Il diritto penale e la sua evoluzione
Diritto penale e criminologia
03/10/16 Roberto Cornelli, anche di criminologia poiché sono materie affini, roberto.cornelli@unimib.it. Il diritto penale ha un suo livello normativo che si rapporta alla società. Processo di criminalizzazione dove si individuano comportamenti dannosi per la società: furto, delitti contro il patrimonio.
Esame di diritto penale
Diritto penale parte speciale, delitti contro il patrimonio, Fiandaca-Musco (cap. 1, 2 (danneggiamento da fare), 3 da non fare; 4 e 5 da fare). Esame: prende le firme, frequentanti si può svolgere esame alla fine del corso, scritto che poi verrà discusso all'orale con 2-3 domande aperte un po' specifiche, 4-5 righe per rispondere più una decina di domande a crocette, e si può discuterlo entro 6 mesi-1 anno. Se uno vuole aumentare il voto preso allo scritto, si fanno più domande, altrimenti si discute lo scritto.
I delitti contro il patrimonio
Cinema neorealista perché racconta la vita cruda delle persone nel secondo dopoguerra, Vittorio De Sica è il più grande realista di questo filone. Cesare Zavattini è lo scrittore della maggior parte di questi film. La quantità di beni esistenti nel periodo era alquanto scarsa, il possesso della bicicletta permetteva di mantenere il posto di lavoro. Nel finale, il protagonista ruba una bicicletta appoggiata al muro e inizia una rincorsa verso questo ladro, che però non viene denunciato. Ci dice molto che cos'era il furto negli anni '40 e cosa è oggi.
Il problema del furto è stato studiato in moltissimi secoli, reati che hanno a che fare con una dimensione naturale dell'uomo, come non uccidere e non rubare, presenti anche nei 10 comandamenti. Il problema è che di per sé hanno valore nelle dinamiche sociali: chi non si deve uccidere e cosa non si deve rubare.
- Es. il non uccidere in pace (omicidio) o in guerra (normalità); nel momento in cui presto denaro e chiedo degli interessi sotto il tasso legale non commetto reato, nel medioevo era peccato far pagare gli interessi.
- Non c'è mai una definizione assoluta di reato, ma solo in base al contesto sociale in cui si trova (scusanti culturali come il delitto d'onore).
Prospettive storiche e sociali sul furto
Tommaso Moro, filosofo utopista, nel 1516 scrive una frase: <<la società prima crea i ladri e poi li punisce perché rubano [...] la miseria rende ladri>>. C'è uno svuotamento delle campagne perché l'agricoltura non rende più come prima, processo di concentrazione delle proprietà agricole attorno ai latifondisti, da contadini diventano braccianti. Ladri per motivazioni economiche, per necessità. Nella sua società ideale non esiste la proprietà privata ma solo una proprietà collettiva in cui tutti possono disporne. Concretizzazione dell'egoismo umano, elemento di ingiustizia sociale, perché crea una divisione fondamentale tra ricchi e poveri, i quali sono spesso costretti a rubare. Discorso utopico oggi in quanto è tutto fondato sulla proprietà privata.
Anche Platone ne La Repubblica, Tommaso Campanella ne La città del sole, Imagine di John Lennon, Engels sulla condizione operaia, Cesare Beccaria ne Dei delitti e delle pene, Merton nella Strain Theory, scuole sociologiche di Chicago. Utopisti, socialisti, pragmatici illuministi, sociologi deterministi partono dal presupposto che la miseria rende ladri.
Aspetti fondamentali nello studio del furto
- Furto come fatto sociale, come sottrazione di beni di proprietà di altri, e l'ampiezza e il contenuto delle "proprietà" variano in relazione alle concezioni di economia e società che si affermano storicamente. Legame tra furto e dinamiche socio-economiche e culturali.
- Furto come fatto giuridico, come esito di una scelta, sociale prima che giuridica, di sanzionare quei comportamenti lesivi di valori e interessi che si ritiene necessario proteggere al fine di conservazione dell'ordine sociale. In questo senso il furto -in un'ottica di criminality policy- è parte di un sistema legale diretto a ordinare la vita sociale. Passaggio sempre dal sociale al giuridico.
Guardare alla criminalità e ai reati, alla loro porosità nel contesto sociale in cui essa esiste. Scambio continuo con la realtà sociale esterna. Criminalità come fenomeno che si riferisce alle dinamiche culturali, istituzionali e sociali, variabili storicamente.
Enrico Ferri, allievo di Cesare Lombroso, (anche Guglielmo Ferrero, filosofo politico antifascista), fascista, aveva ipotizzato che nel '900 si sarebbe passati dalla criminalità contro la persona di concezione medievale alla criminalità contro la proprietà di concezione moderna-borghese. Pinker dice che c'è stato un declino della violenza, grazie alle forze civilizzatrici e illuminate.
Diffusione e andamento della criminalità
- Tipi di reato e tendenze/motivazioni/dinamiche (diverse tra loro).
- Andamento dei delitti contro il patrimonio nello specifico.
- In cerca di spiegazioni.
Relazione tra proprietà e furto
Relazione tra furto e proprietà, anche rispetto all'evoluzione del concetto di proprietà nel passaggio da medioevo a modernità e nel corso di essa. Sistema proprietario e tutela penale della proprietà nel '900.
Questione sicurezza urbana
Statistiche criminali: 4 momenti della vita processuale penale, a piramide: le forze di polizia danno notizia di reato, diversamente nei sistemi dove non c'è obbligatorietà dell'azione penale e le forze di polizia operano una discrezionalità; sull'inizio dell'azione penale/denuncia archiviata; rilevazione delle condanne; ingresso nel sistema penitenziario. Le statistiche registrano quindi solo le denunce. Numero oscuro: reati senza denuncia e quindi non entrano nelle statistiche penali. Inchieste di vittimizzazione: per capire il numero oscuro, quante volte si è subito reato e quante volte lo si è denunciato.
Andamento storico dei furti e altri delitti
04/10/16 Grafico dal 1880, l'ISTAT fa un lavoro statistico e contenutistico. Negli anni '70 da una tendenza stabile si passa a un aumento repentino. I furti seguono l'andamento dei delitti in generale, un tendenziale orientamento poiché i furti sono più o meno il 50%. Al contrario degli omicidi che sono infinitamente più bassi, una caduta notevole. Rapine, estorsioni e sequestri di persona si impennano nel '70, la maggior parte sono le rapine. A cavallo tra i dopoguerra c'è un'impennata a causa della frattura dell'ordine.
È più affidabile, per quanto riguarda gli omicidi, il dato fornito dalla polizia quando riceve la notizia criminis rispetto a quando vanno a processo, è più vicino al dato reale. Ferri e Pinker avevano ragione per quanto riguarda l'Italia. Negli anni '80 gli omicidi aumentano per l'intervento mafioso. 3 aree: Napoli-Caserta, Calabria, Nuoro (regione Barbagia). C'è una svolta nella storia della criminalità registrata, a cavallo tra anni '60-'70 nei quali i delitti aumentano. Furti quadruplicano, omicidi iniziano lentamente a ricrescere. Il salto all'inizio degli anni '90, anche nel 2000 tornano a decrescere.
Criminalità e immigrazione
Perché aumentano i furti-delitti in generale aumentano negli anni '70? Citando Garland, le società occidentali, diventano ad alto tasso di criminalità contro la proprietà. Sia per gli anni della crisi economica sia per la crisi dei valori. Immigrazione, carenza di forze dell'ordine e magistratura debole, sono doxa dominanti con i rimedi di certezza e inasprimento delle pene. Nel 2012 i delitti contro il patrimonio erano il 75% di tutti i delitti. Di cui i furti sono il 54% rispetto a tutti i delitti. Tra i delitti contro il patrimonio quindi i più consistenti sono i furti, seguiti da: danneggiamenti, truffe e frodi informatiche, successivamente le rapine.
Il tipo di furto più consistente è il furto in abitazione, ma sommando i furti di veicoli li superano. Il furto con destrezza è quello meno impattante dal punto di vista personale. Le rapine sono soprattutto in pubblica via. Il grosso dei reati dimostra che molto spesso non c'è contatto con il derubato, non c'è violenza. I furti in abitazione sono appena sopra la media europea. Le rapine la collocano sotto la media europea. Nelle denunce di furti non si riesce a trovare spesso l'autore del reato. Solo il 4%.
Pene per i furti
06/10/16 Per quanto riguarda il furto qualsiasi pena non è efficace per il tasso di svelamento così minimo. Statistiche forze dell'ordine, azione penale e sentenza. Per la maggior parte degli autori di furto la condanna è di pene molto lievi, da un mese a un anno. Le condanne sono lo 0,1 rispetto al totale delle denunce, ma bisogna guardare le denunce che hanno individuato l'autore e quindi il tasso è di 1/6 di quelli che iniziano il processo di furto vengono condannati. Qua però non è calcolata la sospensione condizionale della pena. I detenuti per i delitti contro il patrimonio sono per lo più per rapina, furto e ricettazione.
L'immigrato è una definizione giuridica, non antropologica, la legge non considera cittadini. Ci sono dati statistici in cui gli immigrati di seconda generazione indica una crescente quota di reati commessi, rispetto ai cittadini. Sul numero di stranieri presenti in Italia il tasso di reati commesso è maggiore rispetto al tasso di reati commesso dai cittadini. Al contrario di quelli di prima generazione dove il tasso dei cittadini è maggiore. C'è un problema di conflitto culturale tra quella del padre e quella del luogo in cui vive sfociando in una confusione valoriale. Altri studi sostengono che non ci sia propensione alla criminalità degli immigrati ma a una maggiore esposizione delle forze di polizia. Diffuso clima di ostilità e allarme sociale, sostenuto dei mass-media tale da determinare un atteggiamento intollerante dei cittadini autoctoni. Consente una diversa esposizione degli stranieri al controllo delle forze di polizia che vizierebbe a monte l'oggettività della rappresentazione statistica del fenomeno.
Criminalità e migrazione in Italia
Es. dell'home office (ministero interno inglese), stop and search, fermo per un controllo, sono particolarmente contestate dalle minoranze etniche per discriminazione razziale, 9/10 la polizia ferma persone che hanno caratteristiche fisiche e estetiche assimilabili alle minoranze etniche. Anche l'es. della regione Emilia-Romagna nel progetto città sicure. Vale molto nella società attuale, dove si sta concretando la xenofobia. In Italia prima delle migrazioni 9/10 le forze di polizia controllavano i meridionali il tasso dei meridionali era più alto. Teoria della sostituzione.
Dal 1970 a oggi c'è stato un forte aumento dell'immigrazione, per la prima volta negli anni '70 ha cominciato ad attrarre più cittadini stranieri rispetto ai nostri concittadini che emigravano cambiando il saldo migratorio. Si parla in Italia di un arcipelago migratorio più graduale, a differenza della Francia che ha avuto una migrazione dalle ex colonie. La nostra quota di stranieri è molto più bassa rispetto agli altri stati europei. Negli anni '70, in Sicilia i tunisini nella pesca e nell'agricoltura; filippini a Milano e capoverdiane a Roma come colf; jugoslavi in Friuli; emigrati politici cileni, argentini e leggermente brasiliani, qualche studente asiatico e africano iscritto alle università. Processo migratorio molto selezionato, si spostano solo perché c'erano dei punti di riferimento secolari e una richiesta di manodopera, non crea nessun problema a livello sociale-culturale-parlamentare.
Altri negli anni '80-'90 i marocchini è il flusso maggiore ma arrivano sempre ad arcipelago da tutte le parti del mondo. Il forte dell'immigrazione è però dall'ex Yugoslavia e dell'est Europa a seguito della caduta dell'impero sovietico. Questi scappano da situazioni insostenibili del loro paese. Ondata migratoria molto più consistente e meno programmata e più sfuggente al controllo di una società. Fino al 1991 il numero di stranieri in Italia era al di sotto delle 300.000 persone. La svolta nell'andamento della criminalità degli '70 arriva in un saldo migratorio negativo. Il salto della criminalità registrata negli anni '90 è concomitante a un forte aumento del fenomeno migratorio verso l'Italia, ma nel ventennio successivo l'andamento della criminalità rimane stabile o diminuisce. I dati statistici non consentono di affermare che gli stranieri siano più propensi a delinquere rispetto agli autoctoni. Le statistiche penitenziarie registrano una crescente presenza di stranieri. I dati sul carcere non indicano il fenomeno criminale ma solo il carcerario. C'è anche la teoria della sostituzione sulla manovalanza criminale in quanto più esposti vanno più spesso in carcere. A volte certo i poveracci che fanno questo lavoro si organizzano e creano nuove organizzazioni criminali che si affiancano o sostituiscono quelle vecchie.
Nullum crimen sine lege
10/10/16 Nullum crimen sine lege Utilità del diritto penale: efficace, nel medioevo si puniva il colpevole perché è giusto e non perché utile alla società. Dolcezza della pena, ossimoro, ma nel senso di umanizzazione della pena, il corpo del reo deve essere sottratto alla vendetta della società e deve essere preservato e non utilizzato in funzione di punizione. L'animo/libertà del reo deve essere costretto/a, dalla punizione corporale alla limitazione della libertà.
Umanizzazione del diritto penale
4 dimensioni: proporzionalità, prontezza, certezza, dolcezza. Alla base dell'umanizzazione del diritto penale sta l'utilità. Pene diverse per reati diversi. Carattere di razionalità, costi/benefici. Tema dell'effettività, non solo Beccaria, ma anche il pensiero giuridico positivista. Principi costituzionali riferiti alla pena, abbandona l'utilizzo formale della pena. La costituzione mette al centro la persona e i diritti, la pena viene vista con sospetto, funzione rieducativa. L'ineffettività non ha corrispondenza con la funzione preventiva che deve avere la pena.
Crisi del welfare state
Crisi del welfare state, sistema penale costa, per migliorarlo occorre valutarlo in costi-benefici: contenimento della spesa. In alcuni stati il sistema carcerario è stato dato in appalto a società private. In Italia abbiamo società che controllano il braccialetto elettronico.
Nozione di effettività
Nozione di effettività: Paliero, nel 1990 studia l'effettività del diritto penale partendo da Kelsen (sistema penale valido perché efficace, valido perché raggiunge gli scopi cui si prefiggono, diversamente da un'entità esterna/divina, ogni norma perde validità se il sistema giuridico perde la sua effettività) e Geiger (la validità di una norma non consegue dalla sua appartenenza all'ordinamento positivo, ma dalla sua spontanea osservanza da parte dei destinatari congiunta alle reali applicazione delle sanzioni nei casi di inosservanza, se raggiunge l'obiettivo di orientare il comportamento dei cittadini) Effettività tipi:
- Effettualità, ad indicare opzioni di effettività avulse dallo scopo: effettualità non ha a che fare con lo scopo che mi sono prefissato quando ho posto quella norma.
- Efficacia, ad indicare opzioni di effettività relazionate allo scopo della norma e dell'ordinamento. Finalizzata ad un obiettivo.
- Efficienza, ad indicare opzioni effettività che tengano conto dei mezzi e delle risorse messe in campo per il raggiungimento dello scopo. La valutazione dell'effettività dovrà privilegiare la valutazione di efficacia e di efficienza della legislazione.
Effettività piani
- Della norma
- Della sanzione
- Degli apparati
L'effettività del sistema penale dipende in via principale dall'effettività dei vari piani. Strumenti di misurazione della Norma:
- Frequenza reale del comportamento criminale: effettualità, quante volte viene seguita e quante volte no. Livello di investigazione.
- Atteggiamento dei cittadini nei confronti della norma: percezione dell'efficacia del sistema penale. Può esserci discrasia forte tra cittadini e norma.
- Fenomeni sociali correlati (aumento delle opportunità criminali non previste indotte dalla norma). Tema del proibizionismo: la norma penale che voleva orientare i comportamenti aveva prodotto un sistema parallelo illegale che produceva molti più danni come traffici illegali e aumento di criminalità organizzate. Valutazione costi-benefici rispetto al comportamento morale: modalità per ridurre i danni.
Strumenti di misurazione della sanzione
- Tasso di sentenze di condanna/incarcerazione sul totale dei delitti commessi in quell'anno. Ci dice poco sull'efficacia.
- Tasso di recidiva (generica/specifica), entriamo nel tema di efficacia.
- Impatto della sanzione sulla vita complessiva della persona: valutazione dei problemi di discriminazione, economici, di esclusione del mercato di lavoro, di criminalizzazione secondaria in genere.
- Costi (economici e sociali) e benefici (termini di diminuzione della recidiva) delle varie opzioni sanzionatorie anche rispetto a pratiche extra-penali. Rilevabili in termini di efficacia/efficienza.
Strumenti di misurazione degli apparati
- Intensità di perseguimento da parte delle forze di polizia. Solo numero, mo-
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