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giurisdizione all’uno o all’altro giudice in base alla sua scelta del tutto istituzionale o politica oppure il

legislatore deve ispirarsi a qualche criterio nell’attribuire la giurisdizione al giudice amm. o ordinario.

Ultimo problema a quale giudice va proposta la domanda di risarcimento del danno, perché la previsione

legislativa del decreto legislativo 80/98 completato con la l 205/2000 ritiene che la domanda di risarcimento

spetta al giudice amministrativo non soltanto per le materie di giurisdizione esclusiva ma in ogni ipotesi in

cui il giudice abbia giurisdizione. Quindi quella che era l’azione proponibile al giudice ordinario diventa

proponibile anche davanti al giudice amministrativo.

Questi profili di costituzionalià vengono esaminati dalla corte costituzionale che affronta nelle prime sentenze il

problema della discrezionalità del legislatore nell’individuare il giudice competente, si pone anche il problema di

vedere se il legislatore debba orientarsi a qualche criterio nell’individuare il giudice. Es. la sent.140/2001 pose una

disposizione che attribuisce al giudice ordinario di porsi contro gli atti di ingresso degli stranieri in Italia e il

giudice ordinario può annullare il provvedimento di diniego del visto.

La sent. 439/2002 attribuisce al giudice amministrativo controversie disciplinari dei dipendenti delle aziende di

trasporto, anche la corte cost. sembra riconoscere al legislatore ordinario un atto di costituzionalità nell’individuare

il giudice competente senza orientare ad un criterio ben determinato. La questione di costituzionalità per violazione

dell’art. 103 cost. , per la l 205/ 2000 è infine sottoposto all’esame della corte cost. che la esamina a fondo nella

sent. 204/ 2004: segna un’inversione di tendenza alla tradizione, ribadisce che il nostro ordinamento risultante dalla

sovrapposizione delle leggi del 1865 e 1889 recepito dagli artt. 103 e 113. Il rapporto fra le due giurisdizioni è un

rapporto di separazione e ognuna delle giurisdizioni ha il suo ambito di materie che è individuato dalla situazione

giuridica dedotta in giudizio quindi la corte costituzionale ribadisce che il criterio generale è quello tradizionale

della situazione giuridica soggettiva e quindi il giudice ordinario è competente dei diritti e il giudice amministrativo

degli interessi e questo criterio che limita la discrezionalità del legislatore nell’attribuire la giurisdizione all’uno o

all’altro giudice. Secondo l’art. 102, comma 1, enuncia il principio dell’unità della giurisdizione sui diritti

soggettivi, quando si fa questione il diritto soggettivo di una materia che coinvolge principalmente diritti soggettivi

e quindi la discrezionalità del legislatore è determinato nel senso di individuare il giudice competente nel giudice

ordinario, il vincolo risulta fuori dall’art.103 che ammette la giurisdizione esclusiva amministrativa solo su materie

particolari e tassative e si devono trattare di materie circoscritte. La giurisdizione amministrativa si esplica nelle

controversie nelle quali ritiene in questione l’esercizio di un potere amministrativo, non è l’individuazione di una

delle parti del rapporto come p.a. che giustifica la giurisdizione amministrativa. Ma la giurisdizione amministrativa

si giustifica in via generale solo quando la controversia riguarda atti amministrativi e l’esercizio di un potere

pubblico. Questo non significa che il giudice amministrativo non abbia piena dignità di giudice, come dice la corte

cost.. il giudice amministrativo ha comunque piena dignità di giudice ordinario per la tutela nei confronti della p.a,

di quelle situazioni che non sono di diritto soggettivo. Il giudice amministrativo è giudice in senso pieno. In questo

assetto da una parte abbiamo il riparto tradizionale della giurisdizione e dall’altro l’affermazione della giurisdizione

del giudice ordinario per quanto riguarda le controversie sui diritti soggettivi e la giurisdizione del giudice

amministrativo per le controversie che riguardano l’esercizio di un potere pubblico, la corte cost. ne trae delle

conseguenze in ordine alla legittimità cost. di una serie di disposizioni contenute nella l 205/2000, che per una parte

viene riscritta dalla corte cost. In particolare riscrive l’art,7, della l 205/2000 che è costituzionalmente illegittima la

parte in cui non prevede, la parte in cui prevede le controversie in tema di servizi pubblici ed è criterio di

individuazione secondo la corte troppo ampio perché non fa alcun riferimento al potere pubblico. L’art,7, viene

riscritto nel senso che la giurisdizione in materie di servizi pubblici senza il giudice amministrativo come giudice

esclusivo, quando l’amministrazione si presenta in veste di autorità e recita un potere autoritativo, se in una materia

si servizi pubblici l’amministrazione non si presenta in quella controversia come autorità e ad es. la causa riguarda

l’interpretazione di una convenzione di un contratto intercorso fra l’amministrazione e il titolare del servizio

pubblico, qui la giurisdizione del giudice amministrativo non si giustifica, la giurisdizione si giustifica solo se si

controverte dell’esercizio del potere e rispetto a queste controversie si può ammettere la giurisdizione esclusiva del

giudice amministrativo senza andare a vedere che la controversia riguardi diritti soggettivi o interessi legittimi, ma

occorre che vi sia l’aggancio con l’esercizio del potere della p.a. La corte cost. riscrive in questo modo l’art,7, della

l 205, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie in materie di servizio

pubblico tranne quelli concernenti le indennità, canoni ovvero relativi a provvedimenti adottati

dall’amministrazione o dal settore del servizio pubblico e quindi nell’ambito dei servizi pubblici la corte cost. fa

una netta distinzione fra controversie che si agganciano con l’esercizio dei poteri ai provvedimenti adottati

dall’amministrazione e le controversie che riguardano l’aspetto contrattuale, professionale ricadono nella

competenza del giudice ordinario con l’aggancio al provvedimento amministrativo. La corte cost. fa riemergere la

competenza ordinaria per le controversie riguardante, l’aspetto patrimoniale. La corte cost. rivede anche la

giurisdizione esclusiva nelle materie di comportamenti, rispetto alla materia urbanistica e dell’uso del territorio e

sempre con il criterio che la giurisdizione amministrativa si aggancia ad un atto amministrativo, la stessa corte dice

che quando l’aggancio con l’atto amministrativo è assente la giurisdizione spetta al giudice ordinario e quindi

rientra nella competenza ordinaria le controversie in tema di comportamenti. La corte rivede la l 205 anche per

quanto riguarda le controversie del giudice amministrativo con la p.a. relativa al risarcimento del danno perché la

corte afferma che il giudice amministrativo ha piena dignità di giudice, di un giudice ordinario delle controversie

con la p.a., per le è previsto l’esercizio di un potere amministrativo,la corte ritiene che è giusto e non è contrario

alla Cost. La corte ritiene che la tutela risarcitoria non subisce un’altra ipotesi di giurisdizione esclusiva del giudice

amm. , la tutela risarcitoria è semplicemente uno strumento ulteriore di tutela rispetto a qualsiasi altra categoria di

controversie, se la giurisdizione spetta al giudica mm. Avrà diritto di conoscere delle domande e potrà condannare

la p.a. al risarcimento del danno e questo non è contrario agli artt. 103 e 113 Cost. La corte cost. dice che è imposto

dall’art.24 e sancisce il principio di effettività della tutela giurisdizionale.

La sent. 205/2004 della corte cost. è stata criticata dalla dottrina proprio perché viene in realtà a ribadire quel

criterio tradizionale di riparto della giurisdizione e che era stato oggetto di numerose critiche della dottrina e aveva

condotto il legislatore ha seguire un’altra strada nel riparto delle materie, altri hanno sottolineato gli aspetti positivi

della sentenza ad es. quello relativo all’aggancio della giurisdizione amm. con l’esercizio di un potere pubblico e

quindi il giudice amm. è potere della p.a. e quindi l’aggancio di un potere della p.a. che in realtà potrebbe vedere un

nuovo criterio di riparto della giurisdizione diverso da quello della situazione giuridica dedotta i giudizio cioè il

giudice amm. come giudice della p.a. non in quanto soggetto perché la stessa Corte Cost. ci dice che la circostanza

che una della parti della controversia sia la p.a. deve essere iniquente ai fini dell’individuzione del giudice

competente, un giudice speciale per la p.a. porrebbe un contrasto con l’art. 30 Cost. e quindi non è la circostanza

che una delle parti della controversia sia un soggetto p.a., bensì è la circostanza che si faccia controvertere con

l’esercizio di un potere pubblico e con l’esercizio dell’attività amministrativa e si individua l’attività amministrativa

rispetto ad altra categoria di attività che la stessa amministrazione possa porre in essere. Il criterio è quello

individuato dall’art. 97 Cost., l’attività amministrativa è quella attività che si ispira necessariamente a criteri di buon

andamento e imparzialità e questo tipo di attività è idonea a radicare la giurisdizione del giudice amm. La Corte

Cost. in alcune sentenze successive sembra aver smussato i toni della sent. 205, in particolare nella sent. 77/2007

la Corte Cost. dice che il complesso delle norme che riguardano la pluralità dei giudici nei confronti della p.a., e

dice che la pluralità dei giudici non deve costituire un ostacolo alla tutela giurisdizionale, deve servire a rendere più

effettiva la tutela e quindi ben venga un sistema di pluralità di giudici se la pluralità dei giudici è strumentale a

rendere più ampio la tutela giurisdizionale del cittadino. Questo intervento della Corte Cost. non si fonda su una

distinzione delle situazioni giuridiche astratte ma sulle capacità del giudice a capire la tutela e quindi l giurisdizione

sarà attribuita all’uno o all’altro giudice con lo stesso criterio orientativo del giudice ordinario, in considerazione

degli specifici caratteri della materia e della specifica preparazione tecnica del giudice.

Un’altra importante sentenza della Corte Cost. che ha fatto scandalo da parte dei giurista affezionati al criterio di

riparto per situazione giuridica soggettiva è la numero 140/2007, in ui la Corte era stata chiamata a giudicare la

costituzionalità di una norma nella parte in cui devolve al giudice amm. le controversie in tema di procedure e

provvedimenti in tema di impianti di energia elettrica e quindi viene attribuito al giudice amm. anche la

commissione in in un provvedimento incidente su di un diritto fondamentale come il diritto alla salute e quindi la

Corte Cost. ha fatto salva la costituzionalità della norma, affermando la circostanza che un dato provvedimento

possa incidere incidere su un diritto fondamentale come il diritto alla salute non esclude la giurisdizione amm.

perché non vi è incompatibilità fra giudice amm. e i diritti anche fondamentali.

Un altro filone aprto dalla sent. 204/2004 Corte Cost., è quello relativo all’individuazione di comportamenti come

sappiamo attribuiti alla giurisdizione amm., ma si confrontano gli orientamenti del giudice amm. Consiglio di Stato

e Corte di Cassazione in ordine alla giurisdizione ordinaria o amm. su determinate controversie inerenti a

procedure espropriative ad es. quando l’amministrazione pone in essere un’occupazione provvisoria e non

completa il procedimento espropriativi, la situazione di fatto che si viene a trovare è di mero comportamento, il

legislatore voleva risolvere cioè individuando un giudice competente a risolvere le controversie, però nell’ambito

delle procedure si rilevano una pluralità di situazioni.

La Corte Cost. con la sent. 291/2006 elimina dalla competenza del giudice amm il tema dei comportamenti, in

seguito a questa sentenza riemerge il problema di individuare volta per volta rispetto a fattispecie illegittime o

comunque non conformi alla legge, se si tratta di una situazione da individuare come comportamento oppure se si

tratta di una situazione riconoscibile dal giudice amm. Il Consiglio di Stato e Corte di Cassazione continuano a

confrontarsi su queste ipotesi particolari. La Corte Cost. con una sentenza del 2006 in tema di procedimenti in

materia espropriativa sembra accogliere una concezione restrittiva dei comportamenti. Deve essere dichiarata


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AUTORE

luca d.

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Molise - Unimol
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Molise - Unimol o del prof Scognamiglio Andreina.

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