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Diritto privato e di famiglia - la relazione familiare tra genitori e figli Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto privato e di famiglia per l'esame del professor Ciatti sulla relazione familiare tra genitori e figli. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la procreazione, il diritto al mantenimento, il diritto all'istruzione, il diritto all'educazione, la potestà genitoriale.

Esame di Diritto privato e di famiglia docente Prof. A. Ciatti

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7) Dovere del genitore di rispondere dell’illecito civile compiuto dal

figlio minore(artt2047-2048cc:responsabilità dei

genitori,tutori,precettori e maestri)

8) Dovere del figlio minorenne di coabitare con il genitore(art318cc:il

figlio non può abbandonare la casa dei genitori,i quali,se si allontana

senza permesso,possono richiamarlo e,se necessario rivolgersi al

GT).

9) Dovere del figlio(art315cc)di rispettare i genitori e di contribuire con

le proprie sostanze e reddito al mantenimento della famiglia finchè

convive con essa.

Affinchè i genitori possano esercitare i suddetti diritti-doveri nei

confronti dei figli minorenni(legittimi,naturali,riconosciuti o o la cui

filiazione sia stata dichiarata giudizialmente)è necessario che siano

titolari della

POTESTA’ GENITORIALE

E’un potere che non è attribuito ai genitori nel loro interesse

personale,né nell’interesse della famiglia come collettività,ma

Potere i figli al quale

nell’esclusivo interesse degli stessi figli. per

sono soggetti fino al raggiungimento della maggiore età o fino

all’emancipazione se alcuni doveri

a seguito del matrimonio,anche

del genitore non si esauriscono con il compimento del diciottesimo

anno del figlio(v. dovere di mantenere il figlio maggiorenne non

autonomo economicamente).La potestà,attribuita ad entrambi i

genitori deve essere esercitata di comune accordo tra

essi(art316cc….);se i genitori si trovano in disaccordo,possono

ricorrere senza formalità al giudice,che ,sentito anche il che ha

compiuto 14 anni ed i genitori minore suggerirà i provvedimenti

idonei all’interesse del figlio. Se sussiste il pericolo di un grave

pregiudizio per il figlio sarà il padre ad avere la facoltà di decisione.

Pur rimanendo della potestà un genitore può perderne

titolare

l’esercizio,nei seguenti casi:

Se l’altro genitore è lontano(lontananza non momentanea ma

continuativa e definitiva),incapace o impedito all’esercizio della

potestà(una malattia per esempio)

Se a causa di separazione,divorzio,annullamento del

matrimonio,rottura della convivenza more-uxorio,il giudice affida il

figlio ad uno solo dei genitori il quale ha ,salvo diversa disposizione

del giudice,l’esercizio della potestà

esclusivo

Se vi è stato riconoscimento del figlio naturale da parte di entrambi i

della potestà è

genitori,ma questi non convivono:l’esercizio

attribuito al genitore che convive con il figlio. Se entrambi i genitori

non vivono con il figlio, l’esercizio della potestà è attribuito al primo

che ha effettuato il riconoscimento. Tuttavia in questi casi il giudice

del tribunale dei minori può,nell’esclusivo interesse del figlio

disporre diversamente ovvero escludere entrambi i genitori

dall’esercizio della potestà e nominare un tutore(l’ordinamento

tende a collegare strettamente funzione educativa e potestà)

Art333ccCondotta del genitore pregiudizievole ai figli:la potestà di

uno o entrambi i genitori può essere con provvedimento del

limitata

TM.

Durante lo stato di adottabilità del figlio.

Il genitore che perde l’esercizio della potestà continua però ad

avere diritti e doveri nei confronti del figlio:in caso di separazione

e affidamento ad uno dei genitori,le decisioni di maggiore

interesse per i figli devono essere prese da entrambi i

genitori;inoltre il genitore non affidatario deve vigilare

sull’istruzione e educazione dei figli e può ricorrere al giudice se

ritiene che siano state assunte decisioni pregiudizievoli

all’interesse dei figli.

Il genitore nell’esercizio della potestà deve tutelare gli interessi

del figlio,sia personali che patrimoniali. Ha nei cfr del figlio un

potere-dovere di cura della persona,di sostegno e di vigilanza. I

genitori esercenti la potestà hanno in comune l’usufrutto legale

dei beni del figlio e possono destinare i frutti percepiti al

mantenimento della famiglia e all’istruzione e educazione dei

figli.L’ordinamento prevede che non possono essere oggetto di

usufrutto

i beni acquisiti dai figli con il proprio lavoro o ricevuti tramite

erdità ,legato o donazione.

Il genitore ha l’obbligo di vigilanza sul minore ed è responsabile

per i fatti illeciti da lui commessi.L’ordinamento attribuisce al

genitore una responsabilità presunta per i danni cagionati a terzi

dal figlio che abiti con lui. La prova liberatoria della presunzione

di responsabilità non si limita alla dimostrazione di non aver

potuto impedire il fatto illecito,ma si estende alla dimostrazione

di aver impartito al minore un’adeguata educazione,di aver

vigilato sulla sua condotta,ecc. l’ordinamento ritiene i genitori

per i danni cagionati dal

responsabili per difetto di sorveglianza

minore incapace di intendere e di volere,ma anche per i danni

cagionati dal minore capace di intendere e di volere a meno che

non si dimostri di non aver potuto impedire il fatto.

La potestà è soggetta a limiti:

1. Limiti impongono al genitore di autoregolarsi

interni,che

nell’esercizio della potestà conformemente all’interesse e

alle esigenze del figlio(ad esempio adeguando il proprio

comportamento all’età del figlio).

2. Limiti alcuni casi la legge riconosce importanti

esterni:in

“spazi di libertà”al minorenne,anche se nel caso di

decisioni gravi e potenzialmente irreversibili,si richiede

l’intervento del giudice;per altre il minore può agire in

totale autonomia;

-il minorenne,maggiore di 16 anni,può sposarsi,se

autorizzato dal TM,anche contro la volontà dei genitori che

però devono essere sentiti dal giudice

-la minorenne può essere autorizzata ad abortire dal

GT,anche contro la volontà dei genitori,che,se vi sono gravi

neanche essere sentiti dal giudice

ragioni non devono

-il minorenne maggiore di 16 anni può riconoscere il

proprio figlio

-il minorenne che abbia compiuto 14 anni deve consentire

alla propria adozione

-il m. maggiore di 16 anni può chiedere al giudice che gli

venga nominato un curatore speciale per l’esercizio

dell’azione di disconoscimento o l’impugnazione del

riconoscimento;deve inoltre consentire al proprio

riconoscimento da parte del genitore naturale.

Può decidere autonomamente:

-dopo i 13/14 anni,riconoscimento della capacità sessuale

-la minorenne può rivolgersi ai consultori familiari ed alle

strutture pubbliche e chiedere la somministrazione di

anticoncezionali

-studenti della scuola superiore possono decidere se

avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica e

candidarsi alle elezioni di istituto.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e sociali
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e di famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Ciatti Alessandro.

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