Le pene nel Settecento e l'evoluzione del sistema penale
Nel corso del Settecento dominavano pene come la pena di morte, le pene corporali, le pene del remo, le pene infamanti, la confisca dei beni e così via. Nel corso dei secoli successivi, il sistema delle pene ha alleviato la sua durezza, e la pena detentiva ha via via sostituito le pene del passato, fino all'abolizione totale della pena di morte in alcuni paesi, come l'Italia. Ancora oggi, il carcere rappresenta un ruolo centrale nei sistemi penali.
Teorie della pena
Teoria retributiva
I presupposti e gli scopi che giustificano l'inflizione a un essere umano di un male terribile come la privazione della libertà personale trovano offerta nelle teorie della pena. La teoria retributiva si legittima come un male inflitto dallo Stato per compensare il male che un uomo ha inflitto ad un altro essere umano o alla società. Trova espressione nella legge del taglione "occhio per occhio, dente per dente". Viene definita come assoluta perché è disinteressata agli effetti della pena. Secondo la logica di Kant, si punisce perché è giusto, non perché la pena sia utile per una qualsiasi finalità.
Teoria preventiva generale
La teoria preventiva generale legittima la pena come un mezzo per orientare le scelte di comportamento di tutti i suoi destinatari, facendo leva sugli effetti di intimidazione collegati al contenuto afflittivo della pena, e si confida che con il tempo si crei un'obbedienza dettata dal timore della pena.
Teoria preventiva speciale
La teoria preventiva speciale concepisce la pena come uno strumento per prevenire che l'autore di un reato commetta in futuro altri reati, attraverso la risocializzazione (aiutando il condannato a reinserirsi all'interno della società), l'intimidazione e la neutralizzazione.
Legittimazione della pena e del reato
La legittimazione della pena varia a seconda del tipo di Stato in cui si presenta il problema. Così come la legittimazione della pena è un'entità giuridica storicamente condizionata, lo stesso vale anche per il reato. Abbiamo un passaggio del reato visto come un peccato, punito perché contrastante con la legge divina, a un reato visto come un fatto dannoso per la società.
Codice penale italiano
L'attuale codice penale italiano risale al 1930, durante l'epoca fascista e si suddivide in tre libri:
- Libro I: Dei reati in generale
- Libro II: Dei delitti in particolare
- Libro III: Delle contravvenzioni in particolare
Codice di ideologia fascista, sono state riformate alcune parti in seguito all'emanazione della Costituzione nel 1948. La maggior parte dei reati non è contenuta all'interno del codice ma è disciplinata da norme complementari.
Reato e sanzioni
Il reato rappresenta la violazione di un precetto penale, un comportamento ritenuto incompatibile con un'ordinata e pacifica convivenza. Un fatto costituisce un reato solo quando la legge gli ricollega una pena. Dunque, è solo in base a un criterio nominalistico che i reati vengono distinti dagli altri illeciti. Ma non tutte le sanzioni penali assolvono il compito di identificare i reati, tale compito è affidato esclusivamente alle pene principali ovvero: ergastolo, reclusione, multa, arresto e ammenda. Per i reati militari abbiamo la reclusione militare.
Pene accessorie e misure di sicurezza
Non rappresentano un criterio di identificazione dei reati né le pene accessorie, né le misure di sicurezza, né le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi. Le pene accessorie si aggiungono a una pena principale. Le misure di sicurezza possono essere applicate soltanto alle persone socialmente pericolose che abbiano commesso un fatto previsto dalla legge come reato.
Classificazione dei reati
La legislazione vigente suddivide i reati in due categorie, l'art. 39 c.p. disciplina che i reati si distinguono in delitti e contravvenzioni a seconda della pena che viene stabilita. Si ha un delitto ogni qualvolta la legge commini l'ergastolo, la reclusione o la multa (si parla sempre di delitto militare quando è prevista la reclusione militare). Si ha una contravvenzione quando è previsto l'arresto o l'ammenda. Ci sono altre soluzioni per i reati di competenza: la permanenza domiciliare e il lavoro di pubblica utilità.
Esempi di reati e relative pene
- Art. 630 c.p.: Sequestro di persona a scopo di estorsione, rappresenta un delitto in quanto è prevista la reclusione e in caso di morte l'ergastolo.
- Art. 697 c.p.: Detenzione abusiva di armi, rappresenta una contravvenzione in quanto si è puniti con l'arresto o con l'ammenda.
Distinzione tra delitti e contravvenzioni
La distinzione tra delitti e contravvenzioni riguarda la diversa disciplina a cui vengono assoggettate le due classi di reati sotto molteplici profili:
- Elemento soggettivo: per i delitti è il dolo secondo l'art. 42,2 c.p. Nessuno può essere punito per un fatto previsto come delitto se non lo ha commesso con dolo, salvi casi previsti dalla legge. Le contravvenzioni, diversamente, possono essere commesse sia con dolo, sia per colpa.
- Tentativo: configurabile solo per i delitti.
- Recidiva: l'aumento di pena previsto per la recidiva può applicarsi soltanto a chi, dopo essere stato condannato per un delitto non colposo, ne commette un altro (non colposo).
- Diritto sostanziale
- Disciplina processuale
Reato per antonomasia
Il reato per antonomasia è l'omicidio (art. 575 c.p.): "Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore a 21 anni". Esempio: l'evento è la morte, ovvero la conseguenza dell'azione. La condotta attiva è quella di cagionare la morte, si tratta di un reato a forma libera (in qualsiasi modalità si svolga, tale comportamento verrà punito). La sanzione è rappresentata dalla reclusione. Il massimo è di 30 anni.
Altri esempi di contravvenzioni
- Art. 624 c.p.: Furto, è una contravvenzione in quanto come pene principali sono previste la reclusione e la multa. La condotta attiva consiste nel mettere le mani sulla cosa e farla uscire dalla sfera di controllo del proprietario. L'oggetto materiale è la cosa mobile altrui. Non è reato se non c'è l'intenzione; la sottrazione deve avere una certa finalità.
- Art. 2621 c.c.: Falso in bilancio, il soggetto attivo è colui che riveste un ruolo attivo all'interno della società, quindi gli amministratori, direttori generali e dirigenti preposti alla redazione. La condotta è vincolata.
- Art. 137 d.lgs n°152/2006: Inquinamento idrico contenuto nel T.U., si tratta di una contravvenzione in quanto è previsto l'arresto o l'ammenda. Si tratta di un articolo collegato ad altri in seguito alla fattispecie complessa. La condotta può essere commissiva o omissiva.
Reati omissivi
I reati omissivi propri sono:
- Omissione di soccorso
- Omissione di atti di ufficio
- Omissione di denuncia
Il reato omissivo improprio si verifica quando ad un evento si collega una norma generale.
Principi fondamentali del diritto penale
I principi dettano un orizzonte e rappresentano delle linee guida che devono essere rispettate dal legislatore e dal giudice. I principi derivano dalla Costituzione e dettano cosa fare. Tra i principi fondamentali abbiamo:
- Principio di legalità, art. 25 Cost. o di riserva di legge, implica che solo la legge ordinaria, emanata dal Parlamento, il quale esprime la volontà popolare, possa emanare norme incriminatrici.
- Principio di colpevolezza