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REATI CONTRO LA PERSONA

1) L’OMICIDIO

L’omicidio è l’uccisione di un uomo cagionata da un altro uomo con un comportamento doloso o

colposo e senza cause di giustificazione. Scopo dell’incriminazione è la tutela della vita umana.

L’oggetto materiale del reato è UN UOMO, che sia vivo ma non necessariamente vitale.

Il fatto materiale è composto da una condotta che può manifestarsi in qualunque modo visto che

l’omicidio è un reato a forma libera; un evento naturalistico e cioè morte della vittima che segna

anche la consumazione e un nesso causale tra questi due elementi.

L’omicidio è disciplinato dall’ART 575 cp, mentre i due ARTT successivi ne disciplinano le

circostanze aggravanti:

- Aver commesso il fatto con premeditazione

- Aver agito con motivi futili

- Aver agito con astuzie o con crudeltà verso le persone

- Aver commesso il fatto con sostanze venefiche o altro mezzo insidioso

- Aver commesso il fatto per occultare altro reato o per conseguire impunità o profitto di un

altro reato

- Omicidio commesso dal latitante per sottrarsi alla pena o per procurarsi mezzi di sussistenza

- Omicidio commesso dall’associato per delinquere per sottrarsi alla pena

- Aver commesso il fatto contro ascendenti, discendenti, coniugi o affini in linea retta.

Omicidio del consenziente

Il bene della vita è indisponibile perciò il consenso del soggetto passivo non scrimina l’omicidio,

però l’ART 579 cp considera tale ipotesi come una circostanza attenuante; purché il soggetto

passivo non sia minore d’età, inferma di mente, estorta nel consenso prestato. In tali casi infatti si

applica la normale disciplina.

Il consenso della vittima è un semplice atto di volontà manifestato (la forma non rileva) il quale può

anche essere sottoposto a condizioni che devono essere rispettate dall’agente per usufruire

dell’attenuante.L’agente deve sapere di agire col consenso della vittima o almeno credere che tale

consenso sussista.

NB: EUTANASIA, solo pochi casi rientrano nell’omicidio del consenziente.

Omicidio preterintenzionale

ART 584 cp, chiunque con atti diretti a commettere lesioni personali e percosse cagiona la morte di

un uomo. L’evento più grave non voluto (morte) è imputato all’agente sulla base del solo nesso di

causalità che non porta alla resp. oggettiva per via dell’innesto dell’art 27 Cost oltre che per la

pronuncia della Corte cost. che ha sancito il requisito della prevedibilità.

In quanto alle lesioni e alle percosse non si richiede che siano consumate bastando che siano tentate,

inoltre è necessario che siano imputate a titolo di dolo.

Omicidio colposo

Chiunque cagiona per colpa la morte di un uomo. La morte anche qui segna il momento di

consumazione del delitto.

2) LESIONE PERSONALE

Lesione personale lieve

ART 582 I co, colui che cagiona ad alcuno una lesione personale dalla quale deriva una malattia nel

corpo o nella mente. La durata della malattia è determinante in quanto se dura non più di 20 giorni

siamo davanti a una lesione lievissima; tra i 20 e i 40 giorni è una lesione lieve; oltre i 40 giorni la

lesione è grave.

Oggettivamente è necessario che l’agente cagioni una lesione (fisicamente o moralmente) da cui

derivi una malattia la quale è l’evento naturalistico del reato e ne segna anche il momento di

consumazione. Soggettivamente affinché ci sia dolo occorre che l’evento (la malattia) sia voluta e

prevista dall’agente, o anche solo prevista ma accettata nel caso di dolo eventuale.

Lesione personale grave e gravissima

La lesione è grave se da essa derivi una malattia che mette in pericolo la vita del soggetto passivo, o

che duri più di 40 giorni, o un indebolimento permanente di un senso o organo.

La lesione è gravissima se da essa derivi una malattia insanabile, la perdita di un senso un arto o

organo, la deformazione o lo sfregio permanente del viso. ART 583 cp.

Domanda: tali tipi di lesione sono autonome figure di reati o forme circostanziate della lesione

lieve? Molti sostengono la seconda ipotesi, ma in realtà sono figure autonome perché esse non

contengono tutti gli elementi della lesione comune più un quid pluris che determina maggior

gravità; ci sono alcune ipotesi di lesione grave e gravissima che prescindono addirittura dalla

presenza della malattia, elemento essenziale per le lesioni comuni.

Affinché ci sia dolo è necessario che la gente preveda uno degli eventi tassativamente indicati

dall’art 583. Questi eventi tra l’altro segnano la consumazione del reato.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

Il patrimonio

Il patrimonio è definito come complesso di rapporti giuridici economicamente valutabili che fanno

capo a una persona. Questa definizione privatistica è valida anche nel diritto penale ma con una

precisazione: sono ricomprese nel patrimonio non solo le cose economicamente rilevanti ma anche

le cose che pur non avendo un valore di scambio hanno un valore di affezione per il soggetto; di

conseguenza il patrimonio nel diritto penale ha natura GIURIDICA e non ECONOMICA.

Le cose

Per il diritto sono “cose” gli oggetti e le entità che hanno un valore economico e sono suscettibili di

appropriazione. Esse possono essere mobili o immobili secondo le norme del codice civile.

L’altruità

Nei reati che hanno ad oggetto delle cose figura l’aggettivo “altrui”, ma quando una cosa è altrui?

L’espressione va intesa in senso stretto e cioè come “cosa di proprietà altrui”; di conseguenza il

proprietario non può mai essere l’agente dei suddetti reati.

Il danno e il profitto

Il DANNO nei reati patrimoniali deve essere giuridicamente rilevante e avere natura patrimoniale

cioè comportare una riduzione del patrimonio così come inteso dal diritto penale.

Il PROFITTO è una qualunque soddisfazione che l’agente di riprometta dalla sua azione criminosa.

Detto profitto deve essere “ingiusto” cioè non deve essere in alcun modo tutelato dall’ordinamento;

inoltre il codice aggiunge la formula “per sé o per altri” non rilevando dunque che il profitto

avvantaggi l’agente o un’altra persona.

Il possesso nel diritto penale

Il possesso nel diritto penale è importante soprattutto per distinguere due reati fondamentali, il furto

e l’appropriazione indebita: mentre il primo presuppone che nell’agente manchi il possesso in


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Penale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Manuale di Diritto Penale, Antolisei. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: reati contro la persona, omicidio del consenziente, omicidio preterintenzionale, omicidio colposo, lesione personale lieve, lesione personale grave e gravissima.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Trapani Mario.

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