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Nesso causale nei reati di evento

23/10/2018 IL FATTO: il nesso causale deve essere verificato solo per i reati di evento, dovendone verificare il legame perché i presupposti della condotta e le qualità del soggetto non sono necessari (come nei reati propri). Dobbiamo sempre verificare la condotta ed offesa al bene giuridico (reati di danno vs reati di pericolo): non sono tipiche le condotte inoffensive nei fatti di reato. È necessario dunque individuare il bene giuridico tutelato e il pericolo concreto o astratto (principio di offensività – art 25 cost.).

Condotta reati e omissione

Condotta reati (condotta/evento) → Omissione (trasgressione ad un comando ad agire): imposizione più invadente ma necessaria per i doveri di solidarietà e collaborazione. Pericolo probabilità di danno. → Progressi ex ante in concreto del giudice:

  • Cosa sarebbe potuto succedere
  • Torna al momento in cui è stata attuata la condotta
  • Situazione concreta (non generale)

Reato omissivo

Proprio: punizione del fatto sé del un mancato compimento di un'azione prodotta dalla norma incriminatrice indipendentemente dalle conseguenze (es. art 593 c.p. omissione di soccorso). Il reato sussiste a prescindere (reati di condotta) → Es. art 329 (inadempimento del pubblico ufficiale): generalmente il reato omissivo è proprio in quanto riguarda determinate categorie di soggetti che, implicitamente, devono avere le capacità di mettere in atto un’azione richiesta (non sempre) specifiche norme incriminatrici + reati di condotta (e sono → reati propri).

Impropri: punizione del mancato inadempimento dell’evento derivato dall’omissione reati di evento (verifica del nesso di causalità tra omissione ed evento). Non sono previsti espressamente in una norma incriminatrice es. omicidio per omissione necessario fare un combinato disposto tra l’art 575 c.p. e il 40 c.p. che al comma 2 stabilisce l’estensione operata dalla legge che equipara il mancato impedimento dell’evento al cagionarlo.

Posizione di garanzia

I titolari degli obblighi giuridici vengono definiti garanti (del bene giuridico tutelato dalla norma):

  • Di protezione: relazione stretta con il bene giuridico (es. genitore che fa morire il figlio di fame o per altre cause dalle quale avrebbe dovuto proteggerlo)
  • Di controllo: della fonte del pericolo (es. protezione civile o datore di lavoro rispetto ad infortuni, consumatori ecc.)

Dopo aver verificato la sussistenza dell’obbligo giuridico si dovranno cercare il nesso di causalità (condotta non tenuta) e la colpa (era una conseguenza prevedibile?) insieme alla rimproverabilità (il reato è personale), e inoltre deve sussistere.

Riassunto del giorno precedente

24/10/2018 RIASSUNTO GIORNO PRIMA: I reati omissivi: reati caratterizzati dall’omissione di un'azione imposta. I reati commissivi reprimono determinate condotte.

Due tipi di reati omissivi

Propri: omissione di soccorso per esempio, reati in cui il legislatore ha voluto reprimere il mancato compimento di un'azione giuridicamente doverosa, indipendentemente dal verificarsi o meno di un evento come conseguenza dell’omissione. (es. omissione soccorso, omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale).

Impropri: omicidio come omissione es. per poter costruire un’imputazione per un reato omissivo improprio bisogna fare un combinato disposto tra l’art 40 comma 2 c.p. (non impedire l’evento che si ha l’obbligo giuridico di impedirla è punito) e norma speciale es. art 575 c.p. (nel caso dell’omicidio).

È necessario che in capo al soggetto che viene imputato di reato omissivo improprio, sussista un obbligo giuridico di impedire l’evento dannoso per la vittima.

  • Rileva solo il mancato compimento di un’azione impeditiva dell’evento imposta da una norma giuridica
  • È il contenuto delle singole norme giuridiche che decide quali siano i presupposti in presenza dei quali sorge l’obbligo di impedire l’evento e quali siano gli eventi il cui verificarsi deve essere impedito.

Reati di evento e nesso di causalità

Reati di evento si configurano nel momento in cui si configura un evento. Non sufficiente la condotta, ma è necessario che dalla condotta derivi un evento. L’evento può essere di vario tipo:

  • Modificazione della realtà fisica
  • Modificazione della realtà psichica
  • Alterazione della realtà economico giuridica
  • Comportamento umano

Necessario dimostrare sussistenza del nesso causale.

Nesso di causalità

L’evento rileva in quanto sia stato causato dall’azione. Solo se si è verifica come conseguenza del comportamento del soggetto agente, vi è un nesso di causalità. Art 40 c.p. comma 1 nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l’evento dannoso o pericoloso da cui dipende l’esistenza del reato, non come conseguenza della sua azione od omissione.

COME SI FA A DIMOSTRARE CHE L’AZIONE POSTA IN ESSERE È LA CAUSA DI UN EVENTO CHE NE CONSEGUE? Diverse teorie.

La teoria principale è la teoria condizionalistica l’azione A è la causa dell’evento B se può dirsi che A tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto, l’evento B non si sarebbe verificato. Giuridicamente rilevante come causa dell’evento è ogni azione che non può essere eliminata mentalmente senza che l’evento concreto venga meno.

Dire che esista il nesso causale non significa che vi si responsabilità a titolo penale. Come si fa a dire che eliminando mentalmente un'azione come si fa a dire che l’evento non si sarebbe verificato? Di cosa si servono in giudici per verificare se una data azione è antecedente necessario di un determinato evento?

  • Bisogna servizi di leggi scientifiche, (valide nel 100% dei casi) per affermare che data una determinata azione si verifica un determinato evento

Sussunzione del caso concreto individuare una legge scientifica che descrive la successione regolare tra la classe di accadimenti A e la classe di accadimenti B. Verificare se il caso concreto sia sussumibile sotto quella legge scientifica nel senso che l’azione umana a è stata seguita dall’evento. In caso affermativo quell’azione concreta è causa di quell’evento concreto.

Ci sono delle situazioni in cui non vi è una legge scientifica universale. Esistono anche leggi statistiche: leggi scientifiche che non hanno il 100% di validità in un tot di casi può avvenire. Non sono sempre vere.

RIFORMULAZIONE dell’evento è ogni azione che – tenendo conto di tutte le circostanze che si sono verificate – non può essere eliminata mentalmente, sulla base di leggi scientifiche, senza che l’evento concreto venga meno. Crea un problema della prova: come si fa se non esiste una legge ci spiega legame tra azione e evento verificato?

Provenzano e il 41 bis

29/10/2018 Provenzano corte dei diritti dell’uomo (europea), ha criticato la modalità del 41 bis (una forma specifica di detenzione). No, segreto della corrispondenza, colloqui registrati, ore libere solo 2 con incontri con persone prescelte dall’autorità detentiva. Il 41 bis viene applicato anche per diversi anni. Fino a che punto lo stato può intervenire? La corte europea ha emanato questa sentenza: Provenzano era in uno stato semi vegetativo, non rispondeva agli stimoli, alimentato artificialmente: nonostante questo il 41 bis è stato prorogato. È stata posta la questione in contrasto con l’art 3 del trattato.

Legittimità della proroga del 41 bis nei confronti di un soggetto in questa situazione La corte ha ribadito la legittimità del 41 bis in corrispondenza all’art 3, ma il problema è stato che nell’ultima proroga nonostante la difesa avesse prodotto le certificazioni mediche che verificassero la sua posizione questi ultimi non sono stati presi in considerazione (certificavano la sua posizione non pericolosa).

Sentenza caso Cappato e Dj Fabo

Sentenza caso cappato dj fabo: totalmente immobilizzato, ma cosciente. Cappato, chiamato dalla fidanzata di lui lo ha accompagnato in svizzera per porre fine alla sua vita tramite l’eutanasia. Si è configurato il reato di istigazione o aiuto al suicidio: art 580. Il p.m. ha chiesto l’archiviazione. Ma il gip ha ritenuto che questa condotta non possa essere considerata lecita. La questione è stata posta alla cost costituzionale nella parte in cui si punisce l’agevolazione materiale di un soggetto che si è autodeterminato al suicidio, considerando questo principio in contrasto con la possibilità di autodeterminarsi.

La corte cost. ha fatto una cosa diversa dal solito: comunicato stampa la corte cost ha rilevato che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti. Rinviata alla udienza 24 settembre 2019, rinviata all’azione del parlamento. Dunque, è necessario un intervento del legislatore.

Elementi della sistematica del reato

Quali sono gli elementi della sistematica del reato? Es. domanda esame. Nesso di causalità: ricorre solo nei reati di evento. È presente in altri due istituti, anche in relazione ai reati aggravati dall’evento (es. omissione di soccorso, si aggrava se succede l’evento – ovvero la morte). Si ritrova anche nel concorso di persona: bisogna dimostrare il suo nesso di causalità tra la sua azione e il verificarsi del reato.

PERCHE IL NESSO DI CAUSALITÀ È ALL’INTERNO DEL FATTO? Si verifica che nella realtà fenomenica ci sia un rapporto di causa-effetto. Disciplina del nesso di causalità art 40 e 41: “Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come Art 40reato, se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende la esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione.” ci dice soltanto che il reato deve esser conseguenza dell’azione o omissione. Per questo sono state elaborate delle teorie: teorie della causalità. Questa interpretazione nasce perché il dettato normativo è molto scarno. Teoria condizionalistica, si contrappone ad altri due paradigmi che la dottrina decide di non adottare ma che la giurisprudenza in parte accoglie.

Teoria condizionalistica “condizione senza la condotta l’evento non si verifica”, La causa è una condizione antecedente e necessaria all’evento. Il giudice che meccanismo utilizza per capire? Il giudice fa un giudizio controfattuale: fa un ipotesi. Prova ad immaginarsi che cosa sarebbe successo senza la condotta. Come fa a sapere il giudice se eliminando la condotta l’evento viene meno oppure no? Il giudice fa riferimento leggi scientifiche. Il giudizio di accertamento del nesso causale deve essere corroborato da leggi scientifiche, a garanzia del soggetto. Questa prassi contrasta così il giudizio intuitivo del giudice, che per anni era stato utilizzato. non si riuscivano ad individuare condotte lesive. Dunque, si è deciso di adottare un modello che si basasse su leggi scientifiche (ha un sostegno empirico). Il giudice è fruitore di leggi scientifiche che deve saper riconoscere. Chi è l’attore processuale che apporta questi elementi scientifici? Perito o consulente di parte.

Due tipi di leggi scientifiche

  • LEGGI UNIVERSALI spiegazione scientifica certa.
  • LEGGI STATISTICHE affermano la correlazione i termini probabilistici.

Nel campo della biologia e medicina, le leggi sono quasi tutte statistiche. Il regime della prova è “oltre ogni ragionevole dubbio”: dunque bisogna avere una certezza (condicio sine qua non). Questo tema emerge negli anni ’90, in corrispondenza a malattie causate negli anni ’70, ponendo questo tema. La cassazione si è divisa in due orientamenti: sentenza franzese.

  • ORIENTAMENTO DELL’AUMENTO DEL RISCHIO Basta sapere che quell’evento causa un incremento della possibilità di verificarsi di un altro (es. esposizione all’amianto causa un incremento della possibilità di ammalarsi)
  • Il giudice si può avvalere solo di leggi universali. Nell forma dei reati penali di evento, non si possono utilizzare queste leggi. Bisogna trovar altre forme di tutela, non si può trovare una prova oltre ogni ragionevole dubbio.

Questo conflitto si è composto con la sentenza del 2002 della cassazione a sezioni unite (sentenza franzese): introduce un modello bifasico. Individua la causalità generale: in linea generale un certo tipo di evento, può essere spiegato sula base di un altro evento secondo la legge scientifica x.

  • Spiegazione della causalità generale Escludendo spiegazioni causali alternative

In questo modo il giudice recupera la probabilità (...) Esempio: soggetto di HIV ha rapporti con la compagna. Lei muore e lui viene accusato del reato di lesione. Il giudice si chiede se esiste una causalità generale. Si esiste, il virus è trasmissibile anche se con una probabilità esigua di contagio per il singolo rapporto sessuale. Il giudice ricostruisce il numero di rapporti avuti negli anni, moltiplicandolo per il coefficiente risultante dalla legge scientifica individuando così la probabilità di contagio.

2° fase: il giudice cerca di escludere altri fattori e: trasmissione per trasfusione, contatto con siringhe infette ecc. Se il giudice può escludere questi casi, si è raggiunta una probabilità logica vicina al 100 che egli consente di dichiarare che oltre ogni ragionevole dubbio quell’evento è la causa dell’altro. Questo per quanto riguarda la causalità commissiva.

Causalità omissiva

Per quanto riguarda la causalità omissiva: si parla di reati omissivi impropri, quindi reati di evento. Nella causalità omissiva, il giudice non elimina ma aggiunge mentalmente la condotta che si sarebbe dovuta compiere e si chiede se si sarebbe verificato l’evento. È sempre un giudizio controfattuale.

  1. Individuare causa naturalistica dell’evento, se no poi non si può affermare la condotta che aggiunta non avrebbe portato all’evento.
  2. Individuare l’azione che se posta in essere avrebbe impedito l’evento.

Il problema che dovrà porsi il giudice è se quell’azione, in quel momento, avrebbe cambiato sicuramente il verificarsi dell’evento.

Cassazione 4 marzo 2009, n°17610

30/10/2018 Cass.4 marzo 2009, n°17610 omicidio colposo, poi riqualificato come morte o lesioni come conseguenza di altro delitto (art 586). È una minaccia al seguito della quale si è verificata la morte del soggetto. Cosa deve accertare il giudice? Collegare l’azione all’evento, ovvero accertare il nesso di causalità eliminando mentalmente la condotta e stabilire che la morte non sarebbe avvenuta, lo fa avvalendosi di leggi scientifiche (un cardiopatico sottoposto ad un grande spavento, può provocare un arresto cardiaco in una certa percentuale di casi).

La sentenza afferma che “è chiaro che l’anziano signore è morto per via dello spavento” il giudice motiva sulla base dell’intuito. Il difensore potrebbe attaccare questa decisione perché nessun perito ha dimostrato che è stato lo spavento a causare l’arresto cardiaco. È necessario sempre prendere in condizione la legge scientifica. Altro elemento necessario: dimostrazione di dolo o colpa. Non voleva ucciderlo, quindi non è dolo. Il giudice prima di condannare avrebbe dovuto accertare se quell’evento era prevedibile da parte del soggetto (conoscenza della malattia da parte del soggetto rimproverato).

Epidemia nel reparto di ematologia di Pesaro

Esempio: epidemia nel reparto di ematologia di Pesaro, i pazienti hanno subito il contrario durante al ricovero. Viene contestato al chirurgo il reato di epidemia colposo art 438. Serve una norma per estendere il reato dal dolo alla colpa. Questa norma è l’art 452 → chiunque commette per colpa i delitti previsti dagli art 438/439 è punito da 1 a 5 anni per colpa, ergastolo per dolo. Questo reato è omissivo, perché si contesta al primario di non aver evitato la morte dei pazienti del suo reparto. Dunque, si applica l’art 40 (non impedire un evento equivale a cagionarlo), dunque questo reato è un reato omissivo improprio.

Il virus dei deceduti era lo stesso, e la fonte del virus era identificata. Il virus dell’epatite si trasmette per rapporti sessuali o ematici. Dunque, era stato trasmesso il virus dal soggetto-fonte agli altri pazienti. Emerge anche un ipotesi di sabotaggio, secondo il chirurgo c’era una persona che lavorava nel suo reparto che aveva grossi motivi di ostilità nei confronti del primario ipotesi di spiegazione: questo sabotatore avrebbe iniettato sangue infetto nelle flebo dei pazienti che poi sarebbero deceduti.

Cosa va affermato? Ci troviamo nel caso di causalità omissiva: Bisogna comprendere la causa del contagio. Non si sa come dal paziente X sia avvenuto il passaggio di sangue infetto su altri 9 pazienti. Bisogna capire qual è stato il veicolo del contagio. Nel caso della responsabilità omissiva dobbiamo capire qual è stata a causa naturalistica della morte, se no non è possibile imputare nulla al soggetto imputato. In primo grado la sentenza è stata di assoluzione perché non si sapeva la causa del contagio. Di fronte a questa totale incertezza i...

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

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