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Diritto penale dell'economia

Appunti lezioni del professor Aldrovandi

Il diritto penale disciplina i fatti che costituiscono reato e le relative sanzioni: previene e reprime determinati comportamenti umani considerati contrari ai fini che esso persegue.

  • Il reato è punito con sanzioni consistenti in pene e misure di sicurezza.
  • L'illecito civile è sanzionato con le sanzioni del risarcimento del danno e delle restituzioni.
  • L'illecito amministrativo ha lo scopo di scoraggiare comportamenti illeciti attraverso sanzioni.

Principi costituzionali

Il nostro diritto penale è costruito su due principi:

  1. Legalità – Articolo 25

    Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa stabilite. È un principio di garanzia per i cittadini, perché in tal modo tutti sono in grado di sapere quali fatti sono vietati e quali sono permessi. Questo articolo fa sorgere, a sua volta contiene 3 sotto-principi:

    • Riserva assoluta di legge: divieto di punire un fatto se esso non è previsto espressamente da una legge penale.
    • Irretroattività: la legge deve essere entrata in vigore prima del fatto illecito (conoscibilità della disposizione penale).
    • Determinazione e tassatività: Il principio di legalità espresso a livello costituzionale deve completarsi di altri due aspetti indispensabili:
      • Determinazione: i confini della disposizione penale devono essere certi.
      • Tassatività: la norma penale sia applicata unicamente con riferimento a quanto previsto.
  2. Personalità della responsabilità penale – Articolo 27

    La responsabilità penale è personale; ciò vuol dire che non è possibile la sostituzione della persona che deve rispondere di un illecito penale. Chi commette un fatto illecito risponde anche degli effetti non voluti e non prevedibili, possono anche trasformare il fatto (può generare un ulteriore reato) – gravanti. Il fatto deve avere anche una parte soggettiva (colpevolezza): la sanzione ha una duplice finalità:

    • Dissuasione di commettere reati;
    • Rieducazione del colpevole.

    Perché si esplichi la funzione rieducativa della sanzione deve esserci la responsabilità personale: ti appartiene oggettivamente e psicologicamente.

Altri principi costituzionali

  • Principio di uguaglianza (Articolo 3): Tutti cittadini sono uguali di fronte alla legge senza distinzioni. Divieto di discriminazioni irragionevoli e le differenze di trattamento giuridico devono essere ragionevoli.

Rapporti sovrannazionali

  • Art. 10 Costituzione

    L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.

  • Art. 11 Costituzione

    L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

  • Art. 117 Costituzione

    La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie.

Fonti europee (regolamenti/direttive)

Le norme sovrannazionali prevalgono sulle fonti interne (decadono) e possono prevalere anche sulle norme della costituzione. Quando sono favorevoli al reo le norme europee prevalgono.

Tematica CEDU

Anche le norme contenute nella CEDU hanno rilevanza nella prospettiva costituzionale; queste norme sono richiamate dall’articolo 117 della Costituzione. Le norme della CEDU sono emanate da un organo sovrannazionale (Corte europea); alle norme viene data una lettura che a volte è differente da paese a paese.

Art. 7 della CEDU – Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso.

Tematica della successione di legge – articolo 2 codice penale

  • Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato (sparisce tutto il reato) – iperretroattività.
  • Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria (la retroattività è molto forte, 250 Euro al giorno).
  • Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.

Arrivati a questo punto, non si può fare a meno di rilevare che non sempre è facile individuare se dall’innovazione legislativa sia derivata l’abolizione del reato, con la conseguente applicazione dell’art. 2 comma 2 c.p., oppure si sia verificata una semplice modificazione della norma incriminatrice, con l’applicazione del comma 4 della medesima disposizione. Per valutare se si è di fronte ad una abolitio criminis o ad una mera modifica, ci sono diverse teorie:

  • Del fatto concreto: si guarda il fatto in concreto.
  • Continuità di fattispecie: se c’è continuità del tipo d’illecito.
  • Rapporti strutturali fra fattispecie: criteri più garantistici.
  • Misto

Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee, non si applicano le disposizioni dei capoversi precedenti. Sono quelle destinate a durare per un periodo di tempo limitato. Le disposizioni di questo articolo si applicano altresì nei casi di decadenza e di mancata ratifica di un decreto-legge e nel caso di un decreto-legge convertito in legge con emendamenti.

Reato

La nozione di reato si ricava attraverso il ricorso ai principi di:

  • Materialità: Non si può essere puniti per quello che si pensa, ma ci dev’essere un fatto e non un mero atteggiamento interiore.
  • Offensività: non vi può essere reato senza un'offesa ad un bene giuridico, cioè ad una situazione di fatto o giuridica, protetta dall'ordinamento, modificabile oppure offendibile per effetto di un comportamento umano. Questo principio è stato ricavato dall’articolo 13 della Costituzione: si basa su principi di uguaglianza e ragionevolezza. Viene associato al principio di offensività, quello di sussidiarietà: più il bene è importante, più aumenta la sanzione.

Il bene giuridico

È un’entità che rappresenta e contiene un valore meritevole di tutela penale. Ci sono diverse tipologie di beni:

  • Individuali: vita, onore, patrimonio.
  • Collettivi:
    • Istituzionali – beni pubblici;
    • A titolarità diffusa – ambiente.
  • Strumentali: di carattere funzionale per tutelare un bene importante (es. Banca d’Italia vigila sul patrimonio dei singoli investitori).

Differenze tra illecito penale e civile

  • Illecito penale: la sanzione incide sulla libertà personale. Nel diritto penale si distinguono:
    • Delitti per reati più gravi, a titolo di con dolo, anche tentativo;
    • Contravvenzioni per reati meno gravi, a titolo di dolo o colpa, non ammesso il tentativo, estinte con pagamento di una somma.
  • Illecito civile: la sanzione corrisponde al risarcimento del danno o alla restituzione.

Struttura del reato

La dottrina ha selezionato e scomposto il reato in diversi elementi: si dividono il campo due teorie in base alla distribuzione degli elementi che costituiscono reato:

  • Bipartita: Il reato è suddiviso in due elementi: l’elemento oggettivo e quello soggettivo. Il dato di fatto, quello che accade nella realtà è l’elemento oggettivo, mentre l’elemento soggettivo è un dato psicologico.
  • Tripartita: L’illecito penale viene scomposto in tre diversi elementi costituiti da tipicità:
    • Fatto tipico: il fatto come previsto dalla norma;
    • Antigiuridicità: contrarietà del fatto tipico all’ordinamento giuridico;
    • Colpevolezza: coincide con l’elemento soggettivo.

La classificazione dei reati

  • Commissivi: la condotta è attiva.
  • Omissivi: la condotta è passiva. I reati omissivi, vengono a loro volta suddivisi in due diverse specie:
    • Reati omissivi propri: Sono privi dell’evento, ma deve esserci un obbligo ad agire ed una ancor prima situazione tipica, in base alla quale scatta l’obbligo ad attivarsi e la possibilità naturalistica di agire.
    • Reati omissivi impropri o commissivi mediante omissione: Sono quelli alla cui condotta omissiva deve seguire la produzione di un evento naturalistico, in quanto elemento costitutivo del reato previsto dalla fattispecie incriminatrice (es. omessa dichiarazione di conflitto di interessi). Se l’obbligo giuridico di intervenire non è obbligatorio, il soggetto può essere chiamato a rispondere per un reato di mera condotta, ma non per aver cagionato l’evento. Ci sono due teorie:
      • Teoria del garante: Dei reati omissivi impropri si risponde ogni volta che la persona non tutela il bene.
      • Teoria formale: Richiede che ci sia un obbligo giuridico che può avere diverse fonti:
        • Legge
        • Contratto
        • Precedente azione pericolosa

Di danno/pericolo: La fattispecie tipica dei reati di danno è costruita intorno ad un’effettiva lesione di un bene giuridico. Il reato è offesa di un interesse. L’offesa di un bene può intensificarsi in due modi: lesione di un bene (incide sull’integrità totale o parziale di un bene) o la mera messa in pericolo (il tentativo è punito ugualmente). Il pericolo è la probabilità di un evento dannoso e rappresenta un’offesa: tutti i reati di tentativo sono un pericolo. I reati di pericolo sono costruiti come fattispecie a tutela anticipata rispetto a quelli di danno, essendo rilevante la semplice messa in pericolo del bene giuridico tutelato dalla norma. I reati di pericolo vengono divisi in concreto oppure presunto.

Istantanei/permanenti: quelli istantanei sono quelli che si perfezionano in un unico istante (il fatto tipico coincide con la loro consumazione), mentre quelli permanenti sono quelli dove c’è il protrarsi dell’offesa, condotta nel tempo.

Pura condotta/evento: si definiscono reati pura condotta quelli nei quali il compimento della stessa condotta umana è ritenuto penalmente rilevante per espressa previsione normativa, mentre nei reati di evento il fatto tipico è costituito dalla condotta umana e da un evento prodotto dalla condotta stessa.

Comuni/propri: I reati comuni possono essere commessi da chiunque, mentre i reati propri possono essere commessi solo da chi ha una determinata qualifica giuridica. Quando si parla di reato comune o reato proprio si deve fare riferimento e porre l’attenzione sul soggetto attivo del reato.

Gli elementi essenziali del reato

  • Fatto tipico: È composto a sua volta da due elementi: oggettivo e soggettivo.
  • Autore o soggetto: È colui che realizza il fatto tipico. Il soggetto passivo del reato è il titolare del bene giuridico, cioè quello che la norma intende tutelare con la minaccia della pena. Secondo la dottrina dominante il reato non si realizza se non c'è offesa al bene giuridico, intesa come lesione o messa in pericolo del bene. Si parla di principio di offensività.
  • Condotta: È ogni comportamento umano che assuma rilievo per il diritto penale fondamentale per il reato. La condotta penalmente rilevante può essere:
    • Attiva: L’azione è un concetto naturalistico perché è qualcosa che possiamo vedere. Movimento del corpo percepibile dall’esterno ed idoneo ad offendere il bene tutelato in diverse forme:
      • Libera: sono quelli che possono essere commessi in qualunque modo, per il legislatore è indifferente quale che sia il modo con cui ho commesso il reato.
      • Vincolata: si viene puniti solo quando il fatto viene commesso nella forma presa in considerazione dal legislatore.
    • Omissiva: obbligo di fare o impedire o detenere un dovere di diligenza. L’omissione penalmente rilevante è costituita dal mancato compimento di un’azione che una norma giuridica impone come doverosa. I reati omissivi si dividono in:
      • Reato omissivo proprio: che si configurano al mancato compimento di un'azione imposta dalla norma penale, configurandosi come una disobbedienza.
      • Reato omissivo improprio: anche detto reato commissivo mediante omissione, che si configurano con il mancato impedimento di un evento dannoso.

Gli elementi costitutivi del reato omissivo proprio sono:

  • Situazione tipica (insieme dei presupposti che fanno nascere l'obbligo di attivarsi);
  • Condotta omissiva;
  • Possibilità materiale per il soggetto di attivarsi ed impedire l'evento

Presupposto della condotta

Sono situazioni di fatto di diritto che preesistono alla condotta o sono concomitanti alla condotta e da cui la condotta non assume rilevanza penale.

Oggetto della condotta

L’oggetto materiale è il bene o la persona su cui coincide la condotta.

Evento

La condotta può determinare un evento. Esistono eventi di tipo:

  • Naturalistico: L’evento è il risultato naturale della condotta (non è detto che ci sia sempre). Può assumere diverse caratteristiche: fisico, fisiologico, patrimoniale ed eventi a lesione di un bene tutelato. Modificazione del mondo naturale che pone il problema della casualità (solo se viene preso in senso stretto).
  • Giuridico: L’offesa dell’interesse tutelato dalla norma (sempre presente).

Il reato proprio

Il reato proprio può essere commesso soltanto da colui che rivesta una determinata qualifica o abbia uno status precisato dalla norma, o possieda un requisito necessario per la commissione dell'illecito (intraneus). I reati propri, a loro volta, si distinguono in due categorie:

  • I reati propri esclusivi, in cui il fatto costituisce reato solo se commesso dall'intraneus, mentre è penalmente irrilevante se commesso da chi non possiede tale qualifica. Si pensi alla falsa testimonianza cui autore può essere solo il testimone (l'intraneus, appunto);
  • I reati propri non esclusivi, in cui il fatto è penalmente illecito indipendentemente dal suo autore. Tuttavia, quando a commetterli è un soggetto che riveste una data qualifica, il reato "muta titolo", acquistando un nomen iuris e una gravità diversi dall'ipotesi comune.

Delega di compiti o funzioni

Quando si parla di questo tema, si fa riferimento al trasferimento delle funzioni ad un’altra persona con lo scopo di adempiere a determinati obblighi. Si sono sviluppate due tesi:

  1. Teoria di carattere formale: si rileva la titolarità formale della qualifica (non ti puoi liberare degli obblighi)
  2. Teoria funzionale: la delega trasferisce anche gli obblighi e le funzioni.

Forse la teoria funzionale prevale nell’ambito del diritto del lavoro: il delegante, però, rimane pur sempre il titolare del lavoro (obbligo di sorveglianza) pur non magari strettissimo – di carattere generale (III teoria).

Nesso di causalità

Il nesso di causalità collega la condotta del soggetto agente all’evento naturalistico. La causalità è spiegata spesso con varie teorie:

  1. Teoria della condizione causale: La causa è l’insieme delle condizioni che producono quell’evento (condotta umana deve essere una delle azioni senza la quale l’evento non si sarebbe verificato).

Articolo 40 del codice penale: Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l'esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione. Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.

L’articolo 41 del codice penale: Il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall'azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra la azione od omissione e l'evento (segue il concetto della condizione causale).

  1. Teoria della causalità adeguata: La condotta dev’essere indispensabile ed adeguata a produrre un evento di quel tipo.
  2. Teoria della causalità umana: Si risponde di ciò che rientra nella sfera di controllo umana. Non devono essere cause eccezionali.

La teoria che prevale è quella della condizione causale, la responsabilità penale è composta anche da un elemento soggettivo che dev’essere rapportato a quell’evento. In realtà, la conditio sine qua non funziona solo quando il giudice conosce le leggi che generano quel fenomeno, quindi va arricchito con la sussunzione delle leggi scientifiche.

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher boom21 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale dell'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Aldrovandi Paolo.
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