Che cos'è lo stato?
Come affermava Aristotele, lo stato è qualcosa di più di un mero aggregato di individui; è una comunità organizzata attorno ad una singola costituzione e ad un singolo complesso di leggi. Con la dissoluzione del sistema feudale tipico del Medioevo e la firma della pace di Westfalia nel 1648, con la quale fu dichiarata la fine della guerra dei Trent'anni, nacque lo stato moderno, cioè una struttura sociale caratterizzata da un unico centro di potere al quale tutti dovevano sottostare.
Fu una vera e propria rivoluzione, considerando che durante tutto il Medioevo, il potere era gestito da due autorità potenti quali il Papato e l’Impero, ma notevolmente frammentato nelle mani dei numerosi feudatari e signori che si spartivano porzioni di territorio e di sudditi. L’abbandono di tale sistema comportò la nascita di una struttura sociale uniformemente rivolta al rispetto delle regole, emanate da un unico centro di potere.
Quando parliamo di stato ci riferiamo ad una moltitudine di individui stanziata su un determinato territorio, governata da precise leggi, il rispetto delle quali è garantito da uno o più organi superiori, preposti a vigilare sul corretto svolgimento della convivenza sociale.
Elementi costitutivi dello stato
- Il territorio è il luogo entro il quale lo stato esercita la propria sovranità; è lo spazio terrestre delimitato da confini, che possono essere naturali o artificiali, sul quale risiede stabilmente il popolo.
- Il popolo è composto da tutti coloro che appartengono ad un determinato stato e godono della cittadinanza; è un insieme di persone che vivono stabilmente sul territorio e sono legate allo stato dal vincolo di cittadinanza.
- La sovranità è il potere d’imperio, interno ed esterno, del quale gode lo stato; è il potere che esercita lo stato sul proprio territorio.
Questo potere consiste nell’esercizio delle 3 funzioni fondamentali dello stato:
- Funzione legislativa
- Funzione esecutiva
- Funzione giudiziaria
Lo stato, quindi, è un’entità politica che governa ed esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti ad esso appartenenti, nata storicamente intorno alla fine del XV secolo con la formazione dei primi stati nazionali.
Il territorio e le sue componenti
Il territorio di uno stato è costituito da vari elementi quali:
- La terraferma, definita da confini naturali e politici
- Il mare territoriale, cioè il mare che costeggia tutto il territorio dello stato
- Il sottosuolo e lo spazio aereo (ad esempio nel momento in cui si verifica un incidente tra due aerei anche a 800 m di quota nello spazio aereo italiano, si considera avvenuto in Italia)
Interpretazioni del termine "stato"
- Stato comunità inteso come il complesso della società civile e politica; è l’insieme delle persone che abitano su un territorio e che sono sottoposte al potere dell’organizzazione, gli elementi costitutivi sono il popolo, il territorio, la sovranità, mentre gli elementi identificativi sono la bandiera, l’inno nazionale, ecc.
- Stato apparato con il quale si intende il complesso degli organi costituzionali; è l’insieme di mezzi, strutture, strumenti, ecc., che servono per realizzare i fini pubblici, cioè che interessano tutta la collettività, si guarda così allo stato come pubblica amministrazione.
Tipologie di stato
- Stato assoluto: cioè non esiste la divisione dei poteri, in quanto i tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) sono concentrati nelle mani di una persona (Re, esempio Francia prima della rivoluzione industriale).
- Stato liberale: esiste la divisione dei poteri, esiste una legge fondamentale in cui sono affermati i diritti e le libertà, non è ancora uno stato pienamente democratico, perché il diritto di voto non è riconosciuto a tutti. Lo stato cura alcuni compiti essenziali come la giustizia, la difesa, ma non entra nel sistema economico; lo stato liberale non è uno stato sociale (esempio Italia all’epoca dello Statuto Albertino).
- Stato dittatoriale: è il contrario dello stato liberale, vengono negati i diritti e le libertà fondamentali. Esiste un’unica ideologia dominante, il diritto di voto è svuotato di ogni significato. L’uguaglianza tra le persone è negata e vengono messe in atto grandi forme di discriminazione (esempio periodo nazista con Hitler in Germania e in Italia durante il fascismo con Mussolini).
- Stato democratico: potere al popolo, diritto di voto a tutti i cittadini, divisione dei poteri, uguaglianza tra i cittadini, riconoscimento dei diritti e delle libertà fondamentali, garantiti e affermati nella Costituzione (esempio Europa dopo la seconda guerra mondiale).
- Stato sociale: rappresenta la completa evoluzione dello stato democratico. È lo stato che si preoccupa del benessere della collettività, offrendo servizi pubblici essenziali (istruzione, sanità, assistenza sociale). A differenza dello stato liberale, quello sociale entra nel sistema economico riconoscendo comunque le libertà di iniziativa privata (imprese pubbliche e private).
Forme territoriali dello stato
- Stato unitario: il potere è piuttosto accentrato, non è applicato il principio di decentramento (divisione dei poteri).
- Stato federale: il territorio è suddiviso in tanti stati membri, si applica quindi un forte decentramento (esempio USA).
- Stato unitario regionale: il territorio è suddiviso in regioni, si applica il principio di decentramento, ma in modo alternato rispetto allo stato federale. L’Italia è uno stato unitario regionale.
Caratteristiche dello stato italiano
- È uno stato democratico (potere al popolo)
- È una repubblica
- È una repubblica parlamentare (c’è il Parlamento)
- È uno stato unitario regionale (ci sono le Regioni)
- È uno stato sociale
- Ha un sistema economico misto (art. 41 e 42)
Cosa si intende per sovranità?
Per sovranità si intende potere supremo ed originario su persone o cose entro un determinato territorio. Supremo significa che non riconosce altro potere superiore a sé. Originario indica che non deriva da altro potere.
L'origine storica del termine sovranità deriva da una concezione teocratica risalente ai tempi del Medioevo; la sovranità derivava direttamente da Dio il quale, attraverso il Papa, investiva la persona designata. In seguito e fino alla Rivoluzione francese prese piede una concezione legittimista, secondo la quale la sovranità apparteneva a chi l’aveva esercitata da generazioni e si trasmetteva per discendenza (tipica delle monarchie assolute). In seguito alla Rivoluzione francese si affermò una concezione della sovranità democratica, appartenente al popolo che la esercita attraverso rappresentanti liberamente eletti.
Gli aspetti della sovranità
- Esterna: consiste nell’indipendenza dello stato rispetto a qualsiasi altro stato.
- Interna: consiste nel supremo potere di comando in un determinato territorio ed è così forte da non ricavarne nessun altro potere al di sopra di sé.
Esistono anche 3 teorie di sovranità:
- La teoria della sovranità della persona giuridica: lo stato come persona giuridica, cioè come vero e proprio soggetto di diritto, titolare della sovranità.
- La teoria della sovranità della nazione: l'articolo 3 della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino afferma che la sovranità appartiene alla Nazione da cui si emanano tutti i poteri.
- La teoria della sovranità popolare: il popolo deve esercitare direttamente la sua sovranità.
Forme di stato e forme di governo
Con l’espressione forma di stato si intende il tipo di rapporto esistente tra gli elementi costitutivi dello stato (popolo, territorio, sovranità), in particolare il rapporto esistente tra governati e governanti. La forma di governo, invece, identifica il tipo di organizzazione che lo stato si dà per esercitare la propria sovranità (gestione dei 3 poteri, numero e strutture degli organi, rapporti tra questi, ecc).
Nell’ambito degli stati democratici, la forma di governo è fortemente condizionata dal principio di separazione dei poteri in base al quale: il potere legislativo (crea le leggi, Parlamento), potere esecutivo (governa il Paese dando esecuzione alle leggi create dal potere legislativo, cioè mettere in atto le leggi del potere legislativo), potere giudiziario (applicare le leggi).
Le differenze tra le varie forme di governo riguardano soprattutto il rapporto tra potere legislativo ed esecutivo, che non sempre rimane nei limiti di una completa ed assoluta autonomia reciproca. In alcuni stati c’è infatti una netta distinzione tra i due poteri, in altri il potere esecutivo è “subordinato” ad un voto di fiducia del Parlamento, in altri ancora il capo del potere esecutivo è anche Capo dello Stato, che in altri stati è un organo assolutamente indipendente.
Forme di governo
- Governo parlamentare: è tipica di quasi tutti gli stati democratici moderni, nei quali si registra una prevalenza del potere legislativo sugli altri poteri dello stato. Quasi mai il Presidente della Repubblica è eletto dai cittadini, ma viene nominato dal Parlamento. Il Governo è nominato dal Presidente della Repubblica e può esercitare le proprie funzioni solo se il Parlamento concede la fiducia. Il Parlamento essendo eletto direttamente dal Popolo è sovrano e quindi può imporre le dimissioni al Governo attraverso la sfiducia. Pur essendoci nella forma di governo parlamentare una sorta di supremazia nella forma di altri poteri ci può essere una collaborazione tra le funzioni dello stato, in particolare tra la funzione legislativa ed esecutiva cosiddetta forma di governo mista, cioè in alcuni casi i poteri legislativi possono essere attribuiti al Governo. L’Italia è un tipico esempio di una Repubblica Parlamentare.
- Governo presidenziale: il capo dello stato è eletto direttamente dal popolo, cioè la fonte della sua autorità e la sua legittimazione è direttamente nella volontà popolare. In questa forma di governo, il Capo dello Stato è titolare del potere esecutivo, ma non di quello legislativo.
- Governo semipresidenziale: il Capo dello Stato è eletto direttamente dal corpo elettorale dell’intera Nazione e dura in carica in un periodo prestabilito; il presidente è indipendente dal Parlamento poiché non ha bisogno della sua fiducia, quindi non può governare da solo, dovendosi servire di un governo da lui nominato: quest’ultimo dovrà avere la fiducia del Parlamento.
- Governo neoparlamentare/direttoriale: ci deve essere la fiducia del Parlamento e del Governo, ma il primo Ministro deve essere eletto dal Corpo elettorale.
Caratteristiche dello stato di diritto
Nello stato di diritto governanti e governati sono sottoposti alla supremazia della legge scelta e votata dalla comunità e non più dall’alto, come nello stato assoluto. Lo stato di diritto è caratterizzato dalla separazione dei poteri non più accentrati nelle mani di un sovrano assoluto. Il filosofo Montesquieu, per primo, teorizzò il principio della separazione dei poteri. In particolare individuò tre poteri diversi attribuiti a tre organi diversi, tutti autonomi, ma tutti indirizzati a perseguire lo stesso scopo: potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Forme di stato
- La forma di stato liberale: nacque tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Ai cittadini veniva garantita l’uguaglianza davanti alla legge, il diritto di voto, diritto di proprietà e di iniziativa economica.
- La forma di stato democratico: viene ricordata con l’introduzione del suffragio universale, cioè l’estensione del diritto di voto a tutti i cittadini indipendentemente dalla classe sociale.
- La forma di stato autoritario: non esistono i diritti se non per coloro che detengono il potere, vengono soppresse le libertà dei cittadini, concentrazione di tutti e 3 i poteri in una sola persona, ecc.
Che cos’è l’apolidia?
L’apolidia è la situazione nella quale si trova un individuo che ha perso la cittadinanza del proprio stato e non può acquistarne un’altra.
Il popolo: elemento costitutivo dello stato
Il popolo è costituito dalla comunità di individui stanziati sul territorio e retta da un determinato ordinamento giuridico. Fanno parte del popolo solo i cittadini, cioè le persone legate allo stato dal vincolo della cittadinanza e non quelle che si trovano su un territorio statale in un determinato momento. Il popolo non va confuso con la popolazione. Con il termine popolo si indicano tutti coloro che godono della cittadinanza, mentre popolazione indica la generalità degli individui presenti in un determinato momento su un determinato territorio di uno stato.
Il popolo deve essere distinto anche dal concetto di Nazione, che individua come elemento di aggregazione degli individui non la cittadinanza, bensì fattori etnici, linguistici, religiosi, ecc. Ogni stato fissa i criteri in base ai quali attribuire la propria cittadinanza. I criteri possibili sono diversi:
- La nascita: che può riguardare la cittadinanza dei genitori o il luogo in cui avviene. La cittadinanza italiana, ai sensi della legge del 5 febbraio 1992 n°91, così come recentemente modificata dalla legge del 15 luglio 2009 n°94, si acquisisce per nascita (figlio di genitori ignoti acquisisce la cittadinanza italiana se nato in Italia).
- Lo straniero che risiede da almeno 5 anni sul territorio.
- Per estensione:
- Dal figlio minorenne di cui sia avvenuto il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale della filiazione.
- Minore straniero adottato da un cittadino italiano.
La legge del 1993 regola i casi di revoca (art.12) e di riacquisto della cittadinanza (art.13).
I cittadini italiani sono anche cittadini europei?
L’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea, comporta che oltre ad essere titolari di cittadinanza italiana, si è in possesso anche dello status di cittadino europeo. In particolare l’articolo 9 del Trattato dell’Unione Europea, stabilisce che l’UE rispetta in tutte le sue attività il principio di uguaglianza dei cittadini. È cittadino dell’UE chiunque abbia la cittadinanza in uno stato membro e l’art 17 del Trattato della Comunità Europea aggiunge che i cittadini dell’UE godono dei diritti e sono soggetti ai doveri previsti nei trattati; essi hanno anche:
- Diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento Europeo
- Diritto di circolare e di soggiornare negli stati membri dell’UE
Cos'è il Welfare State?
Il Welfare State o stato sociale è una forma di stato il cui compito principale è quello di ridurre le disuguaglianze economiche e sociali fra i cittadini. Nel momento in cui lo stato democratico garantisce a tutti i cittadini uguali diritti e doveri di fronte alla legge e alla Costituzione, ma soprattutto uguali opportunità per tutti, tale forma di stato deve attuare politiche redistributive della ricchezza attraverso l’imposizione di tributi all’intera comunità e destinandone una buona parte a favore delle classi sociali più deboli. Dunque, uno stato democratico deve necessariamente essere anche uno stato sociale. Quindi Welfare State significa prendersi cura di tutti i cittadini, soprattutto quelli più svantaggiati.
Esempi di forme di governo dittatoriali
La Svizzera è oggi l’unico esempio di forma di governo dittatoriale, caratterizzato da un governo nominato dal Parlamento per un periodo di tempo predeterminato. Un membro del governo esercita le funzioni del Capo dello Stato.
Stato e comunità internazionale
Soggetti dell'ordinamento giuridico internazionale
Gli stati appartengono, in posizione di parità e di reciproca accettazione della sovranità territoriale, alla comunità internazionale e i loro rapporti sono regolati dal diritto internazionale. Gli elementi che contraddistinguono l’ordinamento internazionale rispetto all’ordinamento interno dei singoli stati sono:
- Il carattere paritario dei soggetti che compongono la comunità internazionale
- L’assenza di un organo superiore e sovraordinato in grado di definire le regole da applicare e di imporne il rispetto anche attraverso un idoneo apparato sanzionatorio
Sono soggetti dell’ordinamento giuridico internazionale gli stati, le organizzazioni che presentano i caratteri degli stati pur non potendo essere classificati come tali (La Santa Sede, il Sovrano Ordine Militare di Malta) e le organizzazioni internazionali.
Organizzazioni internazionali non governative
Sono organizzazioni caratterizzate dal fatto di essere costituite da soggetti privati (persone giuridiche o fisiche) e non da stati.
Fonti del diritto internazionale
Sono fonti del diritto internazionale le consuetudini internazionali (fonti-fatto) e i trattati o accordi internazionali (fonti-atto). Dal punto di vista della gerarchia delle fonti, le consuetudini nel diritto internazionale occupano il primo posto, in quanto superiori ad accordi o regole e leggi e vincolano tutti gli stati. Elementi caratterizzanti le consuetudini sono:
- La diuturnitas, cioè la ripetizione del comportamento del tempo
- La opinio juris sice necessitatis, cioè la convinzione dell’obbligatorietà di tale comportamento
Le norme consuetudinarie si sono consolidate con l’uso ripetuto di determinati comportamenti da parte di tutti gli stati. L’articolo 10 della nostra Costituzione fa riferimento alle norme consuetudinarie di diritto internazionale quando sancisce che l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
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