Estratto del documento

Diritto penale

Introduzione

Il manuale va studiato tutto tranne: cap. 3, le sanzioni civili, le misure di prevenzione. Le misure di sicurezza vanno studiate sino al paragrafo 7 per cui devi sapere: cosa sono, i presupposti applicativi, che durata hanno e come si classificano. Per cui le singole misure le devi saper classificare ma non ti verranno chieste nello specifico i presupposti applicativi delle singole misure. Sul manuale dovrebbe essere fino al paragrafo 7, per cui sino alla classificazione devi studiarle per sapere che la confisca è una misura di sicurezza di natura patrimoniale devi saperlo e devi saperla inquadrare, poi però non ti verranno chieste le singole ipotesi di confisca (cioè la confisca del prodotto, del prezzo, del profitto non ti verrà chiesto).

È fondamentale presentarsi a lezione con il codice penale: a tal proposito il prof. Carmona consiglia di comprare il Paliero perché Carlo Enrico Paliero nel suo codice continua a stampare le norme abrogate, depenalizzate o dichiarate incostituzionali e siccome spesso vi sono state successioni di leggi allora avere la storia della fattispecie come si è evoluta può essere utile per studiare. L’appunto è fondamentale, però Carmona tiene a chiarire fin da subito che lui non è qui per dettare degli appunti che, invece, si prestano benissimo a riassumere delle nozioni: Carmona, infatti, deve comunicarti delle nozioni (che, peraltro, saranno tante) ma non è questo il metodo del corso.

Ecco, questo è il punto cui Carmona tiene molto e sul quale devi fare una riflessione che è un po’ strano che si faccia al terzo anno perché al terzo anno tutto questo dovrebbe essere de plano, tuttavia Carmona ha l’impressione che non sia così: ebbene, Carmona deve darti delle nozioni sia per se stesse e sia perché il concatenarsi delle nozioni determina una logica di sistema, ma Carmona non è qui per darti delle risposte; piuttosto, Carmona è qui per fornirti gli strumenti perché tu ti faccia le domande e ti dia le risposte, che è una cosa diversa: in altri termini, Carmona deve darti il metodo, deve trasmetterti la logica del diritto penale, tu dovrai essere da Carmona calato nella logica e non già nel possesso di ogni nozione.

Non è, dunque, un problema di testa ben piena ma è un problema di testa ben fatta, che ovviamente è una cosa difficile: è meglio una testa ben fatta e non piena fino all’orlo che una testa piena fino all’orlo ma strutturata male perché non è la capacità di fare domande e la pretesa di avere risposte che risolve il tuo problema giacché il tuo problema è risolto se riuscirai ad acquisire – anche con l’apporto di Carmona – la capacità di farti le domande e darti le risposte e questo può avvenire solo assimilando la logica, il metodo dell’approccio penalistico, la filosofia del diritto penale.

Il metodo di Wittgenstein

Ludwig Wittgenstein (Vienna, 26 aprile 1889 – Cambridge, 29 aprile 1951) è stato un filosofo e logico austriaco, autore in particolare di contributi di capitale importanza alla fondazione della logica e alla filosofia del linguaggio. L'unico libro pubblicato in vita da Wittgenstein, il Tractatus logico-philosophicus, è considerato una delle opere filosofiche più importanti del Novecento. Diceva all’inizio delle sue lezioni una cosa che Carmona ha scoperto 20 anni fa: "Io per voi sono come una scala che quando arrivate in cima dovete buttar via, dovete essere in grado di buttar via la scala su cui siete saliti, questo è lo scopo, questa è l’università", per questo Carmona ritiene sia strano se ne parli al terzo anno ma purtroppo Carmona non vede che una minoranza di studenti che ha capito ciò e che pretende ciò dai docenti.

Cominciamo con il diritto penale.

Che cos'è il diritto penale?

Domanda: Che cos’è il diritto penale?

Risposta: Il diritto penale è o dovrebbe essere l’estrema ratio dell’intervento dell’ordinamento giuridico. L’ordinamento giuridico pone regole di convivenza, queste regole di convivenza debbono essere rispettate per la conservazione dell’assetto sociale e l’ordinamento giuridico fa questo con progressiva incisività: partiamo dal rispetto spontaneo di una certa regola giuridica, poi andiamo alla previsione di sanzioni per chi non la rispetta, possiamo persino avere prima ancora delle norme e quindi delle regole neanche sanzionate, poi abbiamo sanzioni di diverso livello (sanzioni di tipo civilistico, sanzioni di tipo amministrativistico) fino all’intervento penale che prevede, appunto, la pena.

Le pene sono pene che privano della libertà e pene pecuniarie, grazie a Dio abbiamo abrogato da molto la pena di morte: abbiamo, dunque, pene che incidono sulla libertà e pene che incidono sul patrimonio.

Classificazione delle pene

Ecco dunque che se vogliamo fare già uno schema per capire i confini materiali del fenomeno allora possiamo dire che le pene si dividono, si classificano a seconda che conseguano ai reati, che siano delitti o contravvenzioni. Le norme che prevedono reati contengono un precetto ed una sanzione:

  • Il precetto è il comando: devi far questo, non devi far questo, se fai questo sei punito e sei punito con certe pene che incidono sulla libertà e con certe pene che incidono invece sul patrimonio a seconda che questi reati abbiano natura di delitto o natura di contravvenzione (che, ovviamente, non è quella stradale ma è la contravvenzione penale);
  • Dunque la norma che prevede reati prevede un precetto ed una sanzione e le sanzioni sono diverse a seconda che si tratti di un delitto o di una contravvenzione. Per i delitti le pene previste sono:
    • L’ergastolo
    • La reclusione
    • Le pene pecuniarie: la multa
  • Per le contravvenzioni le pene sono:
    • L’arresto
    • Le pene pecuniarie: l’ammenda

Ecco quindi che se un fatto è previsto come delitto allora ne può discendere per chi lo commette l’ergastolo, la reclusione o anche la sola pena pecuniaria della multa. Se si tratta, invece, di una contravvenzione ne discende l’arresto (pena delle contravvenzioni che incide sulla libertà) o l’ammenda. Ecco quindi che la multa (che noi diciamo sempre di pagare per la contravvenzione stradale) nel nostro campo è ben altra cosa: la multa, infatti, nel diritto penale è la pena pecuniaria per chi commette un delitto.

Tra i delitti e le contravvenzioni vi sono delle differenze di applicazione sulle quali adesso è ancora prematuro soffermarci: per il momento possiamo dire (grossomodo, in maniera impropria ma dobbiamo pur trovare un momento iniziale per capirci) che come delitto si configurano le ipotesi, i fatti più gravi, mentre come contravvenzioni in linea di massima quelli meno gravi (tendenzialmente è così ma non sempre è davvero così).

Domanda e risposta sul diritto penale

Domanda: Ma che cos’è il diritto penale?

Risposta: Il diritto penale che conosci è sicuramente quello di cui all’art. 575 del codice penale.

ART. 575 (Omicidio): Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno.

Questo è l’omicidio doloso, commesso cioè (anche qui diciamolo con grande approssimazione) con coscienza e volontà: ti voglio uccidere e ti uccido. Attenzione: Chiunque cagiona la morte di un uomo non è punito con la reclusione di anni 21 ma è punito con la reclusione non inferiore ad anni 21. C’è un’altra fattispecie vicina che certo conoscerai ed è quella di cui all’art. 589 del codice penale: l’art. 589 non si intitola – come l’art. 575 – omicidio doloso ma si intitola omicidio colposo.

ART. 589 (Omicidio colposo): Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Mettiamo per un momento insieme queste due fattispecie penali, che sono l’archetipo dell’intervento penale (l’omicidio): il diritto di punire da parte dello Stato, infatti, si manifesta in una delle sue prime forme nei confronti di chi toglie la vita. Omicidio doloso: chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni 21, per cui se cagiono volontariamente la morte di un uomo sarò punito con non meno di 21 anni di reclusione.

Struttura della fattispecie penale

Domanda: Su che cosa si struttura una fattispecie di questo genere?

Risposta: Come abbiamo detto, c’è un precetto e c’è una sanzione, c’è la descrizione – fai molta attenzione – di un fatto punito (cagionare la morte) e c’è la pena che ne discende. Ecco dunque che posso trarre da questa evidentissima, semplice fattispecie una prima considerazione: sicuramente la pena è misurata sull’offesa o, per meglio dire, è misurata sul livello dell’offesa.

Domanda: Offesa a chi?

Risposta: Offesa non già a Tizio o a Caio, ma a chiunque cagioni la morte di un uomo chi esso sia, la fotografia della vittime nella fattispecie non ce l’ho, dunque la misura della pena è commisurata all’offesa ad un bene giuridico. Tutto il diritto penale cosiddetto liberale è costruito proprio su questa relazione: l’ordinamento giuridico tutela beni giuridici e li tutela – come dicevamo prima – in progressione.

Quando Carmona propone l’art. 575 (omicidio doloso) del codice penale e ti dice che questa è una fattispecie che tutela il bene giuridico vita, non ti dice che il bene giuridico vita è un bene esclusivamente penalistico (perché dovrebbero cacciare Carmona da tutte le università del Regno) giacché il bene giuridico è tutelato anche in altra sede anteriormente: il bene giuridico vita, infatti, è tutelato dal diritto civile, è tutelato dal diritto costituzionale, vi è dunque una progressione ascendente e alla fine di questo percorso, quando si arriva a togliere la vita, interviene il diritto penale, mentre prima interverranno altre sanzioni di tipo civilistico (a seconda della messa in pericolo, della lesione ecc).

Questo lo vedi ancor meglio se invece di pensare alla vita pensi al patrimonio: il furto è il fatto di chi si impossessa della cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene ed è punito con la reclusione fino a 3 anni, per cui se si è impossessato di una cosa altrui è punito.

Domanda: Ma forse che tutti coloro i quali si impossessano delle cose che erano altrui sono puniti?

Risposta: Certamente no e ci mancherebbe altro, come faccio altrimenti ad arricchirmi, a stare sul mercato. Sono punito, dunque, se mi impossesso delle cose altrui sottraendole al detentore e non già per ciò stesso. Ecco quindi che il patrimonio ha una serie di tutele: in sede civilistico, per esempio, io posso arrecare lo stesso danno attraverso una violazione contrattuale ed allora scatteranno le sanzioni civilistiche ma in termini di danno può essere molto più grave subire l’inadempimento contrattuale di Tizio piuttosto che il furto del mio orologio però non mi scatta ancora la sanzione penalistico giacché la sanzione penalistico mi scatta se mi impossesso delle cose altrui sì ma sottraendole materialmente a chi le detiene.

Il bene giuridico (vita o patrimonio, negli esempi fatti) è non già un bene giuridico penalistico bensì è il bene giuridico che trova livelli diversi di tutela nei vari settori dell’ordinamento giuridico, che trova il momento più forte e più cruento di tutela nel momento penalistico quando viene realizzato – fai molta attenzione a questo punto - con certe modalità. Ripetiamo, ancora una volta, l’omicidio doloso: chiunque cagiona la morte di un uomo (offesa al bene giuridico) è punito con la reclusione non inferiore ad anni 21.

Bilanciamento e modalità di offesa

Banalizziamo: la fattispecie opera un bilanciamento, il legislatore opera un bilanciamento statuendo che la lesione del bene vita non può valere meno di 21 anni di privazione di libertà di chi l’ha tolta. Omicidio colposo (art. 589): chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Non ti accorgi che può sembrar strano se non completiamo il concetto appena accennato? Quell’uomo, infatti, è morto ed è morto sia che si sia preso una pugnalata perché era l’amante di mia moglie, sia che l’ho messo sotto l’automobile girando sulla rotatoria e non dando la precedenza: la lesione del bene vita è identica.

Domanda: Ed allora, se la lesione del bene è identica, la reclusione non dovrebbe essere anche nel caso di omicidio colposo non inferiore ad anni 21? Se, cioè, il diritto penale funzionasse solo rispetto alla lesione del bene giuridico, solo rispetto ad una valutazione dell’offesa, allora le pene dovrebbero essere tutte uguali a parità di offesa al bene giacché costui è morto sia con il 575 sia con il 589; come si spiega, allora, che il 589 prevede una pena tanto più bassa (massimo 5 anni) del 575 (non meno di 21 anni) davanti allo stesso morto (cambia solo l’esame necroscopico: uno ha preso una pugnalata nello stomaco, l’altro è stato schiacciato dalle ruote della mia macchina)?

Risposta: C’è una sola spiegazione, ma è fondamentale. Evidentemente nella determinazione del disvalore che si traduce nella scelta della pena, non entra solo l’offesa al bene giuridico, non è solo l’offesa al bene che il legislatore valuta ma anche le modalità dell’offesa, le modalità di condotta.

Ecco che si dice – con una definizione che ti dà Carmona – che il reato è un illecito a modalità di aggressione, a modalità di condotta: la stessa lesione, la stessa offesa, cioè, è valutate nelle due ottiche. Facendo una sezione al microscopio, prima valuterò il bene giuridico e l’offesa, poi a seconda del modo con cui questo è offeso ne viene fuori la rilevanza penale del fatto: ecco così spiegato perché con il 575 la pena non può essere inferiore a 21 anni mentre il 589 la pena non può superare i 5 anni.

Elementi della struttura penale

Il discorso si struttura su questi due elementi:

  • La tutela estrema di un bene giuridico rilevante: estrema perché comporta la comminazione di una pena che è privazione della libertà e la libertà è il valore più alto in un sistema in cui non c’è la pena di morte.
  • Dunque la tutela del bene giuridico, a fronte della coercizione della libertà, attraverso l’individuazione delle specifiche modalità di aggressione: se lo stesso fatto (l’omicidio) è commesso con dolo la pena non può essere inferiore a 21 anni, mentre se è commesso con colpa (che è, ovviamente, una modalità) allora la pena massima non può superare i 5 anni.

Questa verifica la possiamo utilmente fare anche attraverso altre fattispecie sempre in materia di tutela della vita: scorrendo le fattispecie di omicidio presenti codice penale vi è l’art. 578.

ART. 578 (Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale): La madre che cagiona la morte del proprio neonato immediatamente dopo il parto, o del feto durante il parto, quando il fatto è determinato da condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto, è punita con la reclusione da quattro a dodici anni. A coloro che concorrono nel fatto di cui al primo comma si applica la reclusione non inferiore ad anni ventuno. Tuttavia, se essi hanno agito al solo scopo di favorire la madre, la pena può essere diminuita da un terzo a due terzi. Non si applicano le aggravanti stabilite dall'articolo 61 del codice penale.

Ebbene, la fattispecie base dell’omicidio doloso prevede la reclusione non inferiore ad anni 21 ma anche questo è omicidio doloso: è, infatti, una madre che volontariamente uccide il neonato subito dopo il parto ma – attenzione – lo fa a causa delle condizioni di abbandono materiali o morali connesse al parto e dunque la pena non supera i 12 anni. Come vedi, stesso bene giuridico tutelato, stesso fatto (in parte) perché si tratta di un omicidio volontario ma una pena molto più bassa dei 21 anni di reclusione (massimo 12 anni) e ciò conferma quanto Carmona sta cercando di farti intendere e cioè che il reato è un illecito a modalità di aggressione: il reato è, dunque, costruito sulla tutela di un bene giuridico e sulla offesa al bene giuridico ma poi hanno un valore preminente le modalità con cui l’offesa viene determinata.

ART. 579 (Omicidio del consenziente): Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni. Non si applicano le aggravanti indicate nell'articolo 61. Si applicano le disposizioni relative all'omicidio se il fatto è commesso:

  • Contro una persona minore degli anni diciotto;
  • Contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un'altra infermità o per l'abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti;
  • Contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno.

Anche qui la pena massima è inferiore alla reclusione di anni 21 di cui all’omicidio doloso: anche questo è un omicidio doloso ma caratterizzato dal consenso della vittima e la pena è inferiore, dunque l’offesa.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 218
Diritto Penale I - Appunti Pag. 1 Diritto Penale I - Appunti Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 218.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Penale I - Appunti Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 218.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Penale I - Appunti Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 218.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Penale I - Appunti Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 218.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Penale I - Appunti Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 218.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Penale I - Appunti Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 218.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Penale I - Appunti Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 218.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Penale I - Appunti Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 218.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Diritto Penale I - Appunti Pag. 41
1 su 218
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher albertovadala di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto penale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Carmona Angelo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community