Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

- Delitto perfetto: ha tutti gli elementi necessari e sufficienti a fondare rilevanza penale

- Figura autonoma, costruita per relazione alla corrispondente figura di delitto consumato

- Modalità di tipizzazione: combinazione di fattispecie delittuose di parte speciale con

clausola generale dell’art. 56, estende punibilità a fatti sintomatici rispetto a consumazione

del delitto previsto da parte speciale. Combinazione tra norma incriminatrice e clausola

come l’idea di reato rispetto alle molteplici fattispecie.

generale = delitto tentato inteso

altra anticipazione dell’intervento penale, realizzazione di atti diretti a un

Delitti di attentato:

dato risultato, la cui realizzazione non è però un elemento della fattispecie. Fattispecie a

consumazione anticipata. È il caso dei delitti contro la personalità dello stato o contro

incolumità pubblica.

Modello di incriminazione del tentativo: concezione oggettiva, reazione penale sul pericolo

corso dal bene giuridico che sarebbe stato offeso qualora il delitto fosse stato consumato.

Differenziazione tra pena per il reato consumato e tentato. Non sono esclusi profili soggettivi

(dolo).

 I requisiti del tentativo punibile:

 Atti preparatori e atti esecutivi: fissare una soglia dalla quale il tentativo sia punibile (art

115)

 Atti preparatori: intervento penale selettivo, costruite con fattispecie di pericolo

 Atti esecutivi: atti che danno inizio all’esecuzione condotta descritta nella norma

incriminatrice. Resterebbero fuori gli atti preparatori. Nella teoria materiale

oggettiva considerati anche gli atti strettamente connessi a quelli tipizzati.

 Univocità e idoneità degli atti:

 Univocità: elemento obiettivo di tipicità del tentativo punibile, per poter integrare il

tentativo la condotta dell’agente deve evidenziare nel contesto in cui è tenuta un

riconoscibile significato obiettivo di realizzazione di una volontà criminosa.

Possibile rilevanza ad altro titolo (misure di sicurezza) di una sfera di atti

preparatori.

 Idoneità: giudizio di idoneità riferito alla maggiore o minore probabilità della

realizzazione del fatto di reato. Necessaria possibilità rilevante. Idoneità rispetto

agli atti, giudizio ex ante riferendosi al momento dei fatti. Non sarebbero rilevanti

Non esclude l’idoneità

circostanze oggettivamente esistenti ma conosciuto dopo.

l’intervento di fattori paralizzanti.

L’elemento soggettivo: punibilità del tentativo limitata ai delitti dolosi. L’oggetto del dolo di

tentativo è la realizzazione del corrispondente delitto consumato. Prova del dolo di tentativo

uguale alla prova di dolo in genere. Si discute se per integrare il dolo di tentativo punibile sia o

meno sufficiente il dolo eventuale. Giurisprudenza sì e dottrina no. Ma se entrambi fondano

dolo per delitto compiuto dovrebbe essere uguale anche per tentativo

Trattamento sanzionatorio: pena edittale art. 56

- Diminuendo da un terzo a due terzi la pena edittale prevista per il delitto consumato

- Per i delitti puniti con ergastolo, la pena per il tentativo è reclusione non inferiore a 12 anni

- Non applicabilità al tentativo di disposizioni relative al delitto consumato ponendo per

esempio limiti all’applicabilità di istituti di favore 37

 o impedimento dell’evento:

Interruzione dell’attività

 quando l’attività di tentativo supera l’area

Desistenza volontaria: causa di non punibilità,

di rilevanza penale ma l’azione non è portata a termine, e la desistenza è volontaria.

 l’agente dopo aver portato a

Recesso attivo (pentimento operoso): circostanza attenuante,

termine l’azione volontariamente impedisce l’evento.

IL CONCORSO DI PERSONE NEL REATO

Art. 110: quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla

pena per questo stabilita. Clausola generale che copre qualsiasi ipotesi di concorso. Per

ciascun concorrente deve però essere verificata la responsabilità personale per fatto proprio

colpevole.

È autore del reato chi ha tenuto la condotta tipica del reato e/o ha personalmente cagionato

l’evento. Problema del concorso quando le condotte non corrispondono perfettamente alla

fattispecie (condotte atipiche).

Fattispecie plurisoggettiva eventuale: combinazione tra norma incriminatrice di parte

speciale e disciplina sul concorso di persone, si costruisce fattispecie che comprende anche

condotte atipiche.

Accessorietà delle condotte di partecipazione: la condotta atipica di partecipazione acquista

rilievo in quanto accede ad un fatto di reato materialmente realizzato da altri. Colpevolezza da

valutare singolarmente. Non ha rilievo penale un tentativo di partecipazione.

 Le forme di partecipazione al reato: verificare la responsabilità del concorrente

 Causalità: può essere considerata tipica, entro la fattispecie plurisoggettiva, solo una

condotta che abbia dato un contributo causale alla realizzazione del reato. Per alcuni

potrebbe anche rilevare la causalità agevolatrice, cioè basterebbe che la condotta sia stata

d’ausilio per l’esecuzione del reato. Però più corretto verificare la condotta condictio sine

dell’evento di reato realizzato in concreto.

qua non

 Partecipazione all’esecuzione del reato: chi ha assunto un ruolo nell’esecuzione

comune è compartecipe del reato a prescindere dall’utilità del suo contributo.

dell’impresa

 Concorso morale: contributo di chi, con comportamenti diretti a influire su altri, fa

nascere in loro il proposito di commettere il reato (determinazione) o rafforza un proposito

già esistente ma non ancora consolidato (istigazione). Anche l’accordo per commettere un

reato.

 quando il reato viene realizzato in attuazione dell’accordo, l’aver

Accordo:

partecipato all’accordo viene in rilevo come contributo concorsuale

 l’avere determinato altri a commettere un delitto è circostanza

Determinazione:

aggravante nei casi di cui agli art. 111 e 112

 necessario che l’istigazione abbia fornito ragioni per agire

Istigazione: dell’istigato

effettivamente considerate nella decisione finale di agire

 Giurisprudenza tenta di applicare rafforzamento dell’altrui proposito

Ulteriori casi?

criminoso per affermare rilevanza concorsuale di qualsiasi attività di sostegno

psicologico alla decisione o esecuzione del reato. Per la dottrina necessari criteri

certi.

 Concorso omissivo: chi copre una posizione di garanzia e debba impedire reati da parte

altrui. La responsabilità del non garante può derivare solo da condotta di partecipazione

attiva. 38

 situazioni in cui taluno si avvale per realizzare il reato dell’attività

Autore mediato:

materiale di altra persona non punibile per incapacità o perché vittima di violenza o frode.

Responsabilità dell’autore e non responsabilità della vittima (non imputabile; mancanza di

dolo; stato di neces)

 Dolo di partecipazione: ha ad oggetto sia il fatto di reato realizzato sia il contributo atipico

di ciascuno. Il dolo va accertato in capo ad ognuno dei concorrenti e per ognuno è

indipendente da quello degli altri. Colui che sa e che vuole partecipare

Reato diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti: art. 116, responsabilità a titolo di

concorso doloso per il concorrente che ha agito con il dolo di un delitto diverso. Per

l’imputazione però occorre la prevedibilità del reato diverso, valutata con riferimento al fatto

realizzato e con riguardo alle circostanze del caso concreto.

Responsabilità concorsuale di soggetti estranei. Tutte le forme di partecipazione atipica

possono essere realizzate da soggetti estranei.

Il concorso di persone può riguardare anche un delitto solo tentato, valgono le regole generali

sul tentativo, anche desistenza volontaria e ravvedimento operoso.

 Il trattamento sanzionatorio

 Ciascuno dei concorrenti soggiace alla pena stabilita per il reato. Per tutti deve farsi

riferimento alla cornice edittale di pena corrispondente

 Regole generali sulla commisurazione della pena, commisurata in ragione della gravità del

fatto ma anche della soggettiva colpevolezza e capacità a delinquere (art. 133).

 Differenze nelle modalità di partecipazione hanno rilievo solo per le circostanze aggravanti

e attenuanti. nel delitto colposo quando l’evento è cagionato dalla

Concorso in reato colposo: art. 113,

cooperazione di più persone, ciascuna di queste soggiace alle pene stabilite per il delitto

stesso. Legame psicologico tra i diversi agenti, consapevolezza di cooperare ma non

necessariamente di profili colposi nella propria o altrui condotta. Sufficiente prevedibilità

dell’evento come conseguenza dell’insieme delle condotte per l’attribuzione della colpa; da

verificare in capo a ciascuno autonomamente.

Concorso colposo in reato doloso: il medesimo evento può essere imputato ad agenti diversi

in base a un diverso titolo di colpevolezza. Ciascuno risponde secondo il titolo di responsabilità

corrispondente (dolo o colpa) e non in concorso con gli altri.

RESPONSABILITA’ PENALI IN ORGANIZZAZIONI COMPLESSE

Problemi collegati all’esistenza e all’operare di strutture organizzate di per sé legittime, di

qualche complessità. Le posizioni soggettive più rilevanti sono quelle dei soggetti apicali, i

titolari di poteri di direzione e organizzazione a livello più elevato. Profilo specifico della

posizione di garanzia che ricopre.

UNITA’ E PLURALITA’ DI REATI

L’unità del fatto di reato è normativamente determinata. Criterio decisivo è quello dell’unicità

o pluralità di offese. 39

Art. 15: principio di specialità, la legge speciale deroga a quella generale. Quando fra più

norme sussiste un rapporto logico di specialità, il concorso di norme è solo apparente.

Il concorso di reati: se una persona commette più reati, qual è il trattamento penale

corrispondente.

- Cumulo materiale, ogni reato segue la pena per esso prevista. Somma aritmetica delle

pene.

- Cumulo giuridico, pena complessiva determinata dalla pena per la violazione più grave

con aumenti fino ad un limite massimo fissato per legge

- Assorbimento: si applica la pena per la violazione più grave

 Il sistema attuale (art 71-81):

 Cumulo materiale temperato dal limite del quintuplo della pena per il reato più grave

 Cumulo giuridico in qualsiasi caso di fatti contestualmente commessi e di concorso

formale; anche al reato continuato (chi, con più azioni esecutive di un medesimo

disegno criminoso commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o diverse

violazioni di legge). Si assume come pena base quella prevista per la violazione più

grave e su questa si applica un aumento fino al triplo; la pena non può comunque

superare la somma delle pene corrispondenti ai singoli reati.

L’identificazione della violazione più grave: determinata dal giudice, la giurisprudenza fa

riferimento alla maggiore gravità in astratto riferita al tipo di reato, tenuto conto delle

circostanze. In ogni caso la pena per il reato ritenuto più grave non può comportare una pena

inferiore al minimo edittale previsto per uno qualsiasi dei reati unificati nel trattamento

sanzionatorio.

Il reato continuato: unità del disegno criminoso, possono confluire anche violazioni molto

diverse fra loro. Reato continuato eterogeneo contiene reati di qualsiasi natura considerati

unitariamente riguardo a taluni effetti e come reati distinti riguardo ad altri effetti.

L’unificazione riguarda il trattamento sanzionatorio con applicazione del cumulo giuridico. Ad

ogni altro effetto considerati come reati autonomi.

- Il disegno criminoso: requisito ambiguo, sufficiente e necessario che le condotte criminose

siano programmate nei loro profili essenziali. Valutazione di minore colpevolezza

(mitigazione della risposta punitiva) del soggetto agente in relazione all’unicità del disegno

criminoso sotteso alla pluralità di reati.

LE CONSEGUENZE DEL REATO

REATO E PUNIBILITA’

Come si determinano le conseguenze giuridiche dell’illecito penale. Principio di legalità esige

che al commesso reato debbono seguire le conseguenze previste dalla legge specificamente per

quel tipo di reato. Connessione tra tipo di reato e pena edittale.

Certezza delle conseguenze legali del reato, ma non è obbligatorio che ad ogni fatto di reato

debba conseguire sempre e comunque l’applicazione della pena prevista dalla norma di parte

speciale. Il principio di legalità lascia spazio ad alternative in ogni fase (dal commesso reato

alla sentenza). 40

 Il sistema sanzionatorio: doppio binario nei confronti dell’autore imputabile di un

- Pene: risposta di carattere afflittivo-retributivo

fatto illecito colpevolmente commesso

o Pene principali: inflitte dal giudice con sentenza di condanna e commisurate entro

il suo ambito di discrezionalità assegnato dalla legge. Sono pene detentive

(ergastolo, reclusione, arresto) e pene pecuniarie (multa, ammenda)

o Pene accessorie: conseguono di diritto alla condanna, come effetti penali di essa

- Misure di sicurezza: risposta ad autori di reato pericolosi, per i quali la pena classicamente

intesa o non sia applicabile (non imputabili) o sia ritenuta insufficiente

 Non punibilità sopravvenuta: cause tipizzate dalla legge di applicazione tassativa, oppure

ipotesi di non irrogazione o di non esecuzione della pena rimesse a valutazioni

discrezionali del giudice. Possibili alternative nella risposta al reato (≠ non punibilità

originaria). Necessario ragionevole bilanciamento valori costituzionali in gioco x

giustificare differenza di trattamento:

- Ritenuta inesistenza di bisogni di reazione in considerazione della insignificanza del fatto

per minima offensività in concreto e/o dell’insussistenza di esigenze di prevenzione

speciali

- Considerazione di fatti successivi al reato, incidenti sulla meritevolezza o sul bisogno di

pena

- Considerazione del decorso del tempo dopo il commesso reato

- Intervento di un potere di clemenza che in via eccezionale rende inapplicabili le regole

Istituti di non punibilità sopravvenuta:

- Cause di estinzione del reato: inibizione che almeno tendenzialmente copre ogni

conseguenza

- Cause di estinzione della pena: non eseguibilità pur dopo la pronuncia di sentenza di

condanna

La manovra premiale della non punibilità: il fattore tempo apre la possibilità di manovrare

la minaccia di pena in modo da favorire determinati comportamenti dell’autore del reato

successivi al reato. Può consistere in circostanze attenuanti o cause di non punibilità

Condotte di riparazione dell’offesa da parte dello stesso offensore possono

sopravvenuta.

essere sollecitate con la previsione di un trattamento più favorevole.

LA COMMISURAZIONE DELLA PENA

CRITERI DI COMMISURAZIONE

Nei limiti fissati dalla legge il giudice applica la pena discrezionalmente, indicando i motivi

che lo giustificano (art. 132). Criteri di commisurazione della pena art. 133 e per quella

pecuniaria 133-bis.

Art. 133: criteri fattuali e non finalistici, la finalità di prevenzione generale non è un criterio

legittimo di commisurazione della pena in concreto che dipende da circostanze da verificare

ogni volta in concreto. Esigenze di prevenzione generale considerate nel limitare i poteri

discrezionali del giudice. La pena non può essere giusta in assoluto perché non esistono criteri

di giustizia giusti in assoluto.

I criteri fattuali di commisurazione della pena sono:

- La gravità del reato: il fatto concreto per cui è stata riconosciuta la responsabilità della

persona, nei diversi aspetti da cui dipende la misura di colpevolezza per il fatto 41

- La capacità a delinquere: attitudine al fatto commesso e capacità di commettere futuri

reati. La valutazione sulla capacità a delinquere deve essere legata a finalità di prevenzione

speciale nel limite della proporzione con la colpevolezza per il fatto

LE CIRCOSTANZE DEL REATO NELLA COMMISURAZIONE DELLA PENA

Ad ogni circostanza corrisponde un aumento o diminuzione di pena. I criteri di determinazione

sono di due tipi: aumento % rispetto a pena base o determinazione di una cornice edittale

autonoma. Il criterio generale (attenuanti comuni e quelle che non prevedono nulla) è

dell’aumento o diminuzione fino a un terzo rispetto alla pena base commisurata (art.133) fra

il massimo e il minimo edittale. Gli aumenti o diminuzioni di pena, corrispondenti alle

circostanze, vengono calcolati a partire dalla pena base.

Reato circostanziato: commisurazione di una pena base (che il giudice applicherebbe al

colpevole qualora non concorressero le circostanze) + aumenti o diminuzioni corrispondenti

alle circostanze. Poco sensata aritmetica sanzionatoria che non risponde a ragioni reali di

Nei fatti il giudice parte da una valutazione del livello di pena ritenuto “di

commisurazione.

giustizia” e ricostruisce a ritroso la pena base e le successive variazioni corrispondenti alle

circostanze.

I criteri generali di commisurazione della pena (art. 133) trovano nel sistema delle circostanze

elementi significativi di specificazione.

Concorso di circostanze eterogenee: bilanciamento fra aggravanti e attenuanti (art. 69).

Quindi valutare se si giunge a bilanciamento o prevalenza, e applicare i corrispondenti criteri.

L’aggravante speciale si applica sempre, eventuali attenuanti si applicano a partire dalla pena

risultante da aumento

 Problemi di legittimità costituzionale: per differenze di trattamento ingiustificate

Illegittima l’aggravante di danneggiamento commesso da lavoratori in occasione di

- sciopero

- Illegittima aggravante fondata su qualità personali dei soggetti che derivino dal

compimento di atti precedenti del tutto estranei al commesso reato (stranieri irregolari).

- Non possono essere tipizzati come circostanze elementi che non abbiano un univoco

significato aggravante o attenuante rispetto al reato per il quale si tratti di stabilire la pena.

PENE DETENTIVE

TIPI DI PENA DETENTIVA

La pena detentiva è quella che caratterizza i sistemi penali moderni. Punisce la libertà

personale che è bene di tutti, con gradi e funzioni diverse. Non si esaurisce nella retribuzione

del delitto ma può raggiungere interessi diversi. Tipi di pena detentiva:

 Ergastolo: massima pena detentiva nel sistema italiano, pena a vita. Condizione di

legittimità costituzionale (v. principio rieducativo) è che siano previste chances di ritorno in

libertà fondate su regole legali vincolanti. Illegittimità dell’ergastolo per delitti commessi

da minorenni.

 Reclusione: pena detentiva temporanea, regola per i delitti (pecuniaria è alternativa o

contestuale). Pochi casi in cui la pena pecuniaria è esclusiva

 Arresto: pena detentiva temporanea per le contravvenzioni. 42

(non più l’unico). Ci sono nuove

Il modello classico di pena detentiva è la pena carceraria

forme di esecuzione della pena detentiva comunque restrittive della libertà personale. Nuovi

tipi di pene principali incidenti sulla libertà personale per i reati di competenza del giudice di

pace.

L’ESECUZIONE DELLA PENA DETENTIVA (ORDINAMENTO PENITENZIARIO)

La disciplina dell’esecuzione per lungo tempo disciplinata da regolamenti, disciplina

legislativa solo a partire dalla riforma penitenziaria del 1975. Adozione della forma di legge

per riconoscere il condannato come soggetto di diritti e non come soggetto passivo in un

rapporto di pura soggezione. Il condannato è titolare di diritti, legittimato ad esercitarli

personalmente e ha diritto a tutela giurisdizionale dinanzi al magistrato di sorveglianza.

La riforma del 1975 ha anche introdotto misure alternative alla detenzione, non sono

modalità alternative di esecuzione della pena ma modifiche che incidono sulla stessa pena,

riducendone la durata o sostituendo all’esecuzione carceraria una modalità diversa in tutto o in

parte.

- Non sono applicate con sentenza di condanna, la presuppongono e sono di competenza del

tribunale di sorveglianza

- Istituti legati al comportamento del condannato (o futuro o passato). Un comportamento

inadempiente può comportare la cessazione della misura alternativa. Il condannato in

condizione di poter influire sulla durata e/o sulle modalità di esecuzione della pena con il

suo comportamento.

La liberazione condizionale: ora di competenza del tribunale di sorveglianza (prima era

decisione politica), diritto del condannato a che, verificatosi le condizioni poste dalla legge, il

protrarsi della realizzazione delle risposta punitiva venga riesaminato per accertare se la

quantità di pena abbia o meno assolto al fine rieducativo.

SANZIONI SOSTITUTIVE DI PENE DETENTIVE BREVI

- Semidetenzione: sostituzione di pena detentiva non superiore a 2 anni

- Libertà controllata: entro il limite di 1 anno

- Pena pecuniaria della specie corrispondente (multa o ammenda) in sostituzione di una pena

detentiva non superiore a 6 mesi.

PENE NON DETENTIVE

 Pena pecuniaria: pena principale per i delitti (multa) e contravvenzioni (ammenda).

Cornici di pena pecuniaria sono per la multa da 50 a 50.000 € e per l’ammenda da 20 a

10.000 €. Per alcuni reati importi maggiori.

- Quando debba eseguirsi un ragguaglio tra pene detentive e pecuniarie il computo ha luogo

calcolando 250 € (o frazioni) di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva.

- Il giudice deve tener conto delle condizioni economiche del reo

- Per insolvenza o insolvibilità del condannato, illegittimità costituzionale della conversione

in pena detentiva, conversione in libertà controllata o lavoro sostitutivo.

 Pene accessorie: conseguono di diritto alla condanna, come effetti penali di essa (art. 20).

Diverse per i delitti e per le contravvenzioni, maggior parte interdizioni (perpetue o

temporanee) 43

SISTEMI SANZIONATORI SPECIALI

 Il sistema sanzionatorio minorile: non ci sono differenze di precetti, di imputabilità o di

pena. Ciò che è diverso è la risposta al reato commesso. Si pone esigenza di educazione e

non solo tendenziale ma obbligatoria (art. 31 cost, adeguata e speciale protezione).

Strumenti alternativi alla pena detentiva:

 Perdono giudiziale: causa di estinzione del reato, applicabile quando il giudice ritenga

applicabile in concreto una pena non superiore a due anni di reclusione e con riguardo alle

circostanze dell’art. 133. Presuppone imputabilità e responsabilità.

 Non luogo a procedere per irrilevanza del fatto: eventuale esito di non punibilità quando

 Risulta la tenuità del fatto e l’occasionalità del comportamento

 L’ulteriore corso del procedimento pregiudica le esigenze educative del minorenne

 Messa alla prova: sospensione del processo, in relazione a qualsiasi reato. In

considerazione della particolare situazione del minorenne autore di reato. Consentire di

verificare se l’alternativa alla punizione si riveli in concreto soddisfacente. Precede la

sentenza e in caso di esito positivo estinzione del reato. Presuppone elementi sufficienti per

affermare responsabilità.

 Reati di competenza del giudice di pace: nominativamente selezionati dal legislatore.

Alcuni delitti di minore gravità e alcune categorie di contravvenzioni. No reclusione. Pena

pecuniaria e nuove forme di pena principale: Permanenza domiciliare e Lavoro di pubblica

utilità.

 istituti che conducono all’improcedibilità o non

Definizioni alternative di procedimento,

punibilità dell’autore di reato di competenza del giudice di pace:

o Esclusione della procedibilità per particolare tenuità del fatto

o Estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie

MISURE DI SICUREZZA E MISURE DI PREVENZIONE

Le misure di sicurezza costituiscono il secondo binario del sistema sanzionatorio e come la

pena incidono sulla libertà personale o sul patrimonio, si differenziano per funzione e modo di

disciplina. Strumenti di controllo della pericolosità di persone autori di reato. Vale il principio

di legalità.

Presupposti per la loro applicazione sono:

- La commissione di un reato

- Pericolosità sociale del soggetto, art. 203: chi, anche se non imputabile o non punibile,

quando è probabile che commetta nuovi reati

Il giudizio di pericolosità sociale: giudizio prognostico relativo alla probabilità di

comportamenti futuri di una certa persona. Base fattuale del giudizio è la commissione di un

fatto di reato, per la prognosi l’art. 203 rinvia alle circostanze dell’art. 133. Non basta generica

possibilità.

 Misure di sicurezza personali: art. 215 (presupposti specifici di applicabilità dal 216s.)

 Detentive

- Assegnazione a colonia agricola o casa di lavoro: soggetti pienamente imputabili

e pericolosi 44

- Ricovero in casa di cura e di custodia: seminfermità mentale o intossicati cronici,

condannati a pena diminuita in ragione dell’infermità. Possibilità di sostituzione con

libertà vigilata. Si aggiunge alla pena e si esegue dopo di essa.

- Ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario: per autori di delitto non colposo

non imputabili (infermità di mente) per i quali la legge stabilisce reclusione nel

massimo di due anni. Possibili alternative perché necessario bilanciare pericolosità

dell’infermo e bisogno di cura. Indicazione della corte cost di preferenza per misure

non restrittive

 Non detentive

- Libertà vigilata: applicabile in varie ipotesi, sottoposizione a sorveglianza

dell’autorità di pubblica sicurezza e a prescrizioni imposte dal giudice per evitare le

occasioni di nuovi reati

- Divieto di soggiorno in 1 o + comuni o provincie

- Divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcoliche

- Espulsione dello straniero dallo stato

Per i soggetti imputabili e pericolosi, si applicano sia la pena che la misura di sicurezza. Se la

condanna è a pena detentiva, si applica prima la pena e poi la misura. Se la legge stabilisce una

misura di sicurezza senza indicarne la specie si applica la libertà vigilata.

 Misure di sicurezza patrimoniali: disciplina generale misure di sicurezza richiamate

dall’art. 236 (principio di legalità, applicabilità con sentenza di condanna, fatti commessi

all’estero):

 Cauzione di buona condotta: presupposti di commesso reato e pericolosità sociale

 Confisca: espropriazione a favore dello stato o in vista della distruzione di cose sottratte al

soggetto che ne ha la disponibilità. Non collegata a valutazione di pericolosità. Prevenire

futuri reati sottraendo alla disponibilità del condannato cose collegate a un reato già

commesso.

o Facoltativa: può essere ordinata nel caso di condanna per cose che servirono o

furono destinate a commettere il reato o cose che ne sono prodotto o profitto

o Obbligatoria: per le cose che costituiscono il prezzo del reato nonché delle cose

per cui fabbricazione uso detenzione ecc costituisce reato anche senza condanna

o Strumento del reato: cose che hanno legame diretto ed essenziale con esecuzione

reato

o Prodotto del reato: cose materiali prodotte mediante attività illecita.

cose che incorporano l’utilità economica

o Profitto del reato: ottenuta con il reato

cose o denaro dati all’autore del reato come corrispettivo

o Prezzo del reato:

La confisca non si applica se la cosa appartiene a persona estranea al reato salvo che si

tratti di cose intrinsecamente criminose. Evoluzione legislativa ha ampliato le ipotesi di

confisca obbligatoria (confisca per equivalente)

Le misure di prevenzione prescindono dalla commissione di reati. Erano inizialmente misure

tipicamente di polizia e personali, oggi competenza all’autorità giudiziaria e anche

patrimoniali. Riforma del 1988 ha ridisegnato le categorie e la diffida è diventata avviso orale.

 Presupposti di applicazione

 Necessaria una fattispecie di pericolosità descritta dalla legge

 Soggetti devono essere ritenuti su base di elementi di fatto dediti abitualmente a traffici

illeciti:

- Vivono abitualmente con i proventi di attività delittuose 45

- Dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo integrità fisica

o morale dei minorenni, la società, la sicurezza o la tranquillità pubblica

 Contenuti delle misure di prevenzione:

 Sorveglianza speciale: misura tradizionale, dalla pubblica sicurezza a persone rientranti in

una categoria soggettiva indicata dalla legge, che non abbiano cambiato condotta

nonostante l’avviso orale. Disposta dal tribunale

 Divieto di soggiorno in uno o più comuni o provincie (oppure obbligo di soggiorno in un

determinato comune): può aggiungersi alla sorveglianza.

 Misure patrimoniali: previste nella normativa antimafia, sequestro e confisca.

CAUSE DI ESTINZIONE DEL REATO E DELLA PROCEDIBILITA’

Le cause di estinzione del reato possono essere applicate indipendentemente da un compiuto

accertamento del reato e delle responsabilità conseguenti. Intervenuta la causa, il giudice la

dichiara con sentenza di non doversi procedere a meno che non risulti già evidente che il fatto

non sussiste o l’imputato non lo ha commesso o non era preveduto dalla legge come reato.

 Effetto sostanziale: inibizione o eliminazione di qualsiasi conseguenza penale di un reato

commesso

 prescindendo dall’accertamento di un commesso reato si dichiara

Effetto processuale:

l’improcedibilità. Rottura della sequenza reato-condanna.

 Tratti comuni delle cause di estinzione: applicabilità solo verso la persona cui si

riferiscono; nel caso di concorso di più cause si applica quella più favorevole

 Prescrizione del reato per effetto del decorso del tempo. Esigenza di proporzione degli

interventi penali non solo rispetto al commesso reato ma anche verso il corso del tempo.

Determinazione dei tempi rimessa a valutazioni di giustizia o politica del diritto,

bilanciamento trascorso tempo e gravità reato. Modifica nel 2005.

 I tempi di prescrizione legati alla misura delle pene: coincide con il massimo della pena

edittale prevista per ciascun reato. Non inferiore cmq a 6 anni per delitti e 4 per

contravvenzioni. Nessun rilievo delle circostanze (tranne aggravanti speciali)

 Atti interruttivi e cause di sospensione della prescrizione: la sospensione non si computa

per il periodo di prescrizione; interruzione per determinati atti processuali tassativi dell’art.

160, la prescrizioni ricomincia da capo ma con limite massimo

 Imprescrittibili i delitti per cui è previsto ergastolo

 Il termine inizia a decorrere dal momento in cui il reato è stato portato a compimento

(evento naturalistico: momento dell’evento; delitto tentato: momento in cui cessa

esecuzione; reato permanente: momento in cui cessa la permanenza)

 (offerta): estinzione del reato al pagamento prima dell’apertura del dibattimento

Oblazione

di un somma di denaro (metà del massimo della pena). L’imputato evita l’accertamento

processuale del fatto contestato e ottiene sentenza di non doversi procedere. Formale

affermazione di responsabilità evitata ma in fatto pena pecuniaria. Due forme di oblazione:

 Automatica: per le contravvenzioni punite con sola ammenda il giudice è tenuto ad

ammettere l’oblazione su richiesta dell’imputato. Comunque istituto poco rilevante data

depenalizzazione

 Speciale (discrezionale): per le contravvenzioni punite con pena alternativa (arresto o

ammenda), può essere respinta dal giudice con riguardo alla gravità del fatto 46

 Remissione della querela: fa venire meno la procedibilità per i reati perseguibili a querela.

In qualsiasi momento prima delle sentenza.

GLI ISTITUTI DELLA CLEMENZA

Clemenza: atto di esercizio di un potere sovrano, di portata generale o a destinatario

individuale, che comporta il venir meno in tutto o in parte delle conseguenze penali di un reato.

Deroga alla regola dell’uguale applicazione della legge penale. Causa di impunità esterna al

sistema penale.

 Grazia: autore di un reato esonerato dalla pena cui è stato condannato. Causa di estinzione

pena

 Amnistia: rivolta a categorie di reato. Causa di estinzione del reato

 Indulto: beneficio di uno sconto sulla pena, provvedimento di portata generale. Causa di

estinzione della pena

 Condoni atipici: forme atipiche di condono amm e penale. Con la regolarizzazione di certe

situazioni unite al pagamento di somma si acquista l’impunità per illeciti compresi in

condono

Art. 87 cost: il presidente della repubblica concede la grazia e commuta le pene con

provvedimenti individuali di clemenza.

Art. 79 cost: il parlamento emana provvedimento di amnistia o indulto, con legge formale per

la quale è richiesta maggioranza qualificata (2/3 dei componenti di ciascuna camera). In ogni

caso amnistia e indulto non possono applicarsi a reati commessi dopo la presentazione del ddl.

RESPONSABILITA’ CIVILE DA REATO

Art. 185: ogni reato obbliga alle restituzioni a norma delle leggi civili. La legge civile

determina i presupposti e contenuto dell’obbligazione risarcitoria. Gli obbligati rispondono in

solido verso la persona offesa dal reato ma anche verso i danneggiati. Il danno risarcibile è

quello civilistico (patrimoniale e/o non patrimoniale)

Ipotesi di obbligazione civile per il pagamento di pene pecuniarie in capo a persone che non

sono fra gli autori del reato (e non possono rispondere penalmente) ma per particolare

collegamento con il reo e il reato sono destinatarie per il caso di insolvibilità del condannato, di

un’obbligazione civile sussidiaria (somma pari all’ammontare della pena pecuniaria inflitta)

L’AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA LEGGE PENALE

IMMUNITA’ PERSONALI

Art. 3: la legge italiana obbliga tutti coloro che, cittadini o stranieri, si trovano nel territorio

dello stato, salvo le eccezioni stabilite dal diritto pubblico interno o da diritto internazionale.

Le norme penali obbligano tutti coloro che agiscono nel loro ambito di efficacia, le eccezioni

riguardano l’applicabilità delle sanzioni: sfere personali di immunità.

condizioni personali dalle quali dipende l’inapplicabilità di sanzioni penali ad un

Immunità:

dato soggetto. Derivano da specifiche norme di legge. Possono essere:

 esclusione totale dell’assoggettamento a una data disciplina

Sostanziali: riguardano l’esercizio di determinate funzioni

- Funzionali:

- Extra funzionali: coprono qualsiasi attività di chi ricopra una determinata carica 47

 o rinviare l’esercizio della giurisdizione, vengono meno

Processuali: effetto di sospendere

quando cessa la funzione coperta dall’immunità e nel caso di autorizzazione a procedere

Immunità di diritto pubblico interno:

 compiuti nell’esercizio delle

Il presidente della repubblica: non è responsabile degli atti

sue funzioni tranne che per alto tradimento o attentato alla costituzione. Art. 90 cost.

Immunità sostanziale funzionale. Solo per gli atti compiuti nell’esercizio delle funzioni, per

il resto valutazione dell’autorità giudiziaria.

 I membri del parlamento: art. 68 cost, non possono essere chiamati a rispondere delle

opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Immunità di diritto internazionale: esigenza di mantenere relazioni ispirate alla pacifica

convivenza dei popoli, sono immunità processuali. Le immunità derivanti da norme generali di

diritto internazionale sono inserite nell’ordinamento italiano in forza dell’art. 10 cost.

LA LEGGE PENALE NELLO SPAZIO

Ambito spaziale di applicazione della legge penale segnato dal principio di territorialità.

Però non esiste nessuna regola internazionale generale che circoscriva la competenza penale

dello stato per le sole azioni compiute sul territorio.

è punibile secondo la legge italiana per il delitto politico commesso all’estero

Delitto politico:

sia da un cittadino sia da straniero se è richiesto dal ministro della giustizia (non necessario per

i delitti vs la personalità dello stato); in aggiunta occorre querela della persona offesa se

necessaria. È delitto politico quello che offende un interesse politico dello stato o un diritto

politico del cittadino. Altresì è il delitto comune determinato in tutto o in parte da motivi

politici. Il profilo offensivo deve ricavarsi dalla natura dei mezzi adottati (non dal carattere o

dal fine politico) lesivi di beni o interessi inerenti alle modalità di organizzazione di una libera

e pacifica convivenza

L’estradizione: procedimento e successivo provvedimento con cui uno stato consegna

(estradizione passiva) ad un altro stato (attiva) una persona che si trova nel suo territorio per

fini di giustizia penale. Istituto che attiene alla cooperazione internazionale. Limiti dalla

costituzione:

 Estradizione ammessa solo se espressamente consentita nelle convenzioni internazionali

 Vietata per reati politici, sia per il cittadino sia per lo straniero

 Principio della doppia incriminazione: estradizione non ammessa se il fatto non è

preveduto come reato dalla legge italiana e da quella straniera

 Riferimento al fatto concreto: non è richiesta identità di discipline

 Divieto di estradizione verso stati il cui ordinamento contrasta con principi costituzionali

LA LEGGE PENALE NEL TEMPO

Irretroattività della legge penale: art. 25 cost e 2 cp, responsabilità penale ancorata a una

legge entrata in vigore prima del fatto commesso. Aspetto del principio di legalità. Riguarda sia

la configurazione dei reati sia la statuizione di pene. Esclude l’applicazione retroattiva di

qualsiasi nuova disciplina di istituti di diritto penale sostanziale che abbia come conseguenza

un trattamento più sfavorevole di un determinato fatto. 48

Retroattività di leggi sopravvenute favorevoli al reo (art. 2) per esigenza di parità di

alla luce del principio d’eguaglianza. Se muta la valutazione del disvalore

trattamento rilevanti

del fatto da parte del legislatore, ciò deve rispecchiarsi a vantaggio anche di coloro che abbiano

posto in essere il fatto in un momento anteriore. Comunque necessario che gli interessi della

legge favorevole siano di analogo rilievo e non è sufficiente che la norma derogatoria non sia

manifestamente infondata.

Principio di irretroattività: si applica la legge vigente al momento della condotta. La legge che

poteva essere conosciuta dall’autore e svolgere una funzione di guida del comportamento.

Una modifica di legge che intercorre tra tempo della condotta e dell’evento è considerata come

successiva e non applicabile al caso concreto perché non poteva orientare il comportamento.

 Retroattività oltre il giudicato:

 Abolitio criminis: quando per la legge successiva viene meno la qualificazione penalistica

del fatto, la retroattività della legge favorevole travolge anche il giudicato e i suoi effetti

penali. Efficacia iperretroattiva. Deve venir meno il giudizio di disvalore del fatto.

abrogazione totale di un titolo di reato e non sia applicabile nessun’altra

- Totale:

norma penale. Abrogazione secca

restrizione dell’area di punibilità, fattispecie sostituita con un’altra che

- Parziale:

rispetto ad essa è speciale. Alcuni fatti specializzanti della nuova norma restano

oggetto di incriminazione, altri fatti compresi nella norma generale perdono

rilevanza penale.

 al di fuori dell’abolitio criminis

Sostituzione di pena detentiva con pecuniaria:

l’applicazione retroattiva di mutamenti di diritto penale sostanziali favorevoli incontra

sempre il limite dell’intangibilità del giudicato. A ciò parziale deroga per cui se c’è stata

condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente pena pecuniaria la

pena inflitta si converte immediatamente a quella pecuniaria corrispondente

Per qualsiasi altra modifica legislativa favorevole resta fermo il limite del giudicato. Possono

eventualmente venire in rilievo modifiche del sistema sanzionatorio.

La legge più favorevole deve essere valutata tale in concreto dal giudice comparando le

discipline al caso concreto e scegliendo quella che preveda soluzione più favorevole.

Successione di una legge speciale ad una generale: il giudizio di disvalore resta confermato e

vengono aggiunti elementi nuovi per la direzione di tutela. In tutti i casi in cui l’abolitio

criminis è esclusa per il futuro dalla applicabilità della nuova norma speciale, per il principio di

legalità bisogna escluderla anche per il passato assicurando continuità di applicazione della

legge ai medesimi tipi di fatto.

Successione di leggi penali rilevante ex art. 2 per mutamento di precetti legali richiamati da

norma in bianco o atti normativi co specificazioni tecniche del precetto. Sono da considerare

parte della legge penale disposizioni meramente definitorie.

≠ legge penale invariata in caso di successione di leggi qualificatrici di elementi normativi

della fattispecie che non concorrono ad esprimere la scelta di politica del diritto penale.

Potrebbero avere rilievo solo nel caso in cui facciano venir meno il giudizio di disvalore

astratto su fatti di quel tipo.

D.L. non convertito o convertito con modificazioni: non applicabile disciplina sulla

successione di leggi (illegittimità costituzionale). Applicazione della legge in vigore al

49

momento del fatto. I DL non convertiti si applicano ancora se più favorevoli, ai fatti commessi

durante la loro vigenza.

d’illegittimità costituzionale di leggi penali: assimilabile all’annullamento, le

Dichiarazione

norme dichiarate incostituzionali non si applicano dal giorno successivo alla pubblicazione

della decisione. Cessa l’esecuzione e gli effetti penali di sentenze anche irrevocabili prese in

applicazione della norma dichiarata incostituzionale.

IL DIRITTO PENALE INTERNAZIONALE

Giustizia penale internazionale inizia a nascere nel XX sec dopo la seconda guerra mondiale

(tribunali di Norimberga e Tokyo) e negli anni ’90 con i tribunali ad hoc dell’ONU (Ruanda e

Jugoslavia). Nel 1998 a Roma approvato lo statuto della corte penale internazionale, prima

vera giurisdizione sopranazionale.

- Nello statuto norme organizzative, procedurali e sostanziali che descrivono crimini

di competenza (crimini di guerra, genocidio, crimini contro l’umanità e

internazionali

guerra di aggressione)

- Può essere attivata da uno stato parte, dal procuratore o dal consiglio di sicurezza ONU

Le pene previste sono reclusione fino a 30 o l’ergastolo, ma

- con discrezionalità giudiziale

ampia. Non è prevista pena di morte. Rispetto dignità umana.

- Giurisdizione stabile ma non (ancora) universale. Non ha e non controlla i mezzi di

esecuzione delle sue decisioni, che sono in mano agli stati sovrani.

- Giurisdizione complementare a quelle nazionali (lo stato non vuole o non può procedere)

- Irrilevanza di qualifiche ufficiali e responsabilità di comando ed esclusione della scusa

dell’obbedienza ad un ordine.

- Problemi politici al funzionamento di una effettiva giustizia internazionale

IL SISTEMA DELL’ILLECITO AMMINISTRATIVO

L’ILLECITO AMMINISTRATIVO

Sistema di illeciti e sanzioni definiti amministrativi con leggi di depenalizzazione sempre più

ampi dagli anni ’60 e poi emanazione di leggi che fin dall’inizio prevedevano sanzioni

amministrative. Il sistema penale e amministrativo gestiscono sanzioni di contenuto omogeneo

e il confine è tracciato da scelte contingenti del legislatore. La distinzione legislativa è data da

qualificazioni formali cui corrispondono discipline diverse.

Nella costituzione non ci sono indicazioni espresse su principi e struttura della responsabilità

amministrativa e non ci sono confini rigidi alle ipotesi di depenalizzazione. Ci sono vincoli

rigidi per la penalizzazione.

L. 689/1981 disciplina generale dell’illecito amministrativo: modellata su principi penalistici.

- Principio di legalità

- Principio di specialità tra illecito amministrativo e penale, si applica la disposizione

speciale ma in caso di uguale disciplina si applica quello penale

- Sanzione principale è quella pecuniaria, previste anche sanzioni accessorie di tipo

interdittivo (privazione o sospensione di facoltà o diritti derivanti da provvedimenti

dell’amministrazione) anche confisca amministrativa con criteri uguali all’art. 240 cp 50

RESPONSABILITA’ DA REATO DEGLI ENTI

Il diritto penale italiano tradizionalmente non si rivolge a persone giuridiche. Societas

Secondo l’orientamento tradizionale le persone giuridiche sarebbero

delinquere non potest.

incapaci di colpevolezza, ma in realtà la persona giuridica può agire in modo illecito.

 D.lgs. n. 231/2001 introduzione della responsabilità amministrativa da reato di enti

collettivi:

- Responsabilità per enti con personalità giuridica e per società e associazioni anche prive di

personalità giuridica. Esclusi stato, enti pubblici territoriali. Principio di legalità e

retroattività.

 Soggetti: sistema a 2 livelli, distinzione determina condizioni per cui è esclusa

responsabilità l’ente non risponde se prova

- Soggetti in posizione apicale: che

 Predisposizione e attuazione di modelli idonei

 Il soggetto apicale commette reato eludendo fraudolentemente il modello

 Comunque disposta la confisca del profitto dell’ente tratto dal reato

 Compito di vigilare su funzionamento modello a organo dell’ente

l’ente risponde quando la

- Soggetti sottoposti alla direzione o vigilanza:

commissione del reato è stata resa possibile dall’inosservanza degli obblighi

connessi a funzioni di direzione e vigilanza

 dell’ente stesso

Oggetto di imputazione: un fatto commesso a vantaggio o nell’interesse

da parte di soggetti appartenenti alle categorie descritte.

sussiste se il fatto di reato commesso al fine di avvantaggiare l’ente o se

- Interesse:

con valutazione ex ante appare potenzialmente funzionale alla gestione dell’ente per

il suo contenuto oggettivo

- Vantaggio: da valutare ex post in base ai concreti effetti del reato

 La responsabilità della persona giuridica è aggiuntiva e non sostitutiva di quella delle

persone fisiche, che resta regolata dal diritto penale comune. Sulla responsabilità della

persona giuridica ha competenza il giudice penale con garanzie difensive del diritto penale.

La responsabilità sussiste anche quando l’autore del reato non è stato identificato o non è

imputabile e quando il reato si estingue per causa diversa da amnistia.

 Criteri di imputazione:

- Dovere di adottare ed attuare efficaci modelli organizzativi idonei a prevenire reati.

Responsabilità degli enti in chiave di colpevolezza d’organizzazione

l’ente prima della commissione del reato

- Condizioni di esonero da responsabilità se

ha adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione idoneo

 Sanzioni: pecuniaria, interdittiva. Incentivo a condotte riparatorie con riduzione della

sanzione pecuniaria e evitando l’applicazione dell’interdizione

 Vicende modificative dell’ente: in caso di fusione o trasformazione dell’ente, l’ente che

ne risulta risponde dei reati dei quali era responsabile uno degli enti partecipanti alla

fusione. 51

TUTELA DELLA VITA E DELL’INTEGRITA’ FISICA

PROBLEMI E SISTEMA DI TUTELA

Il diritto alla vita non è espressamente menzionato nella Costituzione ma è compreso tra i diritti

inviolabili della persona dell’art. 2. Si esprime anche nel diritto all’integrità fisica e alla salute dell’art.

32. Il rispetto della vita e dell’integrità fisica è un diritto inviolabile delle persone riconosciuto

ugualmente per tutti, indipendentemente da condizioni personali di qualsiasi tipo.

etica applicata al mondo della vita, lo studio della condotta umana nell’ambito delle scienze

Bioetica:

della vita e della cura della saluta, in quanto tale condotta sia esaminata alla luce di valori e principi

morali.

Biodiritto: quando il discorso della bioetica tocca questioni che interessano il diritto, là dove si occupa

della vita e della salute.

Il diritto non può porsi l’obiettivo di dirimere le controversie bioetiche, ma deve risolvere problemi di

disciplina là dove siano richieste o appaiano opportune soluzioni vincolanti e coercibili. Il punto di

partenza è il mondo dei fatti (vincolo ontologico nella costruzione delle fattispecie legali), indipendenti

dal diritto, che definiscono il campo in cui la scelta normativa inciderà.

 I problemi del biodiritto penale sono relativi alla tutela della vita biologica, quindi ricoprono tutto

l’arco che va da un momento iniziale (inizio della vita) a uno finale (morte).

 Persona: autonomia nella costruzione dei linguaggi tra diritto e morale, quindi concetti diversi

anche se le premesse filosofiche si riflettono sull’impostazione delle questioni di biodiritto penale.

Per il diritto la persona è il soggetto che costituisce un punto di riferimento di rapporti giuridici

(diritti e doveri) ed è sia fisica che giuridica. L’idea di persona non è solo una definizione di status

giuridico, ma anche affermazione che quello status non può essere negato a chi presenti certi

caratteri.

 Problemi di tutela dell’integrità biologica dell’essere umano:

 Morte: segna il venir meno del soggetto titolare del diritto alla vita. Per il diritto penale è

evento costitutivo delle fattispecie di omicidio. La definizione giuridica di morte parte dalla

conoscenza scientifica: la morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le

funzioni dell’encefalo.

 anche se c’è tutela non

Vita: assume rilievo (giuridico) decisivo il momento della nascita,

indifferente per i momenti precedenti al parto. Le norme sull’omicidio apprestano tutela

alla vita che comincia all’inizio del parto.

 della vita e dell’integrità fisica:

Tutela delitti con eventi di danno a forma libera.

 verso aggressioni volontarie sorrette da dolo. Forma base dell’omicidio e di lesioni personali

Tutela

sono delitti dolosi commissivi.

 Bisogni di cura, istituzione di posizioni di garanzia (sia di protezione sia di controllo). Particolare

rilievo delle posizioni di garanzia degli esercenti di professioni sanitarie. Responsabilità per omesso

impedimento dell’evento di garanti inadempienti rispetto alla garanzia dovuta.

 Necessità di protezione vs rischio di causazione non voluta di eventi di danno prevedibili ed

evitabili, quindi responsabilità per colpa. 52

 Anticipazione di tutela (diritto penale della sicurezza) con prevenzione di situazioni di pericolo sia

in relazione ad aggressioni dolose sia situazioni di pericolo della normale vita sociale (discipline su

circolazione stradale e sicurezza e igiene lavoro, in caso di violazione costituiscono aggravante per

delitti di omicidio o lesioni colpose). Regole cautelari o discipline che concorrono a definire

categorie di soggetti destinatari di doveri di sicurezza.

Tutela dei diritti inviolabili della persona: vita (diritto alla vita, inteso anche come libertà di

autoderminazione); autonomia; dignità (della persona titolare dei diritti).

La tutela penale della vita e integrità fisica può assumere anche la forma del comando di attivarsi per

impedire il verificarsi dell’evento (reato commissivo mediante omissione).

Divieti d’agire: incondizionati,

- rivolti a tutti

Comandi d’agire: a particolari categorie di soggetti in certe situazioni. Necessario prima

- determinare i doversi di attivarsi.

Per la bioetica, interventi che incidono su vita e fisico di altri non possono violare la volontà del

soggetto. Centrale il principio del consenso informato come garanzia di habeas corpus.

Nel codice rocco il bene vita è indisponibile nei termini della rilevanza del consenso scriminante. Il

titolare del diritto alla vita non può rendere la propria vita disponibile da parte di terzi (salve alcune

anche quando ci sia il consenso dell’interessato

cause di giustificazione). È indisponibilità manu aliena

(puniti omicidio del consenziente e suicidio assistito). Comunque ognuno dispone liberamente di sé

Tabuizzazione dell’omicidio perché non sono possibilità da prendere in considerazione, nessuno

stesso.

è tenuto a farsi carico di richieste di morte o scaricare su altri un tale problema. Eccezionali cause di

giustificazione:

- Scriminante in situazioni di necessità: legittima difesa, stato di necessità, uso legittimo di armi

- Compresi anche il soccorso difensivo (legittima difesa di altri) e soccorso di necessità

- Doveri di soccorso necessitati da specifiche disposizioni che fondano posizioni di garanzia

- Soccorso di necessità contro la volontà di chi si soccorre? Legittimo se per impedire o bloccare

un atto suicida o di lesioni contro sé stesso; questioni morali più complicate se vs scelte di modi

di vita L’ATTIVITA’ TERAPEUTICA

Per il diritto penale esercenti professioni sanitarie e dirigenti di istituzioni sanitarie sono titolari di

posizioni di garanzia (di protezione) di soggetti bisognosi di date prestazioni. L’attività sanitaria

questo l’esercizio

comporta attività svolte sul corpo di altre persone spesso in situazioni di rischio. Per

di attività terapeutica nei confronti di una data persona presuppone in via di principio il suo consenso

(con eccezioni), che ha fondamento costituzionale nell’art. 32.

Consenso informato: adeguata informazione come premessa di consapevole esercizio di libertà.

Informazioni in ordine alla natura e possibili sviluppi del percorso terapeutico. Fondamento di doveri

d’informazione in capo al medico, preliminari all’effettuazioni dei trattamenti la cui doverosità dipende

dal consenso. Per gli incapaci il consenso può essere dato da chi ne abbia la cura e può essere sottoposto

a controllo giudiziario.

Esigenze di disciplina per situazioni in cui il titolare del diritto non sia in condizioni di esprimersi

perché in stato di incoscienza e bisognoso di intervento urgente. La posizione di garanzia

dell’esercente è fondamento della legittimità e doverosità degli adempimenti che eccezionalmente

prescindono dal consenso. Quindi: 53

- Generale dovere di soccorso ex art. 593 cp

- Posizioni di garanzia implicano doveri più specifici

 Il verificarsi di eventi di morte o di lesioni pone il problema di eventuali responsabilità per

omicidio o lesioni personali. Criteri generali d’imputazione dell’evento sono causalità e

colpevolezza, con responsabilità commissiva e anche omissiva.

 definisce l’evento tipico di lesioni personali

Malattia: (art. 582), processo patologico evolutivo

necessariamente accompagnato da una più o meno rilevante compromissione dell’assetto

funzionale dell’organismo (non le mere alterazioni anatomiche che non interferiscono con il profilo

funzionale della persona). Indirizzo restrittivo, deve comportare una qualche compromissione

funzionale. La definizione rileva per individuare la soglia minima della fattispecie di lesioni.

Dall’intervento chirurgico eseguito a regola d’arte che ottiene il risultato atteso, non può dirsi

derivata una malattia giacché l’atto pur se anatomicamente lesivo non provoca nel quadro

generale del paziente una diminuzione funzionale, ma è servito per rimuovere la patologia.

Intervento oltre il consenso ma non contro: il medico sottopone il paziente ad intervento diverso

eseguito a regola d’arte ha avuto esito positivo, dal quale

da quello prospettato e tale intervento

deriva un apprezzabile miglioramento delle condizioni di salute, tale condotta è priva di rilevanza

penale

Esito fausto dell’intervento: saldo positivo tra rimozione della patologia e aspetti negativi

dell’intervento per la salute del paziente. La rimozione della patologia passa attraverso una

alterazione funzionale. Lesione chirurgica è fatto tipico solitamente giustificato di lesioni

personali, pacifico che un intervento condotto non a regola d’arte con esiti lesivi integri il delitto di

lesioni colpose. Necessario verificare l’effettiva incidenza sull’integrità fisica per distinguere fra ciò

che sia o no obiettivamente giustificato e ciò che sia o meno ascrivibile a colpa.

 Tipicità penale dell’intervento chirurgico con esito fausto è negata dalla copertura costituzionale

dell’attività svolta, basata sul consenso dell’interessato. La copertura costituzionale stabilisce le

condizioni di legittimità della disciplina dell’enforcement penalistico

 In presenza di esiti negativi (morte o lesioni) problema della responsabilità che riguarda:

o Causalità, sul piano obiettivo: sia in relazione a condotte attive che omissive.

 Natura commissiva: condotta del medico che ha introdotto nel quadro clinico del

paziente un nuovo fattore di rischio che poi si è concretizzato nell’evento lesivo

 Omissiva: dove non sia contrastato un rischio già presente nel quadro clinico del

paziente. Condicio sine qua non esige la certezza che la condotta doverosa omessa

avrebbe avuto per effetto l’impedimento dell’evento. Se la condotta doverosa fosse

stata tenuta l’evento non si sarebbe verificato. Riguardo all’evento come si è

verificato. Omissione causale di un intervento è quella che avrebbe certamente

posticipato l’evento in modo non insignificante e non è sufficiente la prova che

l’evento si sarebbe comunque verificato.

per l’imputazione soggettiva: regole generali, il medico risponde per l’evento lesivo

o Colpa,

se l’ha cagionato o non impedito con una condotta attiva o omissiva inosservante di regole

cautelari. Colpa lieve esclusa se il medico si attiene a linee guida (esclusa penalmente, ma

resta risarcimento) 54

 Interventi in assenza di consenso informato:

 da quello prospettato: liceità se l’intervento ha avuto esito positivo.

Intervento diverso Condotta

del medico che a seguito del consenso informato è obbligato ad adempiere alla posizione di

garanzia da lui assunta che poi valuta correttamente la necessità di eseguire un intervento diverso e

lo esegue a regola d’arte con esito positivo. Valutazione ex ante con ragioni forti di opportunità

terapeutica e consenso presunto. Esclusione di colpa richiede anche esecuzione a regola d’arte.

 Intervento consentito a seguito di informazione inadeguata: il consenso sussiste e copre il tipo

di intervento effettuato ma le informazioni sui rischi e alternative era insufficiente. Inadempimento

di un dovere del medico. Colpa ravvisabile quando il deficit del consenso sia riflesso del

superficiale approccio del medico. Informazione sul rischio doverosa, ma se il rischio non si

verifica l’intervento costituisce comunque adempimento della posizione di garanzia. Se si verifica,

è violazione di regola cautelare.

 Mancanza di consenso da parte di persona in grado di manifestarlo: intervento eseguito al di fuori

della posizione di garanzia, costituisce lesioni dolose. Il dolo nella volontà di effettuare intervento

con consapevolezza di lesioni chirurgiche e mancanza di consenso.

 il medico agisce sapendo che l’intervento produrrà

Consenso ottenuto in modo fraudolento:

un’inutile menomazione dell’integrità fisica o psichica del paziente. Dolo di intervento malgrado il

consenso volontà dell’interessato. Il medico non può

Il rifiuto di cure: il dovere di cura non è indipendente dalla

imporre coattivamente un trattamento che il paziente rifiuta. L’omissione di interventi non doverosi non

fonda responsabilità per omissione. Quale che sia la decisione del paziente, il medico ha comunque

doveri di sostegno, assistenza e cura finché persista il rapporto terapeutico.

Il diritto di vivere include il diritto di rifiutare cure necessarie. Non è atto di disposizione del diritto di

sottostare all’intrusione di terzi sul

alla vita ma è disposizione su come vivere, sorretta dal diritto a non

proprio corpo. Quando il paziente correttamente informato delle conseguenze rifiuta un trattamento,

questo non può essere imposto coattivamente nemmeno se la terapia è ritenuta necessaria.

omissione richiesta dall’interessato di un trattamento terapeutico

Eutanasia passiva consensuale:

adeguato e necessario per il mantenimento in vita. Il rispetto della volontà del paziente segna un limite

per il medico, ma non è esonerato dalla posizione di garanzia che ricopre

Divieto di accanimento terapeutico: il dovere terapeutico cessa laddove gli interventi chiesti o

prospettabili appaiano obiettivamente prevedibilmente inutili o sproporzionati rispetto al possibile

risultato. Divieto per il medico anche se richiesto dal paziente.

terapie con l’effetto di accelerare la morte come effetto previsto piuttosto

Liceità di terapie del dolore:

che prolungare la vita del paziente a qualsiasi costo. È adempimento dei doveri di cura ove si manifesti

la volontà dell’interessato. Con paziente incapace decide il medico la terapia, nel limite del divieto di

accanimento

Richiesta di sospensione di terapia in corso: il rifiuto di una terapia in corso comporta il dovere di

farla cessare. Al venir meno dell’obbligo di cura corrisponde il sorgere dell’obbligo di omettere le cure.

Diritto costituzionale all’autodeterminazione terapeutica del paziente (art. 2, 13, 23). I diritti

costituzionali sono tutelati anche nel risvolto negativo, che in questo caso deve essere visto come diritto

relativo a come vivere. Il medico deve comunque concorrere al formarsi di una decisione informata con

strategia della persuasione. 55

Testamento biologico: direttive o dichiarazioni anticipate di trattamento. Manifestazioni di volontà

espresse da taluno circa il trattamento che accetta o rifiuta gli sia praticato in futuro eventuale stato di

incapacità. Nell’ordinamento italiano non vi sono norme espresse in materia, anche se opinione

prevalente è negativa. L’OMICIDIO

Art. 578: chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore a 21 anni.

Delitti d’evento a forma libera. La morte è il momento in cui si consuma il delitto istantaneo con effetti

permanenti. Ogni morte cagionata costituisce un fatto delittuoso autonomo. Per dubbi sulla causalità in

dubbio pro reo.

 Omicidio doloso: dolo generico, consapevolezza e volontà di tenere contro un essere umano

vivente una condotta idonea a cagionare la morte. Reclusione da 21 a 24 anni. Ipotesi più gravi

tipizzate come circostanze aggravanti speciali più altre disposizioni che fanno riferimento alla

morte volontariamente cagionata come elemento di figure speciali di delitto punite più severamente.

 Aggravanti: pena l’ergastolo previste negli art 576 e 577, che possono essere raggruppate:

l’identità della vittima: omicidio dell’ascendente o discendente

- Riguardo

- Riguardo i mezzi adoperati (sostanze venefiche) o modalità della condotta (sevizie o crudeltà)

dell’omicidio: motivi futili; omicidio connesso per eseguire o occultare

- Riguardo i fini o motivi

un altro reato; omicidio commesso dal latitante; dall’associato per delinquere

- Premeditazione: circostanza soggettiva, quando il proposito omicida perdura senza fine per un

dal suo consolidarsi fino alla realizzazione dell’omicidio. Ha a che fare

tempo apprezzabile,

solo con la durata e stabilità del proposito. È compatibile con vizio parziale di mente (se non è

un suo effetto patologico). Non può estendersi a eventuali compartecipi

- Omicidio commesso: contro un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza

nell’atto o per l’adempimento del servizio; in occasione della commissione di delitto di

violenza sessuale o delitto di maltrattamenti

 Figure qualificate di omicidio doloso: uccisione volontaria rileva come presupposto di pene più

severe (o meno) in disposizioni diverse dal titolo dei delitti contro la vita

- Uccisione volontaria di persona sequestrata a scopo di estorsione o eversione, pena

l’ergastolo. Art 289-bis e 630. Stesso trattamento per ipotesi di uccisione del minore

sequestrato.

- Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale: art. 578, madre che cagiona la

morte del proprio neonato subito dopo o durante il parto quando il fatto è determinato da quelle

condizioni (che devono sussistere contestualmente e sono connesse al parto) punita con

reclusione da 4 a 12 anni.

- Omicidio del consenziente: art. 579 chiunque cagiona la morte di un uomo col consenso di lui

è punito con la reclusione da 6 a 15 anni. Non si applicano le aggravanti speciali di omicidio e

dell’art.61. Il consenso non è valido se prestato da persona incapace o se la volontà era viziata o

Divieto di eutanasia attiva, rilevanza penale dell’eutanasia passiva volontaria per

non reale. chi

ricopre posizioni di garanzia.

 Omicidio colposo: art. 589, chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con

reclusione da 6 mesi a 5 anni. Tipizzazione con la combinazione di norma penale e regole di

diligenza pertinenti. 56

 Morte come conseguenza di altro delitto doloso: riportare tutte le ipotesi costruite in chiave di

versari in re illecita entro i limiti della responsabilità per colpa (prevedibilità in concreto dell’evento

di morte come conseguenza della propria condotta)

quando dall’azione o omissione deriva un evento

- Omicidio preterintenzionale: art. 584,

dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente e la condotta illecita consiste in

percosse e lesioni (581 e 582). La pena è reclusione da 10 a 18 anni. Occorre comunque

idoneità oggettiva della condotta aggressiva a raggiungere quel risultato. Dolo (per la condotta

base) misto a colpa (prevedibilità).

art. 586, circostanza aggravante dell’omicidio colposo quanto la

- Omicidio colposo aggravato:

morte di un uomo sia conseguenza non voluta dal colpevole di un delitto doloso. Aberratio

delicti (art. 83). Responsabilità per colpa, ancorata alla causalità del delitto doloso di base e

colpa da accertare.

- Evento aggravante di varie figure di delitti dolosi

aggravante dell’omicidio colposo

- Circostanza

 l’ordinamento italiano incrimina l’istigazione o aiuto al suicidio art. 580. Il suicidio di

Il suicidio:

per sé non è oggetto di divieto, ma viene in rilievo come elemento costitutivo della fattispecie. Fra

le condotte incriminate e il suicidio necessario effettivo rapporto causale. Dolo richiesto è quello

generico. Fattispecie simile all’omicidio del consenziente. Non integra delitto ex art 580 istigazione

o agevolazione verso persone indeterminate con comunicazioni rivolte al pubblico.

LESIONI PERSONALI, PERCOSSE, RISSA

Fatti offensivi dell’integrità fisica diversi dal cagionare la morte, con offese di diversa gravità. Figure

tipiche di delitti sono le percosse (581) e lesioni personali (582 ss).

 Lesioni personali dolose: art. 582, chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale

deriva una malattia nel corpo o nella mente, reclusione da 3 mesi a 3 anni. Delitto comune

d’evento a forma libera, causale. L’evento è unico ed è la malattia, incriminazione

indipendentemente dal tipo di condotta. Momento consumativo del delitto è il verificarsi della

cioè quando l’evento lesivo sia venuto

malattia (il momento in cui il processo patologico ha inizio

ad esistenza). Figura base che prevede aggravanti (583):

 Lesioni gravi, reclusione da 3 a 7 anni:

- Se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa (pericolo

concreto con giudizio diagnostico) ovvero una malattia o incapacità di attendere alle ordinarie

(durata malattia ≠ ulteriori effetti postumi che la malattia

occupazioni per un tempo > 40 giorni

ha cagionato, incapacità relativa che dipende dalla malattia per cui la persona offesa non può

attendere alle ordinarie occupazioni senza uno sforzo inconsueto o senza pregiudizio per il suo

tenore di vita)

Se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo,

- si tratta di effetti

postumi successivi alla cessazione della malattia, menomazione di funzione biologica propria di

un senso o un organo. Può verificarsi per senso/organo già indebolito, non per parti del corpo

che si autoriproducono.

 Lesioni gravissime, reclusione da 6 a 12 anni:

- Malattia certamente o probabilmente insanabile: perdura nel tempo e può essere effettuata la

prognosi di processo patologico costantemente in atto. Perdura la malattia e non solo i postumi.

perdita di un senso, di un arto, mutilazione che renda l’arto inservibile,

- Postumi permanenti:

perdita dell’uso di un organo o della capacità di procreare, permanente e grave difficoltà nella

favella 57

- Deformazione o sfregio permanente del viso: grave pregiudizio estetico (deformazione =

alterazione della forma; sfregio = alterazione dell’armonia e lineamenti del viso).

Il dolo di lesioni si dovrebbe ravvisare nella consapevolezza e volontà di cagionare una malattia, anche

se la giurisprudenza tende a identificare il dolo di lesioni col dolo di percosse: volontà della condotta

offensiva non necessariamente delle conseguenze. Ad integrare il dolo di lesioni è necessario che

l’agente si rappresenti il verificarsi, come conseguenza della sua condotta, di un processo patologico

d’omicidio e può essere l’effetto di

che comporti una qualche alterazione funzionale. Confina col dolo

un fallito tentativo d’omicidio: se il dolo è quello di tentativo d’omicidio il delitto di lesioni è assorbito

in quello. È punibile il tentativo di lesioni.

 Lesioni lievissime: comma 2 art. 582, reato di competenza del giudice di pace, pena la multa

oppure la permanenza domiciliare (15 a 45 giorni) o lavoro di pubblica utilità (20 giorni a 6 mesi).

Applicabili cause di improcedibilità ed estinzione del reato. Fattispecie autonoma, non è

un’attenuante.

 Lesioni colpose: art. 590, chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con

la reclusione fino a 3 mesi o multa fino a 309€. Causalità, colpa, posizioni di garanzia rilevanti sono

disciplinati dalla parte generale. Pene differenziate a seconda che si tratti di lesioni semplici, gravi o

gravissime come disciplinate negli art. 582 e 583.

 Percosse: art. 581, chi percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente

a 6 mesi o multa fino a 309€.

è punito a querela della persona offesa con reclusione fino È previsto

solo nella forma dolosa. Il previo consenso ha efficacia scriminante (attività sportive).

 chiunque partecipa ad una rissa è punito con la multa fino a 309€.

Rissa: art. 588, Se nella rissa o

immediatamente dopo e in conseguenza di questa, taluno rimane ucciso o riporta lesione personale,

per il solo fatto della partecipazione alla rissa la pena è la reclusione da 3 mesi a 5 anni. Offese

reciproche con fini di sopraffazione, reato a concorso necessario (almeno 3 persone), intento

offensivo dei comportamenti. LA VITA PRENATALE

L’INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA

norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della

L. n.194/1978

gravidanza, nuova disciplina sul tema che riconosce spazio di autonomia alla donna nella valutazione

dei presupposti dell’interruzione di gravidanza.

 L’interruzione volontaria della gravidanza (IVG) entro i primi 90 giorni:

Consentita nel rispetto della procedura prevista negli art 4 e 5. La donna che accusi circostanze per le

quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la

sua salute fisica o psichica, in relazione a certe circostanze, si rivolge a un consultorio pubblico (che ha

anche compiti più assistenziali) o una struttura socio-sanitaria o a un medico. Questi devono garantire i

necessari accertamenti nel rispetto della dignità e libertà della donna. Se sono riscontrate condizioni tali

da rendere l’intervento urgente viene rilasciato un certificato attestante l’urgenza e la donna può

presentarsi in una sede autorizzata a praticare l’intervento. Altrimenti la donna invitata a pensarci 7

l’intervento.

giorni e ripresentarsi, poi può chiedere 58

 Dopo i primi 90 giorni (aborto terapeutico) può essere praticata:

 Quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna

 Quando siano accertati processi patologici (anche del nascituro, gravi) che determinino un

grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna

 l’interruzione della gravidanza può essere

Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto,

praticata solo nel caso di grave pericolo per la vita della donna e il medico che esegue l’intervento

deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto

 Tutela penale:

 chiunque cagiona l’interruzione della

Procurato aborto senza il consenso della donna:

gravidanza senza il consenso della donna è punito con la reclusione da 4 a 8 anni. Si considera

come non prestato il consenso estorto con violenza o minaccia ovvero carpito con l’inganno. Delitto

d’evento a forma libera.

La stessa pena si applica a chiunque provochi l’interruzione della gravidanza con azioni dirette a

dolo di lesioni e prevedibilità dell’evento

provocare lesioni alla donna (aborto preterintenzionale),

lesioni deriva l’acceleramento del parto.

aggravante. Pena diminuita fino alla metà se dalle

 Illecita interruzione volontaria della gravidanza:

 Chiunque cagiona l’IVG senza l’osservanza della procedura per i primi 90 giorni è punito

con la reclusione da 1 a 4 anni e la donna è punita con multa fino a 51€

 Dopo i 90 giorni consentito solo aborto terapeutico. Se l’IVG avviene senza accertamento

medico o senza l’osservanza delle modalità previste, chi la cagiona è punito con reclusione

da 1 a 4 anni e la donna sino a 6 mesi.

L’IVG entro i primi 90 giorni, nel rispetto delle procedure è considerata legittima a tutti gli effetti,

mentre l’aborto terapeutico dopo i 90 giorni è giustificato dalla sussistenza di una situazione di pericolo

per la vita o la salute della donna ma di per sé l’IVG dopo i 90 giorni è illecita, quindi è una causa di

giustificazione e deve essere oggetto di specifico accertamento.

La differenza tra vita prenatale e vita dalla nascita è una differenza fattuale significativa per

l’ordinamento. È la nascita il momento a partire dal quale la vita umana è tutelata dalle incriminazioni

dell’omicidio. La valutazione di sostenibilità giuridica non tocca il problema della moralità dell’aborto

ma tocca il problema della moralità e ragionevolezza della coercizione giuridica sulla donna.

LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

L. n.40/2004 norme in materia di procreazione medicalmente assistita (PMA). Limiti e divieti a tutela

dell’embrione, con condizioni particolarmente restrittive.

 Il ricorso alla PMA è consentito quando non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere

le cause di sterilità o infertilità. Condizione di accesso alla PMA è l’accertata impossibilità di

rimuovere le cause impeditive, documentate e certificata da atto medico.

 Possono accedere solo coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi in età

potenzialmente fertile entrambi viventi.

 I nati hanno lo stato di figli legittimi o riconosciuti della coppia che ha espresso la volontà per la

PMA 59

 Vietata la PMA eterologa (divieto di donazione dei gameti). In violazione, il donatore non

acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può far valere diritti o avere

obblighi vs di lui. In discussione la legittimità costituzionale di tale divieto.

 Il medico responsabile può decidere di non procedere alla PMA solo per motivi medico-sanitari da

fornire alla coppia con motivazione scritta di tale decisione dei divieti all’accesso alla

Sono previsti illeciti penali e amministrativi, queste ultime per la violazione

tutela dell’embrione

PMA. Alla finalizzate le norme penali, negli art 13 e 14:

 Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti

o embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da 3 mesi a 2 anni e con la

multa da 600.000 a 1 milione di euro.

 Divieto di sperimentazioni su ciascun embrione umano. Unica eccezione, la ricerca clinica e

sperimentale è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e

diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso, e

quando non siano disponibili metodologie alternative.

La produzione di embrioni e il loro trasferimento nell’utero sono disciplinati dagli art 2 e 3, sui quali è

intervenuta una sentenza della corte costituzionale: non più limiti fissi, regola di fondo l’autonomia e

responsabilità del medico. Di volta in volta considerare le condizioni della donna (altrimenti violazione

dell’art. 3 della cost.). Comunque non devono prodursi più embrioni di quelli strettamente necessari.

ABBANDONO DI INCAPACI E OMISSIONE DI SOCCORSO

 Abbandono di persone minori o incapaci: art. 591, reclusione da 6 mesi a 5 anni per:

- Chi abbandona una persona minore di 14 anni o una persona incapace, per malattia di mente o

corpo, vecchiaia o altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba

avere cura;

Chi abbandona all’estero un minore di 18 anni a lui

- affidato nel territorio dello stato per ragioni

di lavoro

Due fattispecie distinte di reato proprio, per soggetti che hanno specifici doveri di custodia e tutela in

capo a talune categorie di persone. Rispetto all’incolumità fisica dei destinatari di tutela

l’incriminazione dell’abbandono è un’anticipazione di tutela.

Abbandono: lasciare, anche temporaneamente, la persona incapace in balia di se stessa, in una

situazione di pericolo per la vita o l’incolumità. Rilevanza penale della violazione dei doveri di cura e

custodia in funzione della tutela dell’integrità fisica della persona. La condotta di abbandono può essere

sia attiva che omissiva. Può esserci abbandono anche senza allontanamento se l’incapace è lasciato in

situazione di pericolo.

Soggetti passivi: il minore di 14 anni o altra persona incapace di provvedere a se stessa. Incapacità del

minore presunta. Malattia e vecchiaia rilevano nella misura in cui determinano l’incapacità della

persona di provvedere a se stessa. Rilevanza a qualsiasi situazione di incapacità di provvedere a se

stessi. Casistica:

- Violazione di disciplina amministrativa che prescrive rispetto di livelli di assistenza e rapporto

tra numero pazienti e personale socio-sanitario da cui determini situazione di concreto pericolo

per l’incolumità dei ricoverati

- Allentamento del controllo su pazienti psichiatrici se gli spazi di libertà non sono adeguati in

relazione alle condizioni cliniche del soggetto 60

cost orientata dell’art. 591 impone doveri di assistenza anche all’interno di

Un’interpretazione

consolidati rapporti di convivenza che inducono nei soggetti aspettative di comportamenti solidaristici

(coppie di fatto).

L’abbandono di incapaci è delitto doloso, il dolo sussiste nella consapevolezza del rapporto di cura,

assistenza o affidamento che lega l’agente col soggetto passivo, e si rappresenta e vuole la condotta di

abbandono rappresentandosi la situazione di pericolo per la vita o incolumità personale.

 Rappresentazione e volontà dell’evento di danno (morte o lesioni): omicidio doloso o lesioni dolose

commessi mediante omissione, sufficiente il dolo eventuale

 Se dall’abbandono derivino lesione personale o morte del soggetto passivo non ascrivibili a dolo,

reclusione da 1 a 6 anni e da 3 a 8 anni. Abbandono aggravato come autonomo delitto

preterintenzionale, richiesta la prevedibilità dell’evento.

 Circostanza aggravante ad effetto comune se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore

o dal coniuge, ovvero dall’adottato o dall’adottante.

 Omissione di soccorso: art. 593, tipizzate due distinte fattispecie di reato omissivo puro, punito con

la reclusione fino ad un anno o la multa fino a 2500€. Oggetto di tutela è integrità personale. Reati

comuni:

C.1: chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo < 10 anni o altra persona incapace di

provvedere a se stessa (stesse cause e destinatari del 591), omette di darne immediato avviso

all’autorità (che abbiano il potere di intervenire). L’avviso deve essere dato immediatamente. La

l’omissione dell’immediato avviso,

condotta incriminata è il ritardo può rilevare come omissione.

C.2: chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti

in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di dare immediato avviso all’autorità. Dovere

di soccorso sorge anche se il soggetto non ha certezza in ordine al carattere non animato del corpo, è

necessario accertare le condizioni della persona. Se la persona è già morta non c’è pericolo attuale.

l’incolumità.

Rilevanza a qualsiasi situazione di rischio per la vita o

 la scelta è rimessa all’obbligato e deve essere adottata

Due modalità alternative di adempimento,

in relazione alle evidenze del caso in modo che appaia idonea a salvaguardare il bene. Anche

congiunte. La scelta di prestare l’assistenza occorrente deve essere rapportata alle conoscenze e

capacità specifiche. Non costituisce omissione dolosa la condotta di chi si sia attivato errando sulla

L’attività materiale di soccorso può anche essere affidata ad altri a

condotta più adeguata.

condizione che sia idoneo a prestare assistenza

Ritrovamento: imbattersi o trovarsi in presenza della situazione di pericolo, che deve essere oggetto di

percezione con i propri sensi. Non è necessario che il pericolo preesista al ritrovamento della persona,

ma può anche sorgere quando le persone sono già tra loro in contatto. Non è sufficiente a fondare il

dovere di soccorso la mera notizia che taluno versi in stato di pericolo.

Lesioni personali dolose o tentativo di omicidio assorbono il disvalore dell’omissione di soccorso.

Discussa possibilità di ammettere concorso materiali tra lesioni personali colpose e seguente omissione

di soccorso.

Anche a fronte di situazioni d’urgenza l’intervento del medico trova limite invalicabile nelle scelte

volontarie e consapevoli del paziente in ordine alle scelte che coinvolgono la sue persona. Il mancato

intervento in questo caso non costituisce una omissione penalmente rilevante ex 593. 61

Per il tentativo di suicidio liberamente scelto non sussiste obbligo di soccorso; mentre sussiste in capo a

chi si imbatte in un tentativo di suicidio già messo in atto.

L’omissione di soccorso è delitto doloso, rappresentazione della situazione tipica in tutti suoi elementi

+ volontà di omettere la comunicazione all’autorità o l’intervento più idoneo. Basta dolo eventuale.

 della pena fino a un terzo se dall’omissione di soccorso deriva una lesione

Aggravanti: aumento

personale; raddoppio se ne deriva la morte. Disciplina generale sul bilanciamento. Non si risponde

degli eventi derivati ma di omissione di soccorso aggravata, perché non sono soggetti in posizioni

di garanzia.

 art. 189 codice della strada, in capo all’utente della strada in caso

Fattispecie omissiva aggravata:

di incidente stradale comunque ricollegabile al suo comportamento, dal quale siano derivati danni

alle persone:

- Reato di fuga: reclusione da 3 mesi a 3 anni

- Omessa assistenza occorrente alle persone ferite (omissione di soccorso speciale): da 6 mesi a

3 anni

- In entrambi i casi sanzione amministrativa della sospensione della patente

- Se il conducente si ferma e presta assistenza mettendosi immediatamente a disposizione della

polizia giudiziaria non si applica disciplina dell’arresto per i casi di flagranza di reato

Per gli altri utenti della strada che non abbiano contribuito all’incidente e non prestino soccorso

- necessario è applicabile, se ricorrono gli estremi, il 593.

TUTELA PENALE DELL’INCOLUMITA’ PUBBLICA

I TRATTI COMUNI DELLA TUTELA

L’interesse pubblico è un bene strumentale tutelato per anticipare la protezione dei beni finali (vita e

integrità fisica) da quelle esposizioni a pericolo che si caratterizzano per la loro diffusività, cioè la

potenzialità di mettere a rischio un numero indeterminato di persone. Il termine pubblico indica la

natura collettiva delle potenziali vittime, sarebbe più giusto parlare di incolumità collettiva. Codice

rocco limita il concetto di incolumità pubblica alla tutela anticipata solo della vita e integrità fisica,

esclusione dei beni patrimoniali. Nel sistema del codice previsti due capi: delitti mediante violenza o

mediante frode (in parte depenalizzate) a tutela dell’incolumità pubblica, divise in:

Previste 9 contravvenzioni

- Incolumità delle persone nei luoghi di pubblico transito o nelle abitazioni (672-677), le più

rilevanti sono: getto pericoloso di cose (674); rovina di edifici (676)

- Prevenzione di infortuni in industrie o custodia di materie esplodenti (678-681)

Tutela dell’incolumità pubblica trova significativi punti di riferimento nella legislazione speciale in

particolare:

- Le norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

- Produzione degli alimenti e bevande (tutela della salute pubblica)

Nei delitti contro l’incolumità pubblica la struttura delle fattispecie ripercorre la tecnica del pericolo

concreto, quindi il giudice per ritenere integrato il reato dovrà sempre dare la prova concreta della sua

realizzazione. 62

Tutti i delitti contro l’incolumità pubblica possono essere commessi mediante omissione ogni qual

volta in capo ad un soggetto penda un obbligo giuridico di impedire l’evento. Sono previsti anche due

delitti omissivi propri (437 e 451)

I DELITTI DI COMUNE PERICOLO MEDIANTE VIOLENZA

 Strage: art. 422, il fatto di chi al fine di uccidere, compie atti tali da porre in pericolo la pubblica

incolumità

- Pena la reclusione da 15 a 24 anni.

Delitto di attentato, il fatto cui è diretta la condotta è pericolo per l’incolumità pubblica.

- Dolo

almeno eventuale l’indeterminatezza delle persone, dolo specifico per la volontà di uccidere

almeno una persona. Sul piano oggettivo valutare idoneità della condotta a perseguire il

risultato voluto. pena l’ergastolo. È evento di autonoma

- Se dal fatto deriva la morte di una o più persone

fattispecie incriminatrice, non è una circostanza per cui non si può fare bilanciamento.

Non c’è responsabilità per colpa, in tal caso valgono norme sull’omicidio

-

 I delitti di incendio: fuoco di notevoli dimensioni, dalla capacità diffusivo e di difficile

spegnimento. Delitti causali puri di pericolo concreto.

- Incendio di cosa altrui: art. 423 c1, ipotesi base, rileva il fatto di avere (anche omissione)

Stessa pena per l’Incendio

cagionato un incendio. Reclusione da 3 a 7 anni. di cosa propria:

art. 423 c2, qualora dal fatto derivi pericolo per la pubblica incolumità

- Incendio colposo è incriminato

- Incendio boschivo: art. 423-bis, ipotesi speciale di delitto di incendio sia di cosa propria sia

altrui, differenza nell’oggetto materiale della condotta: boschi, foreste, selve, vivai forestali.

Pena reclusione da 4 a 10 anni, aumentate se dal fatto deriva pericolo per edifici o su aree

protette, o danno grave esteso e persistente all’ambiente. Anche a titolo di colpa.

 I delitti di disastro: fattispecie causali pure, prevedono il fatto di chi, con qualsiasi modalità,

cagiona una delle ipotesi elencate. Implicita la pericolosità concreta, dovendo il fenomeno assumere

in ogni caso proporzioni ragguardevoli per vastità e difficoltà di contenimento.

- Inondazione, frana o valanga: art. 426, chi le provoca è punito con reclusione da 5 a 12 anni

- Naufragio, sommersione o disastro aviatorio: art. 428, reclusione da 5 a 12 anni

- Disastro ferroviario: reclusione da 5 a 15 anni

 I delitti di danneggiamento: delitti di pericolo indiretto, incriminati fatti di danneggiamento dai

quali derivi il pericolo di incendio o di disastro. Necessità che dalla condotta derivi pericolo per

l’incolumità pubblica, pericolo concreto ove il pericolo costituisce l’evento naturalistico. Art. 424,

427, 429, 431.

 Fattispecie di attentato: attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo di costruzioni o altri disastri

dolosi.

 Attentato alla sicurezza dei trasporti: art. 432, tre diverse condotte incriminate, relative al

trasporto pubblico nel senso che è esercitato nel pubblico interesse, sia da pubblici che da privati:

- Chiunque pone in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti: provare compimento di atti

idonei a creare la situazione di pericolo e impossibilità di rispondere per il tentativo. Reclusione

da 1 a 5 anni.

- Gettare corpi contundenti o proiettili contro veicoli in movimento: delitto di mera condotta,

reclusione da 3 mesi a 2 anni

- Se dal fatto deriva un disastro: reclusione da 3 a 10 anni 63

 Fatto diretto a cagionare il crollo di un edificio oppure diretto a cagionare altri disastri: art. 434,

due fattispecie, punite con reclusione da 1 a 5 anni se deriva un pericolo per incolumità pubblica; se

il crollo o il disastro avviene la pena è reclusione da 3 a 12 anni. Solo al di fuori dei casi precedenti.

- Crollo di edifici: non rileva la dimensione, dal suo crollo deve poter derivare un pericolo per la

collettività (non solo pochi soggetti). ≠ da rovina di edificio che è depenalizzata

- Disastro innominato: previsione di chiusura per incriminare qualsiasi altro disastro diverso dai

precedenti, legittimità costituzionale in correlazione all’incessante progresso tecnologico che fa

affiorare nuovi fonti di rischio.

- Sia il crollo che il disastro possono essere cagionati o non impediti; punibilità per colpa solo le

ipotesi del verificarsi del crollo o del disastro.

 Rimozione ed omissione di cautele contro disastri o infortuni sul lavoro: art. 437

- Reclusione da 6 mesi a 5 anni per ipotesi base; da 3 a 10 anni se disastro o infortunio si verifica

- Oggetto materiale sono impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni

su lav.

- Diverse condotte, due attive (rimozione o danneggiamento) e una omissiva. Quelle attive

possono essere commesse da chiunque, quella omissiva (omettere di collocare) solo da chi è

obbligato.

- Rilevanza del fatto nella diffusività del pericolo, esposizione a pericolo di un numero

indeterminato anche se modesto, di lavoratori.

Oggetto di dolo è l’esposizione a pericolo di un numero indeterminato di soggetto. Eventuali

- situazioni in cui pur omettendo, il pericolo non possa essere nemmeno ipotizzato si risolvono

con la non punibilità del soggetto per impossibilità di verificarsi del l’offesa (art. 49).

Il verificarsi del disastro o dell’infortunio costituisce un autonomo titolo di reato, l’evento

- naturalistico non deve essere voluto dall’agente altrimenti sarebbe omicidio doloso o strage.

Titolo colposo, accertare se l’agente poteva rappresentarselo e impedirlo.

 Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro: art. 451, norma di

difesa secondaria perché riguarda omissione di cautele o difese destinate ad essere attivate dopo che

si sia verificato un disastro, ma il verificarsi del disastro non è elemento della fattispecie. Si

riferisce solamente ad apparecchiature di soccorso, non ogni tipo di cautela.

DELITTI CONTRO LA SALUTE PUBBLICA (MEDIANTE FRODE)

 un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni

Epidemia: art. 438, chi cagiona è punito con

l’ergastolo. Evento del delitto è la diffusione di un morbo contagioso che si trasmette

incontrollatamente ad un quantità indeterminata di persone. Delitto a forma vincolata. Anche

colposa (452).

 Avvelenamento di acque o sostanze alimentari: art. 439, delitto di evento a forma libera.

Avvelenamento consiste nell’introduzione di sostanze letali o tossiche per l’uomo.

- Reclusione da 15 a 24 anni nella forma base, ergastolo se deriva la morte di una o più persone

Acqua e sostanze destinate all’alimentazione umana non ancora attinte o distribuite per il

- consumo. Oltre tale soglia il pericolo per la vita o integrità fisica diviene pericolo individuale e

quindi omicidio o lesioni personali.

- Punito anche a titolo di colpa, art. 452 con reclusione da 6 mesi a 3 anni base, o da 1 a 5 anni

per la morte di una persona, da 3 a 12 anni per la morte di più persone.

 Adulterazione, contraffazione e commercio di sostanze alimentari nocive o pericolose, o di altre

cose in danno della salute pubblica: 4 fattispecie ciascuna con più fatti. 64

 Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari: art. 440, acqua o sostanze alimentari

destinate all’alimentazione umana, prima della distribuzione per il consumo. Requisito esplicito del

pericolo, per cui le sostanze devono essere pericolose per la salute. Pericolo concreto, ed è elemento

qualificante.

- Corrompere: modificare la composizione naturale di una sostanza rendendola nociva

- Adulterare: alterare fraudolentemente genuinità di 1 sostanza con aggiunta o sottrazione di

elementi

- Reclusione da 3 a 10 anni

 Adulterazione o contraffazione di altre cose: art. 441, estensione di tutela per i consumatori,

sempre necessario il pericolo concreto ed effettivo.

 Commercio di sostanze adulterate o contraffatte: art. 442, condotte descritte sono di detenzione

per commercio, messa in commercio e distribuzione per il consumo. Presupposto di reato che

l’agente non sia in concorso nella realizzazione dei delitti precedenti. Pericolo concreto per la salute

pubblica degli oggetti materiali.

 Commercio di sostanze alimentari nocive: art. 444, norma di chiusura, incriminazione di chi

detiene per in commercio, pone in commercio o distribuisce per il consumo sostanze destinate

all’alimentazione che pur non essendo contraffatte o adulterate sono comunque pericolose per la

salute pubblica. Sostanze originariamente genuine, poi diventate pericolose. Pericolo qualità

dell’oggetto materiale. DISCIPLINA PENALE DELLE ARMI

agli effetti della legge penale nell’art. 585 c.2 cp:

Nozione generale di arma

- Armi proprie: da sparo (armi da fuoco e ad aria o gas) (armi da guerra o comuni da sparo); e

quegli strumenti non da sparo la cui destinazione naturale sia l’offesa alla persona

tutti strumenti che pur non avendo come destinazione naturale l’offesa, possono

- Armi improprie:

recare danno alla persona se utilizzati per fini diversi da quelli propri

- Sono assimilate le armi con le materie esplodenti e i gas asfissianti o accecanti.

Le attività connesse alle armi sono soggette a rigido sistema di controllo, che prevede per i privati

l’imposizione di obblighi informativi penalmente sanzionati per poter mettere l’autorità di pubblica

sicurezza in condizione di conoscere modelli e quantità di armi in circolazione, chi le detiene e perché.

Alla PM poteri di accertamento, ordinatori o di vigilanza, sospensione o revoca di provvedimenti

autorizzativi.

 Per lo svolgimento delle attività di fabbricazione, introduzione, commercio e scambio di armi

comuni da sparo è richiesta la licenza del questore. L’armaiolo senza licenza è punito con

reclusione da 2 a 8 anni e con multa.

 È proibita la fabbricazione, l’introduzione e la vendita nel territorio della stato di armi in dotazione

alle forze di pubblica sicurezza; è ammessa la fabbricazione in Italia se destinate alle forze armate o

corpi armati dello stato o se sono destinate all’esportazione.

 L’acquisto di armi comuni porto d’arma

o relative munizione è consentito a persone munito di o

nulla osta, richiesto alla questura per ogni operazione d’acquisto. Per la detenzione non è richiesta

alcuna autorizzazione da parte dell’autorità di pubblica sicurezza.

 Ai possessori di armi generico dovere penalmente sanzionato di assicurare con ogni diligenza

nell’interesse della sicurezza pubblica la custodia. 65

 Il rilascio della licenza di porto subordinato all’accertamento della capacità tecnica, requisiti morali

e psicofisici del richiedente, e di un bisogno del porto documentato. Non può essere concessa ai

minori. Abilita al porto del tipo di arma per il quale è stato rilasciato e all’uso per lo scopo indicato.

Reato più frequente è il porto illegale d’armi.

DISCIPLINA SUL CONSUMO E TRAFFICO DI STUPEFACENTI

L’attuale disciplina penale degli stupefacenti è composta dal d.p.r. n.309 del 1990, modificato dal DL

272/2005 in parte dichiarato incostituzionale nel 2013. Disciplina repressiva rispetto a tutte le condotte

inerenti il ciclo della droga:

- Art. 73: produzione di precursori di sostanze chimiche utilizzate per realizzare droghe

sintetiche; coltivazione di quelle naturali fino al consumo; importazione; trasporto; cessione;

vendita; commercio proselitismo e induzione all’uso di sostanze

- Art. 79 e 82: agevolazione e istigazione,

stupefacenti quand’anche, in quest’ultimo caso, non seguite dall’effettivo consumo

- Art. 74: associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti

Condotte quali la detenzione, l’importazione, l’acquisto ecc, finalizzate all’uso esclusivamente

personale costituiscono illecito amministrativo, sanzionato con diverse sanzioni amministrative

(sospensione patente di guida, licenza porto d’armi ecc) tutte sostituibili dal prefetto in caso di

particolare tenuità della violazione con l’invito a non fare più uso delle sostanze.

Disciplina speciale che consente a chi sia sottoposto o intenda sottoporsi a programmi di riabilitazione,

un trattamento privilegiato con tendenziale esclusione del carcere.

Sono da intendersi sostanze stupefacenti tutte e sole quelle indicate nelle tabelle I (oppiacei, cocaina,

cannabis ecc) e II (determinati medicinali pericolosi per dipendenza) allegate al d.p.r. l’elenco è

con decreto ministeriale sulla base dei criteri indicati nell’art. 14 del decreto. Criteri

aggiornabile

eterogenei che il legislatore filtra da valutazioni culturali. È scelta legislativa quella di distinguere tra

droghe legali e illegali.

Di alcune droghe è possibile un uso terapeutico o scientifico, la disciplina prevede la possibilità di

autorizzazioni, rilasciate a determinate condizioni dal ministero della sanità.

 Le condotte incriminate: art. 73 del dpr, che distingue due gruppi di condotte:

 Quelle punite di per sé, ritenute ex lege destinate a procurare il consumo altrui: coltivazione,

produzione, fabbricazione, estrazione, commercio, trasporto, consegna ecc di sostanze stupefacenti

 Quelle penalmente rilevanti se destinate ad uso non esclusivamente personale: importazione,

esportazione, acquisto, ricezione a qualsiasi titolo di detenzione

 L’aspetto più problematico è il discrimine tra detenzione e condotte assimilate ad uso personale o

finalizzata allo spaccio (assuntore e spacciatore). La giurisprudenza ha elaborato una serie di

indici sintomatici dello spaccio: frazionamento in dosi preconfezionate, presenza di bilancini e

strumenti o sostanze da taglio, denaro non riconducibile ad entrate legali, quantitativi consistenti di

droga. Nel 2005 certezza applicativa:

Indici espressivi dell’uso non esclusivamente personale quando le

- sostanze, per quantità o per

modalità di presentazione o per altre circostanze appaiono destinate ad un uso non

esclusivamente personale. Sono indici probatori di un unico elemento costitutivo di

66

fattispecie, rappresentato dalla finalità esclusivamente personale della detenzione o delle altre

condotte nominate.

Incriminazione dell’importazione, esportazione, acquisto, ricezione a qualsiasi titolo e

- detenzione di medicinali contenenti sostanze stupefacenti elencate nella tabella II, eccedenti il

quantitativo prescritto, con pene diminuite da un terzo alla metà rispetto a quelle per

stupefacenti. Il superamento dei limiti tabellari è elemento costitutivo della fattispecie, non un

indizio.

 Fattispecie di lieve entità: fattispecie autonoma (non più attenuante), salvo che il fatto non

costituisca più grave reato, per i mezzi, le modalità, le circostanze dell’azione o per qualità e

quantità delle sostanze, i fatti previsti sono di lieve entità, pena da 1 a 5 anni e multa da 3.000 a

26.000 €. Il giudice in presenza di un fatto qualificabile come di lieve entità parte dalla cornice

edittale e solo dopo opera il bilanciamento di circostanze.

- Fattispecie unica che ricomprende sia le droghe pesanti sia quelle leggere.

La polizia giudiziaria non è obbligata a procedere all’arresto in flagranza, può procedere ad

- arresto facoltativo

- Commisurazione della pena per condanne inferiori a 2 anni è possibile sospensione

condizionale o comunque pene più miti per la fattispecie base.

- Regime di favore in fase di esecuzione della pena per tossicodipendenti che possono accedere

ad affidamento in prova al servizio sociale e sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità.

Oppure arresti domiciliari in luogo della custodia cautelare

Questione problematica riguarda la punibilità della cessione di sostanze prive di reale efficacia

drogante, ovvero contenenti un principio attivo inidoneo a produrre gli effetti tipici che ci si attende

La sussistenza del delitto di spaccio appare plausibile solo nell’ipotesi di cessione di

dalla droga.

pluralità di dosi, ciascuna di per sé inferiore alla soglia drogante ad un medesimo assuntore. La

cassazione ritiene comunque che l’offensività della condotta andrebbe parametrata anche in base a

considerazioni più ampie rispetto alla sola salute dell’assuntore.

Individuazione della soglia di principio attivo necessaria e sufficiente ad integrare la soglia drogante:

riferimento alla dose media singola (quantità di principio attivo per singola assunzione idonea a

produrre in un soggetto tollerante e dipendente un effetto stupefacente e psicotropo). Sotto quelle soglie

la dose è priva di efficacia drogante, e se si tratta di sostanza non stupefacente il fatto non sarà

penalmente tipico e la cessione di quel quantitativo di principio attivo non costituirà reato.

 Problemi di legittimità costituzionale:

 Elenchi contenenti le sostanze e medicinali oggetto di disciplina nella misura in cui la loro

individuazione sia rimessa a fonti secondarie: al ministro della salute è attribuito il potere di

completare e aggiornare le tabelle ed è apporto tecnico e specificativo sulla base di criteri chiari. È

conforme al principio della riserva di legge, il disvalore del fatto rimane nella mani della legge

ordinaria

 Rinvio dell’art. 73 a decreto ministeriale per la fissazione della quantità di sostanza stupefacente la

cui detenzione sia sintomatica di una destinazione non esclusivamente personale. Nel decreto del

2006, il solo dato basato su evidenze scientifiche è quello della dose media singola. Il ministro della

salute ha poi scelto di incrementare la dosa media singola in base ad un moltiplicatore variabile in

relazione a ciascuna sostanza, e ciò rappresenta il quantitativo massimo detenibile. Il moltiplicatore

è scelta politica e non specificazione tecnica. Il contenuto politico criminale del decreto però può

ritenersi in contrasto con la riserva di legge perché costituisce un mero indice probatorio del vero

67

elemento costitutivo della fattispecie, rappresentato dalla destinazione della sostanza ad uso non

esclusivamente personale. DISCIPLINA SUL DOPING

Fenomeno del doping, inteso come assunzione di sostanze finalizzate a migliorare le prestazioni

dell’atleta, disciplinato dalla L. n. 376/2000 attuativa della convenzione contro il doping di Strasburgo

del 1989. Legge italiana ha accentuato il profilo repressivo e in particolare penale (assente nella

convenzione). Scelta di incriminazione limitatamente al procurato doping rispetto alla meritevolezza di

pena di comportamenti offensivi della salute. Discutibile il bisogno di pena.

Art. 9: salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque procura ad altri, somministra assume o

favorisce comunque l’utilizzo di farmaci o stanze non giustificate da condizioni patologiche e idonee a

modificare condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni

è punito con reclusione da 3 mesi a 3 anni e la multa da 2.582€ a 51.645€.

agonistiche degli atleti,

Identica pena per chi adotta o si sottopone a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche

per stessa idoneità e finalità.

Il più grave reato al quale si fa riferimento è l’ipotesi di doping procurato o di cessione di stupefacenti.

Tra le condotte incriminate non vi è la mera detenzione finalizzata allo spaccio né la detenzione

strumentale al consumo da parte dell’atleta.

Problema di legittimazione del diritto a penale a sanzionare condotte potenzialmente autolesionistiche

di soggetti adulti e consapevoli. Tra l’altro incoerente con la non punibilità del tentato suicidio e con

illiceità amministrativa del consumo di stupefacenti.

TUTELA DELLA LIBERTA’ PERSONALE

DELITTI CONTRO LA LIBERTA’ PERSONALE

SCHIAVITU’ E TRATTA DI PERSONE

 Delitto di riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù: art. 600 cp:

 Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero

chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a

prestazioni lavorative o sessuali ovvero all'accattonaggio o comunque a prestazioni che ne

comportino lo sfruttamento, è punito con la reclusione da otto a venti anni

 La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata

mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di

inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di

somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona.

 Tratta di persone: art. 601 cp, + convenzione ONU contro la criminalità organizzata

transnazionale 2000. Costituisce grave violazione dei diritti umani ed è la forma di schiavitù della

nostra epoca. Alla convenzione sono stati aggiunti due protocolli per:

 Trafficking: Prevenzione, repressione e punizione della tratta di persone, in particolare donne e

bambini. Fenomeno per cui le vittime sono trasportate dai paesi di origine (spesso sotto minaccia o

dai trafficanti in paesi di destinazione, dove vengono avviati al mercato dell’illegalità

violenza)

(spesso prostituzione). 68

 Combattere il diverso fenomeno del traffico di migranti, nel quale l’attività

Smuggling:

dell’organizzazione criminale si limita al trasporto delle persone (consenzienti di solito) da uno

stato all’altro in violazione delle leggi sull’immigrazione

 Art. 601 cp: tratta di persone, due figure criminose autonome sanzionate con reclusione da 8 a 20

anni:

- Chiunque commette tratta di persona che si trova nelle condizioni di cui all'articolo 600

- Chi al fine di commettere i delitti di cui al c1 art.600, la induce mediante inganno o la

costringe mediante violenza, minaccia (ecc), a fare ingresso o a soggiornare o a uscire dal

territorio dello Stato o a trasferirsi al suo interno

Il delitto di tratta è reato d’azione e si consuma quando viene realizzata la condotta tipica

(commercio o intermediazione) riferita ad un numero indeterminato di persone. Nell’ipotesi di

realizzarsi dell’effettivo

induzione o costrizione al trasferimento il delitto si consuma con il

ingresso, soggiorno o trasferimento. Fattispecie integrata anche quando la condotta sia realizzata

verso una sola persona IL SEQUESTRO DI PERSONA

Tutela della libertà di movimento, aspetto essenziale della libertà personale tutelata dall’art. 13 cost

come diritto inviolabile, che può essere limitato soltanto nei casi e modi previsti dalla legge con atto

motivato dell’autorità giudiziaria. È il diritto di ciascuno a non subire interventi coattivi sul corpo che di

fatto sottraggono l’essere fisico alle relazioni spaziali intercludendolo. Figura base della tutela penale

con il delitto di sequestro di persona più le figure speciali di sequestro a scopo di estorsione o di

terrorismo/eversione.

 Il sequestro di persona: art. 605, chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la

reclusione da 6 mesi a 8 anni.

Delitto d’evento (privazione della libertà) a forma libera, rileva qualsiasi condotta

- che date le

circostanze tolga alla vittima la possibilità di muoversi secondo autonomia e volontà

- Non necessariamente impossibilità assoluta di movimento né che alla vittima sia impossibile ogni

via di scampo; può consistere in limitazioni che derivino da costrizione psichica o di sostanziale

impossibilità di locomozione

- Sufficiente una restrizione di libertà dalla quale il soggetto non possa liberarsi senza pericolo

- Reato permanente, consumato nel tempo e nel luogo in cui inizia lo stato di privazione della

libertà, il reato permane per tutto il tempo della privazione. Sufficiente che si protragga per un

periodo di tempo di un certo rilievo (anche pochi minuti), ma non deve essere momentanea e

fugace.

- Possono essere soggetti passivi di sequestro anche persone che non hanno una propria autonoma

capacità di movimento o non siano in grado di sentirne la privazione, il bene protetto individuato

nella libertà fisica di ogni persona

La libera accettazione di situazioni in cui la libertà è di fatto ristretta nella vita normale esclude in

radice la tipicità della temporanea restrizione. Il consenso può giustificare restrizioni di libertà a

condizione che:

- Sia immune da vizi e sia prestato in funzione del soddisfacimento di una finalità meritevole di

tutela

- Modalità con cui viene in concreto attuata la restrizione non sia contraria alla dignità umana

- La durata non sia inadeguatamente dilatata rispetto alla finalità per la quale è stata consentita.

Il consenso può essere liberamente revocato in ogni momento e il consenso precedentemente prestato

non ha alcuna efficacia scriminante in relazione a fatti successivi alla revoca.

La principale causa di giustificazione di restrizioni di libertà ha che fare con la giustizia penale,

attività che pur legittime e doverose sono conformi a tipi di delitto contro la libertà personale. La

giustizia penale è causa di giustificazione rispetto ad offese penalmente tipiche che costituiscono il suo

69

normale modo di esplicarsi. L’emanazione e l’esecuzione di atti di coercizione è giustificata alle

condizioni dell’art. 13 cost.

Fuori dall’ipotesi della giustizia penale, sono ipotesi di restrizioni legittime della libertà personale i

trattamenti sanitari obbligatori di persone inferme di mente.

DELITTI CONTRO LA LIBERTA’ MORALE

LE FATTISPECIE DEL CODICE ROCCO

intesa come capacità di autodeterminazione del soggetto, condizione d’esercizio di

Libertà morale

tutte le libertà. Per questo è bene-valore assoluto, perché è fondamento su cui si innestano tutte le altre

libertà. Viene tutelata sia come valore autonomo, nella sua essenza di inviolabilità psichica, sia come

libertà di formare autonomamente la propria volontà e agire secondo le proprie determinazioni.

Modalità tipiche di realizzazione di delitto contro libertà morale: condotte di violenza e minaccia, che

caratterizzano le fattispecie base di violenza privata e minaccia

 Minaccia: manifestazione esterna che rappresenta in qualsiasi forma al soggetto passivo il pericolo

che in un futuro possa essergli cagionato dall’autore della minaccia o da altri

di un male ingiusto,

per lui alla persona o al patrimonio. Anche una condotta idonea a incutere timore, tenendo conto del

contesto.

- Può assumere diverse forme, e deve essere valutata ex ante tenendo conto di tutte le circostanze

del contesto in cui sia tenuta la condotta.

L’impossibilità di realizzare il male minacciato non esclude il reato quando la minaccia sia

- comunque idonea a integrare timore.

- Per essere idonea la minaccia deve essere seria, cioè credibile da parte della vittima

- Rilevano non solo condizioni oggettive della condotta, ma anche soggettive del soggetto

passivo

 non c’è una definizione generale, si distingue tra violenza fine (evento di danno,

Violenza:

omicidio, lesioni ecc) e violenza mezzo quale specifica modalità di condotta. La giurisprudenza ha

allargato la nozione riconoscendola in qualsiasi condotta in grado di esplicare sulla vittima un

effetto di coazione, anche se preferibile una nozione restrittiva da ricondurre nella dimensione fisica

o come condotta capace di determinare un’offesa attuale della vita, integrità fisica o

della violenza

libertà di movimento. Non rilevano attività che cagionano mero spavento. La violenza intesa come

la condotta di chi: o un danno all’integrità fisica di una persona, o comunque esercita attivamente

- Cagiona morte

una forza fisica sul corpo di una persona

Espone una persona ad un pericolo imminente di morte o di danno all’integrità fisica

-

- Pone una persona in stato di incapacità, anche parziale, di intendere e di volere

- Impedisce ad una persona di allontanarsi dal luogo in cui attualmente si trova

 Violenza privata: art. 610, chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare, od

omettere qualcosa è punito con la reclusione fino a 4 anni (pena aumentata se condizioni art. 339)

- Delitto comune a forma vincolata, la consumazione richiede la realizzazione di violenza o

minaccia e il conseguente comportamento della vittima

Delitto d’evento, consistente nel fare tollerare o omettere

- (deve sussistere nesso di causalità tra

la condotta e l’evento). L’evento deve essere determinato e nel caso contrario possono

applicarsi fattispecie meno gravi

Reato istantaneo che si consuma con la realizzazione dell’effetto costringimento e del

- coartato. Si ha tentativo se la violenza o minaccia non abbia ottenuto l’effetto

comportamento

voluto

- Dolo generico che consiste nella rappresentazione e volontà di usare violenza o minaccia

prevedendo come conseguenza che altri farà, tollererà od ometterà qualcosa

- Funzione sussidiaria, si applica quando il fatto non costituisca più grave delitto del quale

violenza o minaccia siano modalità tipiche di realizzazione. 70

 Violenza o minaccia per costringere a commettere reato: art. 611, pena la reclusione fino a 5

anni, possibili aumenti con condizioni art. 339. Fattispecie autonoma, delitto di pericolo di mera

condotta che si perfezione nel momento della commissione della condotta violenta o minacciosa.

Non è necessario che il reato venga poi effettivamente compiuto, ma nel caso ne risponde il

minacciante se il coartato non abbia potuto resistere o sottrarsi all’altrui violenza o minaccia. La

fattispecie integra due condotte:

- Costringere: esercizio di una forza coattiva, fisica o morale, che non lascia margine di scelta

- Determinare: impatto coattivo ma che lascerebbe un margine di scelta

 Minaccia: art. 612, chiunque minaccia ad altri un danno ingiusto è punito a querela della persona

offesa con la multa fino a 51€.

- Reato comune di pericolo, non è necessario che uno stato di intimidazione si verifichi ma basta

l’attitudine della condotta ad intimorire quando il male ingiusto possa essere dedotto dalla

situazione

- Illecita quando ha oggetto un male ingiusto cioè lesione o messa in pericolo di interesse

protetto. Può derivare anche dall’esercizio di una facoltà legittima che sia però

giuridicamente

utilizzata per scopi diversi da quelli per cui è preordinata per legge. Non si realizza minaccia

quando la condotta intende prevenire un’azione illecita.

- Il danno minacciato deve essere realizzabile e verosimile. Non è rilevante che il male

minacciato non sia determinato purchè sia ingiusto e possa essere dedotto dalla situazione. Da

valutare anche alla luce del rapporto fra le parti.

- Reato istantaneo che si consuma quando la minaccia viene percepita o comunque venuta a

conoscenza della persona alla quale è diretta. Non necessario che venga intimorito

- Dolo consiste nella coscienza e volontà di minacciare ad altri un danno ingiusto con la

consapevolezza dell’ingiustizia del danno minacciato.

- Procedibile a querela, di competenza del giudice di pace. Se la minaccia è grave o fatta in un

339 la pena è reclusione fino a 1 anno e si procede d’ufficio.

modo indicato dal ATTI PERSECUTORI

Il termine stalking indica un fenomeno di molestie assillanti, comportamenti ripetuti ed intrusivi di

sorveglianza, controllo, ricerca di contatto e comunicazione, che talora degenera nella vera e propria

violenza, nei confronti di una vittima che non gradisce questi comportamenti, fonte di fastidio e

sofferenza psicologica.

La convenzione del consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle

donna e la violenza domestica (2011) prevede all’art. 34 atti persecutori (stalking): le parti adottano le

misure legislative necessarie per penalizzare un comportamento intenzionalmente e ripetutamente

minaccioso nei confronti di un’altra persona, portandola a temere per la propria incolumità.

Convenzione ratificata nel 2013.

Lo stalking può essere realizzato con condotte di per sé lecite che assumono capacità offensiva dei beni

tutelati per la loro reiterazione, ma anche con condotte illecite che assumono un diverso disvalore per il

carattere reiterato e continuato finendo per offendere in modo più invasivo la libertà personale e salute

psico-fisica.

 Atti persecutori: art. 612-bis, Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con reclusione

da 6 mesi a 4 anni chiunque con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da

cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore

per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione

affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

- Reato abituale, i singoli atti molesti sono legati da continuità e ripetitività nel tempo con

Reato d’evento e non di mera

possibilità di intervalli alternati alla serie di episodi lesivi.

condotta. 71

- Le condotte possono assumere le più svariate modalità, assumono valore di minaccia o molestia

quando provocano gli effetti descritti. Anche molestie sessuali. No riferimenti a violenza

TUTELA DELLA LIBERTA’ E DIGNITA’ SESSUALE

VIOLENZA E ABUSO SESSUALE

Con la l. 66/1996 significativa ristrutturazione normativa della materia, con abrogazione di alcune

figure e introduzione delle fattispecie di violenza sessuale; atti sessuali con minorenne; violenza

sessuale di gruppo; corruzione di minorenne. Collocate nel titolo dei delitti contro la persona. Il bene

giuridico tutelato è la libertà sessuale cioè la libertà di compiere consapevolmente e senza costrizioni le

proprie scelte sessuali. Ipotizzabile anche una responsabilità per omissione per soggetti che ricoprono

posizioni di protezione.

 Violenza sessuale: art. 609-bis incrimina il fatto di chi, con violenza, minaccia o mediante abuso di

autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali. Reclusione da 5 a 10 anni.

 ampio, diverse soluzioni proponibili, ma l’alternativa di fondo è tra modello

Atti sessuali: concetto

soggettivo di atto sessuale (è tale ogni atto strumentale a soddisfare le pulsioni sessuali dell’agente)

o modello oggettivo (ogni atto connotato sessualmente per il contatto con zone del corpo

sessualmente pregnanti). In un diritto penale del fatto si deve accogliere il modello oggettivo.

Comunque la valutazione risente in modo decisivo del contesto culturale di riferimento e

prescinde da convinzioni soggettive. Ulteriori istanze socio-culturali potrebbero escludere il

carattere sessuale dell’atto. Tipicità sessuale:

- Integrata, anche se rapporto latamente estraneo a costituire diretta connotazione sessuale degli

atti

- Esclusa, quando alla luce del significato sociale di un atto deve escludersene la valenza sessuale

Elaborazione giurisprudenziale sul concetto di atti sessuali: modello oggettivo sullo schema del

contatto corporeo, sia pur fugace e estemporaneo, non solo con le zone genitali, ma più ampiamente

con le zone erogene. Ulteriori dati caratterizzanti sono l’attitudine a porre in pericolo la libertà di

autodeterminazione in materia sessuale della vittima, nonché l’esprimere l’istinto sessuale

dell’agente.

 L’art. 609-bis richiede particolari modalità di condotta: violenza, minaccia o abuso di autorità

- Minaccia: prospettazione di un male futuro

- Violenza: esplicazione di energia fisica diretta a piegare la volontà o vincere la resistenza del

soggetto

- Il consenso validamente prestato esclude la tipicità del fatto, deve sussistere per tutta la durata

- Abuso di autorità: si intendono i poteri giuridicamente fondati (solo pubblici o anche privati?)

ma occorre in ogni caso che si tratti di ipotesi di costrizione.

 Violenza sessuale per induzione: ulteriori ipotesi di violenza sessuale in assenza di indici di

costrizione

Il caso in cui l’agente abusando

a) delle condizioni di inferiorità fisica o psichica in cui versa la

vittima al momento del fatto la induca a compiere o subire atti sessuali.

Incriminazione solo quando l’agente abbia indotto la vittima, abusando della

o condizione

o Induzione: attività di pressione morale a carattere persuasivo o suggestivo, volta ad

influire sul processo di formazione dell’altrui volere determinando il destinatario al

comportamento avuto di mira. dell’inferiorità dell’altro

o Abuso: sfruttamento e strumentalizzazione rispetto ai fini,

L’agente deve essere consapevole dello stato di incapacità

o

Il caso in cui l’induzione a compiere o subire atti sessuali sia avvenuta traendo in inganno la

b) persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Scarsa applicazione pratica. 72

 Circostanza attenuante: per i casi di minore gravità diminuzione della pena in misura non

eccedente i due terzi. Attenuante speciale, obbligatoria, ad efficacia comune, ad effetto speciale,

circostanza indefinita. Necessità di modulare il trattamento sanzionatorio sulla specificità del fatto

realizzato. La circostanza è integrata qualora vi sia stata una compressione non grave della libertà

sessuale della vittima.

 previste dall’art. 609-ter

Aggravanti:

o Reclusione da 6 a 12 anni, quando il soggetto sia un minore di 14 anni; o minore di 18 se

l’agente ne sia ascendente, genitore anche adottivo o tutore.

o Da 7 a 14 anni, se la vittima è minore di 10 anni

 Atti sessuali con minorenne: art. 609-quater, il fatto di chi in assenza di violenza minaccia o abuso

di autorità, compia atti sessuali con persona che al momento del fatto:

a) Non ha compiuto 14 anni, reclusione da 5 a 10 anni. Negata ogni rilevanza al consenso

naturalistico prestata dal minore, presunzione assoluta di incapacità. Tutela non alla libertà

sessuale ma all’integrità psico-fisica nella prospettiva di un corretto sviluppo della sessualità.

Non ha compiuto 16 anni, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, o il

b) suo convivente, il tutore, o altra persona che per ragioni di cura, educazione, istruzione,

vigilanza o custodia, il minore è affidato o che abbia con quest’ultimo una relazione di

Rilevano solo se l’agente qualificato abbia materialmente abusato

convivenza. Da 3 a 6 anni.

dei poteri connessi alla posizione.

 Diminuzione della pena in misura non eccedente i due terzi per i casi di minore gravità. Integrata

quando non si verifichi una rilevante compromissione dell’integrità psico-fisica della persona

offesa.

 Causa di esclusione della punibilità per il minorenne che compia atti sessuali consensuali con

minore di età compresa tra i 13 e 14 anni, purchè la differenza di età non superi i 3 anni. Diversa

ponderazione tra i valori in gioco in ragione della vicinanza di età fra i soggetti.

 L’errore sull’età: art. 609-sexies: quando i delitti previsti negli articoli 609-bis, ter, quater, octies e

undecies (violenza sessuale, atti con minori, violenza sessuale di gruppo, adescamento di minore),

anni e quando è commesso il delitto dell’art. 609-

sono commessi in danno di un minore di 18

il colpevole non può invocare a propria scusa l’ignoranza

quinquies (corruzione di minorenne)

dell’età della persona offesa, salvo che si tratti di ignoranza inevitabile. Errore determinato da

colpa che determina responsabilità per dolo.

 Violenza sessuale di gruppo: art. 609-octies: partecipazione da parte di più persone riunite (anche

2) ad atti di violenza sessuale di cui all’art. 609-bis. Reclusione da 6 a 12 anni. Fatto integrato

quando la violenza sessuale è realizzata da più persone sia in presenza di costrizione sia di

induzione in relazione alle ipotesi di abuso della condizione di inferiorità e sostituzione di persona.

 La corruzione di minorenne: Chiunque compie atti sessuali in presenza di minore di 14 anni al

fine di farla assistere, e salvo che non costituisca più grave reato chi fa assistere una persona

minore di 14 anni al compimento di atti sessuali o gli mostra materiale pornografico al fine di

indurla a compiere o subire atti sessuali. Reclusione da 1 a 5 anni. Pena aumentata fino alla metà

quando il colpevole sia agente qualificato (ascendente, genitore, ecc).

 L’adescamento di minorenni: art. 609-undecies reclusione da 1 a 3 anni se non costituisca più

grave reato, il fatto di chiunque, allo scopo di commettere i reati di cui agli articoli 600, bis, ter e

quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’art. 600 quater, quinquies, 609-bis,

quater, quinquies e ocites, adesca un minore di 16 anni.

- Delitto a dolo alternativo, la condotta di adescamento rileva solo se posta in essere con lo scopo

di realizzare almeno uno tra i delitti richiamati. 73

- Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici,

lusinghe o minacce posti in essere anche con internet o mezzi di comunicazione. Sono gli unici

atti che rilevano e sempre che siano strumentali a carpire la fiducia (obiettivo strumentale

rispetto allo scopo ultimo e che siano idonei a determinare tale risultato).

 Regime di procedibilità: art. 609-septies

 A querela: violenza sessuale (e aggravanti) e atti sessuali con minore. Il termine per la

presentazione della querela è 6 mesi (non 3) e una volta presentata non è revocabile. In caso di

morte della vittima il diritto di querela si trasmette ai prossimi congiunti, all’adottante e all’adottato.

 D’ufficio: violenza sessuale con minore di 18 anni, minore di 10 anni negli atti sessuali con minori,

in generale per i fatti commessi da agenti qualificati, e nel caso in cui il fatto sia commesso da

pubblico ufficiale. Anche per le ipotesi a querela quando sia connesso con altro delitto procedibile

d’ufficio. TUTELA DEL PUDORE E DELLA RISERVATEZZA SESSUALE

Il titolo dei delitto contro la moralità pubblica e il buon costume del codice comprende le fattispecie di

atti osceni (art. 527), pubblicazioni oscene e spettacoli osceni (528).

L’art. 529 stabilisce che agli effetti della legge penale si considerano

- osceni gli atti e gli oggetti

che, secondo il comune sentimento offendono il pudore.

- Il pudore è definibile come sentimento che induce al riserbo su quanto attiene alla vita sessuale

e che fona possibile senso di disagio avvertibile di fronte a manifestazioni della sessualità.

Il sentimento comune è un atteggiamento etico sociale che la collettività assume nei confronti delle

manifestazioni sessuali, elemento normativo culturale. Diverse concezioni del pudore, ma dagli anni 80

reinterpretazione del pudore in termini personalistici: non si tutela più un asserito sentimento

comune, bensì il pudore di soggetti che potrebbero venire coinvolti in manifestazioni per loro

indesiderate. L’interesse tutelato è quello della libertà di non essere esposto a contatti sgraditi.

 Atti osceni: art. 527, chi compie atti osceni in luogo pubblico (che normalmente è accessibile a

tutti), aperto (chiunque può accedere ma con determinate regolamentazioni), o esposto al pubblico

(non pubblico ma per naturale collocazione è visibile da un numero indeterminato di soggetti).

Reclusione da 3 mesi a 3 anni. Soglie di tollerabilità variano in relazione ai mutamenti del costume

sociale.

 Al di là degli atti assolutamente osceni (congiungimento carnale) la giurisprudenza ritiene che il

requisito necessario perché un atto possa dirsi osceno è che le modalità con cui è realizzato

denotino un’inequivoca attinenza alla sfera degli atti sessuali.

 Reato di pericolo, si discute se astratto o concreto. Teoricamente astratto per il luogo pubblico o

aperto al pubblico, concreto se in luogo esposto.

 Pubblicazioni e spettacoli osceni: art. 528, da 3 mesi a 3 anni più multa, norma a più fattispecie, a

seconda delle condotte che comunque acquistano rilievo solo ove siano tenute in assenza di

accorgimenti tali da evitare la percezione da parte di coloro che non vi abbiano preventivamente

acconsentito:

 Condotte aventi ad oggetto scritti, disegni, immagini, o altri oggetti osceni

 Condotte relative all’organizzazione di pubblici spettacoli aventi contenuto osceno

L’osceno che integra l’offesa al pudore penalmente rilevante si identifica con immagini o filmati aventi

Ma osceno ≠

ad oggetto rappresentazioni sessuali esplicite, tradizionalmente la pornografia.

pornografico:

- Osceno: reazione di fronte a qualcosa di disgustoso

- Pornografico: scritti e immagini sessualmente espliciti. Una mera rappresentazione di corpi

nudi o atti sessuali non è ritenuta oggi pornografica 74


ACQUISTATO

15 volte

PAGINE

85

PESO

1.02 MB

AUTORE

bigpome

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bigpome di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Pulitanò Domenico.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto penale

Lezioni, Diritto Penale
Appunto
Appunti di Diritto dell'Informazione e Comunicazione 2016
Appunto
Riassunto esame Diritto commerciale, prof. Daccò
Appunto
Lezioni, Diritto Penale
Appunto