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Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Criteri astratti:

- culpa levis: inosservanza dei principi del buon padre di famiglia (uomo medio)

- culpa lievissima: massimo della diligenza

- culpa lata: equiparata al dolo. Non aver notato quello che era evidente per tutti.

Tutela muliebre

È quella donna pubere perché altrimenti sarebbe sottoposta alla tutela degli impuberi.

Il tutore no interviene mai nella Negotiorum Gestium (perché, come dice Gaio, a lui (tutore) non

compete); le donne amministrano da sole i loro affari.

Il tutore da il suo assenso solo per gli atti di disposizione patrimoniali. La donna può acquistare Le

res mancipi ma non venderle autonomamente (né con la mancipatio, né con la in iure cessio).

Nemmeno con la iure cessio la donna poteva alienare le res mancipi; tramite processo il tutore

doveva sempre essere presente.

La donna non può intentare nessuna azione di responsabilità nei confronti del tutore

La tutela muliebre andrà in decadenza al contrario di quella degli impuberi. Infatti, quest’ultima

risponde ad un’esigenza sempre viva (non importa luogo, non importa tempo.

Il tutore non è competente per l’autorizzazione al matrimonio, ma per la “conventio in manum”c’è

bisogno della autoritas. Con la conventio in manum il tutore decade dall’ufficio

L’autoritas è inoltre necessaria per il testamento.

Epoca classica – ipotesi esenzioni tutela

- Ius liberarum: se era la madre di 3 o 4 figli (lex con augusto)

- Essere vestali: cioè destinate al sacerdozio di vesta. La vesta perdeva ogni legame con il

gruppo agnatizio e poteva testare da sola. Non vi era la tutela del gruppo agnatizio.

Nel periodo della decadenza le donne potranno addirittura scegliere il loro tutore

Ingresso nella famiglia romana a titolo giuridico …Uxor in manum (conventio) Adozione

Uxor in manum (conventio): assoggettamento della moglie al pater familias (marito o suocero)

1. cerimonia Confare actio pane di farro che gi sposi spezzano in onore di Giovè. Ci sono 10

testimoni. Forma riservata ai patrizi. Tacito la considerava vecchia. La donna si definiva

sinonimo del marito (acquistava il suo nome)

2. coentio: compera simbolica che il marito faceva della moglie. Si buttava sulla bilancia un

pezzetto di bronzo simbolico (vedi res mancipi)

3. usucapio: possesso della donna per 1 anno ininterrottamente. Allo scadere dell’anno la

donna lo acquistava la manus del marito. Potere esercitato di fatto su donna. L’anno poteva

essere interrotto dalla trinoctium (la donna doveva trascorrere 3 notti fuori casa).

L’usucapione era di 2 anni per i fondi, 1 anno per tutto il resto, moglie inclusa.

I romani non distinguevano, come noi, il diritto e l’oggetto del diritto. Es io sono

proprietario di una penna (proprietà diritto / penna oggetto). Per i romani il potere

= =

sulla donna veniva identificato con la donna stessa.

L’usucapio è il primo a scomparire un po’ per le leggi, un po’ per morte naturale. È importante però

notare che può esistere il matrimonio senza manus.

L’usucapione: acquisizione di una proprietà tramite il possesso ininterrotto per un determinato

periodo di tempo, di un bene come se si fosse proprietari. (occorre l’animus possidenti; cioè la

volontà di possedere la cosa. L’avente causa è colui che ha il fondo).

Il possesso è una posizione di fatto, la proprietà è una situazione di diritto.

Nemo ad alieum plus iuris transferre potest quam ipse habet – nessuno può trasmettere ad

altri un diritto che non ha:

“A” vuole vendere un terreno a “B”; “B” lo compra ma si scopre che “C” lo ha detenuto per 20

anni. Il terreno è di “C” la vendita è nulla. 7

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

L’usucapione è fondamentale nei casi i cui si deve stabilire la proprietà di un bene.

Adozioni – Adoptio: ingresso nella famiglia per titolo giuridico (iure)

Adozione oggi intesa come costruzione di un artificiale vincolo di filiazione. Allora poteva essere

effettuata per motivi economici. Veniva dato in adozione un figlio per mancanza di mezzi di

sussistenza per la famiglia stessa; oppure per garantire una successione ad una famiglia di patrizi;

per acquistare forze lavoro nuove; il pater familias aveva emancipato il figlio, pater familias aveva

cacciato il figlio ma risolveva i propri nipoti..

Il vincolo di sangue non è necessario ai fini di appartenenza alla famiglia romana.

(adozione testamentaria; sotto il profilo sociale).

Le principali forme di adozione:

1. Abrogatio o Adoptio per populum: si interrogavano i protagonisti dell’adozione.

gaio: assenso del popolo Iusum Populi. Que populi auctoritate fit

2. adoptio in senso stretto

1 – Abrogatio abrogatio per necessitum principi

+

Riguarda un soggetto sui iuris. Questo viene aggregato da un altro pater familias entrando a far

parte della famiglia di quest’ultimo.

Presupposto ineliminabile: il soggetto che si dà in adozione non sarà più un pater familias ma

si assoggetterà alla patria potestas della famiglia dell’adottante.

Se il pater familias adottando aveva con sé la moglie, figli, nipoti, tutto il gruppo familiare lo

seguiva nell’adozione.

Il pater familias adottando non sarà più sui iuris e subirà una capitis diminutio minima:

- maxima: si verifica quando il soggetto da libero diventa schiavo. Perdita dello status

libertatis (e che comporta automaticamente la perdita degli altri status)

- media: si verifica con la perdita dello status civitatis (perde la cittadinanza romana, il pater

familias perde la patria potestas, il filium non è più e vengono meno i vincoli di agnatis)

- minima: si verifica con la perdita dello stato famiglia (vengono meno i vincoli di agnatis).

Procedura:

preventiva istruzione del Collegio pontificale: il collegio pontificale vaglia il caso decidendo se

questa adozione si poteva o no effettuare in termini di opportunità. Il collegio pontificale

interveniva perché l’adottando rinunciava ai poteri culti familiari per assoggettarsi e quelli della

famiglia dell’adottante. Bisognava verificare la compatibilità dei culti.

- Se il collegio pontificale emetteva potere favorevole, si potevano convocare i Comizi

Curiatizi (in origine vi era la presenza di tutto il popolo, poi solo i rappresentanti dei 30

comizi).

- Davanti al popolo si interrogava il pater familias adottante e gli si chiedeva e voleva

assumere in suo potere l’altro pater familias; successivamente s’interrogava l’adottando

chiedendogli se intendeva sottoporsi alla patria potestas dell’adottante.

- L’ultimo parere era quello del popolo, il quale votava una legge Lex Curiata. (per ogni

adozione occorreva una legge)

- La necessità del consenso del popolo è spiegata con esigenze politico-costituzionali. La

funzione dell’adozione era conforme alla funzione politica della famiglia romana.

- La civitas romana non era ancora uno stato unitario, ma composto da microrganismi, diversi

nuclei politici: le famiglie.

Il fatto che un gruppo si estingua per unirsi ad un altro avrà anche interessi pubblici e non

solo privati. Verrà modificata la struttura della civitas.

- In origine il pater familias giovane poteva adottare un pater familias più vecchio. In

seguito si decise che tra l’adottante e l’adottando dovessero esserci almeno 18 anni di

differenza. 8

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- Questo istituto dell’adozione comincia a non “andare più bene”: la società romana si è di

molto sviluppata! L’istituto non era più esportabile

- A questa forma tradizionale si affianca la “Abrogatio per rescriptum principi”; ossia

occorreva l’autorizzazione dell’imperatore (sua cancelleria) per una pratica di adozione.

- Continuità delle adozioni: l’imperatore univa in se due cariche: il sovrano assoluto e il

pontefice massimo; ha inoltre il potere legislativo passato dalle mani del popolo alle sue.

- Progressiva perdita dei contatti dell’antica adozione: decade la funzione politica della

famiglia. L’adozione obbedirà ad un carattere solo più affettivo.

- In seguito, l’imperatore concederà alle donne di adottare un soggetto a consolazione dei

propri figli perduti.

- Viene meno l’essenza dell’adozione perché non c’è più la soggezione di un pater familias.

Infatti la donna non potrà mai essere titolare della patria potestas ma potrà comunque

adottare. L’adozione sarà un surrogato del vincolo di sangue.

Aspetto patrimoniale dell’adozione

Il patrimonio del pater familias adottando verrà acquistato dal pater familias adottante. L’adottante,

però, acquisterà soltanto i Crediti. Un sottoposto non potrà obbligare il pater familias a estinguere

le sue obbligazioni e non potrà nemmeno deteriorarne la patria potestas. I debiti, secondo il ius

civile, venivano estinti

(ius civile: diritto consuetudinario)

Accanto al ius civile, vi era ius pretorio (del pretore)

- Il pretore incarnava la contrapposta esigenza del progresso. Adeguava il ius civile alla società.

Il pretore non poteva assolutamente legiferare, né modificare, né abrogare il ius civile.

- Egli poteva soltanto concedere o negare dei mezzi processuali: le delegatio actionis o

manomissioni pretorie.

- il magistrato era dotato di imperio: era il collega minore del console; amministrava la giustizia.

Il pretore esercitava la iuris dictio

Egli concedeva ai creditori dei mezzi atti ad agire contro il pater familias adottante (come se

l’adozione non fosse avvenuta)

Il pater familias adottante o paga i debiti o rende i beni ricevuti.

2 – Adoptio

Riguarda non più un soggetto sui iuris, ma alieni iuris (sottoposto)

Il filius familias trasmigra, sempre come sottoposto un’altra famiglia.

In origine, la patria potestas, si poteva estinguere solo con la morte del pater familias. Affinché

questa adozione potesse compiersi, occorreva il verificarsi di due fasi.

- estinzione antica patria potestas

- costituzione di una nuova patria potestas

i romani ovviarono al problema utilizzando una legge delle 12 tavole:

si pater ter filium venum duit, filium a pater liber esto se il padre vende per 3 volte il figlio,

=

il figlio è libero dal padre.

Il pater familias infatti,oltre al dritto di vitas e di morte sul figlio, (ius vitae at necis) poteva

venderlo. Ius vendendi

la società comincia a ripudiare l’idea della vendita perché nasce quella della famiglia come

organismo etico-domestico.

Con quella norma il legislatore voleva limitare la vendita dei figli. I romani la applicarono per

le adozioni e per le emancipazioni. 9

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I giuristi consigliavano

Prima fase

Il pater familias doveva accordarsi con un amico compiacente per la vendita del figlio. Il pater

familias lo mancipa e lo vende all’amico. Così il figlio era dedotto in causa mancipi (posizione

semi-servile. Non del tutto schiavo perché i cittadini romani il non potevano essere schiavi al di là

de Tevere).

L’amico compiacente manomette il figlio (manomissione) facendolo tornare sotto la potestas del

pater familias.

Per la seconda volta il pater familias mancipa il figlio e lo vende all’amico. Questi, lo manomette

nuovamente.

Il pater familias per la terza volta vende i figlio facendo scattare il precetto decenvirale.

Seconda fase

Ex filium familias può entrare nella nuova familia.

L’amico compiacente mancipa il figlio all’ex padre.

Il pater familias si reca dal giudice con l’ex figlio e l’adottante (che può essere l’amico

compiacente) in iure cessio.

L’adottante rivendica come suo filium familias e l’ex pater familias non dice nulla. L’adozione è

effettuata.

Con Giustiniano si avrà abdicazione diretta della patria potestas evitando le 3 vendite; egli

sconvolgeva gli effetti dell’adozione. L’adottato avrà ancora vincoli agnatizi con la famiglia

d’origine. Giustiniano era preoccupato per i diritti successori. (preoccupazione infondata: se un

pater familias vende un figlio è perché non ha altre risorse economiche).

Il filium familias acquisterà, inoltre, legami sia affettivi che diritti successori nella nuova famiglia.

Diritto giustinianeo: adozione parziale (minus plena) si costituisce il nuovo vincolo familiare ma

l’adottato ha ancora vincoli agnatizi con la famiglia d’origine.

Adozione plena:l’adottato esce dalla famiglia d’origine.

Emancipazioni

Liberazione della patria potestas. Il sottoposto viene reso sui iuri (perché uscito dalla patria

potestas)

n.b. non sempre l’emancipazione era negli interessi del sottoposto. Essa, infatti, poteva anche essere

un atto punitivo. Il sottoposto non faceva più parte della familia communi iure dicta (non aveva

più vincoli agnatizi) e perdeva i diritti successori.

Condizione schiavi manomessi

Patrono: ex padrone

Liberto: schiavo manomesso; libero.

Il patrono ha sul liberto i diritti di patronato.

Norma legge delle 12 tavole

Il sottoposto doveva essere mancipato per 3 volte (per le figlie e nipoti una sola) vedi adozione.

Il precetto decenvirale scatta alla 3^ vendita. Il sottoposto diventa sui iuris. Ma sarà l’amico

compiacente ad acquistare i diritti sul filium familias (quale ultimo proprietario).

Per evitare che i diritti di patronato vadano all’amico compiacente, quest’ultimo mancipa

nuovamente il figlio all’ex pater familias il quale può accoglierlo. 10

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Lex anastasiana

In epoca tarda, 502 d. C. l’imperatore Anastasio affianca a questa forma tradizionale di

emancipazione la emancipatio per rescriptum principes: per ordine dell’imperatore.

Solo per casi eccezionali può essere richiesta all’imperatore: se il soggetto da emancipare è

irripetibile.

Con giustiniano è stata abolita la procedura delle 3 vendite. Egli dispone che la mancipatio avvenga

direttamente presso le unità giudiziarie.

L’emancipazione viene effettuata anche per la manus.

(stesso procedimento: l’uxor in manum veniva venduta, poi manomessa e quindi diventa sui iuris)

Manumissio (liberazione/affrancamento) previste dal ius civile

Con la manumissio cambia lo status civitatis

1. manumissio vindicta atto fra vivi – inter vivos

2. manumissio testamento

3. manumissio censu

1 - dominus: padrone dello schiavo

Sertor libertatis – assertore della libertà; amico compiacente

Il dominus, il aertor libertatis e lo schiavo, si recano dal magistrato (in iure cessio).

Si doveva asserire che il soggetto era libero: vindicatio in libertatis

2 –

Il dominus rendeva libero lo schiavo – sthicus servus meus liber esto

Eredis institutio: capo e fondamento di tutto il testamento – caput et fundamentus totius..

3 –

Il censo era quella struttura nella quale erano inquadrati i cittadini romani. (ex per la capacità

contributiva per l’esercito, composizione della famiglia..) iscrizione alle liste del censo come

persone libere.

Il diritto romano è consuetudinario. Non ha i caratteri della codificazione (Cesare voleva

codificarlo). In questo diritto non ci sono completezze e organicità- le 12 tavole sono solo norme

(scaturite dalla lotta fra patrizi e plebei)

In questa epoca l’interpretazione dell’ius era nelle mani dei giuristi: pontefici.

Con Tiberio, gradualmente, ci sarà la laicizzazione della giurisprudenza. L’interpretazione era

fondamentale; vi era malta attività creativa.

I plebei avevano interesse per le leggi scritte a loro tutela; anche se non sempre erano loro

favorevoli.

Manomissioni pretorie

Come già ricordato, accanto alla ius civile, vi era il ius pretorio. Le delegatio actionis,

manomissioni pretorie sono i mezzi processuali di cui dispone il pretore.

Esempio 1: “A” pater familias, con il dolo, promette a “B” 100. “A” si rende conto della truffa e si

reca dal pretore. Nel ius civile, non è contemplata la truffa e “B” avrebbe diritto a 100. il pretore

dice: è vero che “A” ti deve pagare, ma io congelo la promessa perché estorta in dolo. Questo non

poteva intervenire nel rapporto sostanziale. Poteva però concedere al comodante l’actio

comodandi. 11

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Sgretolamento del formalismo

1. manomissione per epistola

2. manumissio ad mensam o inter amicos

manomissione per epistola: il padrone scrive una lettera allo schiavo in cui annuncia di volerlo

affrancare.

manumissio ad mensam o inter amicos: il padrone davanti agli amici diceva che lo schiavo era

libero. La mattina successiva, svaniti i fumi dell’alcool, il padrone cambia idea e rivendica lo

schiavo: vindicatio in servitute.

Il magistrato poteva negare l’azione al padrone non togliendogli, però, la patria potestas. Lo

schiavo, di fatto, gode di una libertà.

Ius civile: prima diritto sostanziale. - Vedi diritto di proprietà – poi rivendicatio: mezzo processuale

per la tutela del diritto

Ius pretorio: prima i mezzi processuali actio (per il pater familias truffato9. poi il rapporto

sostanziale.

Condizione degli schiavi liberti - (gli ingenui sono i nati liberi)

Con la manumissio non si esauriva il rapporto con il patrono (ex dominus…Per la legge delle 12

tavole, se il padrone aveva frodato il cliente poteva essere messo a morte)

Al patrono resta:

- pretesa di riverenza e ossequio: rispetto

- opere promesse prima della manumissio. Il liberto non poteva citare in giudizio il patrono

senza il consenso del magistrato.

Vi era inoltre un obbligo reciproco degli alimenti.

Se il liberto moriva senza testamento, il patrone e i suoi figli gli succedevano. Il patrone aveva

anche la tutela degli impuberi e meliebre sugli schiavi.

Condizione dei dedotti in causa mancipi

- poteva concludere a giuste nozze (l’unione fra schiavi non è matrimonio perché non erano

cittadini romani)

- conserva la libertà e la cittadinanza

il dedotto in causa mancipi era importante quando la vendita era effettiva (non effettuata per

emancipazione)

(ius noxe dandi: azione a causa di delitto)

Se il sottoposto assumeva convenzionalmente delle obbligazioni (es. acquisto di una casa, il

sottoposto non aveva capacità giuridica), il bene in oggetto diveniva di proprietà del pater familias,

il quale però, non era obbligato a pagarne il corrispettivo!

Il pater familias però non poteva negarsi al delitto (fonte di obbligazione). All’offesa

corrispondeva la vendetta. Anticamente la vendetta era indiscriminata (danno per 100 vendetta per

1000). Successivamente divenne discriminata: occhio per occhio dente per dente. Non si può

vendicare più dell’offesa. Ancora più tardi, l’offesa veniva sanata con un accordo monetario. Nel

caso in cui l’accordo non fosse stato possibile, sarebbe venuta in soccorso la legge del taglione e

ancora la legge in tribunale.

Oggi il furto è sanzionato a livello pubblicistico (furto vs lo stato). Allora era perseguito e

sanzionato a livello privatistico. 12

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Origine dell’estradizione – è responsabilità nossale del pater familias

Il pater familias, quindi, non poteva “lavarsene le mani”, ritirandosi dal comportamento del

sottoposto; ma o:

- pagava il pater familias la pena _ aux noxe ancire

oppure

- abbandonava il colpevole alla vendetta dell’offeso. Si faceva la mancipatio deducendo in

causa mancipi il colpevole del delitto. Il sottoposto lavorava per riscattare l’importo della

sua pena – aut noxe ledere.

La responsabilità nossale sopravvivere di gran lunga al formarsi delle civitas come stato unitario

(venuta meno l’organizzazione politica della famiglia).

Permane perché Roma, nella sua politica, si ispirava al riconoscimento delle autonomie locali. La

civitas osteggiò le federazioni di città, lasciando che il pater familias svolga alcune istituzioni che

erano della stessa civitas.

I magistrati perdono il diritto di vita e di morte (ius vitae et necis), ma lo conservano i pater

familias.

Questa larga autonomia consentiva di governare più facilmente ed efficacemente la penisola.

Regime patrimoniale della famiglia – patria potestas sotto il profilo patrimoniale

Principio di fondo – unità del patrimonio: tutti i beni della famiglia sono proprietà del pater

familias unico ad avere la capacità giuridica. Come già spiegato, questo è un concetto

antieconomico! Però, anche volendo, il pater familias non può cedere dei beni ai figli perché solo

lui è autorizzato ad impegnare la famiglia con obbligazioni contrattuali.

Il pater familias, però, poteva concedere (e non trasferire) un peculio ai figli. Il peculio è un

piccolo patrimonio concesso in amministrazione.

1. peculium profecticium (?): il sottoposto non poteva donare i beni e disporne per la propria

morte: mortis causa. Il pater familias poteva revocare il peculio. Prima forma di

separazione dei beni familiari, ma solo per la loro amministrazione dei beni familiari, ma

solo per la loro amministrazione; il principio dell’unità del patrimonio familiare non cambia.

azioni addietizie – obbligazioni dei sottoposti

Il figlio impegnandosi non obbliga il pater familias all’estinzione, del debito. Il sottoposto, come

più volte ricordato, può soltanto migliorare la posizione del pater familias e non deteriorarla (vedi

adozione. Il nuovo pater familias non acquista i debiti!).

Con lo sviluppo dei commerci, però, si avverte maggiormente la necessità di equità. Così, il pater

familias si avvaleva di collaboratori: figli, schiavi, i quali dovevano avere la capacità giuridica. Era

sempre richiesta l’onnipresena del pater familias.

In certi casi, accanto alla responsabilità del figlio ci sarà quella del pater familias.

NB: il patrimonio è comunque del pater familias! Tra figlio e pater familias non ci sono

obbligazioni.

Mezzi processuali

Actionis addietizie qualitatis responsabilità del figlio e del pater familias

1. actio quod iussus: il pater familias ha autorizzato i terzi a contrattare con il figlio?

L’autorizzazione doveva essere esplicita. Se questa autorizzazione non c’era stata il pater

familias non ne rispondeva.

2. actio de peculio: l’autorizzazione deve essere implicita. La responsabilità limitata

all’ammontare del peculio.

3. actio de peculio in rem verso: se il figlio ha incrementato di molto la cifra data in

amministrazione, il pretore “dice” che il pater familias risponde dell’ammontare del peculio

più l’incremento perché questo è fluito nel patrimonio familiare. 13

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4. actio exercitoria: l’ezercitor è l’armatore. Il pater familias armatore può acquistare una

nave e darla in gestione al figlio “magister navis”. Il pater familias risponderà solo delle

obbligazioni (contratte dal sottoposto) derivanti l’attività marittima.

5. actio insitoria: l’attività commerciale viene equiparata a quella marittima. Il pater familias

risponderà in via addietizie all’attività commerciale del sottoposto.

6. actio tributaria: azione concessa contro il pater familias. Prima della sua introduzione vi

era la prevenzione. In caso di fallimento del figlio o dello schiavo prima veniva soddisfatto

interamente il credito che aveva il pater familias e successivamente quelli degli altri

creditori mano a mano che si presentavano. Se uno di questi giungeva “tardi” poteva non

essere più pagato per mancanza di fondi.

successivamente mutò l’idea di fondo: tutti i creditori sono uguali: origine della par condicio.

Il pater familias non era un creditore privilegiato. Egli doveva convocare anche tutti gli altri e

distribuire le sostanze del figlio (tramite un riparto) fra tutti i creditori proporzionalmente agli

importi di credito che vantavano.

Se il creditore non è soddisfatto (nel caso in cui il pater familias non sia stato onesto), può rivolgersi

al tribunale chiedendo tributum vocatum. Il pater familias non è obbligato nelle azioni del figlio

Nel ius pretorio non è così

- esigenze traffici monetari ed economici

- la famiglia si è evoluta

il pretore non introduce la responsabilità addietizia. Al pretore compete la iuris dictio. O concede o

nega mezzi processuali.

Le cose

Cosa in senso giuridico: porzione limitata del mondo esterno suscettibile all’approvazione.

Idea antitetica con la persona: idea della persona. Non tutte le cose corporee sono intese in senso

giuridico; non tutte sono disciplinate dall’ordinamento perché non tutte sono suscettibili di

appropriazione – vedi stelle.

Suscettibili di appropriazione: regolate all’ordinamento perché possono essere oggetto di conflitti

di interesse fra privati.

Beni: sono scarsi in natura. I soggetti vogliono accaparrarseli a scapito di altri. Sono diversi dalla

cosa! Il concetto è più ampio: diritto all’onore; avviamento.. la corporeità non è richiesta. I concetti

sono comunque relativi: variano con il trascorrere del tempo.

Es. oggi l’aria non è un bene: ma se qualcuno la rinchiude in bombole (etere)lo diventerà.

Il bene è considerato pubblico e occorre regolarne l’uso.

Distinzione dei romani delle cose:

- res mancipi e res nec mancipi

- res corporales a res incorporales

- res in nostro patrimonio e res extra nostro patrimonio

- res publicae e privatae

- cose fungibili e infungibili

- cose divisibili e indivisibili

- cose consumabili e in consumabili

- res divini iuris e res umani iuris

- res sanctae et res religiose 14

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significato e valore storico fra: res corporales a res incorporales

Gaio: le res corporales sono quelle che si possono toccare come il fondo o uno schiavo. Tutte le

altre sono incorporales. Es: diritto di usufrutto, servitù, superficie, eredità, obbligazioni

La proprietà era inclusa fra le res corporales. Gli altri diritti e obbligazioni sono nel novero di

quelle incorporales. Questo perché anticamente i romani, come già detto, non distinguevano

l’oggetto del diritto con il diritto stesso. Il diritto di proprietà è il diritto più e risale all’epoca

arcaica. La mentalità dei giuristi era grezza.

La formula per la rivendicazione della proprietà era: dico che questa cosa è mia e non affermo di

avere il diritto di proprietà si di essa.

Vedi usus: nel matrimonio si usucapisce la manus, cioè il potere sulla donna. In realtà loro

usucapivano la donna confondendola con il diritto.

Il diritto di usufrutto e gli altri istituti, sono incorporali perché vengono creati successivamente: la

mentalità giuridica aveva raggiunto un certo sviluppo. Inizio distinzione oggetto e diritto.

- vendicatio ususfuttus: io dico che mi spetta il diritto di usare e godere questo fondo

- vendicatio servitutis: es di passaggio. Io dico che mi spetta il diritto i passare per questo

fondo.

In entrambi i casi il fondo è l’oggetto del diritto.

Res divinis iuris et res umanis iuris – publico e privato

Le prime sono quelle dedicate alla divinità. Non sono oggetti di rapporti giuridici patrimoniali:

- res sanctae: templi, altari

- res religiose: per gli dei degli inferi: sepolcri. Il semplice seppellimento di un cadavere

(anche se di schiavo vedi dominica potestas rendeva il luogo religioso

trasferimento di proprietà

- mancipatio per le res mancipi

- traditio, consegna, per le res nec mancipi

- in iure cessio, in tribunale

la mancipatio e la società – (v. distinzione tra mancipi e res nec mancipi)

le res mancipi erano:

- i fondi: quelli del suolo italico godenti del ius italico

- gli schiavi

- gli animali da tiro o da siena (bovini, ovini, caprini, suini)

- le 4 servitù rustiche. Iter, actus, vie aquaedoctus.

Mancipio accipiens: colui che acquista

Mancipio dans: colui che vende

Vencendo a offertur: terzo che reclama

La mancipatio era utilizzata per il trasferimento di proprietà delle res mancipi. La distinzione,

dall’epoca classica, era fondata sulla preminenza di certe cose verso altre; importanza socie-

economica. 15

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Garanzia per evizione: la cautela e garanzia al traffico dei beni - elemento naturale nella

mancipatio

Evitto: compratore di una res mancipio accipiens. Un terzo gli contesta la proprietà con prove.

Perché ci sia evizione no basta un terzo che rivendica, ma la sua vittoria con dimostrazione.

Actio autoritatis: il mancipio dans cede una res non sua. Il mancipio accipiens ne acquista solo il

possesso in virtù del principio che nessuno può trasferire un diritto che non ha.

In caso di evizione, con quest’azione penale del mancipio accipiens contro il mancipio dans il primo

otteneva il doppio del bene il oggetto dal secondo.

Come avveniva la mancipatio

Mancipatio: scambio immediato di cosa contro corrispettivo

Erano richiesti:

- 5 cittadini civis e puberi come testimoni

- 1 libripens per la libra bilanciata con il bronzo (civis puberi)

I romani conoscevano la moneta pesata e non coniata.

Parlava il mancipio accipiens

Carattere generale: l’iniziativa è sempre assunta da colui che acquista o rivendica (v. in iure

cessio)

Mancipatio accipiens: dico che la cosa è mia perché l’ho comprata con questo bronzo e con questa

bilancia.

Nb. la garanzia dell’evizione non si può verificare in iure cessio perché in quel caso vi è un

dibattito fra due presunti proprietari. Uno di questi si riterrà facendo attribuire le proprietà

della res alla seconda.

In questo caso non vi è nessun acquisto

Quando venne l’introduzione della moneta coniata cadde il senso del peso del bronzo come

corrispettivo alla res.

Per tradizione, durante la mancipatio si gettava un pezzetto (raudusculum) di bronzo simbolico

sulla bilancia.

Gaio: la mancipatio avvenne ben presto un’immaginaria vendita.

A questo punto la mancipatio si poteva utilizzare per altri scopi. Il mancipio dans (alienante si

faceva prima dare il corrispettivo, poi si faceva la mancipatio.

Negozio astratto: non c’è causa socio-economica ben precisa per il negozio.

Coentio: per manus. Attraverso la mancipatio venditio della moglie simbolica

Aumento dell’insofferenza verso la distinzione fra res mancipi e res nec mancipi. La traditio

sorpassa la mancipatio sempre meno sentita.

Interviene il pretore attenuandone la mancanza.

Es. “A” vende, solo con la traditio e senza la mancipatio, un bene per il prezzo convenuto a “B”.

“A” non trasferisce la proprietà, ma solo il possesso. Ad un certo punto “A” chiede a “B” la

restituzione del bene con la rivendicatio. Secondo il ius civile “A” ha ragione

Il pretore: interviene nel limite delle sue competenze con l’exeptio rei venditae

Proprietà pretoria: il pretore fa un’eccezione. A resta il proprietario del bene ma non può

riprenderselo. “B”, però, doveva aver mantenuto il possesso della cosa.

Lex 67 a.C. actio pubblicana (con publicio) recupero della cosa non più posseduta. Il pretore può

fingere. In questo caso, egli infatti fingerà che sia decorso il termine di usucapione della cosa.

Se questa, però, era finita nelle mani dell’originario proprietario, il compratore intendeva l’actio

pubblicana. 16

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Il venditore è originario proprietario opponeva l’exectio ius domini di legittima proprietà

Il pretore non la concedeva. Ma accordava la replicatio al compratore. Con l’actio doli il venditore,

che manteneva la cosa, doveva pagare i danni al compratore. Il venditore era condannato per dolo.

In che senso la mancipatio diventa una vendita immaginaria?

Come già ricordato la moneta coniata sostituì il bronzo (utilizzato solo più simbolicamente:

raudusculum). La mancipatio diventa quindi una vendita immaginaria: non vi è più lo scambio

immediato cosa contro corrispettivo (negozi casuali).

In tal modo la mancipatio verrà utilizzata anche per la donazione e per la coentio.

Nb. i romani avevano pochi strumenti negoziali.

Cose consumabili e inconsumabili

Concezione relativa: le prime sono suscettibili di una sola consumazione; o perché la cosa si

aliena. Le seconde sono utilizzabili più volte: es il fondo.

Usufrutto, locazione, comodato: inconsumabili.

Cose fungibili e infungibili: le prime sono intercambiabili. Per i romani: se si pesano, misurano,

contano. Quelle infungibili sono prese per le loro peculiarità individuale. Quadro di Picasso. Un

fulmine lo brucia. Io non sono responsabile e l’obbligazione si estingue. La restituzione era di quel

quadro.

Invece; è importante la distinzione fra fungibile e infungibile ai fini della restituzione: se “A” presta

a “B” 1000€ quando vorrà la restituzione della somma non potrà rivolere le stesse banconote che

probabilmente sono state spese! Veniva meno il principio del prestito se le banconote non potevano

essere utilizzate!. Alla scadenza del prestito “B” va in banca e preleva la cifra. “C” lo deruba.

L’obbligazione di “B” non si estinta! Posso sempre prelevare altre banconote intercambiabili!

Le situazioni sono relative: una torta viene fatta per essere mangiata (fungibile) o per essere esposta

(infungibile).

Cose divisibili e cose indivisibili – rilievo a proposito della divisione delle cose comuni: es.

divido un campo di grano in due piccoli campi che resteranno tali. Ma se divido lo stadio delle alpi,

otterrò due piccoli stadi? Lo stadio non è divisibile.

Cose semplici: sono cose unitarie: Es. lo schiavo, trave, pietra

Cose composte: sono formate da più elementi: es carro, auto, nave

cose complesse: sono formate da più elementi che ne formano un tutt’uno: es gregge popolo biblios

usufrutto del gregge

il gregge è composto da 60 pecore. L’usufrutto si estingue per perimento

1. posso costituire un usufrutto per ogni capo di gregge? I frutti della pecora sono: lana, latte,

agnelli... se il capo muore, l’usufrutto si estingue e l’usufruttuario non deve integrare la

perdita.

2. posso costituire un unico usufrutto sul gregge? Anche in questo caso l’usufruttuario godrà

dei frutti del gregge ma sarà obbligato a rimpiazzare i capi deceduti con altri al fine di non

mutare la destinazione socio-economica. Se tale sostituzione non avvenisse, il gregge

potrebbe estinguersi.

Parte di cosa

Elemento costitutivo della cosa. (gomme dell’automobile). Non era necessario che la parte fosse

incorporata nella cosa per essere tale. Es statua appoggiata su u marmo funebre (che non sarebbe

completo senza statua).

Per i romani erano parti della cosa elementi collocati ma removibili (es pavimento di legno).

L’accessorio: è un elemento adibito al servizio della cosa principale, è un surplus. È un elemento

incorporato: es vasi nel terreno della villa. I recipienti in un granaio non erano accessori. Quadri,

specchi, armadi, scafali inseriti sui muri: se la loro destinazione è sostituire l’intonaco diventano

parti della cosa. 17

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Frutti – pag. 298

Naturali: parti staccate di cosa madre che formano il reddito della cosa madre stessa. Es prodotti

vegetali, animali, delle cave, della miniera, prima del distacco saranno parti di cosa. Il proprietario,

il locatario, l’usufrutto acquisteranno i frutti semplici raccogliendoli.

Civili: sono puro reddito; corrispettivo del godimento i una cosa ceduta ad altri (es canone. Il

canone è redditizio)

Schiavi: i loro frutti erano costituiti dalle loro opere. Non erano considerati frutti i nati dalle

schiave: in tal modo sarebbero rimasti nel mondo del proprietario e non dell’usufruttuario. Prevalse

la soluzione negativa: non si cooperarono le schiave perché potenziali madri.

Modi di acquisto della proprietà – diritto non per eccellenza

- a titolo derivativo: esiste un rapporto con il precedente proprietario (mancipatio, traditi, in

iure cessio)

- a titolo originario: quel rapporto non esiste

in iure cessio:

1. controversia davanti ad un magistrato

2. davanti ad un giudice che è un privato cittadino.

Traditio: significa consegnare o mettere a disposizione. La consegna è un atto equivoco: può essere

utilizzato per tanti scopi (comodato; detenzione). Colui che consegna il bene deve essere il

proprietari della stessa (in virtù del principio che nessuno può trasferire un diritto che non ha) o

legittimato. (es tutore dell’impubere).

Requisito fondamentale: consegna materiale della cosa per il trasferimento della proprietà e

possesso.

Per i romani il contratto era esclusiva di obbligazione. Effetto reale del contratto: trasferimento

della proprietà per loro non esistevano effetti reali: vi erano la mancipatio, in iure riass, traditio

per detto trasferimento.

Riass il contratto produce obbligazioni ed effetti reali (trasferimento)

La consegna materiale è importante: qualora non ci fosse stata, sarebbe esistito solo il consenso.

Questo requisito non è sempre possibile: basti pensare ai beni immobili! Per questi ultimi si parla di

“messa a disposizione”

Es per un magazzino si consegneranno le chiavi anche se non necessariamente davanti al

magazzino stesso. (per il trasferimento di proprietà di fondo si effettuava la mancipatio sul terreno

stesso)

- traditio longa manu: si indica da un monte un fondo che si vuole consegnare dal detentore

al possessore.

- Traditio brevi manu: un soggetto cui non si fa alcuna consegna materiale perché detiene

già la cosa presso di sé. (es vive già nell’appartamento: la doppia consegna delle chiavi non

ha senso. Il conduttore non è più mero detentore ma possessore dell’alloggio). Caso inverso:

ho una villa, ho bisogno di denaro e voglio venderla ma non so dove andare poi a vivere.

Loco la villa per altri 6 mesi mettendomi d’accordo con il compratore. Non ha senso il

doppio passaggio delle chiavi: avendo venduto la villa, non sto più in questa con l’animus

possidendi, ma solo come detentore.

- In questo caso il contratto ha effetti reali. Si sgretola la differenza fra atti ad effetti reali e

obbligazioni . Da possessore a detentore si inventa il costituto possessorio.

Es. ho una villa a Cartagine e non ho voglia di portare le chiavi a Cartagine. La costituto

possessorio serve ad eludere la consegna materiale: è una finzione.

Gradatamente viene meno quello che un tempo era un requisito fondamentalmente (la consegna

materiale) e prevale il consenso. 18

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Modi di acquisto della proprietà a titolo originario

Non c’è rapporto con il precedente proprietario: - 5…A.U.O.S.I.

- accessione

- usucapione

- occupazione

- specificazione

- invenzione

accessione

avvicinarsi; aggiungere in senso traslato. Rapporto fra cosa principale ed accessoria: si crea un tutto

organico. Il dominus dell’accessorio conserva su di esso la proprietà ma non può farla valere

durante l’unione. Il dominus della cosa principale è proprietario nel suo complesso.

Il proprietari della cosa principale, pure se ignaro o non possessore, diventa dominus della cosa

accessoria.

Mes res prevalentiam alienam rem trait meanque efficit: la mia cosa attrae a sé un’altra cosa

prepotentemente e la fa sua

Superficies solo cedit: (costruzione di una cosa su un proprio terreno ma con materiali altrui (v. p.

324); materiali miei ma terreno altrui: buona fede da mala fede).

È un principio secondo cui tutto ciò che sta sul fondo è proprietà del proprietario del fondo; però

prevale anche il prima della penetrazione (se parcheggio sul terreno di un proprietario egli non può

impadronirsi della mia macchina). Il proprietario dei materiali rimane tale, il proprietario del fondo

acquista anche la casa.

Usucapione: oggettivo _ soggettivo – pg 335

Prescrizione acquisitiva e non prescrittiva: è un modo di acquisto della proprietà a titolo

originario ma non deliberativo perché comunque avviene a prescindere da un contratto con un

precedente possessore o proprietario.

In realtà vi è un rapporto diretto con la cosa: possesso della stessa per un certo tempo previsto

dalla legge. Il decorso del tempo ha grande importanza: può portare alla perdita del diritto di

proprietà del proprietario per sua inerzia: vigilantibus non dormientibus iura succurrunt

Per conto vi è l’acquisto della proprietà del terzo per usucapione attraverso il possesso.

- elemento oggettivo: avere presso d sé la cosa: detenzione

- elemento soggettivo: animus possidendi (volontà di possedere)

la proprietà è un elemento giuridico ed artificiale.

L’usucapione è un istituto antico.

L’usus auctoritas ha termine di 2 anni per i fondi e di 1 anno per le altre res.

Abbinamento fra autoritas (cui si attiene il mancipio dans) e usucapione: si è visto nella garanzia di

evizione.

- esigenza della certezza di rapporti giuridici: per questo si crea l’usucapione

- esigenza anche di giustizia: è giusto premiareil detentore che cura il campo mentre il

proprietario non lo fa.

L’usucapione era regolato dalla legge delle XII tavole; i requisiti erano:

- tempo

- il possesso non doveva essere ottenuto tramite vis o furto. 19

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Precario

p. 506 concessione gratuita (da precos: preghiere dei liberti verso i patroni per avere in concessione

gratuita le terre).

Il precario era revocabile.

Il precario dans lascia meno libera al precarista: egli deve reagire contro spossessamenti e turbative.

Il precario dans è tutelato dall’autodifesa. Pro interdictum pro precario.

Il possesso è utile per avvalersi degli strumenti possessori.

Nel precario si stabilisce che ci sia il possessore (precarista) ad interdicta (cioè può usare degli

strumenti del possesso contro terzi)

Si nega al precarista il possesso ad usucapionem?

Creditore pignoratizio: creditore che dà un pegno in garanzia. È un possesso ad interdicta non ad

usucapione

Questo sistema permane ma rimangono nuovi requisiti:

- giusta causa

- buona fede

permane l’usucapio pro herede (un erede estraneo accetta l’eredità. È un’eredità giacente nel

periodo in un anno in cui si attende che qualche erede legittimo la accetti o no. L’erede estraneo può

impossessarsene).

Usureceptio p. 469

Usucapione di favore per il fiduciante (mancipio dans). La fiducia è un’alienazione in cu il

mancipio dans trasferisce al mancipio accipiens la cosa con il patto che l’accipiens la restituirà in

determinate circostanze: la fiducia si poteva avere con un amico, soprattutto in epoca di disordine

civile.

Se il fiduciante conserva o recupera il possesso? Si accorda con usucapione di favore (non si

richiede per es. la buona fede)

Con l’andare del tempo si delineano altre caratteristiche dell’usucapione:

Res habilis_titulus_fides_possessio_tempus

Res habilis: cose non fuori commercio o rubate o donate al magistrate (le donazioni ai magistrati

erano vietate!)

Possessio: la cosa è reputata posseduta nella sua totalità. Il possessore è tale della cosa composta,

non lo è delle singole parti. Es. edificio/materiali.

Giusta causa o titolo: non basta un possesso qualunque per arrivare all’usucapione: il possesso

deve rispondere a un’importante funzione socioeconomica conforme all’ordinamento giuridico.

- difetto di legittimazione: il venditore vende una cosa non sua.

- Vizio di forma: la proprietà deve essere trasferita con la mancipatio e non con la semplice

traditio.

Pro derelicto: c’è stato un abbandono della cosa perché la si vuole perdere. Si acquista con ciò solo

il possesso ma necessario l’usucapione.

Pro soluto: si paga per trasferire un bene (possesso) non mio. Si può procedere all’usucapione (il

creditore è solo possessore ma non proprietario)

Pro dote : si danno in dote cose non costituenti la dote; il marito ne diventa il possessore ma non il

proprietario

Non si acquista dominio primario ma possessio; pro soluto, pro dote, pro derelicto 20

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Bona fides

Avere la convinzione i comprare da un proprietario.

Caratteristica soggettiva: è la convinzione di non ledere gli altri. È richiesta solo all’inizio ed è

presunta “mala fides superveniens non nocet”.

Vi sono casi in cui un soggetto è in buona fede pur sapendo di aver comprato da un non

proprietario.

Tempo

Deve essere continuativo. Se si perde il possesso; l’usurpatio (ex usucapio trinoctium).

Successio possessionis e accessio (aggiuta)

Successio possessionis: tizio ha un fondo. Dopo un anno muore e l’erede lo prende. Il possesso

continua nell’erede.

Il decuius aveva posseduto in buona fede: l’erede può usucapire. Il possesso è sempre lo stesso.

Non ha importanza se l’erede sia in buona fede perché questa è necessaria solo inizialmente.

Accessio possessionis: per favorire l’usucapione si consente al compratore o al legatario

(acquirente a titolo particolare) di congiungere i due possessi ma si tratta sempre di due possessi e la

buona fede è necessaria per entrambe le situazioni (v pag. 337).

Occupazione

Da occupare, capere. Acquisto della proprietà a titolo originario. Presa di possesso (ci deve essere

l’animus possidendi: intenzione di tenere la cosa presso di sé) di una cosa priva di proprietario

NB l’abbandono di una cosa deve essere intenzionale; non deve esserci la semplice perdita.

L’occupazione non vale come acquisto di proprietà per:

- res mancipi

- cose di eredità giacente: usucapio pro erede.

In questi casi occorre l’usucapione.

Esempi d acquisto di proprietà: v pg 31

- isulae mare natae isola nata nel mare; si acquista la proprietà attraverso l’occupazione

=

- isulae in flumine natae isola nata nel fiume; acquista per accensione dai proprietari dei

=

fondi delle rive.

- Gemme, caccia, pesca; la si acquista per occupazione. Caso di animali selvatici o colombi o

pavoni:

a. I colombi o i pavoni non si possono cacciare perché sono “domestici”. Si possono

acquistare qualora perdessero l’abitudine di tornare alla sera a “casa loro”. In tal

modo possono essere considerati selvatici.

b. Se il cacciatore non ha ucciso la preda di chi sarà quest’ultima?

1. trebazio: del cacciatore che la segue purché continui a seguirla

2. da un terzo che la trova.

3. Prevalse la tesi dell’effettivo impossessamento.

- acquisto del tesoro: senso tecnico giuridico; si intende una cosa mobile di pregio nascosta da

molto tempo e di cui non si vede res nullius.

Tizio trova sul fondo di Caio un tesoro non data opera.

Significa che l ritrovamento non è stato effettuato su incarico del proprietario de fondo.

In origine si credeva che il tesoro fosse per accensione del proprietario del fondo. L’usucapione

dello stesso recava in sé l’usucapione del tesoro sito in esso. 21

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

All’inizio del principato si ha largo l’idea del tesoro fra i beni vacanti di proprietà dell’erario.

Adriano: il tesoro spetterà per metà al proprietario del fondo e per metà al ritrovatore.

Acquisto per inventio per il terzo

Acquisto per attrazione o accrescimento per il proprietario.

- res derelictae: acquisto di norma con l’occupazione se si tratta di res nec mancipi. Per le res

mancipi occorre l’usucapione.

Teorie dei sabiniani e dei preculiani sulle res derelictae

I sabiniani sono più conservatori, per contro i preculiani più innovatori.

I preculiani sostenevano che la res derelicta (abbandonata intenzionalmente) non fosse senza

proprietario. Questi sarebbe venuto meno qualora un terzo si fosse appropriato della cosa. C’era la

continuità della proprietà.

L’occupazione non porta all’acquisizione della proprietà a titolo originario, ma derivativo!

(rapporto con il precedente proprietario).

I preculiani avvicinavano la derelicto all’iactus missilium. (quando i consoli rientravano a Roma,

dopo una guerra conclusasi vittoriosamente, lanciavano monete per i festeggiamenti alla folla. Il

console voleva gratificare persone a caso: non sapeva chi le avrebbe ricevute!

Queste monete lanciate non venivano intenzionalmente abbandonate! Si parla di traditio

intercertem personam

specificazione

trasformazione di una materia prima in una nuova specie (qualcosa di nuovo):

Es: Tizio ha un blocco di marmo e chiede a Caio che con quello gli ricavi una statua.

E se il proprietario della materia prima e lo specificatore non fossero la medesima persona?

I sabiniani sostenevano che questa proprietà fosse del proprietario della materia prima,

privilegiando il capitale al lavoro. Vi è il principio della derivazione. La nuova specie è un derivato

della materia prima, la quale è più importante.

I preculiani non negavano il profilo della derivazione, ma contrapponevano il principio secondo cui

la creazione della nuova specie faceva estinguere la materia prima.

Giustiniano: se il processo di specificazione è reversibile la proprietà della nuova specie è del

proprietario della materia prima. In caso contrario, la proprietà è dello specificatore.

Giustiniano ha utilizzato anche in minima parte della sua materia prima la proprietà della cosa

nuova spetta allo specificatore stesso.

Fatti, atti, negozi giuridici

Fatti: ogni accadimento, evento al quale l’ordinamento giuridico ricollega il sorgere di effetti

giuridici

Atti: comportamenti umani coscienti e volontari

Negozi: manifestazione di volontà diretta a produrre effetti giuridici che l’ordinamento giuridico

riconosce in quanto conformi alla volontà del soggetto. (causa: volontà per l’atto e per le

conseguenze)

(ci sono atti giuridici i senso stretto e fatti giuridici in senso stretto)

Atti giuridici leciti: consentiti dall’ordinamento giuridico

Atti giuridici illeciti: non consentiti dall’ordinamento giuridico

Per l’atto giuridico basta la volontà mentre per il negozio giuridico deve esserci la volontà anche per

le conseguenze dell’atto.

Es. amico moroso: ho prestato ad un amico 10 milioni. Non me li restituisce. Io lo denuncio ma non

voglio che vada in mora. Questo non è un negozio giuridico perché non voglio conseguenze. 22

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Es. riconoscimento del figlio naturale: può essere impugnato per violenza o per difetto di veridicità,

non per errore. Un figlio può essere riconosciuto in un testamento (negozio giuridico per

eccellenza). Poi si scopre che in realtà quel riconoscimento è stato effettuato solo per “vantarsi” con

i parenti per essere stato un casanova.

Quel trasferimento non si può impugnare; per difetto di veracità (e non per violenza o dolo).

Divergenza fra volontà e dichiarazione

Es tizio voleva dire “A” ma ha detto “B”.

Occorre una ricerca effettiva della volontà:

- iocandi causa: la divergenza non è stata fata per scopi giuridici ma solo per scherzo;

- decendi causa: per insegnamento; facendo esempi.

a. divergenza consapevole: - riserva mentale o simulazione

b. divergenza inconsapevole – errore ostantivo o lapsus (orale o scritto)

divergenza consapevole – riserva mentale

si dichiara qualcosa diverso da ciò che si vuole. Dichiarazione volontaria. La divergenza non deve

essere percepita all’esterno. Tizio giura, ma in realtà non intende giurare. Il negozio produce i suoi

effetti e non si indaga.

divergenza consapevole – simulazione

presuppone che ci sia un negozio bilaterale. Le parti sono consapevoli delle divergenze. Questa può

essere:

- simulazione assoluta: le parti fingono un certo negozio ma non lo vogliono; es tizio è

oberato dai debiti. Ha alle calcagna molti creditori. Si reca da un amico compiacente e gli

vende tutti i suoi beni con una vendita simulata. Tizio ora è fittiziamente nullatenente.

- Simulazione relativa: le parti fingono di concludere un determinato negozio ma in realtà ne

vogliono un altro diverso; es le parti fingono un determinato negozio di vendita immobiliare

e dal notaio dichiarano una cifra non effettiva dell’immobile in oggetto. Es vendita simulata

fra coniugi nasconde una donazione.

Nei negozi non formali si nega valore ai negozi simulati per darlo a quelli dissimulati (nascosti).

Divergenza inconsapevole, errore ostativo. (v pg 151 com. 70)

La divergenza fra volontà è dichiarazione è dovuta ad una falsa realtà; es credo di concludere una

compravendita, ma concludo solo un contratto enfiteusi. - Oppure credo di contrarre con Tizio, in

realtà si tratta di Caio. (anche se non sempre la persona è rilevante. A meno che non si faccia

riferimento a una prestazione per cui è determinante proprio quel soggetto: es quadro

commissionato a picasso o richiesta ad una ditta di idraulici di mandarmene uno per un intervento.

Io non indico un idraulico preciso).

- error in corpore o substantia - è importante la qualità merceologica: cavallo da corsa Vs

cavallo da tiro

- error in qualitate - riguarda una semplice qualità della cosa

nel diritto giustinianeo occorreva la scusabilità.

Invalidità

Del negozio giuridico al di fuori dei casi di divergenza di volontà e dichiarazione.

La falsa rappresentazione è a monte. La dichiarazione corrisponde perfettamente alla volontà. Solo

che la volontà è basata su falsi presupposti.

Il soggetto compie un negozio che non voleva. 23

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

- Dolus malus: l’errore non è spontaneo ma effetto del dolo. In questo caso interviene

l’ordinamento giuridico. Il dolus bonus è una normale vanteria di un venditore sul suo

prodotto.

- Ius civile: di fronte ad un negozio viziato annulla il negozio

- Ius pretorio: si considera se il negozio è stato viziato dalla violenza fisica o morale o dal

dolus malus. Si accordano di conseguenza dei mezzi processuali.

1) il cambiamento dei tempi

2) il ius civile riguardava i rapporti fra sovrani dell’organismo familiare

- vis concessiva: minaccia (metus) di un male ingiusto e notevole che incute paura. Questa fa

concludere il negozio che non si sarebbe altrimenti concluso o forse si ma con altri effetti.

- Vis conclusiva: per il negozio viziato da violenza morale il ius civile lo considerava valido.

Fondamentalmente la volontà c’era.

Mezzi processuali per i negozi viziati da solo

- Exeptio doli: concessa al raggirato quando questi non abbia ancora pagato, adempiuto al

negozio.

Es. stipulatio: Tizio “prometti darmi 100?”…Caio “Si! te lo prometto”…. Il pretore concede

a B l’exeptio doli

- l’actio doli: è una somma pari al valore del danno sofferto e comporta l’infamia del

sanzionato.

- Restituctio in integram proper dolum: la chiede il pretore qualora si fosse già provveduto

al pagamento: il negozio non è avvenuto e si deve tornare alla situazione di partenza. Non ci

sarà l’infanzia ma la restituzione del maltolto.

Mezzi processuali per i negozi viziati da violenza (v pg 161)

- exeptio metus: il negozio non è stato adempiuto (?); l’actio metus è il quadruplo del valore

della cosa.

- ……………………….restituzione della somma già pagata

Il contenuto del negozio giuridico è inteso come regolamento di interessi con cui il privato si

impegna (dichiarazione di volontà)

Il negozio giuridico è equiparato alla legge:

- art. 1372: il contratto ha forza di legge fra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso

o per cause ammesse dalla legge.

Il contratto non produce effetti rispetto a terzi che nei casi previsti dalla legge

- Art. 1324: recesso

Legge delle XII tavole:

a. nexum e mancipatio: il nexum è una forma di mutuo. Il debitore si “autovendeva” al

creditore per garanzia. Come avrà parlato il debitore: ita ius esto: così sia il diritto.

Valore percepito del negozio giuridico. La dichiarazione fatta in sede di mancipatio ha forza di

legge

b. come avrà disposto il suo patrimonio ita ius esto 24

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

elementi del negozio giuridico

1. essenziali

2. accidentali

3. naturali

elementi essenziali: senza dei quali non esiste il negozio:

- volontà

- causa, elemento oggettivo. È la funzione socioeconomica assolta dal negozio; es nella

compravendita è lo scambio di cosa Vs corrispettivo. La causa è diversa dal motivo! Questo

è un movente psicologico e di regola è irrilevante.

- Se prevista forma

a. Negozi causali: i cui effetti devono rispondere ad una determinata funzione

economica (v compravendita). Se manca il prezzo viene meno la causa.

b. Negozi astratti: c’è la causa anche se è accantonata e non menzionata (v cambiale)

elementi accidentali: non necessariamente sono presenti nel negozio. Possono essere inseriti dalle

parti. Essi sono:

- condizione

- termine

- modo

elementi naturali: non occorre inserirli nel negozio giuridico; sono già presenti ma possono essere

tolti dalle parti. Es garanzia per evizione nella compravendita (ovviamente il prezzo della cosa sarà

minore).

Condizione o condicio, elemento accidentale

Evento futuro e incerto dal cui verificarsi si fanno dipendere gli effetti del negozio. Il negozio

sottoposto a condizione si può trasmettere all’erede.

La condizione non incide sulla validità; solo sull’efficacia. 167

Es. ti darò 100 se la nave arriverà in africa. Il negozio sarà efficace solo se la nave arriverà ma in

ogni caso sarà valido.

La condizione può essere:

a. sospettava: negativa (se la nave arriverà) _ negativa (se la nave non arriverà)

b. risolutiva

c. casuali

d. protestative

e. miste

f. impossibili

g. illecite

condizione risolutiva: il negozio produce subito i suoi effetti. Questi potranno venire meno al

verificarsi di un determinato evento. Es vendita per corrispondenza; soddisfatti o rimborsati. Gli

effetti verranno meno se non ci sarà la soddisfazione.

I romani conoscevano solo la condizione sospensiva; conoscevano inoltre solo il negozio puro

ma annesso a questo un patto di risoluzione sottopoto a condizione sospensiva.

Alcuni actus legittimi (negozi) non tolleravano apposizione di condizioni e termini. (v mancipatio,

in iure cessio, datio tutoris, craetio...) v. eredis institutio. 25

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Questo accadeva:

- la struttura del negozio non lo consentiva (nella mancipatio la formula era: dico che questa

cosa è mia perché l’ho comprata con questo bronzo e con questa bilancia.

- L’ordinamento giuridico dice che gli effetti devono essere immediati.

Condizione casuale

Il verificarsi dell’evento dedotto in condizione del caso o della volontà di un terzo (diverso dalla

persona interessata). Es ti pagherà se la nave arriverà

Condizione potestativa:

dipende essenzialmente dalla volontà della persona interessata. Es ti darò 100 se salirai sul

campidoglio

Condizione mista

il cui avvenimento dipende dalla volontà della persona interessata il caso o la volontà di terzi.

+

Esistono anche le condizioni meramente potestative; es ti darò 100 se vorrò. Per l’ordinamento

giuridico sono nulle.

Condizione impossibile

Rende nullo il negozio es ti darò 100 se toccherai il cielo con un dito.

Condizione illecita

Rende nullo il negozio; es. ti darò 100 se ucciderai il mio nemico.

(Conditio pendent: gli effetti sono sospesi perché la condizione non si verifica e non si sa se si

verificherà)

Cautio muciana (da mucio scevola, inizi del I sec. A. C.

Nella condizione potestativa negativa

Si effettua una stipulatio. Gli effetti non ci saranno fino a quando non si avrà la certezza che

l’evento non i verifichi. Questo, ovviamente, potrà essere certo solo con la morte!

Allora , tramite la stipulatio, la parte che riceve la somma promette che nel caso in cui si verifichi

l’evento dedotto in condizione, la restituirà all’altra parte.

Il negozio giuridico sottoposto a condizione sospensiva negativa si trasforma in un negozio

sottoposto a condizione risolutiva.

Ex tunc - (da allora)

Es ti darò 100 se non salirai sul campidoglio.

Effetti prodromi ci: effetti che si producono se si verifica l’evento dedotto in condizione.

Secondo i giuristi classici gli effetti si deducono ex nunc (da ora) dal momento in cui si verifica

l’evento.

Secondo i giustinianei. Da allora. Cioè dal momento in cui si conclude il negozio ex tunc. 26

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Termine – elemento accidentale

È un evento futuro ma certo dal quale si fanno decorrere gli effetti del negozio.

Il termine può essere:

- sospensivo o iniziale es. ti darò 100 il 01/07/2000

- finale o risolutivo _ gli effetti si producono sino a quell’evento. Es. contratto di locazione

l’eredis institutio (anche alcuni actus legittimi) non tollera apposizione di termine

Tizio non può essere erede da una certa data o fino a una certa data. Se un soggetto è erede lo è per

sempre.

Continuità fra il decuius e l’erede.

Distinzione fra condizione e termine sotto il profilo di colui che paga prima che si verifichi

l’evento o prima che scada il termine.

Es. condizione: ti darò 100 se la nave arriverà in africa!!

Posso chiedere la restituzione di quanto pagato??

La condizione incide sull’efficacia. Si può ripetere il pagato. Perché ho pagato quanto non dovuto.

Es. termine: ti darò 100 il 01/07/2000

Se io pagassi il 01/06/2000 la restituzione del pagato non ci sarà. Il termine non incide

sull’efficacia del negozio giuridico…..Il termine è futuro ma certo. Il 01/07/2000 arriverà.

Il termine agisce sull’esigibilità. I 100 non possono essere pretesi prima del 01/07/2000. pagando

anticipatamente è come se rinunciassi ad un mio beneficio. (ex dit)

Modo o onere (e non oneroso) elemento accidentale

Modus – limite: potrà riguardare soltanto alcuni negozi; atti di liberalità o comodato.

Es ti lascio 1 milione ma provvedi a costruirmi un monumento funebre. Al lascito si sottrarranno le

spese per il monumento funebre. Ma la sua costruzione sarà un atto di liberalità dell’onerato. (ti

lascio 1 milione se…condizione)

Nb – la condizione subordina ma non ordina. Tizio non è obbligato a costruire il monumento

- il modus ordina ma non subordina. Si dee costringere l’onerato ad adempiere al modus

A Roma per molto tempo l’adempimento era rimesso alla correttezza e all’onestà dell’onerato.

Non c’era alcuna azione concessa dal pretore.

I giuristi suggerivano alcuni rimedi.

Es. la donazione modale era considerata una donazione in cambio - I100 per il monumento funebre

Mezzo processuale: condicio causa data: restituzione di ciò che è stato dato. Il pagamento è

indebito.

Il legato è il soggetto a onere: il pretore nega tutela al legato che non si impegna con la stipulatio

ad adempiere all’onere.

Risponderà in quanto inadempiente se non effettuerà l’azione.

v. III° fase del processo. (per il modus non era previsto un mezzo)_(I° fase: legis actionis; II°fase:

procedura formulare; III° fase: cognito extra ordinem) 27

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

rappresentanza

negozio giuridico: assetto di interessi

normalmente riguarda i soggetti stessi che pongono in essere il negozio.

Non tutti i soggetti sono legittimati a compiere negozi. Altri soggetti possono compiere negozi i cui

effetti ricadranno su altri.

Non tutti i soggetti sono legittimati a compiere negozi. Altri soggetti possono compiere negozi i cui

effetti ricadranno su altri. Es tutore, mandatario (ti do l’incarico di comprarmi quella casa)

Regola: La rappresentanza è la sostituzione di un soggetto ad un altro nel compimento di un

negozio.

La rappresentanza può essere:

- legale: ha la sua fonte di legge

- volontaria: ha la sua fonte nell’autonomia privata. (es. mandato, negotiorum gestio)

negotiorum gestio – pg 513

è consentito in qualche caso che un oggetto effettui un negozio per un altro soggetto senza esserne

stato incaricato.

Il diritto romano esigeva come requisito che la gestione fosse stata utilmente iniziata.

Come già detto, non occorreva che questa utilità andasse a buon fine.

Es. mese di agosto. I miei vicini sono al mare. Arriva la bolletta della luce e la pago per loro.

Quando questi tornano dalle vacanze dovranno rimborsare la cifra che ho speso per loro.

Se decido anche di comprar loro un’enciclopedia, su consiglio di un rappresentante, i miei vicini

non mi pagheranno.

I requisiti dell’unità deve essere interpretato solo a livello di eccezione perché ognuno deve

occuparsi dei propri affari, fermo restando l’esistenza della solidarietà fra i vicini.

La rappresentanza può inoltre essere:

- indiretta: il rappresentante agisce per conto del rappresentato ma in nome proprio.

- Diretta: il rappresentante agisce in nome e per conto del rappresentato. “spende” il nome del

rappresentato. Gli effetti del negozio si producono direttamente nella sfera giuridica del

rappresentato

Nel diritto romano l’unica forma di rappresentanza conosciuta era indiretta. Non si poteva

acquistare attraverso un estraneo. Es tizio dice a Caio di comprargli una casa. Caio però sarà il

nuovo proprietario. Ora doveva esserci un trasferimento di proprietà.

Noncius: si manifesta la volontà mandando qualcuno; un tramite. Come se fosse una lettera. Questo

non è un rappresentante.

Soggetti a potestà: se hanno capacità d’agire fanno ricadere gli effetti positivi sul pater familia

(quelli negativi no perché non lo possono impegnare) non è un rappresentato. Diretta perché non

agiscono in nome e per conto del rappresentato. (nel vincolo di sudditanza non c’è la capacità

giuridica).

Azioni addietizie – pg 203: c’è l’autorizzazione del pater familia; exercitoria, institutoria (sembra

la rappresentanza diretta, in realtà il pater familias risponde in via aggiuntiva (addietizia). La

responsabilità del pater familias si aggiunge a quella del sottoposto.

Sin dall’antichità, il tutor dell’impubere o il curatore del furioso avevano la facoltà i alienare

direttamente i beni di colui che rappresentavano per facoltà familiare.

Il pretore modifica il ius civile concedendo mezzi processuali quando il pupillo è infans o assente.

a. se il pupillo è infans il tutore deve badare alla negotiorum gestium sostituendosi al

pupillo dando l’assenso; ma 28

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

b. se il pupillo è assente il tutore deve intervenire per forza. Il pretore concede azioni

sia al pupillo che al pretore.

c. Es si deve vendere una casa con urgenza per conto dell’impubere. Egli è assente, il

tutore interviene vedendo la casa. Nonostante il negozio sia concluso dal tutore, è

come se fosse stato concluso dal pupillo. Per questo le azioni valgono per e contro di

lui.

Procurator omnium bonorum

È un amministratore che acquista e trasmette il possesso direttamente per l’amministrato.

Si danno al dominus e contro al dominus le azioni che spetterebbero al procurator. Può essere un

sottoposto diligente del dominus per adempiere.

Cognitor – pg 188

Sostituto processuale, nomine alieno, era nominato dal titolare (dominus litis) della pretesa che si

faceva valere nel processo. Poteva intervenire come attore per conto e in nome di altri. Gli effetti

del processo erano in capo al dominus litis.

- nell’intenti della formula: nome del dominus

- nella formula di condanna: nome del cognitor

diritti reali

- la loro peculiarità è la tipicità. Sono quelli previsti tassativamente dall’ordinamento. Il diritto

reale è un peso che comprime il diritto di proprietà.

- Sono diritti soggettivi che danno al titolare il potere di usare una cosa. Questo potere si

esercita attraverso l’imposizione ai terzi un potere negativo.

- Sono diritti assoluti: erga omnes; ma sono anche relativi (diritti di credito) i quali si fanno

valere solo nei confronti di determinati soggetti (i debitori). I creditori possono essere

molteplici.

- I diritti reali servono ad usare la cosa direttamente: i terzi si astengono dall’ingerire i beni.

Diritti reali limitati – in iure re aliena

- diritti reali di godimento: godimento della cosa.. usufrutto

- diritti reali di garanzia: potere di soddisfarsi della cosa nel caso in cui non avvenga

l’adempimento i una obbligazione.

I romani distinguono a livello giuridico (non sostanziale):

- l’actio in rem: riguarda la cosa

- l’actio in personam: riguarda la persona

- l’actio in rem - (diritto reale): attraverso la quale “aut corporalem nem intedimus

nostram esse, aut ius aliquod competere mobis” _ “intendiamo o una cosa corporale che

sia nostra o qualche diritto che ci compete”

si riprende la distinzione fra res corporales e res incorporales. La proprietà era res corporales per

un’ottica rurale molto antica. Quando nacquero i diritti reali minori, si distinsero diritti e

oggetti del diritto (res incorporales)

- actio in personam – tutela del credito: “qua agimus cum aliquo qui mobis uel ex

contracto uel ex delicto obligatus est, id est cum intendimus dare, facere, prestare,

oporter..” _ “azione con cui agiamo con qualcuno che o per contratto o per diritto è

obbligato nei nostri confronti. Questo è come intendiamo dare, fare, prestare…

Tutti i diritti romani hanno il principio di esclusività 29

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Diritto di proprietà – i romani non hanno definito la proprietà.

- costituzione di Costantino: sui et rei moderaton et arbiter: il proprietari deve

comportarsi secondo le istruzioni definite dal mandante.

(la definizione di usufrutto è stata adattata per la proprietà)

- diritto di proprietà: diritto di usare e di abusare “ius utendi et abutendi rei suae” art.

4036/1865 art. 832

da dove deriva l’abutendi??

- dal digesto. Sull’erede l’abuti significa consumare

- da un passo di fiorentino: naturale facoltà su una cosa della quale si può fare ciò che si

vuole, al meno che non sia proibito dallo iure (però si riferisce alla libertà)

il diritto di proprietà è quello che ha il contenuto più ampio rispetto agli altri diritti reali; almeno

virtualmente.

- Ha il carattere dell’automatica: i diritti reali non lo sono (v diritti reali limitati su cosa

altrui).

- Forma di proprietà per eccellenza - dominium ex iure quiritium: riguarda i fondi.

L’antica proprietà è l’ager limitata (la limitatio era la cerimonia per fissare i confini).

- I romani sacrificano tutto per la tutela del proprietario: infatti le servitù prediali si fanno

strada lentamente; lo indica già il termine stesso. Si parla allora di concessioni che si danno

gradatamente

Principio superficies solo cedit: c’era una cerimonia solenne per tracciare i confini dei fondi

limitati (da limes: spazio di almeno 5 piedi che doveva essere libero fra un fondo e l’altro).

v. art 42 della costituzione; proprietà privata: funzione sociale. Il ius romano non riconosceva

questa funzione.

Il proprietario del fondo lo era anche delle costruzioni sopra questo.

Le servitù prediali - pg 367

Diritto di un proprietario in quanto tale di un fondo di esigere un comportamento determinato, di

omissione o di tolleranza, del proprietari (in quanto tale del fondo vicino).

Immagine del servire: è asservimento di un fondo ad u altro. Il nostro codice parla del peso perpetuo

di un fondo servente su un fondo dominante (la cui servitù è di vantaggio).

Le 4 servitù rustiche erano res mancipi: actus (da agere) far passare il bestiame; aquaductus

Si identifica il diritto con l’oggetto dl diritto: iter…si identificano sul terreno su cui passano. Con

l’andar del tempo, si conobbero altre servitù:

- percaris pascendi: far pascolare il bestiame

- arende fodiendae: scavare sabbia

- eredis coquendae: cuocere creta

vi erano inoltre le servitù urbane: Es appoggiare il balcone sul muro del vicino (stillicidio)

principi della servitù

- utilitas fundi: la servitù si traduce in un’utilità oggettiva del fondo, non il suo attuale

proprietario.

- Previa vicina esse debent fundi: i fondi devono essere vicini.

- Nemini res sua servit: vale per tutti i diritti reali limitati. Non ci può essere servitù sul

proprio fondo perché prevale il diritto di proprietà.

- Servitus in facendo consistere nequit: punto di vista del proprietario del fondo servente.

Consiste in un sopportare (in un pati) una ingerenza da parte del proprietario del fondo

dominate oppure in un non facere: il proprietario non esercita certe attività sul fondo perché

ci sono delle servitù. Es altius non tollendi.

- (caratteristica dell’indivisibilità) 30

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Moderna distinzione, nell’ottica del proprietario del fondo dominante fra:

- servitù positive: il cui esercizio esige un comportamento attivo cui corrisponde un pati del

fondo servente.

- Servitù negative: il cui esercizio non comporta alcuna attività: non facere.

Si capovolge la prospettiva precedente. Se la servitù è un pati il proprietario sopporta un’ingerenza.

Es servitù di passaggio. È positiva per il proprietario del fondo dominante. Se la servitù è u non

facere non c’è una ingerenza positiva. (fondo dominante),di conseguenza la servitù è negativa.

Questa distinzione è importante ai fini dell’estinzione delle servitù per il non uso: la proprietà si

perde solo con l’usucapione o comunque per un non uso: le servitù si perdono per inerizia del

titolare del fondo dominante dopo 10 o 20 anni.

Estinzione della servitù

Da quando decorrono i 10 o 20 anni (pg 376).

- Nella servitù (positiva) di passaggio: da quando X passa per l’ultima volta

- Nella servitù negativa: da quando il proprietario del fondo servente avesse tenuto un

comportamento incompatibile con l’esistenza della servitù: ad es trattandosi di servitus

altius non tollendi, dal momento in cui avesse sopraelevato. Il proprietario del fondo, si

pensò con il suo comportamento usucapisce la libertà del fondo liberandolo da una servitù

gravante su esso.

Costituzione delle servitù

Le più antiche attraverso la mancipatio (per le servitù) rustiche. Il modo più usato era comunque

l’in iure cessio: per atto fra vivi. Non con il contratto perché aveva solo natura obbligatoria. Il

futuro titolare dice: a me spetta il diritto di passaggio…e l’altro taceva. Nei fondi provinciali le

servitù costituivano attraverso paetianes et stipulationes: non erano proprio servitù, ma rapporti

analoghi con contenuti equivalenti “actio in factum”

Altri modi

- exeptio servitutis: il proprietario di due fondi, nell’alienarne uno con mancipatio fa una

servitù fra il fondo alienato e quello posseduto.

- Adiudicatio: per i fondi divisi

Lex scribonia vieta l’usucapione…quando il diritto s’identifica con l’oggetto del diritto non c’era

problema per usucapire; in età successiva le cose cambiano ma alla fine si può usucapire: 10 anni

inter praesentes; 20 anni inter absentes.

Supponiamo che il buon padre abbia 2 fondi: A e B. A è precluso: A ha il diritto che non si può

definire servitù (servitù di fatto)

Se A e B non sono dello stesso proprietario,la servitù è di diritto.

Il principio “la servitù non può consistere in un fare” subisce una eccezione riguardo alla servitù;

oneris parentis a tenere in buono stato il muro su cui poggia il balcone del proprietario del fondo

servente. Non è un’eccezione vera e propria: se il proprietario del fondo servente non lo tiene in

buono stato, crolla tutto e la servitù non è più possibile.

Es. servitù di passaggio: cade un tronco: lo rimuove il proprietari del fondo servente. Attività più

positiva ma solo per garantire la servitù. 31

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Estinzione:

- per confusione

- per non fede

- rinuncia: attraverso l’in iure cessio con schema dell’actio negatoria: si dice “il fondo è

privo di pesi”. La servitù si estingue: il proprietario del fondo servente intenta actio

negatoria contro il proprietario del fondo dominante.

Diritti reali di godimento: usufrutto, enfiteusi

Usufrutto:

- definizione dei romani (giurisprudenza): usufructus: ius utendi fruendi alienis rebus

salva rerum substantia. Non si può alienare la destinazione socio-economica della cosa.

- È sorto in epoca tarda (150 a.C.) per sopperire ai bisogni della vedova senza conventio in

manum, la quale non era quindi erede (v. caratteristica della temporaneità e della

personalità (non suscettibilità alle successioni).

- Il modo più semplice per costituirlo: legato per mortis causa – legato quindi d’usufrutto.

- Se il diritto d’usufrutto si creava con un atto reale (in iure cessio, deductio) e non con un

atto per mortis causa, il legato lo era per obbligazione.

- Cautio fructuaria - 380: l’usufruttuario con la stipulatio si impegna col nudo proprietario a

restituire l’oggetto dell’usufrutto e ad usare l’arbitratum boni viri cioè la diligenza del

buon padre di famiglia. Il limite negativo interno (salva rerum substantia, la non

alterazione della destinazione socio-economica..) non tutelava abbastanza le esigenze del

proprietario: è necessario il criterio dell’intelligenza media.

- In epoca tarda l’usufrutto fu consentito anche alle persone giuridiche: in questo caso si

sarebbe estinto dopo 100 anni.

- La rinuncia avviene con l’actio negatoria

- Quasi usufrutto: l’usufrutto poteva costituirsi su cosa inconsumabile. Per quelle consumabili

(e in più fungibili. Es il denaro) la proprietà si attribuisce all’usufruttuario che restituirà non

le stesse cose ma tantundem (un equivalente).

- Diritto reale di uso – usus pg 386: è il diritto di usare solamente, non di fruire. Niente frutti,

quindi, per un usuario del fondo: ma per un principio umanitario colui che usa la cosa può

disporre dei frutti unicamente per i bisogni della sua famiglia.

Diritto di superficie v art 952 e seg. cc.

- Oggi il diritto di superficie comporta l’acquisto della proprietà della costruzione in deroga al

principio superficie solo credit (superficie in senso atecnico. Da superfacem – sopra la

faccia).

- Si riconosce infatti la proprietà della costruzione separatamente alla proprietà del suolo (e

anche a ciò che sta sotto. Es i box).

Come nasce il diritto:

- la sua genesi storica si colloca in un’epoca in cui dominava il principio superficies solo

cedit, cioè quello che impediva la divisione della proprietà in piani orinzzontali (condominio

di oggi), né, per molto tempo, la costituzione di un diritto reale.

- Si diffuse già dall’età repubblicana la pratica per cui lo stato era solito accordare ai privati la

facoltà di tenere botteghe sul suolo pubblico dietro il pagamento di un canone: solarium; es

banchieri

- La pratica si estese anche ai rapporti fra privati; i giuristi si dibattevano sulla natura di

queste concessioni: si trattava di una vendita o di una locazione?

(Nb. la compravendita romana non era traslativa del diritto di proprietà) 32

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Emptio venditio – compravendita

- compravendita consensuale, si vedevano soprattutto animali da tiro e da soma e partite di

schiavi.

- III° sec. a.C. età repubblicana

- Ambito del ius gestium: rapporti con gli estranei

In questa compravendita vi era una doppia stipulatio:

- trasferimento di possesso della cosa del mancipio dans;

- trasferimento di proprietà del prezzo - pg 455

Nei contratti consensuali il consenso, elemento necessario per tutti i contratti, è anche elemento

sufficiente.

Nella compravendita consensuale vi è un venditore che impegna a trasferire il possesso della cosa e

un compratore che si impegna a trasferire la proprietà del prezzo. Non basta il consenso, ma si

utilizzano due contratti formali: la stipulatio.

Nei contratti (v pg 456) reali non basta: occorre anche il trasferimento della cosa. Es il mutuo è un

contratto reale ma non solo consensuale: l’elemento sufficiente è la consegna es mutuo,

comodato,deposito,pegno.

La locazione non è un contratto reale. La consegna si ha dopo il contratto; alla sua conclusione.

V contratto di comodato art 1803 finché non c’è consegna non c’è il contratto.

Nella emptio venditio se il compratore fosse stato obbligato a trasferire la proprietà del bene

avrebbe dovuto fare la mancipatio (perché oggetto della compravendita erano res mancipi) o la in

iure cessio.

Nella emptio venditio se il compratore fosse stato obbligato a trasferire la proprietà del bene

avrebbe dovuto fare la mancipatio (perché oggetto della compravendita erano res mancipi) o la in

iure cessio.

Ma questi erano istituti solo del ius civile: per cittadini romani.

Allora si imponeva al venditore straniero solo quello che poteva fare:

- trasferire il possesso della cosa;

- garantirne il godimento…evizione.

Il compratore, invece, doveva anche trasferire la proprietà del prezzo, il quale consisteva in denaro:

bene fungibile e suscettibile di trasferimento della proprietà mediante la consegna.

Denaro: res nec mancipi; basta la traditio; estesa anche al ius gestium; accessibile a tutti.

I giureconsulti romani potevano fare rientrare la concessione:

- nello schema della compravendita se la concessione veniva fatta in cambio di un

corrispettivo una tantum (una volta per tutti)

- nello schema della locazione (locatio) se il canone era periodico.

Prevalse lo schema della locazione. Si vende o si loca la superficie separatamente dal suolo.

Il principio superficies solo cedit non viene mai meno perché il superficiaria non acquista un diritto

reale ma solo un diritto di credito (quello di godere della superficie). Esso poteva essere fatto valere

solo nei confronti del concedente.

Se fosse stato un diritto reale sarebbe stato azionabile erga omnes.

Se muore il concedente, gli eredi erano tenuti a continuare il diritto.

Intervento del pretore: accorda al superficiaria (concessionario) un interdetto apposito: interdictum

de superficiebus contro qualsiasi terzo che operi turbative al godimento del bene.

Actio in rem concessa dal pretore…da qui si deduce l’esistenza di un diritto reale.

Possesso tutelato erga omnes a meno che non ci siano stati: violenza, a titolo precario, clam.

Quindi riconoscimento del possesso al superficiaria; però non si è ancora giunti al diritto reale di

superficie inteso come oggi. 33

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Diritto di credito Vs diritto reale

Es diritto di credito: Tizio da in locazione per 5 anni un appartamento a Caio; dopo 3 anni Tizio

decide di venderlo a Sempronio. La locazione non continua: Caio non rientrerà nell’appartamento

ma avrà un’azione contro Tizio: actio conducti per il risarcimento del danno. Questa azione è ne

contratto (actio locati per il locatore).

Es diritto reale: Tizio costituisce per Caio un diritto di usufrutto. Se tizio vende l’appartamento di

Caio, quest’ultimo non può essere cacciato (l’actio in rem induce l’esistenza di un diritto reale).

Proprietà pretoria:

1. il venditore ha dato la res mancipi con traditio. Il compratore non acquista la proprietà. Il

venditore fa una reinvendicatio.

2. il pretore accorda al compratore la exceptio reivendicte. Il possesso doveva esserci sempre.

Se questo non ci fosse stato,

3. occorreva l’actio publiciana (significa dictio) per recuperare la cosa nei termini previsti per

l’acquisto della proprietà per usucapione.

4. exceptio iusti dominium (venditore)

5. replicatio doli (compratore)

il superficiaria può costruire e godere nel modo più ampio dietro il pagamento

- può alienare inter vivos

- può cedere il diritto mortis causa

- vendicatio servitutis per servitù inerenti al fondo.

Il diritto di superficie non si estingue per inadempimento nei confronti del proprietario del suolo e

non si parla di proprietà; ma di “fondo servente” (proprietario del suolo) e di un fondo dominante.

Il dominium es iure quiritium non c’è per la costruzione. Il principio superficies solo cedit non

crolla _ alienabilità inter viva _ passaggio odi e non

Puteiv enfiteusi: da coltivare la terra.

Questo è un istituto meno importante del diritto di superficie.

Il referente più lontano dell’enfiteusi è l’ager vectigalis.

Lo stato dava ai privati coltivatori diretti il fondo contro pagamento vectigal. Questa non era

considerata compravendita perché avveniva fra stato e privato. Si trattava di una locatio conductio.

Il diritto di credito si poteva far valere nei confronti del debitore.

Il privato (?) aveva il possesso con la tutela Interdicti possessori. (dal pretore).

Non si tratta di possesso ad usucapionem perché mancano:

- titolo

- giusta causa

- buona fede

ammessa alienabilità inter vivos e mortis causa.

Epoca classica; il passo successivo: concessione del pretore in una actio in rem modellata sulla

reinvendicatio. Non si parla più di ius agro vectigalis ma di ius perfetum ius efiteutum.

Epoca tarda: imperatore Zenone IV se a.C. contratto a se stante: determina il sorgere di un diritto

reale di enfiteusi.

Art. 1321 c.c. vige l’atipicità del contratto (il contratto è l’accordo di due o più parti (1420) per

costruire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale (1174).

A Roma erano contratti solo quelli assistiti da uno specifico strumento sanzionarlo; i contratti

erano ben individuati. 34

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

Principio generale: il contratto produce solo effetti obbligatori e non reali. (oggi ne produce sia

reali che obbligatori)

- a carico del venditore v’è un obbligazione in dare. (trasferimento della proprietà del

prezzo)

- a carico del compratore l’obbligazione consiste in un facere (dare il possesso della cosa e

garantirne il pacifico godimento)

Diritto dell’enfiteuta:

- non era tenuto a migliorare il fondo, ma solo a non deteriorarlo.

- Acquistava i frutti Non con la percezione (v usufruttuario, locatario) ma con la separazione,

come un proprietario.

- Doveva pagare un canone annuo e le spese relative al fondo.

- Può cedere il suo diritto: si parla di cessione del fondo. Il proprietario era poco considerato;

conserva però dei diritti. Ha il ius prelationis: diritto di essere preferito a tutti gli altri a

parità di condizioni. Il locatore gli comunica il prezzo e questo può esercitare il suo diritto

entro 2 mesi. Se non viene esercitato il proprietario riceve l’audemio. 2% del fondo sarà

ovviamente stimato.

Il diritto si estingue per non uso, rinuncia, confusione, distruzione e per mancato pagamento delle

imposte e canone per tre anni.

Periodo post-classico: l’enfiteusi era molto importante.

Diritti reali di garanzia (di credito): pegno e ipoteca

La garanzia permette al creditore insoddisfatto di soddisfarsi sulla cosa appunto “in garanzia)

- o direttamente: diventandone proprietario

- o indirettamente: vendendola (il surplus, coperte le spese sostenute, ritornerà al debitore).

Se il debitore non adempie alla prestazione cui è tenuto, il creditore può disinteressarsene o agire in

giudizio per fare accertare l’inadempimento. Poi si agirà esecutivamente sul patrimonio de debitore.

Art. 2740. il debitore risponde con tutti i suoi beni presenti e futuri. È allora a che servono le

garanzie? Questa è una garanzia generica, naturale del credito. Non c’è il diritto di sequela.

E se il debitore si rende nulla tenente?

Se c’è una garanzia reale c’è il diritto di sequela: diritto di perseguire la cosa anche se è in mano a

terzi.

Par condicio: i creditori sono tutti sullo stesso piano se la garanzia è generale.

In questo caso: singolo credito che in quanto tale è assistito da garanzia personale o reale.

- personale: es fideiussione; un terzo si impegna a rispondere in caso di inadempimento del

soggetto

- reale: cosa vincolata al soddisfacimento del creditore in caso di inadempimento.

- Prima del pegno, i romani hanno conosciuto la fiducia (pg 469). Era il trasferimento della

proprietà dal debitore (mancipio dans) al creditore (mancipio accipiens il qual chiede una

garanzia reale).

- Tout court: trasferimento della proprietà a titolo definitivo.

- Il trasferimento avverrà con mancipatio o in iure cessio.

- Il mancipio accipiens restituirà la cosa una volta estinto il debito.

Gaio:

- si poteva fare con un amico (perché le cose siano più al sicuro con la funzione di deposito 35

Istituzioni di Diritto Romano Riassunto per L’orale

- con la funzione di pegno (scopo di garanzia). Comportava non solo il trasferimento del

possesso, ma anche della proprietà.

(il contratto di deposito esclude l’uso. Per i romani era tutto. Non per noi perché la cosa è stata

prima consegnata da noi!!) per i romani il comodatario sarà punito se abuserà della cosa.

Ammettevano anche il furto degli immobili – v actio serviana.

Mancipio dans: fiduciante/garante

Mancipio accipiens: fiduciario/garantito

Non si ammetteva che colui che dava qualcosa in garanzia ne restasse proprietario.

Passo successivo: la proprietà resta al debitore pignorante, il possesso al creditore pignoratizio.

Altro passo: il debitore sarà spossessato solo se non pagherà il debito. la cosa viene consegnata ad

Interdicta: per gli interdetti.

Se il debito viene estinto e il creditore non vuole restituire la cosa interviene il pretore con: actio

pigneratician in personam

Invecta et illata – v pg 298

Sono degli strumenti utilizzati dai coloni coltivatori dei fondi.

Erano i loro unici mezzi di lavoro. Se il colono li avesse dati in pegno al creditore, non avrebbe più

potuto lavorare e di conseguenza produrre. Ecco allora come soluzione l’ipoteca.

Questo era utile non solo al colono per continuare a vivere, ma per il creditore che poteva essere

ripagato dai proventi del colono e anche per l’economia.

Lo spossessamenti della cosa del debitore avverrà solo in una fase

Pignus conventum (convenuto) non c’è pignus datum

a) sulle tutela possessoria interdictum serviana

b) sul diritto. Azione in rem (presso i terzi): actio serviana modellata sulla reinvendicatio. Il

creditore si impossessava delle cose. Questa azione, una volta, riguardava soltanto le

invecta et illata…era anche chiamata actio pigneraticiam in rem

il pignus (ipoteca) è un diritto reale che si costituisce attraverso un accordo.

Un semplice accordo costituisce un diritto reale (limitato su cose altrui. Si deroga al principio

tipicamente romano: il contratto produce solo effetti obbligatori.

Actio pignoraticia contraria

Creditore vs debitore: es. si dà in pegno uno schiavo ladro. Il creditore fa valere delle (eventuali)

pretese sul debitore.

Contratti perfettamente bilaterali: sorgono obbligazioni a carico di entrambe o più parti.

Contratti unilaterali: nascono obbligazioni solo a carico di una parte mutuo (mutuante, deposito,

deponente, comodato, comodante, pegno: debitore pignoratizio). L’obbligazione sorge in seguito al

trasferimento di proprietà del denaro.

Può capitare che sorgano obbligazioni anche per l’altra parte. Es schiavo ladro; dare comodato un

cane terribile: actio mandati contrari.

Actio pignoraticia in personam

Tutela le ragioni del debitore pignorante per ottenere dal creditore pignoratizio la restituzione della

cosa.

Actio pignoraticia in rem

L’istituto è divenuto un diritto reale. 36


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunti di Diritto privato romano utili per il ripasso dell'esame omonimo. Gli argomenti nello specifico sono i seguenti: il diritto quale elemento fondamentale per la regolazione dei rapporti interpersonali, lo ius civilis (diritto romano), il diritto d'usufrutto e le sue caratteristiche (temporaneità e personalità), la prospettiva storica e responsabilità aquiliana, la definizione di famiglia nel Digesto, Coniatio -(vincolo di sangue).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Iantella Elio.

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