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Un ruolo molto importante è stato svolto dalla Corte Costituzionale che è stata chiamata a occuparsi

della compatibilità di alcuni limiti delle misure alternative in relazione a due principi costituzionale:

art 27 della Costituzione per quanto riguarda la rieducazione e il personalismo. È intervenuta anche

per valutare se alcuni limiti fossero espressamente di una scelta ragionevole o se l'esclusione fosse

una scelta ispirata ai canoni della ragionevolezza o uguaglianza del trattamento sanzionatorio

penale.

Le misure alternative sono:

l'affidamento in prova al servizio sociale art 47 ord pen ed è previsto anche un altro tipo di

– affidamento in prova in casi particolati disciplinato nel Testo <unico Sostanze Stupefacenti

art 94 DPR 309/90

L'affidamento in prova al servizio sociale è una misura alternativa alla detenzione post

sentenza di condanna ed è diversa dalla messa alla prova prevista sia per imputati minorenni

sia per imputati maggiorenni (art 168 bis). La messa alla prova è un'ipotesi di sospensione

del processo, riguarda gli imputati, non ancora condannati, è una competenza del giudice di

cognizione e viene sospeso il processo e il soggetto viene messo alla prova e viene

contestualmente anche affidato al servizio sociale. Se il trattamento avrà esito positivo si

estinguerà il reato. I due istituti, messa alla prova e affidamento in prova al servizio sono

diversi. La messa alla prova opera prima dell'affidamento in prova. Il soggetto è sottoposto a

limiti più stringenti. È stato previsto per uniformare il trattamento per gli adulti e quello per i

minori ed è stato pensato post sentenza di condanna Torreggiani.

La semilibertà art 48 art 50 ord pen anche in relazione a questo è importante utilizzare il

– termine semilibertà diverso da semidetenzione. Hanno un elemento in comune: il soggetto in

entrambi i casi trascorre un periodo al di fuori del carcere e all'interno del carcere.

Semidetenzione: entra di giorno nella struttura carceraria non è una misura alternativa ma è

una punizione sostitutiva della pena breve. È deciso dal giudice di cognizione e se il

soggetto ha una pena di durata entro i due anni la può trasformare in semidetenzione. Mentre

la semilibertà è prevista dalla legge 689/1981 prima della legge di depenalizzazione: il

soggetto condannato o internato può uscire dall'istituto per partecipare a attività di

risocializzazione (dall'interno all'esterno) e il compito spetta al giudice dell'esecuzione ed è

una misura alternativa.

Detenzione domiciliare: previsto sia nell'ord pen art 47 ter e art 47 quater sia in altri

– provvedimenti affini e collaterali, hanno previsto diverse ipotesi a seconda della tipologia

dei soggetti in base all'età, alla condizione (donne incinta, donne con prole). Un'altra ipotesi

specifica è prevista all'art 47 quinques a cui si accompagna un'altra ipotesi a tempo di

esecuzione della pena presso proprio domicilio previsto dall'indultino.

Liberazione anticipata: nominalmente è definibile come misura alternativa perchè dal punto

– di vista del contenuto non comporta un'uscita dal carcere ma comporta una diminuzione

della durata della pena in presenza di particolari requisiti => rappresentata da un detrazione

di un quantum di pena per ogni semestre di pena già scontata

liberazione condizionale: non è prevista nell'ord pen ma nell'art 176 c.p. Come causa di

– estinzione della pena ma in realtà è una misura di sicurezza.

Affidamento in prova al servizio sociale

art 47 ord pen

misura alternativa più significativa ed è stata modificata ad opera del decreto legge 146/2013 e

convertita in legge 10/2014 la quale introduce il nuovo comma 3 bis.

La legge 10/2014 ha ampliato la possibilità di usufruire dell'affidamento e ha comportato problemi

processuali perchè con gli ampliamenti non si sono modificate le regole al procedimento del

Tribunale di Sorveglianza.

Art 47 prevede l'affidamento in prova del condannato al servizio sociale fuori dal carcere per un

periodo di tempo eguale a quello della pena da scontare sul presupposto che la pena da eseguire non

superi i tre anni. Con la legge 10/2014, legge varata per intervenire sulla situazione del

sovraffollamento delle carceri italiane, sulla quale l'italia a seguito della condanna da parte della

corte europea dei diritti dell'uomo basata sulla violazione della violazione dell'articolo 3 della

CEDU (Sentenza Torreggiani) aveva l'obbligo di procedere a dei provvedimenti riguardo la

situazione delle carceri.

La legge 10/2014 ha apportato delle modifiche => ha ampliato l'accesso all'affidamento in prova al

servizio sociale e estende l'applicabilità anche ai condannati a pena, anche residua, non superiore ai

4 anni che abbiano tenuto un comportamento tale da consentire una prognosi positiva.

Art 47 III comma: la concessione di questa misura alternativa non è automatica ma l'affidamento

viene concesso dopo un periodo di osservazione della personalità del condannato, un periodo che

dura un mese all'interno della struttura carceraria per dimostrare che il soggetto abbia le

caratteristiche per beneficiare di questa occasione di rieducazione.

Prevede anche una possibilità che l'affidamento possa essere dato anche senza osservazione a

condizione che possa valutarsi il comportamento del soggetto, il condannato deve dar prova della

sua personalità.

Art 47 IV comma: la richiesta di affidamento deve essere presentata la tribunale di sorveglianza

competente in relazione al luogo di esecuzione. In alcuni casi è possibile chiedere beneficio al

magistrato di sorveglianza per accelerare le pratiche solo quando sussistono concrete indicazioni, in

assenza del pericolo di fuga, l'ordinanza del magistrato conserva efficacia fino alla decisione del

tribunale che deve decidere sulla concedibilità entro 60 giorni.

Art 47 V comma: nel momento in cui il tribunale di sorveglianza concede la misura alternativa la

può arricchire di contenuto tramite le prescrizioni che possono essere inerenti il rapporto con il

servizio sociale, inerenti la dimora, il lavoro, la locomozione, il divieto di rapporti personali, il

rapporto tra autore e vittima. Le prescrizione sono statuite con atto consensuale all'ordinanza e

devono essere sottoscritte dal condannato. Possono essere modificate dal magistrato nel corso

dell'esecuzione.

L'articolo 47 non indica precisamente tutte le prescrizioni ma indica delle linee guida a cui il

tribunale di sorveglianza deve fare riferimento.

Il contenuto dell'affidamento può mutare in base al tribunale di sorveglianza competente.

Il servizio sociale svolge compiti di controllo e di sostegno dell'affidato e riferisce al magistrato la

sorveglianza. L'assistente sociale deve cercare di aiutare il soggetto a risocializzarsi.

Se il periodo di prova ha esito positivo → la pena detentiva e altri effetti penali sono estinti

ha esito negativo → l'affidamento può essere revocato se non adempie alle

prescrizioni e comportamento del soggetto è incompatibile ai principi di rieducazione.

Altre modifiche all'art 47

Nel 2010 ispirandosi al sovraffollamento carcerario venne introdotto un nuovo comma: comma 12

bis che introduce un altro esito che consegue al periodo positivo: se a seguito del periodo il soggetto

ha dato prova di un reale recupero sociale all'affidato è concessa un ulteriore detrazione della pena,

ovvero una maggior misura alternativa: la liberazione anticipata.

Una pronuncia della corte costituzionale del 2007 ha dichiarato incostituzionale l'art 47 in base

all'art 3 della Costituzione dal momento in cui non consente l'applicazione della misura alternativa a

soggetti privi di permesso di soggiorno valido.

Semilibertà

art 48 e 50 ord pen

la semilibertà è la modalità di esecuzione della pena favorevole all'evoluzione positiva della

personalità del condannato mediante il graduale reinserimento nell'ambiente.

Art 48 la misura consiste nella concessione al condannato e all'internato di trascorrere parte del

giorno fuori dal carcere al fine di partecipare ad attività lavorative, istruttive utili al reinserimento.

Art 50 i requisiti:

internato è ammesso in ogni tempo

condannato ha dei limiti relativi alla pena in espiazione e ai presupposti soggettivi.

soggetti condannati all'arresto senza alcun limite di durata

– soggetti condannati alla reclusione non superiore ai 6 mesi purchè non siano affidati ai

– servizi sociali

condannati alla reclusione superiore ai 6 mesi dopo che di tale pena sia contata almeno ½ o

– 2/3 se riguardo uno dei delitti elencati all'art 4 bis ord pen

se mancano i presupposti per l'affidamento in prova e la condanna riguarda il delitto diverso

– da quelli indicati nell'articolo 4 bis il condannato può essere ammesso alla semilibertà anche

prima di aver scontato ½ della pena. Mancano i presupposti ma il soggetto ha i requisiti

formali

Le detenzioni domiciliari

Le detenzioni domiciliari introdotta da l. 683/1986

Art 47 ter detenzione domiciliare generale prevede 4 tipologie:

- esecuzione presso il proprio domicilio o altro luogo di cura nel caso il condannato per qualsiasi

reato, eccetto nei reati gravi previsti nell'articolo 4 bis ord pen e con esclusione dei soggetti abituali,

professionali nonché recidivi, abbia compiuto 70 anni a inizio o durante l'esecuzione (anagrafica) le

eccezioni sono fondate su elementi soggettivi

- esecuzione presso il proprio domicilio per soggetti che devono scontare una pena del l'arresto o

della reclusione non superiore di 4 anni o parte residua di un pena superiore quando sono soggetti in

particolari condizioni: donna incinta o con prole (padre che esercita patria potestà nei casi di figli

inferiori anni 10 se madre deceduta, soggetto minore di 21 anni per motivi di studio).

Successivamente intervento 2007 il legislatore ha ampliato le ipotesi di possibilità di usufruire della

detenzione domiciliare

=> art 47 ter comma 1 bis soggetti possono usufruire della misura alternativa se hanno da scontare

una pena non superiore ai 2 anni o residua di una pena maggiore a prescindere delle condizioni del I

comma quando non ricorrono i presupposti per l' affidamento in prova al servizio sociale. L' art 47

ter è un' alternativa all'affidamento in prova al servizio sociale sempre che la detenzione sia idonea

all'inserimento sociale.

Un problema presente fino a anni fa: assenza di controllo su questi soggetti

Le uniche disposizioni presenti fino al 2013 erano:

Art 284 ord proc pen IV comma: nella parte relativa alle misure cautelari che intervengono davanti

a un vizio per evitare una commissione successiva prima della sentenza di condanna. Nei casi di

detenzione e arresti domiciliare il PM o la polizia giudiziaria possono controllare l'osservanza delle

sanzioni previste. In realtà risulta essere una norma molto vaga.

-> dl 146/2013 -> l 10/2014 lettera h ha introdotto l'articolo 58 quinques nell'ord pen denominato

disposizioni di controllo = modalità di controllo dell'esecuzione della detenzione domiciliare.

L'articolo 58 prevede che un organo competente il magistrato o il tribunale di sorveglianza possono

o devono indicare all'interno del provvedimento di concessione della detenzione domiciliare le

modalità con cui prevedono il controllo (in alcuni elettronico). Le procedure di controllo possono

essere modificate in corso.

L 119/2010 svuota carceri

Per la situazione del sovraffollamento carcerario sono stati emanati una serie di provvedimenti a

riguardo a partire dagli anni 90.

- Dagli anni 90 i provvedimenti di carattere sostanziale come la modifica della disciplina della

trascrizione che prevede la sospensione dell'esecuzione della pena per 30 giorni

- l 207/2003 provvedimento che ha introdotto due istituti di carattere processuale, ha mascherato un

indulto e ha superato l'articolo 79 della costituzione. I due istituti di carattere processuale sono:

- viene previsto che il soggetto all'interno del carcere con particolari requisiti che avesse eseguito

già 1/2 della pena con residuo non superiore ai due anni veniva estinta la pena

- analoga disposizione per soggetti non ancora inseriti nel carcere condannati la cui pena era

inferiore a 2 anni veniva sospesa la pena con effetto analogo all' indulto -> problemi con art 79 Cost

che prevedeva maggioranza qualificata

- l 241/2006 prevede l'indulto approvato con maggioranza qualificata prevedeva la sospensione nel

caso di soggetti con pene non superiori ai 3 anni => legge 119/2010 prevede una nuova ipotesi di

detenzione domiciliare. L'intenzione originaria del legislatore era quello di porre una durata

temporanea e poteva essere concessa ai soggetti fino al 31/12/2013 ovvero il termine di scadenza

stabilito dalla Corte di giustizia a seguito della sentenza Torregiani. In realtà, in seguito, il

legislatore ha prorogato la durata fino a trasformarlo in un provvedimento definitivo.

L 119/2010 esecuzione presso il proprio domicilio

È prevista a prescindere dal compimento del settantesimo anno di età, dei minori di 21 anni e delle

condizioni particolari. L'esecuzione presso il proprio domicilio di pene detentive non superiori ai 18

mesi, intese come condanna e come parte residua. In origine si aveva stabilito 12 mesi ma nel 2011

modificato a 18 mesi.

Vi sono delle preclusioni di carattere oggettivo:

- per particolari reati previsti nell'articolo 4 bis ord pen

- per soggetti che sono definiti delinquenti abituali

- nel caso in cui magistrato di sorveglianza valuti che il soggetto potrebbe darsela a fuga

- nel caso in cui magistrato abbia presupposti per pensare che il soggetto possa commettere nuovi

reati anche diversi da quelli della condanna

- per il tipo di domicilio: il domicilio deve essere idoneo e effettivo.

Per quest'ultima prescrizione l'esclusione presso il proprio domicilio venne criticata poiché molti la

ritenevano una norma che non era valida per i soggetti al margine della società.

Art 1 l 199/2010 procedimento di applicazione

Punto di partenza: sospensione dell'ordine di carcerazione che sospende l'esecuzione della pena n

modo tale che possano essere trasportati gli atti del magistrato

Art 1 comma 8 richiama disposizioni dell'ordinamento penitenziario relative alla detenzione

domiciliare per questo motivo si pensa l'articolo 1 come una nuova ipotesi di detenzione

domiciliare, definibile così grazie al richiamo al comma 8.

Come dell'entrata in vigore della legge 10/2014 e' stato applicato l'articolo 58 quater nel caso di

detenzione domiciliare così com l'entrata in vigore dell'articolo 1 della legge 119/2010 si applicherà

l'articolo 58 quater che prevede le procedure di controllo anche nel caso di esecuzione presso il

proprio domicilio.

Un' altra critica che si potrebbe fare relativamente alle detenzioni domiciliari è che i numerosi

provvedimenti al riguardo hanno creato un regime doppio binario ovvero sono disciplinate sia

dell'articolo 47 ord pen sia dalla legge 119/2010

Liberazioni anticipate

Anche nel caso delle liberazioni anticipate è presente il sistema del doppio binario, sono disciplinate

dell'articolo 54 Dell ord pen e nell'articolo 4 della legge 10/2014.

Nel primo caso si tratta della liberazione anticipata comune, nel secondo caso della speciale.

Le liberazioni anticipare sono definibili misure alternative nominalmente perché in realtà non

rappresentano un'alternativa all'esecuzione della pena stessa ma la caratteristica è rappresentata

dalla detrazione della pena e di conseguenza sono considerate premiali.

Art 54 ord pen al soggetto condannato che ha dato prova di aver partecipato al trattamento

rieducativo sia sul piano del riconoscimento di tale partecipazione e del suo piu efficace

reinserimento sociale e in un ottica di maggior efficacia della prosecuzione viene concessa una

detrazione di 45 giorni per ogni semestre di era già scontata -> la pena detratta è scontata.

La finalità di questo istituto è la risocializzazione e il depotenziamento del sovraffollamento

carcerario.

Art 4 l 10/2014 prevede la liberazione anticipata speciale: è prevista una riduzione della pena

concessa dal magistrato di sorveglianza quale riconoscimento della regolare condotta carceraria e

della partecipazione del detenuto alle opere di risocializzazione nella misura di 75 giorni per ogni

semestre di pena già scontata.

In questo caso non possono accedere i condannati per i delitti previsti all'articolo 4 bis ord pen e

coloro che si trovano in affidamento in prova e in detenzione domiciliare.

L'applicazione della detrazione è retroattiva: riguarda anche i semestri di pena già scontati prima del

2014.

Liberazione condizionale

Formalmente è qualificata come causa di estinzione della pena ma in realtà è una misura alternativa

alla detenzione.

È l'unica misura alternativa alla detenzione recente nel codice penale.

Distinzioni: la liberazione condizionale è diversa

- dalla libertà controllata perché la libertà controllata è una sanzione sostitutiva della pena detentiva

breve e sostituisce la pena mentre la liberazione condizionale avviene post sentenza di condanna

- dalla liberazione anticipata perché la liberazione anticipata è una misura alternativa di carattere

premiale e prevede una detrazione della pena

- dalla libertà vigilata perché la libertà vigilata è una misura di sicurezza personale

- dalla sospensione condizionale perché intervengono in momenti diversi e perché hanno effetti

diversi ma con quest'ultima hanno un elemento in comune: il fatto che siano condizionate rispetto

ad alcun obblighi.

Art 176 cod pen prevede che per il condannato a una pena detentiva in corso di esecuzione quando

ha tenuto un comportamento tale da cui derivi un ravvedimento può essere essere ammessa la

liberazione condizionale.

A condizione che: (requisiti)

- deve aver scontato almeno 30 mesi

- deve aver scontato almeno la meta della pena prevista e la pena residua non deve essere superiore

a 5 anni

- nel caso di ergastolano deve aver scontato almeno 26 anni e deve sempre aver dato prova di

ravvedimento

La concessione della misura è subordinata al risarcimento del danno derivante dal reato a meno che

il soggetto fornisca la prova dell'impossibilità ad adempiere.

La libertà condizionale è sottoposta alle prescrizioni proprie del regime di libertà vigilata nel corso

della quale il condannato è soggetto al controllo delle autorità di pubblica sicurezza.

Art 177 cod pen disciplina la revoca della liberazione condizionale

La misura può essere revocata nel caso di:

- commissione di reato o contravvenzione della stessa indole

- violazione degli obblighi della libertà vigilata

In caso di revoca il soggetto non potrà piu ottenere la liberazione condizionale

durata: dipende dal tipo di soggetto condannato:

ergastolano: devono decorrere 5 anni dalla concessione della liberazione condizionale, se in

– questo periodo non è intervenuto un processo di revoca la pena e gli effetti sono estinti

condannati: la durata coincide con la durata della pena inflitta o la durata del residuo della

– pena: la pena è estinta.

Misure alternative premiali

liberazione anticipata sia comune sia speciale

– permessi art 30 ord pen: riguarda casi specifici, viene concessa la possibilità dal magistrato

– di sorveglianza per il condannato o internato di trascorrere un breve periodo di tempo

nell'ambiente libero. Concedibili per:

-imminente pericolo di vita di un familiare o convivente

-eccezionalmente per eventi familiari di particolare gravità

il trasferimento della persona deve avvenire in massima sicurezza. Il permesso ha durata

di 3 ore e se il soggetto manca al rientro ci sono diverse sanzioni: mancato rientro e

assenza dalle 3 alle 12 ore: irrogazione di una sanzione disciplinare, mancato rientro

supera le 12 ore: si applicano le norme sull'evasione.

permessi premio: art 30 ter ord pen: prevedono un ruolo centrale dell'ass soc e al terzo

– comma vedono i permessi come parte integrante del trattamento penitenziario dal momento

che si ricollegano al fine rieducativo della pena e alla risocializzazione. Art 13. in particolare

il trattamento deve essere individualizzato, l'internato o il condannato deve svolgere il

proprio processo di recupero.

I permessi premio non riguardano episodi di pericolo imminente o di gravità, hanno durata

diversa e rispondono a esigenze diverse.

Possono trovare applicazione per i soggetti che hanno tenuto una condotta regolare definita

come condotta ispirata da un costante e presente sintomo di responsabilità coerente e tenuta

sia nelle attività sia nelle relazioni con gli altri.

Deve essere valutato caso per caso, l'assistente sociale ha un ruolo fondamentale e vengono

concessi dal magistrato di sorveglianza.

Durata: non superiore ai 15 giorni e complessivamente la durata per ogni anno non può

superare i 45 giorni.

Requisiti: ergastolani che abbiano scontato almeno 10 anni

soggetti condannati alla reclusione non superiore a 4 anni

soggetti condannati alla reclusione maggiore a 4 anni ma che hanno già scontato

almeno ¼ della pena totale

minori

Trattamento penitenziario in relazione ai minori

non esiste un corpus normativo a sé stante → è un limite perchè sarebbe opportuno una

differenziazione in concreto.

DPR 1998 include una parte disciplinare in relazione al processo imputabile ai minori indicando

particolare organo, disciplina delle misure alternative e delle cause di esclusione

nonostante i disegni di legge, le commissioni e i tavoli di lavoro non esiste un corpus normativo ad

hoc.

La prospettiva di riforma in relazione al minore era già presente nel 1975 nell'articolo 79 = nel caso

di minori di anni 18 sottoposti a misure penali le sanzioni non devono essere equiparate al

trattamento degli adulti. => le norme dell'ordinamento penale si applicano anche a minori fino a

quando non sia preveduta apposita legge.

Applicazione estensiva delle norme dell'ordinamento penale ai minori = viene vanificato l'articolo

31 della Costituzione e l'art 3.

art 79 II comma minori condannati o soggetti maggiorenni che all'epoca dei fatti erano minorenni

hanno una particolare competenza: la funzione del Tribunale e Magistrato di Sorveglianza sono

esercitate dal Tribunale dei Minorenni e il Magistrato di sorveglianza si trova presso il tribunale dei

minorenni.

Motivazioni che consigliano la creazione di un sistema di diritto penale minorile differenziato

rispetto a quello degli adulti:

-minore cresce influenzato da fattori esterni, familiari, ambientali e privilegia provvedimenti

e istituti che eliminano le cause del comportamento irregolare

-la pena non deve pesare sulle opportunità che permettano di realizzare una futura vita

adulta

esigenze: creare un sistema ad hoc perchè sia una personalità in progressiva formazione e regime di

esecuzione della pena differenziato rispetto alla disciplina applicabile agli adulti.

Sistema punitivo premiale come conciliazione fra esigenze di difesa sociale e istanza

rieducativa

il diritto penitenziario si fonda su un sistema di premi e di punizioni. Il sistema di premi e punizioni

rappresenta la conciliazione fra esigenze retributive e general preventive e special preventive purchè

siano rispettate due condizioni:

gli istituti devono essere applicati in modo indiscriminato

– la concessione dei benefici deve rispondere a presupposti

i presupposti hanno come conseguenza quella di offrire al condannato la possibilità decidere l'iter

incentivi, sanzioni positive e recupero sociale per ottenere responsabilizzazione del condannato e la

funzione promozionale rispetto al reinserimento del soggetto nella società.

Giudizio prognostico e indici della personalità del condannato

la necessità per effettuare un giudizio prognostico è lo scopo di tutelare l'ordinamento giuridico

attraverso la prevenzione dei reati.

-progressiva erosione dell'ambito di operatività della pena: ristrutturazione del sistema

sanzionatorio ai fini di una sempre maggior individualizzazione della risposta penale e di maggior

differenziazione delle tipologie soggettive in relazione alle singole possibilità di intervento sul reo

-ampliati gli spazi di discrezionalità del giudice

art 133 cod pen unico aggancio ai fini della predizione del comportamento anti sociale sotto il

duplice profilo della capacità a delinquere e della pericolosità sociale.

Art 133:

stabilisce che il giudice in sede di commisurazione della pena entro i limiti edittali

deve considerare la gravità del reato desumibile dagli elementi indicati al I comma:

natura, specie, mezzi, oggetto, tempo, luogo ed ogni altra modalità di azione

gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa

intensità del dolo o del grado della colpa

il giudice deve tenere conto della capacità a delinquere del reo desumibile dagli in dici

posti al II comma art 133 cioè:

motivi a delinquere e carattere del reo

precedenti penali e giudiziali: condotta evita del reo antecedenti

condotta contemporanea e susseguente al reato

condizioni di vita, individuale e familiare e sociale del reo.

Art 203 per definire le qualità della persona socialmente pericolosa rinvia alle circostanze elencate

dalla norma suesposta.

Gli elementi all'articolo 133 sono utili per un giudizio sulla capacità a delinquere e un giudizio sulla

personalità. Gli elementi hanno valori di indici della personalità del soggetto.

L'art 133 è ambiguo e indica gli elementi che il giudice deve valutare ma non i criteri di

valutazione. L'articolo è ricco di vaghezza e questo crea dei problemi che nascono nel formulare un

giudizio di predizione sul futuro comportamento del reo.

Per ridurre i margini di errore delle prognosi sulla personalità la criminologia ha studiato

metodologie predittive attendibili cercando di ridurre al minimo di soggettività di colui che deve

formulare la prognosi.

La magistratura di sorveglianza ha il compito di verificare la lealtà dell'adesione del detenuto al

trattamento.

Problema: definizione dei criteri utilizzabili per effettuare tale accertamento. Il problema cerca di

essere risolto con una proposta definita Malinverni 1964 che indica una serie di indici utili per un

giudizio prognostico finalizzato al recupero sociale del reo. Di conseguenza Malinverni prevede una

distinzione tra indici della personalità e fattori ambientali. Gli elementi vengono anche considerati

in 3 fasi distinte della vita.

Organi giurisdizionali

esecuzione della pena detentiva coinvolge due giudici: il magistrato di sorveglianza e il tribunale di

sorveglianza e intervengono su passaggi cruciali della singola vicenda.

Principalmente a seguito della legge 3541975 hanno la competenza interna di misure alternative alla

detenzione: alla magistratura di sorveglianza è stata affidata l'eventuale ricalibratura della sanzione.

Per i cui interventi si è progettato uno specifico modello: procedimento di sorveglianza.

Organizzazione

La cellula base della magistratura di sorveglianza: è l'ufficio di sorveglianza, composto da 58 uffici.

Il singolo magistrato assegnato all'ufficio di sorveglianza svolge un doppio ruolo:

adempie i compiti che la legge attribuisce al magistrato di sorveglianza

concorre a formare il collegio del tribunale di sorveglianza

Il Tribunale di Sorveglianza è comporto da due magistrati di sorveglianza e due magistrati onorari

nominati dal Consiglio Superiore della Magistratura fra appartenente a docenti di scienza

criminalistiche esperti in psicologia, pedagogia servizio sociale.

Magistrato di sorveglianza giudice monocratico

Il magistrato di sorveglianza può far parte del Tribunale di Sorveglianza

– presenta il legame diretti con la struttura carceraria

– vigila sull'organizzazione e sull'osservanza dell'esecuzione della pena e delle misure

– cautelari e delle misure di sicurezza

Art 69 V comma compiti del magistrato:

approva o restituisce il programma di trattamento che l'equipè pluridisciplinare deve

– elaborare

disciplina sui reclami: da parte dell'interessato sull'irrogazione a suo carico di una sanzione

– disciplinare e concertenti l'inosservanza da parte dell'amministrazione di disposizioni. La

disciplina sui reclami ha avuto un evoluzione a seguito della Sentenza Torreggiani in seguito

alla violazione dell'art 3 della CEDU. All'articolo 35 ter è stata prevista una particolare

disciplina: si prevede un rimedio alla violazione della norma CEDU mentre prima erano

sanzionabili solo indirettamente

decide la detrazione per ogni semestre nel caso di liberazione anticipata

– si pronuncia in merito ai permessi di uscita, licenze, ammissioni al lavoro all'esterno su

– conforme proposta del direttore

dispone l'ammissione all'esterno della madre per consentire la cura e l'assistenza dei figli in

– erà non superiore ai 10 anni

autorizza il genitore a recarsi a visitare il figlio minore quando quest'ultimo sia in imminente

– pericolo di vita o si trovi in condizioni gravi di salute

decide sull'eventuale applicazione in via provvisoria della detenzione domiciliare

– dell'affidamento terapeutico o dell'affidamento in prova.

Deve accertare se la patologia sia di gravità tale da giustificare il suo trasferimento in

– ospedale psichiatrico

Il ruolo del magistrato e dell'assistente sociale si intersecano

Il Tribunale di Sorveglianza

- è un organo collegiale

- è composto da magistrati legali e magistrati onorari

- è un organo composto da tutti i magistrati presenti nell'ufficio

- mentre nell'udienza sono presenti 1 magistrato togato e 2 esperti in materia che rimango- no

in carica 3 anni rinnovabili fino al compimento del 67 esimo anno di età e per es sere nominati è

previsto un bando a cui possono partecipare a prescindere.

Vi è un tribunale di sorveglianza per ogni distretto di Corte d'Appello

vengono valutate le domande dal presidente di sorveglianza e commissione di togati non

rinnovabili, l'esito è trasmesso al Consiglio Giudiziario che esprime un parere e esito trasmesso al

CSM che nominerà i componenti esperti.

Art 70 funzioni del tribunale:

decisione di concedere misure alternative alla detenzione

revoca delle misure alternative

ruolo di giudice di II grado: chiamato a decidere un reclamo mediante il quale si contesta un

provvedimento già assunto nei confronti del condannato. Il provvedimento può essere stato assunto:

dal magistrato di sorveglianza: quando ha disposto limitazione sia pronunciata su richiesta di

permesso, dall'amministrazione e dal ministro della giustizia che abbia applicato il regime del

carcere duro.

Ruolo dell'assistente sociale

Delineato da:

legge 1975 particolarmente all'art 72 ord pen

ordinamento di esecuzione penitenziaria del 2000 art 118

decreti ministeriali 11 Giugno 2010

regolamenti

art 72 ord pen riformato con legge 2005 e riforma ogni modalità di esecuzione

ruolo assistente sociale: inizialmente previsto e disciplinato solo per il servizio minorile già nel

1948, poi disciplinato in modo più unitario nel 1962

Il ruolo dell'assistente sociale viene riformato nel 1974 dal momento che l'assistente sociale ha un

ruolo anche nel settore dei servizi adulti attraverso centri CSSA uffici esterni caratterizzati da:

-monoprofessionalità: tutti gli addetti ai servizi erano ass soc mentre dal 2005 vengono

integrate nuove figure

-centri dotati di autonomia logistica, tecnica, amministrativa

L 154/2005 rivoluzione l'organizzazione e le modalità operative degli uffici eliminando il

collegamento territoriale tra gli uffici di sorveglianza e l'UEPE.

In questo modo viene eliminato l'impedimento alle sedi UEPE in particolare nelle zone in

cui il carico di lavoro era ampio e oggi l'UEPE ha un collegamento provinciale.

Per quanto riguarda la struttura organizzativa la normativa è precisata in decreti ministeriali dal 11

Giugno 2010 del ministero della giustizia denominato come il decreto attuativo dell'articolo 72 ord

pen dove vengono individuati i compiti dell' UEPE e gli uffici UEPE dipendono dal ministero della

giustizia.

Il regolamento invece individua ruoli e funzioni dell' UEPE, organizzazione territoriale e strutturale.

Art 2 decreto ministeriale 2010

I comma: UEPE assicurano nelle materie di loro competenza l'applicazione delle direttive

II comma: elenca 5 aree di intervento:

1) verifica dell'applicazione delle disposizioni dei progetti della direzione generale

2) preparazione di programmi di valenza territoriale finalizzare al trattamento delle persone

prese in carico

3) curare i rapporti con l'ente regionale e con enti territoriali pubblici

4) uffici devono concorrere alle politiche di sviluppo della legalità e della sicurezza:

promozione culturale

5) verifica della gestione da parte dei singoli uffici della gestione delle banche dati

art 3 dm 2010 individua collegamenti territoriali: uffici locali collegati alla provincia

art 4 dm 2010 competenze dell'UEPE con norma indeterminata: si limita a richiamare art 72 ord

pen dove al secondo comma si delineano le competenze e i ruoli dell'UEPE riformati nel 2005.

art 72 ord pen competenze dell'ufficio UEPE

a) attività di indagine socio familiare scolta su richiesta dell'autorità giudiziaria: lo svolgimento di

inchieste utili a fornire dati finalizzati all'applicazione, alla modificazione, alla proroga, alla revoca

delle misure di sicurezze. L'intervento riguarda i soggetti a cui viene applicata una misura di

sicurezza, il ruolo dell'assistente sociale riguarda le misure di carattere personale: libertà vigilata

assistita. Il soggetto ha degli obblighi e per questo è importante il ruolo dell'assiste sociale

b) svolge le indagini sociofamiliari per l'applicazione delle misure alternative alla detenzione ai

condannati. le indagini sociofamiliari consistono in una raccolta e organizzazione di dati inerenti la

vita del soggetto di cui si discute se quando un soggetto viene calato all'interno dell' ambito del

contesto sociale e familiare di appartenenza. Lo scopo è orientare le decisioni e il trattamento del

soggetto.

Non esclude che l'assistente sociale debba effettuare in modo proprio o su sollecitazione degli

approfondimenti per apportare decisioni di modifica, il soggetto viene indagato in corso d'opera per

individualizzare il trattamento.

Nell'attività istruttoria avviene anche l'elaborazione dei dati anche attraverso colloqui familiari o

con le persone che partecipano alla rieducazione.

A livello pratico è previsto che il magistrato di sorveglianza possa rivolgersi all'assistente sociale

per lo svolgimento di indagini per richiedere altre istanze( grazia, riabilitazione, libertà anticipata).

erimento in ospedale

c)problematica riguardo misure alternative: indeterminatezza dei termini. UEPE propone

all'Autorità Giudiziaria il programma di trattamento da applicare ai soggetti condannati che

chiedono l'applicazione di due misure alternative: l'affidamento in prova al serv sociale e la

detenzione domiciliare.

Il dibattito si è concentrato sul contenuto del programma di trattamento

la riforma del 2005 mette in evidenza il fatto che il programma di cui si parla non coincide con il

programma di trattamento penale perchè il programma presentato dall'UEPE è una proposta al

tribunale di sorveglianza. Infatti il magistrato ha la possibilità di adeguarsi, di rifiutarlo o di

sollecitare modifiche. L'autorità giudiziaria non è vincolata.

-non è chiaro se la proposta di programma possa avere prescrizioni (limitazioni della libertà

personale) → si propende alla soluzione negativa perchè altrimenti l'assistente sociale svolgerebbe

una funzione di competenza propria dell'autorità giudiziaria e violerebbe l'art 13 della costituzione

.il progetto di programma può prevedere prescrizioni di natura probatoria come il risarcimento del

danno. Il ruolo dell'assistente sociale è importante perchè la proposta di programma consente di

recuperare la risocializzazione del reo.

d)riguarda un'attività di controlli e vigilanza svolta dall'assistente sociale.

Problema → di solito l'assistente sociale svolge un attività di aiuto e sostegno: attività di controllo

sembra in contraddizione. La discussione sul contenuto delle attività di controllo e vigilanza

nell'esecuzione del programma autorizzato dall'autorità giudiziaria e propone all'autorità giudiziaria

eventuali interventi di modificazione del contenuto e di revoca. Per quanto riguarda la revoca c'è un

possibile conflitto tra l'assistente sociale e utente.

Per quanto riguarda l'attività di controllo dell'esecuzione è presente anche in altre disposizioni

nell'ordinamento penale.

Art 118 comma 8 individua il ruolo dell'assistente sociale e ruolo di aiuto nei confronti dell'utente

condannato che può porre problemi di controllo.

La funzione di controllo può essere svolta da assistente sociale quando il controllo venga percepito

come sottocategoria dell'aiuto.

Gli interventi del servizio sociale per adulti nel caso di trattamento esterno sono diretti ad aiutare i

soggetti che ne beneficiano al fine di adempiere in maniera consapevole e responsabile agli obblighi

e impieghi che sono tenuti sul programma.

Il controllo dell'assistente sociale è un controllo di aiuto.

Gli interventi devono essere individualizzati e caratterizzati da elementi: alimentare la capacitò di

recuperare il controllo dei comportamenti e condurre il soggetto a utilizzate al meglio le proprie

risorse

=> controllo che al tempo stesso costituisce aiuto affinchè il condannato possa adempiere agli

obblighi

→ attività di controllo dell'esecuzione dei programmi dei soggetti ammessi alle misure alternative,

controllo finalizzato a riferire all'autorità giudiziaria al fine di eventuali modifiche

e) attività di consulenza e cooperazione finalizzate al buon esito del trattamento penitenziario.

Attività su richiesta degli istituti penitenziari. È un articolo indeterminato perchè non implica

specificamente le forme perchè va calibrato a seconda dei contesti. L'attività finalizzate

all'inserimento e una miglior individualizzazione del trattamento penale.

Le attività di collaborazione vanno coordinate alla luce dell'articolo 118 comma 8: indica delle

modalità di consulenza

f) clausola generale: l'assistente sociale ha la possibilità di svolgere ogni altra attività prescritta dalla

legge anche al di là delle altre

ANALISI ORDINAMENTO PENITENZIARIO

Due disposizioni:

-art 81 e seguenti

- modifica alla norma sull'affidamento in prova art 47, contribuisce alle prescrizioni anche assistente

sociale con attività di proposta

Dlgs 146/2013 ha introdotto libertà anticipata-> art 47 VIII comma nuovo periodo modificato da l

10/2014 -> ha potenziato il ruolo e la funzione del direttore dell' UEPE nell'ambito dello

svolgimento dell'istituto della messa alla prova.

Le prescrizioni sono importanti le prescrizioni attraverso le quali si dovrebbe attuare la

rieducazione.

La modifica prevede possibilità di deroghe di natura temporanee eccezionale alle prescrizioni:

potevano essere autorizzate dsl Direttore del UePE c. Successiva comunicazione al Magistrato di

sorveglianza che deve intervenire nei casi di incongruenza anche in forma orale = la legge 10/2014

prevede al direttore dell'UEPE direttamente una competenza

Il dl originale enunciava che il direttore proponeva le prescrizioni al magistrati

La legge offre un riconoscimento normativo a una prassi frequente, il magistrato aveva 20/39

richieste al giorno, di conseguenza la modifica in ottica di semplificazione e rispecchia le richieste

varate da commissioni di studio per lo studio dei problemi della magistratura di sorveglianza,

La modifica della legge 10/2914 potevano andare a incidere sulla natura della struttura degli uffici

in organici -> modifica art 3 comma 1bis prevedevano ampliamento funzioni di altri funzionari

diversi da direttore.

In attesa del compimento dei concorsi pubblici per coprire i posti vacanti dei dirigenti per un

periodo di tre anni dell'entrata in vigore della legge le funzioni di dirigenti dell'UEPE posson essere

svolte da altri soggetti -> funzionari inseriti nel ruolo di dirigenti

Art 47 VIII comma: non prevede modalità operative per cui bisogna procedere alla richiesta di

deroga. Per questi viene in aiuti una circolare del DAP del 28 Marzo 2014 che interpella la legge

10/2014. Il DAP cerca di individuare la ratio e le linee guida per cui si sono ampliate le funzioni del

direttore, viene proposto un format per la richiesta di modifica diretta al direttore. La radio deve

dare riconoscimento normativo alla buona tassi oramai diffusa.

Secondo la circolare la norma ha introdotto un elemento permanente di semplificazione del

procedimento di modifica del contenuto prescrittivi dell'affidamento in prova: nuovi poteri al

direttore consentono una gestione più efficace dell'istituto tale da rendere la misura alternativa

maggiormente individualizzata sulle esigenze quotidiane.

Il DAP individua il limite: non viene indicato il limite temporale oltre il quale non ricorrono piu i

requisiti di urgenza e temporaneità: individuazione temporaneità è rimessa alle singole sezioni ed è

rischioso perche ci darebbe disarmonia nelle prassi.

Il normale iter prevede: una domanda all'uepe, il passaggio di questa al l'ufficio di sorveglianza, la

valutazione, la ricezione e la riceduta durerebbe 7 giorni,

Il dl 146/2013 ha modificato

Art 47 comma VIII

Art 3 comma bis

La circolare DAP ha istituito limite, radio e disposizioni operative

Il direttore UEPE e altri funzionari prima di procede alla deroga devono effettuare una valutazione

preliminare della fondatezza dell'esigenza della deroga temporanea per le emergenze.

La valutazione deve essere fatta sulla base di informazioni sul campo:

Se la valutazione risulta essere positiva: rilascio autorizzazione in deroga

Se è negativa: archiviazione e vene fatta relazione al Magistrato

La circolare, il dl 146/2913 e la l 10/2014 hanno previsto deroghe solo per affidamento in prova in

realtà le prescrizioni possono essere previste anche per le altre misure.

PROCEDIMENTO MINORILE

Messa alla prova del minorenne e la sentenza di proscioglimento per tenuità del fatto sono due

istituti creati per i minori con efficacia in campo di rieducazione e depotenziamento del

sovraffollamento carcerario.

Nel nostro ordinamento NON esiste il codice penale minorile anche se il DPR 446/1988 viene

presentato come tale → non esiste un corpus per minorenni.

Minorenne vittima di reato: dlgs 2015/2016 e L 162/2012 sono disposizioni a tutela della vittima del

reato tra cui l'ascolto in caso di reati sessuali o violenza domestica.

Minore autore di reato le disposizioni sono presenti nel codice penale:

art 97 e art 98 disposizione minore età sull'imputabilità

sospensione condizionale

perdono giudiziale art 169 solo per i minori: se il soggetto è punito con pena non

superiore ai due anni e se non è recidivo e il giudice può applicarlo in via preliminare.

Linee guida per valutare la funzione della pena in relazione all'autore del minore

no funzione retributiva → la pena non è una punizione morale.

Le funzioni sono di prevenzione generale e di prevenzione speciale.

Individuazioni funzioni fondamento nell'articolo 31 Cost II comma in cui si prevede la tutela della

gioventù favorendo gli istituti a questo scopo. La funzione della pena applicabile a minori è la

funzione educativa art 27 comma III

l' interventi della Corte Costituzionale introducono interventi volti a potenziare strumenti che

tutelano la tutela dei minori.

Due tipologie di interventi sulla base dell'articolo 27 e art 31

interventi finalizzati a limitare: interventi limitativi ispirati all'estrema ratio: carcere,

– pena detentiva

interventi finalizzati a allargare l'intervento penale

la Corte ha anche dichiarato illegittime alcune disposizioni.

La Corte Costituzionale ha svolto un ruolo di sostituto rispetto al legislatore, ha modificato gli

istituti in origine previsti solo per la maggiore età.

Gli interventi che in relazione al minore devono ispirarsi a una funzione di prevenzione speciale:

evitare che il minore entri in contatto con il carcere perchè criminogeno e interventi finalizzati alla

prevenzione speciale si collocano in due direzioni: interventi volti alla risocializzazione dell'autore

e interventi volti a evitare il contagio carcerario.

Istituto importante: mediazione tra autore e vittima del reato, attività volte a ristabilire il contatto

sociale tra i due, attività svolta da soggetti esterno al conflitto. È caratterizzata da alcuni obblighi e

la finalità è potenziare progressione verso la risocializzazione.

Interventi sanzionatori penali nei confronti degli autori di reato minori

-precedenti alla sentenza di condanna

-presuppongono una sentenza di condanna e previsti in quella

-presuppongono la sentenza di condanna ma intervento è applicato da un giudice diverso, il giudice

dell'esecuzione e non della cognizione

-previsti dalla legge minorile e implementati da DPR 448/98

A) istituti che non prevedono la sentenza di condanna

1) dichiarazione di non imputabilità del minore dovuto a:

- minore età sotto i 14 anni (se pericoloso misure di sicurezza, collocamento in comunità

terapeutica)

- età tra i 14 e i 18 anni il giudice in base a diversi parametri può dichiarare la non

imputabilità, se pericoloso collocamento.

2) Perdono giudiziale: in entrambe le forme:

- GIP si astiene da rinvio a giudizio

- minore già- rinviato ma una preclusa possibilità di pronunciare sentenza, requisiti di

carattere oggettivo e prognostico: non deve essere recidivo.

3) Art 27 DPR 448/98 sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto: emerge

applicazione del principio di offensività del diritto penale, il minore ha realizzato un fatto di

reato ma irrilevante dal punto di vista dell'offesa. Critica. Minore è comunque autore →

condanna mascherata.

4) Messa alla prova dell'imputato minorenne: via di fuga del minore dal processo inizialmente

previsto solo per minori, per adulti nel 2014.

la messa alla prova è diversa dall'affidamento in prova. La messa alla prova è precedente

alla sentenza di condanna se la prova ha esito positivo non avviene il procedimento penale e

si ha l'estinzione del reato mentre l'affidamento in prova prevede la sentenza di condanna ed

è una misura alternativa.

B) interventi che presuppongono sentenza di condanna: funzione di prevenzione speciale:

applicabili dal giudice di cognizione

applicabili dal giudice di esecuzione

– interventi che adattano meglio la risposta sanzionatoria al minore: il giudice nella fase di

commisurazione della pena ha la possibilità di calibrare la risposta sanzionatoria riconoscendo la

circostanza attenuante fino a un terzo.

Limite: riconoscimento alla minore età una circostanza attenuante è rimessa alla discrezionalità del

giudice: vincolata solo da blindatura parziali che si devono alla Corte Costituzionale.

Nel caso di fattispecie di particolare gravità l'autore di reato tra i 14 e i 16 anni: circostanza

aggravata blindata: accordare una tutela perchè il minore potrebbe subire pregiudizio ed esclusione

dal bilanciamento

art 602 ter clausola di blindatura:

le circostanze attenuanti concorrenti con le aggravanti non possono essere dichiarate ne at

tenuanti ne soccombenti al limite si applicano dopo

Un caso particolare: le circostanze attenuanti diverse da articolo 98 che concorrono con le blindate

non possono essere dichiarate né prevalenti né soccombenti → la circostanza attenuante della

minore età, se l'autore di questi reati per cui è prevista la circostanza blindata è un minore → la

minore erà è l'unica circostanza attenuante che può entrare nel giudizio di bilanciamento. La minore

età è blindata solo nel caso in cui concorre con aggravante che prevede l'ergastolo. Nei casi di reati

di particolare gravità a danno di vittime vulnerabili la minore età non è esclusa dal giudizio di

bilanciamento → unico circostanza bilanciabile → può essere dichiarata prevalente rispetto

all'aggravante blindata. (es nei reati di pornografia, prostituzione se cliente è minore → minore età

può prevalere sulla circo aggravante) => ratio: dare prevalenza alla tutela dello sviluppo dell'autore

di reato.

Critica perchè il legislatore ha previsto questo meccanismo di tutela solo per il minore e non anche

per categorie di soggetti particolari, per esempio seminfermi di mente → idea di un doppio binario.

Altri interventi:

sospensione condizionale della pena (limiti art 168)+

– sanzioni sostitutive della pena detentiva breve: libertà controllata, semidetenzione e

– riabilitazione

misure alternative: detenzione domiciliare, affidamento in prova, permessi, presenti

– nell'ordinamento penale ed estese ai minori attraverso corte costituzionale.

C) istituti previsti in relazione a minori autori di reato non sottoposti a condanna, in un ottica di

prevenzione generale e speciale. Le disposizioni si trovano nel – Regio Decreto 1936 n 1404 (legge

minorile), DPR 448/1998, provvedimenti relativi a minori a rischio, per particolari caratteristiche,

minori sottoposti a maggior rischio di coinvolgimento in attività pericolose L 216/91, dlgs 271/1989

specificare le disposizioni enunciate nel DPR e provvedimento 1989 relative a coinvolgimento

minori in manifestazioni sportive.

PROCEDIMENTO E PROCESSO PENALE PER MINORENNI

Viene previsto un organo giudicante ad hoc competente → tribunale dei minorenni: istituto con

Regio Decreto 1904/1934 legge minorile, dalla composizione collegiale.

In altri ordinamenti è stata una conquista precedente: corti giovanili negli istituti a common law.

Il testo del decreto regio originario è diverso dall'attuale, in passato si sentiva moltissimo l'ideologia

fascista. Le modifica sono avvenute con legge delega 81/... dove all'art 3 si evidenzia le nuove linee

guida su cui si deve incentrare la riforma della legge minorile (art 27 III comma e art 31 II comma).

La spinta alla riforma è stata data da Organismi Internazionali (Consiglio d'Europa e ONU) e in

rafforzamento alle finalità ed efficacia del processo.

→ La spinta è stata data anche dalle regole di Pechino (ONU):

un atto internazionale in cui vengono indicate sotto forma di regole le linee di un ipotetico

manifesto programmatico per le riforme del processo minorile.

Art 11.1 afferma: principio dell'estrema ratio dell'interesse penale in caso ai soggetti minori che

delinquono: nei casi di minori non dovrebbero ricorrere alla via formale del processo. Dare

rilevanza alle misure di carattere extragiuridico e potenziare gli strumenti di diversificazione

rispetto alle regole per potenziare lo strumento extragiudiziario.

È importante recuperare il minore solo con sanzioni extragiuridiche, utilizzare

– ridimensionamento della pene detentiva

individuazione possibili sanzioni alternative in senso lato:

– -potenziamento strutture extragiuridiche

-limitare il carcere

-potenziare le misure alternative come la messa alla prova, l'inserimento in comunità e

potenziare il sistema di risarcimento e restituzioni

→ spinta da raccomandazione del consiglio d'Europa 1987

evidenzia che sistema penale minorile dovrebbe avere due obiettivi: la rieducazione del

– soggetto e il reinserimento sociale del minore

carcerazione intesa in un ottica di estrema ratio

– tentativo di individuare le modalità operative con cui le linee guida dovrebbero essere

– attuate: strumenti operanti. Richiama stati a potenziare gli strumenti diversi da quello

penalistico in senso stretto e sforza il potenziamento strumento della mediazione dei conflitti

invita a individuare pene sostitutive e strumenti come misure alternative e strumenti

– finalizzati al recupero attraverso lavoro e risarcimento.

Ottica di futura riforma:

raccomandazione n 20/2003 del Consiglio d'europa. Peculiarità: elemento di rivoluzione del

sistema penale minorile. Sembra fare concessione al paradigma pinitivo: riemerge utilizzo dello

strumento penale → processo penale viene più visto in un ottica di estrema ratio.

Disciplina: regio decreto 1934 legge minorile

DPR 448/1988 II cppm

dlgs 272/1989 disp att (norme di attuazione e coordinamento)

TRIBUNALE DEI MINORENNI

previsto da art 2 Legge minorile 1934, è previsto in ogni Sede di Corte d'Appello

Ha composizione collegiale: composto da più soggetti misto

-> 4 soggetti: 2 magistrati togati: ruolo di magistrato, passato concorso di magistratura.

Magistrati di corte d'appello. Uno di questi è il presidente

2 magistrati onorari: esperti, un uomo e una donna appartenenti a diversi settori (Ass. Soc.,

antropologici, psicologici) devono avere più di 30 anni.

- sono nominati da DPR su indicazione del CSM e Consiglio di Giurisdizione

- incarico triennale rinnovabile

- ultimo triennio non può accedere chi compierà i 70 anni nel triennio

Composizione mista perché è prevista la specializzazione dei tribunali prevista anche nell'articolo

102 II comma della Costituzione.

Art 102 I comma: funzione giurisdizionale esercitate da magistrati ordinari

II comma: prevede istituzione presso organismo giudiziario di sezioni specializzare anche con

partecipazione di cittadini idonei.

-> competenze specializzate proprio in virtù delle particolarità dei soggetti e della risocializzazione.

Carattere specializzati anche art 5 dlgs 272/1989 ovvero disposizioni inerenti formazione e

aggiornamento di magistrati addetti agli uffici giudiziari minorili.

Art 5 obbliga tutti i componenti del tribunale dei minori di rendere parte a corso di formazione

specifica e aggiornamento in relazione al settore e alle materie che giudicheranno.

Competenze tribunale dei minori: art 3 DPR 448/1988

I comma: è competente per reati commessi da soggetti minori anni -8 (relativa alla qualifica dei

soggetti)

II comma: deroga rispetto alla disciplina ordinaria del procedimento in materia di connessione ->

tribunale dei minorenni e magistrato di sorveglianza dei minorenni svolgono la funzione di

sorveglianza ma non è prevista la disciplina dei procedimenti connessi: il minore realizza reato in

concorso con maggiorenne non abbiamo unificazione al tribunale ordinario.

Il procedimento in capo al minore rimane presso il tribunale de minori.

Il tribunale dei minori: giudice di I grado (non è l'unico organo giudiziario.

Previsto organo II grado presso ogni corte d'Appello

Il tribunale dei minorenni non è l'unico organo giudiziario, ci sono anche altri organi:

- procuratore della repubblica presso Tribunale dei minori: ruolo di PM (accusa)

- giudice collegiAle tribunale dei minori

- GIP giudice per indagini preliminari presso tribunale dei minori

Organo monocratico

Sospende il procedimento con messa alla prova

- procuratore generale presso Corte d'Appello: funzioni della pubblica accusa nel giudizio di II

grado nel caso di impugnativo

- sezione di corre d'Appello per minorenni

- magistrato di sorveglianza per minorenni

La struttura degli organi giudiziari nel procedimento minorile è delineata da Regio Decreto, DPR

448 e dlgs 1989. Questi hanno due tipi di funzioni:

- giudicanti: GIP, tribunale dei minorenni e sezione della corte d'Appello

- pubblica accusa: procuratore della repubblica e generale.

Linee guida che emergono da DPR e provvedimenti

- minima offensività del processo: istituti che consentono di limitare gli effetti devianti derivanti

dall'alto azione della pena art 27 e 28 DPR: limitare gli effetti stigmatizzanti

- finalità rieducativa ovvero le norme sulla tutela della personalità del minore emerge:

• nell'art 1 DPR 448/89

I comma I parte: nei procedimenti a carico dei minori si osservano le norme previste nel DPR, le

norme del codice penale si applicano solo in caso di subordine

II parte: disposizioni sono applicate on maniera adeguata e alle esigenze educative del minore e

alla personalità

II comma: emerge funzione rieducativa dell'imputato: viene rivisto in capo al giudice l'obbligo di

illustrare l significato delle attività processuali del minore al l'imputato -> minore deve essere

conscio di quello che sta accadendo

-> prevista la presenza del minore allo svolgimento delle udienze

art 31 prevedere forma di accompagnamento coattivo

• Articolo 10 DPR 448/88 non ammissibilità dell'azione civile in deroga del rito ordinario.

Nel procedimento penale minorile:

- non è ammessa la costituzione di parte civile e

- non è ammesso il risarcimento del danno

Nel procedimento classico: la persona offesa si può costituire di parte civile al fine del risarcimento

del danno

La costituzione di parte civile è una sorta di parte privata

Art 13 DPR 448/88 prevede divieti di pubblicazione e divulgazione con qualsiasi mezzo di

• notizie e immagini riguardati il minore coinvolto (non c'è divieto quando l'udienza è pubblica)

Art 33 riguarda lo svolgimento di utenze in forma pubblica e in forma chiusa

I comma: a porte chiuse per evitare il riconoscimento del minore

Commi seguenti: deroghe in cui i minori possono chiedere che sia pubblica e il giudice deve

valutare l'opportunità, le ragioni e lo concederà solo se è nel l'interesse del minore.

Le richieste non sono accolte quando:

- non è una scelta ponderata per il minore

- non è favorevole al mi ore

- vi siano imputati minori di 16 anni

- consenso di tutti i coimputati maggiori di 16 anni

• Art 12 disciplina l'assistenza dell'imputato sia affettiva sia psicologica sia nella fase di

procedimento sia in quella di processo. L'aiuto e la presenza è prevista quella dei genitori e altre

persone autorizzate da AG che hanno un ruolo fondamentale per l'imputato.

II comma: obbligo che attività di assistenza sia svolta da figure professionali

II comma: deroghe: possibilità PM e giudice

Articolo che specificano art 1 sono art 8 accertamento dell'età e art 9 accertamento della

• personalità


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Corso di laurea: Corso di laurea in servizio sociale
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bagliuz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Peccioli Annamaria.

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