Diritto penale
La prevenzione (la lotta contro il crimine)
Prevenzione dei fatti socialmente pericolosi: la prevenzione si può definire come un'azione diretta ad impedire il verificarsi o diffondersi di fatti ritenuti socialmente dannosi o pericolosi. Nella scienza del diritto, il concetto di prevenzione indica la funzione razionale del diritto: il diritto esiste infatti per orientare l'azione dei consociati e per fare in modo che questi compiano delle azioni piuttosto che altre; quindi il diritto ha una funzione preventiva. Il mezzo giuridico per prevenire è l'impiego delle sanzioni. I fatti dannosi o pericolosi si definiscono delitti. La funzione del diritto penale può essere indicata come lotta contro il delitto.
Prevenzione generale: è l'attività diretta ad orientare il comportamento dei consociati al fine di distorglierli dal compiere fatti dannosi. L'elaborazione scientifica del concetto di prevenzione risale a Cesare Beccaria e a Geremia Bentham: essi rilevarono che aumentando il numero delle pene, doveva diminuire il numero dei reati. I suddetti sostenevano che l'effetto della prevenzione generale dipendesse da tre fattori:
- La gravità della sanzione prevista dalla legge;
- La probabilità che tale sanzione venga effettivamente applicata;
- La prontezza della sua esecuzione.
Tutto il diritto, in special modo quello penale, ha una funzione di orientamento culturale; tale funzione dipende dall'effettiva applicazione delle norme stesse che genera nei consociati la convinzione di una rispondenza della norma ad una necessità etica. Se la norma è disapplicata, tale convinzione si indebolisce sino a scomparire.
Le indagini empiriche sulla prevenzione generale: alcune ricerche hanno dimostrato che ad una pena particolarmente severa corrisponde una deterrenza maggiore. Tutte le pene devono corrispondere all'idea di retribuzione (criterio della proporzionalità).
La teoria della prevenzione generale colloca l'effetto preventivo più alto non nel punto in cui la sanzione è più severa ma piuttosto nel punto in cui la sanzione raggiunge l'effetto considerato giusto da una società in un determinato periodo storico.
Prevenzione speciale: consiste nell'attività di trattamento individualizzato nei confronti di quei soggetti che hanno commesso un reato (prevenzione post-delictum) o che sono in procinto di commetterlo (prevenzione anti-delictum) al fine di rieducarli. La prevenzione speciale si può ottenere in due modi:
- Attraverso la risocializzazione del soggetto;
- Attraverso la sua incapacitazione.
Risocializzazione: riadattare il soggetto alle esigenze di una società storicamente determinata.
Incapacitazione: porre il soggetto in una situazione in cui gli venga reso impossibile compiere fatti penali illeciti. Può essere:
- Materiale (al soggetto viene tolta la possibilità fisica di compiere atti illeciti);
- Giuridica (al soggetto viene tolta una qualifica giuridica che potrebbe portarlo alla commissione di fatti illeciti).
Bisogna fare un'ulteriore distinzione fra:
- Incapacitazione selettiva (riguarda quei soggetti di cui si riconosce la notevole pericolosità);
- Incapacitazione indifferenziata (riguarda quei soggetti che hanno o stavano per commettere un illecito).
I problemi della retribuzione e dell'emenda morale del reo: la sanzione penale, in quanto contiene in sé un elemento di male, è un danno per la società (es. danni economici per la famiglia del condannato) e può essere giustificata se questo male non solo è necessario per ottenere il bene comune ma è anche proporzionato. Emerge dunque il concetto di retribuzione come proporzione fra il fatto commesso e la sanzione penale. La retribuzione è una proporzione fra l'atto illecito e le sanzione; l'emenda morale è la purificazione del soggetto reo affinché non compia ulteriori reati.
La prevenzione è più efficace quanto più è ampia la gamma dei mezzi utilizzati per combattere i fatti illeciti. Il ricorso alle sanzioni penali deve considerarsi come l'ultima ratio.
Il diritto penale
È costituito da quell'insieme di norme giuridiche che hanno la funzione di prevenire il compimento di atti illeciti, mediante l'uso di sanzioni dotate di funzione afflittiva e di emenda. Si parla di sanzione premiale quando è a favore del reo (es. sconto della pena). La sanzione penale si distingue dalle altre perché persegue l'orientamento delle condotte umane attraverso l'afflittività (lo scopo primario è quello di procurare una sofferenza al reo) e l'emenda (risocializzazione del reo).
La misura di sicurezza ha funzione di emenda. Da alcuni anni si assiste al fenomeno della depenalizzazione (molti fatti vengono trasformati da illeciti penali ad illeciti amministrativi); lo scopo è quello di diminuire il numero dei procedimenti giudiziari.
Al diritto penale appartengono le norme che orientano la condotta dei consociati, mentre al diritto processuale appartengono le norme che disciplinano il processo penale.
Fonti del diritto penale
Sono fonti del diritto gli accadimenti capaci di generare norme di diritto valide per un certo ordinamento giuridico. La gerarchia si articola come segue:
- Costituzione e leggi costituzionali
- Leggi ordinarie formali e disposizioni
- Regolamenti
- Consuetudini
Il principio di legalità o riserva di legge: è una regola che stabilisce che una disposizione gerarchicamente inferiore alla legge ordinaria formale non può costituire fonte del diritto penale. Possono invece costituire fonti del diritto penale i decreti legge e i decreti legislativi poiché equiparati alla legge ordinaria formale.
Gli atti normativi dell'UE: non possono contenere norme penali incriminatrici. Le norme europee di applicazione immediata possono creare una situazione in cui il reato, anche se previsto dalla legge italiana, risulti escluso: in questi casi si parla di disapplicazione della legge penale italiana.
Riserva assoluta e riserva relativa: Per riserva assoluta si intende l'obbligo per il legislatore di fissare solo le linee fondamentali della disciplina e gli dà la facoltà di definire nelle fonti secondarie aspetti meno importanti. Con riserva relativa intendiamo l'obbligo per il legislatore di fissare integralmente la disciplina penale senza rinviarla a fonti inferiori.
Elementi vaghi ed elementi normativi: la legge penale nel descrivere la condotta punita, utilizza gli elementi suddetti. Sono vaghi gli elementi propri del linguaggio comune; sono normativi gli elementi della legge penale che si avvalgono della valutazione effettuata da una norma diversa.
Validità di una norma
Validità di una norma indica l'appartenenza della norma all'ordinamento giuridico. Una norma penale sarà valida se prodotta secondo i principi stabiliti dalla Costituzione. Distinguiamo fra:
- Validità in senso formale: riguarda la conformità della norma al modo di produzione giuridica stabilita dall'ordinamento;
- Validità in senso informale: implica la rispondenza delle norme ai principi costituzionali.
Validità della norma penale nel tempo: va rammentato il principio della irretroattività della legge penale incriminatrice secondo cui non si può punire un soggetto per un fatto che non costituiva reato nel momento in cui è stato commesso (rarissima eccezione: processo di Norimberga).
Applicabilità della disciplina alle norme che prevedono misure di sicurezza: la disciplina sulla successione di leggi penali si applica anche agli illeciti la cui sanzione non è costituita da una pena ma da una misura di sicurezza.
Inapplicabilità della disciplina alle disposizioni processuali penali: il processo penale è regolato dal principio secondo cui ad ogni atto processuale si applica la legge in vigore nel momento in cui è stato compiuto.
La nozione di legge nell'art.2 del Codice Penale: il suddetto articolo regola la successione delle leggi penali. Per i fatti commessi prima dell'entrata in vigore di una norma, la legge di interpretazione autentica dovrà sottostare alle regole indicate dall'articolo 2: sarà applicabile solo se introduce un trattamento penale più mite rispetto alla vecchia norma.
I decreti legge perdono efficacia se non sono convertiti entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. Si applica sempre la legge più favorevole al reo nel caso di fatti concomitanti (si applica cioè il decreto anche se è decaduto).
Leggi temporali e leggi eccezionali: sono temporanee quelle che fin dalla loro emanazione si conosce il momento in cui cesseranno di essere in vigore. Sono leggi eccezionali quelle emanate in casi eccezionali (pericoli di guerra) e si possono applicare solo in quel dato momento e in quella data circostanza.
Validità delle norme nello spazio: Principio di universalità: le fattispecie di un certo ordinamento non hanno alcun limite spaziale, il fatto commesso è reato ovunque sia commesso. Principio di territorialità: tutte le fattispecie di un certo ordinamento hanno un limite spaziale, i fatti commessi fuori da quello spazio non costituiscono reato. Chi commette un reato nel territorio italiano sarà punito secondo la legge italiana.
Estradizione: consiste nella consegna di un soggetto da parte di uno Stato ad un altro, affinché venga sottoposto alle leggi del secondo. Distinguiamo fra estradizione attiva (lo Stato italiano chiede la consegna del soggetto ad un altro Stato) e passiva (uno Stato estero chiede la consegna allo Stato italiano del soggetto).
Se manca la capacità giuridica non si può essere perseguiti penalmente. Tutte le persone fisiche hanno la capacità di agire.
Il reato (nozione)
È reato ogni fatto previsto come illecito da una norma penale che appartenga all'ordinamento giuridico che si considera. Si cerca sempre di contenere le incriminazioni poiché producono danni alla società e non solo al reo. In un ordinamento penale moderno, le ragioni dell'incriminazione sono:
- La gravità del fatto;
- L'opportunità di applicare la sanzione penale.
Nella nozione di oggetto del reato possiamo distinguere fra bene ed interesse. Il bene è ciò che ha attitudine con il soddisfacimento di un bisogno. L'interesse è la relazione che intercorre fra il bene ed il soggetto. Ricordiamo che non è possibile tutelare il bene senza tutelare l'interesse.
La concezione realistica dell'illecito: in caso di mancanza di offesa all'oggetto specifico, non vi è reato. L'evento del reato deve essere dannoso o pericoloso.
La concezione metodologica del bene giuridico: considera bene giuridico lo scopo stesso della norma penale.
La concezione costituzionale del bene giuridico: sarebbe vietato al legislatore di introdurre norme penali per la tutela dei beni che non siano espressione di un valore costituzionale. Per quanto ciò sia vero è comunque necessario lasciare una certa elasticità al legislatore, poiché possono sorgere esigenze di prevenzione generale o speciale che, ai tempi della formazione della Costituzione, non erano prevedibili.
La concezione critica del bene giuridico: l'interprete dovrebbe poter stabilire se l'oggetto della tutela sia un vero e proprio bene giuridico o piuttosto sia costituito da un'immagine priva di contenuto.
Reati di danno e reati di pericolo: un tipico reato di danno è l'omicidio; un reato di pericolo è un attentato all'integrità o all'indipendenza. È possibile distinguere fra:
- Reati di danno astratto: l'astrattezza è da intendere nel senso che è direttamente il legislatore a stabilire cosa considera dannoso;
- Reati di danno concreto: il legislatore non stabilisce il fatto dannoso ma richiede il verificarsi di un danno.
I reati di pericolo si dividono in:
- Reati di pericolo concreto (il legislatore ha cura di menzionare il verificarsi di un pericolo, sarà il giudice a determinare quale situazione integri un pericolo);
- Reati di pericolo astratto (il legislatore incrimina un fatto perché lo ritiene pericoloso, es. associazione a delinquere).
Il soggetto passivo del reato: il titolare dell'interesse protetto dalla norma penale si chiama soggetto passivo o persona offesa dal reato. Soggetto passivo non è chiunque ricevi un danno dal reato (nel caso di omicidio, i familiari sono danneggiati ma il soggetto passivo è la persona deceduta).
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