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tra •violenza fine (evento di danno:omicidio, lesioni personali, danneggiamento di

!distinzione

cose) e violenza mezzo (modalità di condotta); •violenza propria (qualsiasi mezzo idoneo a privare

coattivamente l’offeso della libertà di determinazione) e violenza impropria (ogni mezzo, esclusa la

minaccia, che produca lo stesso risultato –es narcotizzazione, ipnotizzazione,…).

N.B. non esiste una completa df di violenza di norme che ne fanno riferimento. È

!creazione

violenta la condotta di chi: 1)chi esercita direttamente o con mezzi meccanici una forza fisica sul

corpo di una persona; 2)espone un sogg ad un pericolo imminente di morte o di dannoall’integrità

fisica; 3)pone un sogg in stato di incapacità anche parziale di intendere e volere; 4)impedisce ad un

sogg di allontanarsi dal luogo in cui si trova; 5)altera, cancella, modifica in tutto o in parte un

programma informatico/sistema telematico.

Violenza privata (si applica questa fattispecie quando il fatto non costituisce altro più grave delitto

–fattispecie sussidiaria-): •reclusione fino a 4 anni; •offesa dellalibertà morale; •delitto comune

d’evento a forma vincolata (violenza/minaccia dell’autore costretta a fare, tollerare,

!vittima

omettere qualcosa). Tra la condotta costrittiva e l’evento di costrizione DEVE esserci un nesso di

causalità; N.B.la condotta costrittiva può essere: vis compulsiva (coazione relativa= il sogg passivo

viene emozionalmente turbato al punto da permettere che la sua libertà di autodeterminazione sia

influenzata) o vis absoluta (il sogg attivo pone limiti esterni insuperabili che impediscono al

soggetto passivo di agire secondo proprie decisioni). •l’offesa dev’essere attuale (lesione effettiva o

creazione di un imminente pericolo di lesione). •es: mettere le mani addosso ad una persona

afferrandola per le spalle, trattenendola per un braccio, assestandole degli spintoni, sottoponendola

a perquisizione arbitraria,… •la violenza NON può essere esercitata in forma omissiva.

•l’illegittimità della condotta è esclusa se l’agente è in presenza di una specifia causa di

giustificazione (legittima difesa). •2 casi particolari: 1)picchettaggio: gli scioperanti creano barriere

con i loro corpi per impedire l’ingresso ai luoghi di lavoro dei “crumiri” coattivo della

!carattere

condotta ostruzionistica!violenza che viene meno solo in caso di picchettaggio non ostruzionistico

(non dev’essere intaccato il diritto di eseguire la prestazione lavorativa. 2)atti emulativi della strada

(es il conducente rifiuta di rimuovere la propria auto nonostante impedisca all’altro conducente di

utilizzare la propria autovettura) SOLO dove causano un pericolo imminente e attuale per

l’incolumità (guida con sorpasso o manovre pericolose). •Circostanze aggravanti: violenza o

minaccia, se il fatto è commesso da persona sottoposta a misura di prevenzione o nei confronti di

soggetti che presentano minorazione fisica, psichica o sensoriale.

Violenza o minaccia idonea per costringere a commettere un reato (611 c.p.): •reclusione fino a

5 anni; •non è necessario che si pervenga al fine; •la responsabilità grava sul minacciante e non sul

coartato, che non ha potuto sottrarsi all’altrui violenza o minaccia; •tentativo non configurabile;

•dolo specifico.

Stato di incapacità (di intendere e volere mediante ipnosi, alcool, droghe,…) procurato mediante

violenza (no consenso): •delitto comune d’evento (perdita della capacità) a forma libera (aperta a

ricomprendere altri mezzi di riduzione in stato di incapacità emersi dall’evoluzione scientifica) e

istantaneo con effetti che possono perdurare nel tempo; •consumazione: la vittima cade nello stato

di incapacità. •dolo. •configurabile il tentativo; •reclusione fino ad 1 anno (fino a 5 in caso di

aggravanti speciali: l’agente aveva il fine di commettere reato e il reso incapace lo ha commesso in

stato di incapacità); •risponde chi ha posto il soggetto in stato di incapacità.

Contravvenzione di molestia o disturbo alle persone (ar 660 c.p.): •arresto fino a 6 mesi +

ammenda fino a 516€ per tutela dell’ordine pubblico. •molestia =qualunque condotta che altera

fastidiosamente o importunamente, in modo mediato o immediato, lo stato psichico di una persona.

•è sufficiente che la persona molestata o disturbata percepisca. •reato abituale: generalmente si

realizza mendiante ripetizione di certe condotte (oggi più estese a causa dell’evoluzione tecnologica

–sms, mezzi di comunicazione a distanza-); •la molestia dev’essere realizzata in luogo pubblico o

aperto al pubblico. N.B: esigenza di disciplinare anche gli:

ATTI PERSECUTORI –molestie assillanti, stalking (=braccare,seguire, pedinare, perseguitare),

cyberstalking- (art 612-bis legge 38/2009): comportamenti ripetuti di minaccia o molestia e

intrusivi di controllo, ricerca di contatto, comunicazione, violenza che la vittima non gradisce in

quanto inducono in essa paura, ansia, sofferenza psicologica per l’incolumità propria e di quella

delle persone che la circondano tali da indurla a modificare le proprie abitudini di vita!

•reclusione (6m-4a); •bene giuridico tutelato: libertà morale condotta dello stalker viola i

!la

diritti all’autodeterminazione, alla tranquillità personale, alla salute mentale e fisica, all’intangibilità

della sfera privata. •delitto comune; •condotta caratterizzata da: reiterazione (che può portare da

semplici attenzioni moleste sino alla violenza –anche se non citata nell’art 612-bis), abitualità,

continuità e ripetitività di condotte di diverso o dello stesso tipo (telefonate, lettere, fax,

!pluralità

sms, fiori, piume insanguinate, animali morti,…) che nell’insieme determinano minaccia o molestia

(anche sessuale). •reato d’evento di danno. ||Vi sono però problemi per la valutazione dello stato

della vittima e dell’imputabilità dello stalker in quanto: •la reazione a tali situazioni varia da vittima

a vittima; •lo stato d’ansia dev’essere provato e dev’esser grave e perdurante (tempo utile per

parlare di stalking); •fondato dev’essere il timore della pericolosità della condotta; •dev’essere

accertato il concreto cambiamento delle abitudini di vita della vittima quale effetto della costrizione

(non uscire, cambiare lavoro e numero di telefono,…). Per tutto ciò si tiene conto di 1)gravità male

minacciato 2)circostanze concrete in cui è avvenutala minaccia; 3)condizioni particolari in cui si

trovano i soggetti attivo e passivo. Per evitare di 1)punire un soggetto perché un altro percepisce,

per la sua eccessiva sensibilità, delle attenzioni come moleste; 2)non punire altri colpevoli perché la

fattispecie è stata troppo ristretta. || è ricompreso negli atti persecutori anche il mobbing=

comportamenti vessatori e prevaricatori posti in atto o tollerati dal datore di lavoro nei confronti del

prestatore di lavoro per emarginarlo ed estrometterlo dalla struttura organizzativa.

Trattamento sanzionatorio: •reclusione (6m-4a) aumentata (fino a 1/3 in caso di fatto commesso

dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata sentimentalmente alla

persona offesa; fino alla 1/2 se a danno di minore, di una donna in stato di gravidanza, di persona

disabile o è effettuata mediante armi). •perseguibilità a querela (6m è il termine di presentazione) o

d’ufficio (in caso di minori). •sono anche previste misure cautelari (divieto di avvicinamento a

luoghi frequentati dalla vittima) e l’ “ammonimento del Questore” (=invito a tenere una condotta

conforme alla legge) strategia preventiva, richiesta dalla vittima, di contrasto allo stalking. Se il

soggetto persiste: 2 effetti: 1)reato di atti persecutori procedibile d’ufficio; 2)aumento della pena.

•aggravante: indole criminale del persecutore, che aveva già posto in essere le stesse condotte.

N.B. la reiterazione delle condotte è ciò che distingue lo stalking dalla minaccia o molestia

singolarmente considerate.

PARTE III: TUTELA DELLA LIBERTA’ E DIGNITA’ SESSUALE

CAP 1: VIOLENZA E ABUSO SESSUALE: Un indagine del Ministero dell’Interno ha rivelato

nel 2007 che circa ¼ delle donne tra i 16 e i 70 anni è stata vittima, almeno una volta nella vita, di

un crimine sessuale (elevato il numero dei reati sessuali non denunciati). Questo è dovuto a

problemi di ordine culturale nei confronti della donna (anche nel mondo del lavoro). E la persona da

temere di più è al 70% dei casi il marito, convivente o il fidanzato. Il diritto penale deve intervenire

in quanto tali crimini incidono sul piano esistenziale dei soggetti coinvolti. È, inoltre, prevista la

responsabilità per omissione in capo a soggetti che ricoprano posizioni di protezione (la madre che

non impedisce l’abuso sessuale del convivente sulla figlia minorenne)

riforma: legge 66/1996 che introduce nei “delitti contro la persona” nuove fattispecie:

1. violenza sessuale (609-bis):

a. per costrizione: chi costringe (con violenza, minaccia, abuso di autorità) taluno a

compiere o subire atti sessuali: reclusione (5-10 anni). Prima vi era la differenza tra

violenza carnale (penetrazione) e atti di libidine violenti ≈≈> omologazione perché:

•indipendentemente dalla penetrazione, vi è, in ogni caso, una violenza verso una donna

con violazione dei diritti di dignità e libertà e con conseguenze gravi per la donna stessa;

•si vuole evitere alla donna di dover rivivere l’accaduto traumatico dovendone

descrivere i particolari più intimi (anche se il giudice non potrà esimersi dal ricostruire

con precisione il fatto di giudizio per tutelare il bene in questione: libertà sessuale)

[atti sessuali: 2 modelli: 1)soggettivo (ogni atto strumentale a soddisfare le pulsioni sessuali

dell’agente); 2)oggettivo (ogni contatto con zone del corpo sessualmente pregnanti –individuate con

il ricorso a elaborazioni della scienza medica, psicologica, sociologica e antropologica- idoneo a

porre in pericolo la libertà di autodeterminazione in materia sessuale della vittima) dev’essere

accolto il modello oggettivo (si pensi ad un feticista che appaga la propria libido toccando il guanto

dell’ignara donna vicino a lui senza lederne la libertà sessuale punibile perché si punirebbe

!NON

un suo modo di essere che non ha influito su terzi). Nella fisiologia del rapporto sessuale si parla di

due persone coinvolte e consenzienti (non di una che compie l’atto e dell’altra che lo subisce) e può

anche darsi il caso che un soggetto costringa un altro a compiere atti di autoerotismo; in questo caso

il coartato è unico artefice materiale dell’atto sessuale cui, però, è stato costretto. gli atti sessuali

comprendono sia fattispecie sgradevoli di poco conto sia ipotesi gravissime tra cui lo stupro.

Oltretutto si parla di esclusione della rilevanza penale se:

atto sessuale in obiecto dovuto ad un proprio background culturale (un esquimese che strofina il

• proprio naso contro quello di un attonita ragazza)

atto neutro nel macro-contesto che presenta valenza sessuale per chi lo subisce

• atto sessuale nel macro-contesto non lo sia per il suo autore (Tizio bacia la fin’ora sconosciuta

• Caia sulla bocca come da usanza del suo paese di colpevolezza)

!difetto

atto sessuale nel macro-contesto che difetta di tale valenza per la vittima e non per il suo autore

• atto che implica il contatto con una zona erogena del corpo ma che non è percepito con valenza

• sessuale alla luce del suo significato sociale (madre che bacia il figlio minore, ginecologo che

visita la paziente).

Importante è il NON consenso sessuali comessi mediante: minaccia (prospettazione di male

!atti

futuro), violenza (esplicazione di energia fisica diretta a piegare la volontà o vincere la resistenza

del soggetto su cui è esercitata) e abuso di autorità/di poteri giuridicamente fondati (es in ambiente

lavorativo). Caso particolare: il ginecologo che inganna la paziente facendole credere che

determinati atti, volti solo a soddisfare la sua libido, sono funzionali alla visita. Qui non ci sono né

violenza né minaccia implicita (circostanze che inducono la vittima a non opporre

!violenza

resistenza) e potenziale (fatto realizzato insidiosamente e rapidamente).

N.B. il consenso validamente prestato deve sussistere per tutta la durata dell’atto consenso

!un

revocato in “corso d’opera” impone all’agente di interrompere l’attività sessuale intrapresa]

b. per induzione: 2 casi:

l’agente abusa (sfruttamento e strumentalizzazione, per fini propri, dell’inferiorità dell’altro)

• della condizione di inferiorità fisica (gravi paralisi, debolezze organiche, sonno profondo) o

psichica (ipnosi, alcool, droghe,crisi d’astinenza) della vittima al momento del fatto inducendola

(pressione morale, persuasiva, suggestiva dell’altrui volere) a compiere o subire atti sessuali. Se

l’iniziativa è presa dalla persona in stato di inferiorità l’induzione viene meno.

Induzione a compiere o subire atti sessuali è gia avvenuta traendo in inganno la persona offesa

• per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

[circostanze attenuanti: valutate dal giudice in base alla gravità della compressione della libertà

sessuale della vittima e in base al rapporto interpersonale tra i soggetti, al contesto –sociale,

ambientale, culturale- in cui è realizzato il fatto. Aggravanti: •giovane età della vittima (minore di

14 anni, di 16 se l’agente ne è l’ascendente, il genitore, il tutore 6-12 anni; 7-14 anni

!reclusione

se minore di 10 anni); •illecito commesso nelle immediate vicinanze di istituto di istruzione o di

formazione della persona offesa; •rapporto sessuale di pubblico ufficiale con persna arrestata o

detenuta (in sua custodia) mediante costrizione o abuso di autorità; •utilizzo di armi, sostanze

alcoliche, narcotiche, stupefacenti o altre sostanze lesive della persona offesa; •posto in essere da

soggetto che si finga pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.

2. atti sessuali con minorenne (art 609-quater): •<14; •<16 quando il colpevole è un ascendente, il

genitore o il tutore o persona che ricopre verso il minore ruoli di cura, istruzione ed educazione;

•minore ultrasedicenne (reclusione 6m-1a) da ascendente, genitore, tutore (l’abuso dev’essere

stato effettivamente perpetrato); •<10 (reclusione da 7 a 14 anni). ||N.B. sono incriminati anche

gli atti sessuali commessi su minore consenziente e senza indici di costrizione sulla base si una

valutazione di incapacità dovuta all’età (presunzione assoluta di incapacità) !obbiettivo:

proteggere il minore da un tipo di esperienza che, se non vissuta nel momento e nelle

circostanze opportune, può essere causa di traumi non indifferenti e di un cattivo sviluppo della

personalità nella sfera sessuale.

Sono previsti: •una riduzione della pena nei casi di minore gravità (non si è verificata una rilevante

compromissione dell’integrità psicofisica della persona offesa); •clausola di non punibilità per il

minorenne che compie atti sessuali ‘consensuali’ con minore di anni 14, ma pur sempre maggiore di

anni 13, purchè la differenza tra i due non superi i 3 anni (diritto dei <14 di vivere la loro

sessualità); •errore sull’età: se, nei casi citati, si parla di minore di 14 anni il colpevole non può

invocare, a propria scusa, l’ignoranza dell’età della persona offesa a meno che non si tratti di

ignoranza inevitabile l’errore solo se determinato da colpa. Nonostante la diversità vi è

!ammesso

il medesimo trattamento sanzionatorio per le ipotesi dolosa e colposa.

3. violenza sessuale di gruppo (609-octies): partecipazione di più persone riunite ad atti di violenza

sessuale (6-12 anni) del “branco”: gli agenti non sono di norma

!reclusione !fenomeno

spinti da pulsioni sessuali ma da un’aggressività non inibita per divertimento, bravata,

affermazione di virilità vittima è un bersaglio occasionale e spersonalizzato; •no possibilità

!la

di difesa della vittima, esposta ad un elevatissimo grado di umiliazione psicologico.

!trauma

•più intensa lesione del bene della libertà sessuale per la reiterazione degli atti di violenza;

•configurabile in presenza sia di costrizione sia di induzione; •è sufficiente la partecipazione di

due agenti (compresenza) e non è necessario che ciascuno ponga in essere compiutamente il

fatto (rispondono anche coloro che immobilizzano la vittima e la intimoriscono per farle

indebolire le difese; •se i membri abusano a turno della vittima ciascun atto sessuale mantiene la

propria valenza autonoma illeciti quanti sono i singoli episodi di violenza (ogni singolo

!tanti

agente è chiamato a rispondere) •non essendoci qui riferimento ai delitti sessuali vs minorenne,

una tale eventualità verrebbe risolta con il concorso di persone del delitto. •la minore gravità

non comporta riduzione di pena in quanto parliamo di comportamenti eccessivamente violenti e

che comportano un enorme costrizione della libertà sessuale della vittima.

4. corruzione di minorenne (609-quinquies): reato a dolo specifico: atti sessuali realizzati al fine di

farvi assistere il minore del minore per la percezione che questi ha dell’atto compiuto

!tutela

in sua presenza. •è configurabile il tentativo (l’agente compie atti idonei e diretti in modo non

equivoco a integrare gli estremi della fattispecie). •sistema misto: la procedibilità può essere

d’ufficio (autore dell’illecito perseguito incondizionatamente) o a querela della persona offesa

–art 609-septies- (proposizione irrevocabile ed effettuabile entro 6 mesi. La vittima può, qui,

scegliere se avviare o meno l’azione penale dato anche i danni psicologici conseguenti ad un

eventuale processo -!vittimizzazione secondaria=dover rivivere in aula momenti dolorosi- e

dato che potrebbe essere sottomessa o ricattata affinchè non denunci –soprattutto in ambiti

familiari o di coppia-). Si procede d’ufficio se fatto: 1) commesso su persona <18; 2)

commesso dall’ascendente, genitore o convivente, tutore; 3) commesso da pubblico ufficiale o

incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni; 4) connesso ad altro delitto

per cui si deve procedere d’ufficio; 5)commesso nelle ipotesi art 609-quater ultimo comma. Si

procede a querela se: 1) violenza sessuale e atti sesuali con minorenne; 2)corruzione di

minorenne; 3)violenza sessuale di gruppo. N.B. le condizioni legate alla querela sono: •termine

di presentazione: 6 mesi (tempo alla vittima di fare una scelta che può fortemente incidere sulla

sua vita); •irrevocabilità, una volta presentata (per impedire ricatti resi possibili da un diritto di

remissione); •trasmissibilità del diritto ai prossimi congiunti, adottanti e adottati in caso di morte

della vittima (art 597 c.p.).

CAP 2: TUTELA DEL PUDORE E DELLA RISERVATEZZA SESSUALE: nei ‘delitti contro

la moralità pubblica e il buon costume’! comune sentimento (atteggiamento etico-sociale assunto

dalla collettività) del pudore (=sentimento che induce al riserbo su quanto attiene alla vita sessuale).

Art 529 c.p.:sono osceni gli atti e gli oggetti che, secondo il senso commune, offendono il pudore”.

Le condizioni storiche ambientali e culturali hanno determinato una variabilità dei costumi:

■concezione storico-relativistica: pudore = elemento variabile della storia in rapporto ai costumi

(nel tempo è cambiato il concetto di osceno che viene valutato in base a: • “pudore della

maggioranza” (soglia del pudore riscontrabile nella maggioranza di persone); •criterio “dell’uomo

medio” (il comune sentimento coincide con il pudore riscontrabile in un soggetto equilibrato)

prevalente perché aperto ai mutamenti sociali.

■concezione deontologica: esistenza di un nucleo immodificabile del pudore che si fonda su una

concezione idealtipica di uomo “normale”.

||C’è poi stata una reinterpretazione in termini personalistici del bene oggetto di tutela: negli anni

’80 la proiezione di film pornografico non costituisce offesa al pudore se è riservata solo a coloro

che hanno consapevolmente preso visione di tale genere di spettacolo. Negli anni ’90: legittimità

dell’offerta di materiale pornografico se riservata a soli soggetti consapevoli. ≈≈> la Corte di

Cassazione (1994 e 1995) sostiene che il limite tra lecito e illecito penale è la possibilità di una

diffusa percepibilità dell’osceno contrarietà/offesa al sentimento del pudore dipende da:

!la

•oscenità dell’atto/oggetto (NO offensività se si esauriscono nella sfera privata); •diffusione

dell’oscenità. sostanziale liberalizzazione (regolamentata!) di pubblicazioni oscene di tipo

cartaceo o filmico. Questo per tutelare le libertà individuali (ciascuno deve poter vivere la propria

sessualità nel modo più consono e appagante). Quindi oggetto di tutela penale: libertà del singolo

individuo a non essere coinvolto contro la propria volontà nel contatto con atti, immagini,

rappresentazioni aventi contenuto osceno.

ATTI OSCENI IN LUOGO PUBBLICO (Art 527c.p.) incrimina (reclusione 3m-3a) chi compie

(fattispecie di mera condotta) atti osceni in luogo:

pubblico: accessibile a tutti (strade, piazze, campagna,…)

• aperto al pubblico: chiunque può accedervi ma secondo determinate regolamentazioni circa

• orario e pagamento di un prezzo (cinema, musei, scuole, chiese, ospedali,..)

esposto al pubblico: luogo NON pubblico (non accessibile da chunque) ma visibile per la sua

• determinata collocazione (balcone di un’abitazione, autovettura in pubblica via –si pensi a chi

compie attività sessuali al suo interno-).

Caratteristiche: •l’oscenità dipende dal contesto e dalle modalità; •la condotta deve prevedere atti

sessuali (non ci si riferisce qui alla mera ostentazione di parti intime –es nudisti o topless sulla

spiaggia- per cui tutt’al più sno previste contravvenzioni); •dolo (consapevolezza di oscenità)

•reato di pericolo (il pudore di terzi non dev’essere stato effettivamente leso) astratto (per luoghi

pubblici e aperti al pubblico) o concreto (per luoghi esposti al pubblico) IMP è il pericolo di

percezione da parte di terzi (anche condotte in luoghi pubblici possono non essere penalmente

rilevanti se, valutate le condizioni di tempo e di luogo, non sussiste la possibilità di percezione da

parte di terzi estranei. N.B. circostanza aggravante: fatto commesso all’interno o nelle immediate

vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi

assistano (pena aumentata di 1/3.

PUBBLICAZIONE E SPETTACOLI OSCENI (Art 528 c.p): reclusione (3m-3a) + multa (>103€)

in caso di:

condotte (commercializzazione/distribuzione/acquisto/pubblicizzazione per distribuzione)

• aventi ad oggetto scritti, disegni, immagini o altri oggetti osceni . Non integra la fattispecie il

commercio “clandestino” di materiale osceno se svolto con modalità tali da garantire la

riservatezza.

condotte relative all’organizzazione di pubblici spettacoli (cinematografici, teatrali,

• recitazioni o audizioni) con contenuto osceno. Esenzione da responsabilità se vengono

adottate le opportune cautele affinchè sia coinvolto solo un pubblico consapevole della natura

dello spettacolo.

Altre situazioni: • pornografia (caratterizzata da un massimo grado di esplicitezza con dettagli su

zone fisiche coinvolte nell’atto) ammessapurchè siano rispettati i limiti imposti per legge

(riservatezza e destinazione al solo pubblico maggiorenne); •opera d’arte e di scienza considerate

oscene solo nel caso sia offerta in vendita, venduta o procurata a persona minore di anni 18 !

libertà per l’arte (l’opera può anche essere finalizzata ad eccitare i sensi). •stampa sulla

!legge

stampa: controlli sulle pubblicazioni (riviste, libri, fumetti, illustrazioni, immagini) destinate a

fanciulli e adolescenti in modo che non siano idonee ad offendere il loro sentimento morale

(considerando la sensibilità e l’impressionabilità che sono loro proprie) o li incitino a corruzione,

delitto o suicidio. Inoltre, la rilevanza penale è assente in caso le immagini assolvano funzioni

informative (in relazione al grado di interesse collettivo alla conoscenza del fatto –immagini

pertinenti a vittime di conflitto bellico-) ma è presente qual’ora vengano pubblicate immagini a

colori del cadavere di una donna uccisa, nell’immediatezza dell’omicidio (perché idonee a turbare i

sentimento della morale o l’ordine familiare.

N.B. la pubblica decenza (artt 725 e 726 c.p.) punisce chi in luogo pubblico/aperto al pubblico/

esposto al pubblico tiene comportamenti meno gravi che offendono il pudore: sono violate quelle

regole che impongono decoro, riserbo e compostezza producendo disagio, fastidio e riprovazione

(pena da 258 a 2582€) –es.nudità-.

CAP 3: LA PROSTITUZIONE DI FRONTE AL DIRITTO PENALE:

Prostituzione= offerta di prestazioni sessuali a scopo di lucro prestazione sessuale +

!

controprestazione economica.

Nel panorama classico e poi romano vi è stata regolamentazione della prostituzione ≈≈> avvento

del cristianesimo non accettata ≈≈> Rivoluzione Francese: due movimenti: 1)gli

!prostituzione

abolizionisti (contrari alla prostituzione di Stato); 2)i tenutari (ineliminabilità del fenomeno) !la

prostituzione diventa servizio di Stato; così anche in Italia sotto Cavour e Crispi. Poi con la

legislazione fascista tale provvedimento è stato abrogato. unico delle leggi di pubblica

!Testo

sicurezza (1931): utilitaristico mantenimento del fenomeno (che però degradava i soggetti che lo

esercitavano -in luoghi stabiliti per legge- ad esseri di dignità inferiore) + previsione di controlli

sanitari coattivi per le donne (quando vi è sospetto di malattie contagiose). Nel cod Rocco erano poi

previste norme che incriminavano ‘ l’induzione ed istigazione alla prostituzione’ di minori, infermi,

legge Merlin 75/1958:

sogg con deficienze psichiche (attraverso violenza o minaccia)

“abolizione della regolamentazione della prostituzione (vietanto le case di prostituzione e

chiudendo quelle esistenti) e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione”. Del Cod Rocco

permangono gli artt 537 e 538 circa i delitti di tratta di donne e minori. + divieto di lenocinio

(=invito al libertinaggio, compiutoda persona che svolge opera di mediazione in luogo pubblico/

aperto al pubblico, personalmente o con mezzi di pubblicità). N.B. la legge si compone di 15

articoli di cui gli artt 3,4,5,6 contengono le norme penali; •liceità della condotta del soggetto che

esercita l’attività e del cliente che si limita a fruire della prestazione; •hanno rilevanza penale:

l’abitualità (perché sintomatica di possibile favoreggiamento o sfruttamento) e il fine di lucro;

•costituiscono prostituzione anche: 1) l’esibizione di spettacoli erotici (spogliarelli, lap dance) solo

se seguiti dall’intrattenimento delle ragazze con i clienti; 2)gli atti sessuali compiuti dalla sola

prostituta su se stessa, dietro pagamento di un corrispettivo (dovuto al dilagare di chat line e

webcam) non è determinante il contatto fisico tra prostituta e cliente.

La legge Merlin prevede la reclusione (2-6 anni) per tutte le fattispecie penali dell’art 3:

3.1: divieto dell’esercizio delle case di prostituzione (incriminato chi ne abbia la proprietà o

• l’esercizio)

3.2: divieto di locazione di una proprietà/una casa amministrata a fini di casa di prostituzione

• 3.3: incriminato chi, proprietario/gerente/preposto di un albergo/casa ammobiliata/pensione/

• circolo/locale da ballo/luogo di spettacolo vi tolleri abitualmente la presenza di una o più

persone che, all’interno del locale stesso, si danno alla prostituzione.

3.4: divieto di reclutamento (=ricerca di soggetti da avviare/già avviati alla prostituzione) e

• agevolazione (=attività tesa a facilitare l’introduzione di un soggetto alla prostituzione

non ancora iniziato –in questo è differente dal favoreggiamento).

!soggetto

3.5: divieto di induzione (=convincimento, persuasione, determinazione affinchè un soggetto si

• avvii o riprenda a prostituirsi –persona indotta a recarsi in territorio straniero per prostituirsi- !

rilevanza penale perché influisce sulla decisione della donna) e di lenocinio (attività di

procacciamento di clienti).

3.8: divieto di favoreggiamento (facilitazione delle concrete modalità di svolgimento dell’altrui

• prostituzione) eventualmente abituale -anche un solo fatto di agevolazione- per cui non

!reato

è richiesto fine di lucro. Il dolo è generico.|| + sfruttamento (trarre ingiustificato vantaggio

dall’attività di chi si prostituisce) è configurato un reato necessariamente abituale (rileva

!non

anche un singolo episodio di ricezione delle utilità che determini un incremento del tenore di

vita).

Art 4: circostanze aggravanti (raddoppio della pena): 1)costrizione e violazione della libertà di

autodeterminazione; 2)squilibrio fra la condizione del soggetto attivo e passivo (fatto commesso

•dall’ascendente, affine, marito, fratello, sorella, padre e madre adottivi, tutore; •da un pubblico

ufficiale; •nei confronti di persona in stato di infermità o minorazione psichica); 3) offesa cagionata

ai danni di più persone tutela di moralità pubblica, buon costume, ordine sociale e della libertà e

dignità della prostituta.

≈≈> 2008: disegno di legge Carfagna che introduce un nuovo comma all’art 1 della legge Merlin:

“chiunque esercita la prostituzione o invita ad avvalersene in luogo pubblico/aperto al pubblico è

punito con l’arresto da 5 a 15 gg e con l’ammenda da 200 a 3000€” obbiettivo: eliminare la

!

prostituzione di strada.

CAP 4: TUTELA DEI MINORI CONTRO FORME DI SFRUTTAMENTO SESSUALE:

legge 269/1998: norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del

turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù.

Convenzione sui diritti del fanciullo (New York,1989) ratificata in Italia (1991):

art 34: gli Stati parte si impegnano a proteggere il fanciullo contro ogni forma di sfruttamento

• sessuale e di violenza sessuale per impedire: 1)incitamento o costrizione ad attività sessuali

illegali; 2)sfruttamento a fini di prostituzione o altre pratiche sessuali illegali; 3)sfruttamento per

produzione di spettacoli o di materiale a carattere pornografico.

Art 35: gli Stati parte adottano ogni adeguato provvedimento per impedire il rapimento, la

• vendita o la tratta di fanciulli

Art 36: gli Stati parti proteggono il fanciullo contro ogni altra forma di sfruttamento

• pregiudizievole al suo benessere in ogni suo aspetto.

Bene tutelato: integrità sessuale del minore, sfruttato per scopi di lucro. Sullo sfondo: pedofilia

(attrazione sessuale vs soggetti in età prepuberale) il diritto non è interessato alle perversioni di

un soggetto ma alla tutela di soggetti deboli e incapaci di determinarsi liberamente (intangibilità del

minore e tutela del suo sviluppo psicofisico).

Art 600-bis: prostituzione minorile: comma 1 (reclusione 6-12 anni + multa ≈15.500-155.000 per

che induce alla prostituzione il minore di anni 18 -favorendola e sfruttandola-) e comma 2

(punibilità anche per il cliente del soggetto che si prostituisce –minore tra i 14 e i 18 anni- in

cambio di denaro o altra attività economica condotta che può incentivare allo sfruttamento e ad

!

attività collaterali). Caratteristiche: •reato comune: divieto rivolto a tutti; • aggravante se il soggetto

attivo è l’ascendente, il genitore, il tutore, chi è preposto all’istruzione/educazione/vigilanza/

custodia del minore non ancora 16enne (reclusione 5-10 anni). •l’utilità economica può essere

corrisposta direttamente allo sfruttatore; •fattospecie a dolo generico (consapevolezza di minore età

e pagamento della prestazione).

Art 600-quinquies: turismo sessuale minorile: fenomeno organizzativo in cui risiede il nucleo di

interessi economici legati allo sfruttamento dei minori organizzazione e propaganda di viaggi

!

volti allo sfruttamento della prostituzione minorile. •destinazione non esclusiva (si possono

affiancare altre finalità di tipo turistico); •legge del 2006 che impone agli operatori turistici che

organizzano viaggi collettivi o individuali in Paesi esteri di inserire in maniera evidente (nei

materiali propagandistici e programmi) l’avvertenza che la legge italiana punisce con la reclusione i

reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile (pena sanzione amministrativa

1500-6000€)

Art 600-ter c.p.:pornografia minorile: diverse ipotesi di reato: •realizzazione di materiale/

esibizioni pornografiche; •induzione di minori di 18 anni a partecipare ad esibizioni pornografiche;

•commercio di materiale pornografico; •distribuzione, diffusione e pubblicizzazione di materiale

pornografico o di info a fini di adescamento di minori; •cessione anche a titolo gratuito si materiale

pornografico; •detenzione materiale e acquisto di materiale pornografico per scopo personale

(obbiettivo: porre argine alla domanda del prodotto riducendo l’impulso all’offerta e quindi

riducendo lo sfruttamento di minori)

Pornografia= rappresentazione filmica o fotografica di condotte che possono costituire un pericolo

per lo sviluppo fisico, psichico e morale del minore: atti sessuali. N.B. è necessario che il minore

venga rappresentato nel compimento di atti sessuali espliciti coinvolgenti le zone genitali o anali,

sia ad opera di terzi che compiuti dal minore su se stesso (è pornografia anche anche quella che

ritrae il minore come spettatore di fronte ad atti sessualmente espliciti).

Indici di possibile soggetto dedito alla diffusione di materiale pornografico sono 1)esistenza di una

struttura organizzativa anche rudimentale (organizzazione imprenditoriale per ricavare utili sulla

diffusione del prodotto –materiale pornografico e notizie per adescamento e sfruttamento sessuale

di minori-); 2)collegamento dell’agente con pedofili, potenziali destinatari del mercato

pornografico. sono punite:

Distribuzione, divulgazione, diffusione, pubblicizzazione del materiale pornografico e di notizie

• atte all’addescamento di minori (con ogni mezzo –anche internet- ) reclusione (1-5 anni) +

!

multa (≈ 2500-51500€). Destinatari: numero indeterminato di persone

Offerta o cessione ad altri, anche a titolo gratuito, del materiale pornografico reclusione (fino

• !

3 anni) + multa (≈1500-5000€). Destinatari: soggetti determinati e di numero definito.

Art 600-quater: pornografia virtuale (pena diminuita di 1/3): immagini realizzate con tecniche di

eaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di

rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali non reali ma frutto di

!protagonisti

elaborazioni grafiche. Vi è però rilevanza penale qual ora siano presenti dettagli/segni particolari

che permettano l’identificazione del minore di anni 18 (se ritratti per intero o a mezzo busto); ciò

perché, evitato il danno psicofisico dello sfruttamento, si cerca di evitare anche effetti sociali

pregiudizievoli per il fatto di essere presente in immagini pornografiche.

Il legislatore europeo ha previsto delle cause di esclusione della punibilità (•produzione e possesso a

solo uso privato; •no rischi di diffusione del materiale) che eventualmente i singoli stati potevano

far rientrare nel loro ordinamento. Il legislatore italiano non ha inserito nessuna di queste cause di

esclusione della punibilità.

PARTE IV: TUTELA DELLA DIGNITA’ DELLA PERSONA:

CAP 1: TUTELA PENALE DELL’ONORE: onore:

■concezione fattuale= bene giuridico unico ma articolato in due componenti: psichica (interna o

soggettiva =sentimento che il soggetto ha delle proprie doti e del proprio valore sociale) e psico-

sociale (esterna o oggettiva =reputazione di cui il soggetto gode nella società). Problemi:

1)soggettivizzazione –basarsi su valutazioni della vittima, diverse a seconda del soggetto-;

2)possibili vuoti di tutela per soggetti che non hanno stima di sé –infermi di mente, minori- o non

godono di quella degli altri –delinquenti, prostitute-; 3)difficoltà di accertamento probatorio. ≈≈>

■concezione normativa= valore interno della persona di ogni vuoto di tutela

!eliminazione

riconoscendo l’esistenza di un onore minimo spettante a ciascun individuo. Difficoltà: dare un

preciso contenuto all’onore-valore

■concezione normativo-fattuale: componenti di fatto e di valore per la df del concetto di onore

■concezione personalistica o costituzionalmente orientata: onore= bene giuridico personalissimo

inserito nel contesto sociale di riferimento in quanto aspetto irrinunciabile della vita umana. !

conformità con artt della Cost: 2 (diritti inviolabili dell’uomo), 3 (pari dignità sociale). onore

(diverso da identità personale che è l’esatta rappresentazione agli altri della propria personalità) =

bene giuridico unitario, egualmente tutelato sia da ingiuria che da diffamazione.

Delitti contro l’onore: ingiuria (art 594) e diffamazione (art 595) che; •si distinguono tra di loro

per presenza o assenza del soggetto passivo; •sono direttamente indirizzate alla vittima e da queste

recepite; •sono illeciti di comunicazione (esternazione di pensiero + altrui percezione del mesaggio)

con evento naturalistico; •sono perseguibili a querela (per la natura privata dell’interesse

!reati

tutelato) con la possibilità di trasmissione del diritto a congiunti, adottanti, adottati (per offesa alla

memoria del defunto); •dolo generico (compreso quello eventuale); •reati comuni (chiunque può

esserne soggetto attivo ma solo una persona determinata o determinabile può essere soggetto

passivo –qui la determinatezza viene meno in offese rivolte a più persone “in forma collettiva”, es i

siciliani sono mafiosi, a meno che si tratti di gruppi di ridotte dimensioni con soggetti facilmente

individuabili); •competenza del Giudice di pace; •trattamento sanzionatorio: detenzione domiciliare

e lavoro di pubblica utilità; •offesa configurabile anche vs sogg non in grado di recepirla (comatosi,

svenuti, sordi) o di comprenderne il significato (ubriachi, infermi di mente, minorenni); •aggravanti:

diffamazione a Corpo politico, amministrativo, giudiziario, una sua rappresentanza o Autorità

costituita in collegio. || •L’ingiuria è meno grave perché permette una immediata reazione difensiva

atta a neutralizzare o attenuarne gli effetti (è aggravata quando l’offesa è percepita da più persone);

•la diffamazione ha maggiori livelli di diffusività e gravità perché effettuata con mezzi di

comunicazione di massa.

DELITTO DI INGIURIA (art 594): presenza del soggetto passivo + offesa all’onore e al decoro.

•valore offensivo relativo che si evince da: 1)condizioni personali delle parti; 2)rapporti tra le parti;

3)ambiente in cui si è verificata (!contestualizzazione per distinguere le espressioni realmente

lesive dell’onore da quelle impertinenti o scortesi –es il termine ‘marrocchino’ non è per sé

ingiurioso ma lo può diventare se usato con atteggiamento di disprezzo-).

Modalità di ingiuria: verbale (uso della parola in forma orale o scritta), reale (comportamento

materiale: disegni, gesti, suoni oltraggiosi, comunicazione telegrafica o telefonica o a mezzo di

internet), indiretta (l’offesa colpisce persona diversa da quella cui era indirizzata), riflesse (l’offesa

colpisce il destinatario e un terzo), omissive (viene omesso un comportamento che fa parte di un

obbligo giuridico –mancato saluto nelle relazioni di subordinazione militare-).

Momento consumativo: momento della percezione.

DELITTO DI DIFFAMAZIONE (art 595): incrimina chi, comunicando con più persone, offende

l’altrui reputazione offesa dell’altrui reputazione + assenza del soggetto passivo +

!

comunicazione con più persone (almeno due) attribuzione di un fatto determinato con stampa.

Modalità di diffamazione: parole, disegni, scritti, gesti, fotografie, fotomontaggi, moderni mezzi di

comunicazione (stampa, radio, televisione, internet), indiretta (comunicazione ad un soggetto che

poi riferisca a terzi. Risponde l’agente se vi è sua volontà di divulgazione; se la propagazione

avviene su iniziativa esclusiva del primo destinatario questo sarà l’unico responsabile),

commissione mediante omissione (es nella narrazione parziale il fatto taciuto è essenziale per

l’interpretazione corretta dei fatti).

Momento consumativo: diffusione dello stampato, con la consegna delle copie d’obbligo alla

Prefettura e alla Procura della Repubblica, o di altro mezzo di pubblicità.

||circostanze aggravanti di:

Ingiuria: presenza di più persone

• Diffamazione: •offesa ad un Corpo politico, amministrativo, giudiziario, una sua

• rappresentanza o Autorità costituita in collegio; •offesa recata con mezzo di stampa o con

qualsiasi altro mezzo di pubblicità (diffamazione a mezzo di stampa) diffusione

!maggiore

potenzialità lesiva.

!maggiore

Concorso di entrambe in caso di comunicazioni tramite internet dirette contemporaneamente a

• terzi e alla persona offesa.

Esimenti comuni: art 21 Cost: libertà di manifestazione del pensiero = causa di giustificazione per:

Diritto di cronaca: informare il pubblico raccontando accadimenti reali attraverso la stampa o

• altro mezzo di comunicazione. !limiti:

Verità: del fatto intesa come verità in senso oggettivo (corrispondenza tra fatti accaduti e

o fatti narrati) costante e assoluto del giornalista di verificare l’attendibilità

!obbligo

delle notizie e della fonte informativa.

Pertinenza: interesse pubblico-sociale alla conoscenza del fatto perché rilevante per la

o comunità ed il suo sviluppo culturale, politico e sociale. L’interesse può essere

•immediato (=fatti di pubblica rilevanza –attività del Governo, vicende criminose,…-);

•mediato (=fatti della vita privata legati a situazioni di pubblico interesse perché base di

valutazioni sociali o politiche o connessi a malattie, vizi privati di politici,…). N.B. NO

pertinenza per vicende esclusivamente private.

Continenza: correttezza formale e sostanziale nell’esposizione di notizie.

o

Problemi per intervista giornalistica: l’intervistatore è in qualche modo l’artefice del pensiero

dell’intervistato. L’aver riportato fedelmente il pensiero altrui non costituisce scriminante, a meno

che l’intervistato non sia un soggetto che riveste una posizione di rilievo (nella vita politica, sociale,

economica) per cui non vi è possibilità di censura. La responsabilità del giornalista in quest’ultimo

caso permane se aderisce manifestatamente ai pensieri dell’intervistato e non tiene, quindi, una

posizione di imparzialità.

Diritto di critica: “espressioni di giudizi (sulla base di valutazioni insieme fattuali e

• valutative)”, “presa di posizione motivata e argomentata su accadimenti, fatti, circostanze dei

più vari settori della vita”. N.B. stessi limiti del diritto di cronaca. •liceità della critica valutata

in base all’ambito in cui viene esercitata e alle finalità perseguite (es nella critica politica è

legittimato l’uso di espressioni forti e suggestive –non idonee in altri ambiti- per richiamare

l’attenzione di chi ascolta); •satira= messaggio volto a suscitare ilarità e ad effettuare una

riflessione critica più pacata e matura.

Immunità nell’ambito dei delitti d’onore: Membri del Parlamento (art 68 Cost), consiglieri

regionali (art 122 Cost), giudici della Corte Costituzionale (legge ’48) e membri del CSM (legge

’58) NON possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio

delle loro funzioni. Anche per i parlamentari (sia nell’esercizio delle loro funzioni sia fuori dal

Parlamento).

Esimenti speciali:

1. prova liberatoria (exceptio veritatis) (art 596): carattere veritiero di un’affermazione non ne

esclude il carattere ingiurioso o diffamatorio. Unica eccezione (=estinzione dei reati di ingiuria

e diffamazione in caso di corrispondenza al vero) solo se: •persona offesa è un pubblico

ufficiale ed il fatto si riferisce all’esercizio di sue funzioni; •per il fatto attribuito alla persona

offesa vi è un procedimento penale aperto o appena iniziato; •il querelante domanda l’estensione

del giudizio per accertare la verità/falsità del fatto ad esso attribuito. accertamento di

verità=non punibilità dell’offensore. Prova completa=perfetta coincidenza tra fatto addebitato e

fatto provato. N.B. in seguito al riconoscimento dell’efficacia scriminante dell’esercizio dei

diritti di cronaca e di critica, l’exceptio veritatis inizia a valere solo per il terzo punto in quanto

inerente a fatti relativi alla vita privata/interesse privato

2. offese in scritti o discorsi pronunciati di fronte alle Autorità giudiziarie o amministrative

(598): queste non sono punibili se, oltretutto, • concernono oggetto della causa o del ricorso

amministrativo (! immunità giudiziale per libertà di discussione e di difesa); •provengono da

una parte o da un patrocinatore di essa (PM e l’indagato. Sono esclusi il giudice, i suoi ausiliari,

i testimoni e i consulenti tecnici di parte). Al giudice è attribuito il potere di: •emanare

provvedimenti disciplinari; •ordinare la soppressione o cancellazione, in tutto o in parte, delle

scritture offensive; •di assegnare alla persona offesa una somma di denaro a titolo di

risarcimento del danno non patrimoniale.

3. provocazione (599): non è punibile chi ha commesso ingiuria o diffamazione nello stato d’ira

(particolare reazione emotiva che impedisce all’agente di resistere all’impulso aggressivo)

determinato da un fatto ingiusto altrui (sufficiente il fatto lesivo di regole comunemente

accettate nella civile convivenza) e subito dopo (istantaneità del fatto in senso relativo –si ha

riguardo alle modalità di offesa e della potenziale reazione –reazione provocata se, dopo la

commissione del fatto ingiusto viene inviata all’offeso una lettera provocatoria- !deve

sussistere una contiguità temporale ). ||la reazione può essere diretta dal provocatore anche a

persona diversa, purchè legata da rapporti tali da giustificare lo stato d’ira e la reazione

offensiva o può provenire da un soggetto terzo rispetto a quello che ha subito fatto ingiusto

(direttore di quotidiano che reagisce contro chi ha calunniato un suo giornalista)

4. ritorsione =offese reciproche [SOLO PER INGIURIA] (599): se le offese sono reciproche

(nesso di dipendenza logico-causale) il giudice può dichiarare non punibili uno o entrambi gli

offensori (NON è una causa di giustificazione ma una valutazione discrezionale del giudice).

N.B. l’esimente non è applicabile a chi reagisce ad un’offesa coperta da causa di giustificazione

(allievo che inveisce contro il maestro che ha correttemente esercitato il suo ius corrigendi).

CAP 2: TUTELA DELLA PARI DIGNITA’: NORME ANTIDISCRIMINAZIONE:

1983: Leggi Razziali: discriminazione lecita per garantire la “purezza” della razza italiana.

1948: entra in vigore la Costituzione la prima volta: principi di uguaglianza e pari dignità

!per

sociale diritto a non essere discriminati (oggi inviolabile –art 3 Cost-). Tali diritti oggi emergono

!

anche da: •Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948); •CEDU (1950); •Patto

internazionale sui diritti civili e politici (1966); • legge 654/1975 esecutiva della Convenzione ONU

‘sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale’ !discriminazione=fatto

penalmente rilevante. | NO a •superiorità; •odio razziale o etnico; •incitamento alla

discriminazione e all’odio per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (fattore aggiunto dalla

legge 205/1993). + legge 85/2006 per la riqualificazionedei comportamenti integranti gli illeciti.

Tutte queste normative non danno una df di ‘discriminazione’ convenzione ONU: direttive

2000/43/CE (parità di trattamento di persona di razza diversa) e 200/78/CE (parità in ambito

occupazionale: condizioni di lavoro). discriminazione= ogni comportamento che, direttamente o

indirettamente, comporti distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, colore,

ascendenza o origine nazionale o etnica con lo scopo o l’effetto di compromettere la parità in

termini di diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale e

culturale e in ogni altro settore della vita pubblica.

Principali figure di reato:

delitti di opinione (=manifestazione di pensiero idonea a provocare la commissione di delitti

• all’odio che crea pericolo per l’ordine pubblico). interesse protetto: pari dignità

!istigazione

(art 3 Cost) e, in secondo piano, l’ordine pubblico.

Propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico (sono escluse le

• dimensioni nazionali e religiose per la volontà del legislatore di non comprimere

eccessivamente la libertà di manifestazione del pensiero dato che tali fattori sono spesso

impiegati in dibattiti storici e culturali). •il reato si consuma nel momento e nel luogo della

propagande quando il pensiero divulgato è conosciuto o conoscibile da una pluralità di persone;

•il dolo è generico: agente consapevole del contenuto dell’idea che propaganda e della sua

idoneità a condizionare l’opinione altrui.

Istigazione a commettere atti di discriminazione o atti di provocazione alla violenza. N.B.

• non basta la mera diffusione di idee ad un num indeterminato di persone; occorre che essa sia

idonea ad intercettare una cospicua quantità di consensi attorno al pensiero divulgato. •il reato si

consuma nel momento e nel luogo dell’istigazione; •il reato è a dolo specifico; •reato a forma

libera (incriminazione di atti di discriminazione per la tutela della dignitàumana a prescindere

dal concreto pericolo per la coesistenza pacifica tra gruppi di diversa nazionalità/etnia.

atti di provocazione alla violenza: il legislatore vuole qui chiudere possibili vie di fuga a chi,

volendo trovare una giustificazione al loro comportamento aggressivo, abbiano prima provocato

soggetti appartenenti ad un diverso gruppo razziale che abbiano reagito in modo violento.

Caratteristiche: •disposizioni a più norme (o norme miste cumulative) per il concorso in caso

di più violazioni della stessa previsione (La clausola di sussidiarietà espressa esclude il concorso

con più gravi illeciti penali); •pene accessorie: 1)obbligo di lavoro, non retribuito, di pubblica

utilità o con finalità sociali; 2)obbligo di rientro e di non uscita alla/dalla propria dimora a certi

orari; 3)sospensione della patente, del passaporto o altri documenti di identificazione; 4)divieto

di detenzione di armi proprie; 5)divieto a partecipare a propaganda elettorale. •aggravante:

finalità discriminatoria e di odio etnico, nazionale, razziale, religioso, sessuale.

Vi sono dubbi sulla conformità delle norme antidiscriminazione con alcuni principi di rango

costituzionale: precisione o proporzione (punite allo stesso modo), libera manifestazione del proprio

pensiero, libertà d’espressione (limiti impliciti –valori costituzionali- ed espliciti –buon costume-).

≈≈> decisione quadro 2008/913/GAI che impone agli Stati membri di sanzionare penalmente

manifestazioni di pensiero discriminatorie ed esternazioni negazioniste (che negano, giustificano,

minimizzano pubblicamente un particolare evento storico –genocidio, crimine contro l’umanità-). Il

nostro ordinamento non conosce reati di negazionisimo per lasciare spazio al dialogo/confronto tra

idee opposte.

CAP 3: DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO RELIGIOSO: PRIMA la tutela penale si

articolava in: •vilipendio della religione dello Stato (reclusione fino a 2 anni); •offesa alla

religione dello Stato mediante vilipendio di persone –di chi la professa- (reclusione fino a 2a) di

cose –che forano oggetto di culto, consacrate al culto, destinate al suo esercizio- (reclusione 1-3 a);

•turbamento di funzioni religiose del culto cattolico (reclusione fino a 2 anni); •bestemmia e

manifestazioni oltraggiose verso i defunti (sanzione pecuniaria)

Queste figure erano applicabili anche alle offese arrecate ad un “culto ammesso nello Stato”

POI: entrata in vigore della Costituzione (1948) dignità di tutti gli uomini a prescindere

!pari

dalla religione professata (artt 2 e 3 Cost); pari libertà di ogni confessione religiosa davanti alla

legge (art 8Cost) e di ogni credente di professare la propria fede religiosa con il solo limite dei riti

contrari al buon costume (art 19 Cost); libertà di manifestazione del pensiero (art 21 Cost) con il

solo limite del buon costume.

1948: Accordo di revisione dei Patti Lateranensi non più in vigore il principio della religione

! !

cattolica come sola religione dello Stato italiano adeguamento a tali principi da parte della Corte

Costituzionale verso un sistema plurlista (sulla base dell’art 7 Cost) attraverso

!transazione

pronunce di accoglimento che fanno crollare l’impianto originario della normativa penale a tutela

del fenomeno religioso. Questo perché la Corte ha ravvisato l’esigenza di estendere la tutela penale

contro le offese del sentimento religioso di individui appartenenti a confessioni diverse da quella

cattolica (non più unica religione di Stato). || Altra questione affrontata è quella dell’insegnamento

della sola religione cattolica nella scuola pubblica: la Corte perviene al riconoscimento del

“principio supremo di laicità dello Stato” (delineata nella Carta costituzionale della Repubblica e

non espressamente affermata nella Cost ma implicita negli artt 2,3,7,8,19,20). N.B.laicità=non

indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della

libertà di religione in un regime di pluralismo confessionale e culturale.

Scopo: protezione •del sentimento religioso in conformità con il diritto costituzionale di libertà di

religione che garantisce il rispetto della pari dignità della persona religioso

!sentimento

individuale; •dell’uguaglianza; • delle minoranze = ‘culti ammessi nello Stato’!effettivo

pluralismo religioso nell’ordinamento (non eccessiva differenziazione del trattamento sanzionatorio

tra le diverse religioni).

≈≈> riforma: legge 85/2006: modifiche al c.p. in materia di reati d’opinione:

Pena detentiva sostituita con pena pecuniaria per diverse ipotesi di vilipendio (condotta

• vilipendiosa per le sole “espressioni ingiuriose”) per le forme di vilipendio reale

!reclusione

(=aggressione materiale dei beni ‘simbolo’ oggetto di protezione –bandiera, cose di culto,…-

l’espressione “culti ammessi nello Stato” sostituita con il più generico “confessioni religiose”

• Nei ‘Delitti contro le confessioni religiose’ sono comprese:

• Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone (multa 1000-5000€

o aumentata se il vilipendi riguarda un ministro di culto –a prescindere dalla religione-)

Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di cose (art 404) mediante

o espressioni ingiuriose. oltraggiose e sprezzanti realizzate con parole,

!manifestazioni

gesti, scritti, disegni ma non con aggressioni materiali che causano un danneggiamento –

in quest’ultimo caso: figura di danneggiamento di cose altrui.

Offese a una confessione religiosa mediante danneggiamento di cose: risponde chiunque

o pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora cose che formino

oggetto di culto o siano consacrate o destinate all’esercizio del culto

Turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa (art 405):

o reclusione fino a 2 anni (1-3 anni nell’ipotesi aggravata).

Ad essere tutelato è il sentimento religioso individuale (in secondo piano: offesa alla confessione

religiosa). Data però l’inadeguatezza dell’attuale normativa a tutelare il sentimento religioso

individuale, la materia necessita di un nuovo intervento del legislatore.

CAP 4: TUTELA POST MORTEM: LA PIETA’ DEI DEFUNTI (capo II, titolo IV, libro II):

delitti contro la pietà dei defunti (= sentimento collettivo di venerazione e rispetto verso i

trapassati). Se da un lato vi è continuità con i delitti contro il sentimento religioso, dall’altro vi è

discontinuità dovuta alla dimensione non religiosa del sentimento di pietas verso i defunti (il culto

dei morti sperra anche al non credente). •N.B.data la dimensione collettiva dell’interesse protetto:

procedibilità d’ufficio. •tutela penale per quelle offese che coinvolgono direttamente la persona

nella sua “proiezione esistenziale” in cui vige comunque la dignità umana (costituzionalmente

tutelata e valida per chiunque). •Reati (a dolo generico):

Violazione di sepolcro – vilipendio di tombe (in aggiunta delle cose destinate al culto dei

• defunti: urna –cassetta/vaso contenente le ceneri della salma cremata-, oggetti che esprimono

venerazione –simboli religiosi, fiori, piante, lampade,…-, cose a difesa o ornamento dei cimiteri

–cancelli, mura di cinta, piante lungo i viali, opere monumentali-). Tomba e sepolcro sono

sinonimi per quanto concerne la funzione ma tomba=sepoltura elevata sul suolo,

sepolcro=manufatto realizzato sottoterra e con carattere di monumentalità.

(407): Violazione di sepolcro: violazione descrittiva (condotta che si manifesta

o all’esterno con atti di violenza sulle cose-oggetto materiale) e normativo-sociale

(valutazione del comportamento violento sulla base del sentire diffuso della comunità di

riferimento in relazione al mondo dei defunti). Es:abbattere, scoperchiare la tomba o

ilsepolcro, disseppellire il cadavere, rompere o rovesciare l’urna,… •dolo generico

(animus iniuriandi); •consumazione: momento in cui i resti umani o il loro involucro

immediato entrano in contatto diretto con il mondo esterno; •ammesso il tentativo;

•reclusione (1-5 anni) più rigorosa per tutela di salma e ceneri.

(408):Vilipendio di tombe: manifestazione di disprezzo o dileggio; •reato a forma

o libera (reale –atti materiali per danneggiare, mutilare,…- o verbale –manifestazioni di

pensiero attraverso la parola o lo scritto-); •dolo generico; •reclusione (6m-3a);

•obbiettivo: proteggere le cose funerarie in sé considerate.

(405): Turbamento di un funerale (=cerimonia funebre, presente o no il cadavere, solenne o

• semplice in occasione del decesso) o servizio funebre (=tutto ciò che non è tipico del funerale

ma che è connesso all’assistenza e alla venerazione del defunto): impedimento o turbamento. Si

parla qui di dolo generico.

(410): vilipendio di cadavere (=spoglia umana inanimata): •SOLI comportamenti materiali

• (noverbali). •circostanze aggravanti:

deturpamento= alterazione di tratti fisici (incisioni, abrasioni sul viso)

o mutilazione= recisione e asportazione di parti del cadavere, non suscettibili di essere

o staccate in un soggetto vivente (naso, orecchie,…NO capelli)

atti di brutalità= violenza contraria al rispetto vs i defunti (infliggere calci, calpestarlo,..)

o atti di oscenità= che offendono il pudore (abuso sessuale, manifestazioni di necrofilia)

o

(411): distruzione =salma o parte di essa talmente compromesse da non poter procedere

• ad . alcuna ricostruzione (processo di saponificazione)

soppressione= il cadavere, rimosso, è reso introvabile in via definitiva

o sottrazione= arbitrio trasferimento del cadavere o delle ceneri

o

di cadavere o sottrazione e dispersione= corrispondente alla distruzione !spargimento

anche parziale delle ceneri che ne rende impossibile il recupero (a meno che non vi siano

autorizzazione dell’ufficiale di stato civile o la volontà del defunto) Deposito

delle ceneri =prodotto della cremazione o di un processo di combustione accidentale,

delittuosa o frutto di cremazione). NB:aggravante se commesso in cimiteri o luoghi di custodia

(412): occultamento di cadavere: nascondimento temporaneo (!è presupposto il

• ritrovamento) delle spoglie/ceneri –altrimenti: soppressione-.

(413): uso illegittimo di cadavere: dissezionare –incisioni, tagli o altre operazioni a scopo di

• indagine o dimostrative- o “adoperare” –condotta orientata da finalità scientifica o didattica- la

salma o parte di essa a scopi scientifici o didattici, quando non sia consentito dalla legge

(regolamento di polizia mortuaria: consentito a scopi terapeutici)

PARTE V: TUTELA DI ALTRI DIRITTI DELLA PERSONA

CAP 1: TUTELA DELLA VITA PRIVATA: vita privata= pluralità di interessi connessi alla libertà

individuale. Problema di oggi sono i sempre più sofisticati strumenti per la registrazione della voce,

la fissazione dell’immagine in grado di penetrare ogni tipo di barriera e superare qualsiasi distanza

+ diffusione di notizie riservate attraverso gli elaboratori elettronici e le banche dati + mass media

legge 98/1974 che inserisce nel codice l’art 615-bis: interferenze illecite (fatti, documenti,

comuicazioni telegrafiche o telefoniche) nella vita privata = atti di indiscrezione punito chi

acquisisce, con l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora (non solo quelli che catturano

l’immagine o il suono –anche canocchiali, radiospie,...-), notizie o immagini circa la vita privata

che si svolge nei luoghi di cui all’art 614 posti limiti di mezzi e spazi per evitare atti lesivi

!sono

della riservatezza. Si è iniziato a parlare anche di intercettazioni ambientali= attività doverose che

costituiscono causa di giustificazione (adempimento di un dovere) a condizione che: •il legislatore

ne stabilisca i requisiti di legittimità (art 266,267 c.p.); •i fatti siano di una certa gravità (esistono

gravi indizi di reato e fondato motivo di ritenere che in quel luogo si stia svolgendo l’attività

criminosa); •previa autorizzazione del giudice

In questi casi dolo= rappresentazione nell’agente dell’illiceità del comportamento + rivelazione e

diffusione consapevoli di notizie attinenti alla vita privata.

vita privata= bene giuridico generale e unitario di rango costituzionale (art 2 Cost) + libertà e

riservatezza domiciliare (art 14 Cost); libertà, riservatezza e segretezza di corrispondenza e

comunicazioni (art 15 Cost); riservatezza dei dati personali (privacy).

■TUTELA DEL DOMICILIO: domicilio=ogni luogo/spazio in cui il soggetto ossa manifestare la

propria personalitàin modo libero, pieno e spontaneo (es abitazione,studio professionale, laboratorio

commerciale, camera d’albergo, cabina di una nave, sede di un partito,… –luogo dove

!abitazione

si svolge la vita domestica- e altro luogo di privata dimora + pertinenze). L’inviolabilità del

domicilio è sancita dall’art 14 Cost.. ||Situazioni particolari:

pubblici esercizi (negozi, bar, ristoranti, discoteche,…): nell’orario di chiusura si parla di

• “privata dimora”, nell’orario di apertura viene accordata tutela domiciliare solo nel caso in

cui l’ingresso si prefigge scopi diversi da quelli propri del pubblico esercizio.

Stabilimenti industriali: 2 ipotesi: 1)tutela domiciliare accordata perché l’imprenditore, con

• poteri di direzione e controllo, può esercitare il diritto di escludere dai locali persone non

gradite; 2)tutela domiciliare non accordata perché privata dimora=proiezione spaziale della

persona umana nella sua dimensione privata.

Mezzi di trasporto: no per autovettura in pubblica via, si per camper e roulotte

2 articoli:

1) art 614 c.p.: violazione di domicilio: chi vi abita o dimora è titolare dello ius escludendi !

complicazioni nel caso di comunità di persone in cui ciascuno è titolare di questo diritto (mentre

nelle comunità strutturate prevale la volontà del superiore gerarchico); nell’ambito familiare i

coniugi sono parimenti titolari del diritto di inviolabilità domiciliare (anche il consenso di uno rende

legittimo l’accesso o la permanenza nel domicilio coniugale). N.B. •il dissenso presunto (che si

presume sarebbe stato esternato dall’avente diritto se ne avesse avuta la possibilità) è penalmente

rilevante se l’agente ha agito con un fine illecito o immorale. •non può presumersi un consenso

indiscriminato del titolare dello ius excludendi. ||•perseguibile a querela; •recusione 6m-3a;

•aggravato (pena 1-5 anni + perseguibilità d’ufficio) se commesso con violenza su cose o persone o

se il colpevole è palesemente armato –arma percepibile dal soggetto passivo-.

2)Art 615 c.p.: violazione di domicilio commessa da pubblico ufficiale: •perseguibile d’ufficio;

•abusività della condotta –oltre i limiti della competenza o con un uso dei poteri da fini diversi da

quelli istituzionali; •comprende anche il mancato rispetto delle formalità prescritte dalla legge per la

legittima introduzione nel domicilio altrui.

■TUTELA DELLA SEGRETO

Art 616 (violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza) incrimina: 1)presa di

• cognizione del contenuto di corrispondenza chiusa non diretta all’agente (dolo generico);

2)sottrazione di corrispondenza chiusa o aperta non diretta all’agente, al fine di prenderne o di

farne prendere cognizione ad altri (dolo specifico); 3)distruzione o soppressione anche parziale

della corrispondenza altrui (dolo generico); 4)rivelazione anche parziale senza giusta causa con

conseguente nocumento (dolo generico) ||N.B •se le violazioni ai punti 2-3 è commessa da

persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o telefoni: art 619 (pena più severa per

abuso di funzione); •punto 4: se la corrispondenza è aperta: art 618; se la rivelazione è

commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o telefoni per ragioni di

ufficio o di servizio: art 620

Art 617 (cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni

• telegrafiche o telefoniche) e 617-quater (intercettazione, impedimento o interruzione

illecita di comunicazioni informatiche o telematiche). Qui la diversità sta solo nel tipo di

comunicazione generico (per presa di cognizione fraudolenta e rivelazione) Se non

!dolo

fraudolente, solo la rivelazione è penalmente rilevante.

Art 617-bis (Installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire

• comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche) o 617-quinquies (Installazione di

apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche

o telematiche. Le apparecchiature devono essere in grado di captare le conversazioni altrui.

Art 617-ter (falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o

• conversazioni telegrafiche o telefoniche) o art 617-sexies (falsificazione, alterazione o

soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche). Qui il fine

dell’agente è quello di procurare a sé o ad altri un vantaggio o arrecare ad altri un danno.

Art 621 (rivelazione del contenuto di documenti segreti (pubblici o privati diversi dalla

• corrispondenza). Caratteristiche: •rivelazione dev’essere stata fatta senza giusta causa;

•eventuale successivo impiego a proprio o altrui profitto del contenuto segreto.

Art 622 (rivelazione di segreto professionale).

Definizioni: •segreto= relazione conoscitiva esclusiva tra un soggetto e un fatto, riguardante aspetti

della vita privata più specifici di quelli oggetto di riservatezza (coinvolgenti l’intera sfera privata).

Soggetti coinvolti: titolare del segreto e depositario dello stesso. •corrispondenza =epistolare,

telegrafica, telefonica, informatica, telematica effettuata con ogni altra forma di comunicazione. La

corrispondenza presuppone che il pensiero trasmesso al destinatario sia fissato su un supporto

materiale (profilo statico). Talvolta, poi, si richiede che la corrispondenza sia chiusa; nel caso di

comunicazione informatica o telematica: chiusura= documento crittografato. N.B. non c’è

violazione nel caso di accesso del datore alla posta del dipendente per motivi di lavoro, soprattutto

se è il datore stesso ad essere titolare dell’indirizzo email.

Soggetti coinvolti: soggetto attivo: chiunque in quanto si parla di reati comuni (vi è circostanza

aggravante se sono soggetti qualificati –pubblico ufficiale o incaricato del pubblico servizio,

investigatore privato). Soggetto passivo: titolare del diritto alla libertà e segretezza delle

comunicazioni. Caso particolare è quello in cui si parla di una lettera proveniente da un detenuto !

l’autorità giudiziaria da vita ad un procedimento anomalo avente la forma di un sequestro ma la

sostanza di una intercettazione che consente alla polizia giudiziaria di acquisire, aprire, fotocopiare

e fotografare il contenuto delle missive.

[•senza giusta causa= valutazione generale/concetto generico di giustizia. Spetta al giudice

compiere di volta in volta un’analisi dei motivi che hanno spinto il soggetto ad un certo atto o

comportamento; •nocumento= pregiudizio di qualsiasi natura (se giuridicamente rilevante) da

chiunque subito. •fraudolentemente= eseguito con mezzi idonei ad eludere; •abusivamente=

contro norma di legge.

■TUTELA DELLA PRIVACY: riservatezza informatica garantita da due leggi:

Legge 547/1993 che introduce nei ‘delitti contro l’inviolabilità del domicilio’ gli artt 615-ter

• (accesso -=introduzione, presa di conoscenza- abusivo ad un sistema informatico o

telematico. In questo caso eventuali misure di protezione semplificano l’accertamento

probatorio) e 615-quater (detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi

informatici o telematici o riprodurre parole-chiave e codici di accesso parla

!procurarsi !si

di ogni comportamento volto al superamento dell’ostacolo delle misure di protezione dolo

specifico (di profitto e di danno) e abusività) informatici= espansione ideale di

!sistemi

rispettopertinente al soggetto interessato.

Legge 675/1996 che disciplina il trattamento dei dati personali contenuti in archivi

• informatici (dati su cittadini, singole imprese e associazioni) diffusisi per l’incremento di

informazioni con lo scopo di costituire banche dati. Legge poi integrata con d.gls 196/2003 –

codice privacy = codice in materia di protezione di dati personali per la creazione e la gestione

di tutti gli archivi, informatici e cartacei, contenenti dati personali cittadino i diritti di:

!al

•signoria sui propri dati; •pretendere la corretta trattazione dei dati; •intervenire contro eventuali

abusi; •anonimato. || sul versante penalstico vi sono:

Art 167: trattamento illecito dei dati (reclusione 6-24 mesi)

o Art 168: falsità nelle notificazioni e dichiarazioni al Garante (reclusione 6m-3a)

o Art 169: misure di sicurezza (arresto fino a 2 anni o ammenda 10000-50000€

o Art 170: inosservanza dei provedimenti del Garante (reclusione 3m-2a)

o Art 171: altre fattispecie

o Art 172: pena accessoria (pubblicazione della sentenza di condanna per uno dei delitti

o puniti dal cod della privacy)

N.B. il consenso prestto dal titolare dei dati personali non ha rilevanza quale scriminante ma come

causa di esclusione della tipicità del fatto.

Il diritto di riservatezza però deve trovare un punto di equilibrio con altri fondamentali diritti

dell’uomo: • diritto all’informazione: principio di pubblicità dei processi e dei provvedimenti

giurisdizionali (la diffusione di notizie esige il consenso delle parti a meno che il giudice autorizzi

la ripresa del processo in quanto ritenuto di interesse socialmente rilevante); •diritto di cronaca

(divieto di pubblicare immagini di persone coinvolte in un processo penale.

CAP 2: DELITTI CONTRO LA FAMIGLIA: L’impianto codicistico, rimasto sostanzialmente

invariato, ha visto l’introduzione di alcune fattispecie (•sottrazione e trattenimento di minori

all’estero; •allontanamento dalla casa familiare) e la rimozione di altre (adulterio, concubinato,..).

Famiglia: prima vi era un modello di famiglia forte organicistico-gerarchica; oggi famiglia=luogo di

tutela dei singoli rapporti familiari, di interessi individuali che nella famiglia come formazione

sociale trovano fondamento. diritti della famiglia= diritti dei singoli in quanto partecipi di una

relazione familiare della personalità di ciascun membro nell’ambito di quella

!svolgimento

formazione sociale/dimensione colletiva. IMP: la famiglia dev’essere vista in relazione agli sviluppi

storici e sociologici in modo da offrire tutela anche a famiglie diverse da legittima per legge.

principio di vita familiare = diritto che prescinde dall’appartenenza ad un determinato modello di

famiglia fondata sul matrimonio (Trattato di Lisbona).

N.B.il testo di riferimento è la Costituzione che, innovativamente rispetto allo Statuto albertino,

contiene alcune norme sulla famiglia:

art 29 Cost (=La Rep riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul

matrimonio –anche, oggi, convivenza tra coppie etero o omosessuali, famiglie

allargate,poligamiche,…-!uguaglianza morale e giuridica dei coniugi (che viene meno solo se è

messa in pericolo l’unità familiare e che non permette di punire la moglie per fatti che, se commessi

dal marito, sono irrilevanti)

art 2 Cost (=la Rep riconosce egarantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle

formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili

di solidarietà politica, economica e sociale).

L’attuale corpus di disposizioni: 4 capi:

1)delitti contro il matrimonio: [con la legge 898/1970: introduzione del divorzio dei

!riduzione

“delitti contro il matrimonio”. Problema: presenza di un numero elevato di persone provenienti da

culture che ammettono la poligamia: il problema è capire quale dovrebbe essere la risposta statale

perché da una parteconsentire la poligamia contrasterebbe con l’assetto costituzionale del sistema;

dall’altra impedirla =impedire la libertà di culto e di religione non essendo considerati profili

fondamentali di disuguaglianza di genere.

bigamia (556): chi, sposato con matrimonio civile,ne contrae un altro, sempre civile.

• •reclusione (1-5 anni; anche per chi, non coniugato, contrae matrimonio con persona sposata

con matrimonio civile –se consapevole del precedente legame-); •aggravanti in caso di

induzione ad errore (è necessario un comportamento idoneao a convincere) persona

!la

condotta in errore non è penalmente responsabile; •se il matrimonio precedentemente contratto è

risultato nullo o è annullato il secondo matrimonio, il reato è estinto e, se vi è stata condanna, ne

cessano l’esecuzione e gli effetti penali.; •il matrimonio deve avere esistenza giuridica:

dev’essere stato celebrato □ tra persone di sesso diverso, □col consenso delle parti, □con

l’osservanza dei requisiti formali di celebrazione; □davanti ad un ufficiale di stato civile,

□secondo legge civile o secondo il diritto canonico trascritto nel registro dello stato civile

(matrimonio contratto all’estero secondo legge straniera è immediatamente valido e rilevante

per l’ordinamento giuridico italiano. bigamia= reato proprio (se commesso da soggetto già

coniugato) o comune (bigamia impropria: rispetto al soggetto non coniugato) commesso sia da

persone ce hanno lo status coniugale sia da soggetti cui non è richiesto uno status particolare.

•dolo generico (se vi è conoscenza del precedente vincolo) o eventuale (ipotesi aggravata in cui

l’agente ha avuto la consapevolezza e la volontà di indurre in errore il proprio partner circa la

libertà di stato civile). •consumazione: quando il matrimonio consegue effetti civili.

induzione al matrimonio mediante inganno –558-: chi contrae matrimonio civile

• fraudolentemente occultando (=condotta penalmente rilevante) al coniuge l’esistenza di un

impedimento (non dovuto a precedente matrimonio) è punito, in caso di matrimonio annullato

con reclusione (fino 1 anno) + multa (206-1032€). Il dolo è generico.

2)delitti contro la morale familiare

incesto (564): reclusione (1-5 anni) per chi commette incesto con discendente, ascendente,

• affine, sorella, fratello; reclusione (2-8 anni)nel caso di relazione incestuosa; pena aumentata per

il maggiorenne che commette incesto con minore 18 anni; decadenza della potestà di genitore se

commesso, appunto, dal genitore nei confronti del figlio. tutela delle vittime (specie minori).

Molte sono state le critiche perché vietare un rapporto tra sogg adulti e consenzienti equivale a

comprimere il diritto di autodeterminazione sessuale (in Italia, cos’ come in Francia, non è

consentito). Ma l’art 564 incrimina, qualora ne derivi pubblico scandalo (=notorietà del fatto

rivelata ad es dalla gravidanza, acompagnata da senso di sdegno tra i consociati da

!requisito

provare), il rapporto sessuale tra soggetti tassativamente individuati, che abbiano tra loro un

rapporto di consanguineità o di affinità. N.B. •incesto=rapporto sessuale completo. •reato

proprio (può essere commesso solo dai soggetti tassativamente indicati nella norma. • nel caso

non entrambi i soggetti siano consapevoli di un vincolo di consanguineità/affinità il delitto

sussiste ma a risponderne sarà solo chi era a conoscenza del vincolo. •relazione incestuosa=

titolo autonomo di reato; reato abituale improprio. fine del legislatore: evitare perturbazioni

alla vita familiare, danni eugenetici, e danni che impediscano la autodeterminazione sessuale dei

soggetti più deboli.

atti col mezzo della stampa periodica (565):chi nella cronaca dei giornali, in altri scritti

• periodici, disegni connessi, inserzioni a scopo di pubblicità espone o mette in rilievo circostanze

tali da offendere la morale familiare, è punito con multa (100-500€). Vi è stata una sola

applicazione giurisprudenziale (narrazione giornalistica a favore del concubinato e in scherno al

matrimonio e alla famiglia).

3)delitti contro lo stato di famiglia: Il capo III del titolo XI comprende quei delitti che offendono

la funzione storica della famiglia intesa come figliolanza legittima giuridico tutelato:

!bene

interesse di ciascuno a che gli sia riconosciuto lo stato di filiazione che gli spetta per nascita.

supposizione e soppressione di stato –566-

Comma1: Supposizione di stato – far figurare nei registri dello stato civile una nascita inesistente

(bambino mai nato –supposizione di parto- o nato morto –supposizione di parto-). •La pena (3-10

anni). •bene protetto: interesse alla corretta tenuta dei registri dello stato civile. •fine: per ricevere

una eredità condizionata alla nascita di un figlio. • reato proprio commissibile soltanto

!delitto

dalle persone che hanno l’obbligo di rendere la dichiarazione allo stato civile. •condotta: alterazione

dei registri dello stato civile (falsità materiale) o false dichiarazioni rese all’ufficiale di stato civile

(falsità ideologica) . •dolo è generico; •la consumazione avviene al momento dell’inserimento del

neonato nei registri dello stato civile, •tentativo configurabile.

Comma 2: soppressione di stato (reclusione 3-10 anni) “chi mediante l’occultamento di un

neonato ne sopprime lo stato civile” N.B. il neonato esiste. •Il delitto si consuma facendo in modo

che il neonato non risulti nato (no il caso di abbandono del neonato) difficile identificazione

!

temporale – decide il giudice- •reato proprio: Soggetto attivo è chi ha l’obbligo di dichiarare la

nascita allo stato civile; •La condotta consiste nell’occultamento del neonato, l’evento nella

soppressione del suo stato civile. •dolo generico; •tentativo configurabile;

N.B. L’ufficiale di stato civile che venga a conoscenza che la dichiarazione non è stata fatta

nemmeno tardivamente, lo comunica al Procuratore della Repubblica e forma l’atto di nascita.

alterazione –567-

Comma 1 reclusione (3-10) per“chi, mediante la sostituzione di un neonato, altera lo stato civile

sostituzione materiale di due neonati, entrambi iscritti al registro di stato civile, entrambi del

!

medesimo sesso. •Il delitto può essere commesso da chiunque. •Il dolo è generico (volontà di

sostituire due neonati)

Comma 2 reclusione (5-15) per chi, nella formazione di un atto di nascita, altera lo

Stato civile di un neonato, mediante false certificazioni, false attestazioni o altre falsità

fatto incriminato consiste nell’alterare lo stato civile del neonato al momento della formazione

!Il

dell’atto di nascita attraverso falsità delle certificazioni o attestazioni. •reato proprio: delitto

commissibile solo dalle persone legittimate a rendere la dichiarazione (ostetrica, medici che hanno

assistito al parto e quelle rese all’ufficiale di stato civile dai soggetti legittimati). •dolo generico.

•delitto che si consuma nel momento della formazione dell’atto viziato dalla falsità; •tentativo

ammissibile

in entrambi i casi: tutela dell’interesse del minore alla verità dell’attestazione ufficiale della

propria ascendenza – è l’interesse pubblicistico a mantenere integro lo stato civile delle persone-

CASO PARTICOLARE: padre naturale che dichiari il figlio avuto con una donna sposata come

figlio proprio e di madre che non intende essere nominata.

RILEVANZA PENALE solo nell'ipotesi in cui si sia attribuito al neonato uno stato non

corrispondente a quello della effettiva discendenza

CASO DOVUTO AGLI SVILUPPI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI (legge n.40/2002,

procreazione medicalmente assistita dove vieta la fecondazione eterologica per tutelare i superiori

interessi del nato riconosciuto al bambino lo stato di figlio legittimo o di figlio riconosciuto

!

della coppia che si è avvalsa di tali modalita'.

MOLTO PROBLEMATICA ipotesi di maternita' surrogata (utero in affitto) in cui sia una donna

diversa dalla madre biologica a portare avanti la gravidanza. Per la posizione del padre non sussiste

evidentemente il delitto di alterazione di stato dato che la donna “committente” ha contribuito alla

formazione dell'embrione col proprio ovocito, ma l'impianto e la gestazione si sono realizzati nel

corpo di un'altra donna e dato che le leggi civili intendono per madre la donna che partorisce il

neonato. Se il tutto avviene dietro pagamento: reclusione (3 mesi - 2 anni) + multa da 600.000 a

1.000.000 di euro (in quanto fatto che integra gli estremi dell'alterazione di stato).

N.B. per la maternità surrogata il rapporto di filiazione resta comunque regolato dalle norme civili

il nato è da considerare figlio della madre portatrice MA esigenza di assicurare al meglio

!

l'interesse del minore: il nato deve essere affidato alla madre non surrogata che ha intenzione di

assumersi la responsabilità del ruolo di madre. In quei Paesi in cui la pratica della maternità

surrogata è legalizzata (ad esempio in Inghilterra e Spagna) i diritti di genitorialità della madre

biologica vengono formalmente riconosciuti. In Italia tale pratica non è legalizzata

occultamento di stato di un fanciullo legittimo o naturale riconosciuto –568-; Chiunque depone

(abbandono, occultamento scontato) o presenta (contatto tra colpevole e gli incaricati dell'istituto.

L'occultamento con false dichiarazioni o con silenzio)un fanciullo, già iscritto nei registri dello stato

civile come figlio legittimo o naturale riconosciuto, in uno ospizio di trovatelli o in un altro luogo di

beneficienza, occultandone lo stato è punito con reclusione (5-10 anni); •reato comune: fanciullo

già registrato all'anagrafe – altrimenti soppressione di stato.

N.B. Chiunque trovi un bambino abbandonato deve affidarlo comunque ad un istituto o ad una casa

di cura. Il direttore della struttura ne dà comunicazione all'ufficiale di stato civile che avvia un

pocedimento per iscriverlo all'anagrafe.

ART. 569 c.p. “la condanna pronunciata contro il genitore per alcuno dei delitti preveduti” dal capo

III “importa la perdita della potestà genitoriale”

4)delitti contro l’assistenza familiare: 2 tipologie di fatti:

a)abusi in ambito familiare (spesso causa di possibili omicidi)

obblighi di assistenza familiare –570-

Capo IV del titolo XI: sei fattipecie raggruppate in due gruppi

1) L'art. 570 stabilisce: Chiunque, abbandonando il domicilio domestico (senza l'intenzione di farne

ritorno)o comunque serbando una condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie, si

sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori o alla qualità di coniuge è punito

con reclusione fino a un anno o con la multa da euro 103 a euro 1032, -assistenza morale –

fattispecie base Soggetto attivo è il genitore (padre o madre, legittimo, adottivo o naturale,

!

nonché il genitore affidatario e quello separato) o il coniuge, in quanto legato da matrimonio avente

effetti civili, non il convivente, né il separato.

NO abbandono se sussiste giusta causa di allontanamento (anche situazione di convivenza diventata

intollerabile)

2) Stessa pena per chi •malversa (atti di abuso o di distrazione di beni patrimoniali per ottenere un

profitto personale) o dilapida (reato proprio dispersione di altrui beni, dissipazione patrimoniale

senza conseguire un profitto) i beni del figlio minoreo del coniuge; •fa mancare i mezzi di

sussistenza ai discendenti di età minore, inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non

sia legalmente separato – assistenza economica e fattispecie autonoma

reato proprio: soggetto attivo ascendente di minore o di maggiorenne inabile al lavoro; nel

!

discendente; nel coniuge ancorchè legalmente separato.

3) Il delitto è punibile a querela della persona offesa (salvo dai casi previsti dal numero 1 e quando

il reato è commesso nei confronti dei minori, al numero 2

4) Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è previsto come più grave reato da

un'altra disposizione di legge. delitto ha carattere sussidiario.

!Il

Le condotte possono essere commesse soltanto dai soggetti su cui gravano determinati obblighi di

assistenza; reati propri.

Obblighi di assistenza = definiti

art. 30 Cost. e art. 147 c.c. :Impongono ai genitori l'obbligo di mntenere, istruire ed educare i

figli, tenendo conto delle loro capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni;

art, 29 Cost. sancisce la parità tra i coniugi ribadita dall'art. 143 c.c. (l'obbligo per entrambi alla

fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia, alla

contribuzione ai bisogni della famiglia in relazione alle proprie sostanze).

•Il delitto è a dolo generico. •per la giurisprudenza la consumazione si protrae finchè dura la

sottrazione agli obblighi morali e materiali e l'agente non assuma un'iniziativa di segno contrario.

La dottrina invece ritiene che il reato è consumato al momento della mancata prestazione di

assistenza. •N.B. Stato di bisogno effettivo •l’impossibilità ad adempiere dev’essere provata

all’interessato •Se il delitto di omessa prestazione degli obblighi di sussistenza è commesso nei

confronti di più soggetti conviventi nello stesso nucleo familiare; pluralità di reati in concorso

formale o in continuazione fra loro. •Il delitto è punibile a titolo di dolo generico; •Non può essere

sostenuta né l’esistenza di un errore di fatto né di un’ignoranza della legge penale perché l’obbligo

sanzionato deriva da esseniali principi di solidarietà radicati nella collettività. •natura del reato

permanente •Procedibilità d’ufficio sostituita da quella a querela di parte (tranne che per le ipotesi

di malversazione o dilapidazione dei beni del figlio minore o del coniuge) •In caso di mancata

corresponsione da parte del coniuge divorziato all’altro coniuge al figlio minorenne o al figlio

maggiorenne che non abbia economicamente indipendente l’assegno di mantenimento, sanzione più

grave prevista dall’art. 570

mezzi di correzione o disciplina -571-

Art. 571 “(1)Abuso di mezzi di correzione e di disciplina in danno di una persona sottoposta alla

sua autorità o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia o per

l’esercizio di una professione o arte, è punito, se dal fatto deriva il pericolo

di una malattia del corpo o della mente – reclusione fino a sei mesi. (2)Se dal fatto deriva una

lesione personale si applicano le pene stabilite negli articoli 582 e 583, ridotte di un terzo; se ne

deriva la morte reclusione da tre a otto anni”. Il legislatore: necessità di punire fatti di lesione

all’incolumità fisica perpretati all’interno della famiglia. L’uso dei mezzi di correzione e di

disciplina è legittimo ma se entro certi limiti: non devono mai essere superate certe soglie al di

sopra delle quali si parla di violenza, abusi e maltrattamenti, contrari a norme nazionali e

convenzionali. N.B. •è escluso qualsiasi diritto da parte del marito di esercitare uno jus corrigendi

nei confronti della moglie, da parte del genitore nei confronti del figlio maggiorenne

convivente (persona non più sottopota all’autorità del genitore).

•Illeciti e intrinsecamente vietati i mezzi utilizzati (percosse inferte con pugni schiaffi e

calci) da un figlio nei confronti del padre ubriaco, nell’esercizio di un preteso potere

correttivo. •Esclusa la configurabilità dell’abuso in tutti quegli ambiti in cui la legge stessa vieta

l’uso della violenza (ordinamenti scolastici); luoghi di lavoro , nel rapporto medico

paziente, ….. neanche vs. detenuti per fini disciplinari, nei confronti di persone malate

di mente, ricoverate in una casa per anziani.

•In presenza di violenza: fattispecie di percosse, o di lesioni, o ancora di maltrattamenti

a seconda del caso concreto. Ma non l’abuso.

•Solo nei trattamenti sanitari obbligatori, l’uso di mezzi coercitivi è parzialmente ammesso evitare il

pericolo di atti eterolesivi o autolesivi.

L’uso della violenza finalizzato a scopi educativi non può costituire in alcun caso un mezzo di

correzione di garantire la dignità della persona, anche del minore. Obbiettivo: favorirne

!necessità

un armonico sviluppo della personalità , sensibile ai valori di pace, di tolleranza, di convivenza.

Genitorialità positiva “ comportamento genitoriale fondato sull’interesse del minore e finalizzato

ad allevarlo e responsabilizzarlo attraverso punti di riferimento

•Reato proprio (i soggetti titolari di un potere disciplinare).

•Per la punibilità dell’abuso è necessario il pericolo di una malattia nel corpo e nella mente

(alterazione, sia pure lievissima, dell’integrità fisica, personale, psichica del soggetto passivo -stato

d’ansia, insonnia, depressione, disturbi del carattere-); ciò è desumibile dal giudice, dalla natura

stessa dell’abuso.

•Dolo generico (consapevolezza e volontà di abusare dei mezzi di correzione).

maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli –572-

Art.572 Maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli (reato comune)

Una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura,

vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte;

•(reato proprio) punito con reclusione (4-8 se lesione grave; 7-15 se lesione gravissima; 12-20 se

morte) •Il bene tutelato: offesa alla personalità (dignità stessa della persona) incolumità fisica e

psichica. sempre e comunque protezione al minore dei 14 anni, a prescindere dall’esistenza di

!Apprestare

una qualsiasi relazione di soggezione con l’agente.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marcoali14 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Pecorella Claudia.

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