Diritto pubblico RZ A.A. 2018-19
Definizione di diritto
Il diritto è un insieme di regole, le norme giuridiche, poste dallo Stato o da soggetti in qualche modo riconducibili allo Stato come ad esempio il diritto internazionale o il diritto regionale ovvero un insieme di regole poste dalle regioni. È un insieme di norme coattive poste da un'entità, dotata di sovranità detta Stato che si divide in:
- Diritto pubblico: una macroarea del diritto che studia i rapporti non paritari tra l'autorità pubblica e i privati. Essa al suo interno si divide in varie discipline come il diritto amministrativo, il diritto costituzionale, il diritto penale che è regolato dal Codice penale, il diritto tributario che studia i rapporti tra le amministrazioni delle finanze e i privati.
- Diritto privato: studia invece i rapporti tra i soggetti privati che si trovano in posizione di parità. Anch'esso al suo interno ha diverse discipline come il diritto civile, il diritto commerciale, il diritto di famiglia, il diritto industriale.
Lo Stato e i suoi elementi essenziali
Stato
È una particolare forma storica di organizzazione del potere politico nata tra il XV e il XVII secolo come reazione alla dispersone del potere tipica dell'epoca feudale. Lo stato assoluto nasce come reazione al particolarismo feudale. Il rapporto tra il Signore e il vassallo era personale e basato su regole particolari. Non c'era un ordinamento giuridico. I problemi sono nati quando il vassallo ha iniziato a cedere i feudi ai sottovassalli e il signore non li conosceva nemmeno (dispersione del potere). Ancora peggio con la nascita di corporazioni/ceti/gruppi. Vi era una confusione totale di norme, di regole quando un soggetto apparteneva a più corporazioni (religione, politica, professione). Infinità di regole quindi dispersione del potere e dispersione della società.
Lo stato assoluto nasce come reazione a questa situazione. Lo Stato assoluto è la prima forma storica di Stato moderno. Assoluto in quanto basato sulla concentrazione del potere in mano ad una sola persona (sovranità, sovrano).
Lo Stato è considerato oggi l'istituzione delle istituzioni. Perché? Lo Stato è portatore di interessi generali che prevalgono sugli interessi di qualunque individuo. Lo Stato è in posizione non paritaria agli altri soggetti.
Articolo 42
"La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità."
Terzo comma: esempio che lo Stato è portatore di interessi generali. Inoltre, lo Stato è l'istituzione delle istituzioni anche perché ha il monopolio dell'uso della forza legittima. Lo Stato non solo pone comandi ma può anche assicurare l'effettività di quel comando attraverso interventi coattivi e repressivi. L'uso della forza incontra i limiti imposti dalla costituzione e dalla legge.
Articolo 13
"La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva."
Si tratta di un intervento repressivo da parte dello stato (primo comma = inviolabile). Nel terzo comma si ha un intervento coattivo.
Articolo 14
"Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale. Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali."
Articolo 15
"La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge."
Articolo 16
"Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge."
L'uso della forza legittima può avvenire sia nei rapporti interni cioè all'interno del territorio dello stato ma anche nei rapporti esterni ossia anche nei rapporti con gli altri stati. L'uso della forza nei rapporti esterni è da bilanciare e dipende dall'organizzazione sovranazionale a cui lo stato appartiene.
Articolo 11
"L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."
È fondamentale perché costituisce un limite dell'uso della forza nei rapporti esterni e inoltre essa è la legittimazione costituzionale dell'appartenenza dell'Italia all'ONU e poi all'UE.
Patria vs Repubblica
È utilizzato soprattutto all'articolo 52 della Costituzione. Il termine patria non ha nessun significato giuridico bensì ha una valenza etica, culturale e morale a cui si lega il concetto di Patriottismo. "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica."
Diverso è invece il concetto di Repubblica. Il termine repubblica ha due significati giuridici ben precisi: il primo lo troveremo all'articolo 114 della Costituzione. La repubblica non è nient'altro che l'insieme dei livelli istituzionali di cui si compone uno stato. Il secondo significato è delineato all'articolo 1 della Costituzione. L'Italia è una repubblica democratica. Qui si vuole indicare la forma di stato democratico. Il termine Repubblica viene utilizzato in contrapposizione al termine Monarchia.
Nazione
Ha tutto un altro significato. Si ha una Nazione quando vi sono elementi materiali e un elemento soggettivo. Cosa sono gli elementi materiali? La comunanza di lingua, storia, razza, religione di una comunità di individui. L'elemento soggettivo è la volontà, la coscienza dei consociati di far parte di quella comunità di individui. In uno Stato ci possono essere più nazioni ad esempio il Belgio (Valloni e Fiamminghi) e il Canada.
Articolo 6
"La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche".
Al concetto di nazione è collegato un fenomeno chiamato Nazionalismo. Esso è un fenomeno con accezione negativa in quanto è diretto ad esaltare gli egoismi nazionali. È legato a visioni di potenza e superiorità della propria nazione rispetto ad altre.
Gli elementi costitutivi dello Stato
Gli elementi costitutivi che sono necessari affinché si possa parlare di Stato sono tre:
- Sovranità
- Popolo
- Territorio
Sovranità
Il concetto di sovranità è legato al concetto dell'uso della forza. La sovranità è il supremo potere di comando dello Stato in un determinato territorio. È talmente forte da non riconoscere nessun altro potere al di sopra di sé. Questo potere di comando ha determinate caratteristiche come ad esempio:
- Originarietà: trova fondamento nella Costituzione;
- Esclusiva: spetta ad un soggetto ovvero lo Stato;
- Supremazia: esprime una volontà superiore a quella degli individui che sono soggetti;
- Giuridicità: non è un potere assoluto, illimitato ma trova limitazione sempre e soltanto nella Costituzione.
Questo potere di comando supremo dello Stato si esercita sia all'interno sia a livello esterno ossia nei rapporti con gli altri stati. Il potere di comando si esprime nei tre poteri dello Stato: nel potere legislativo, esecutivo (il governo dà esecuzione alle leggi del Parlamento) e giudiziario.
Dal dopoguerra (anni '50) la sovranità dello Stato è in costante limitazione, diminuzione. Perché? Un primo motivo di limitazione di comando dello Stato deriva dall'appartenenza degli stati alle organizzazioni sovranazionali (Es. ONU e UE), molti settori sono stati sottratti agli stati, sottraendone la sovranità. L'UE ha la competenza di emanare direttive che vanno a prevalere sulle norme interne. Un altro motivo è la globalizzazione dell'economia ovvero la creazione di un mercato mondiale in cui i fattori della produzione si spostano con estrema facilità da un mercato all'altro. A ciò s'aggiunge l'innovazione tecnologica, dei trasporti ed informatica e come conseguenza si ha avuto il fatto che gli stati non possiedono più la facilità di controllare il modo in cui i fattori della produzione si spostano.
Territorio
Il territorio è la porzione di spazio su cui lo Stato estende la propria sovranità. Il territorio è formato al suo interno da vari elementi:
- Terraferma: porzione di territorio delimitata da confini che possono essere naturali o artificiali;
- Mare territoriale: s'intende quella porzione di mare che si estende fino alle 12 miglia dalla costa;
- Spazio sovrastante: della terraferma e del mare;
- Piattaforma/zoccolo continentale, abissi marini: parte di fondo marino su cui si estende la sovranità di uno stato e quindi consente l'utilizzazione esclusiva delle risorse marine.
Popolo
Non è definito nella Costituzione. Oggi si ritiene popolo l'insieme dei cittadini, l'universalità strutturata di cittadini. Il popolo è costituito dall'insieme d'individui che hanno un rapporto di cittadinanza con lo Stato. La cittadinanza è uno STATUS che si acquista in vari modi:
- Ius sanguinis: nascita da cittadini aventi cittadinanza;
- Ius soli: chi è nato in Italia da genitori ignoti o apolidi (di qualunque cittadinanza);
- Su richiesta dell'interessato.
Lo status di cittadinanza comporta determinati diritti e determinati doveri che non spettano agli stranieri cioè a coloro che sono presenti sul territorio italiano ma che non hanno lo status di cittadinanza, quali:
- I diritti politici (attivo e passivo) ovvero la possibilità di essere eletto e di votare spettano soltanto ai cittadini.
- Il dovere di difendere la patria (art. 52) compete soltanto ai cittadini.
- Un altro dovere che compete soltanto ai cittadini è (art.54), il dovere di essere fedeli alla Repubblica. I cittadini che svolgono funzioni pubbliche hanno il dovere di adempiere con disciplina ed onora (es. dipendente pubblico, presidente della repubblica).
Gli stranieri presenti sul territorio italiano regolarmente, vedono i propri diritti regolati nell’Art. 10: "[...] La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici." Spettano allo straniero tutti i diritti che secondo le norme e i trattati internazionali vengono ad essi riconosciuti in quanto persone umane. Da questo deriva che a tutti gli stranieri devono essere riconosciuti tutti i diritti della Costituzione dall'art. 2 all'art. 24. Il diritto internazionale riserva tutti i diritti fondamentali a tutti senza distinzione alcuna. Giurisprudenza: le sentenze della Corte costituzionale.
Forme di Stato
Le forme di stato analizzano i rapporti tra chi esercita la sovranità e chi ne è soggetto (popolo). Le forme di stato presuppongono un rapporto verticale tra l'autorità e chi è soggetto di esso. Le forme di stato non devono essere confuse con le forme di governo (forme di stato ≠ forme di governo). Le forme di governo attengono ai rapporti tra gli organi che esercitano la sovranità, tra i titolari dei poteri supremi dello stato. Esse hanno un rapporto orizzontale.
Esistono diverse classificazioni delle forme dello stato. Una prima classificazione è in base all'evoluzione storica delle forme dello stato. In base a questo si dividono in:
- Stato feudale
- Stato assoluto
- Stato liberale (o di diritto)
- Stato sociale
L'altra classificazione invece studia i rapporti che intercorrono sempre tra la sovranità e il popolo in un determinato territorio. In base ad essa si suddividono in:
- Stati unitari
- Stati regionali
- Stati federali
Stato feudale
In epoca feudale non esiste un popolo, non esiste un interesse generale. Vi erano tanti interessi particolari collegati ad ogni feudo. Non esistevano diritti (NO concezione di diritto) bensì c'erano dei limiti che l'autorità regia accettava in forza di patti tra il Re e i diversi feudatari. Uno di questi patti (Monarca e nobili) è stato siglato nel 1215 ed è la cosiddetta "Magna Charta Libertatum". In questo documento viene sancito per la prima volta il principio su cui si baseranno le colonie Nordamericane quando si staccheranno dalla madre patria inglese. Il principio era "NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION".
Organo Magnum Concilium - Magna (Primo Parlamento). Questo organo era caratterizzato da un insieme dei signori che dovevano dare il consenso a qualsiasi tassa che il Re voleva introdurre. L'altro principio previsto da questo documento è il principio del giusto processo (ART. 111). Il giusto processo è il principio in base al quale ogni accusato deve godere di un processo equo e giusto. (Oggi la nostra Costituzione dice "giudice terzo e imparziale"). Nel 1215 questi giudici non esistevano, allora significava che il processo dovesse essere svolto davanti ad una persona dello stesso Stato quindi l'accusato avrà d'ora in avanti una garanzia.
Stato assoluto
Reazione alla confusione dell'epoca feudale. Rigido accentramento del potere in mano ad una sola persona: il Re. Viene creato per la prima volta un apparato burocratico, amministrativo con al vertice il monarca, ovvero la fonte di ogni potere politico. L'interesse della comunità arriva dall'alto ovvero dal sovrano. I sudditi erano completamente esclusi da ogni partecipazione al governo dello Stato. Il popolo esisteva ma era considerato un insieme di sudditi del tutto privi di ogni diritto politico.
Lo Stato assoluto entra in crisi verso la fine del 1700. Perché? C'è una ragione economica che può spiegare questa situazione ovvero l'ascesa economica della borghesia (nuova classe sociale oltre al clero e ai nobili) che prima acquista potere economico e dopo inoltre potere politico che le consente di governare lo Stato (es. Stati Uniti) oppure inizialmente insieme al monarca (come in Francia) e poi via anche il monarca ma questo accade in modo più graduale e complesso.
Stato liberale (o di diritto)
È nello Stato liberale che nasce il Costituzionalismo ovvero nascono le prime Costituzioni, i primi documenti aventi valenza generale per tutto lo Stato. Tre modelli/prototipi di riferimento: quello francese, quello degli Stati Uniti e quello inglese. Esse hanno segnato tutte le Costituzioni.
Modello francese
In Francia il passaggio dallo Stato assoluto a quello liberale avviene in modo brusco e violento con la Rivoluzione francese. La borghesia si riunisce in Assemblea nazionale contro clero e nobiltà con il compito di redigere una Costituzione. Da questo momento in poi nasce il Costituzionalismo. Il primo documento d'importanza estrema viene firmato nel 1779, la "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del cittadino" (in Francia). Con essa nasce il concetto d'individuo, uomo, cittadino e titolare dei diritti. Questi diritti che ...
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