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Diritto processuale civile - reclamo Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto processuale civile sul reclamo. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: il reclamo nel disegno originario del legislatore del 1990 e gli attuali progetti di riforma, il reclamo nel nuovo diritto societario, l’oggetto del reclamo.

Esame di Diritto processuale civile docente Prof. E. Ricci

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ESTRATTO DOCUMENTO

CAPITOLO XI IL RECLAMO [MODIFICATO]

1 IL RECLAMO NEL DISEGNO ORIGINARIO DEL LIGISLATORE DEL 1990 E GLI

ATTUALI PROGETTI DI RIFORMA. IL RECLAMO NEL NUOVO DIRITTO

SOCIETARIO

Art. 669 terdecies 1990 il reclamo è stato ideato per supplire alla carenza di ogni gravame contro i

provvedimenti cautelari, nonostante la loro diffusione. Vi era rigidità del sistema di stabilità e

insufficienza del rimedio contro i provvedimenti d’urgenza (revoca o modifica).

La nuova disciplina del 669 terdecies risolve alcuni problemi, ma ne lascia aperti altri. Migliore è la

modifica dell’articolo che successivamente è stata fatta. Inoltre con il nuovo rito societario sono

state risolte alcune incertezze interpretative.

2 L’OGGETTO DEL RECLAMO [MODIFICATO]

- Prima “ordinanza con la quale, prima dell’inizio o nel corso della causa di merito, sia stato

concesso un provvedimento cautelare”

Nuovo:”contro l’ordinanza con la quale è stato concesso o negato il provvedimento cautelare”

- “prima dell’inizio” serviva a risolvere i dubbi riguardo al provvedimento emesso ante causam;

- Prima (1990) in caso di rigetto: riproponibilità della domanda, ma non reclamo, sentenza di

illegittimità costituzionale, senza poter distinguere ragioni di rito o di merito (comprese quelle

attinenti alla competenza);

- Forma dell’ordinanza come da 669 sexies (diniego), 669 septies (accettazione) vi è

l’irreclamabilità del provvedimento reso inaudita altera parte (mediante decreto).

- Contenuto del provvedimento reclamabile: limitato a quello con cui viene concessa o negata la

cautela. Oggi in via di interpretazione analogica è stato esteso l’ambito di reclamabilità del

provvedimento di modifica o revoca delle misure cautelari già concesse.

Restano fuori le ordinanze con le quali sia dichiarata l’inefficiacia del provvedimento cautelare se

non c’è contestazione o l’inefficacia per mancato versamento della cauzione se non pronunviati

nella sentenza. Inoltre quelle per risolvere difficoltà sorte in sede di attuazione del provvedimento.

Dubbi sul provvedimento di richiesta cauzione per risarcimento danni.

3 FORMA E TERMINI DEL RECLAMO [MODIFICATO]

Prima “termine perentorio di 10gg dalla comunicazione o notificazione decreto”

Ora “termine perentorio di 15gg dalla pronuncia in udienza ovvero dalla comunicazione o dalla

notificazione se anteriori”.

Legislatore del 1990 come gravame il reclamo ex art. 739cpc (modello camerale) e per la fissazione

dei termini richiama l’art.739.2cpc: nel diritto cautelare non vi sono cointeressati, ma sempre due

parti contrapposte: non richiamata la prima parte, ma solo notificazioni.

Nel rito camerale 741cpc fissa il momento in cui il provvedimento reclamabile acquista efficacia.

Non essendo prevista la notificabilità del provvedimento (nel rito cautelare) l’art.739 fissava solo il

dies a quem e reclamo è proponibile fin dal momento della pubblicazione dell’ordinanza.

Oggi con le modifiche: 15 gg dalla pronuncia in udienza o dalla notificazione o comunicazioni se

anteriori. Rimane problematica la disciplina del contumace per l’assenza di garanzie.

4 IL GIUDICE COMPETENTE

Si scontrano tradizione ed esigenza di assicurare l’effettiva alterità del giudizio (che non può aversi

se i membri del collegio sono gli stessi).

Art.669 terdecies.2 “il reclamo contro i provvedimenti del giudice singolo del tribunale (anche se

gli è affidata solo la trattazione) si propone al collegio del quale non può far parte il giudice che ha

emesso il provvedimento reclamato”.

Regole particolari se il provvedimento cautelare è stato emesso dalla Corte d’Appello, in questo

caso il reclamo si ripropone ad altra sezione della stessa corte”. Vi sono dei dubbi se la corte

d’appello pronuncia in un unico grado.

5 I SOGGETTI LEGITTIMATI E LA STRUTTURA DEL PROCEDIMENTO

a) le parti della precedente fase di giudizio e i terzi intervenuto;

b) terzo non intervenuto i cui diritti o interesso sono stati lesi;

Il procedimento è disciplinato dagli artt. 737cpc e 738cpc.

737cpc: forma del reclamo e pronuncia in camera di consiglio;

738cpc: il presidente nomina un relatore che riferisce in camera di consiglio. E inoltre la possibilità

del giudice di “assumere informazioni”. Stabilisce la convocazione del contraddittorio.

6 IL RECLAMO INCIDENTALE

L’ammissibilità del reclamo incidentale è affermata sia da chi ricostruisce il riesame in termini di

mezzo impugnativo , sia da chi ne sostiene la natura di riesame e l’impossibilità dell’applicazione

analogica delle norme sull’impugnazione.

La Corte Costituzionale superando l’interpretazione letterale ammette il reclamo incidentale.

A “nostro avviso” unitario il giudizio d’impugnazione della sentenza anche nel processo cautelare.

7 IL PRINCIIO DI UNITARIETA’ DEL GIUDIZIO DI IMPUGNAZIONE E LA SUA

APPLICAZIONE AL RECLAMO CAUTELARE

Il giudizio di impugnazione si svolge tra tutti i soggetto che presero parte al giudizio di primo

grado. E tutte le impugnative proponibili avverso un medesimo provvedimento sono poste nello

stesso processo [regola 335cpc]. Regola che parte potersi attuare anche per il diritto cautelare.

333 cpc soggetti obbligati ad usare la forma incidentale: “parti alle quali sono fatte le notificazioni

previste negli articolo precedenti”.

Unitarietà della fase impugnatoria legata al potere di riunire (riconosciuto al giudice cautelare)

[art.335cpc.] meccanismo usato dal legislatore in quei casi in cui non può scattare l’obbligo della

forma incidentale.

Termine per reclamare art.669 terdecies.1 15gg dalla pronuncia in udienza o notificazione o

comunicazione. Se il soggetto viene a conoscere del reclamo al momento della convocazione della

parti può proporre reclamo incidentale con la costituzione.

8 IL RECLAMO INCIDENTALE TARDIVO

Complicazioni: - assenza dell’obbligo di notificazione del provvedimento cautelare e dello stesso

mezzo d’impugnazione; - inapplicabile il termine lungo per impugnare.

Una volta che al soggetto che non ha preso per primo l’iniziativa è comunicata l’impugnazione

principale egli è obbligato a formulare l’appello incidentale con la comparsa di risposta che deve

essere depositata 20gg prima dell’udienza (appello incidentale tempestivo).

Impugnazione tardiva poiché la parte ara favorevole all’acquiescenza e l’altro ha impugnato vicino

ai termini. E’ applicabile questa disciplina? Non si presta ad essere adottata al modello cautelare.

Secondo la giurisprudenza il reclamo incidentale è solo quello tempestivo nei termi 669 terdecies.

Le notifiche attenuerebbero le incertezze che si hanno togliendole, auspicabile non ritenere

l’obbligato al rispetto del termine di 20gg.

9 IL CONTENUTO DEL PROVVEDIMENTO SUL RECLAMO E I SUOI LIMITI, IN

RELAZIONE ALL’OGGETTO DEL CONTROLLO

Contradditorio entro il termine 669 terdecies.5 “ il collegio decide con ordinanza non impugnabile

con la quale conferma, modifica o revoca il provvedimento cautelare”, la norma dovrebbe essere

modificata poiché è esperibile il reclamo anche contro il provvedimento che ha negato la misura

cautelare. Stesse latitudini spettanti al giudice della cautela.

La norma non dice quali possono essere i motivi addotti e i limiti del giudice:

- principio della domanda: controllo sul provveduto nei limiti di quanto richiesto.

Condizioni di legittimità e opportunità della norma cautelare richiesta o concessa, fumus boni iuris

e periculum in mora;

Vizi di rito o anche censura sull’ingiustizia del provvedimento.

Sospendere l’esecuzione quando arrechi grave danno [art.669 terdecies.4] fatti sopravvenuti; a

maggior rigore consentita la deduzione di fatti presistenti non dedotti o non adeguatamente

dimostrati.

La struttura devolutiva consente di riconoscergli anche natura sostitutiva: nuova decisione.

La decisione potrà: confermare, modificare o revocare il provvedimento sottoposto ad esame o

concedere la cautela negata.

Sulla competenza in caso di diniego (di competenza): occorrerebbe l’indicazione del giudice

competente se confermata diventa incontestate se l’istanza cautelale è riproponibile al giudice nel

temine fissato;

L’ordinanza pronunciata in sede di reclamo non è impugnabile.

10 RAPPORTO TRA REVOCA E RECLAMO

Con il reclamo è possibile far valere motivi sopravvenuti e come si coordina con la revoca? La parte

può preferire chiedere la modifica o la revoca al giudice designato dall’art. 669 decies per i

mutamenti successivi al decorso del termine per il reclamo: electum una via, non datur recursum ad

alteram.

Art.669 terdecies.4 se le circostanze sono note al momento del reclamo devono essere fatte valere in

questo procedimento.

11 IL RAPPORTO TRA RIPROPOSIZIONE DELLA DOMANDA E RECLAMABILITA’

DEL PROVVEDIMENTO DI RIGETTO

Possibilità di far valere con questo strumento gli stessi mutamenti di circostanze o nuove ragioni di

fatto e di diritto, premesso che non si può riproporre la domanda se non è esaurita l’altra (anche se

fosse in fase di reclamo), si aprono due soluzioni: - rigetto per litispendenza; - sospensione del

provedimento.

12 IL RAPPORTO TRA OPPOSIZIONE ALLA CONDANNA ALLE SPESE E RECLAMO

Nel caso di ordinanza di incompetenza o di rigetto prima della causa di merito il giudice deve

decidere definitivamente sulle spese (immediatamente esecutiva e opponibile) [669 septies.2,3]. Si

giustificano perché non è prevista la reclamabilità: divenuto esperibile il reclamo contro il rigetto

bisogna coordinare la disciplina delle spese.

13 I PRESUPPOSTI PER LA SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE IN PENDENZA DEL

RECLAMO

669 terdecies.6 “il reclamo non sospende l’esecuzione del provvedimento”: si può disporre per

gravi motivi sopravvenuti “con ordinanza non impugnabile e nel caso subordinarla a cauzione”.

CAPITOLO XII L’ATTAUZIONE DEI PROVVEDIMENTI

1 PREMESSA

La legge 353/1990 da vita ad una disciplina organica dei provvedimenti cautelari globalmente

considerati. L’art.669 duodecies introduce una disciplina specifica per l’attuazione [esecuzione di

tutti i provvedimenti cautelari]. Regola l’attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto somme

di denaro, obblighi di consegna, rilascio, fare o non fare. Nulla è specificatamente statuito riguardo

a un fare o non fare infungibili. L’esecuzione sequestri 677 cpc e ss.

Sequestri in sede possessoria 669 duodecies e anche “altri provvedimenti cautelari previsti dal c.c. e

dalle leggi speciali e applicabile anche ai provvedimenti di denunzia di nuova opera e di danno

temuto”.

Il ripristino della situazione precedente è escluso.

2 L’ATTUAZIONE DELLE MISURE CAUTELARI AVENTI AD OGGETTO SOMME DI

DENARO: AMBITO APPLICAZIONE

Devono ricomprendersi anche i provvedimenti ex 700: in passato vi era stato qualche dubbio sulla

tutela d’urgenza ai provvedimenti contenenti l’obbligo di pagare una somma di denaro: principio

della par condicio creditorum, ma anche per garantire il diritto alla difesa del soggetto passivo

nonché di rinvenire forme certe, idonee a disciplinare la complessa attività necessaria alla

trasformazione dei beni dell’obbligato in denaro.

3 MODI DI ATTUAZIONE

Vi è un richiamo alle regole contenute negli artt. 491 e ss in quanto compatibili realizzandosi anche

così la par conditio creditorum. Il richiamo non comporta né la necessità del titolo in forma

esecutiva né la notifica del precetto. Quindi il creditore in possesso di un provvedimento cautelare

[oggetto somme di denaro] potrà immediatamente dar corso alla espropriazione forzata delle forme

del libro terzo.


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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Ricci Edoardo Flavio.

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