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Il bene viene definito come qualsiasi cosa che possa formare oggetto di diritti [art. 810 codice

civile]. In senso giuridico il bene è il diritto stesso suscettibile di negoziazione.

Classificazione dei beni:

Beni immobili - il suolo e tutto Beni mobili - categoria che comprende tutti i beni

quello che è naturalmente o non immobili e le energie naturali [art. 812 codice

artificialmente incorporato al suolo civile].

[art. 812 codice civile]. Gli atti relativi alla circolazione dei beni mobili non

Ne fanno parte moli, bagni ed sono di norma soggetti a forma vincolata.

edifici galleggianti. Solo determinati beni mobili (mobili registrati) sono

E’ richiesto l’atto scritto per la soggetti ad un regime di pubblicità; gli atti

cessione o la Costituzione di riguardanti beni mobili registrati necessitano degli

qualsiasi diritto reale su un bene stessi requisiti di quelli riguardanti beni immobili.

immobile [art. 1350 codice civile]. Sono considerati beni immateriali poesie, romanzi,

films e i beni che diventano oggetto d’interesse.

Beni fungibili - beni che possono Beni infungibili - beni che non possono essere

essere indifferentemente sostituiti sostituiti con altri dello stesso genere - interessa il

con altri dello stesso genere - preciso bene fisicamente individuato.

interessa la quantità di beni di tale

genere.

La fungibilità di un bene dipende

dalla sua natura o dalla volontà

delle parti.

La separazione o specificazione

consiste nella pesatura,

numerazione o misura del bene.

Beni consumabili - beni il cui Beni inconsumabili - strumentali suscettibili di

utilizzo comporta la loro utilizzazione continuata.

distruzione o alienazione. L’usufrutto viene concesso solo su questo tipo di beni

I beni consumabili non possono

essere oggetto di rapporti in cui si

concede ad altri il godimento del

bene con l’obbligo di restituirlo.

Beni divisibili - suscettibili ad Beni indivisibili - tutti i beni che non sono divisibili.

essere ridotti in parti omogenee Per sciogliere la comunione su questi beni bisogna

senza che se ne alteri la per forza ricorrere alla vendita.

destinazione economica.

La divisibilità di un bene può

dipendere anche dalla volontà

delle parti.

Beni presenti - beni già esistenti Beni futuri - beni tuttora non esistenti in natura;

in natura; sono i soli a poter possono formare oggetto dei soli rapporti obbligatori

formare oggetto di proprietà o di quando non sia diversamente disposto dalla legge.

diritti reali. Possono far parte di contratti reali ma nulla è dovuto

se non vengono ad essere; possono essere oggetto di

contratti aleatori.

I frutti naturali beni provenienti in maniera diretta da latro bene, con o senza la concorrenza

dell’opera dell’uomo [art. 820 codice civile]; affinché un bene possa essere classificato come frutto

naturale la sua produzione deve avere carattere di periodicità e non deve incidere sulla destinazione

economica della cosa madre. Fin quando non avviene la separazione dalla cosa madre i frutti si

dicono pendenti, e sono parte integrante della cosa madre.

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I frutti civili sono redditi che conseguono da un bene come corrispettivo del suo godimento

concesso ad altri. I frutti civile debbono presentare il requisito della periodicità.

Cosa semplice è quella i cui elementi non possono essere divisi senza alterare o distruggere la

fisionomia della cosa. Cosa composta è invece la risultante dalla connessione materiale e fisica di

più cose, che anche singolarmente avrebbero propria rilevanza giuridica ed economica.

La pertinenza è una cosa posta a servizio o ad ornamento di un altra cosa senza rappresentare

elemento indispensabile per la sua esistenza [art. 817 codice civile](esempi sono pozzi, garages

recinti). Le pertinenze possono essere sia mobili che immobili. È il vincolo che lega le due cose a

determinare la pertinenza e questo deve essere durevole e non occasionale, e deve inoltre essere

realizzato da chi è proprietario della cosa principale ovvero da chi ha un diritto reale su questa. Le

pertinenze seguono il destino della cosa principale se non disposto diversamente [art. 818 codice

civile]. Non occorre che la cosa accessoria appartenga al medesimo proprietario della cosa

principale. I terzi proprietari di pertinenze possono rivendicarle contro i proprietari della cosa

principale. Se la cosa principale è un bene mobile in caso di alienazione viene protetto l’acquirente in

buona fede del bene principale contro i terzi che vantano diritti sulle pertinenze mediante

applicazione del possesso vale titolo.

Universalità di mobili sono una pluralità di cose appartenenti alla stessa persona, aventi

destinazione unitaria e distinguono dalla cosa composta in quanto non vi è rapporto di

subordinazione tra le parti; a volte i beni possono essere considerati separatamente. La regola del

possesso vale titolo non si applica alle universalità di mobili.

L’azienda - art 2555 - : è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio

dell’impresa. È una figura sui generis; ad essa è legata la figura dell’avviamento che è la capacità di

produrre un reddito; tale avviamento è tutelato nei contratti di locazione che vengono a cessare

purché non a seguito di inadempienza o dolo. Il codice non da la definizione di impresa, ma da

quella di imprenditore - art 2082 - : l’imprenditore è chi esercita professionalmente e cioè

sistematicamente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o

di servizi. L’impresa è quindi vista come l’attività economica svolta dall’imprenditore.

Il patrimonio è il complesso dei rapporti attivi e passivi suscettibili di valutazione economica facenti

capo ad una persona. È una universitas.

Art 2740: Ogni soggetto ha un patrimonio ed un patrimonio sol col quale risponde dei propri debiti.

L’imprenditore risponde dei debiti contratti nell’esercizio dell’impresa anche con i beni che non abbia

destinato a questa attività.

Il patrimonio autonomo è quello che si crea con la costituzione di una persona giuridica.

Beni pubblici si dividono in due categorie:

beni appartenenti ad enti pubblici;

 beni soggetti ad un regime diverso dalla proprietà privata (beni demaniali: demanio

 marittimo, militare, idrico stradale); questi sono inalienabili e non possono formare oggetto di

possesso; sono regolati dal diritto pubblico. Ci sono poi i beni non demaniali appartenenti ad

ente pubblico che si chiamano patrimoniali; ne abbiamo di due tipi: disponibili che non sono

destinati direttamente a pubblici servizi e che sono soggetti alle norme del codice civile , e

indisponibili miniere, foreste o pubblici uffici che non possono essere alienati.

Effetti del tempo sul rapporto giuridico

Nel computo del tempo non si calcola il giorno iniziale ma quello finale art 2963.

Il decorso di un determinato periodo di tempo può produrre effetti giuridici, in particolare: la

situazione di diritto viene equiparata a quella di fatto. Ne sono esempi l’usucapione e la prescrizione.

La prescrizione estintiva produce l’estinzione del diritto soggettivo per effetto dell’inerzia del

titolare che non lo esercita. Art 2934. Le norme riguardanti la prescrizione sono inderogabili dalle

parti. Oggetto di prescrizione sono tutti i diritti tranne la proprietà ed i diritti indisponibili come gli

status o le potestà. La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto avrebbe potuto essere

esercitato. La sospensione della prescrizione è determinata da particolari rapporti giuridici tra le

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parti o dalla condizione di incapacità del titolare del diritto di esercitarlo (militari in tempo d guerra,

minore fino al raggiungimento della maggiore età); i semplici impedimenti di fatto non causano

sospensione. La sospensione elimina dal computo del tempo necessario alla prescrizione il periodo in

cui ha avuto luogo l’impedimento, senza togliere valore al periodo antecedente l’impedimento

stesso. L’interruzione della prescrizione si verifica quando il titolare del diritto lo esercita o

quando il diritto viene riconosciuto dal soggetto passivo del rapporto. L’interruzione fa ripartire da

zero il computo del tempo necessario alla prescrizione. Per ciò che concerne la durata della

prescrizione: la prescrizione ordinaria ha la durata di dieci anni, ha durata di venti anni la

prescrizione per l’usucapione e per l’estinzione dei diritti reali su cosa altrui. In taluni casi,

espressamente elencati [art. 2947 e seguenti codice civile], sono previste prescrizioni brevi; in

particolare riguardo al risarcimento per danno e ai rapporti commerciali.

La prescrizione presuntiva opera nel rapporto di credito; trascorso un breve periodo, la legge

presume che il debitore si sia liberato dell’obbligazione( non solo pagando ma anche per rinuncia del

credito). Nel momento in cui opera la prescrizione presuntiva l’onere di provare la pendenza del

credito spetta al creditore. Se questi non ha prove deve o ottenere una confessione o richiedere un

giuramento decisorio.

Decadenza - produce l’estinzione del diritto conseguente al non utilizzo del diritto da parte del

titolare nel limite di tempo imposto dall’ordinamento. La decadenza può essere impedita solo

mediante l’esercizio del diritto nel tempo previsto. La decadenza non è soggetta ad interruzione e

sospensione. La decadenza può essere stabilita anche dalle parti ma solo nel caso si tratti di diritti

disponibili. IL NEGOZIO GIURIDICO

Prefazione

Negozio giuridico è la dichiarazione di volontà con la quale vengono enunciati gli effetti perseguiti

ed alla quale l’ordinamento giuridico ricollega effetti giuridici conformi al risultato ottenuto. In questo

modo viene lasciata ai privati una sfera di autonomia entro la quale possono regolare i propri

interessi. Il codice civile regola solo le figure del contratto, del matrimonio e del testamento e non il

negozio giuridico in generale; l’art 1324 dispone che per gli atti unilaterali tra i vivi si osservano le

stesse disposizioni prescritte per i contratti.

Si ha un negozio giuridico unilaterale con la dichiarazione di una sola parte (testamento,

donazione), dove per parte si intende centro di interessi, quindi un atto può essere unilaterale ma

collegiale( il vizio della volontà di uno del collegio non vizia la volontà collegiale ma rende

impugnabile la delibera assembleare); dall’altra parte corrisponde il negozio complesso che è

l’atto che contiene la volontà di più parti le quali si fondono in un'unica volontà, ed il vizio di una le

vizia tutte.

Altre classificazioni possono essere fatte in base alla causa o motivo del negozio:

Negozio mortis causa: con solo il testamento

 Negozio abdicativo: la rinunzia

 Negozi patrimoniali: distinguiamo

 Negozio a titolo oneroso dove un soggetto per l’acquisto di un diritto accetta un

o sacrificio, ed esiste un nesso di causalità tra vantaggio e sacrificio. Nel caso in cui in

un contratto possa essere interpretato in maniera dubbia, l’interpretazione deve

essere sempre quella meno onerosa per l’obbligato.

Negozio a titolo gratuito dove si consegue un vantaggio senza alcun sacrificio

o corrispettivo.

Elementi del negozio giuridico :

elementi essenziali: elementi senza i quali il negozio è nullo e sono [art. 1325 codice civile] :

 accordo tra le parti;

o

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la causa;

o l’oggetto;

o la forma;

o

elementi accidentali: elementi che le parti possono decidere se apporre o meno.

Manifestazione, ovvero dichiarazione di volontà

Affinché si possano produrre effetti giuridici occorre una dichiarazione di volontà; questa può essere

fatta in due modi;

espressa: se realizzata con qualsiasi mezzo idoneo a palesare il proprio pensiero;

 tacita: se il proprio comportamento è incompatibile con la volontà contraria.

Il silenzio è considerato assenso solo dove una precisa norma affida alla parte l’onere di dichiarare la

propria volontà; se questi tace allora accoglie gli effetti.

La forma del negozio è il linea di massima libera ma per alcuni negozi solenni (matrimonio,

testamento , donazione) il legislatore prevede la forma scritta o addirittura l’atto pubblico; in questi

casi si parla di forma vincolata. Talvolta si richiede un bollo per motivi fiscali oppure la trascrizione

che ha carattere pubblicitario; mancando questi requisiti il negozio può essere annullabile o nei casi

meno gravi c’è una sanzione pecuniaria per le parti.

La volontà si forma:

al momento della manifestazione per i negozi unilaterali non recettizzi

 al momento della conoscenza per gli unilaterali recettizzi

 al momento dell’accettazione per gli accordi bilaterali

La pubblicità serve a dare a terzi la possibilità di conoscere l’esistenza di un negozio giuridico o le

vicende delle persone fisiche e giuridiche. Abbiamo:

Pubblicità notizia che è un obbligo e non un onere: la sua omissione da luogo ad una

 sanzione pecuniaria e i terzi possono opporsi all’atto.

Pubblicità dichiarativa che serve a rendere opponibile a terzi il negozio, il quale vale anche

 senza trascrizione ma che può essere impugnato da chiunque effettui la trascrizione

successivamente.

Pubblicità costitutiva che è quella senza la quale non si ha validità del negozio: è il caso

 dell’ipoteca che nasce solo con la trascrizione o della società che acquista la personalità

giuridica con l’iscrizione nel registro delle imprese.

Contrasto tra dichiarazione e volontà

Può capitare che in un negozio la dichiarazione, quello che è stato scritto, diverga dall’intento delle

parti. Il legislatore risolve le controversie con la teoria dell’affidamento; secondo questa teoria, se

la dichiarazione diverge dall’animus, ma colui cui essa è destinata era incapace di conoscere tale

divergenza, il negozio è valido; è invalido se il destinatario conosceva tale divergenza.

Nel caso di negozio concluso attraverso violenza psichica, la volontà manca e l’atto è viziato.

Si parla di errore ostativo quando si intendeva dire una cosa e invece se ne è detta un’altra.

Il negozio simulato è il negozio che le parti stipulano solo per poterlo invocare di fronte ai terzi; le

parti sono comunque d’accordo che gli effetti del negozio non si dovranno verificare. Il negozio è

quindi fittizio e inidoneo a produrre gli effetti a cui appare preordinato; Il negozio simulato è una

figura in cui la volontà delle parti diverge da quella espressamente dichiarata. La simulazione può

essere assoluta quando le parti escludono ogni rilevanza dell’atto tra i rapporti interni; si ha invece

simulazione relativa quando con un negozio se ne intende effettuare un altro (vendita al posto di

una donazione), e in tal caso si parla di negozio dissimulato. Nel negozio dissimulato troviamo la

figura del prestanome ovvero della interposizione di persona fittizia, una persona alla quale vengono

attribuiti diritti solo per motivi fittizi, da non confondere con l’intestazione di un bene in nome di

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altri che è un negozio regolare.

Il negozio assolutamente simulato non produce effetti in quanto le parti non volevano porlo in

essere. Il negozio dissimulato non ha effetto anch’esso ma si considera valido il negozio che è stato

celato sotto al simulato se e solo se sussistono i requisiti di forma.

Effetti della simulazione di fronte ai terzi:

I terzi estranei al contratto simulato, qualora ne risultino pregiudicati, possono far dedurre la

simulazione e quindi accertarne la nullità.[art. 1415 codice civile]. La simulazione non può essere

opposta ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti dal titolare apparente. La buona fede si

presume.

Effetti della simulazione di fronte ai creditori:

I creditori del simulato alienante possono far dedurre la simulazione ed agire sui beni usciti dal

patrimonio di questo se il credito è antecedente al negozio [art. 1416 codice civile].

L’alienante simulato può opporre la simulazione ai creditori chirografari dell’acquirente simulato ma

non a quelli dell’acquirente se fallito o se muniti di ipoteca o pegno.

Negozio indiretto: si verifica quando un determinato effetto giuridico viene realizzato dalla

combinazione di più atti che per vie traverse conseguono lo scopo originario del primo negozio. Non

s ha simulazione in quanto gli atti posti in essere sono tutti voluti e permettono di raggiungere un

ulteriore scopo(finanziamenti attraverso accordi di forniture). Non si esclude nessun effetto dei

negozi.

Negozio fiduciario: si verifica quando un soggetto, fiduciante, trasferisce, o fa trasferire, la

titolarità di un bene con il patto che l’acquirente utilizzerà e disporrà di questo in conformità delle

istruzioni del fiduciante in modo da disporre del bene stesso esclusivamente nell’interesse del

fiduciante. Non è previsto nel codice ma è previsto in una legge per le società fiduciarie.

I vizi della volontà

Nei vizi di volontà non c’è divergenza tra volere e dichiarazione, tuttavia la volontà si è formata in

maniera anomala ovvero per dolo, violenza, errore.

L’errore consiste nella falsa conoscenza della realtà; affinché l’errore sia rilevante, ovvero produca

l’annullabilità del negozio, occorre:

che l’errore sia essenziale, ovvero che sia stato tale da aver indotto la parte a concludere il

 negozio (errore determinante), inoltre l’errore per essere essenziale [art. 1429 codice civile]

deve cadere su:

sulla natura del negozio(locazione al posto della vendita);

o sull’oggetto del negozio;

o sulla quantità della cosa oggetto del negozio;

o sull’identità e sulle qualità dell’altro contraente;

o

Se l’errore è di diritto questo deve essere stato la ragione unica o principale del contratto per essere

essenziale.

che l’errore sia riconoscibile dall’altro contraente L’errore si considera riconoscibile quando, in

 relazione al contenuto, alle circostanze del contratto o alle qualità dei contraenti, la

controparte , usando la normale diligenza, avrebbe potuto accorgersene.[art. 1431 codice

civile].

Se l’errore è comune alle parti il negozio è annullato a prescindere dalla buona fede di entrambe.

L’errore può essere:

di fatto, se cade su di una circostanza di fatto;

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di diritto, se cade sull’esistenza o sull’interpretazione di una norma giuridica.

L’errore ostativo cade sulla dichiarazione, anche se indipendente dalla volontà delle parti come nel

caso di errore di trasferimento dati; è equiparato all’errore vizio.

Il dolo (dolo inganno) è il raggiro perpetrato ai danni del contraente. Perché un negozio affetto da

dolo sia annullabile occorre :

il raggiro ovvero azione idonea a trarre in inganno il contraente;

 l’errore del raggirato, ovvero il successo del raggiro (dolo determinante); non può essere

 impugnato se io avevo capito il dolo; il riconoscimento è affidato alla normale diligenza.

la provenienza del raggiro dalla controparte; se il raggiro è stato effettuato da terzi e se

 l’altro contraente non ne era a conoscenza il dolo non è rilevante.

La figura del dolo incidente si ha allorquando il dolo non è fatto determinante per la stipula del

contratto ma si limita ad incidere sulle condizioni dello stesso(comportamento fraudolento); il

contratto non è annullabile ma il raggirato ha diritto all’indennizzo dei danni subito o ad un minor

onere rispetto a quello contrattuale [art. 1440 codice civile].

Rilevanza del dolo

in un contratto: deve provenire dall’altro contraente o da terzo, ma in questo caso i raggiri

 devono essere noti al contraente che en ha tratto vantaggio;

in un negozio unilaterale non recettizio: da qualsiasi terzo provenga.

La violenza psichica è la minaccia di un male ingiusto rivolta ad una persona con la finalità di

indurla a concludere un contratto ovvero a porre in essere qualsiasi tipo di negozio giuridico. La

violenza pertanto assume rilievo come vizio della volontà esclusivamente quando sia diretta al

ottenere dal minacciato il compimento di un atto negoziale. Al minacciato spetta la facoltà di agire

per l’annullamento. La violenza deve essere [art. 1435 codice civile]:

tale da impressionare una persona media;

 il male minacciato deve essere ingiusto e deve riguardare la vittima o il coniuge o ascendenti

 e discendenti della vittima.

La violenza psichica ha rilevanza per l’annullabilità del negozio anche se posta in essere da un terzo

all’insaputa dell’altro contraente.

Una dichiarazione emessa per timore riverenziale non è annullabile eccetto per casi di eccezionale

gravità quali il matrimonio.

La violenza fisica non è un caso di vizio della volontà ma di assoluta mancanza di questa; produce

la nullità del negozio.

Se per effetto dello stato di pericolo una persona ha assunto obbligazioni a condizioni inique, il

negozio non è annullabile, ma rescindibile.

La causa del negozio giuridico

Causa del negozio giuridico: è lo scopo oggettivo rilevante socialmente ed economicamente per

cui il negozio stesso è stato posto in essere; la causa può essere vista come la funzione

socioeconomica del negozio giuridico, il motivo per cui viene posto in essere. La causa è un

elemento essenziale del negozio giuridico la cui mancanza o la cui illiceità provoca la nullità del

negozio stesso. La causa può esserci all’inizio ma poi venire a mancare; in questo caso si può

rescindere dai contratti e sciogliere quindi le proprie obbligazioni. Si definisce causa illecita quando

è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico (illegale), al buon costume (immorale): l’illiceità

della causa produce la nullità del negozio cioè nessun effetto, e chi ha eseguito un pagamento ha

diritto alla ripetizione.

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Motivo del negozio giuridico: è lo scopo soggettivo in seguito al quale la parte pone in essere il

negozio; lo scopo soggettivo consiste in un vantaggio o in una soddisfazione personale della parte. Il

motivo non ha rilevanza ai fini dell’annullabilità del negozio giuridico. Fanno eccezione i casi :

se il motivo è illecito, comune ad entrambe le parti ed esclusivo, produce la nullità del

 contratto [art. 1418 codice civile]; (nella donazione o nel testamento il motivo illecito rende

nullo l’atto, mentre l’errore sul motivo (credevo una cosa che invece non era vera) rende

impugnabile l’atto a condizione che sia stato l’unico motivo per cui è stato disposto).

se la realizzazione del motivo è oggetto del patto contrattuale o di una condizione a cui viene

 subordinata l’efficacia dell’atto stesso.

I negozi astratti producono i propri effetti astraendosi dalla causa; se la causa non esisteva o era

illecita si può agire per la restituzione a prestazione avvenuta. I negozi astratti richiedono sempre

una forma solenne. L’esempio classico è la cambiale, infatti non posso oppormi al terzo giratario

eccependo l’insussistenza del primo rapporto. Un negozio che non sia astratto si dice negozio

causale.

Il negozio in frode alla legge è quello che pur rispettando la legge alla lettera costituisce il mezzo

per eludere un’altra norma.

Astrazione processuale: in un negozio causale chi agisce per ottenere la prestazione non ha

l’onere di dimostrare l’esistenza o la liceità della causa; l’onere di dimostrare l’illiceità grava sul

convenuto se vuole sottrarsi alla condanna.

La rappresentanza

La rappresentanza è l’istituto per cui ad un soggetto (rappresentante) viene attribuito il potere di

agire in nome e per conto di un altro soggetto (rappresentato) nel compimento di un’attività

giuridica; gli effetti degli atti posti in essere dal rappresentante andranno ad incidere direttamente

nella sfera giuridica del rappresentato. Il rappresentante, differisce dal nuncio perché egli agisce con

volontà propria e non del rappresentato; egli può aver ricevuto delle disposizioni ma nell’ambito di

queste decide con discrezionalità.

La rappresentanza può essere:

diretta in cui il rappresentante agisce in nome e per conto del rappresentato; gli effetti

 giuridici ricadono direttamente nella sfera di quest’ultimo.

indiretta, detta anche interposizione reale, in cui il rappresentante agisce in nome proprio ma

 per conto terzi, ed acquista in prima persona i diritti che poi, in virtù della rappresentanza a

lui conferita, andrà a trasmettere nella sfera giuridica del rappresentato attraverso un

secondo negozio.

La rappresentanza è esclusa nei negozi di diritto familiare, nel testamento, ed è ammessa entro certi

limiti nelle donazioni.

La rappresentanza legale ricorre quando un soggetto è incapace o è interdetto(dei genitori e dal

tutore), oppure quando si parla di rappresentanza organica(di organo di persona giuridica).

La procura è il negozio unilaterale non recettizio mediante il quale viene conferito al rappresentante

(procuratore) il potere di rappresentanza (rappresentanza volontaria); questo è un negozio

unilaterale e riguarda i rapporti tra il rappresentato ed i terzi interessati. (il mandato o il rapporto di

lavoro subordinato o la società sono poi contratti che regolano il rapporto interno tra rappresentante

e rappresentato; il mandato quindi può essere con o senza procura)

La procura, come del resto ogni manifestazione di volontà, può essere espressa o tacita. Non sono

richiesti requisiti di forma, a meno che l’atto da compiere non richieda la ferma scritta: in questo

caso anche la procura deve avere la medesima forma. Gli effetti della procura si ripercuotono

direttamente sul patrimonio dell’interessato. La procura può essere generale o speciale quando si

limita a riguardare uno o più determinati affari, e può contenere limiti dettati dal delegante.

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Art 1393 la procura deve essere esibita al terzo che richieda al rappresentante la giustificazione dei

suoi poteri. La revoca è l’atto mediante il quale il rappresentato fa cessare gli effetti della procura;

anche la revoca è un negozio unilaterale. La revoca deve essere portata a conoscenza dei terzi

interessati, altrimenti i negozi da loro conclusi con il rappresentante restano comunque validi e [art.

1396 codice civile]. La revoca può essere anche tacita qualora il rappresentato provveda ad istituire

un nuovo rappresentante. Si parla di conflitto di interessi quando il procuratore è portatore di

interessi propri che vanno contro quelli del rappresentato e gli atti posti in essere sotto queste

condizioni sono viziati e annullabili a meno che il rappresentato non rilasci autorizzazione con cui

autorizza il rappresentante.

Mandato è il contratto con cui una parte si assuma l’obbligo di compiere uno o più atti giuridici per

conto dell’altra parte [art. 1703 codice civile]; il mandato riguarda i rapporti interni tra

rappresentante e rappresentato. Il mandato può essere con o senza rappresentanza; se il mandato è

concesso con rappresentanza (ovvero al mandatario è concessa una procura) allora gli atti compiuti

dal mandatario andranno ad incidere direttamente nella sfera giuridica del rappresentato

(rappresentanza diretta).

In un negozio concluso con un rappresentante si tiene conto degli eventuali vizi della volontà del

rappresentante e non del rappresentato. I vizi della volontà del rappresentante divengono rilevanti

allorquando vanno ad incidere sulle istruzioni da lui date al rappresentante.

Si parla di rappresentanza senza potere per gli i atti conclusi da un rappresentante privo del

potere di rappresentanza e considerati quindi inefficaci. La ratifica è la dichiarazione con cui viene

tardivamente attribuito il potere di rappresentanza al rappresentante che ne era privo; con la ratifica

gli atti compiuti dal rappresentante senza potere entrano a fare parte della sfera giuridica del

rappresentato con effetto retroattivo, come se dall’inizio il rappresentante fosse stato accompagnato

da procura. Il terzo può chiedere il risarcimento per danni di un contratto non ratificato solo se non

sapeva o non poteva sapere che il rappresentante agiva senza procura; il risarcimento si limita alle

spese sostenute e non al contratto sfumato.

Nel caso taluno senza esservi obbligato e quindi spontaneamente assume la gestione di affari altrui ,

e che la gestione sia stata utilmente iniziata, l’interessato deve adempiere le obbligazioni che il

gestore ha preso in nome di lui.

Nel contratto per persona da nominate colui che conclude il contratto può riservarsi la facoltà di

nominare la persona nella cui sfera giuridica il negozio deve produrre effetti. Il contraente se non

trova la persona disposta entro tre giorni risponde in proprio per le obbligazioni assunte. Il termine

può essere stabilito dalle parti ma per intervalli superiori a tre giorni non si ha più il contratto

suindicato bensì la figura di un doppio contratto con i relativi doppi passaggi di proprietà.

Elementi accidentali del negozio giuridico

Sono gli elementi non necessari, e quindi accessori; abbiamo la condizione, il termine ed il modo.

La condizione è l’avvenimento futuro ed incerto al quale le parti fanno dipendere la produzione

degli effetti del negozio, ovvero l’eliminazione degli effetti che il negozio ha già posto in essere. La

condizione può essere:

sospensiva: se ad essa è subordinata l’efficacia del negozio; l’avverarsi di questa rende il

 negozio efficace;

risolutiva: se ad essa è subordinata l’eliminazione degli effetti che il negozio ha già posto in

 essere.

La risoluzione di un contratto è la cancellazione degli effetti già verificatisi.

Gli atti legittimi sono i negozi giuridici che non tollerano l’apposizione di una condizione; questi

sono i negozi di diritto familiare, l’accettazione dell’eredità, la cambiale, l’accettazione della girata

della cambiale.

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La condizione di fatto dipende dalla volontà delle parti secondo una valutazione propria degli

interessi; La condizione di diritto è l’elemento previsto e stabilito dalla legge; è inderogabile.

La condizione illecita contraria alle norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume; la

condizione illecita si ha per non apposta nei negozi mortis causa e rende nulli i negozi inter vivos.

Stesso iter per la condizione impossibile.

La presupposizione è una condizione implicita cioè non dichiarata; sebbene la legge non prevede

la tutela di una cosa non scritta, se la controparte del contratto conosceva la presupposizione è data

la possibilità di risoluzione del contratto.

Momenti del negozio condizionato:

durante la pendenza della condizione l’avvenimento non si è ancora verificato ma può ancora

verificarsi; questa situazione da luogo ad un’aspettativa; la legge riconosce alla parte interessata di

compiere atti conservativi, chiedere il sequestro conservativo; è data anche la facoltà di alienare il

diritto ma questo risulta sempre sottoposto alla condizione originaria. Nell’avveramento della

condizione la condizione si è verificata o non può più verificarsi; gli effetti del negozio retroagiscono

al momento della stipula con esclusione degli atti compiuti per la conservazione; anche i frutti

rimangono a chi disponeva del diritto prima del verificarsi della condizione.

Il termine è l’avvenimento futuro e certo dal quale o fino al quale debbono prodursi gli effetti del

negozio. Il termine è certo per il suo verificarsi, può essere però incerta la data in cui questo si

verificherà. Alla scadenza del termine si verificano gli effetti del negozio, ma questi non

retroagiscono al momento della conclusione del negozio stesso.

Il modo è la clausola accessoria che si appone ad una liberalità allo scopo di limitarla; può

consistere in un obbligo di dare, di fare o di non fare. Il modo non sospende l’efficacia del negozio. Il

modo può essere apposto solo nei negozi a titolo gratuito. Non deve considerarsi modo la semplice

raccomandazione, il desiderio o la preghiera. Il modo impossibile o illecito si ha per non apposto a

meno che non risulti l’unico motivo determinante del negozio. L’adempimento dell’obbligo giuridico

nascente dal modo può essere chiesto da ogni interessato, e in caso di inadempimento dell’obbligo

può essere pronunciata dal giudice la risoluzione del contratto. [art. 648 codice civile].

Qualsiasi negozio giuridico può necessitare di interpretazione rivolta appunto a determinare il

significato giuridico rilevante della dichiarazione negoziale. Possiamo avere interpretazione

soggettiva e oggettiva; l’interprete deve ricercare il risultato perseguito dal compimento dell’atto e

non estrarre solo il senso letterale delle parole. Si parla di comunione delle parti quando ci si

riferisce al senso che entrambe attribuivano all’accordo; si deve tenere conto delle trattative

precontrattuali. Negli atti unilaterali si tiene conto della buona fede dell’artefice del negozio. Il

principio della conservazione del negozio dice che questo deve essere interpretato in maniera che

abbia un senso piuttosto che in modo da non avere effetti. Inoltre valgono:

gli usi interpretativi, tipici del luogo dove è stato stipulato il contratto;

 le espressioni dubbie devono essere intese nel modo più conveniente alla natura del

 contratto;

le clausole dubbie si interpretano contro chi ha disposto il contratto;

 infine quando tutti i metodi si siano dimostrati inefficienti, il contratto deve essere

 interpretato nel modo meno gravoso per l’obbligato.

Effetti del negozio giuridico

Rispetto alle parti il negozio giuridico ha forza di legge [art. 1372 codice civile], cioè gli effetti

sono vincolanti.

Rispetto ai terzi non può ne danneggiare ne giovare direttamente al terzo estraneo [art. 1372

codice civile], e infatti anche i negozi che determinano giovamento a terzi sono soggetti a ad

accettazione di questi. Un negozio in nome di terzi deve essere accettato pena il trasferimento

dell’obbligazione sulla parte che lo ha stipulato. Un negozio giuridico può comunque produrre effetti

indiretti rispetto ai terzi estranei.

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Il negozio giuridico ad effetti reali ha per oggetto la trasmissione o la costituzione di un diritto

reale o il trasferimento di un altro diritto.

Il negozio giuridico ad effetti obbligatori da luogo alla nascita di un rapporto obbligatorio.

Invalidità ed inefficacia del rapporto giurico

Invalidità del negozio giuridico: il negozio è viziato, difettoso o malato in seguito all’inosservanza

dei limiti stabiliti dall’ordinamento. Si parla di inesistenza quando un deficienza grave non permette

il riconoscimento del negozio. L’invalidità può assumere i due aspetti della nullità e dell’annullabilità.

La nullità: un atto si dice nullo quando è invalido e non è idoneo a realizzare i suoi effetti tipici. In

ogni caso la nullità deve essere fatta valere dalle parti interessate altrimenti il negozio seppur nullo

rimane efficace. Cause di nullità sono:

specifico richiamo contenuto in una norma di legge [art. 1418 codice civile];

 mancanza di uno dei requisiti essenziali del negozio [art. 1350 codice civile] come ad

 esempio la forma, l’oggetto o il contenuto;

l’essere contrario a norme imperative [art. 1418 codice civile].

 La nullità può essere :

totale: quando il vizio che la determina investe l’intero negozio;

o parziale: se il vizio investe solo alcune clausole del negozio; in questo caso l’intero

o negozio è nullo se la parte viziata doveva considerarsi essenziale [art. 1419 codice

civile]; per le clausole sostituite da norme di legge continuano a valere i contratti

originari con le clausole nuove.

L’azione di nullità è azione giudiziale che mira al riconoscimento della nullità del negozio; le

caratteristiche sono:

imprescrittibilità;

 il negozio nullo è insanabile e non può essere convalidato;

 impossibilità di un accordo tra le parti che deroghi al principio di imprescrittibilità;

 l’azione di annullamento è di mero accertamento; il negozio era nullo anche prima della

 dichiarazione di nullità quindi la situazione giuridica non viene modificata perché inesistente

già prima dell’accertamento;

è legittimato attivamente al riconoscimento della nullità chiunque ne abbia interesse(

 nell’annullabilità invece solo una parte);

la nullità di un atto può essere rilevata di ufficio cioè se il negozio viene invocato da una parte

 in un giudizio se ne può dichiarare la nullità anche in assenza di domanda.

Si ha conversione del negozio nullo quando un contratto può produrre gli effetti di un contratto

diverso purché contenga tutti i requisiti di sostanza e di forma richiesti per quest’ultimo (requisito

oggettivo) ed a condizione che possa ritenersi che le parti avrebbero accattato di stipulare

quest’accordo in luogo dell’altro (requisito soggettivo) [art. 1424 codice civile]. La conversione non

esige una nuova manifestazione di volontà delle parti, è l’ordinamento stesso che la pone in essere.

Per ottenere lo scopo del primo negozio interviene la rinnovazione del negozio nullo che si

verifica quando le parti si accordano per stipulare un nuovo negozio che rimedi al vizio del negozio

nullo.

IL riconoscimento di nullità per i contratti di lavoro subordinato non produce effetto.

Le società registrate per cui si ha nullità dell’atto costitutivi si considerano sciolte solo dal momento

del riconoscimento.

La nullità dell’atto non è opponibile ai terzi in buona fede.

L’annullabilità costituisce un’anomalia di gravità minore rispetto alla nullità; l’azione di annullabilità

può essere promossa per incapacità del soggetto, vizi della volontà, errore, violenza o dolo. Il

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negozio annullabile produce i suoi effetti ma questi vengono meno se viene presentata ed accolta

l’azione di annullamento. L’azione di annullamento presenta le seguenti caratteristiche:

l’azione di annullamento è un’azione costitutiva (mira a modificare una situazione

 preesistente cioè che aveva prodotto i suoi effetti).

legittimato attivamente è solo la parte nel cui interesse l’annullabilità è prevista dalla legge

 [art 1441 codice civile] (persona ingannata o minacciata…);

l’annullabilità di un atto non può essere rilevata d’ufficio dal giudice;

 l’azione di annullamento è soggetta a prescrizione (di regola cinque anni) [art 1442 codice

 civile]; la prescrizione comincia a decorrere da quando è cessata la violenza o la causa che ha

dato luogo al vizio, dal giorno del compimento della maggiore età;

l’annullabilità è sempre sanabile o attraverso la prescrizione dell’azione di annullamento o con

 la convalida;

se l’azione di annullamento viene accolta dal giudice l’annullamento ha effetto retroattivo cioè

 si verifica la stessa situazione che avrebbe luogo se l’atto non si fosse mai verificato; le

prestazioni effettuate devono essere restituite (per l’incapace solo nei limiti in cui essa è

rivolta a suo vantaggio); l’annullamento del primo negozio, ricade sul secondo negozio se si

tratta di vendita da parte di minore, alienazione in cui l’acquirente non è in buona fede.

La convalida è il negozio col quale la parte legittimata a proporre azione di annullamento si

preclude la possibilità di far valere il vizio. La convalida può essere espressa o tacita; espressa se

contiene la menzione del negozio annullabile, del motivo di invalidità e la dichiarazione convalidante;

tacita se viene data esecuzione volontaria al negozio annullabile.

Inefficacia è l’inettitudine del negozio (valido) a produrre i suoi effetti per un fatto estraneo al

negozio stesso, perché ad esempio non si è verificata una condizione. Può essere originaria , e in tal

caso è sempre transitoria, oppure successiva se dipende dall’impugnativa di una delle parti o terzi.

I DIRITTI ASSOLUTI

I caratteri essenziali dei diritti assoluti sono:

immediatezza: ovvero non serve mediazione per il loro soddisfacimento;

 assolutezza: possono essere fatti valere erga omnes.

I diritti assoluti si distinguono in:

diritti della personalità;

 diritti reali.

I diritti della personalità

La persona umana viene tutelata dall’ordinamento giuridico; prima di tutto vi sono le garanzie

costituzionali della libertà, libertà religiosa, libertà di espressione e divulgazione del pensiero. Vi

sono poi gli impegni dello stato a favorire lo sviluppo della persona umana e l’effettiva

partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale, rimuovendo gli ostacoli che

pregiudicano l’uguaglianza.

I diritti della personalità sono diritti assoluti che si acquistano automaticamente con la nascita e

si perdono solo con la morte; questi sono indisponibili ed intrasmissibili agli eredi. Non sono

patrimoniali ma possono essere risarciti patrimonialmente. I diritti della persona si esplicano in:

individualità o identità della persona: la tutela del diritto al nome [Art. 7 codice civile] e del

 diritto allo pseudonimo [Art. 9 codice civile]; ogni persona ha diritto a non vedersi

disconosciuta la paternità delle proprie azioni e a non vedersi riconosciuta quella delle azioni

di altri; possiamo considerare tra questi anche il diritto al trattamento dei dati personali;

inviolabilità fisica della persona: sono vietati gli atti di disposizione del proprio corpo che

 causino una permanente diminuzione dell'integrità fisica [Art. 5 codice civile]; la stessa

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costituzione Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e garantisce

cure gratuite agli indigenti; nessuno può essere obbligato ad una cura se non per

disposizione di legge; come conseguenza esiste il diritto di esercitare ogni legittima difesa

contro ogni aggressione e il diritto di pretendere un risarcimento danni alla persona.

integrità morale: diritto all'onore ed alla propria immagine [Art. 10 codice civile] protetti con

 sanzione per reati di ingiuria e diffamazione; diritto alla propria immagine che non può essere

utilizzata se non con autorizzazione: sono escluse le persone note in cerimonie pubbliche.

I diritti reali

I diritti reali sono imponibili verso qualsiasi terzo; di norma attribuiscono al titolare un potere di

utilizzo sulla cosa salvo le eccezioni dei diritti reali di garanzia (pegno ed ipoteca) e delle servitù

negative.

I diritti reali cono caratterizzati dalla loro tipicità, ovvero costituiscono un numero chiuso, non ve ne

sono altri rispetto a quelli elencati dal legislatore. I diritti reali si classificano in:

proprietà: diritto di godere e disporre in qualsiasi modo del bene proprio;

 diritti reali in re aliena: diritti su cosa altrui

 I diritti reali in re aliena si classificano in:

diritti di godimento: usufrutto, enfiteusi, uso, abitazione, superficie, servitù;

o diritti di garanzia (pegno ed ipoteca).

o

La proprietà

La proprietà (categoria dei diritti reali su cosa propria.) è riconosciuta dalla costituzione, tuttavia a

differenza dello Statuto Albertino, ne è permessa l’espropriazione da parte dello stato quando la cosa

abbia un preminente interesse generale.

La proprietà è il diritto che ha il proprietario di godere e di disporre della cosa in modo pieno ed

esclusivo entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi dettati dall'ordinamento [Art. 832 codice

civile]. Il diritto di godere consiste nella libertà del titolare di utilizzare o meno la cosa nell'ambito

della sua destinazione. Il diritto di disporre è il diritto del proprietario di alienare tutta o parte della

cosa. Il diritto di proprietà si caratterizza per:

imprescrittibilità: il diritto è imprescrittibile per il suo stesso contenuto: al proprietario è

 accordato il diritto di godere per sempre;

perpetuità: non esiste un termine di durata.

La proprietà edilizia è regolata fondamentalmente dalla legge Bucalossi 10/1977: tutte le costruzioni

sono soggette a licenza preventiva, rilasciata se la costruzione è conforme al piano regolatore, e che

prevede un contributo per aiutare il comune nella costruzione dei servizi essenziali. Gli abusivismi

sono stati sanati con la 28/2/1985 e gli atti di disposizione di costruzioni per le quali non sono state

concesse la licenza sono nulli.

L’espropriazione: è il diritto riservato alla pubblica amministrazione per la realizzazione di opere

pubbliche (socialmente vantaggiose) di trasferire coattivamente beni di proprietà privata a favore

del soggetto che dovrà provvedere all'opera [Art. 42 Costituzione]. L'espropriazione è prevista dietro

un indennizzo nella misura di serio ristoro del danno provocato al titolare del diritto di

proprietà(media del valore di mercato e il reddito domenicale diminuito del 40% se il titolare si

oppone all’esproprio.

Sono vietati gli atti di emulazione, atti che hanno l'esclusiva finalità di nuocere o arrecare

molestia ad altri nel godimento della proprietà [Art. 833 codice civile]; affinché l'atto sia vietato

occorrono due elementi:

elemento soggettivo: intenzione di arrecare danno ad altri;

 elemento oggettivo: assenza di utilità per il proprietario.

Limiti posti al diritto di proprietà: si classificano in due categorie:

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limiti posti nel pubblico interesse: la limitazione al diritto di proprietà è imposta da interessi

 sociali; vantaggi per la piccola e media proprietà [Art. 44 Costituzione]; Istituzione del

ministero dell'ambiente [Legge 8 Luglio 1986 n.349]; Tutela del suolo [Legge 18 Maggio

1989 n.183]; distanze tra le proprietà, soggezioni sul fondo per garantire utilità alle

pubbliche amministrazioni, le servitù pubbliche, i vincoli geologici ed idrologici.

Limiti posti nell'interesse privato: ovvero nell'interesse di coloro ai quali possa nuocere la

 soddisfazione del diritto da parte di altri privati; si parla di rapporti di vicinato; tali limiti

riguardano:

le distanze minime di tre metri tra le costruzioni e nelle piantagioni; la comunione

o forzosa del muro sotto il pagamento della metà dell’opera.[art. 873 - 899 codice

civile]; il diritto di luci e vedute che permettono di costruire finestre anche sul fondo

del vicino avendo riguardo del suo diritto alla privacy. [art. 900 - 907 codice civile];

acque private [art. 909 - 921 codice civile]modificato con 5/1/1994; ora tutte le acque

o sono pubbliche e sono considerate una risorsa che è salvaguardata secondo criteri di

utilità. Sono escluse le acque raccolte dalle piogge.

stillicidio [art. 908 codice civile].

o

La proprietà si estende in verticale illimitatamente ma egli non può opporsi ad attività di terzi che si

svolgano ad una altezza tale da escludere il suo interesse. L’accesso al fondo è libero a terzi per la

caccia, per riprendere una cosa, per riparare un qualcosa. Sono vietate le immissioni immateriali

(fumo, rumore, vapori) che dalla proprietà di uno vanno in quella di un altro; ogni proprietario può

opporsi se i livelli superano la normale tollerabilità (decide il giudice), a meno che questi non

derivino da attività produttiva ma sempre con limiti; al limite si ricorre ad un indennizzo.

Modi di acquisto della proprietà

L'acquisto della proprietà può avvenire:

a titolo originario, qualora vi sia la nascita di un diritto nuovo;

 a titolo derivativo, se esiste una successione del diritto tra due soggetti.

Modi di acquisto a titolo originario sono:

l'occupazione: presa di possesso di cose mobili che non sono di proprietà di alcuno; la fauna

 e i beni immobili vacanti sono patrimonio indisponibile dello stato

l'invenzione: riguarda cose smarrite e consegnate al sindaco (non rivendicate per il periodo di

 un anno); nel caso di ritrovamento del proprietario spetta di diritto un premio proporzionale.

l'accessione: quando l'acquisto del diritto di proprietà su di una cosa implica l'acquisto della

 proprietà su altre cose a questa connesse;

di mobile ad immobile: piantagioni, costruzioni, materiali e mobili sul terreno di una

o persona; il proprietario dei mobili ha diritto a separarli dal suolo o di ottenerne il

valore o l’aumento di valore nel fondo

immobile ad immobile: è il caso che si verifica nelle alluvioni (unione di detriti ad un

o fondo in maniera poco percettibile) o nelle avulsioni (distacco di una parte di terreno

per torrente: l’altro proprietario avvantaggiato deve pagare) o isola formata nel fiume

(che diventa demaniale)

mobile a mobile: mescolanza che determina comunione; specificazione (dell’inventore

o con l’obbligo di pagare le materie prime o dei proprietari con l’obbligo di pagare il

lavoro dello specificante); usucapione

altri modi determinati caso per caso dalla legge

Azioni a difesa della proprietà

Azione di rivendicazione: azione di colui che si afferma proprietario della cosa ma non ne ha il

 possesso [Art. 948 codice civile] e ne pretende la consegna dal possessore.

- Legittimato attivamente è chi si sostiene proprietario ma non ha il possesso.

- Legittimato passivamente alla restituzione è il detentore o il possessore.

L'attore ha l'onere di dimostrare il suo diritto [Art. 2697 codice civile] e il possessore deve

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restituire a sue spese. L'azione di rivendicazione non è soggetta a prescrizione e nasce solo

dal possesso del titolo di proprietario; l’azione di restituzione asce da contratto ed è quindi un

d’obbligo per il possessore della cosa.

L'azione negatoria: azione di accertamento data al proprietario per far cessare eventuali

 molestie o turbative di fatto o di diritto (accertamento dell'inesistenza del diritto vantato da

terzi) sul bene.

L'azione di regolamento dei confini: azione di accertamento dell'estensione di proprietà

 contigue in cui viene già riconosciuta la proprietà dei vicini. Ciascuna delle parti è

simultaneamente attore e convenuto.

Azione per apposizione di termini: serve per far apporre o ristabilire segni che delimitino

 l'estensione di domini contigui.

I diritti reali di godimento

Comprimono il diritto di godimento del proprietario per avvantaggiarne terzi, e sono: la superficie,

enfiteusi, l’usufrutto, l'uso, l’abitazione e la servitù prediale.

La superficie

La superficie è il diritto (attribuito al superficiario) di costruire al di sopra del suolo altrui un'opera di

cui si acquista il diritto di proprietà o il diritto stesso di proprietà di una costruzione sul suolo altrui

[Art. 952 codice civile].

Nel caso in cui la costruzione già esista il diritto viene configurato come proprietà e non è quindi

soggetto a prescrizione.

Nel caso in cui il diritto non è accompagnato da una costruzione esistente questo viene visto come

un diritto reale su cosa altrui ed è soggetto a prescrizione di venti anni [Art. 954 codice civile].

Il superficiario può ricostruire sul suolo.

L'enfiteusi

L'enfiteusi è il diritto (dell'enfiteuta) di godere del fondo altrui con l'obbligo di apportarvi migliorie e

di pagare al proprietario un canone periodico. Nel diritto di godimento dell'enfiteuta è compresa la

facoltà di mutare la destinazione del fondo purché non lo deteriori; sono vietate le innovazioni.

All'enfiteuta spetto il dominio utile sul fondo mentre al proprietario spetta il dominio diretto.

L'enfiteusi si estingue per non uso [Art. 970 codice civile].

L'enfiteusi può essere perpetua (caratteristica principale) o a tempo (mai inferiore ai venti anni).

Il diritto di enfiteusi viene costituito mediante titolo o per usucapione, e l'enfiteuta può disporre del

suo diritto ma vi è divieto di subenfiteusi.

L’estinzione dell'enfiteusi si ha per:

decorso termine (enfiteusi temporanea);

 perimento del fondo [Art. 963 codice civile];

 affrancazione;

 devoluzione;

 prescrizione estintiva [Art. 970 cod. civ], non uso del diritto dell’enfiteuta per almeno 20

 anni.

Potere di affrancazione: diritto potestativo dell'enfiteuta di divenire proprietario pagando una

somma corrispondente a quindici volte il canone annuo [Art. 971 codice civile].

Diritto alla devoluzione: diritto del proprietario di riacquistare la piena proprietà della cosa

subordinata o alla condizione di mora dell'enfiteuta o alla sua violazione dell'obbligo di non

deteriorare il fondo o di migliorarlo [Art. 972 codice civile]. Il diritto di affrancazione prevale di

regola su quello alla devoluzione. Spettano all’enfiteuta i rimborsi per le migliorie apportate: per i

miglioramenti (che danno maggiore produttività al fondo) c’è u rimborso, per le addizioni (opere

fatte sul fondo come pozzi, magazzini) si ha li ius tolendi o il diritto al rimborso. Si ha diritto di

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ritenzione per l’enfiteuta quando questi ha diritto a rimanere in possesso del fondo finché non

abbia soddisfatto il suo credito.

L'usufrutto

L'usufrutto è il diritto (dell'usufruttuario) di godere della cosa altrui con l'obbligo di rispettarne la

destinazione economica [Art. 981 codice civile]. L'usufrutto deve avere durata temporanea o se nulla

è specificato per tutta la vita dell’usufruttuario. Il diritto restante al proprietario prende il nome di

nuda proprietà.

L'usufrutto si acquista per legge (usufrutto legale) sui beni del minore da parte dei genitori, per

effetto di negozio o per usucapione. Gli atti costituenti usufrutto su beni immobili necessitano forma

scritta e sono soggetti a trascrizione.

Oggetto dell'usufrutto è qualsiasi tipo di bene.

Diritti dell'usufruttuario:

possesso della cosa [Art. 982 codice civile]; all'usufruttuario è consentita un'azione detta

 confessoria che mira all'accertamento del suo diritto per il conseguimento del possesso sulla

cosa; il diritto è soggetto ad un inventario e ad una garanzia.

frutti naturali e civili.

 alienabilità del diritto [Art. 980 codice civile]; l'usufruttuario può anche concedere in

 locazione l'oggetto del suo diritto o ipotecarlo[Art. 999 codice civile]; la durata dell'usufrutto

non può comunque essere estesa.

Obblighi dell'usufruttuario:

restituzione della cosa al termine del diritto che va tenuta con la diligenza del buon padre di

 famiglia. (fare l'inventario e prestare garanzia);

onere delle spese di manutenzione ordinaria e di custodia e ogni altra forma di spesa

 ordinaria gravante sull’immobile.

Estinzione dell'usufrutto:

scadenza del termine o morte dell'usufruttuario;

 prescrizione estintiva (venti anni nel caso di usufrutto concesso a persona fisica, trenta se

 concesso a persona giuridica);

consolidazione (riunione dell'usufrutto e della nuda proprietà nella stessa persona);

 perimento della cosa;

 abuso dell'usufruttuario al suo diritto, cioè alienazione di beni non propri o lasciando

 deteriorare i beni.

Per i miglioramenti nasce un credito a favore dell’usufruttuario , mentre per le addizioni vale lo ius

tollendi.

Il quasi usufrutto: ha per oggetto beni consumabili; l'usufruttuario non è tenuto a restituire gli

stessi beni ricevuti ma altrettanti dello stesso genere. Il quasi usufrutto viene regolato dalle norme

sull'usufrutto.

L'uso: o usufrutto limitato è il diritto di servirsi di un bene e di raccogliere i frutti limitatamente ai

propri bisogni (nel caso in cui questo sia fruttifero) [art. 1021 codice civile].

L'abitazione: diritto di abitare una casa limitato ai propri bisogni [art. 1022 codice civile].

Sia l’uso che l’abitazione sono diritti indisponibili [art. 1024 codice civile].

Le servitù prediali

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La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per l'utilità di un altro

fondo (fondo dominante), appartenente ad un diverso proprietario [Art. 1027 codice civile].

Le servitù prediali, appartenendo alla categoria dei diritti reali, costituiscono un numero chiuso; non

sono quindi ammesse servitù irregolari.

Caratteri delle servitù prediali:

imposizione al proprietario del fondo servente di un dovere negativo e mai di un dovere

 positivo (di fare) perciò le opere necessarie al fondo servente sono a carico del richiedente;

appartenenza dei due fondi a proprietari diversi;

 utilità del fondo servente nei confronti del dominante;

 la vicinanza dei fondi.

Nascita della servitù:

per imposizione legale (servitù coattiva); il proprietario del fondo servente ha diritto ad

 un'indennità [Art. 1032 codice civile];

mediante un accordo tra le parti (contratto che necessita di forma scritta ed è soggetto a

 trascrizione), si parla perciò di servitù volontaria.

Forme più frequenti:

acquedotto od elettrodotto coattivo, per garantire il passaggio di corsi d’acqua o linee

elettriche, a condizione che non vi siano altri modi di far passare tali linee.

Passaggio coattivo, per l’accesso alla pubblica via anche quando questo già esiste ma provoca

troppo disagio o è troppo piccolo per il passaggio di mezzi meccanici, o è insufficiente per

l’attività svolta.

Il sacrificio posto all’altra parte deve essere il più limitato possibile.

La servitù volontaria può essere costituita per testamento o per contratto o per destinazione del

padre di famiglia ed è soggetta a trascrizione; la servitù può essere costituita per usucapione. L’uso

è regolato dalla convezione o dal titolo che l’ha costituita; in mancanza attraverso le norme di legge

che regolano la fattispecie. Il diritto di servitù comprende tutto ciò che è necessario per

usarne. Se nel titolo di servitù apparente è stabilito un modo (a piedi, con automezzo…), questo è

l’unico che si può disporre mentre se questo non era precisato l’usucapione del modo è ammissibile.

Se la servitù è non apparente non si può usucapire ne modo ne servitù. Le spese per la

conservazione della servitù sono a carico del proprietario del fondo dominante.

Classificazione delle servitù (in base al modo di acquisto):

apparenti, se al loro esercizio sono destinate opere visibili e permanenti;

 non apparenti costituibili, quando non si hanno opere visibili permanenti per il loro uso; si

 possono creare solo per contratto o testamento

positive, se conferiscono il potere di fare al proprietario del fondo dominante; prescrizione in

 venti anni per non uso

continue: quando non è necessaria l’opera dell’uomo come negli acquedotti

o discontinue: quando è goduta per atti singoli

o

negative, se gravano il proprietario del fondo servente dell'obbligo di non fare. , la

 prescrizione decorre dal momento in cui il proprietario viola la servitù dopo venti anni.

Case, giardini e cortili non possono essere oggetto di servitù.

Azione confessoria: azione concessa al titolare della servitù nei confronti di chi la ostacola o la

contesta. L'azione è di accertamento.

Estinzione delle servitù:

rinuncia del titolare;

 confusione, quando il titolare del fondo dominante diviene titolare del fondo servente;

 prescrizione estintiva di venti anni.

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La comunione

Regime giuridico che si realizza quando più persone (comunisti) sono contitolari del medesimo diritto

reale. Se il diritto reale è di proprietà i partecipanti si dicono condomini. La comunione può essere:

pro diviso, quando ad ognuno è assegnata una parte fisica della cosa;

 pro indiviso, quando il diritto di tutti i contitolari investe l'intera cosa ed in tal caso si parla di

 quote

volontaria, se scaturisce dall'accordo delle parti;

 involontaria, se si realizza per legge (comunione forzosa del muro).

La comunione è regolata dal titolo, art 1100, in sua mancanza si applicano i seguenti principi

generali:

ogni contitolare può servirsi della cosa senza alterarne la destinazione e senza impedire agli

 altri di servirsene;

ogni contitolare può disporre della sua quota;

 ogni contitolare deve contribuire alle spese necessarie in proporzione alla sua quota; le scelte

 sull’amministrazione sono prese a maggioranza

Deliberazioni relative alla cosa:

gli atti di ordinaria amministrazione sono approvati da maggioranza semplice (metà del

 valore della cosa), quindi per maggioranza di quote;

può esistere un regolamento interno sulla comunione il quale può stabilire un amministratore,

 anche esterno , della cosa

le innovazioni (cambiamenti nella destinazione della cosa) vengono approvati da

 maggioranza qualificata (due terzi del valore della cosa);

gli atti di straordinaria amministrazione necessitano il consenso di una maggioranza

 qualificata;

l'alienazione della cosa è subordinata all'unanimità dei comunisti.

Il condominio negli edifici: ogni partecipante è proprietario esclusivo del proprio appartamento ed

è condomino di alcune parti dell'edificio. Le parti in questione non sono divisibili e quindi la

comunione è forzosa. In genere le quote sono indicate in millesimi; sono previsti un assemblea

deliberativa e un amministratore esecutivo. Le regole per l’assemblea sono quelle classiche: invito,

maggioranza, possibilità d’impugnazione della delibera.

Multiproprietà: diritto di utilizzazione di un bene, conferito dal proprietario, limitato ad un

determinato periodo durante l'anno, valido perpetuamente o per molti anni, sono dettate molte

norme sulla trasparenza con obblighi per il titolare di fornire documenti informativi. È riconosciuto un

diritto di recesso di 10 giorni, e il contratto deve essere scritto.

Il possesso

Potere sulla cosa che si manifesta attraverso un'attività corrispondente all'esercizio di fatto del

diritto di proprietà o di altro diritto reale [Art. 1140 codice civile]. Non sempre il fatto di possedere

scaturisce dal diritto di possedere, basta pensare a chi possiede un bene rubato. Oggetto del

possesso possono essere tutti i beni tranne quelli demaniali.

Situazioni possessorie:

detenzione: disponibilità della cosa (corpus) accompagnata dalla consapevolezza di non

 averne il titolo di possesso (conduttore, comodatario);

possesso pieno (corpore et animo): avere la disponibilità della cosa non riconoscendo alcun

 diritto altrui su di essa;

possesso mediato (solo animo): non avere la disponibilità della cosa ed essere riconosciuti

 dal detentore come titolari.

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Il proprio diritto di proprietà non può essere fatto valere da soli nei confronti del possidente. Nello

ius possesionis riconosciamo l'insieme dei vantaggi spettanti al possessore tra cui il diritto alla tutela

possessoria, cioè nessuno può togliere lui il bene se non vantando il proprio diritto in giudizio;

abbiamo poi il diritto di usucapione e il diritto di revindicazione se l’atra parte non riesce a fornire

una prova di proprietà. Lo ius possidendi è il diritto di chi ha un titolo di proprietà accompagnato al

possesso della cosa.

Acquisto del possesso può avvenire:

a modo originario: apprensione della cosa o esercizio su di essa di poteri corrispondenti a

 quelli derivanti dall'esercizio di un diritto reale di godimento (l'esercizio dei diritti non deve

verificarsi per l'altrui tolleranza);

a modo derivativo: tramite consegna (tradizione); il bene può anche non essere consegnato

 se l’acquirente già ne ha il possesso oppure se rimane in detenzione dell’alienante.

Perdita del possesso: consegue al venir meno del corpus (disponibilità della cosa) o dell'animus

(volontà di detenere la cosa). Per le cose mobili questa si ha quando le cose sono uscite dalla

custodia del possessore

L’art1141 afferma che spetta a chi nega il possesso di dimostrare che chi detiene la cosa l’ha

ricevuta per un titolo che non permette di disporne. La presunzione di possesso intermedio: per

il possessore è sufficiente dimostrare di aver posseduto la cosa in un tempo remoto e di possederla

attualmente per far presumere che il possesso sia stato continuato.

Possessore di buona fede è chi ritiene di possedere la cosa in base da un titolo che gli spetta [Art.

1147 cod. civ]; il possessore è in buona fede se ignora il vizio del suo titolo purché la sua ignoranza

non dipenda da colpa grave ovvero è in buona fede quando nelle stesse condizioni ance il buon

padre di famiglia si comporterebbe allo stesso modo. La buona fede si presume e non occorre per

tutta la durata del possesso ma basta che ci sia all’inizio. Il possesso continua nella successione a

titolo universale con gli stessi caratteri originari: buona o mala fede… . Se la successione avviene a

titolo particolare si parla di accessione del possesso nel quale il periodo di godimento del donante

si somma a quello di colui che prende il possesso ai fini dell’usucapione è che determina anche un

nuovo titolo di possesso in buona fede indipendentemente dal titolo originario.

Ne caso di revindicazione del bene:

se il possessore era in buona fede allora i frutti percepiti non sono da restituire se non quelli

 dal momento della domanda giudiziale integrati eventualmente con quelli che potevano

essere percepiti;

se il possessore era in malafede deve restituire tutti i frutti tranne quelli caduti in

 prescrizione; le spese di restituzione sono a suo carico;

le spese eccedenti la conservazione e i miglioramenti sono rimborsabili per i possessori in

 buona e mala fede;

il possessore in buona fede ha diritto alla ritenzione del bene fino a rimborso ultimato o nella

 sua misura.

Possesso vale titolo è la situazione in cui l'ordinamento tutela il possessore in buona fede di bene

mobile anziché il proprietario (alienazioni a non domino di cose mobili cioè per le vendite da chi non

è proprietario della cosa) [Art 1151 codice civile]; affinché il possesso si traduca in titolo occorre:

che l'acquirente possa vantare un titolo per il suo possesso;

 che l'acquirente abbia già acquistato il possesso della cosa e non solo il titolo;

 che l'acquirente sia in buona fede al momento della consegna della cosa e cioè che a

 momento dell’alienazione ignorava la non titolarità dell’alienante che è presunta e

difficilmente indagabile.

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Per le universalità di mobili e i mobili registrati non basta la buona fede ma occorre che la titolarità

sia certificata. Se taluno con successivi contratti aliena a più persone lo stesso bene mobile, quella

che ne ha acquistato il titolo in buona fede è preferita alle altre.

L’azione possessoria può essere fatta valere da chiunque abbia subito una spogliazione del possesso

con violenza, anche da parte del proprietario; le azioni petitorie possono invece essere fatte valere

solo da chi vanti un titolo regolare.

Azione di reintegrazione o di spoglio: azione del possessore che abbia subito uno spoglio

violento o clandestino anche se non possa vantare un titolo di possesso[Art. 1168 codice civile].

L'azione di reintegrazione è soggetta al termine di decadenza di un anno dallo spoglio nel caso sia

stato violento o dalla sua scoperta se clandestino.

Azione di manutenzione: è l’azione del possessore di un immobile, di un'universalità di immobili o

di un diritto reale su di un immobile per far cessare le molestie o le turbative nei confronti del suo

possesso che deve durare da almeno un anno ininterrotto[Art. 1170 codice civile]. L'azione di

manutenzione è soggetta al termine di decadenza di un anno.

Azione di nuova opera: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o al

possessore che abbia ragione di temere che una nuova opera arrechi danno alla cosa oggetto del

suo diritto. Occorre che la nuova opera sia iniziata da meno di un anno e non terminata.

Denunzia di danno temuto: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o al

possessore nel caso in cui vi sia pericolo di danno grave ed imminente derivante da cosa

preesistente.

L'usucapione

L'usucapione è definita come l'acquisto della proprietà a titolo originario e dei diritti reali di

godimento in virtù del possesso protratto per un certo periodo di tempo e di altri requisiti [Art. 1158

codice civile]. Può essere vista come l’opposto della prescrizione perché fa nascere un diritto in base

al tempo.

Requisiti dell'usucapione:

il possesso non deve essere vizioso (se il possesso è acquistato in modo violento o

 clandestino il computo del tempo inizia dal momento in cui il vizio è cessato) [Art. 1163

codice civile];

il possesso non deve subire interruzioni; l'interruzione naturale dell'usucapione deve essere di

 oltre un anno [Art. 1167 codice civile].

Nell'usucapione ordinaria ventennale per gli immobili non si applicano né le cause di sospensione

[Art 2942 codice civile] né l'impedimento derivante da condizione o termine [Art 1166 codice civile].

Durata dell'usucapione:

usucapione ordinaria: venti anni se il possesso è in cattiva fede, dieci se il possesso è

 caratterizzato da buona fede;

usucapione breve: dieci anni per gli immobili e tre per i mobili registrati.

Requisiti ulteriori per l'usucapione breve:

la buona fede;

 un titolo di trasferimento a non domino;

 la trascrizione del titolo che determina l’inizio del tempo per l’usucapione.

I diritti reali di garanzia

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Se il debitore non adempie la prestazione, il creditore dopo aver fatto accertare dal giudice

l’inadempimento, promuove il processo esecutivo sui beni del debitore, facendoli espropriare

secondo le norme del codice civile. Art2910

Se vi sono più creditori, tutti hanno lo stesso diritto di soddisfarsi con il ricavato della vendita dei

beni del creditore (par condicio creditorum), tuttavia la legge preferisce quelli che godono di una

causa legittima di prelazione che sono i privilegi, il pegno e l’ipoteca. Se le cose soggette a

prelazione periscono e sono assicurate, si ha surrogazione attiva, cioè l’assicurazione paga i creditori

al posto del debitore.

Il privilegio è la prelazione che la legge accorda in considerazione della natura del credito [Art.

2745 codice civile]cioè non vengono creati dai privati e quindi non possono ricadere su beni di terzi;

i creditori assistiti da privilegio sono preferiti agli altri nella distribuzione dei proventi relativi alla

vendita forzata dei beni del debitore. I creditori non investiti da privilegio vengono detti chirografari.

Il privilegio speciale viene costituito su tutti gli immobili.

La categoria dei diritti reali di garanzia comprende i due istituti di pegno ed ipoteca; entrambi

limitano il potere di disposizione del proprietario, hanno carattere reale, ovvero esiste un bene a

garanzia del credito, e sono opponibili a tutti. I due istituti attribuiscono al titolare il diritto di

sequela, ovvero il potere di soddisfare il proprio credito facendo espropriare il bene e facendolo

vendere all’incanto.

E’ comunque vietato il patto commissorio, ovvero la facoltà di accordarsi affinché in mancanza di

pagamento il creditore entri nella proprietà della cosa; con la vendita agli incanti il debitore potrà

vedere vendute le sue cose ad un prezzo migliore.

Il pegno

È il diritto reale su cosa mobile di proprietà del debitore o di un terzo che il creditore può acquistare

come garanzia del suo credito [Art. 2784 codice civile]. Sono oggetto del pegno i beni mobili,

universalità di mobili ed altri diritti aventi per oggetto cose mobili, sono vietati u subpegni; La

costituzione del pegno avviene mediante atto scritto in data certa e contenente una specificazione

del pegno al quale sequela consegna della cosa al creditore o ad un terzo designato dalle parti che

ne assume la custodia; è quindi necessario che il debitore sia in possesso del bene [Art. 2786 codice

civile]; se il debito eccede le lire cinquemila è richiesta la forma scritta [Art. 2787 codice civile]

Effetti del pegno:

il creditore ha il diritto di trattenere la cosa ma ha altresì l’onere di custodirla [Art. 2790

 codice civile]; se questo perde il possesso della cosa può effettuare l’azione di rivendicazione

e l’azione di spoglio [Art. 2789 codice civile];

il pegno ha pura funzione di garanzia e il creditore ha solo il diritto di trattenere la cosa, non

 può quindi usarla o disporne [Art. 2792 codice civile]; qualora il creditore usi la cosa o ne

disponga il costituente può chiedere il sequestro della cosa stessa [Art. 2792 codice civile]; al

pagamento del debito il bene deve essere restituito;

il creditore, previa intimazione al debitore, può chiedere che la cosa venga venduta al

 pubblico incanto o da privati autorizzati e soddisfarsi sul ricavato [Art. 2796 codice civile]; il

creditore può fare richiesta al giudice affinché i bene gli sia assegnato.

Nel pegno irregolare i beni fungibili che vengono dati in pegno passano direttamente nelle mani del

creditore che ne dispone e in caso di insolvenza non restituisce.

L’ipoteca

È il diritto reale di garanzia che attribuisce al titolare il potere di far espropriare la cosa su cui tale

diritto è costituito e di soddisfare il proprio credito con preferenza sul prezzo ricavato

dall’espropriazione [art. 2808 codice civile].

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L’ipoteca è soggetta ad un regime di pubblicità di carattere costitutivo; la convenzione tra le parti

attribuisce il diritto ad ottenere l’ipoteca, ma questa viene posta in essere dall’iscrizione nei pubblici

registri.

Oggetto dell’ipoteca sono i beni immobili ( e i diritti su questi: usufrutto, abitazione..) con le loro

pertinenze escluse le servitù, i mobili registrati e le rendite dello Stato [art. 2810 codice civile].

L’ipoteca sulla nuda proprietà si estende a tutta la proprietà.

L’ipoteca può essere:

legale quando è iscritta in forza di una norma di legge ed è attribuita a particolari creditori a

 causa di un debito meritevole di una particolare tutela; spetta a:

l’alienante sugli immobili alienati

o ai coeredi, ai soci per il pagamento dei conguagli

o Tali ipoteche sono iscritte di ufficio dal conservatore dei registri immobiliari se gli

viene presentato l’atto di alienazione, salvo rinuncia dell’alienante; tali ipoteche

derogando allo scopo pubblicitario della stessa prevalgono sulle ipoteche

successivamente iscritte dall’acquirente divento alienante

giudiziale quando la sua iscrizione è dovuta ad una sentenza esecutiva e non di mero

 accertamento; la sentenza produce il diritto all’ipoteca che verrà poi messa in essere con

l’iscrizione automatica presentando al conservatore una copia della sentenza;

volontaria quando la sua iscrizione è conseguenza di un atto di volontà del debitore o di un

 terzo datore d’ipoteca.

L’ipoteca volontaria può essere iscritta sia in base ad un contratto o anche in base a dichiarazione

unilaterale del concedente con esclusione del testamento; è richiesta la forma ad substantiam; l’atto

deve contenere tutte le indicazioni idonee ad individuare l’immobile su cui si concede l’ipoteca [art.

2826 codice civile]; deve essere registrata dal proprietario; nel caso di ipoteca su bene altrui chi l’ha

concessa è tenuto a procurarne al debitore la proprietà, tuttavia il primo deve contenere il bene nel

suo patrimonio.

Il grado dell’ipoteca è stabilito dalla data di iscrizione e non dalla data dell’atto sottostante e

determina l’ordine di preferenza tra le varie ipoteche. E’ consentito lo scambio del grado tra i

creditori ipotecari nel caso in cui questi abbiano gradi successivi. Se il negozio costitutivo dell’ipoteca

è nullo è nulla anche l’iscrizione.

La pubblicità si attua mediante iscrizione, annotazione, rinnovazione e cancellazione: per l’iscrizione

si ha bisogno della scrittura privata autenticata o accertata giudizialmente; l’annotazione serve a

rendere pubblico il trasferimento dell’ipoteca a favore di un’altra persona; ha efficacia costitutiva. La

rinnovazione serve ad evitare l’estinzione dell’iscrizione, deve eseguirsi prima del decorso dei venti

anni dalla data dell’iscrizione. Trascorsi i venti anni senza che avvenga la rinnovazione si perde il

grado dell’ipoteca, non il diritto a questa. La cancellazione estingue l’ipoteca [art. 2882 codice

civile ] quando il credito è estinto o il creditore vi rinunzia; se il credito cade in prescrizione si può

richiedere la cancellazione.

L’ipoteca data la natura di diritto reale ha efficacia anche nei confronti di chi acquista l’immobile

dopo l’iscrizione.

Il terso datore di ipoteca non gode nemmeno del beneficio excussionis, cioè non può chiedere che

prima siano espropriati i beni del debitore (l’unica cosa che può fare è chiedere a questo i danni).

Conservazione della garanzia patrimoniale

Azione surrogatoria è l’azione che può compiere il creditore qualora il suo debitore trascuri di

compiere gli atti volti a tutelare il suo patrimonio ( diritti di usucapione, riscossione crediti….) [art.

2900 codice civile]. Affinché si possa ricorrere ad un’azione surrogatoria è necessario:

che vi sia l’inerzia del debitore;

 che l’inerzia provochi una situazione di incapienza del debitore;

 che il diritto sia patrimoniale.

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Quando si verificano i suddetti presupposti al creditore è consentito di surrogarsi al suo debitore per

l’esercizio dei diritti di quest’ultimo, tuttavia questi agisce non solo per se ma in nomine debitoris e

conseguentemente a favore di tutti i creditori.

Azione revocatoria è l’azione spettante al creditore nel caso in cui il suo debitore compia degli atti

che rendono il suo patrimonio insufficiente a prestare garanzia del debito [art. 2901 codice civile].

Presupposti per esperire un’azione revocatoria sono:

un atto di disposizione del debitore, vendita, cessione crediti, donazione…;

 che l’atto di cui sopra renda il patrimonio del debitore insufficiente a garantire il debito;

 la consapevolezza del debitore del pregiudizio da lui arrecato al suo creditore. Il creditore che

 agisce in revocatoria ha l’onere di provare questa consapevolezza.

Non è necessario che l’atto compiuto dal debitore diminuisca il suo patrimonio, è sufficiente che

diminuisca le garanzie che questo può portare (vendita di un immobile).

L’azione revocatoria non rende nullo l’atto, ma consente al creditore di esperire contro i terzi

acquirenti le stesse azioni esecutive e conservative che avrebbe potuto compiere nei confronti del

suo debitore. Se il terzo acquirente è in buona fede la legge lo tutela, mentre se è i mala fede o a

titolo gratuito il bene rientra in possesso del debitore principale. L’azione revocatorio può essere

fatta solo per gli atti di alienazione compiuti dopo la nascita del debito con lo scopo di frodare i

debitori; nel negozio simulato non occorre dimostrare il pregiudizio presente ma basta anche uno

ipotetico ed eventuale.

L’azione revocatoria si prescrive in dieci anni.

Sequestro conservativo è una misura che può essere chiesta al giudice dal creditore che ha

fondato timore di perdere le garanzie del proprio credito [art. 2905 codice civile]. In questo modo il

bene diventa indisponibile per il debitore.

Diritto di ritenzione: diritto attribuito al creditore di rifiutare la consegna di una cosa di proprietà

del debitore, fino a quando il debitore non adempie l’obbligazione connessa con la cosa stessa. Il

diritto di ritenzione si può far valere solo nei casi espressamente previsti dall’ordinamento.

I DIRITTI RELATIVI

I caratteri essenziali dei diritti relativi sono:

relatività: il diritto può essere fatto valere solo nei confronti di una persona, del debitore;

 mediatezza: il soddisfacimento del diritto necessita della cooperazione.

I diritti relativi si identificano con il diritto di credito nel rapporto obbligatorio in cui l’obbligato

risponde con la totalità dei suoi beni presenti e futuri.

L'obbligazione

L’obbligazione naturale è quella di un dovere morale o sociale in cui il debitore non è obbligato

giuridicamente (il debito di gioco e l’obbligazione fiduciaria) e non ha diritto alla ripetizione.

L’obbligazione contrattuale è invece civile: essa può essere fatta valere in giudizio in maniera

coercitiva.

Un'obbligazione consiste nel rapporto tra due parti in cui una di esse si obbliga (assume il dovere

giuridico) di eseguire una determinata prestazione a favore dell'altra. Fonti dell'obbligazione possono

essere il contratto, l'atto illecito e qualsiasi altro atto idoneo a produrla secondo l'ordinamento [Art.

1173 codice civile].

I soggetti dell'obbligazione sono almeno due:

creditore o soggetto attivo;

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debitore o soggetto passivo.

Nel caso in cui vi siano più soggetti passivi l'obbligazione può essere:

parziaria: se il creditore può pretendere da ogni debitore unicamente la sua parte;

 solidale: se il creditore può pretendere l'intera prestazione da ogni debitore; l'adempimento

 di uno tra i debitori libera gli altri dall'obbligazione e gli da diritto a porre in essere l’azione di

regresso. Questa caratteristica rafforza il vincolo e si presume a meno che non sia dichiarato

diversamente. La remissione a favore di un debitore li libera tutti salvo diversa disposizione.

Dal lato attivo se uno dei creditori riceve l’adempimento per tutti i crediti si considerano

soddisfatti tutti i creditori.

L’obbligazione indivisibile è quella che riguarda un credito indivisibile (un cavallo) e viene

 disciplinata come la solidale con vincoli di indivisibilità.

Prestazione: viene così definito il comportamento dovuto o il risultato del comportamento; la

prestazione può consistere in un dare, in un fare o in un non fare. Una prestazione può essere:

fungibile: se per il creditore è irrilevante chi gli procura il risultato del diritto;

 infungibile: se sono rilevanti le qualità personali dell'obbligato.

La prestazione dovuta deve avere carattere patrimoniale, deve cioè essere suscettibile di valutazione

economica [Art 1174 codice civile].

Affinché un'obbligazione sia validamente assunta occorre che la prestazione sia:

possibile;

 lecita;

 determinata o determinabile.

L’oggetto può essere determinato da un arbitratore, e le parti possono ricorrere al giudice quando la

determinazione sia iniqua, erronea o non fatta.

Oggetto dell'obbligazione consiste nella prestazione dovuta o (nelle obbligazioni di dare) nel bene

materiale dovuto. In relazione al bene dovuto le obbligazioni di dare si classificano in:

generiche quando il bene non è determinato ma appartiene ad un genere;

 specifiche quando il bene è fisicamente determinato.

L’obbligazione è pecuniaria se l’obbligazione ha per oggetto il dare una somma in danaro che deve

avere corso legale nello Stato e nel momento; è a termine se va adempiuta dopo un certo intervallo

di tempo dal momento in cui è sorta; vale il principio nominalistico ovvero non si tiene conto della

svalutazione, tuttavia si possono stabilire interessi:

legali, attualmente al 2.5%

 convenzionali, decisi tra le parti

 moratori quando ci sia un ritardo nell’adempimento; se non fissati sono quelli legali

 usurari se > 50% del tasso interbancario: SI CONSIDERA TALE CLAUSULA NULLA

 gli interessi non possono capitalizzare se non scaduti da sei mesi.

Per le obbligazioni che devono essere liquidate si considera il valore reale della moneta.

Obbligazione alternativa: obbligazione che prevede due o più prestazioni ed in cui il debitore si

libera eseguendone una sola che salvo diversa pattuizione viene scelta dal debitore[Art. 1285 - 1291

codice civile] Un'obbligazione che prevede una sola prestazione si dice semplice.

Obbligazione facoltativa: obbligazione semplice in cui il debitore si può liberare prestando altra

cosa. WWW.POLITOLOGI.COM – IL PORTALE DEGLI STUDENTI DI SCIENZE POLITICHE

Obbligazione accessoria: obbligazione che ha fondamento in altro rapporto giuridico e vi rimane

connessa in modo da dipendere da quest'ultimo.

Modificazioni del lato attivo del rapporto obbligatorio

Cessione del credito: indica il contratto mediante il quale il creditore (cedente) pattuisce con un

terzo (cessionario) il trasferimento del suo diritto verso il debitore (ceduto); la cessione del credito

indica anche lo stesso trasferimento del credito; l'obbligazione resta inalterata a seguito della

cessione [Art. 1260 codice civile].

Il contratto di cessione può avere per oggetto qualsiasi credito purché non abbia carattere

personale, non sia vietato dalla legge o non sia stato diversamente pattuito nell'obbligazione; con la

cessione si cedono anche tutte le garanzie accessorie.

Non è necessario il consenso del debitore al quale peraltro la cessione dovrà essere notificata; in

mancanza della notifica la cessione non ha effetto nei confronti del debitore [Art 1264 codice civile].

Il creditore può opporre al cessionario le stesse eccezione che avrebbe potuto opporre al cedente ed

è questo il carattere fondamentale che distingue la cessione dalla girata della cambiale.

Qualora il credito sia stato oggetto di più cessioni a diverse persone prevale quella per prima

notificata al debitore [Art. 1265 cod. civ].

Se la cessione è a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire al cessionario l'esistenza del credito,

non il suo adempimento [Art. 1266 codice civile], tuttavia con apposito patto il cedente può

garantire la solvibilità stessa.

La cessione può avvenire:

cessione pro solvendo: quando il cedente si libera solo dopo l'adempimento del debitore nei

 confronti del cessionario. Qualora il debitore non adempia il cedente dovrà restituire al

cessionario quanto ricevuto come corrispettivo della cessione, oltre agli interessi, alle spese

della cessione ed alle spese sostenute dal cessionario per sollecitare il debitore [Art. 1267

codice civile]. Nella cessione pro solvendo i principi dell’art. 1266 vengono derogati dalle

parti.

cessione pro soluto: quando il cessionario si fa carico del rischio di inadempienza del

 debitore; il cedente è immediatamente liberato.

In ogni caso il cedente è obbligato a consegnare i documenti probatori del credito che si trovano in

suo possesso.

Contratto di factoring: contratto mediante il quale un'impresa specializzata (factor) si assume

l'impegno di gestire tutti o parte dei crediti di un'altra impresa dietro pagamento di una

commissione. Non è necessario che i crediti vengano ceduti al factor; il factor generalmente svolge

la funzione di finanziatore fornendo anticipi sui crediti. Il factor può essere una banca o un

intermediario finanziario e salvo specificazione i contratti sono pro solvendo.

Nel caso di delegazione attiva il cedente il cessionario ed il debitore si mettono d’accordo sul fatto

che il credito vada pagato al cessionario; l’unica differenza con la cessione è che qui partecipa

attivamente anche il debitore. Il pagamento con surrogazione si ha con la sostituzione del

creditore con un'altra persona all'atto del pagamento. A differenza della cessione del credito la

surrogazione presuppone che l'obbligazione sia adempiuta, è il caso del mutuo [Art. 1201 - 1205

codice civile].

Modificazioni del lato passivo del rapporto obbligatorio

La sostituzione del debitore non è possibile senza l’espressa volontà del creditore.

La delegazione: figura in cui un soggetto (delegante) ordina o invita un altro soggetto (delegato)

ad eseguire (delegatio solvendi) o a promettere di eseguire (delegatio promittendi) un determinato

pagamento a favore di un terzo soggetto (delegatario). L'operazione necessita della cooperazione di

tutti e tre i soggetti. Distinguiamo inoltre:

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delegatio solvendi: il delegante invita il delegato ad effettuare un determinato pagamento a

 favore del delegatario; il delegato non è tenuto ad accettare; nell'ipotesi in cui il delegato sia

debitore verso il delegante questo può sempre rifiutare l'incarico ma nel caso in cui lo accetti

la prestazione eseguita vale contemporaneamente come effettuata dal delegante verso il

delegatario (e come effettuata dal delegato verso il delegante per i rapporti tra questi)[Art.

1269 codice civile]; questo è lo schema dell’assegno bancario. Nel caso di indebito, il diritto

di pretendere la restituzione spetta sempre al delegante.

delegatio promittendi: il delegante invita il delegato ad assumere l'obbligo di effettuare un

 pagamento determinato nei confronti del delegatario; la delegazione non libera il delegante

che resta obbligato insieme al delegato (delegazione cumulativa) , tuttavia il delegatario deve

prima pretendere il pagamento dal delegato e poi dal delegante[Art. 1268 codice civile]; le

garanzie del delegante vengono annullate salvo diversa specificazione; solo il delegatario con

espressa dichiarazione può liberare il delegante (delegazione liberatoria); il delegante può

revocare la delegazione fin quando il delegato non abbia adempiuto.

L'espromissione: contratto mediante il quale un creditore ed un terzo convengono che

quest'ultimo si assuma il debito di un altro [Art 1272 codice civile]. L'azione del terzo è spontanea e

può avvenire senza il consenso del debitore. L'espromissione può essere:

cumulativa quando l'obbligo del terzo non libera il debitore originario, che resta debitore

 insieme al terzo stesso;

liberatoria quando a seguito del contratto il debitore originario viene liberato.

Il terzo può opporre le eccezioni che poteva opporre il primo debitore.

L'accollo: contratto tra il debitore (accollato) ed un terzo (accollante) mediante il quale quest'ultimo

si assume l'onere di provvedere al pagamento del creditore (accollatario); ciò di regola avviene

nell’acquisto di immobili gravati da ipoteca. Esistono due specie di accollo:

accollo semplice o interno in cui l'accollante assume un impegno unicamente nei confronti

 dell'accollato; il creditore non vanta alcun diritto nei confronti dell'accollante, quindi in caso di

inadempimento risponderà l'accollato e l'accollante sarà responsabile solo nei confronti

dell'accollato; l'accollo interno non è contemplato dalla legge;

accollo esterno in cui il creditore può aderire mediante suo atto unilaterale all'accordo tra

 accollato ed accollante; se ciò avviene l'accollante diviene responsabile dell'adempimento;

l'accollato viene liberato solo se espressamente previsto dal contratto (accollo liberatorio),

altrimenti è obbligato in solido coll'accollante (accollo cumulativo) [Art. 1273 codice civile].

Estinzione dell'obbligazione

L’adempimento è la realizzazione esatta della prestazione dovuta, cioè conforme all’obbligo

assunto. L'adempimento porta l'obbligazione alla sua fine naturale.

Il creditore può legittimamente rifiutare l'adempimento di un terzo solo nel caso in cui l'obbligazione

sia infungibile o se il debitore ha precedentemente comunicato la sua opposizione a un pagamento

fatto da terzi[Art. 1180 codice civile].

Il creditore può accettare che il debitore si liberi con una prestazione diversa dall'esatto

adempimento; qualora il debitore non esegua la prestazione concordata il creditore può esigere il

pagamento di quanto dovuto dall'obbligazione [Art. 1197 codice civile].

Il creditore può rifiutare un pagamento parziale anche se la prestazione è divisibile; si noti invece

che nel rapporto cambiario vale l’opposto.

Affinché l’adempimento sia regolare si ha bisogno che: colui che riceve la prestazione sia il

destinatario dell’obbligazione o chi indicato dal creditore e che questi sia legalmente capace; il

debitore si libera anche se paga in buona fede chi appariva il creditore. A meno che diversamente

specificato, il luogo dell’adempimento deve essere: generalmente quello dove è sorta

l’obbligazione, della consegna della cosa deve essere dove si trovava, del pagamento è a casa del

creditore o a casa del debitore. Il tempo o il momento deve essere quello stabilito o se non pattuito

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si considera immediatamente esigibile. Il credito si considera scaduto e il creditore può agire in

giudizio se il debitore non paga nel termine convenuto.

Nel pagamento in contante è stato posto un limite in ventimilioni di lire, e per i movimenti maggiori

bisogna servirsi di banche che devono registrare i movimenti più grandi.

Nel caso che il creditore vanti più debiti dallo stesso debitore, questi pagando può dire quale intende

saldare; in caso contrario si intende quello scaduto e tra più scaduti quello meno garantito e poi

quello più antico.

Allorquando il creditore, senza legittimo motivo, rifiuta di ricevere il pagamento offertogli dal

debitore, oppure omette di compiere gli atti preparatori al compimento della prestazione, si realizza

la figura della mora del creditore [Art. 1206 codice civile]; effetti della mora del creditore sono:

rischio a suo carico che la prestazione divenga impossibile;

 onere al risarcimento dei danni provocati dal suo comportamento al debitore (oltre al

 rimborso delle spese di custodia e di conservazione della cosa dovuta).

Gli interesso moratori del debitore non si calcolano

Affinché si abbia mora del creditore è necessario che il debitore faccia un offerta solenne al

creditore, cioè presentata da pubblico ufficiale; quando l'offerta non è solenne non ci sarà mora del

creditore ma non si realizzerà neppure la mora del debitore [Art. 1220 codice civile].

Morte del debitore nel caso in cui la prestazione dovuta sia infungibile.

Compensazione: si realizza quando due soggetti sono tra loro contemporaneamente creditore e

debitore relativamente a due diversi rapporti obbligatori: se sussistono determinate condizioni

previste dall'ordinamento i due rapporti possono estinguersi totalmente o parzialmente senza ricorso

ai rispettivi adempimenti. La compensazione può essere:

legale: richiede l'omogeneità delle prestazioni, la liquidità e l'esigibilità dei crediti [Art. 1243

 codice civile]; per effetto della compensazione legale i debiti si estinguono in maniera

retroattiva dal momento della loro coesistenza; deve essere fatta riconoscere dal giudice.

giudiziale: compensazione di un credito (anche non liquido, purché di facile liquidazione) ed

 esigibile, invocato in giudizio, con un altro, di medesime caratteristiche, opposto nel giudizio

stesso al primo credito [Art. 1243 codice civile]; la compensazione giudiziale è applicata dal

giudice;

volontaria: avviene per specifico contratto tra le parti [Art. 1252 codice civile], che possono

 riservarsi di derogare le condizioni necessarie alla compensazione legale o giudiziale; la

compensazione facoltativa permette la realizzazione con l’accordo della parte a cui ancora

non è scaduto il debito.

Confusione: l'obbligazione si estingue per confusione quando un unico soggetto si trova nella

condizione di creditore e di debitore relativamente alla stessa obbligazione [Art. 1253 codice civile].

Novazione: contratto con cui i soggetti di un rapporto obbligatorio sostituiscono un nuovo rapporto

a quello originario. La novazione può essere:

soggettiva qualora nel nuovo rapporto venga sostituita la figura del debitore [Art. 1235

 codice civile]; alla novazione soggettiva si applicano le norme riguardanti la delegazione,

l'espromissione e l'accollo;

oggettiva qualora nel nuovo contratto venga modificato l'oggetto [Art. 1230 codice civile];

 elementi caratterizzanti la novazione oggettiva sono la modificazione dell'oggetto (elemento

oggettivo) e la volontà di estinguere la precedente obbligazione (elemento soggettivo).

Remissione: rinunzia del creditore al credito [Art. 1236 codice civile]; la remissione è un negozio

unilaterale recettizio; il debitore può dichiarare di non voler approfittare della remissione; la

remissione può essere espressa o tacita (per consegna del titolo all'obbligato); il pactum de non

petendo è un atto in cui il creditore si impegna a non chiedere il pagamento fino ad un certo

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Impossibilità sopravvenuta: estingue l'obbligazione nel caso in cui questa sia divenuta

impossibile non per colpa del debitore [Art. 1256 codice civile]; in tal caso il debitore deve

consegnare ciò che a ricevuto a titolo di risarcimento dal terzo.

L'inadempimento

La figura dell'inadempimento si realizza quando il debitore non esegue l'esatta prestazione dovuta.

L'inadempimento può essere imputabile al debitore (in questo caso si parla di responsabilità

contrattuale del debitore) oppure a cause non dipendenti da lui (in tal caso il debitore ha l'onere di

provare che l'impossibilità della prestazione non era a lui imputabile) [Art. 1218 codice civile].

L'inadempimento può consistere in:

adempimento inesatto quando la prestazione viene eseguita ma differisce quantitativamente

 o qualitativamente da quella pattuita;

inadempimento relativo quando la prestazione non è ancora stata eseguita ma sussistono

 ancora le condizioni affinché si realizzi sebbene in ritardo; in tal caso il debitore è tenuto,

oltre all'adempimento della prestazione stabilita, al risarcimento dei danni recati al creditore

a causa del suo ritardo;

inadempimento assoluto quando la prestazione non è stata ancora compiuta e sono venuti a

 cadere i presupposti affinché questa si realizzi (ad es. è troppo tardi); in questo caso la

prestazione del creditore si trasforma nel risarcimento danni.

La mora del debitore consiste nel ritardo (inadempimento relativo) del debitore nell'eseguire la

prestazione dovuta , ma può essere evitata se questi riesce a provare che la colpa non è sua.. La

mora del debitore può essere:

ex re ovvero automatica quando non è necessario un atto di Costituzione in mora del

 debitore, la mora scatta automaticamente per il solo fatto del ritardo [Art. 1219 codice

civile]; la mora ex re si verifica quando:

l'obbligazione deriva da fatto illecito perché la lesione del diritto altrui esige una

o pronta riparazione;

il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere;

o quando è scaduto il termine se la prestazione doveva avvenire al domicilio del

o creditore.

ex persona quando il creditore richiede per iscritto l'adempimento mediante atto di

 Costituzione in mora.

Se l'obbligazione consiste in un non fare qualora non sia rispettata si ha inadempimento assoluto,

non ha senso quindi parlare di ritardo e di mora.

Gli effetti della mora sono:

risarcimento dei danni relativi al ritardo;

 passaggio del rischio ovvero qualora la prestazione sia divenuta impossibile mentre il

 debitore è in mora, anche se per cause non a lui imputabili, egli è obbligato al risarcimento

dei danni subiti come se l'impossibilità della prestazione fosse dipesa da lui [Art. 1221 codice

civile]; il debitore può liberarsi dal rischi se prova che la merce sarebbe perita anche in mano

al creditore.

In ogni caso il risarcimento dei danni subiti deve essere pari almeno al mancato guadagno, mentre

l’onere di provare i singoli fatti lesivi spetta al creditore; la liquidazione può essere affidata al

giudice. Per le obbligazioni pecuniarie la colpa del ritardo è sempre del debitore che deve versare

oltre al debito anche gli interessi pari alla misura stabilita o al tasso legale se nulla è disposto, e

tutto indipendentemente dal fatto che il creditore abbia sofferto un danno; se comunque il danno è

stato in misura superiore agli interessi e se ne riesce a dar prova si ha diritto ad averli. Il

risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare se avesse utilizzato la

normale diligenza (come nel caso dell’approvvigionamento delle scorte). Per salvaguardare i propri

interessi, spesso il debitore introduce una clausola penale in cui fissa in anticipo la misura del

risarcimento per inadempimento.

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IL CONTRATTO

Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto

giuridico patrimoniale [art. 1321 codice civile]. Il contratto quindi si distingue dagli altri negozi

giuridici perché in primo luogo non può mai essere unilaterale, e poi deve avere contenuto

patrimoniale.

Elementi essenziali del contratto [art. 1325 codice civile] :

l’accordo delle parti;

 la causa;

 l’oggetto che deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile;

 la forma che è richiesta ab substantiam

Classificazione dei contratti:

Contratti tipici: contratti che per la loro Contratti atipici: le parti sono

frequenza o importanza vengono comunque libere di concludere contratti

espressamente disciplinati dal legislatore. che non sono previsti dal legislatore

(atipici) purché siano diretti a realizzare

interessi meritevoli di tutela secondo

l’ordinamento giuridico [art. 1322

codice civile].

Contratti con due parti. Contratti plurilaterali: in questo tipo

di contratti il vizio derivante da una

parte non coinvolge necessariamente la

sorte dell’intero contratto (ciò avviene

solo se la partecipazione viziata è da

considerarsi essenziale per le altre parti

coinvolte).

Contratti a prestazioni corrispettive o Contratti con prestazioni a carico di

sinallagmatici: viene detto sinallagma il nesso di una parte sola: ne sono esempi la

reciprocità che lega le due prestazioni. Se è fideiussione, il deposito gratuito, il

invalida o impossibile la prestazione a carico di comodato.

una parte risulta invalidi l’intero contratto

(sinallagma genetico); se non viene adempiuta

o diviene impossibile una prestazione la

controprestazione non è più dovuta (sinallagma

funzionale).

Contratti a titolo oneroso Contratti a titolo gratuito

Contratti di scambio in cui la prestazione di Contratti associativi in cui la

ciascuna parte è a vantaggio della controparte. prestazione di ciascuno è diretta al

conseguimento di uno scopo comune.

Contratti commutativi in cui i reciproci Contratti aleatori in cui elemento

sacrifici sono certi. essenziale è l’esistenza di un’incertezza

sull’entità dei reciproci sacrifici e

proprio per questo non si può applicare

la risoluzione per eccessiva onerosità.

Contratti ad esecuzione istantanea in cui la Contratti di durata in cui la prestazione

prestazione delle parti è concentrata in un dato continua nel tempo o si ripete

momento, immediato o differito periodicamente.

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Contratti a forma libera Contratti a forma vincolata o

solenne

Contratti consensuali che si perfezionano con Contratti reali in cui è necessario oltre

l’accordo tra le parti. all’accordo anche la consegna del bene

(mutuo, comodato, deposito e pegno).

Contratti ad efficacia reale se realizzano Contratti ad efficacia obbligatoria

automaticamente, per effetto del solo consenso, che fanno nascere l’obbligo a carico

il risultato perseguito (compravendita). delle parti di realizzare il risultato.

Il contratto preliminare è il contratto con cui le parti si obbligano a stipulare un successivo contratto

definitivo; nel preliminare deve essere determinato il contenuto essenziale del contratto definitivo e

le eventuali aggiunte devono essere consensuali.

Il contratto preliminare può vincolare ambedue le parti o una sola (promessa unilaterale).

L’inadempimento del contratto preliminare da luogo ad una responsabilità contrattuale; oltre al

risarcimento danni, se taluno non adempie al preliminare all’altra parte è concessa la facoltà di

ottenere, qualora sia possibile, una sentenza costitutiva che realizzi gli effetti che avrebbe dovuto

produrre il contratto.

Il contratto preliminare

deve avere gli stessi requisiti di forma richiesti per il contratto definitivo [art. 1351 codice civile].

Il preliminare è ammesso per qualsiasi tipo di contratto fatta eccezione per la donazione.

Attualmente è permessa la trascivibilità dei contratti preliminari, in particolare sugli immobili, al fine

di evitare in caso di fallimento dei costruttori la perdita delle caparre versate dai futuri acquirenti;

questa trascrizione ha priorità sulle successive e in caso di fallimento del costruttore il promissario

acquirente ha diritto alla restituzione del prezzo pagato.

Cessione del contratto

È una figura che si realizza nei contratti a prestazioni corrispettive purché queste non siano state

ancora eseguite, e consiste in un contratto (di cessione) stipulato da una parte (cedente) con un

terzo estraneo al contratto originario (cessionario) per trasferire in capo a quest’ultimo tutti i

rapporti attivi e passivi derivanti dal contratto originario [art. 1406 codice civile]. Ai fini della

cessione de contratto è indispensabile il consenso dell’altro contraente originario (ceduto).

Il cedente è tenuto a garantire la validità del contratto, il nomen verum, e non il suo adempimento.

Il cedente viene di norma liberato dalle sue obbligazioni verso il ceduto; ma il ceduto si può

cautelare dichiarando espressamente che con la cessione non intende liberare il cedente, in questo

caso il cedente risponderà in caso di inadempimento del cessionario.

Il cedente può anche garantire al cessionario l’adempimento del ceduto, rispondendo in solido con

quest’ultimo (come fideiussore) in caso di inadempimento.

La differenza con il subcontratto è che i rapporti contrattuali tra le due parti originarie rimangono gli

stessi; nasce completamente un nuovo rapporto tra una parte e il terzo e questo rapporto è

completamente separato dal primo.

La conclusione del contratto

Durante il periodo di trattative si ha negoziazione per ciò che riguarda il contenuto degli accordi che

si stanno formando; le parti sono libere di concludere o meno il contratto, ma hanno comunque

l'obbligo di comportarsi secondo buona fede [art. 1337 codice civile]. L’obbligo di comportarsi

secondo buona fede si concretizza in due aspetti fondamentali:

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qualora le trattative siano giunte a buon punto una delle parti non le può interrompere senza

 un giustificato motivo.

ciascuna delle parti ha il dovere di informare l’altra di eventuali cause in invalidità del

 contratto, qualora queste siano conosciute o avrebbero potuto esserlo con la normale

diligenza.

Responsabilità precontrattuale o colpa in contraendo è un tipo di responsabilità

extracontrattuale che viene a realizzarsi qualora una delle parti, nel corso delle trattative, venga

meno all’obbligo di comportarsi secondo buona fede. Il risarcimento dovuto viene limitato alle spese

ed alle perdite che siano strettamente dovute alle trattative ed al vantaggio che sarebbe potuto

ottenersi impiegando il tempo speso nella trattativa fallita in altre contrattazioni.

Il momento perfezionativo del contratto è il momento in cui proposta ed accettazione (che

costituiscono entrambe dichiarazioni di volontà unilaterali) si fondono in un’unica volontà. Il

contratto si considera concluso nel momento e nel luogo in cui il proponente ha conoscenza

dell’accettazione della sua proposta comunicatagli dalla controparte [art. 1326 codice civile].

Si presume che l’accettazione sia venuta a conoscenza del proponente nel momento in cui questa sia

giunta presso la sua casa o la sua azienda. Per alcuni contratti si ha una esecuzione di un ordine: tali

contratti si considerano accettati quando la parte inizia ad eseguire , comunicando però l’esecuzione

all’altra parte.

Se si tratta di un contratto con obbligazioni a carico del proponente (fideiussione)per la perfezione

del contratto basta anche un comportamento omissivo del destinatario che quindi non rifiuta la

proposta. Una deroga al principio generale è stabilita per la donazione, che si perfeziona solo in

seguito a notifica al donante.

La revoca è l’atto unilaterale con cui si intende far perdere la validità della propria proposta o della

propria accettazione [art. 1328 codice civile].

La proposta può essere revocata prima della conclusione del contratto; tuttavia nel caso in cui

accettante, in buona fede, avesse data esecuzione alla sua prestazione, questo ha diritto ad essere

indennizzato di spese e perdite dal proponente.

La revoca dell’accettazione per essere efficace deve giungere a conoscenza del proponente prima

che gli pervenga l’accettazione.

La proposta (o l’accettazione) perde automaticamente efficacia se prima del perfezionamento del

contratto il proponente (o l’accettante) muore o diviene incapace a meno che non si tatti di offerte

proposte da imprenditori o società non piccoli. La proposta irrevocabile si realizza nel caso in cui il

proponente decide di rinunziare alla facoltà di revoca. La sua proposta conserva l’efficacia anche nel

caso di morte o di sopravvenuta incapacità [art. 1329 codice civile].

L’offerta al pubblico è la proposta indirizzata a destinatari indeterminati [art. 1336 codice civile];

per la sua validità deve contenere gli estremi essenziali del contratto che mira a concludere. L’offerta

al pubblico è revocabile, la revoca deve essere fatta nella stessa forma con cui è stata fatta l’offerta

ed è efficace anche nei confronti di chi essendo venuto a conoscenza della proposta, non ha avuto

notizia della revoca.

L’opzione rende irrevocabile la proposta in seguito ad un accordo tra le parti [art. 1331 codice

civile]; l’irrevocabilità presenta come unica differenza quella di derivare da accordo e non solo dalla

volontà del proponente. L’opzione ha un termine di validità, ed entro detto termine l’accettante può

perfezionare il contratto mediante dichiarazione unilaterale di volontà. L’opzione può avere un

corrispettivo.

La prelazione consiste nel diritto di essere preferito ad ogni altro, a parità di condizioni, nella

stipula di un determinato contratto. La prelazione può essere:

volontaria: quando è conseguenza di un accordo tra le parti : ha efficacia obbligatoria e non è

 opponibile ai terzi;

legale: accordata dalla legge ai coeredi ed è opponibile ai terzi.

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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto privato con particolare analisi dei seguenti argomenti trattati: la differenza tra diritto privato e diritto pubblico, che cosa rappresenta la Carta Costituzionale e qual'è la sua funzione, la dichiarazione di incostituzionalità, il referendum popolare, l'applicazione e l'interpretazione delle leggi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di Laurea in scienze politiche dell'amministrazione e dell'organizzazione
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Sinesio Domenico.

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