Diritto penale
Diritto penale è una branca del diritto pubblico che comprende l'insieme delle norme giuridiche che disciplinano quei comportamenti illeciti per i quali è prevista una sanzione penale ai sensi dell'art.17 cp (ergastolo, reclusione e multa per i delitti, in Italia vietata la pena di morte). Per le contravvenzioni, arresto e ammenda. L'identificazione della norma penale parte dalla conseguenza penale e non dall'oggetto del comando o del divieto.
Diritto penale sostanziale
Il diritto penale sostanziale ha competenza nei comportamenti considerati reato, disciplinando le relative soluzioni e applicando sanzioni (conseguenza giuridica del reato) consistenti in pene e misure di sicurezza. Il nostro è un diritto penale del fatto, non punisce mai il pensiero, ma sempre dei fatti umani e comportamenti che possono essere attivi o omissivi. Il nostro codice penale è disciplinato dal codice penale (c.d. codice Rocco) del 1930, è composto da una parte generale ed una speciale (disciplina i singoli reati), dall'art. 650 in avanti sono contravvenzioni. Il diritto penale limita la libertà del cittadino in relazione alla protezione di un bene meritevole di tutela.
Bene giuridico
Il bene giuridico è un interesse socialmente rilevante tutelato da una fattispecie incriminatrice.
Sanzione criminale
La sanzione criminale mette in gioco la posizione dell'individuo nei confronti dello stato, intacca la sfera personale e patrimoniale dell'individuo ed è utilizzata come extrema ratio. Nel nostro ordinamento facciamo riferimento al cosiddetto sistema del doppio binario: due specie di sanzione penale applicate da un giudice penale nell'ambito di un processo penale:
- Pene: Prevenzione generica. Individuate astrattamente dal legislatore e determinate concretamente dal giudice in sede di giudizio. Funzione primaria è la rieducazione della pena (art.27).
- Misure di sicurezza: Mezzi di prevenzione individuale della delinquenza, hanno anche finalità di riadattare il reo alla vita sociale. Si applicano in via esclusiva con provvedimento del giudice. Possono essere personali detentive (ricovero psichiatrico), personali non detentive (libertà vigilata), patrimoniali (cauzione per buona condotta).
Norma penale incriminatrice
La norma penale incriminatrice è costituita da una parte precettiva (si concretizza nell'esprimere la condotta da tenere in una determinata situazione, fare o non fare una determinata cosa o compiere una determinata azione) e una parte sanzionatoria (conseguenza giuridica per l'inosservanza del precetto. È la minaccia di un male e oltre ad avere una finalità punitiva quando viene applicata, dovrebbe avere una intimidazione psicologica nei confronti dei consociati).
Requisiti fondamentali
- Generalità: Non si riferisce ad un singolo soggetto determinato, bensì a chiunque compia una condotta che abbia rilevanza penale.
- Astrattezza: Si riferisce alla molteplicità dei casi che possono essere associati al medesimo evento.
- Imperatività: Incondizionatamente obbligatoria.
Un'ulteriore differenza all'interno del precetto penale è data:
- Dalle norme generali ed astratte di diritto comune, ove chiunque può essere titolare dell'azione incriminata.
- Dalle norme generali ed astratte di diritto speciale, ove per configurare come rilevante penalmente la condotta, vi deve essere la qualificazione giuridica del soggetto agente.
Principi generali di politica criminale
Politica criminale
La politica criminale è il complesso sistematico di quei principi secondo i quali lo stato ha da condurre la lotta contro i reati per mezzo della pena e delle istituzioni ad essa collegate. Ha anche il compito di definire cosa debba essere punito. La politica penale si avvale di strumenti strettamente penali, mentre quella criminale ha un ambito di intervento più ampio, includendo strumenti anche non penali.
Garanzie del diritto penale
Il diritto penale assicura all'autore del reato due garanzie:
- Tutela dagli abusi del potere punitivo: il reo sarà punito nel rispetto delle regole previste dall'ordinamento.
- Tutela dagli abusi dell'autodifesa privata: protezione da arbitrarie forme di vendetta privata attuate dalla vittima o da altri per essa.
Principi costituzionali del diritto penale
Hanno lo scopo di determinare una misura di bilanciamento nel creare uno spazio adeguato di tutela con uno spazio adeguato di garanzia per i cittadini dinanzi alla persecuzione penale. Questo bilanciamento è dato da due binari della legislazione penale:
- Art.25 cost. stabilisce il principio del giudice naturale e dell’irretroattività della legge penale e misure di sicurezza che devono essere stabilite dalla legge (riprende principio di legalità).
- Art.27 cost. stabilisce i principi di personalità della legge penale, l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva, la rieducazione del condannato e la non contrarietà all'umanità del trattamento.
Principio della personalità della responsabilità penale
Secondo l'art.27 non sussiste responsabilità per fatto altrui, ovvero nessuno, se non l'autore del reato, può essere chiamato a risponderne. La responsabilità penale è la condizione di chi subisce le conseguenze del proprio agire. Non è possibile quindi una sostituzione personale nella responsabilità penale e, nel nostro sistema vige la presunzione di non colpevolezza fino alla condanna definitiva, ratio legis: riaffermare e garantire la scelta di tutela del singolo e della sua persona in un sistema civile e democratico.
Limiti costituzionali
Limiti imposti al legislatore nell'ambito di cosa punire:
- Art.25 principio di legalità, con riferimento anche alle misure di sicurezza.
- Art.27 principio della responsabilità penale personale, limiti al contenuto delle pene, determinazione del fine delle pene.
- Art.13 inviolabilità della libertà personale + condizioni per la sua limitazione.
- Art.10 e 26 limiti all'estradizione.
- Art.90 immunità del presidente della repubblica.
- Art.117 norme fondamentali sugli effetti dei vincoli sovranazionali e sulla esclusione della potestà legislativa in materia penale.
- Art.2 riconoscimento dei diritti inviolabili dell'uomo.
Questi limiti di ordine costituzionale, possono dividersi in:
- Divieto di incriminazione: è vietato incriminare azioni che costituiscono esercizio di diritti e libertà costituzionali. Non si può incriminare per una “manifestazione di pensiero pura e semplice”, ma solo per ciò che rispecchi un comportamento concretamente idoneo a provocare la commissione di delitti. Un divieto di incriminazione di carattere generale deriva poi dal principio di uguaglianza.
- Limiti di incriminazione fondati sulla costituzione derivano dai principi che determinano la politica criminale. Possono essere dimostrativi o argomentativi.
Principio di determinatezza
Tipi di reati e pene devono essere determinati con precisione. Si mira ad evitare che il giudice possa farsi produttore di diritto penale nel corso dei giudizi attingendo alle fonti sostanziali; impedisce quindi al giudice di creare nuove reati in via interpretativa. Questo principio comporta due conseguenze, una verso il giudice (in quanto riduce le scelte applicative) e una verso il legislatore (in quanto impone la formulazione chiara e precisa delle norme). I fondamenti del principio di determinatezza sono: certezza, uguaglianza di trattamento e garanzia.
CEDU e altri principi
- Art.7 le norme devono essere accessibili e prevedibili nel contenuto e nelle seguenti sanzioni.
- Principio di materialità: la condotta punibile deve consistere in un comportamento esterno. Questo principio si applica secondo il brocardo latino “nullam crimen sine actione”. Ci deve essere una condotta commissiva od omissiva. Impone quindi al legislatore di punire comportamenti umani e esteriormente percepibili.
- Principio di offensività: considera come condotte penalmente rilevanti quelle idonee ad offendere, o a porre in uno stato di pericolo un bene giuridico tutelato dall’ordinamento. La volontà criminale deve manifestarsi in un comportamento esterno che leda o ponga in pericolo uno o più beni giuridici.
- Principio di proporzionalità: limite a cui è soggetta ogni forma di esercizio del pubblico potere ed un canone di controllo sulle limitazioni dei diritti fondamentali. In ambito penalistico è una linea guida per il legislatore che deve predisporre un trattamento sanzionatorio adeguato e congruo al reato descritto dalla fattispecie incriminatrice sui beni giuridici meritevoli di tutela.
- Principio di sussidiarietà il ricorso alla sanzione penale deve essere giustificato da un effettivo bisogno di pena, quindi devono risultare inefficaci altri strumenti di tutela. O extrema ratio: viene applicata una pena solo dall'autorità giudiziaria dopo un regolare processo.
- Principio di efficacia della tutela penale: la pena deve essere proporzionata alla gravità del reato.
- Principio di colpevolezza: tenendo in considerazione che all’articolo 27 della costituzione viene sancito che la responsabilità penale è personale, deve potersi muovere un rimprovero all’autore per aver commesso quel fatto. Impedisce di punire un soggetto per un fatto altrui, imponendo di punire solo quando il soggetto ha agito con dolo o colpa e ha a che fare con il fine rieducativo della pena. Elementi costitutivi: dolo, colpa, conoscibilità della legge penale, imputabilità e scusanti.
- Obblighi di incriminazione: obblighi al legislatore di usare il diritto penale per tutelare un qualche bene giuridico. Estendono quindi il diritto penale creando una nuova fattispecie o aumentando le pene di una fattispecie esistente.
Principio di legalità
Il diritto penale si fonda sul principio di legalità “nullum crimen, nulla pena sine lege”. Nel nostro ordinamento è stata accolta la concezione formale del principio di legalità: secondo cui per reato deve intendersi quel fatto previsto dalla legge come tale; sancito:
- Art.1 codice penale: nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente stabilito dalla legge come reato, né con pene che non siano previste dalla legge stessa. -È un articolo diretto al giudice-ratio legis: nella sua accezione formale, la norma penale è legittimata solo ove il suo oggetto sia stabilito da una legge precisa e determinata.
A differenza dell’art.25 capoverso della costituzione, l’articolo uno fa riferimento alle pene. Questo non vuol dire che l’art.25 della costituzione sia parziale. Nel diritto penale, punizione arriva con la pena [rimanda a questo articolo, l’art.8 della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino 1789: “nessun reato senza pena, nessuna pena senza reato”. Garanzia: procedimento legislativo più adeguato a salvaguardare la libertà personale].
Convenzione Europea per i diritti dell’uomo
Anche l’art. 7 della Convenzione Europea per i diritti dell’uomo sancisce che: “Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso”.
Principio della riserva di legge
- Art.25 capoverso della costituzione, diretto al legislatore, ovvero Parlamento che potrà emettere norme incriminatrici: “nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”.
- Art.199 cp: nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza non stabilite dalla legge.
Il principio di legalità risponde all’esigenza di prevenzione generale nonché di certezza delle incriminazioni e di tutela della libertà personale, che può essere compressa solo mediante atti che siano espressione di un potere riconducibile alla sovranità popolare, emanati a seguito del procedimento previsto dalla Costituzione per la formazione degli atti legislativi. Infatti, i corollari del principio di legalità:
Riserva di legge
Secondo tale principio un determinato fatto non può essere punito se non esiste una legge che lo consideri reato. La ratio consiste nell’esigenza di evitare abusi da parte del potere esecutivo, in quanto, a fonte che può introdurre, modificare o abrogare una fattispecie incriminatrice è l’organo legislativo, unico depositario del potere di legiferare in materia penalistica. Questo principio deve estendersi anche alle pene, prevedendo un intervallo edittale che sia ragionevole e commisurato alla gravità dell’offesa e al rango del bene. La riserva di legge può essere ritenuta:
- Relativa
- Tendenzialmente assoluta
- Assoluta: considera la legge in senso formale (sentenza della corte costituzionale 70 del '74)
Sono inclusi i decreti legge e i decreti legislativi. Sono esclusi consuetudini, regolamenti e leggi regionali.
Irretroattività
Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato. Funzione di tutelare il cittadino nei confronti del potere legislativo. Non vi è conflitto tra l'articolo 2 del codice penale che stabilisce la retroattività in favor rei (principio della retroattività della legge penale più favorevole) e l’art.25 che vieta la retroattività in modo assoluto, perché la ratio che sta dietro i due principi è la stessa: garantire la libertà del singolo. Art.2 successione delle leggi penali nel tempo, prevede tre ipotesi: nuova incriminazione (c.1), abolizione di incriminazione (c.2), modificazione di incriminazione (c.3-4).
- Primo comma troviamo sancito il caso in cui vi sia una nuova incriminazione.
- Secondo comma troviamo il caso dell’abolizione, ovvero quando un fatto non costituisce più reato; in questo caso, anche se vi è stata la condanna, ne cessa l’esecuzione e si estinguono tutti i connessi effetti penali.
Abolitio criminis
Se un reato non viene più considerato tale, chiunque sta scontando la pena deve cessare di scontarla, se il giudizio è ancora in corso non vi saranno pene. Può essere parziale quando solo alcune delle condotte vengono abrogate e non costituiscono più reato. Non si applica alle leggi temporanee ed eccezionali. Anche in caso di un giudizio a posteriori si applicano le pene previste in quel momento. [Guida in stato di ebrezza, anni fa depenalizzata: reato, poi depenalizzata, poi reato, poi disciplinata in maniera diversa. Chi era stato condannato a guida in stato di ebrezza prima che diventasse un illecito amministrativo per quel breve periodo, sarebbe stato salvo in ragione della abrogazione della abolitio criminis]
Terzo comma
Se vi è stata condanna pena detentiva (ergastolo, reclusione, arresto). La pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria ai sensi dell’art.135 (ragguaglio di x euro al giorno). Si travolge il giudicato.
Quarto comma
Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile.
Successione di leggi nel tempo
Si utilizzano principalmente due criteri:
- Criterio della continuità del tipo di illecito: Si guarda all’interesse protetto e le modalità di aggressione del bene giuridico. Vale solo per fattispecie sostanzialmente identiche.
- Criterio della continenza: Verificare se le due fattispecie sono in un rapporto di genere e specie (esempio: Art.578 prevedeva l’omicidio per causa d’onore e ora infanticidio commesso dalla madre in condizioni di abbandono materiale e morale. Punito più gravemente dell’omicidio ordinario. Ri-espansione). Si fa riferimento poi alla specialità bilaterale reciproca (omicidio del consenziente).
- Criterio di raffronto strutturale della fattispecie (raffronto genera specie).
- Criteri valutativi ad esempio riferimento nesso di continuità.
Quinto comma
Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee non si applicano le disposizioni dei capoversi precedenti. Si applica esclusivamente la disposizione in vigore nel tempo in cui è stato commesso il fatto (ultrattività della legge penale: legge penale continua ad essere applicata per i reati commessi quando era in vigore, anche se sia stata abrogata o modificata).
Decreti legge
Quando un decreto legge non viene convertito entro 60 gg perde la sua efficacia, se però viene commesso un reato in quel lasso di tempo:
- Se il decreto è favorevole al reo e successivamente non viene convertito, il reo non viene punito, in quanto ha agito nella consapevolezza della liceità dell'azione.
- Se il decreto è sfavorevole al reo, ma non viene convertito, il reo non sarà punito.
Temporalità della legge penale
Regola generale: la validità della legge penale è circoscritta al tempo in cui la stessa è in vigore.
Tassatività
La norma dev’essere sufficientemente precisa e univoca, al fine di proteggere soprusi realizzabili dal potere giudiziario (azione penale obbligatoria). Gli elementi linguistici utilizzati sono sia di tipo normativo che descrittivo (portano in fattispecie un dato del reale). Quelli normativi si dividono in non giuridici (si ricavano dal comune sentire) e giuridici che richiamano frammenti del sistema giuridico. La comunicazione linguistica presuppone per la sua comprensione una cultura comune quindi è necessario parlare di un fatto che esistendo per un determinato gruppo, sia spiegabile con il linguaggio di quel gruppo.
Esempio
Art.603 ora abrogato: plagio. Abrogata per la sua indeterminatezza, non sussistendo un linguaggio che riesca a comunicare un fatto del reale che la gente conosce o può conoscere.
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