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Diritto privato - le obbligazioni Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto privato sulle obbligazioni per l'esame del professor Giuseppe Conte. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: le obbligazioni, il debito (dovere di adempiere la prestazione), la responsabilità (consistente nell'assoggettamento del patrimoniodel debitore al potere coattivo del creditore).

Esame di Diritto privato docente Prof. G. Conte

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ESTRATTO DOCUMENTO

secondo cui il pagamento fatto dal terzo ha sempre effetto estintivo

dell'obbligazione)

Sez.2- Le modificazioni nel lato passivo del rapporto

Successione del debito può aversi sia mortis causa che per atto tra

vivi. Nella prima ipotesi il debito si trasmette all'erede insieme con

tutto il patrimonio e il creditore è costretto a subire il mutamento

come conseguenza necessaria della morte del debitore originario.

Quando, invece, il debitore voglia trasmettere ad altri il proprio

debito, per atto tra vivi, è necessario il consenso del creditore.

Le tre figure che realizzano il mutamento nel lato passivo sono la

delegazione, l'espromissione e l'accollo.

Si definisce delegazione l'istituto giuridico che realizza l'aggiunta o la

sostituzione di un altro creditore o di un altro debitore, senza che

l'obbligazione resti alterata nella sua sostanza oggettiva. In

particolare avremo delegazione attiva, quando si delega la posizione

di creditore assegnando al debitore un altro creditore, e delegazione

passiva, quando si delega la posizione del debitore(delegante)

assegnando al creditore(delegatario) un altro debitore(delegato).

Riguardo quest'ultima, la legge prevede due casi :

a) Delegazione di pagamento ( che ricorre quando il debitore-

delegante delega un terzo-delegato ad eseguire il pagamento al

creditore-delegatario)

b) Delegazione di debito ( che ricorre quando il debitore delega un

altro soggetto ad assumersi l'obbligazione verso il creditore, cioè a

promettergli il pagamento a una certa scadenza futura.

Nella delegazione sono distinguibili due rapporti:

1) Il rapporto tra delegante e delegato o rapporto di provvista

2) Il rapporto tra delegante e delegatario o rapporto di valuta.

Qualora il delegato promette o adempie la prestazione senza

richiamare alcuno dei rapporti su menzionati, siamo in presenza di

una delegazione astratta o pura. Diversamente, si ha delegazione

titolata o causale.

Per di più, la delegazione può assumere due forme :

a) Cumulativa ( si ha quado il nuovo debitore si aggiunge

all'originario. Tuttavia fra i due debitori non esiste rapporto di

solidarietà, in quanto il creditore che ha accettato l'obbligazione del

terzo non può rivolgersi al delegante se prima non ha chiesto

l'adempimento al delegato)

b) Liberatoria o privativa ( quando il debitore originario è

espressamente liberato dal delegatario e, dunque, il nuovo debitore si

sostituisce a quello originario)

Ritornando alla delegazione pura e alla delegazione titolata, le

conseguenze pratiche della distinzione tra questi due tipi di

delegazioni si hanno nel regime delle eccezioni. Infatti :

a) Il debitore delegato può opporre al nuovo creditore tutte le

eccezioni derivanti dal rapporto diretto con lui.

b) Il debitore delegato, invece, non può oppore al creditore

delegatario le eccezioni relative al rapporto di provvista che avrebbe

potuto opporre al delegante. Infatti il creditore, una volta accettato il

nuovo debitore non deve essere esposto al pericolo di eccezioni che

tale nuovo debitore avrebbe potuto opporre al debitore originario per

un rapporto al quale il creditore è del tutto estaneo.

c) Il delegato, inoltre, nella delegazione titolata può opporre al

delegatario tutte le eccezioni relative al rapporto interno e nella

delegazione pura non può opporre al delegatario le eccezioni relative

al rapporto sottostante.

L' espromissione è il contratto con il quale un

soggetto(espromittente) si assume verso il creditore il debito di un

altro soggetto(espromesso), senza l'intervento di quest'ultimo.

Caratteristica di questo rapporto è la spontaneità dell'assunzione del

debito altrui. Nell'espromissione si distinguono due casi:

1) Espromissione cumulativa ( in cui l'espromittente è obbligato in

solido con il debitore originario)

2) Espromissione liberatoria o privativa ( se il creditore

espressamente dichiara di liberare il debitore originario).

L'espromittente non può opporre al creditore le eccezioni relative ai

suoi rapporti con il debitore originario; egli non può opporre le

eccezioni che al creditore avrebbe potuto opporre il debitore

originario tranne le eccezioni personali, le eccezioni derivanti da fatti

successivi all'espromissione e le eccezioni di compensazione.

L'accollo è un contratto fra debitore (accollato) e terzo (accollante),

con il quale il terzo si assume il debito dell'altro : a tale accordo non

partecipa il creditore (accollatario). Quest'ultimo punto differenzia

l'accollo dalla delegazione, che è negozio trilaterale.

Possono distinguersi vari tipi di accollo :

a) Accollo interno o semplice (interviene quando l'accordo tra il

debitore e l'accollante non è manifestato al creditore che rimane terzo

estraneo al rapporto)

b) Accollo esterno ( quanto il creditore aderisce alla convenzione. Con

l'accettazione egli rende irrevocabile la stipulazione a suo favore)

Inoltre, come per la delegazione e l'espromissione, anche l'accollo si

distingue in :

1) Cumulativo ( quando il creditore, all'atto di aderire alla

convenzione, non dichiara di liberare il debitore, il quale, pertanto,

resta obbligato in solido con terzo che si è accollato il debito)

2) Liberatorio o privativo ( quando invece il creditore dichiara

espressamente di liberare il debitore).

Il terzo accollante può opporre al creditore le eccezioni fondate sul

contratto di assunzione e le eccezioni relative al rapporto tra debitore

originario e creditore.

(Cessione del contratto)

Con la cessione del contratto si ha la sostituzione di una

persona(cedente) con un'altra(cessionario) in tutti i rapporti nascenti

da un contratto, per cui il terzo cessionario assume, rispetto all'altro

contraente, la stessaposizione giuridica già occupata dal cedente.

La cessione del contratto si realizza, pertanto, una successione inter

vivos a titolo particolare di un terzo nella posizione contrattuale di

uno dei contraenti originari.

L'art. 1406 ammette la cessione del contratto con prestazioni

corrispettive, se queste non sono state ancora eseguite, e puchè l'altra

parte vi consenta.

Perchè la cessione del contratto si perfezioni, è perciò necessario il

consenso del contraente ceduto. Ciò è ovvio in quanto il cessionario

diventa debitore della controprestazione dovuta al contraente ceduto.

Il consenso del ceduto può essere dato anche in via preventiva; in tal

caso, però, il ceduto deve essere posto a conoscenza della cessione.

Il contraente cedente è liberato dalle sue obbligazioni verso il

contraente ceduto, a meno che questo non dichiari di non volerlo

liberare. In questo caso il cedente diviene responsabile eventuale ove

sia inadempiente il cessionario.

(L'Adempimento)

Contrariamente ai diritti reali, le obbligazioni tendono a estinguersi

in un breve periodo di tempo; infatti, quando il creditore ha

raggiunto il proprio vantaggio patrimoniale, il vincolo obbligatorio

viene meno in quanto non ha alcuna ragione di continuare ad

esistere.

I vari modi di estinzione delle obbligazioni si distinguono in :

a) Modi satisfattori ( che fanno conseguire direttamente o

indirettamente al creditore la prestazione e sono : adempimento,

dazione in pagamento, confusione, compensazione)

b) Modi non satisfattori ( che determinano la liberazione del debitore

senza che il creditore riceva la prestazione e sono : novazione ,

remissione del debito, impossibilià sopravvenuta).

Modo normale di estinzione dell'obbligazione è l'adempimento o

pagamento che consiste nell'esatta esecuzione della prestazione. Esso

estingue sia l'obbligo del debitore, sia il diritto del creditore.

Il creditore può rifiutare l'adempimento parziale, anche se la

prestazione è divisibile.

Il pagamento dell'obbligazione può essere fatto al creditore che abbia

la capacità di ricevere; al rappresentante del creditore; alla persona

indicata dal creditore; alla persona autorizzata dalla legge o dal

giudice.

Il luogo dell'adempimento è determinato dalla volontà delle parti,

dagli usi, la natura della prestazione e da altre circostanze obiettive,

dalle norme suppletive dell'art. 1182, come :

1) L'obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata deve

essere adempiuta nel luogo in cui si trovava la cosa quando

l'obbligazione è sorta

2) L'obbligazione avente ad oggetto una somma di danaro deve

essere adempiuta al domicilio del creditore al tempo della scadenza

3) Negli altri casi l'obbligazione deve essere adempiuta al domicilio

del debitore al momento della scadenza.

Riguardo al tempo dell'adempimento:

a) In mancanza di fissazione del termine, la prestazione può esigersi

immediatamente

b) Se è indicato un termine, questo si presume a favore del debitore

c) Può essere, peraltro, convenutoun termine a favore del creditore.

In questo caso, il debitore non può adempiere prima, ma il creditore

può esigere prima.

Riguardo, invece, all'adempimento del terzo, si ha quando la

prestazione è effettuata da un terzo anzichè dal debitore.

Naturalmente, ciò può accadere solo per le obbligazioni aventi ad

oggetto prestazioni di cose fungibili per le quali è indifferente per il

creditore che il pagamento sia fatto dal debitore o da un terzo. Il

creditore normalmente non può opporsi all'adempimento del terzo

tranne che se egli ha interesse che il debitore esegua personalmente la

prestazione o se il debitore gli ha manifestato la sua opposizione.

Quando su un debitore gravano più debiti, a diverso titolo, verso uno

stesso creditore ed il debitore effettua un pagamento che non

comprende tutti i debiti; è, così, necessario stabilire quale fra i diversi

debiti deve essere estinto per primo.

Di norma, il pagamento deve essere imputato prima ai debiti scaduti;

fra i debiti scaduti hanno la priorità i debiti che sono meno garantiti;

fra i debiti ugualmente garantiti è preferito il più oneroso per il

debitore; fra i debiti ugualmente onerosi il più antico.

Quando il creditore lo consente, il debitore può liberarsi eseguendo

una prestazione diversa da quella dovuta. In tal caso, l'obbligazione

si estingue mediante l'effettiva esecuzione della prestazione diversa

da quella originariamente dovuta.

Oggetto della prestazione in luogo dell'adempimento può essere

anche la cessione di un credito. In tal caso, l'obbligazione si estingue

solo con l'effettiva riscossione del credito ceduto.

(I modi di estinzione diversi dall'adempimento)

Sez.1- Modi di estinzione "satisfattori"

La Compensazione si ha nel caso che due soggetti siano

contestualmente creditore e debitore l'uno dell'altro: la legge in tale

ipotesi dispone che le obbligazioni reciproche si estinguono sino a

concorrenza dell'ammontare comune, rimanendo in vita, per il

residuo, quella di eventualmente di ammontare maggiore.

Tra i vari tipi di compensazione abbiamo :

a) Compensazione legale (opere automaticamente se i due debiti sono

omogenei, liquidi ed esigibili(cioè non sottoposti a termine o

condizione)

b) Compensazione giudiziale (in questo caso, la compensazione

opera per effetto di una sentenza che ha, per effetto di una sentenza

che ha, pertanto, carattere costitutivo. Si ha quanto il debito opposto

in compensazione non è liquido, ma di facile e pronta liquidazione

c) Compensazione volotaria (si ha in seguito ad accordo tra le parti

che intendono compensare le rispettive ragioni anche se non

ricorrono le condizioni richieste della legge).

Alcuni crediti esigono che la prestazione sia comunque eseguita,

sicchè non possono essere oggetto di compensazione. Essi sono : il

credito agli alimenti, il credito per la restituzione di cose di cui il

proprietario sia stato ingiustaente spogliato o alri crediti per i quali è

stabilito un divieto dalla legge.

La confusione si ha quando le qualità di creditore e debitore vengono

a riunirsi in capo alla stessa persona; se non vi fosse tale istitu si

avrebbe l'assurdo del debitore che paga a se stesso.

Questa situazione può verificarsi per atto fra i vivi o per atto mortis

causa, quando il creditore divenga erede del debitore o viceversa.

Gli effetti della confusione sono l'estinzione dell'obbligazione e

l'estinzione delle garanzie eventualmente prestate da terzi.

Sez.2- Modi di estinzione non satisfattori

La Novazione è il contratto con il quale le parti sostituiscono

all'obbligazione originaria, che si estingue, una nuova obbligazione

con oggetto o titolo diverso.

Si ha Novazione soggettiva quanto la nuova obbligazione presenta

una diversità di soggetti.

Si ha Novazione oggettiva quando, fra gi stessi soggetti, si costituisce

un nuovo rapporto diverso dal precedente o nell'oggetto, ovvero nel

titolo.

I requisiti della novazione sono:

a) L'esistenza dell'obbligazione da novare ( la novazione è senza

effetto se non esisteva l'obbligazione originaria)

b) L'aliquid novi (ossia un mutamento dell'oggetto o del titolo)

c) L'animus novandi ( ossia la volonta di estinguere l'obbligazione

precedente creandone una nuova; tale volontà non si presume, ma

deve risultare in modo non equivoco, altrimenti si avrà soltanto

assunzione di un nuovo rapporto obbligatorio accanto a quello già

esistente)

La remissione è una rinunzia del creditore, in tutto o in parte, al suo

diritto; essa comporta l'estinzione dell'obbligazione e, dunque, la

liberazione del debitore. In ogni caso, il debitore può opporsi,

dichiarando in un congruo termine di non volerne approfittarne.

La remissione può essere :

1) Espressa ( quando il creditore dichiara di rimettere il debito con

comunicazione al debitore)

2) Tacita ( quando il comportamento del creditore sia incompatibile

con la volontà di far valere il suo diritto).

(L'inadempimento e la mora)

Perchè il creditore possa essere considerato soddisfatto è necessario

che il debitore effettui la prestazione dovuta alla scadenza prevista.

Può accadere che quest'ultimo non esegua affatto la prestazione,

oppure la esegua in modo inesatto, oppure, infine, la esegua oltre il

termine stabilito.

In tutti questi casi si ha inadempimento che può, quindi, definirsi

come ogni comportamento del debitore difforme da quello al quale è

obbligato; l'inadempimento è la mancata, l'inesatta o la ritardata

esecuzione del rapporto obbligatorio. Il legislatore si preoccupa di

riconoscere al creditore rimedi a sua tutela, primo fra tutto quello del

risarcimento del danno causato dall'inadempimento.

Il mancato od inesatto adempimento può dipendere :

a) Da cause imputabili al debitore ( in tal caso si parlaerà di

inadempimento o di possibilità sopravvenuta imputabile ed il

debitore sarà responsabile)

b) Da causa non imputabili al debitore ( in tal caso si parlerà di

impossibilità sopravvenuta non imputabile ed il debitore sarà

liberato dall'obbligo senza alcuna responsabilità).

In caso di inadempimento per cause imputabili al debitore si parla di

responsabilità contrattuale, contrapposta alla responsabilità da fatto

illecito, che invece scaturisce dalla violazione concreta del dovere.

L'imputabilità indica l'insieme dei presupposti soggettivi perchè

un'azione o gli effetti di un evento possano essere attribuiti alla

persona che ha compiuto l'una o ha reso possibile il verificarsi degli

altri. I presupposti soggettivi riguardano la persona e possono

riassumersi nella capacità d'intendere e di volere e nella volontarietà

dell'atto.

I presupposti oggettivi, invece, si concretano nel rapporto di

causalità, ossia nella dipendenza di un fatto(effetto) da un altro

fatto(causa). Accertata l'esistenza dei presupposti suddetti, incombe

sull'inadempiente la responsabilità, ossia l'obbligo di riparare alle

conseguenze del mancato o inesatto adempimento della prestazione.

(Impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore)

Quando il mancato od inesatto adempimento non è imputabile al

debitore, la legge prevede che il debitore non è tenuto al risarcimento

del danno in quanto non si ha illecito civile nè violazione di obblighi

contrattuali. L'obbligazione si estingue perchè viene meno uno dei

requisiti fondamentali del rapporto obbligatorio, cioè la possibilità di

eseguire la prestazione. I caratteri dell'impossibilità della presazione

sono:

a) L'impossibilità di adempiere deve essere sopravvenuta, ossia

sopraggiunta dopo la formazione del rapporto

b) L'inadempimento deve essere assoluto, ossia tale da non

consentire in alcun modo di adempiere

c) L'impedimento deve essere oggettivo, cioè tale da impedire a

chiunque l'esecuzione della prestazione

d) L'impedimento deve essere definitivo ( infatti; l'impossibilità

temporanea non estingue l'obbligazione, anche se il debitore non è

responsabile del ritardo, ed estingue l'obbligazione solo nel caso che

l'impossibilità perdure fino a quando il debitore non possa essere più

ritenuto obbligato)

e) L'impedimento, infine, deve essere totale, ossia deve riguardare

l'intera prestizione altrimenti si verificherà solo una impossibilità

parziale (in questo caso, la legge stabilisce che il debitore si libera

dall'obbligazione eseguendola per la parte che è rimasta possibile).

(Inadempimento imputabile al debitore)

Se la causa è imputabile al debitore, si guarda all'intensità con cui la

volontà dello stesso interviene nell'atto e si distingue tra:

1) Dolo (predeterminata intenzione di non adempiere all'obbligo)

2) Colpa (ogni negligenza o trascuratezza posta nell'adempimento

dell'obbligo; in altri termini, il debitore è in colpa allorquando non

adotta tutte quelle misure e cautele richieste dalla natura della

prestazione).

L'inadempimento imputabile al debitore ouò essere di due specie :

1) Inadempimento assoluto: si ha quando l'adempimento non può

verificarsi perchè l'esecuzione è divenuta impossibile per causa

imputabile al debitore e perchè è decorso il termine essenziale(cioè

l'obbligazione andava eseguita in un determinato giorno) entro il

quale l'obbligazione andava adempiuta. L'inadempimento assoluto

genera un danno che va risarcito e l'obbligo del risarcimento si

sostituisce alla prestazione originariamente dovuta.

2) Inadempimento relativo o mora: Consiste nel ritardo ingiustificato

dell'adempimento rispetto alla scadenza; in questo caso, la leegge

prende in considerazione le conseguenze provocate nel patrimonio

del creditore da tale ingiustificato ritardo, obbligando il debitore a

risarcire il danno prodotto dal ritardo nell'adempimento.

(Mora del debitore) La mora del debitore consiste in un ritardo

ingiustificato, ossia nella violazione dell'obbligo di adempiere

tempestivamente.

Perchè si abbia mora devono verificarsi i seguenti presupposti:

a) Esigibilità del credito ( ossia l'avvenuta scadenza dell'obbligazione)

b) Ritardo nell'adempimento imputabile al debitore

c) Costituzione in mora ( è la constatazione formale del momento dal

quale ha inizio l'inadempimento del debitore. A questo proposito, il

debitore può cadere in mora in due modi diversi: nei

Mora di diritto,

casi in cui il debitore è in mora senza bisogno di alcuna attività del

creditore; questo avviene: 1) quando si tratta di obbligazioni a

termine da eseguirsi presso il creditore ed il termine sia scaduto; 2)

quando il debito derivi da atto illecito; 3) quando il debitore dichiari

per iscritto di non voler adempiere. mediante

Mora ex persona,

l'intimazione formale ad adempiere alla quale deve farsi ricorso se il

debito è pagabile presso il debitore o quando manchi il termine per

l'adempimento ed il creditore non lo abbia fatto fissare dal giudice.)

Gli effetti della mora sono : la (il rischio

perpetuatio obligationis

dell'impossibilità sopravvenuta, che prima della mora gravava sul

creditore, passa in capo al debitore tenuto ad indennizzare il primo

anche delle conseguenze della forza maggiore verificatasi dopo la

mora), il debitore è responsabile del ritardo

risarcimento del danno (il

ed è tenuto a risarcire il danno subito dal creditore) e l' interruzione

della prescrizione del diritto del creditore.

Riguardo alla purgazione della mora, questa consiste nella rimozione

dello stato di illegittimo ritardo e dei relativi effetti. Essa si effettua

con la rinunzia del creditore al credito o solo alla mora : tale rinuncia

deve essere esplicita e determina la cessazione del decorso degli

interessi moratori e il trasferimento del rischio di impossibilità

sopravvenuta sul creditore.

(Mora del creditore)

Si ha mora del creditore quando questi rifiuti, senza legittimo motivo,

di ricevere il pagamento oggertogli da debitore, ovverso ometta di

compiere gli atti preparatorio per il ricevimento della prestazione.

Pertanto, pur non essenso previsto uno specifico obbligo del creditore

di accertare la prestazione, tuttavia il legislatore ha inteso tutelare

l'interesse del debitore ad un tempestivo adempimento e ad evitare le

conseguenze dannose che potrebbero discendere da un ingiustificato

protrarsi del vincolo obbligatorio.

Per aversi mora del creditore, il debitore deve fare offerta di

adempiere la prestazione al creditore. Tale offerta deve essere

solenne, cioè compiuta da un pubblico ufficiale nei modi di legge, e

seguita dal formale deposito dei beni dovuti.

Qualora l'offerta sia eseguita nel modo dovuto, il creditore è in mora

se rifiuta di ricevere la prestazione senza un giustificato motivo. Se

l'offerta non è solenne non si avrà la mora del creditore, ma si eviterà

la mora del debitore.

La costituzione in mora del creditore produce i seguenti effetti:

1) Il rischio dell'impossibilità sopravvenuta della prestazione non

imputabile al debitore resta a carico del creditore

2) Il debitore dev'essere risarcito dei danni derivanti dalla mora,

nonchè rimborsato dalle spese sostenute per la custodia e la

conservazione della cosa dovuta

3) Il debitore non è più tenuto a corrspondere agli interessi e i frutti

della cosa.

Se il creditore rifiuta l'offerta solenne, il debitore può liberarsi

depositando la res debita nella forma dell' Art. 1212; qualora, poi, il

deposito sia accettato dal creditore o sia dichiarato valido, il debitore

è liberato e non potrà più ritirare quanto prestato. L'obbligazione

naturalmente è estinta.

(Effetti dell'inadempimento imputabile al debitore)

Dove sia materialmente possibile, si fa luogo all'adempimento

coattivo in forma specifica, in virtù del quale il creditore può ottenere

la medesima prestazione dedotta in obbligazione. Quando ciò non è

possibile sorge a carico del debitore l'obbligo del risarcimento del

danno. Il risarcimento può atteggiarsi in modo diverso a seconda

delle concrete fattispecie :

a) In caso di obbligazioni di consegna o rilascio, il debitore potrà

essere condannato a rilasciare la cosa

b) Nelle obbligazioni di fare fungibile, il creditore può chiedere che la

prestazione sia adempiuta da un terzo a spese del debitore

c) In caso di obbligazioni di non fare, a spese dell'obbligato

inadempiente, il giudice può ordinare la distruzione di ciò che è stato

costruito

d) Nelle obbligazioni di concludere un contratto, si fa luogo ad una

sentenza costitutiva che produca gli stessi effetti del contratto non

concluso.

(Il risarcimento del danno) In mancanza di adempimento coattivo in

forma specifica, il debitore è tenuto a risarcire il danno. Si intende per

danno patrimoniale il pregiudizio che il creditore ha sofferto per

l'inadempimento. Esso si concreta :

1) Nel danno emergente( ossia nella perdita effettivamente subita per

la mancata prestazione)

2) Nel lucro cessante (ossia nel lucro che il creditore avrebbe

realizzato se avesse utilizzato la prestazione ottenuta).

Risarcibili sono entrambe le suddette manifestazioni del danno,

purchè siano dirette, cioè conseguenza diretta ed immediata

dell'inadempimento e prevedibili al momento in cui sia sorta

l'obbligazione.

Il creditore deve attivarsi al fine di dimostrare l'esistenza e

l'ammontare del danno che pretende di aver subito. Per risarcire il

danno occorre prevedere la sua liquidazione, operazione mediante la

quale si determina il suo ammontare in una somma precisa.

In caso di concorso del fatto colposo del creditore nella causazione del

il risarcimento è diminuto in proporzione della gravità della

danno,

colpa e dell'entità delle conseguenze che ne sono derivate. In caso di

aggravamento del danno da parte del creditore, il risarcimento non è

dovuto per quella parte di danno che il creditore avrebbe potuto

evitare usando l'ordinaria diligenza.

Particolare forma di risarcimento del danno è stabilita per le

obbligazioni pecuniarie; in tal caso la legge prevede che siano dovuti

al creditore, dal giorno della mora, gli interessi moratori

indipendentemente dalla dimostrazione di un danno effettivo subito

e, se prima della mora erano già dovuti interessi in misura maggiore

di quelli legali, anche gli interessi moratori saranno dovuti in tale

misura.

(La clausola penale) Al fine di prevenire difficoltà ed incertezze che

potrebbero sorgere nella valutazione del danno derivante

dall'inadempimento, la legge consente alle parti di determinare

preventivamente una somma da pagare o altre prestazione da

eseguire nel caso di inadempimento. Questo passo accessiorio è detta

clausola penale. Di solito, il pagamento della penale impedisce al

creditore di chiedere un ulteriore risarcimento, ma la legge ammette

che le parti deroghino a questa regola convenendo anche la

risarcibilità del danno ulteriore.

Diversa dalla penale per inadempimento, è quella prevista per il

semplice ritardo; quest'ultima ha la funzione di stimolare il debitore

alla puntualità nell'adempimento.

(La caparra) Per i solo contratti o prestazioni corrispettive, le parti

possono convenire che una consegni nelle mani dell'altra una

caparra, ossia una somma di denaro o una quantità di cose fungibili.

Si distingue tra:

a) Caparra confirmatoria (Somma di denaro o una quantità di cose

fungibili che una parte dà all'altra, quale conferma dell'adempimento.

Se il contratto viene adempiuto, la caparra deve essere restituita o

imputata alla prestazione dovuta.

b) Caparra penitenziale (In questo caso la somma che una parte dà

all'altra non rappresenta una cautela contro l'inadempimento, ma è il

corrispettivo per l'attribuzione della facoltà di recesso della

obbligazione contrattuale. Una volta versata la caparra, i contraenti si

riservano la scelta tra l'adempimento ed il recesso). Le differenze che

intercorrono tra caparra e clausola penale sono : la caparra è

ammessa solo per i contratti a prestazioni corrispettive, è dovuta

sono in caso d'inadempimento (e non anche per il ritardo

dell'adempimento) e, infine, non ha la funzione di liquidare

preventivamente il danno.

(La responsabilità patrimoniale e le garanzie dell'obbligazione)

La responsabilità patrimoniale si può definire come

"l'assoggettamento del patrimonio del debitore inadempiente al

soddisfacimento forzoso delle ragioni del creditore". La

responsabilità si manifesta come conseguenza dell'inadempimento

del debitore e concorre a realizzare la tutela giuridica del credito. In

materia vigono due principi fondamentali : L'assoggettamento cade

su tutti i beni presenti e futuri del debitore ; inoltre tutti i creditori

hanno uguale diritti di essere soddisfatti sui beni del debitore, salvo

cause legittime di prelazione che sono : il pegno, l'ipoteca e i privilegi,

i quali attribuiscono ai crediti cui accedono il diritto ad essere

soddisfatti degli altri su taluni beni.

Esaminiamo le cause legittime di prelazione che sono : il privilegio, il

pegno e l'ipoteca.

(I privilegi) Il privilegio è un titolo di prelazione che la legge accorda

al creditore in considerazione della particolare natura o causa del

credito. Fonte dei privilegi è soltanto la legge.

I privilegi si distinguono in due categorie:

1) Privilegio generale ( che è solo mobiliare e si fa valere sul ricavato

della vendita coattiva eseguita su tutti i beni mobili del debitore. Esso

consiste in un particolare riconoscimento fatto alla causa del credito,

indipendentemente da ogni rapporto con i beni mobili che sono

sottoposti ad esecuzione)

2) Privilegio speciale ( che può essere mobiliare o immobiliare e grava

soltando su determinati beni del debitore). I privilegi speciali hanno

un diritto di seguito, cioè possono esercitarsi anche in pregiudizio dei

diritti acquistati dai terzi posteriormente al loro sorgere. Qualora

coesistano più crediti privilegiati, la legge stabilisce un ordine di

preferenza fra gli stessi fondato esclusivamente sulla causa del

credito e non sulla priorità nel tempo di costituzione dell'uno o

dell'altro.

(I diritti reali di garanzia- pegno e ipoteca)

Anche il pegno e l'ipoteca sono cause legittime di prelazione; in

quanto diritti reali, essi presentano altresì i seguenti requisiti :

l'immediatezza, l'assolutezza ( erga omnes ) e il diritto di sequela

( nel senso che il creditore ha il potere di soddisfarsi sul bene anche se

la proprietà dello stesso è passata ad altra persona).

Le caratteristiche comuni ai due diritti sono: Accessorietà,

Specialità(il pegno e l'ipoteca si costituiscono soltanto su beni

determinati), Determinatezza (la garanzia giova solo su determinati

crediti), Indivisibilità ( il diritto di pegno ed ipoteca si estende "

sull'intero bene che ne è oggetto e sulle sue parti, a garanzia

dell'intero credito e di ogni parte di esso"), il Supplemento di pegno e

ipoteca (se la cosa data in garanzia perisca o si deteriori, il creditore

può chiedere che li sia prestata la garanzia su altri beni), Divieto del

patto commissorio ( è vietato il patto con cui si stabilisce che la

proprietà della cosa oggetto del pegno o dell'ipoteca spetti al

creditore). Quest'ultimo divieto ha lo scopo di tutelare gli altri

creditori contro un soddisfacimento preferenziale attuato al di fuori

delle cause di prelazione previste dalla legge e di proteggere il

debitore contro un'abusiva pressione del creditore.

Le differenze che intercorrono tra pegno e ipoteca riguardano

l'oggetto : beni mobili (pegno), beni immobili (ipoteca) e, inoltre, con

il pegno si trasferisce materialmente il bene al creditore, mentre

invece, il bene oggetto di ipoteca rimane in godimento del

proprietario.

(Il pegno) Il pegno è un diritto reale di garanzia, ossia un diritto

concesso dal debitore su cosa mobile a garanzia di un credito. Esso si

perfeziona solo con la consegna materiale della cosa.

Oggetto del pegno possono essere i beni mobili, le universalità di

mobili, i crediti ed altri diritti aventi per oggetto beni mobili. Quanto

vengo consegnate in pegno cose fungibili, si ha il pegno irregolare: in

tal caso, una volta adempiuta l'obbligazione garantita, il creditore

deve restituire una somma dello stesso ammontare.

Il pegno si costituisce mediante contratto tra il creditore e il debitore

o un terzo datore del bene. Si tratta di un contrattto reale, perchè si

perfeziona con la consegna al creditore della cosa. Il debitore ( o

terzo) proprietario del bene ne è temporaneamente spossessato a

garanzia del pagamento del debito.

La legge richiede chei , quando il credito garantito superi i 2,58 euro,

il contratto pegno deve essere stipulato in forma scritta con data

certa.

Il possesso della cosa passa al creditore, ma non l'uso e la

disponibilità. Il creditore ha l'obbligo di restituire la cosa. Il creditore

pignoratizio può esercitare tutte le azioni a difesa del possesso della

cosa data in pegno e può anche esercitare l'azione di rivendicazione,

se la stessa spetta al costituente. Il creditore è tenuro a restituire la

cosa, quando il credito sia stato interamente soddisfatto.

L'effetto più saliente e caratteristico è l'attribuzione al creditore del


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e management
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher michelecarraturo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Conte Giuseppe.

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