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Diritto penale

24/09/2018

Esame e requisiti del corso

  • Una prova intermedia a metà novembre (su quiz), su circa i primi 5 capitoli.
  • Max 7 assenze.
  • Codice aggiornato.

Il diritto penale studia i reati, ovvero illeciti che si individuano in cui la sanzione è una pena.

Tipi di pena

  • Detenzione: reclusione e arresto.
    • A) La reclusione avviene dopo una sentenza definitiva.
    • B) L'arresto consente alla polizia giudiziaria di privare un soggetto della sua libertà se colto in flagranza di reato (prima che ci sia un processo), ma è anche il nome di una pena relativa ad una precisa categoria di illeciti che è quella delle contravvenzioni.
  • Si distinguono anche per la loro durata, es. ergastolo.
  • La pena può incidere anche sul patrimonio: multa, sanzione pecuniaria per i reati (diversa da multa amministrativa).

Le pene detentive incidono sulla libertà della persona. Lo scopo ultimo del diritto penale è la prevenzione, per disincentivare la commissione di reati che colpiscano la collettività, l'ambiente, la personalità dello stato. Vuole tutelare la convivenza civile.

Lo stato possiede il monopolio della forza, e dunque nessuno può farsi giustizia da sé. Il monopolio dell'uso della forza è assunto dallo stato anche per garantire la proporzione tra offesa e difesa e la pace sociale. Il diritto penale studia anche le garanzie che delimitano il potere dello stato. Garantisce così a tutti i cittadini uno spazio di libertà maggiore.

Il diritto penale è strettamente legato al proprio tipo di società (caratteristiche culturali e sociali degli ordinamenti). Nel corso del tempo, i reati tendenzialmente sono diminuiti. Ma in realtà la paura del crimine è aumentata.

La pena di morte

In Italia era presente durante il fascismo. Il primo codice penale unitario è quello Zanardelli, che non prevedeva la pena di morte, reintrodotta con il fascismo. L'attuale codice penale risale agli anni '30. A seguito dell'entrata in vigore della costituzione, il codice presentava molte incompatibilità dunque con gli anni è stato adeguato alla costituzione.

Vi sono norme non riadattate, che però vanno lette in base ai principi della costituzione. La pena di morte venne eliminata nel '44 dal codice, rimanendo nelle leggi penali militari di guerra. Solo nel 2007 la pena di morte venne esclusa dal codice penale dei militari, di guerra. In Cina, è prevista, così come in alcuni stati americani, Bielorussia e paesi arabi.

La riserva di legge

In materia penale la costituzione prevede una riserva di legge che deve essere interpretata in senso formale. Solo il parlamento può emanare norme incriminatrici. La riserva di legge è stata applicata perché il parlamento è l'organo più rappresentativo della collettività. Il governo fa uso spesso di decreto-legge e decreto legislativo per emanare leggi incriminatrici.

Legittima difesa

La legittima difesa di tutelarsi da soli deroga al monopolio dell'uso della forza. C'è uno spazio a cui si garantisce la legittima difesa: il pericolo imminente a cui non si riesce a fare fronte altrimenti.

25/09/2018

Materiale da studiare

  • Capitolo I – tranne 6,7
  • Capitolo 2 tutto
  • Capitolo 3 solo sez. A
  • Capitolo 4 tutto
  • Capitolo 5 tutto
  • Capitolo 6 tutto
  • Capitolo 7 solo 1 paragrafo + 7 e 9
  • Capitolo 8 tutto
  • Capitolo 9 tutto
  • Capitolo 10 tutto
  • Capitolo 11 no
  • Capitolo 12 primi 8 paragrafi e poi 12,13
  • Capitolo 13 solo i primi 5
  • Capitolo 14 solo se a
  • Capitolo 15 tutto

Responsabilità penale

La condotta che si rimprovera a un soggetto deve essere rimproverabile. Fatto commesso con la volontà di farlo: dolo. Il rimprovero in diritto penale può essere mosso anche nel caso di colpa: quando si viola una norma di diligenza. Senza dolo e senza colpa in diritto penale non c'è responsabilità penale.

Dolo eventuale: conoscere un'eventuale situazione, ma accettare il rischio. La responsabilità penale può punire per fatti commissivi o anche per omissioni. L'omissione può essere anche dolosa.

Esempio di furto: sottrazione e impossessamento di un bene mobile altrui. Concorso di persona nel reato: aiutare un altro individuo a compiere un reato; chi ha agevolato la commissione del reato, risponde di quello stesso reato. La stessa cosa avviene con gli omicidi.

Codice penale attuale

Il codice penale attuale risale al 1930. I principi ispiratori (costituzione) risalgono a un'epoca successiva a quella del codice penale. Se una norma è incostituzionale avviene abrogazione da parte del legislatore; se il legislatore non interviene, interviene la corte costituzionale dichiarando l'illegittimità della norma oppure dandone una diversa interpretazione che sia conforme a costituzione. Se non intervengono né la corte né il parlamento, basta che il giudice dia egli stesso una interpretazione costituzionalmente orientata.

Il codice è costituito da tre libri: il primo libro contiene la parte generale del diritto penale, che spiega come si applicano le norme speciali del secondo e terzo libro. Il secondo libro tratta dei delitti in particolare e il terzo libro delle contravvenzioni in particolare.

Ogni libro è diviso in titoli, ogni titolo è diviso in capi. Non tutti i reati si trovano nei reati, la maggior parte sono nelle leggi complementari.

Art 56: tentato omicidio. Un giudice non può condannare per un reato un soggetto quando questo faccia qualcosa genericamente di male. Può condannarlo solo quando la condotta commessa corrisponda con una descritta in una norma incriminatrice: principio di legalità.

Norma sull'omicidio colposo 589 c.p.: Omicidio colposo. "Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. ... Se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni."

Il giudice non può andare oltre la lettera della legge, in caso di comportamento omissivo il giudice non può condannare. In realtà, l'art 40 afferma "Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo". Esempio: nel caso di un bagnino (che ha l'obbligo di impedire l'evento) risponde di omicidio, un qualsiasi altro bagnante risponde di omissione di soccorso.

Codice penale: struttura e reati

I reati sono divisi in titoli. Ogni reato necessariamente rappresenta un'offesa a un bene giuridico.

Libro secondo - Dei delitti in particolare

  • Titolo I - Dei delitti contro la personalità dello Stato (artt. 241-313)
  • Titolo II - Dei delitti contro la Pubblica amministrazione (artt. 314-360)
  • Titolo III - Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia (artt. 361-401)
  • Titolo IV - Dei delitti contro il sentimento religioso (artt. 402-413)
  • Titolo V - Dei delitti contro l'ordine pubblico (artt. 414-421)
  • Titolo VI - Dei delitti contro l'incolumità pubblica (artt. 422-452)
  • Titolo VII - Dei delitti contro la fede pubblica (artt. 453-498)
  • Titolo VIII - Dei delitti contro l'economia pubblica (artt. 499-518)
  • Titolo IX - Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume (artt. 519-544)
  • Titolo IX-bis - Dei delitti contro il sentimento per gli animali (artt. 544bis-544sexies)
  • Titolo X - Dei delitti contro l'integrità e la sanità della stirpe (artt. 545-555)
  • Titolo XI - Dei delitti contro la famiglia (artt. 556-574bis)
  • Titolo XII - Dei delitti contro la persona (artt. 575-623ter)
  • Titolo XIII - Dei delitti contro il patrimonio (artt. 624-649bis)

Il codice penale era stato emanato in un periodo autoritario: troviamo solo in fondo infatti i reati contro la persona e all'inizio quelli contro lo stato. Pene per i delitti: reclusione, ergastolo e multa. Pene per le contravvenzioni: ammenda e arresto. Dunque, il criterio per distinguerle è il tipo di pena. Il terzo libro è dedicato alle contravvenzioni.

Le funzioni della pena

Ergastolo: dal punto di vista della persona si parla di "morte civile". Tutte le pene di reclusione sono afflittive e privano la persona della propria libertà personale.

Perché uno stato è legittimato a punire?

  • 1. Retribuzione: il soggetto subisce in parte quello che ha subito (una sorta di "castigo") crea una sorta di pacificazione sociale. È una teoria assoluta (si giustifica in sé): si ha una sorta di compensazione. La pena odierna si è sostituita alla "vendetta" senza fine già presente nella Bibbia. Lo stato restituisce dunque lo stesso male, agisce secondo proporzione. Editto di Rotari dei longobardi: la pena svolge una funzione di pacificazione. Kant/ Bettiol.
  • 2. Prevenzione: perseguita tramite la rieducazione, e la neutralizzazione. La pena non guarda al passato ma al futuro, sono relative (si giustifica in quanto ha uno scopo).
    • Prevenzione generale: la pena ha una funzione di prevenzione per l'intera società, dovrebbe avere un'efficacia di deterrenza per la collettività.
      • Negativa: effetto d'intimidazione, dovrebbe trattenere dal commettere il reato.
      • Positiva: effetto di orientamento culturale, il fatto che certe condotte siano stigmatizzate e punite con la pena fa sì che il comportamento sociale si adegui.
    • Prevenzione speciale: riguarda solo il soggetto colpito dalla pena.
      • Intimidazione: provare il carcere e non volerlo più.
      • Risocializzazione: il soggetto dovrà essere reinserito nel contesto sociale.
      • Neutralizzazione: durante la pena l'individuo sarà allontanato dalla società, quindi avrà l'impossibilità fisica di compiere nuovi reati.
    • Paradigma di giustizia ripartiva: idea secondo cui secondo la pena il soggetto dovrebbe essere chiamato a riparare il danno che ha fatto attraverso un comportamento costruttivo. Riconciliazione con la società.

26/09/2018

Mediazione: tentativo di trovare una conciliazione tra vittima e autore del reato.

Modello di pena coerente con i principi costituzionali delinea uno stato laico e pluralista, dove c'è anche pluralismo etico. Il cittadino è libero di comportarsi nel modo che trova adatto alla sua etica. Il nostro ordinamento non punisce atti considerati riprovevoli in alcune etiche.

Lo stato punisce condotte offensive dei beni che stanno alla base di una convivenza civile ordinata. Queste caratteristiche del nostro stato fanno propendere per una tipologia che sia puntata alla prevenzione. Il nostro è uno stato di diritto ciò che viene prima dello stato è l'individuo con i suoi diritti fondamentali, ed inviolabili (art.2 cost.).

La pena viola i beni fondamentali della persona (es. libertà) in uno stato di diritto questi diritti fondamentali possono essere violati solo laddove ciò sia strettamente necessario per tutelare altri beni che sono tutelati dalla costituzione e che sono alla base della convivenza pubblica e civile. La pena si giustifica solo se collegata a una tutela di un ordine civile, che prevede una prevenzione di reati. La legittimazione della pena deriva dalla sua funzione di prevenzione.

Prevenzione:

  • Generale
  • Speciale

Fasi della pena

  1. Fase legislativa: fase della minaccia da parte del legislatore da parte della pena contenuta nella legge, il legislatore si rivolge a tutti e dunque è generale.
  2. Applicazione della pena da parte del giudice: le nostre norme hanno una cornice di pena, ovvero un minimo e un massimo a direzione del giudice. Il giudice decide in base alla gravità del reato e decide in base alle caratteristiche della persona la pena necessaria per fare in modo che dopo la pena non ricommetta lo stesso reato.
  3. Esecuzione: l'esecuzione della pena viene attuata dall'amministrazione penitenziaria. Esiste un organo giurisdizionale, ovvero la magistratura di sorveglianza, che si occupa delle varie questioni riguardanti la pena si tratta sempre di prevenzione sociale.

L'obiettivo che la costituzione assegna alla pena è che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, perché non sempre il soggetto è disposto a farsi rieducare, ma vive in un contesto di opposizione ai valori dello stato. La finalità rieducativa implica un atteggiamento di disponibilità da parte del condannato, assumerà se non questa, una funzione di neutralizzazione.

Perché la costituzione punta al reinserimento piuttosto che alla neutralizzazione?

La rieducazione è quella più duratura. Gli studi confermano che due gruppi di condannati, chi con interventi di risocializzazione e chi no, chi ha avuto una pena con interventi di risocializzazione ha una percentuale inferiore di recidiva.

(Nel parziale domanda sulla funzione della pena.)

Principi di garanzia

I principi di garanzia servono a garantire lo spazio di libertà e diritti fondamentali dell'individuo. Nascono con l'illuminismo che è una corrente di pensiero che sviluppa nel '700 in contrapposizione alle monarchie assolute che schiacciavano il cittadino e non davano garanzie alle libertà dei cittadini. Lo stato al servizio dell'individuo e non il contrario.

L'ancien régime era caratterizzato da una confusione tra diritto, etica e religione. Reati come stregoneria, adulterio erano puniti fortemente. Le fonti di quell'epoca erano vaghe e incerte. Nei processi si praticava la tortura, si cercava di estorcere la confessione. Il sistema sanzionatore era atroce caratterizzato da pene corporali e capitali, applicate generosamente. La pena delle classi più agiate era la decapitazione.

Gli illuministi si scagliano contro questo sistema di giustizia penale. Le loro idee sono importanti perché hanno trovato posto nelle codificazioni, i sovrani "illuminati" hanno inserito nei loro codici. Credono che lo stato si frutto del contratto sociale – Cedere parte della propria libertà.

Principio di estrema ratio: pena utilizzata solo dove strettamente necessario. Idea della divisione dei poteri (Montesquieu). Le norme da cui derivano norme incriminatrici devono essere frutto del parlamento e be chiare in modo tale che il confine tra lecito illecito sia certo in modo tale che ogni individuo sappia a che rimanendo nell'osservanza delle norme penali non verrà privato della propria libertà personale, il giudice non può interpretare le leggi diversamente da quello che loro indicano (bocca della legge): principio di legalità.

Art 25 comma 2 cost:

  1. Principio di legalità.
  2. Principi di irretroattività: un soggetto non può rispondere per un fatto se non era previsto come reato prima che lui lo avesse commesso. Lo stato non può considerare illecito un atto commesso che per l'ordinamento quando è stato commesso era ancora lecito.
  3. Oggettività del diritto penale: e dunque laicità del diritto (adulterio e bestemmia erano considerati reato). Può essere reato solo ciò che comporti un danno alla nazione. Si punisce un soggetto per quello che fa non per la sua volontà.

Questi principi saranno messi in discussione con l'avvento degli stati totalitari. L'idea che lo stato debba punire solo le azioni e non la volontà: principio di offensività.

Per gli illuministi la pena detentiva era quella migliore incide sulla libertà e può essere proporzionata alla gravità del reato. Un altro principio era che la prontezza e certezza con la quale viene applicata la pena, non quanto l'intensità della pena a creare una funzione preventiva. Viene affermato il principio della presunzione di innocenza.

Queste idee degli illuministi trovano attuazione nei codici di fine '700. L'Italia era divisa in staterelli, il più "illuminato" era quello dello stato toscano che emanò un codice che abolisce la pena di morte. Con l'avvento del periodo napoleonico molti principi di questi vengono sacrificati.

1889 codice penale liberale che riprende principi dell'illuminismo (primo codice penale dell'Italia unita). Con l'avvento del fascismo i principi dell'illuminismo verranno meno. Una scuola contrapposta inizia ad affermare che la legge penale punisce i soggetti pericolosi, che sono predestinati a delinquere. Secondo Lombroso esaminando il cranio di autori di reato si può ritenere che abbiamo tutti una fossetta nel cranio (caratteristica di tutti i soggetti predisposti al crimine). Altri esponenti positivisti attribuivano la predestinazione a delinquere in base ad altri fattori.

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

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