggi

- Ogni lista: 8% di voti

- Ogni coalizione: 20% di voti

La somma dei voti viene poi divisa per il numero dei seggi per ottenere il quoziente elettorale

circoscrizionale ma se l’ufficio elettorale regionale accerta che nessuna lista o coalizione ha

raggiunto il 55% dei seggi si favorisce chi ha raggiunto il maggior numero di voti.

I senatori vengono quindi proclamati secondo l’ordine di presentazione determinato dai

 partiti

Corte costituzionale, sentenza n.1 del 2014

La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale della L.n. 270 del 2005 con riguardo

a due profili:

- la possibilità per gli elettori di esprimere un voto di preferenza nei confronti dei candidati

- l’attribuzione del premio di maggioranza

L’elezione dei parlamentari nella circoscrizione estero

->

Legge n.1/2000 art.48 Cost. che riguarda quindi la rappresentanza parlamentare dei cittadini

italiani all’estero; vengono eletti 12 deputati e 6 senatori su 4 ripartizioni territoriali (L.27-12-

2001, n.459) ovvero Europa, America meridionale, America settentrionale e centrale e Africa, Asia;

Oceania, Antartide.

In ogni ripartizione (a)si compila l’elenco degli italiani residenti per votare per corrispondenza,

(b)si elegge un Deputato e un Senatore, (c)si segue il consueto metodo di quoziente e (d)si ammette

il voto di preferenza e quindi le cifre elettorali di ciascun candidato determinano gli eletti in ogni

lista.

La legislazione sulle campagne elettorali

->

L.n. 515 del 1993 si applica durante la campagna elettorale (dalla data di convocazione dei

comizi elettorali alla chiusura delle operazioni).

->

Accesso ai mezzi d’informazione il servizio radiotelevisivo pubblico deve assicurare parità di

trattamento, completezza ed imparzialità dell’informazione rispetto a tutti i partiti, assicurando

spazi di propaganda e la trasmissione di rubriche elettorali.

I candidati, gli esponenti dei partiti politici e coloro che hanno incarichi istituzionali possono

partecipare alle trasmissioni radiotelevisive limitatamente al conseguimento della completezza e

imparzialità dell’informazione.

->

L.n. 28/2000 la commissione parlamentare di vigilanza e l’Autorità per la garanzia delle

comunicazioni devono definire i criteri ai quali si devono conformare i programmi di informazione:

- Non indicare preferenze di voto

- Gestire correttamente e in modo imparziale il programma

Le pubbliche amministrazioni non possono svolgere attività di comunicazione personali o

 non necessarie alle loro funzioni e diffondere demoscopici elettorali

-> ->

L.n. 515/93 entità, tipologia e modalità delle spese limiti di spesa della campagna

elettorale volti a non favorire chi ha maggiori disponibilità finanziarie.

Si deve indicare un mandatario elettorale (colui che raccoglie i fondi per la campagna elettorale)

che deve presentare alla dine un rendiconto dei finanziamenti ricevuto e delle spese sostenute al

Collegio regionale di garanzia elettorale che se accerta delle irregolarità avvia un procedimento

sanzionatorio.

Le prerogative dei parlamentari -> la Costituzione affida alle Camere il compito di controllare le

regolarità delle operazioni elettorali allo scopo di salvaguardare l’autonomia dei membri ed

evitare interferenze tra potere giudiziario e organi elettivi.

La verifica dei poteri serve per controllare la correttezza delle diverse azioni svolte dai diversi

uffici elettorali e la presenza negli atti di cause di ineleggibilità o incompatibilità.

Cause di ineleggibilità:

- Se si ricoprono determinati uffici

- Se dipendenti di Governi esteri

- Se legati allo Stato da particolari rapporti economici

- Cause di incandidabilità

questo salvaguardia la libertà di voto degli elettori, evitando condizionamenti dovuti alla presenza

di candidati titolari di particolari uffici o cariche direttive; come conseguenza viene dichiarata la

decadenza dell’eletto.

Cause di incompatibilità:

per impedire che i membri del Parlamento possano coprire contemporaneamente cariche in enti

controllati direttamente o indirettamente dallo Stato così da evitare conflitti di interesse quindi

obbliga l’eletto a scegliere tra la prima o la seconda carica; come conseguenza vi è l’obbligatoria

scelta tra le cariche incompatibili.

La verifica dei poteri è assegnata a degli organi ristretti delle Camere: (a) alla Camera è la “Giunta

delle elezioni” e (b) al Senato la “Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari”.

La decisione di convalidare o annullare l’elezione di un parlamentare è assunta dall’Assemblea.

Immunità dei parlamentari ->

Prima della L.Cost. 3/1993 nella sua versione originaria l’art.68 Cost. stabiliva:

- Comma 1, insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati dai parlamentari

nell’esercizio delle loro funzioni

- Comma 2 e 3, immunità penali per i membri delle Camere

->

A seguito della revisione dell’art.68 non è più necessario che l’autorità giudiziaria richieda alla

Camera di appartenenza una specifica autorizzazione per sottoporre il parlamentare ad un processo

penale e che venga data dai giudici alcuna comunicazione alla Camera interessata del

procedimento penale che coinvolge un suo membro.

Il procedimento parlamentare di autorizzazione

E’ il procedimento messo in atto quando viene presentata una richiesta di autorizzazione da parte

dell’attività giudiziaria.

Le Giunte competenti ricevono la richiesta e formulano all’Assemblea la proposta di concessione o

diniego dell’autorizzazione.

Sia alla Camera che al Senato la votazione sulle autorizzazioni avviene con un voto palese, a meno

che un certo numero di parlamentari non chiedi il voto segreto.

L’organizzazione interna delle Camere

->

Art.64 Cost. ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi

->

componenti autonomia ed indipendenza nei confronti degli altri organi costituzionali

Regolamenti parlamentari (o delle Camere) = atti normativi:

- Contengono regole stabilmente destinate a disciplinare l’organizzazione ed il funzionamento

delle Camere

- Non subordinati alla legge formale

- Non sottoponibili al sindacato di legittimità costituzionale della Corte costituzionale

- Rispettosi dei principi di funzionamento delle Camere

Le riforme regolamentari:

- Costituiscono modifiche ad alcuni punti dei regolamenti, sulla base di nuove ed ipotetiche

esigenze politiche ed istituzionali

- Sono prive, nella Costituzione, di una puntuale normativa alla quale conformarsi per quanto

riguarda il procedimento di approvazione delle modifiche

Organi interni delle Camere:

1) Presidente

2) Ufficio di presidenza

3) Gruppi parlamentari

4) Giunte

5) Commissioni

1) Il Presidente

- eletto dai membri della propria Camere (art.63 Cost.)

- riveste il ruolo di rappresentante della Camera di appartenenza

- ha il compito di predisporre uno schema di programma dei lavori di Assemblee

il Presidente del Senato esercita le funzioni del Presidente della Repubblica qualora egli non

 posso adempierle (art.86 Cost.)

2) Ufficio di presidenza

- eletto secondo l’art.63 Cost.

- composto da 4 Vicepresidenti, 3 Questori e 8 Segretari

- sovrintende a tutte le attività che si svolgono nella Camera di appartenenza

3) Gruppi parlamentari

- organi necessari delle Camere

- numero minimo parlamentari aderenti 20 per la Camera dei Deputati e 10 per il Senato

- se i parlamentari non si riconoscono in nessun gruppo o il numero è inferiore viene formato

un gruppo unico misto

- ogni gruppo parlamentare elegge un suo Presidente che è tenuto a partecipare alla

Conferenza dei Presidenti, quando viene convocata su iniziativa del Presidente della

rispettiva Camera per deliberare formalmente sull’andamento dei lavori

4) Giunte

- sono organi che possiedono solo un potere di proposta nei confronti dell’Assemblea, cui

spetta la deliberazione finale

- giunta per le elezioni

giunta per le autorizzazioni Comitato d’accusa (art.90 Cost.)

- giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari

- giunta per il regolamento = modifiche ed interpretazioni

dei regolamenti

5) Commissioni

- dirette da un Presidente eletto dai componenti

- costituite dal Presidente della rispettiva Camera, rispettando la proporzione dei gruppi

parlamentari

- permanenti e speciali per materie trattate

- autorizzate a svolgere indagini sull’operato del Governo, se necessario

- art.72 Cost. -> “Ogni disegno di legge presentato ad una Camera è … esaminato da una

commissione e poi dalla Camera stessa …”

Commissioni speciali:

- commissioni bicamerali provvisorie costituite da membri delle due Camere

- la Commissione parlamentare per le questioni regionali è l’unica commissione bicamerale

permanente (art.126 Cost.)

Regole per riunirsi e per deliberare:

- le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio

e di ottobre

- ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa

del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei Art.62 Cost.

suoi componenti

- quando si riunisce in via straordinaria una Camera è convocata di diritto

anche l’altra

le sedute sono pubbliche tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a

Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta

- le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide

se non è presente la maggioranza dei loro componenti (quorum

partecipativo) e se non adottate a maggioranza dei presenti (quorum

deliberativo), salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza Art.64 Cost.

speciale

- i membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno

diritto o anche l’obbligo di assistere alle sedute

Modalità di votazione ->

Modifiche parlamentari del 1988 cambiata la regola dello scrutinio segreto per la maggior parte

->

delle delibere voto palese = utile strumento per diminuire il rischio dei franchi tiratori

In caso di astensione i Deputati astenuti non vengono considerati ai fini del calcolo della

maggioranza deliberativa, inoltre ai fini del quorum deliberativo il numero dei Senatori che si

astengono è invece considerato, per non influire sulla votazione occorre perciò abbassare il quorum

partecipativo.

La formazione delle leggi

Ai sensi dell’art.70 Cost., il disegno di legge deve essere approvato dalle due Camere in un identico

testo, dopodichè la Camera che esamina in seconda lettura il progetto, può apportare modifiche

rispetto al testo approvato dalla prima Camera e riproporlo all’altra finché non sarà approvato un

testo perfettamente identico.

Iniziativa legislativa:

- del Governo, autorizzata dal Capo dello Stato

- di ogni membro delle Camere, presentando il progetto alla Camera di appartenenza

- di ciascun Consiglio regionale

- del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

- di almeno 50'000 elettori

Esame e procedimenti:

1) Procedimento ordinario

2) Procedimento decentrato

3) Procedimento in sede redigente

4) Procedimento abbreviato

al Presidente di ciascuna Camera spetta la scelta del procedimento da adottare e della

 Commissione

1) Procedimento ordinario

- la Commissione in sede referente esamina ed emenda, se necessario, il testo del progetto,

successivamente lo trasmette alle Assemblee con una relazione accompagnata da una o più

relazioni di minoranza

- la discussione della relazione e il successivo esame del progetto di legge sono di competenza

dell’Assemblea, che procede con l’esame articolo per articolo

- dopo eventuali modifiche e discussioni, Deputati e Senatori sono chiamati a votare il

progetto articolo per articolo, cui segue la votazione finale a scrutinio palese mediante

procedimento elettronico

2) Procedimento decentrato

- l’esame del progetto avviene in Commissione in sede deliberante, cui spetta l’approvazione

definitiva

- parlamenti estranei alla Commissione possono presentare emendamenti

- è possibile ricorrere a tale procedimento solo per progetti che riguardano questioni che non

hanno speciale rilevanza di ordine generale, ma nella prassi viene utilizzato senza distinzioni

di rilevanza di ordine generale

- su richiesta del Governo, di 1/5 dei membri della Commissione o di 1/10 dei membri

dell’Assemblea, è disposta la remissione del disegno davanti al Plenum

3) Procedimento in sede redigente

- al Senato la Commissione vota i singoli articoli del progetto, lasciando la votazione finale

dell’intero testo all’Assemblea

- alla Camera l’Assemblea vota i singoli articoli predisposti dalla Commissione, senza la

possibilità di discutere e di presentare emendamenti

- la Commissione deve attenersi nella formulazione del testo legislativo ai criteri fissati dalle

Assemblee

- trova applicazione l’art.72 c.3 Cost.

Promulgazione:

entro 1 mese dall’approvazione il PdR deve promulgarla può, con messaggio motivato alle Camere,

chiederne una nuova deliberazione (art.74 Cost.) = rinvio presidenziale.

Il riesame inizia dal primo ramo del Parlamento che ha approvato il disegno, tramite il

procedimento ordinario.

In caso di una seconda approvazione delle Camere, il Capo dello Stato è obbligato a promulgare.

Pubblicazione:

avviene tramite (a) Gazzetta Ufficiale o (b) Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica

Italiana.

Entrata in vigore:

dopo il periodo di vacatio legis, di norma 15 giorni successivi alla pubblicazione, salvo diversa

prescrizione stabilita dalla stessa legge.

4) Procedimento aggravato; procedimento di approvazione delle leggi costituzionali (art.138 Cost.)

- ogni Camera è tenuta ad una seconda deliberazione, trascorsi almeno tre mesi dalla prima

approvazione: C1+S1 a maggioranza dei presenti, poi C2+S2 almeno a maggioranza

assoluta

- in seconda deliberazione (C2+S2) si vota immediatamente senza emendamenti e senza

discussione degli articoli

- se l’approvazione in seconda deliberazione avviene a maggioranza assoluta occorre

pubblicazione anomala del testo nella Gazzetta Ufficiale

- le leggi sono sottoposte a referendum, se richiesto entro 3 mesi dalla pubblicazione anomala

in G.U. da 500'000 elettori o da 5 Consigli regionali o da 1/5 dei membri di una Camera

- se non viene richiesto il referendum costituzionale, o esso ha esito positivo, il PdR promulga

la legge

Delega legislativa al Governo

->

Art.76 Cost. il Governo può essere delegato dalle Camere ad esercitare la funzione legislativa

mediante decreti che abbiano valore di legge ordinaria = decreti legislativi delegati.

La delega è concessa attraverso una legge formale = legge di delegazione.

I decreti delegati sono deliberati dal Consiglio dei Ministri, emanati dal Presidente della

Repubblica, con la sua denominazione di “decreti legislativi”, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale ed

entrano in vigore dopo il normale periodo di vacatio.

Il testo del decreto legislativo deve rispettare i termini di tempo, l’oggetto e i principi e criteri

direttivi indicati dalla legge di delegazione.

Decreto-Legge

->

Art.77 Cost. “Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano

valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità,

provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle

Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla

loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla

base dei decreti non convertiti”.

Procedimento di formazione e caratteristiche:

- adottato dal Governo in casi straordinari di necessità e urgenza

- emanato dal PdR

- pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

- efficace dal giorno stessa della pubblicazione sulla Gazzetta o da quello immediatamente

successivo

- provvedimento provvisorio con forza di legge

- perde efficacia fin dall’inizio se non convertito in legge entro 60 giorni dalla sua

pubblicazione sulla Gazzetta

Abusi del Decreto-Legge: ->

per i rallentamenti nell’approvazione delle leggi viene fatto uso frequente dei Decreti-Legge

(abuso) con contenuti vari, non omogenei ed emendamenti in sede di conversione in legge

decadenza dei Decreti-Legge -> reiterazione (abuso)

Conversione dei Decreti-Legge:

- disegno di legge presentato alle Camere

- formato da un solo articolo

- possibilità di presentare emendamenti (dall’entrata in vigore della legge di conversione)

Valutazione dei presupposti costituzionali:

- Senato -> Commissione Affari costituzionali

- Camera -> Assemblea (Comitato per la legislazione)

- Corte Costituzionale -> Sentenze n.171/2007 e n.128/2008

Le funzioni di indirizzo politico e di controllo:

1 Funzione di indirizzo politico:

Mozioni

o Risoluzioni

o Ordini del giorno

o

2 Funzione di controllo:

Interrogazioni

o Interpellanze

o

La mozione:

- è’ un documento di carattere generale votato dalle Assemblee

- esprime orientamenti di natura politica ai quali il Governo dovrà conformarsi per svolgere

determinate attività

Le risoluzioni:

- possono essere deliberate sia dalle Commissioni che dalle rispettive Assemblee

- vengono votate ogni volta che l’esecutivo sia sollecitato o senta la necessità di rendere noti

in sede parlamentare futuri sviluppo della propria azione politica

Gli ordini del giorno:

- attraverso gli ordini del giorno le Assemblee o le Commissioni esprimono indirizzi o inviti

al Governo su argomenti cui si riferisce una deliberazione principale

- vengono votati o accolti dall’Esecutivo

L’interrogazione:

- consiste in una domanda scritta rivolta a un Ministro, con lo scopo di ottenere determinate

informazioni su un avvenimento o di conoscere quali provvedimenti il Governo intenda

adottare in seguito a un determinato fatto

- le risposte possono essere in forma scritta o in forma orale, in base alle richieste del

parlamentare interrogante

L’interpellanza:

- è una domanda rivolta da un parlamentare al Governo perché spieghi i motivi o gli

intendimenti della sua azione politica su questioni di particolare importanza o di carattere

generale

rispetto all’interrogazione, essa sollecita il Governo a fornire una spiegazione dei suoi

 comportamenti relativi a questioni che caratterizzano l’indirizzo politico

Legge 24 Gennaio 1978, n.14:

- impone al Governo di richiedere il parere alle Camere sulle proposte di nomine governative

negli Enti pubblici

- il parere delle Camere è obbligatorio ma non vincolante per il Governo

Le inchieste parlamentari, funzioni:

->

1 di controllo per approfondire la conoscenza dei comportamenti degli apparati statali e

per esprime una valutazione di ordine politico

->

2 conoscitiva per acquisire dati, informazioni, orientamenti utili per lo svolgimento

dell’attività legislativa

Art.82 Cost.:

“Ciascuna Camera può disporre delle inchieste su materie di pubblico interesse. A tale scopo

nomina fra i propri componenti una Commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione

dei vari gruppi. La Commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri

e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria”.

- Comma 1 -> ogni Camera può disporre di inchieste attraverso l’approvazione di un’apposita

mozione

- Comma 2 -> si prevede la formazione di Commissioni (Commissioni di inchiesta)

- Comma 3 -> le Commissioni di inchiesta operano con gli stessi poteri e le stesse limitazione

dell’autorità giudiziaria

Le procedure di informazione:

- indagini conoscitive -> utilizzate per ottenere informazioni; le Commissioni che le

utilizzano non hanno potere coercitivo

- audizioni -> permettono alle Commissioni permanenti di chiedere la convocazione dei

membri dell’Esecutivo, che sono tenuti a fornire le informazioni richieste

Il controllo parlamentare sulla politica europea:

all’interno del Parlamento opera attualmente la XIV Commissione permanente, costantemente

informata sulle politiche dell’Unione Europea, per:

- esprimere pareri

- promuovere dibattiti

- approvare risoluzioni

La legge comunitaria annuale:

è prevista l’approvazione annuale di una legge statale, denominata legge comunitaria che contiene

le disposizioni necessarie per l’attuazione delle direttive comunitarie.

Legge 4 Febbraio 2005, n.11:

- istituzionalizza la partecipazione del Parlamento nella formazione delle decisioni

comunitarie e dell’Unione Europea

- le componenti parlamentari sono così chiamate a formulare osservazione e ad adottare atti di

indirizzo comunitario

La L.n.11/2005, modificata dalla legge comunitaria del 2006, prevede che le Camere siano

periodicamente informate dei procedimenti giudiziari e delle sentenze della Corte di giustizia di

Lussemburgo che riguardano l’Italia e dell’andamento dei flussi finanziari tra l’Italia e l’Unione

Europea. ->

Legge n.234/2012 «Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e

all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea»

Oltre alla relazione annuale: Parlamento informato sui procedimenti giudiziari e sulle

 sentenze della Corte di Giustizia dell’UE

Il Presidente della Repubblica

1 L’elezione

2 La carica presidenziale

3 La responsabilità

4 Le attribuzioni

L’elezione

Art.83 Cost. -> “Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi

membri”

Collaggio elettorale -> Parlamento riunito in seduta comune e 3 delegati per ogni regione, 1 per la

Valle d’Aosta; i delegati delle Regioni sono eletti dai rispettivi Consigli

Procedimento elettorale:

Art.85 Cost. -> “Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei Deputati

convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente

della Repubblica”

In questo modo si assicura che al termine del mandato del Presidente della Repubblica

 uscente il successore sia già stato eletto

Quorum elettorale -> si richiede la maggioranza dei 2/3 degli aventi diritto al voto per le prime 3

votazioni, dalla quarta in poi basta la metà più uno del collegio elettorale

Eccezioni:

Art.85 Cost. -> non viene applicato qualora si verifichino i seguenti casi:

- se le assemblee parlamentari sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione,

l’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo entro e non oltre 15 giorni dalla riunione

delle nuove Camere (nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente della Repubblica)

- se il Presidente della Repubblica è colpito da impedimento permanente o si è dimesso

oppure è deceduto, il Presidente della Camera indice le elezioni entro 15 giorni

L’impossibilità di presentare candidature ufficiali:

non è permesso presentare candidature ufficiali da parte delle forze politiche per l’elezione del

Presidente della Repubblica, ma è possibili presentarle in via informale.

Non è neppure consentito alcun dibattito in sede elettorale, in quanto si tratta di un collegio

elettorale “imperfetto”.

Diritto-dovere di segretezza del voto:

per garantire l’indipendenza dell’eletto da qualsiasi schieramento politico si vota a scrutinio segreto

e ciascun elettore può:

- scrivere il nome della persona prescelta

- lasciare in bianco la scheda

Requisiti per l’elezione:

Art.84 Cost. -> “Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto

cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici”

il requisito dell’età minima ha lo scopo di assicurare che sia eletta una persona matura,

 dotata di esperienza e autorevolezza

La carica presidenziale

Art.91 Cost. -> “Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta

giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in

seduta comune”

L’inizio del mandato presidenziale avviene prestando giuramento di fedeltà alla Repubblica ->

pronuncia il discorso di insediamento e da qual giorno rimarrà in carica 7 anni

Le incompatibilità:

Art.84 Cost. -> stabilisce che l’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi

altra carica sia nel settore pubblica sia in quello privato

con questa disposizione si vuole assicurare l’indipendenza e l’imparzialità del Capo dello

 Stato

Cause di cessazione anticipata:

1 impedimento permanente

2 morte

3 dimissioni

4 decadenza

5 destituzione

1 Impedimenti permanenti

Derivanti da infermità mentale o fisica; ciò avviene quando una malattia diminuisce in modo

rilevante la capacità lavorativa del Presidente della Repubblica e la qualità del suo operato

sono necessarie 2 valutazioni per accertare l’impedimento permanente:

 valutazione medico-scientifica

o valutazione politica

o

Supplenza “parziale”:

> in casi di visite ufficiali all’estero le funzioni vengono attribuite al Presidente del Senato ->

il Capo dello Stato svolge funzioni di rappresentanza della Nazione all’estero

Sospensione della carica per messa in stato d’accusa:

Art.90 Cost. -> “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti

nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.

In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta

dei suoi membri”

3 Dimissioni

Sono immediate e irrevocabili: (a) una volta presentate danno luogo in modo automatico alla

supplenza, (b) l’atto di dimissioni è Personale, quindi non richiede controfirma.

4 Decadenza

Situazione teorica che si verifica quando il Presidente della Repubblica perde uno dei requisiti di

eleggibilità:

- cittadinanza italiana

- godimento dei diritti politici e civili

5 Destituzione

Art.15 L. Cost. 1/1953 -> Per reati di attentato alla Costituzione e di alto tradimento, la Corte

Costituzionale stabilisce, oltre alla pena, le sanzioni costituzionali (oltre a quelle amministrative e

civili) adeguate all’illecito commesso

Supplenza:

il Presidente del Senato assume le funzioni di Capo dello Stato esercitandole “pro tempore”

- finché il Presidente della Repubblica non sia di nuovo idoneo, oppure fino al giuramento del

successivo

- durante la supplenza il Presidente del Senato assume il titolo di “Presidente supplente della

Repubblica”

- durante la sostituzione colui che fa le veci di Capo dello Stato rimane sospeso da qualsiasi

carica incompatibile con l’ufficio di Presidenza

La rieleggibilità e la carica di senatore a vita:

- la rieleggibilità, anche immediata, non è esclusa dalla Costituzione

- quando il Presidente lascia la carica entra di diritto a far parte del Senato (è libero di

rinunciarvi ed è vitalizio)

L’assegno e la dotazione:

Art.84, c.3, Cost. -> “L’assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge”

- l’ufficio presidenziale è remunerato per garantire le esigenze della sua vita privata e dei suoi

familiari

- in considerazione del fatto che l’ufficio presidenziale è incompatibile con qualsiasi altra

carica

Il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica:

- apposita struttura organizzativa per il supporto all’esercizio delle funzioni del Capo dello

Stato

- il Segretario generale è nominato a capo del Segretariato dal PdR, su parere del Consiglio

dei Ministri

- qualora venga meno il rapporto di fiducia con il PdR, il Segretariato può essere revocato

dalla carica

La responsabilità

Art.90, c.1, Cost. -> “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti

nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione”

Responsabilità giuridica – reati “extrafunzionali”:

- fatti estranei ai compiti presidenziali

- attività precedenti l’assunzione della carica

per tali fatti il Presidente della Repubblica può essere soggetto a:

 procedimenti giudiziari

o misure restrittive della libertà personale

o condanne a pena detentiva

o

Art.1, L.n.124/2008:

per sottrarre le alte cariche dello Stato a processi penali

- durante il mandato (Capo dello Stato: 7 anni)

- per qualsiasi reato

la Corte costituzionale, con la sentenza n.262/2009, ha dichiarato illegittima tale legge per

 contrasto con gli artt.3 e 138 Cost.

Esternazioni:

dichiarazioni del Capo dello Stato coperte da immunità durante il mandato

- esercizio delle funzioni presidenziali

- strumentali o accessorie a funzioni presidenziali

Reati presidenziali:

Ratio -> protezione dei beni tutelati dalle attribuzioni del Presidente della Repubblica:

- unità della Repubblica

- integrità della Repubblica

- rispetto della Repubblica

alto tradimento: comportamento diretto a

 pregiudicare sicurezza e interessi nazionali

o ledere integrità dello Stato

o

attentato alla Costituzione: violazione grave e dolosa della Costituzione

Stato d’accusa delle Camere:

Art.90, c.2, Cost.

- riunite in seduta comune

- voto a scrutinio segreto

- maggioranza assoluta

Giudizio della Corte Costituzionale:

Art.135, c.7, Cost.

- composizione:

15 giudici ordinari della Corte

o 16 membri estratti a sorte tra i 45 eletti dal Parlamento in seduta comune tra i

o cittadini con i requisiti per l’eleggibilità a senatore

Responsabilità politica:

ruolo super partes garanzia, controllo, ammonimento, stimolo non politico per cui il suo operato

non è sindacabile secondo criteri di opportunità politica

- non risponde a nessun organo o soggetto

- non subisce sanzioni sulla titolarità della carica

Eccezione se diventa ispiratore o compartecipe di un indirizzo politico

Libertà di critica dei cittadini:

il Capo dello Stato è esposto ai giudizi sfavorevoli di un’indefinita molteplicità di soggetti

ciò non implica il potere di sanzione verso il Presidente

le contestazioni politicamente motivate devono però trascendere offese all’onore o offese al

prestigio

La controfirma:

Art.89 Cost.

- Comma 1: “Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai

ministri proponenti che ne assumono la responsabilità”

- Comma 2: “Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge, sono

controfirmati anche dal Presidente del Consiglio”

Anche gli atti presidenziali per cui sia intervenuta la deliberazione del Consiglio dei Ministri

 sono controfirmati dal Presidente del Consiglio

Controfirma governativa:

- requisito essenziale per la validità degli atti presidenziali

- irresponsabilità del Presidente della Repubblica nell’esercizio delle sue funzioni -> necessità

che il Governo risponda giuridicamente e politicamente al posto del Presidente della

Repubblica

Atti del Presidente della Repubblica:

Presidenziali Governativi Complessi

Controfirma Controfirma Volontà paritaria di PdR e

= = Governo

controllo sugli atti paternità degli atti

voluti dal Pdr voluti dal Governo

Atti non richiedenti controfirma:

- personali -> compiuti dal Presidente come soggetto privato � dimissioni

- regolamenti e atti riguardanti l’organizzazione e il personale della Presidenza della Repubblica

- in veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura

- in veste di Presidente del Consiglio Supremo della Difesa

- esternazione soltanto verbali

Le attribuzioni

Poteri tipici per il funzionamento del sistema parlamentare

Art.92, c.2, Cost. -> procedimento di formazione del Governo:

- DPR di accettazione dimissioni Governo uscente Autonomo potere

- DPR di nomina del Presidente del Consiglio

presidenziale

Decreto di nomina dei ministri Controllo di legittimità

sulle proposte del

Presidente del Consiglio

Scioglimento anticipato delle Camere:

Art.88 Cost. -> “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere”

pareri non vincolanti -> atto controfirmato dal Presidente del Consiglio per controllo di

 legittimità

Facoltà non esercitabile negli ultimi 6 mesi di mandato del PdR

Poteri relativi al corpo elettorale e alle Camere:

Art.87 Cost. -> poteri del Governo che richiedono la forma del decreto presidenziale (DPR)

Art.59, c.2, Cost. -> nomina di 5 senatori a vita -> 5 cittadini meriti in campo sociale, scientifico,

artistico, letterario

Art.62, c.2, Cost. -> convocazione straordinaria delle Camere

- potere strettamente presidenziale

- controfirma: Presidente del Consiglio

Art.87, c.2, Cost. -> invio messaggi alle Camere

- atti formali autonomi

- controfirma governativa = controllo di legittimità

Artt.73 e 87 Cost. -> promulgazione delle leggi

- atto tipicamente presidenziale

- entro 1 mese dall’approvazione parlamentare (in casi di urgenza il termine viene abbreviato)

- controfirma governativa

Art.74, c.1, Cost. -> potere di veto sospensivo

- richiesta scritta di una nuova deliberazione delle Camere prima della promulgazione

- esercitabile una volta soltanto (se il Parlamento riapprova la legge nello stesso testo, questa

deve essere promulgata)

- ragioni:

illegittimità costituzionale (formale o sostanziale)

o merito

o

- cautela su rilievi di opportunità politica -> espongono il PdR a critiche politiche

Poteri di partecipazione all’attività governativa:

Art.87 Cost.:

- Comma 4: autorizzazione della presentazione alle Camere di disegni di legge di iniziativa

del Governo

Funzione di controllo dell’iniziativa legislativa

o Possibilità di invitare il Governo al riesame del disegno di legge

o

- Comma 5: emanazione di atti aventi forza di legge e di regolamenti governativi

Espressione della volontà normativa del Governo (simile alla promulgazione leggi)

o Controfirma governativa

o

- Comma 7: nomina di funzionari si Stato, nei casi previsti

Poteri attinenti ai rapporti internazionali:

Art.87 Cost. :

- Comma 1: rappresenta l’Italia nei rapporti internazionali

- Comma 8: rappresentanti diplomatici

Accreditamento: richiesta al Capo dello Stato estero di accogliere rappresentante

o diplomatico italiano

Ricevimento: accoglienza di rappresentanti diplomatici esteri

o

Ratifica dei trattati

 Emanazione di atti con cui lo Stato aderisce agli accordi e si obbliga verso i firmatori

o Decisione: Governo

o

- Comma 9: dichiarazione dello stato di guerra (deliberato dalle Camere)

Poteri concernenti le Forze Armate:

Art.87, c.9, Cost. -> Comando delle Forze Armate

- Neutralità politica dei corpi militari (dipendono dal Governo)

- “Alto comando” = garanzia di lealtà delle Forze Armate

messaggi

o partecipazione a cerimonie

o colloqui con esponenti militari

o presidenza del Consiglio supremo della Difesa: convocazione, ordine del giorno,

o direzione dibattiti

problemi politici e tecnici sulla difesa nazionale

 criteri e direttive per organizzazione delle attività riguardanti la difesa

Poteri inerenti ad organi di garanzia:

Art.135, c.1, Cost. -> nomina di giudici della Corte Costituzionale

- 5 giudici scelti tra:

magistrati

o professori universitari di materie giuridiche

o avvocati (dopo 20 anni di esercizio)

o

autonoma iniziativa del Capo dello Stato

 controfirma: Presidente del Consiglio

Artt.87 e 104 Cost. -> Presidenza del CSM

- Ratio: Garanzia

Indipendenza della magistratura del Governo

o Non totale separazione degli altri poteri

o

- Poteri: Convocazione CSM

o Ordine del giorno

o Direzione discussioni

o Scioglimento in anticipo rispetto ai 4 anni -> quando il funzionamento è impossibile

o

- Sostituzione da parte del Vice Presidente CSM

Poteri di nomina - Nomina di Presidenti e Componenti:

- CNEL -> organo di consulenza di Camere e Governo

8 componenti “esponenti della cultura economica, sociale e giuridica”: scelti dal

o Capo dello Stato

113 componenti e il Presidente: proposti dal Governo e nominati dal DPR

o

- Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Nomine formalmente presidenziali:

o Presidente: proposto dal Governo

 Commissari: proposti dalle Camere

Emanazione di atti riguardanti:

- Composizione di organi giurisdizionali e ausiliari

- Stato giuridico dei membri degli organi

Provvedimenti presidenziali nella forma

Art.87, c.11, Cost. -> concessione delle grazie e Commutazione della pena

Propost

a

Presidente della Ministro della Giustizia

Repubblica Parere del Presidente

positivo

Decreto presidenziale, controfirmato dal Ministro

Strumento per soddisfare

 straordinarie esigenze

Provvedimento di clemenza

 Potere del Presidente in quanto organo “super partes”

Provvedimenti nei confronti di Regioni:

Art.126, c.1, Cost.

- Scioglimento Consigli regionali

- Rimozione Presidente della Giunta

Per:

 Ragioni di sicurezza nazionale

o Atti contrati alla Costituzione

o Violazioni di legge

o

Conferimento delle onorificenze dello Stato:

Art.87, c.12, Cost. -> Iniziativa Ministro competente

Capo dello Stato

Decreto presidenziale controfirmato da Ministro

Il Governo e la sua struttura

Governo

- Organo di vertice del potere esecutivo

- Titolo III, Parte II, Sezione I Art.92, c.1, Cost.:

il Governo della Repubblica è composto dal Presidente del Consiglio e da Ministri

o che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri

“Consiglio dei ministri” artt.92-96; “La pubblica amministrazione” artt.97 e 98; “gli

o organi ausiliari” artt.99 e 100

Organi del governo:

- Organi necessari:

- Presidente del Consiglio dei Ministri

- Ministri

- Consiglio dei Ministri

- Organi non necessari:

- Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri

- Ministri senza Portafoglio

- Sottosegretari di Stato

- Alti Commissari

- Commissari straordinari del Governo

- Comitati di Ministri

- Comitati interministeriali

- Consiglio del Gabinetto

Principio di auto-organizzazione del Governo:

causato dalla mancata attuazione dell’art.95 Cost.; la L.n.400/1988 pone fine alle incertezze nel

riparto di competenze tra i vari organi del Governo e ne disciplina la struttura

Il Consiglio dei Ministri e le sue attribuzioni:

la Costituzione determina rigidamente la composizione del Consiglio dei Ministri

- Altre cariche pubbliche possono intervenire o assistere alle sedute ma senza diritto di voto

- Il Sottosegretario alla Presidenze del Consiglio è incaricato di svolgere le funzioni di

Segretario del Consiglio dei ministri e può assistere a tutte le sedute

- Possono essere chiamati ad assistere alle riunioni anche altri Sottosegretari di Stato, Alti

commissari o Commissari straordinari del Governo

Le attribuzioni del Consiglio dei Ministri sono individuate nella L.n.400/1988 all’art.2:

- Comma 1 -> spetta al Consiglio dei Ministri determinare la politica generale del Governo e

l’indirizzo generale dell’azione amministrativa

- Comma 2 -> al Presidente del Consiglio è rimessa l’iniziatica di porre la questione di

fiducia; al Consiglio dei Ministri spetta esprimere il proprio assenso su tale iniziativa ed

approvare le dichiarazioni da rendere in ambito parlamentare

- Comma 3 -> indica le materie che sono sottoposte alla deliberazione del Consiglio dei

ministri:

Disegni di legge e proposte di ritiro di quelli già presentati in Parlamento

o Decreti aventi valore o forza di legge e regolamenti da emanare con DPR

o Gli atti di competenza previsti dall’art.127 Cost.

o Gli atti previsti delle Regioni a statuto speciale

o Le direttive da impartire tramite i Commissari del Governo

o Le proposte del Ministro competente per disporre il compimento degli atti in

o sostituzione delle amministrazioni regionali

Le proposte di sollevare o resistere a conflitti di attribuzione nei confronti degli altri

o poteri dello Stato

Le linee di indirizzo in tema di politica internazionale e dell’UE

o I progetti dei trattati e degli accordi internazionali di tipo politico o militare

o Gli atti stabiliti dall’art.7 Cost.

o Gli atti concernenti i rapporti tra Stato e confessioni religiose non cattoliche

o I provvedimenti da emanare con DPR

o Le proposte motivate per lo scioglimento dei Consigli Regionali

o I provvedimenti ritenuti di opportuna delibera consiliare

o

L’individuazione degli atti da sottoporre alla deliberazione del Consiglio dei Ministri è

 tassativa e non esemplificativa

Struttura del Governo secondo la Costituzione:

- Principio monocratico -> direzione della politica generale del Governo e proposta della

nomina dei Ministri

- Principio collegiale -> responsabilità collegiale del Governo, tra cui l’adozione degli atti

legislativi e delle iniziative legislative

- Principio di Autonomia ministeriale -> responsabilità individuale dei Ministri per gli atti

dei Ministri cui sono preposti

Presidente del Consiglio:

colui al quale spetta la direzione della politica generale del Governo.

L.n.400/1988, art.5:

- Comma 1 -> stabilisce le attribuzioni che il Presidente esercita a nome del Governo:

Comunica alle Camere la composizione del Governo e ogni mutamento in essa

o intervenuto

Chiede la fiducia delle Camere e pone la questione di fiducia

o Sottopone al PdR le leggi per la promulgazione

o Sottopone al PdR i disegni di legge per la presentazione alle Camere

o Controfirma gli atti di promulgazione delle leggi

o Presenta alle Camere i disegni di legge di iniziativa governativa

o Esercita le attribuzioni che si evincono dalla legislazione vigente

o Gli adempimenti di competenza governativa

o Comunica alle Camere lo stato del contenzioso costituzionale

o Segnala i settori della legislazione in cui sia opportuno valutare iniziative legislative

o del Governo

- Comma 2 -> il Presidente del Consiglio indirizza ai Ministri direttive politiche e

amministrative e:

Coordina e promuove l’attività dei Ministri in ordine agli atti che riguardano la

o politica generale del Governo

Può sospendere l’adozione di atti da parte dei Ministri competenti

o Può deferire al Consiglio dei Ministri la decisione di questioni con valutazioni

o contrastanti tra amministrazioni e provvedimenti

Concorda con i Ministri interessati le pubbliche dichiarazioni che essi intendano

o rendere ogniqualvolta possano impegnare la politica generale del Governo

Adotta le direttive per assicurare l’imparzialità

o Promuove l’azione dei Ministri per assicurare che le aziende e gli enti pubblici

o svolgano le loro attività

Esercita le attribuzioni conferitegli dalla legge in materia di servizi di sicurezza e di

o segreto di Stato

Può disporre l’istituzione di particolari Comitati di Ministri

o Può disporre l’istituzione di gruppi di studio e di lavoro

o

- Comma 3 -> il Presidente conferendo delega ad un Ministro:

Promuove e coordina l’azione del governo relativa alle politiche dell’Unione europea

o Promuove gli adempimenti di competenza governativa conseguenti alle pronunce

o della Corte di Giustizia dell’Unione europea

Cura la tempestiva comunicazione alle Camere dei procedimenti normativi in corso

o nell’Unione europea

Promuove e coordina l’azione del Governo per quanto attiene ai rapporti con le

o Regioni e le Province autonome

Segretariato Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sue articolazioni e

funzioni:

il Presidente del Consiglio si avvale del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei

Ministri.

Dipartimenti Strutture dirigenziali generali comprensive di

una pluralità di Uffici

Accomunati da omogeneità funzionale, risultano in posizione

di autonomia equiparabile a quella dei Dipartimenti

Articolazioni interne ai Dipartimenti e agli

Servizi uffici, che non sono strutture dirigenziali

generali

Il Segretario generale è responsabile del funzionamento del Segretariato, dell’organizzazione e della

gestione delle risorse umane strumentali della Presidenza del Consiglio che:

- Determina le strutture del Segretariato generale della cui attività si avvalgono i Ministri e i

Sottosegretari di Stato da lui delegati

- Individua gli Uffici di diretta collaborazione e ne determina la composizione

- Può istituire con proprio decreto apposite Unità di coordinamento interdipartimentale

Il Presidente del Consiglio si avvale del Segretariato Generale per:

- Direzioni e rapporti con il Consiglio dei Ministri

- Rapporti del Governo con il Parlamento e altri organi costituzionali

- Rapporti del Governo con le Istituzioni europee

- Rapporti del Governo con le confessioni religiose

- Progettazione delle politiche generali e decisioni politiche

- Coordinamento dell’attività normativa del Governo

- Coordinamento dell’attività amministrativa del Governo

- Promozione e coordinamento delle politiche di pari opportunità

- Coordinamento delle attività di comunicazione istituzionale

- Promozione e verifica dell’innovazione nel settore pubblico

- Coordinamento in materia di lavoro pubblico

- Coordinamento di particolari politiche di settore strategico

- Monitoraggio dello stato di attuazione del programma di Governo

D. Lgs. N.303/1999:

concepisce interventi intesi a razionalizzare l’organizzazione amministrazione preesistente, per

rendere più funzionale l’insieme dei Dipartimenti e degli Uffici del Segretariato Generale della

Presidenza del Consiglio.

L’Ufficio di Segreteria del Consiglio dei Ministri si pone comunque alle dirette dipendenze

 del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Riordino Legislativo: L. n. 400/1988 e D. Lgs. n. 303/1999

Disciplina della struttura della Presidenza del Consiglio

D. Lgs. n 300/1999 e art. 11 L. n. 59/1997

Riordinamento della struttura del Governo, da 18 a 12 Ministeri

L. n. 317/2001

Elevazione a 14 Ministeri

L. n. 233/2006

Elevazione a 18 Ministeri

L. n. 244/2007, art. 1, c. 376

Ritorno a 12 Ministeri

L. n. 172/2009

Elevazione a 13 Ministeri

I Ministri e la struttura dei Ministeri

1) Ministro senza portafoglio per gli Affari regionali

2) Ministro s.p. per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento

3) Ministro s.p. per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione

1. Ministero degli Affari esteri

2. Ministero dell’Interno

3. Ministero della Giustizia

4. Ministero della Difesa

5. Ministero dell’Economia e delle Finanze

6. Ministero dello Sviluppo economico

7. Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali

8. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

9. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

10. Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

11. Ministero della Salute

12. Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

13. Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo

- Nei Ministeri in cui le strutture di primo livello sono costituite da Dipartimenti non può essere

istituita la figura del Segretario generale

- Ai dipartimenti spettano compiti finali concernenti grandi aree di materie omogenee e i relativi

compiti strumentali

- I Ministri hanno diritto di assistere alle sedute delle Camere

- Devono essere sentiti dalle stesse ogniqualvolta lo richiedano

- Alcuni Ministri possono essere posti alla presidenza di Comitati di Ministri e di Comitati

interministeriali

Le Agenzie a servizio delle amministrazioni pubbliche

Agenzia

Riforma dei Ministeri

- svolge attività a carattere tecnico-operativo di interesse nazionale

- opera al servizio delle Amministrazioni pubbliche e ha piena autonomia

- è sottoposta al controllo della Corte dei conti

- ha autonomia di bilancio

- è sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza dei Ministri competenti

- è soggetta all’approvazione dei programmi delle attività, dei bilanci e dei resoconti

Agenzie attualmente previste:

- AID -> Agenzie Industri Difesa

- AISE -> Agenzia Informazione e Sicurezza Esterna

- AISI -> Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna

- ANSBC -> Agenzia Nazionale per l’amministrazione e destinazione dei Beni Sequestrati e

Confiscati alla criminalità organizzata

I Vice-Presidenti del Consiglio dei Ministri

Il Vice-Presidente del Consiglio:

- Carica conferita in attuazione di precisi accordi politici per dare rilievo alla partecipazione

di uno o più partiti alla coalizione di Governo

- Il Presidente del Consiglio propone al Consiglio dei Ministri di incaricare un esponente di

spicco di un partito diverso dal suo

L.n.400/1988:

disciplina la supplenza del Presidente del Consiglio, in caso di assenze o di impedimenti

temporanei, prevedendo che la supplenza spetti al Ministro più anziano secondo l’età, se non è stato

nominato il Vice-Presidente

I Ministri senza portafoglio

- Hanno incarichi di tipo orizzontale, e non settoriale, potenzialmente rientranti nei compiti di

direzione generale delle attività di governo e di coordinamento

- Si configurano sempre di più come Ministri della Presidenza, incaricati di svolgere funzioni

rientranti tra quelle dello stesso Presidente del Consiglio

L.n.400/1988:

- Accoglie la configurazione dei Ministri senza portafoglio, come “Ministri della Presidenza”,

coadiutori del Presidente del Consiglio

- Prevede che i Ministri senza portafoglio siano nominati presso la Presidenza del Consiglio

su proposta del Presidente del Consiglio

I Sottosegretari di Stato

- Svolgono funzioni di rappresentanza costituzionale e politica e funzioni amministrative

- Non partecipano alle riunioni del Consiglio dei Ministri e qualora siano chiamati ad

intervenirvi non possono partecipare alle deliberazioni né esprimere un voto

- L’unico Sottosegretario di Stato ammesso ad assistere a tutte le riunioni del Consiglio dei

Ministri è il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, incaricato di fungere da

Segretario dell’organo collegiale

L.n.400/1988:

- Il compito principale del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è quello di fungere da

Segretario del Consiglio dei Ministri

- Il Sottosegretario ha anche il compito di curare la verbalizzazione e la conservazione delle

delibere

- È persona di stretta fiducia del Presidente del Consiglio, solitamente appartenente al suo

stesso partito o movimento politico

- i Sottosegretari sono destinati di atti di indirizzo del Presidente del Consiglio o del Ministri

- non possono apporre la controfirma sugli atti imputati al PdR secondo l’art.89 Cost.

- sono giuridicamente responsabili di fronte all’autorità giudiziaria ordinaria secondo le norme

comuni

I Vice-Ministri

Possono partecipare alle sedute del Consiglio dei Ministri, senza diritto di voto, solo se invitati dal

Presidente del Consiglio.

L.n.81/2001 e D.I.n.217/2001 (poi L.n.317/2001):

dispongono che “a non più di dieci sottosegretari può essere attribuito il titolo di vice ministro”

Tale carica è stata introdotta soltanto per ragioni politiche e infatti si può rilevare che:

 Manca un nesso tra l’ampiezza delle funzioni delegate da un Ministro ad un

o Sottosegretario di Stato e la relativa nomina a Vice-Ministro

Manca un’organica disciplina delle ipotesi in cui esercitano funzioni vicarie

o Il nomen iuris adottato dal legislatore non pare pertanto appropriato

o

Gli Alti Commissari

L’alto commissario:

- si avvicina alla figura dei Ministri fuori Gabinetto del sistema inglese

- è figura diametralmente opposta a quella del Ministro senza portafoglio e infatti non partecipa alle

sedute del Consiglio dei Ministri

- non risponde del suo operato difronte alle Camere, con le quali non instaura alcun rapporto di

fiducia

- non può controfirmare decreti del PdR

- la sua responsabilità sussiste nei confronti del Governo o del Presidente del Consiglio

- resta sottoposto all’indirizzo politico del Governo, che si può esprimere attraverso i poteri di

indirizzo e coordinamento del Presidente del Consiglio o tramite raccordi più immediati con il

Ministri al quale risulta collegato

I Commissari Straordinari del Governo

L.n.400/1988:

prevede e disciplina la figura del Commissario straordinario del Governo, che per alcuni aspetto

richiama e supera quella dell’Alto Commissario.

- La nomina avviene con decreto del PdR

- L’incarico è conferito per il tempo indicato nel decreto di nomina, salvo proroga o revoca

L.n.400/1988, art.11:

- Comma 1 -> si tratta di un organo che è incaricato di realizzare specifici obiettivi,

determinati in relazioni a programmi o indirizzi deliberati dal Parlamento o dal Consiglio

dei Ministri o per particolari e temporanee esigenze di coordinamento operativo tra

amministrazioni statali

- Comma 3 -> prevede che il Presidente del Consiglio riferisca al Parlamento sull’attività del

Commissario straordinario

I Comitati interministeriali e i Comitati di Ministri

Sono organi collegiali costituiti da più Ministri con compiti di coordinamento e di indirizzo o con

compiti particolari.

L.n.400/1988:

- Nomina distintamente i Comitati di Ministri e i Comitati interministeriali, ma non indica

quale sia il criterio distintivo tra le due figure

- Prevede alcune norme di coordinamento e ha delegato il Governo ad emanare norme aventi

forza di legge ordinaria intese a ridurre e riordinare i Comitati di Ministri ed i Comitati

interministeriali previsti dalle leggi vigenti

- Ha disposto che il Presidente del Consiglio possa istituire particolari Comitati di Ministri

- Tale delega ha comportato la soppressione di 12 Comitati, lasciandone in attività soltanto

alcuni, come il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica

Il Consiglio di Gabinetto

- è un organo collegiale composto, oltre che dal Presidente e dal Voce-Presidente del Consiglio, da

sette o otto Ministri

- risponde alle esigenze delle grandi coalizioni di governo

L.n.400/1988, art.6, c.1:

“Il Presidente del Consiglio dei ministri, nello svolgimento delle funzioni previste dall’articolo 95,

primo comma, della Costituzione, può essere coadiuvato da un Comitato, che prende il nome di

Consiglio di Gabinetto, ed è composto dai ministri da lui designati, sentito il Consiglio dei

Ministri”

L.n.400/1988, art.6, c.2:

- La legge precisa che il Consiglio di Gabinetto è un organo chiamato ad operare soltanto

nell’ambito delle attribuzioni del Presidente del Consiglio e non di quelle del Consiglio dei

Ministri

- La sua attuale assenza è intesa a ridimensionare il peso politico dei partiti e a rafforzare sia

l’autonomia del Presidente del Consiglio sia un suo più diretto rapporto con il Consiglio dei

Ministri

Premessa

Il procedimento di formazione del Governo consiste in una lunga serie di attività informali e di atti

formalizzati (prassi, convenzioni e consuetudini costituzionali), tale procedimento è disciplinato

solo in minima parte da regole scritte

Art.92 Cost.:

il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri che

costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e su proposta di

questo i Ministri.

Art.93 Cost.:

il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri, prima di assumere le funzioni, prestano

giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

DIMISSIONI DEL GOVERNO

CONSULTAZIONI DEL CAPO DELLO

STATO

CONFERIMENTO DELL’INCARICO

ACCETTAZIONE RINUNCIA

DELL’INCARICO ALL’INCARICO

DECRETO DI DIMISSIONI

DECRETO DI NOMINA CONFERIMENTO SCIOGLIMENTO

GIURAMENTO NUOVO INCARICO DELLE CAMERE

PRESENTAZIONE ALLE

CAMERE

FIDUCIA SFIDUCIA

Presentazione delle dimissioni del Governo in carica al Presidente della Repubblica:

1) Il PdR deve semplicemente accettarle se fanno seguito ad un voto espresso di sfiducia che

comporta l’obbligo di dimissioni secondo l’art.94 Cost. -> “Il Governo deve avere la fiducia

delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione

motivata e votata per appello nominale”

2) Il PdR può invece riservarsi di decidere difronte a dimissioni spontanee

3) Il PdR respinge le dimissioni del Governo se non sono motivate da ragioni politiche ma da

regole di correttezza costituzionale

Decreto di accettazione delle dimissioni:

firmato al momento in cui si procede con la nomina del nuovo Governo -> garanzia del principio di

continuità degli organi costituzionali (in caso contrario: periodo di tempo senza alcun Governo in

carica)

Attività durante una crisi di Governo:

- limitata al disbrigo degli affari correnti anche se nessuna norma scritta ne limita veramente i poteri

ad eccezione:

- art.14, u.c., R.D. 18/11/1923, n.2441 -> il Governo dimissionario non può valersi della

facoltà di richiedere la “registrazione con riserva” degli atti che la Corte dei conti, in sede di

controllo, ritenga illegittimi

- emanazione di apposite circolari da parte del Presidente del Consiglio

Attività consentita al Governo in regime di ordinaria amministrazione è quella strettamente

necessaria -> prevalenti e permanenti interessi dell’ordinamento: funzionamento delle pubbliche

istituzioni e garanzia degli interessi della collettività.

Attività non consentita -> attività relative all’indirizzo politico, in relazione al quale è venuta meno

la maggioranza parlamentare

Dopo le dimissioni del Governo, il PdR può consultare:

- esponenti dei partiti rappresentati in Parlamento

- Presidenti dei gruppi parlamentari

- ex-Presidenti della Repubblica

- titolari di alte cariche dello Stato (Presidenti delle Camere)

- rappresentanti di organizzazioni sociali ed economiche

le consultazioni sono diventate una consuetudine costituzionale, peraltro già esistente

 durante lo Statuto Albertino

Nella prassi più recente si sono notevolmente abbreviate le consultazioni a causa

- della preventiva indicazione data agli elettori da parte di ogni schieramento politico del

candidato alla guida del Governo

- per la chiarezza del risultato elettorale

Mandati esplorativi o missioni esplorative:

prima di affidare l’incarico della formazione del nuovo Governo, il Presidente della Repubblica può

assegnare ad una persona, che non verrà né incaricata di formare il Governo né candidata a ricevere

tale incarico, il compito di svolgere ulteriore consultazioni.

Nella prassi il mandato è affidato al Presidente di un ramo del Parlamento (super partes)

Preincarico:

il Presidente della Repubblica (in ragione della particolare incertezza relativa all’esito positivo del

conferimento dell’incarico) può conferire un preincarico al fine di accertare la sussistenza delle

condizioni di un eventuale incarico

Presidente del Consiglio incaricato:

il Presidente delle Repubblica conferisce l’incarico, solo verbalmente, al Presidente del Consiglio

incaricato (non ancora nominato) di formare un nuovo Governo.

Nella prassi questo soggetto è una personalità di spicco dello schieramento parlamentare di

maggioranza.

Governo di coalizione:

formato dalle forze politiche disponibili a partecipare al nuovo Governo -> accordi pre-elettorali e

accorti post-elettorali

Art.94 Cost.:

il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello

nominale.

Entro 10 giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo

di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e

non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Il Governo deve godere della fiducia di entrambe le Camere, è tuttavia possibile che vengano a

formarsi dei Governi minoritari, dal momento che non è richiesta la maggioranza assoluta per il

voto di fiducia delle Assemblee, anche se il Presidente della Repubblica è il limitato dalla

Costituzione nel suo potere di formare Governi minoritari.

L’incaricato svolge a sua volta delle consultazioni, se però è anche il leader di una coalizione

politica, sarà sufficientemente chiaro quali forze politiche formeranno il nuovo Governo.

L’incaricato in tali consultazioni definisce i precedenti accordi programmatici e mette a

 punto la lista dei Ministri

Il Presidente del Consiglio incaricato scioglie la riserva, accettando definitivamente l’incarico e poi

presenta la lista dei Ministri al PdR

Il Presidente della Repubblica:

- Scioglie la riserva formulata all’atto delle dimissioni del Governo uscente. Tale decreto è

controfirmato dal Presidente del Consiglio entrante

- Procede alla nomina del nuovo Presidente del Consiglio, il quale controfirma il decreto

anche se non è ancora in carica

- Procede alla nomina dei Ministri proposti dal Presidente del Consiglio

Il Presidente del Consiglio e i Ministri, secondo l’art.93 Cost., prestano giuramento nelle

 mani del Presidente della Repubblica. Il giuramento è condizione per il legittimo esercizio

delle funzioni governative

I poteri del Governo in attesa della fiducia:

- Disbrigo affari correnti

- Interventi necessari e urgenti

- Presentazione dei disegni di legge governativi alle Camere

Il rimpasto:

durante la permanenza in carica del Governo � possibile sostituzione di uno o più Ministri

sostituzione � determinata da diversi motivi

prassi � svolgimento di dibattiti parlamentari e voto di fiducia al Governo

Lo status e le responsabilità dei componenti del Governo:

- La Costituzione non disciplina espressamente il loro status (ad eccezione della

responsabilità penale nell’esercizio delle funzioni)

- Se sono anche membri del Parlamento godono delle prerogative parlamentari

- Non è sancita alcuna incompatibilità tra carica di Ministro e mandato parlamentare

Art. 95 Cost.:

- Comma 1 -> “Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo

e ne è responsabile”

Il Presidente del Consiglio dei ministri è responsabile:

 Politicamente, per la direzione della politica generale del Governo

o Giuridicamente, per gli atti compiuti in violazione di norme giuridiche

o

- Comma 2 -> “I ministri responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e

individualmente degli atti dei loro dicasteri”

Responsabilità politica dei Ministri:

 Individuale, per gli atti dei loro Ministeri. Può essere fatta valere per mezzo della

o mozione di sfiducia individuale, non prevista dalla Costituzione ma contemplata in

entrambe le Camere, con la conseguenza che il Ministro sfiduciato è obbligato a

dimettersi

Collegiale, per gli atti del Consiglio dei Ministri

o

Responsabilità giuridica dei Ministri:

 Civile, per danni causati ingiustamente a terzi

o Amministrativa, per i danni causati alla pubblica amministrazione

o Penale, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni

o

Il Governo è responsabile politicamente nei confronti del Parlamento, e indirettamente nei confronti

degli elettori, in quando deve ottenere e mantenere la fiducia di entrambe le Camere

Art.89 Cost.:

“Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri

proponenti, che ne assumono la responsabilità”

- La responsabilità dei ministri è politica e giuridica

- Il Presidente del Consiglio appone la controfirma, in quanto responsabile della politica

generale del Governo. Controfirma anche gli atti che hanno valore legislativo e gli altri

indicati dalla legge

Art.96 Cost.:

Responsabilità penale -> i componenti del Governo, anche se cessati dalla carica, rispondono per i

reti commessi nell’esercizio delle loro funzioni dinanzi alla giurisdizione ordinaria, previa

autorizzazione concessa:

- dalla Camera di appartenenza, per i ministri membri del Parlamento

- dal Senato, per i ministri non parlamentari

Disposizioni per la sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato:

- Legge n.140/2003 - “Lodo Schifani” � la Corte Costituzionale ne dichiarò l’illegittimità per

violazione degli artt.3 e 24 Cost.

- Legge n.124/2008 – “Lodo Alfano” � prevedeva la sospensione dei processi penali a carico delle

quattro più alte cariche dello Stato. Divenuta legge, è stata poi dichiarata incostituzionale per

violazione degli artt.3 e 138 Cost.

Entrambe le leggi introducevano una nuova ed eccezionale forma di immunità, a favore delle

quattro cariche menzionate, con legge ordinaria, anziché con legge costituzionale.

La Corte ha affermato che nuove forma di immunità sono astrattamente possibili, a tutela di

interessi giudicati ragionevolmente meritevoli di protezione ma per introdurle occorre una fonte

normativa idonea (Legge costituzionale).

L.n.51/2010 -> Legittimo impedimento:

ha introdotto una presunzione di legittimo impedimento a comparire a favore del Presidente del

Consiglio e dei Ministri.

Ottenuta l’abrogazione della legge con referendum popolare nel giugno 2011

� Corte costituzionale (sent.23/2011): illegittimità della legge nella parte un cui non consentiva al

giudice di valutare in concreto l’impedimento e prevedeva una temporanea sospensione del

processo

Art.28 Cost.:

Responsabilità civile e amministrativa:

- I membri del Governo rispondono per gli atti compiuti in violazione di diritti, alla stregua di

coloro che sono preposti a pubblici uffici

- In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli Enti pubblici

Funzioni del Governo:

- Funzione esecutiva (legis executio)

- Funzione di indirizzo politico generale e settoriale (mozione di sfiducia)

- Funzione normativa -> nei casi indicati dalla Costituzione (artt.76 e 77) può adottare

norme aventi forza di legge cioè Decreti Leggi e Decreti Legislativi

- Funzione amministrativa -> direzione e gestione dell’amministrazione centrale e periferica

dello Stato

Governo e partiti politici:

2005

1993

1946-1993 Riforma elettorale

Si vota con un Adozione di un

sistema sistema

proporzionale a liste proporzionale con

concorrenti premio di

Il sistema elettorale, maggioranza

ridisegnato secondo la formula

maggioritaria pura per i ¾ dei

seggi, ha favorito la

formazione di due coalizioni

Centro sinistra Centro destra

I rapporti tra Governo e Parlamento

Presentazione del Governo alle Camere

- Lo stesso giorno della nomina, i membri del Governo prestano individualmente giuramento

al Capo dello Stato secondo la formula dell’art.1, c.3, L.400/1988

- Il Governo entra in carica, ma non è ancora nella pienezza dei suoi poteri

- Art.94, c.3, Cost. (voto d’investitura): entro 10 giorni dalla sua formazione il Governo deve

presentarsi alle due Camere per ottenere il voto di fiducia

Investitura parlamentare del Governo:

- La prassi vuole che il Governo di nuova nomina si presenti davanti alla Camera diversa da

quella davanti alla quale si era presentato il Governo precedente (Principio della parità tra i

due rami del Parlamento)

- Il PCM presenta la dichiarazione programmatica del Governo dinnanzi alla prima Camera

- Dibattito e replica del PCM

- Voto di fiducia per appello nominale, a maggioranza dei presenti, nella prima Camera

- Voto di fiducia per appello nominale, con la stessa maggioranza, nella seconda Camera

- Insediamento del Governo

Voto contrario su una proposta del Governo:

->

- Art.94, c.4, Cost. “Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del

Governo non importa obbligo di dimissioni”

Perché il dissenso su una proposta del Governo ≠ da non avere fiducia nel Governo

- Non c’è l’obbligo giuridico di dimissioni, ma il Governo può dimettersi di propria volontà �

crisi extraparlamentare

La sfiducia al Governo:

- Il Governo perde la fiducia solo se viene approvata una mozione motivata di sfiducia, da una

o da entrambe le Camere, votata per appello nominale e a maggioranza dei presenti

->

- Art.94, c.5, Cost. la mozione deve essere sottoscritta da almeno 1/10 dei componenti di

una Camere e può essere messa in discussione solo tre giorni dopo la sua presentazione

- L’approvazione della mozione di sfiducia, anche in una sola Camera, obbliga il Governo a

presentare le dimissioni al PdR

Parlamentarizzazione delle crisi di Governo:

- Talvolta il PdR può respingere le dimissioni del Governo e invitare quest’ultimo a verificare

ed approfondire in sede parlamentare le ragioni della crisi

- Il Presidente del Consiglio può accettare la proposta oppure insistere nel dimettersi

Caso particolare:

Sfiducia nei confronti di uno o più ministri (mozione di sfiducia individuale) � procedimento

 di votazione e maggioranza = alla mozione di sfiducia al Governo

La questione di fiducia:

- Se il Governo prevede o teme un voto parlamentare negativo � pone la questione di fiducia

(L.400/1988) con procedimento di votazione e maggioranza = alle mozioni di fiducia e

sfiducia al Governo

Verifica così il vincolo fiduciario che lo lega alla maggioranza

 Ottiene più facilmente l’approvazione dei suoi programmi e dei relativi provvedimenti per

 attuarli

� se ha esito negativo = sfiducia � il Governo deve dare le dimissioni

Caso particolare:

- Richiesta del PCM della verifica della fiducia

Per verificare fiducia delle Camere

o Dopo verifica politica tra i partiti della coalizione

o Dopo una crisi di governo

o Per la parlamentarizzazione della crisi

o

� se ha esito positivo -> rilancio azione del Governo

Rapporti Governo-Parlamento in materia di:

- Bilancio dello Stato e spesa pubblica

- Relazioni internazionali

- Forze armate

Bilancio dello Stato e spesa pubblica:

Principi costituzionali in materia di Bilancio dello Stato (regole fondamentali tipiche di tutti gli Stati

democratici) �

- Al Parlamento spettano le decisioni sul prelievo tributario

- Al Parlamento spetta il compito di approvare annualmente il Bilancio dello Stato per l’anno

successivo

- Al Governo spetta il compito di gestire i mezzi per rispettare il Bilancio statale una volta

approvato

Struttura del bilancio preventivo dello Stato:

Bilancio ->

1 Previsione entrate stima

->

2 Previsione spese limiti giuridici

� entrate e spese espresse in termini di competenza (può chiudersi in pareggio, avanzo o

disavanzo (deficit annuale) e cassa)

Rendiconto consuntivo:

- In esso sono rappresentate le entrate e le spese incassate ed erogate

- È formato dal Governo, sulla base dei dati dell’amministrazione

- Sottoposto a verifica della Corte dei conti

- Approvato con legge dal Parlamento

Le leggi recanti i bilanci e i rendiconto sono soggette alla procedura ordinaria di

 approvazione in ciascuna Camera e non sono sottoponibili a referendum abrogativo

La riforma dell’art.81 Cost.

Con legge costituzionale n.1 del 20 aprile 2012 è stato modificato in maniera integrale il testo

dell’art.81 Cost.:

- Comma 1: “Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio,

tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico”

- Comma 2: “Il ricordo all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del

ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei

rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali”

C’è dunque obbligo del pareggio di bilancio per lo Stato e gli Enti Territoriali?

 Il nuovo art.81 Cost. non impone il pareggio di bilancio in senso tecnico, poiché alluda

all’indebitamento netto strutturale; l’indebitamento netto strumentale è il saldo tra le entrate

e le spese al netto degli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum e straordinarie

� infatti, nell’art.81 nuova formulazione si legge che l’equilibrio è assicurato “tenendo conto

delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all'indebitamento è

consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione

delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di

eventi eccezionali”

�quindi lo Stato può permettersi di ricorrere all’indebitamento solo a causa dei due fattori

->

indicati nei primi due commi dell’art.81: primo per bilanciare gli effetti del ciclo

->

negativo; il secondo per contrastare eventi di natura eccezionale

Ne deriva che al netto del ricorso all’indebitamento necessario, per combattere gli effetti del

 ciclo economico e gli eventi eccezionali, lo Stato deve assicurare il pareggio di bilancio.

Risulta dunque chiara la differenza tra equilibrio di bilancio e pareggio di bilancio:

->

Equilibrio di bilancio impone il saldo 0 tra entrate e uscite al netto dell’eventuale

o indebitamento consentito nei due casi sopra indicati

->

Pareggio di bilancio imporrebbe invece il saldo 0 assoluto e senza eccezioni, il

o che comporterebbe per le amministrazioni il dovere di pareggiare i conti anche

innanzi ad eventi eccezionali, economici e non, capaci di incidere in modo

straordinario sull’indebitamento

Art.81, c.3, Cost.: ->

“Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte” obbliga il

Governo e il Parlamento ad assumere l’effettiva responsabilità delle misure necessarie a

salvaguardare l’equilibrio della finanza pubblica

L’effettiva responsabilità:

l’attore politico si deve fare carico di come ottenere i mezzi per la copertura finanziaria della spesa

pubblica; la responsabilità si attiva quando

- L’aumento o l’introduzione di una spesa andrà a gravare sul bilancio in corso o futuro

- Si vuole approvare una legge che andrà a diminuire le entrate statali

E per qualsiasi

- Legge di stabilità

- Provvedimento legislativo statale

- Provvedimento legislativo regionale

- Provvedimento che imponga nuove o maggiori spese a carico dei bilanci di amministrazioni

diverse da quelle dello Stato (Regioni, Province, Comuni e altri enti pubblici)

I mezzi necessari alla copertura:

- Nuove entrate

- Riduzioni della spesa pubblica

- Utilizzo di fondi accantonati in bilancio a tale scopo

La riforma dell’art.81 Cost. non esclude l’uso del deficit spending

 ne è stato fatto in passato un uso eccessivo e ciò ha contribuito all’incremento del

o deficit annuo di bilancio e dell’accumularsi del debito pubblico che, a ottobre 2014,

il FMI stima oltre il 136% del PIL; ciò costringe l’attore politico a compiere

manovre per il risanamento della finanza pubblica e per fare fronte al mantenimento

di parametri dettati dal diritto e dalle istituzioni dell’Unione Europea

Deficit e debito pubblico:

- se il governo in uno Stato spende più di quanto incassa, si genera un deficit; viceversa si

parla di surplus

- il deficit è finanziato dallo Stato ricorrendo a prestiti ottenuti indebitandosi con il settore

privato (nazionale o estero)

- il debito pubblico, quindi, è frutto dell’accumulazione dei deficit del passato, al netto di

eventuali surplus

- sia il deficit che il debito pubblico vengono spesso espressi in rapporto al PIL (nominale)

- ad agosto 2014 il debito pubblico italiano è arrivato a quota 2148,4 mld. Di € (secondo la

Banca d’Italia)

- il rapporto debito/PIL ad ottobre 2014 è stato stimato dal FMI oltre il 136%

- il rapporto deficit/PIL è stato invece stimato al -3,0%, il massimo consentito dall’UE

La legge di stabilità (ex legge finanziaria)

->

- art.81, c.3, Cost. divieto di nuovi tributi e nuove spese nella legge di bilancio

esigenza di uno strumento legislativo non vincolato, per realizzare gli obiettivi della

o manovra annuale di bilancio e la programmazione degli obiettivi di finanza pubblica

-> ->

- L.468/1978 procedura nuova L.196/2009

Presentazione alle Camere, entro il 10 aprile dell’anno precedente, del documento di

o economia e finanza (def), dove sono esposti gli obiettivi della politica finanziaria del

Governo e gli interventi necessari per il conseguimento, con successiva “Nota di

aggiornamento” alle Camere

Approvazione delle Camere

o Entro il 15 ottobre il Governo presenta al Parlamento, insieme al DdI per

o l’approvazione del Bilancio, il disegno di legge di stabilità per l’anno successivo,

dove sono stabilite le grandezze fondamentali del Bilancio per ogni anno del

triennio, comprese nuove spese non ancora deliberate

legge di stabilità e legge di bilancio compongono la ‘manovra triennale di finanza

o pubblica’

la legge di stabilità è discussa in ciascuna Camera in un’apposita sessione e deve

o essere approvata entro la fine dell’anno

in caso di mancata approvazione, occorre ricorrere all’esercizio provvisorio

o la legge di stabilità contiene esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari

o e non può contenere norme di delega al Governo o di carattere organizzatorio, né

interventi di natura localistica o microsettoriale

entro il mese di gennaio dell’anno di riferimento (cioè quello successivo) sono

o presentati alle Camere gli eventuali Ddl “collegati” alla manovra di finanza pubblica,

contenenti norme settoriali, diverse da quelle tipiche della legge di stabilità

Le relazioni internazionali

Alla luce della riforma del Titolo V – Parte Seconda della Costituzione (L.Cost.3/2001 e

L.131/2003)

Art.117 Cost.:

- Comma 1 -> “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto

della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli

obblighi internazionali”

- Comma 2° -> “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

Politica estera e rapporti internazionali dello Stato

o Rapporti dello Stato con l’Unione europea

o Diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’UE”

o

- Comma 3 -> L’attribuzione alla legislazione corrente dei rapporti internazionali e con

l’Unione europea delle Regioni

- Comma 5 -> “Le Regioni …, nelle materie di loro competenza, … provvedono

all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea,

nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato”

- Comma 9 -> “Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati

e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da

leggi dello Stato”

Art.120, c.2, Cost.:

“Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei

Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali …”

Le attribuzioni degli organi costituzionali e delle Regioni in materia

Art.87, c.8, Cost.:

Il Presidente della Repubblica:

- Ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere, come

manifestazione solenne della volontà dello Stato stesso ad impegnarsi verso altri Stati

- Accredita e ricevere i rappresentanti diplomatici

Art.80 Cost.:

Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che:

sono di natura politica

o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari

o importano variazioni del territorio, ecc…

Le leggi di autorizzazione alla ratifica

Art.72, c.4, Cost.:

“La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre

adottata per … le leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali …”, escludendo

pertanto la possibilità che una Commissione parlamentare approvi tale specie di leggi

Tale legge, secondo l’art.75 Cost., non è sottoponibile a referendum abrogativo, né è

 prevista altra forma di partecipazione popolare

In particolare: le attribuzioni del Governo

- Svolge tutte le attività necessarie per la formazione dei trattati, diverse dalle altre attività che

la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica (ratifica) e alle Camere

(autorizzazione alla ratifica):

Iniziativa di intraprendere i negoziati

o Negoziazione

o Sottoscrizione dei trattati

o

- Nel silenzio della Costituzione, il Governo:

Non ha alcun obbligo formale di informazione preventiva nei confronti del

o Parlamento (che non ha quindi potere di incidere sul testo dei trattati)

Bensì un obbligo di informazione generale verso il Presidente della Repubblica

o

Il Governo e gli accordi in forma semplificata

- La Costituzione sembra alludere alla ratifica come unico modo di assunzione di obblighi

internazionali pattizi da parte dello Stato

- Nella prassi repubblicana, invece, si è confermata la possibilità di sottoscrivere trattati e

accordi in forma semplificata

- Vale a dire che essi, ai sensi dell’art.12 della Convenzione di Vienna, acquistano efficacia al

momento della loro sottoscrizione

- Non necessitano quindi di ratifica da parte del Presidente della Repubblica

Il ruolo del Consiglio dei Ministri

Art.2, c.3, lett.h, L.400/1988:

“Sono sottoposti alla deliberazione del Consiglio dei ministri…:

- Le linee di indirizzo in tema di politica internazionale e comunitaria

- E i progetti dei trattati e degli accordi internazionali, comunque denominati, di natura

politica o militare …”

L’esecuzione dei trattati internazionali da parte dello Stato e delle Regioni

Avviene con atti idonei in base al sistema costituzionale delle fonti, dopo aver considerato a chi

spetti la competenza nella materia in questione

L’ordine di esecuzione:

- Viene dato con un atto normativo interno che da piena ed intera esecuzione al trattato, il cui

testo viene solitamente allegato all’ordine di esecuzione stesso

- Deve essere a sua volta contenuto in un atto normativo idoneo a porre le norme in questione

(legge o regolamento, a seconda dei casi)

- Anche le Regioni possono adottare l’ordine di esecuzione relativamente alle materie loro

assegnate

La guerra e l’impiego delle forze armate all’estero

Deliberazione dello stato di guerra e conferimento dei poteri necessari:

->

Art.11 Cost. l’Italia ripudia la guerra

Come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli

o E come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali

o Tuttavia essa è consentita a fini difensivi

o


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (VERONA, VICENZA)
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maxalberti1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Guiglia Giovanni.

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