Diritto processuale civile
Introduzione al diritto processuale civile
Diritto: Materia costituita da un insieme di norme con capacità cogente, forza e interattività. Queste caratteristiche a volte si hanno all’interno dello stesso processo c’è un rapporto di strumentalità con il diritto sostanziale, la sentenza infatti si rifà ad esso. Vi sono casi in cui il processo ha un contenuto sanzionatorio più forte.
Il processo
Processuale: studio del processo fenomeno in cui quando sorge una controversia tra più soggetti, uno di essi decide di rivolgersi al giudice (autorità giurisdizionale) per avere una decisione (sentenza) autoritativa che ponga fine alla controversia. Si parla di processo perché vi è un progredire, una serie di atti coordinati e continuati diretti verso un obiettivo finale ossia l’emanazione della sentenza. Il processo viene inteso come strumento formato da un insieme di norme non sono solo strutture e procedure.
Processo civile e soggetti coinvolti
Civile: i soggetti del processo sono in maggioranza soggetti privati ma anche la PA può entrare in gioco nel processo civile (iure privatorum). Benché le controversia siano tra privati, il diritto processuale civile da parte del diritto pubblico perché ci si occupa della tutela processuale offerta dallo stato. Il processo dovrebbe essere una garanzia idea che si è sviluppata con il passare degli anni, la giurisdizione è uno strumento per il singolo, non un peso. Lo scopo del processo è quella di verificare la veridicità dei fatti (parallelismo giudice/storico): lo storico non ha dei doveri assoluti, mentre il giudice deve decidere obbligatoriamente / lo storico ha libera scelta di mezzi, il giudice accerta la veridicità attraverso le prove.
Il contraddittorio
Altro scopo del processo si ha in ambito sociale. Quando parliamo di processo si parla del contraddittorio: evento qualificante del processo significa dialettica, possibilità di confronto tra le parti, su tutti i temi della controversia, anche nei confronti del giudice. La tutela giurisdizionale a volte si ottiene anche in assenza di veri e propri processi, quando invece si ha tutele dei diritti in presenza di contraddittorio, si parla di processo. Le parti del processo sono l’attore e il convenuto, vi possono anche essere però più attori e più convenuti (la litis consortio è la compartecipazione degli attori nella lite). La sentenza come frutto del giudizio di un giudice può non essere corretta, quindi sempre nella logica di garanzia, vi sono i rinnovi del giudizio attraverso l’istituto dell’impugnazione (appello, ricorso per cassazione, regolamento di competenza, opposizione di terzo). Il processo è sempre finalizzato alla tutela del diritto sostanziale. Il legislatore deve quindi approntare i modelli processuali più adatti per la tutela della singola situazione si crea un rapporto reciproco: a volte anche il processo stesso incide sulla fisionomia del diritto sostanziale. Quando si parla di processo l’oggetto è sempre di carattere giuridico un diritto / un rapporto giuridico / uno status.
Fonti e principi costituzionali del processo
Fonti: tante. I principi costituzionali del processo e giurisdizione: art. 274 cc ammissibilità dell'azione: prevedeva che nel caso di inizio azione per paternità o maternità di un figlio nato fuori dal matrimonio, il soggetto che muoveva l’azione fosse tenuto a un processo che si concludesse con l’ammissibilità dell'azione. Questo era previsto in unico grado, successivamente furono previste anche le eventuali impugnazioni in totale si aveva 6 gradi di giudizio: 3 per l’ammissibilità e 3 per l’azione stessa (processo di merito). Nel 2006 la corte cost sentenza 50 ha modificato questo procedimento.
Possibilità di rigetto
La costituzione disciplina già diritti e libertà fondamentali che devono essere rispettati, pena invalidità del processo stesso. Anche in presenza del non rispetto dei principi costituzionali, ci sono dei rimedi al possibile annullamento dell’azione la norma non è self executing, es. ragionevole durata se non si rispetta, il processo non è nullo, ma ci saranno strumenti per risarcire il danneggiato. Anche la convenzione sui diritti dell’uomo tratta del processo, e anche in questo caso una corte, la corte di Strasburgo, controlla il rispetto del processo: art 6 ad esempio. Anch’essa può essere evocata per lamentare il mancato rispetto in uno stato membro della violazione dei principi processuali che andrebbero applicati. Dal punto di vista dell’oggetto la corte cost si occupa solo delle norme astratte, la corte di Strasburgo giudica invece anche del fatto processuale. Il risultato finale è diverso: se la corte cost determina l’incostituzionalità viene abrogata la parte incostituzionale, nel caso di Strasburgo vi è la condanna dello stato membro oltre ad un risarcimento del danno.
Norme della costituzione su processo e giurisdizione
- Art 101: la giustizia è amministrata in nome del popolo, i giudici sono soggetti solo alla legge si evoca il tema della separazione dei poteri e afferma che nel nostro ordinamento non esiste un vero e proprio principio di precedente (non vale necessariamente lo stare decisis). Nel tempo in realtà l’autorità del precedente è diventata sempre più vincolante.
- Art 363 cpc: principio dell’interesse della legge se non vi è ricorso in cassazione entro i termini definiti, il procuratore generale in cassazione può chiedere che la corte enunci il principio di diritto cui il giudice di merito avrebbe dovuto attenersi, la pronuncia non avrà effetto sul processo ormai concluso, ma servirà per i processi futuri.
- Art 118 cpc: disposizioni di attuazione quando il giudice emana la sentenza può fare riferimento a uno o più procedimenti conformi secondo ciò che ha deciso la cassazione.
- Art 102 cost: la funzione giurisdizionale civile è esercitata da magistrati ordinari secondo le norme del codice cpc ecc... Si hanno problemi di competenza in quanto in ambito civile mi sono più tipi di magistrati (giudice di pace, tribunale ecc).
- In presenza di più giurisdizioni si ha problema di competenza giurisdizionale. Non possono esserci giudici straordinari o speciali (istituiti successivamente all’accadimento del fatto che dovrebbero giudicare), ma possono esservi sezioni specializzate (rientrano nella giurisdizione ordinaria). In alcuni ambiti l’istituzione di giudici straordinari è ammesso (es. tribunale del Ruanda e gravi violazioni internazionali). Esistono le sezioni specializzate agrarie e in materia di impresa e proprietà industriale. I giudici speciali invece, possono essere istituiti quando devono giudicare solo alcune materie distaccabili dalla giurisprudenza ordinaria.
- Art 25 cost: nessuno può essere separato dal giudice che viene precostituito al caso.
- Art 104, 107, 108: norme riguardo l'organizzazione dell’apparato giurisdizionale.
- 104: La magistratura è autonoma e indipendente da altri poteri + costituzione del csm.
- 107: i magistrati sono inamovibili se non per decisione del csm ecc anche al cost tutela il ruolo del magistrato che deve poter essere il più possibili indipendente e parziale.
- 108: leggi. Questi articoli sottolineano l’importanza di indipendenza dei magistrati.
Art 24 cost - diritti e interesse legittimi
Art 24 cost: tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi; la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento; sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione; la legge determina e condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
- Comma I: si può richiedere la tutela giurisdizionale agli organi competenti, l’oggetto di questa tutela è specificato dalla norma: diritti e interessi legittimi situazioni soggettive: i diritti assicurano al loro titolare una utilità diretta, immediata solo per il fatto di esistere; negli interessi legittimi la posizione del singolo è mediata dal fatto che il singolo può solo sperare che la PA si conformi nelle sue regole a ciò che è la prescrizione legislativa (non posso auspicare l’utilità immediata) gli interessi legittimi sono situazione soggettive sostanziali di cui si occupa la giustizia amministrativa.
- La cost sostiene che l’accesso alla giurisdizione non abbia limiti, ma ci sarebbe un accesso incontrollato con conseguente intasamento di richieste nasce quindi il concetto di giurisdizione condizionata: sono ammissibili, ed entro quali confini, dei limiti all’accesso alla giurisdizione? I limiti alla giurisdizione, non sono illegittimi, si possono ammettere purché rispecchino altri principi costituzionali (di adeguatezza e di proporzionalità) e quindi in qualche modo aiutino rendano ancora più efficiente il sistema giurisdizionale.
- Esempio: Mediazione obbligatoria è un limite di giurisdizione condizionata, non è possibile arrivare in giudizio senza passare per la mediazione. Negoziazione assistita due avvocati aiutano le parti a trovare un accordo tra loro; è prevista per le controversie <50 mila euro e per Rcauto la negoziazione assistita è obbligatoria.
- Principio di effettività di tutela giurisdizionale: l'azione deve poter arrivare ad una risposta effettiva oltre alla condanna, è possibile agire con un’azione esecutiva (es. pignoramento) per ottenere l’effettiva tutela. A volte per essere effettiva, esige un accorciamento dei tempi: si richiede un provvedimento cautelare (un sequestro) del bene su cui rifarsi per il proprio credito, se ottengo il sequestro, è possibile anche darlo senza consultare la controparte, posticipando la discussione.
- Comma II: per difesa si intende il contraddittorio principio di parità delle armi: il processo esige che la possibilità di replica sia simmetrica e corretta ai poteri dell’altra parte, sarebbe quindi illegittimo un processo in cui un soggetto si vede riconosciute delle possibilità di difesa qualitativamente inferiori a quelle offerte alla controparte.
Art 111 cost - Il giusto processo
Art 111 cost: funzione ricognitiva generale volta ad individuare i canoni del giusto processo, che dovrebbe essere quello che si cerca di realizzare quando si parla di un processo. Questa norma si ricollega idealmente all’art.6 della convenzione europea sui diritti dell’uomo (Roma 1950) ogni persona ha diritto che la sua causa sia esaminata equamente entro un termine da un tribunale indipendente per legge.
- Comma I afferma che le norme sulla giurisdizione devono necessariamente avere come fonte la legge ordinaria.
- Comma II: la cosa importante è che la discrezionalità del magistrato sia incasellata da principi di adeguatezza e proporzionalità il libero apprezzamento del giudice deve essere funzionale al suo compito; l’imparzialità del giudice si concretizza attraverso gli istituti dell’astensione e della ricusazione.
- Ragionevole durata del processo: lo svolgimento di un processo non deve mai andare a danno della parte che ha ragione. Sono predisposti dei rimedi interni allo stesso meccanismo processuale: concentrazione di memorie, semplificazione dei riti, anticipazione della sentenza ecc… vi sono però anche rimedi esterni: se la sentenza arriva oltre il termine ragionevole, si ha diritto al risarcimento (legge Pinto).
- Comma VI: motivazione dei provvedimenti giurisdizionali elemento indispensabile per due motivi: se so qual è l’iter logico, posso dare razionalità al giudizio e perché conoscendola posso censurare il provvedimento.
- Comma VII: permette il ricorso in cassazione la cassazione ha estrapolato un principio preciso: contro tutti i provvedimenti che hanno carattere decisorio, incidono su diritti e non sono altrimenti impugnabili, qualunque sia la forma con la quale sono emananti, deve essere sempre ammesso ricorso straordinario per cassazione per violazione di legge. È una garanzia che deve essere estesa a tutti i provvedimenti che hanno anche forma diversa rispetto alla sentenza, purché abbiano carattere decisorio.
L’azione in giudizio
Chi muove l’azione? Norme fondamentali: art 2907 cc e 99 cpc (codice di rito): dichiarano che l’iniziativa del processo civile è sempre personale e privata.
Norme fondamentali sull'azione
Art. 2907 cc: alla tutela giurisdizionale dei diritti provvede l’autorità giudiziaria su domanda di parte e quando la legge lo dispone su istanza del pm o d’ufficio.
Art. 99 cpc: chi vuol far valere un diritto in giudizio deve proporre domanda davanti al giudice competente principio dell’impulso di parte: l’iniziativa di parte si sceglie perché si tratta di situazioni private e perché nel caso in cui il giudice intervenisse, si perderebbe la sua terzietà. L’intervento del pm è limitato a determinati casi: pubblico ministero attore per il carattere particolarmente forte (natura metaindividuale del fatto che riguarda in qualche modo anche il pubblico) è possibile l’intervento del giudice: ad es. alcuni casi di impugnativa matrimoniale (es bigamia o comunque situazioni di rischio della crescita equilibrata dei figli). Questo principio della domanda è un principio talmente importante che vale anche per tutta la durata del processo.
Vizi del procedimento
Art 112 cpc: viene accostato al 99 detta il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato: il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre di essa vi potrebbe essere due tipi di vizi: omessa pronuncia o ultra petizione se ti condanna a più di quanto richiesto o di extra petizione se il giudice cambia l’oggetto.
Patologie del processo
- Art 306 – 307 cpc: descrivono l’estinzione del processo. Può succedere che il processo si arresti prima della naturale conclusione (sentenza). L’estinzione si ha ad es. se le parti trovano un accordo tra loro.
- 306: estinzione per rinuncia agli atti di giudizio se l’attore rinuncia o trova un accordo con il convenuto, fino a che non si costituiscono, il processo si estingue; se invece il convenuto si è già costituito e ha proposto una richiesta.
- 307: estinzione per inattività delle parti se le parti non compiono determinati atti qualificati (es. non si costituiscono dopo la notifica) che dimostrerebbero l’interesse delle parti a continuare il processo.
Il principio a base della presenza dell'impugnazione, sta nel principio di impulso che nasce nella parte che decide di impugnare la sentenza.
L’azione
L’esistenza dei diritti vantati, è consacrata solo attraverso la sentenza del giudice, quindi è il processo stesso che ci conferma di poter far valere determinati diritti il fondamento dell’azione risulta solo alla fine del processo. Si può quindi avere azione anche senza diritto, ma non vi può essere diritto senza azione. L’oggetto dell’azione è sempre il medesimo: la tutela. L’azione si usa per chiedere una tutela agli organi dello stato ed è di natura pubblica; mente il diritto sottostante (oggetto del processo) può avere natura privata o pubblica.
L’azione è un diritto parzialmente astratto, mentre nel diritto romano si riteneva concreto, perché se il diritto non c'era, non vi era azione: nella nostra ottica invece, l’azione deve esistere sempre perché se il diritto esiste o meno non lo si sa prima dell'azione, ma in conclusione processuale. Non è possibile comunque svincolare l’azione dal diritto sottostante perché in questo caso i soggetti potrebbero rivolgere ai giudice per far valere anche situazioni che non hanno alcuna reale esistenza. Il legislatore ha quindi previsto una sorta di filtro: si agisce per un diritto che non si sa se esista o meno ma che il soggetto ritiene esistente o violato ci si base sull’affermazione dell’attore. L’attore afferma questa esistenza con la domanda giudiziale.
L’azione come diritto a un provvedimento sul merito: per arrivare al provvedimento sul merito, si separa obiettivo da meccanismi processuale per arrivare alla sentenza sono necessari determinati presupposti. Il titolare che inizia l’azione deve riuscire a poter arrivare a un provvedimento sul merito, ossia una sentenza che dia fondamento alla domanda. Il nostro ordinamento ha voluto introdurre la distinzione tra azione esistente e azione fondata: l’azione fondata è quella che mira ad una sentenza favorevole all’attore, ma vi sono degli sbarramenti per cui se mancano determinati presupposti, non ha senso continuare il processo si ha azione esistente quando l’azione è supportata da una serie di valide condizioni: condizione dell’azione. Queste condizioni sono dei requisiti di esistenza essenziali per l’esercizio della funzione giurisdizionale e che in un certo senso è bene appurare preliminarmente. In realtà la verifica di queste condizioni è implicita da parte del giudice, e diventa oggetto di attenzione se un soggetto contesta o se il giudice nota l’errore, così si ferma il processo.
- Possibilità giuridica / possibile oggetto dell’azione: condizione limite perché è quasi implicita, data per scontata vuole...
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