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secondo grado cioè vi possono partecipare solo persone che abbiano già superato un

concorso pubblico e al Consiglio di Stato si accede anche tramite concorso e per quanto

riguarda un quarto per nomina con decreto del P. della R.. i magistrati amm. godono di

garanzie a tutela dell’autonomia dell’esercizio della funzione giurisdizionale e quindi non

possono essere rimossi dalla loro funzione se non per deliberazione dell’organo

dell’autogoverno della magistratura amm. Un aspetto che fa più discutere è quello

dell’attribuzione ai magistrati amm. di incarichi esterni, possono essere attribuiti incarichi

presso la Presidenza della Repubblica, del Parlamento, del Consiglio dei Ministri, Corte

Cost. e ministri e altri organi di rilevanza costituzionale. Questo aspetto se da una parte fa

discutere dall’altra i magistrati acquisiscono una esperienza amm., utile anche

nell’ambito dell’esercizio della funzione giurisdizionale e cioè acquisiscono quelle

conoscenze , competenze dei magistrati amministrativi dei magistrati specializzati in

funzione della normazione che vanno ad applicare.

Una volta chiarito l’assetto istituzionale dei tar e del Consiglio di Stato si può esaminare

il processo amministrativo. Come già detto la giurisdizione del giudice amministrativo si

articola nella giurisdizione esclusiva, di merito, di legittimità.

L’azione principale che è proposta al giudice amm. è quella dell’annullamento del

provvedimento che mira all’eliminazione dell’atto con efficacia ex tunc. Il carattere

importante dell’azione di annullamento è il termine previsto per il ricorso che è un

termine di decadenza, il giudizio ha ad oggetto l’atto e i suoi diritti e si conclude con una

sentenza demolitoria cioè una sentenza che ripristina la situazione estinta dall’atto, nel

senso di obbligare l’amministrazione a conformarsi a quanto stabilito dal giudice con la

sua decisione. L’azione di accertamento si ritiene generalmente esperibile nell’ambito

della giurisdizione esclusiva proprio perché l’azione di accertamento ha per oggetto diritti

soggettivi quindi situazioni che il giudice cono9sce nell’ambito della giurisdizione

esclusiva. L’azione di accertamento però è esperibile anche in altri casi es. nell’ambito

del giudizio sul silenzio che è un giudizio esperito quando l’amministrazione resta inerme

rispetto alla domanda proposta dalla parte.

LE CONDIZIONI GENERALI DELL’AZIONE PROPOSTA DINANZI AL GIUDICE

AMM.

Occorre distinguere i presupposti processuali che sono la giurisdizione e la competenza

del giudice, la capacità di stare in giudizio del ricorrente. Sono condizioni che devono

sussistere perché il giudice possa statuire il merito e se queste condizioni non sussistono

il giudice non decide la causa del merito e quindi il giudizio si conclude con una

pronuncia diversa dalla pronuncia di merito. Una pronuncia che ha per oggetto per es.

l’affermazione dell’inesistenza della giurisdizione e competenza del giudice o capacità

delle parti.

Le condizioni generali dell’azione sono: la legittimazione e l’interesse a ricorrere, sono

regolati da norme sostanziali e non da norme processuali e guardano il merito della

pretesa e quindi la pronuncia che decide su questi aspetti non è una pronuncia che si

limita a verificare aspetti processuali della vicenda, ma è una pronuncia che ha ad oggetto

aspetti sostanziali e questo ha una notevole importanza, per quanto riguarda gli aspetti del

giudicato che si forma su quella pronuncia e cioè la pronuncia che accerta l’inesistenza

dell’interesse della parte è una pronuncia negativa del merito della pretesa dedotta dalla

parte.

LA LEGITTIMAZIONE A RICORRERE:

spetta alla parte che dimostra interesse e questo risulta dall’art, 26 del T.U. del Consiglio

di Stato e spetta al Consiglio di Stato decidere sui ricorsi che abbiano ad oggetto un

interesse di individui o di enti morali giuridici. Interesse che legittima la parte a proporre

il ricorso al giudice per l’annullamento dell’atto: da una parte si potrebbe pensare che

poiché ciò che l’art,26 garantisce è la legittimità dell’atto amministrativo nei limiti

concessi, si potrebbe pensare che questo interesse che legittima la proposizione del

ricorso è l’interesse alla legittimità dell’atto amm. e quindi il ricorrente si potrebbe

limitare e invocare la conformità dell’atto alla legge, se così fosse e quindi fosse

sufficiente un interesse alla legittimità dell’atto per la proposizione del ricorso ne

risulterebbe che chiunque sarebbe legittimato al ricorso, infatti, l’interesse alla legittimità

dell’azione amm. è un interesse che riguarda tutti quanti e questo si verifica nelle

rarissime ipotesi di azione popolare nella quale chiunque è legittimato a proporre il

ricorso per la legittimità dell’atto amm., sono ipotesi eccezionali perché l’art.26 specifica

che l’interesse che legittima il ricorso è l’interesse di un individuo o di un ente quindi chi

propone un ricorso deve aver subito una lesione particolare e quindi un interesse

qualificato e vediamo così che la legittimazione a ricorrere si specifica nel senso che

l’interesse a proporre il ricorso deve essere qualificato, diretto, personale e attuale.

Che cosa significa INTERESSE QUALIFICATO? Tra gli interessi qualificati vi rientrano

i diritti soggettivi, anche i diritti soggettivi lesi dal provvedimento amm., è il diritto sul

quale il provvedimento va ad incidere, non ha più la consistenza del diritto soggettivo che

si estingue ma una consistenza di interessi. Per l’individuazione dell’interesse qualificato

sono state proposte varie ipotesi, alcuni rinvengono i criteri di qualificazione

dell’interesse nelle norme che disciplinano il potere della p.a., alcuni qualificano interesse

come un interesse occasionalmente protetto da una norma che è in realtà rivolta a tutelare

l’interesse pubblico, la terza teoria è quella delle norme di azioni, le norme di azioni sono

quelle rivolte a disciplinare l’azione della p.a. in relazione a queste sorge l’interesse della

parte al rispetto della norma di azione e che l’amministrazione si conformi alle norme che

ne disciplinano lo svolgimento. Queste teorie che fanno riferimento alla norma che

disciplinano l’azione della p.a. arrivano ad escludere dall’ambito degli interessi

qualificati gli interessi di soggetti terzi es. nel caso delle norme che disciplinano le gare

pubbliche, tutela l’interesse dell’amministrazione ad individuare il soggetto più idoneo a

svolgere quella determinata attività oggetto della gara, dall’altra parte tutelano l’interesse

delle imprese che partecipano alla gara e che l’amministrazione si conformi alle norme

che disciplinano l’azione e quindi se l’amministrazione nello svolgimento della gara non

si rifacesse alle regole stabilite dalle legge, si determina una lesione rilevante per le

imprese che hanno partecipato alla gara e lesione che legittima la proporzione del ricorso,

in base a questo modo di vedere la qualificazione dell’interesse risulta esclusa la

legittimazione al ricorso di un’impresa che non hanno affatto potuto partecipare alla gara

ad es. in quanto l’amministrazione ha scelto una modalità di gara che non prevede la

partecipazione di un’impresa terza ad es. questo orientamento giurisprudenziale si è

sviluppato in relazione delle trattative private se l’amministrazione sceglie di individuare

un contraente a trattativa privata, secondo l’orientamento per il quale che sarebbe

qualificato l’interesse che risulta dalla norma che disciplina l’azione amministrativa,

l’impresa terza non sarebbe legittimata al ricorso. In un ottica di ampliare di ampliare la

legittimazione al ricorso che è un’ottica conforme ai principi di pienezza e di effettività

della tutela giurisdizionale garantiti dall’art, 4 Cost. La giurisprudenza ha superato questo


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Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Molise - Unimol
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Molise - Unimol o del prof Scognamiglio Andreina.

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