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Riassunto esame Diritto, prof. Lantella, libro consigliato Avvio alla logica e al discorso giuridico

Riassunto per l'esame di Avvio Alla Logica e Al Discorso Giuridico, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Avvio alla logica e al discorso giuridico, Lantella. Con analisi dei seguenti argomenti: operazioni copulative, proposizione, proposizione copulativa, operazione copulativa, profili semantici, famiglia... Vedi di più

Esame di Avvio Alla Logica e Al Discorso Giuridico docente Prof. E. Lantella

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ESTRATTO DOCUMENTO

Operazioni che hanno ad oggetto operazioni

Con le operazioni copulative non ci si può soffermare solo sul medesimo elenco in quanto le operazioni

copulative possono avere ad oggetto altre operazioni copulative; es:

Si possono fare operazioni copulative in confronto ad altre operazioni copulative (esempio di una

• definizione, definire una classificazione, ecc…)

Una operazione copulativa può assumere ad oggetto se stessa (definire una definizione, qualificare

• una qualificazione, ecc..)

Anche se in alcuni casi è possibile incontrare una certa difficoltà come elencare un esempio.

0 2.2 - un approccio esemplificativo

Per capire meglio le singole operazioni copulative è stato scelto il medesimo oggetto come tema – il furto -

comune a tutte le operazioni. Gli enunciati sotto riportati ci condurranno a richiamare le principali

variazioni grammaticali che appaiono riscontrati negli usi comuni: tali variazioni riguardano, principalmente

due aspetti: riguardano il numero (del soggetto e del predicato), che potrà essere singolare o plurale;

inoltre, riguardano l’articolo, che potrà essere presente o assente (e, se potrà essere determinato o

indeterminato).

qualificazione

• X È Y

Il furto è Reato

Il furto è Un reato

Un furto è Reato

Un furto è Un reato

I furti sono reati

sussunzione

• X È Y

la condotta di tizio, il quale, all’ora del tale giorno, si è impossessato della borsetta di Gaia È Furto

strappandola da braccio a cui Gaia la teneva

la condotta di tizio, il quale, all’ora del tale giorno, si è impossessato della borsetta di Gaia È Un furto

strappandola da braccio a cui Gaia la teneva

definizione

X è Y

Il furto è L’impossessamento di una cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di

trarne profitto per se o per altri

Un furto è L’impossessamento di una cosa……..

I furti Sono Impossessamenti di cose…….

Esempio

• X È Y

Uno tra i furti è Lo scippo

Un furto è Lo scippo 4

Elenco

• X È Y

I furti subiti da questa banca nello Sono Il 6 febbraio per 20.000 euro il 10 giugno per 5000 euro

scorso anno il….

Classificazione

• X È Y

Il furto È Perseguibile d’ufficio oppure perseguibile a querela

Un furto È Perseguibile d’ufficio oppure perseguibile a querela

I furti Sono Perseguibili d’ufficio oppure perseguibili a querela

Modi usuali per formulare le operazioni copulative, diversi rispetto ai modi riferiti

Gli esempi di esemplificazione enunciati nelle varie tabelle non sono frequenti nel discorso comune ma

servono per evidenziare al meglio la loro funzione prescindendo dal fatto della loro frequenza nel discorso.

Nel discorso comune si pensi alla classificazione noi incontriamo enunciazioni che portano il seguente

tenore: “i furti si classificano/distinguono in….oppure un esempio di furto è lo scippo o ancora lo scippo è

un esempio di furto.

Limiti dell’approccio esemplificativo

Dopo aver formulato un elenco di operazioni copulative abbiamo iniziato la trattazione delle singole

operazioni tramite esempi (esempio di definizione/qualificazione/ecc..). la cosa può essere utile ma limitata

in quanto potrebbe fornire delle impressioni ingannevoli.

0 2. 3 - Un approccio lessicale

Per ciascuna operazione copulativa sotto è riportato un enunciato definitorio del vocabolario.

Qualificazione: attribuzione di una qualifica in base ai caratteri specifici che una persona/cosa presenta

• Sussunzione: termine della logica formale con cui si designa la riconduzione di un concetto nell’ambito

• di un concetto più generale nella cui estensione esso è compreso. Nel linguaggio giuridico, giudizio che

riporta una determinata fattispecie nel caso generale previsto da una norma di legge.

Definizione: 1 – il complesso degli elementi volti a caratterizzare e circoscrivere un’entità sul piano

• concettuale. La formulazione dei risultati di un procedimento logico discorsivo: la definizione del

concetto di bellezza. In lessicografia, la descrizione del campo semantico di una parola. D. dogmatica: il

pronunciato solenne, espresso dal concilio ecumenico o dal pontefice, col quale si pone

2

dogmaticamente una verità di fede. – nella tecnica fotografica, cinematografica e televisiva,

3

precisione e nitidezza dell’immagine. – atto risolutivo di una questione, spec. giuridica: la definizione

di una vertenza. Genericamente: decisione

Esempio: 1 - fatto particolare, illustrativo di una generalità teoricamente scontata. Nella letteratura

• 2

devota medievale, racconto a scopo edificante. – qualsiasi individuo che rappresenti tutta intera la

3

sua specie. – caso particolare proposto all’altrui amministrazione imitazione e riprovazione.

Elenco. 1 – annotazione ordinata che si compila per motivi di organizzazione, amministrativi o di

• 2

controllo. – nella logica formale, argomentazione diretta a cogliere in contraddizione l’avversario.

Classificazione: 1 – ripartizione e distribuzione in raggruppamenti come operazione, in ordine

• scientifico e tecnologico. Ordinamento in base a criteri determinati e per fini particolari. In biologia

l’ordine dato all’immensa varietà della specie con l’attribuzione a ciascuna di esse, di un nome onde

2

poterle individuare facilmente. Assegnazione di un posto in una graduatoria – valutazione espressa

mediante l’assegnazione di un voto o di un parcheggio

Le definizioni appena date sono utili per lo iù da un punto di vista lessicale 5

0 2.4 – un approccio sistematico definizioni

La definizione dei vocabolari spesso lascia insoddisfatti quindi ora saranno elenca te

sistematiche: cioè definizioni che pur concernendo oggetti diversi vengono prodotte seguendo in maniera

costante una medesima impostazione.

Qualificazione

• X È Y

Il furto è Reato

La qualificazione: è l’operazione che, in riferimento al proprio oggetto enuncia una o più

caratteristiche senza pervenire alla totalità delle caratteristiche identificanti

Commento: l’enunciato di questa tabella costituisce “qualificazione”poiché assume il furto (nel senso

di “tutti i furti”) e ne asserisce la caratteristica di essere un reato; la quale operazione, nel contempo

non fornisce tutte le informazioni occorrenti per identificare il furto

tipo particolare di qualificazione

Sussunzione:

• X È Y

La condotta di Tizio, il quale, all’ora tale del tal giorno, si è impossessato della borsetta di È Furto

Gaia strappandola dal braccio a cui Gaia la teneva

La sussunzione: è l’operazione che in riferimento al proprio oggetto consiste in un fatto, enuncia la

caratteristica di afferire a una classe di fatti prevista da una norma giuridica (più sinteticamente:

l’operazione che, di fatto, predica una fattispecie)

Commento: l’enunciato di questa tabella costituisce sussunzione poiché assume la condotta di tizio e ne

asserisce la riconducibilità alla fattispecie del furto (vale a dire la condotta di tizio è riconducibile al modello

di fatto previsto dagli art 624 e seguenti del codice penale)

Definizione

X È Y

il furto È L’impossessamento di cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne

profitto per se o per altri

La definizione: è l’operazione che, in riferimento al proprio oggetto, enuncia tutte le caratteristiche

necessarie e sufficienti (per ravvisare tale oggetto)

Commento: l’enunciato di questa tabella è una definizione poiché assume “il furto” (vale a dire, qui: “tutti i

furti”) e asserisce una pluralità di caratteristiche (atto d’impossessamento/sottrazione di cosa altrui, atto

finalizzato a trarre profitto per sé o per altri) giungendo in tal modo, a individuare tutto ciò che occorre e

soltanto ciò che occorre, affinché sia ravvisabile un furto

Esempio:

• X È Y

Un furto È Lo scippo

L’esempio: è l’operazione che in riferimento al proprio oggetto (una classe), enuncia un singolo elemento

oppure una singola sottoclasse

Commento: l’enunciato di questa tabella costituisce un esempio poiché assume come oggetto la classe dei

furti ed asserisce che tale classe include la sottoclasse degli scippi 6

Elenco:

• X È Y

I furti subiti da questa banca nello Sono Il furto del 6 febbraio per 20.000 euro, il furto del 5 giugno

scorso anno per…..ecc

L’elenco: è l’operazione che, in riferimento al proprio oggetto (una classe) enuncia singoli elementi

Commento: l’enunciato di questa tabella costituisce un elenco poiché assume come oggetto la classe dei

furti subiti da una determinata banca in un determinato tempo ed asserisce singoli furti inclusi in tale classe

classificazione

• X È Y

I furti Sono Perseguibili d’ufficio oppure per querela

La classificazione: è l’operazione che, in riferimento al proprio oggetto (una classe) enuncia due o più

sottoclassi in cui è divisibile senza residui

Commento: l’enunciato di questa tabella costituisce una classificazione poiché assume come oggetto la

classe dei furti, ed asserisce che, o nell’una o nell’altra delle due sottoclassi, si distinguono tutti i furti

0 3 quale sequenza per le operazioni copulative?

Le operazioni copulative verranno spiegate nel seguente modo:

Qualificazione Sussunzione Definizione Esempio Elenco Classificazione 7

LA QUALIFICAZIONE

1.1. – profili semantici

1 1.1 – Semantica comune

qualificazione: deriva dal latino “qualitas”, in italiano qualità

• qualità: ha due significati:

• vuol dire essere giallo è una qualità del canarino

Caratteristica:

o vuol dire Tizio ha molte qualità eppure non lo invita mai nessuno

Caratteristica di pregio:

o

“Qualificazione” e “qualificare” risentono di tali duplicità:

• caratteristiche qualsiasi,

In un primo senso si riferiscono all’enunciazione di la cui

o connotazione elogiativa o spregiativa è irrilevante (nei primi anni il collaboratore venne

qualificato buono ma di recente, purtroppo, venne qualificato pessimo)

In un secondo senso si riferiscono all’operazione materiale finalizzata all’apporto di

o caratteristiche migliorative (una qualificazione del settore turistico richiede che i nuovi

insediamenti vengano sottoposti a valutazioni di impatto ambientale)

Dunque nel primo senso ci si riferisce all’operazione di “etichettare” nel secondo senso ci si riferisce

all’attività di “migliorare”

Le qualificazioni, come operazioni linguistiche, afferiscono alla sola area dell’etichettare (non del

• migliorare).

1 1.2 Semantica tecnica

Definizione di qualificazione: la qualificazione è l’operazione (x è y) che enuncia di “x” una o più

caratteristiche “y” che non corrispondono alla totalità delle caratteristiche identificanti.

Quando si valuta ciò che s è disposti a ritenere “qualificazione”, è ovviamente possibile, oltre a proposizioni

con il verbo “essere” accettare anche proposizioni che contengano sinonimi e quasi sinonimi del verbo

“essere” (apparire, sembrare, risultare, ecc…)

Esempi di qualificazioni:

X È Y

Tutto ciò È Notevole

La lampadina È Un corpo illuminante

Il mare Appare Minaccioso

Ciò che dice Sembra Verità

L’ultima lettera Risulta Vaga

Imporci la presenza di questo figuro Costituisce Una provocazione

La sua persistente ed estesa apatia Si configura come Rifiuto totale di assumere ruoli e

responsabilità

Famiglia semantica procedimento

Nell’uso del termine qualificazione si riscontrano varianti: talvolta si designa il (percorso

conoscitivo) attraverso cui si perviene a ricostruire le caratteristiche qualificanti; talvolta si designa il

risultato, e cioè il contenuto informativo a cui si perviene con il procedimento, talvolta si designa la

formulazione verbale, che comunica il risultato. Per intendere meglio le tre varianti appena censite si

potrebbe dire che la parola qualificazione tende a designare di volta in volta uno dei tre soggetti seguenti:

l’attività, la proposizione, l’enunciato (NB.- la proposizione è il significato di un enunciato; mentre

l’enunciato è il significante di una proposizione). è y); x

In riferimento all’enunciato qualificatorio (x assume la denominazione di qualificando

• y

mentre assume la denominazione di qualificante. 8

1 2 – Profili sostanziali

1 2.1 generalità

l’operazione qualificatoria si occupa di entità reali (persone, cose, fatti, ecc..) e non dei segni

Oggetto:

linguistici che designano tale entità. Es: “il muro è una costruzione” oppure “il cotone è una pianta” la

qualificazione non si occupa della parola muro o cotone; ma dei soggetti muro e pianta.

x y x;

per adempiere alla richiesta di qualificare occorre cercare un che contenga

Vettore di ricerca: –

modellizzazione di ciò che è stato appena detto

- qualificante

Y

Vettore di ricerca → qualificando

X

Contenuto informativo

Una volta qualificata la “x” la risposta alla domanda <cosa è un gatto?> è: x afferisce ad y –la classe dei gatti

è inseribile nella classe dei felini; Afferenza del qualificando al qualificante _ il gatto appartiene alla classe

dei felini; un esempio de felino è i gatto.

1 2.2 Tipologie

Qualificazioni di individualità oppure di classi

in base all’oggetto dell’operazione e con specifico riferimento al qualificatore è possibile

• distinguere tra: di individualità,

qualificazioni quando si tratta di individualizzare un oggetto singolo –

o questa è una ciliegia

di classi,

qualificazioni quando si tratta di qualificare un insieme di oggetti che condividano

o una medesima denominazione – le ciliegie sono rosse

qualificazioni attributive oppure identitarie

in base al contenuto informativo è utile distinguere tra

attributive,

qualificazioni se viene predicata una caratteristica che non è in grado di essere genus

• nel definire genere e differenza (il canarino è giallo, il libro è dotato di rilegatura)

identitarie,

qualificazioni se viene predicata una caratteristica che è in grado di essere il genus nel

• definire per genere e differenza (il canarino è un passeraceo; il libro è un insieme di fogli).

La diversità (tra qualificazioni attributive e identitarie) sembra riflettersi usualmente in una differenziazione

grammaticale: aggettivo rotonda)

le qualificazioni attributive si avvalgono usualmente di un (la terra è

• un pianeta)

le qualificazioni identitarie si avvalgono usualmente di un sostantivo (la terra è

• tra le qualificazioni attributive e identitarie è necessario soffermarsi sulle seconde; in quanto esse

• non si curano del gran mare delle caratteristiche qualsiasi, ma isolano le caratteristiche che

possono fungere da esordio in un defiens (entro una definizione per genere e differenza).

Esempio: di qualificazione identitarie secondo cui “l’uomo è un animale razionale”; se dicessimo

che “l’uomo è un bipede” questo sinonimo costituirebbe una caratteristica e una identificazione.

Il tema del genere identitario è difficile ed è “meno logico” e “più ideologico” di quanto possa

• apparire. 9

Qualificazioni semplici oppure composte

struttura,

A seconda della con specifico riferimento a come è fatto il qualificante, è possibile distinguere

tra: semplice:

Qualificazione quando il qualificante si esaurisce nel designare una sola caratteristica (la

• savonarola è una sedia)

composta:

Qualificazione quando il qualificante si articola nel designare una pluralità di

• caratteristiche (la savonarola è una sedia / usata a Firenze / nel quattrocento).

I qualificanti composti hanno un limite di estensione: ossia il limite sta nel fatto che non possono

spingersi sino a circoscrivere completamente l’oggetto a cui si riferiscono, altrimenti non si

tratterebbe più di una qualificazione ma di una definizione.

Qualificazioni descrittive oppure direttive

funzione illocutoria

In rapporto alla (in rapporto al tipo di atto che si compie nell’enunciare la proposizione)

è opportuno richiamare l’attenzione su:

descrittive;

Qualificazioni es: domani Giorgio viene a trovarmi

• direttive;

Qualificazioni es: domani Giorgio venga a trovarmi

Qualificazioni teoriche oppure pragmatiche

In rapporto alle funzioni perlocutorie (cioè: in rapporto ai motivi ovvero intenzioni seconde per cui

• le qualificazioni vengono prodotte) si potrebbe dare corso ad un censimento notevolmente

articolato. Limitandoci a un paio di grandi aree, è possibile distinguere tra:

teoriche:

Qualificazioni se l’oggetto viene etichettato per una esigenza meramente o

≈ prevalentemente conoscitiva; in questo ambito si potrebbe individuare la sottoclasse delle

sistematiche,

qualificazioni che hanno il fine di collocare l’oggetto al posto giusto entro una

griglia classificatrice di notevole articolazione. (immettere in una sottoclasse significa es

dire che il gattopardo è un leopardus)

Qualificazione pragmatica: se l’oggetto viene etichettato al fine di tenere un

≈ comportamento appropriato oppure al fine di ottenere da altri un comportamento

appropriato.

A seconda del contesto una frase può essere classificata come teorica o pragmatica:

• esempio: “lo stambecco è un ungulato” in contesto scientifico verrà classificato come teorico - nel

contesto di un divieto di caccia verrà individuato come pragmatico in quanto i trasgressori

riceveranno una sanzione.

Qualificazioni neutre oppure orientate

Il criterio di questa classificazione (anch’esso pragmatico) è la funzionalità (soggettiva oppure oggettiva)

intesa ad orientare valutazioni o comportamenti:

neutre

Sono le qualificazioni non finalizzate a indirizzare valutazioni o comportamenti (es. “B” è

• una lettera dell’alfabeto)

orientate

Sono le qualificazioni finalizzate a indirizzare valutazioni o comportamenti (es. questa

• non è un auto è un catorcio; invece questa è una signora auto)

persuasorie persuasive

Le qualificazioni orientate vengono anche denominate o (vedi cap

3.2.2).

1.2.3 - Tecniche e Suggerimenti

Forse esiste una sola tecnica per qualificare: bisogna sempre risalire “a monte” al fine di includere l’oggetto

in almeno una classe che sia ritenuta pertinente al tipo di discorso.

Le richieste di qualificazione: richieste aperte oppure chiuse

in modo aperto (o richiesta in bianco),

Una richiesta di qualificazione per lo più viene effettuata cioè senza

menzionare alcun qualificante. Per esempio cosa è un masterizzatore?....come è il tuo masterizzatore?; in

tali contesti se il destinatario ha già la risposta pronta, la può fornire subito se non ce l’ha i casi sono due o

10

si indirizza verso un solo qualificante e ne effettua la verifica o si indirizza verso una rosa di qualificanti ed

effettua all’interno di essa il lavoro di selezione e di verifica.

Altre volte la richiesta di qualificazione risulta formulata in modo chiuso (ovvero vincolante) e cioè

menzionando il qualificante posto in gioco: il masterizzatore è un registratore/è veloce. In questo caso il

controllante dovrà limitarsi solo a verificare se se registrabile/veloce sia predicabile del suo masterizzatore.

La pertinenza del qualificante

Il qualificante o la rosa dei qualificanti, non potranno venire assunti a caso: ogni contesto di discorso ha un

orizzonte di pertinenza. Es. se tizio e caio stanno parlando delle velocità periferiche informatiche, e se tizio

chiede a caio com’è il suo masterizzatore?, la risposta sarà lento o veloce.

La tecnica del qualificare

Sia che si fronteggi una richiesta aperta che chiusa il lavoro qualificatorio implica una sequenza di

• tre fasi. Fase 1 – analisi del qualificante: si tratta di portare in evidenza – tramite una definizione gli

≈ elementi essenziali o semantici, a seconda delle teorie a cui ci si affida in tema di definire

Fase 2 – analisi del qualificando: portare in evidenzia le caratteristiche che risultino di

≈ rilievo in rapporto al qualificante; questi elementi vengono denominati elementi cosali.

Fase 3 – giudizio conclusivo: si tratta di pervenire ad uno dei due esiti seguenti

≈ Accoglimento della qualificazione: se tutti

la qualificazione viene accolta gli

elementi essenziali ovvero semantici, trovano pieno riscontro negli elementi cosali

Rifiuto della qualificazione: se

la qualificazione viene respinta un elemento

essenziale/semantico (anche uno solo) non trova riscontro a livello cosale

La tecnica delle 3 fasi applicata a oggetti comuni

Come esempio di lavoro qualificatorio si ipotizzi di dover fronteggiare il compito seguente: una bergère,

una fratina, una tabouret; sono poltrone o non lo sono?

Bergère fratina tabouret

Fase 1: occorre partire dalla nozione di “poltrona” (cioè il qualificante) mettendone in luce gli

elementi essenziali ovvero semantici.

Nozione Di Poltrona

Elemento 1 La natura di sedile

Elemento 2 La capienza monoposto

Elemento 3 La dotazione di uno schienale

Elemento 4 La dotazione di braccioli

Elemento 5 L’imbottitura

Fase 2: si tratta ora di analizzare la Bergère fratina tabouret per vedere se sussistono tutti gli elementi

necessari a riconoscere una poltrona 11

Bergère Fratina Tabouret

Sedile Si Si Si

Monoposto Si Si Si

Schienale No

Si Si

Braccioli No No

Si

Imbottitura No

Si Si

Fase 3: si tratta di pronunciare i giudizi conclusivi:

La bergère è una poltrona perché presenta tutti gli elementi dell’oggetto “Tutti Si”

≈ La fratina e la tabouret non sono delle poltrone in quanto presentano dei “No” in alcuni

≈ elementi essenziali

Rapporti con il sapere giuridico

Nel sapere e nel lavoro del giurista si incontrano e si effettuano moltissime qualificazioni:

di individualità, concrete

Può trattarsi di qualificazioni dette anche qualificazioni

• classi

Può trattarsi di qualificazioni di

• concrete

Le qualificazioni di cui ci si avvale nel discorso giuridico:

applicazione del diritto:

Vengono effettuate ai fini della si deve infatti conoscere di volta in

• volta, di che natura sia il caso di cui ci si occupa, è tale conoscenza è necessaria al fine di

stabilire quali siano le regole pertinenti

denominazione specifica:

Ricevono non si parla genericamente di qualificazioni, bensì

• sussunzione

peculiarmente di trattazione specifica

Ricevono normalmente rispetto alle qualificazioni

Le qualificazioni per classi di cui ci si avvale nel discorso giuridico:

sia nella applicazione del diritto, sia nello studio del diritto.

Vengono effettuate In particolare:

• il lavoro qualificatorio, che viene svolto nell’ambito dell’attività di studio, è un lavoro immane

che fa parte della costruzione del sapere giuridico in forma sistematica.

Non ricevono denominazione specifica

• Non vengono considerate né trattate a pare rispetto alle qualificazioni

Operazioni qualificatorie su oggetti giuridici

Supponiamo di dover fronteggiare il seguente compito di qualificazione: “la compravendita, il

• matrimonio, la divisione dell’eredità, sono contratti oppure no?

Come si è già visto in tema di qualificazione di oggetti non giuridici, anche qui si deve seguire il

medesimo itinerario

Fase 1 – la griglia del qualificante: per la nozione di “contratto” occorre rivolgersi all’art. 1321

• c.c. dalla quale è possibile ricavare la seguente griglia di elementi. (essenziali semantici)

Nozione Di Contratto

Elemento 1 L’accordo

Elemento 2 Il fine: la destinazione a produrre effetti costitutivi o estintivi o modificativi di rapporto

Elemento 3 La giuridicità dei rapporti

Elemento 4 La mera patrimonialità dei rapporti giuridici regolati

Fase 2 – analisi dl qualificando: si tratta ora di analizzare la compravendita, il matrimonio, la divisione

dell’eredità, per vedere se sussistono tutti gli elementi necessari a riconoscere un contratto come l’art.

1321 del c.c. 12

Vendita Matrimonio Divisione dell’eredità

L’accordo Si/no

si si

destinazione a produrre effetti di rapporto si si Si

giuridicità dei rapporti si si Si

mera patrimonialità dei rapporti No

si si

Fase 3 – la conclusione: si tratta ora di formulare i giudizi finali

La compravendita: è un contratto poiché presenta tutti gli elementi selezionati dell’art. 1321

• Matrimonio/Divisione dell’eredità: non sono dei contratto in quanto non presentano tutti gli

• elementi selezionati dell’art. 1321 o vanno in conflitto alcune parti.

1.5. - Rapporti con altre operazioni

Qualificazione e sussunzione

qualificazione sussunzione genere specie. qualificazioni,

La e la sono in rapporto di e Nell’ambito delle

sussunzioni.

infatti, soltanto alcune di esse risultano

Affinché una qualificazione si caratterizzi come sussunzione occorrono due peculiarità:

Il qualificando dovrà essere fattuale (dovrà riguardare solo fatti: non persone né cose né rapporti…)

• Il qualificante dovrà essere normativo (in particolare dovrà trattarsi di una “fattispecie”, cioè di una

• nozione inserita in una regola soprattutto di natura etica o giuridica).

Qualificazione e definizione

In generale si può dire che:

• x rilevante x,

Vi possono essere qualificazioni di il cui contenuto è per definire così come vi possono

≈ x;

essere qualificazioni il cui contenuto è irrilevante è per definire

Per altro verso, il contenuto di ogni definizione può vedersi come la risultanza di una pluralità di

≈ qualificazioni: tante qualificazioni quanti sono gli elementi dedotti in definizione.

Qualificazione identitaria

La scialuppa è un natante

La scialuppa è un natante destinato ad essere tenuto a Definizione per genere e differenza

bordo di un natante maggiore, a scopo di salvataggio

Rapporto tecnico tra qualificare e definire rapporto tecnico

La qualificazione e la definizione sono frequentemente in del seguente tenore: per

qualificare può essere necessaria una definizione. Tale rapporto tecnico è frequente ed è pertanto

eventuale (quindi non necessaria). Lo si dice poiché. In molti casi, per qualificare, non occorre possedere

una definizione ma basta qualcos’altro. Es. un bambino di 2 anni esclama “torta” senza necessariamente

definirla come torta a cucchiaio, secca ecc. così molti adulti che sanno tutti cosa è un ombrello anche se

non saprebbero necessariamente definire l’oggetto.

Qualificazione ed esempio

qualificazione l’esempio opposizione reversibilità

La e sono in rapporti di e di

• Rapporto oppositivo. Le due operazioni procedono in modo opposto poiché qualificare conduce a

• monte mentre esemplificare conduce a valle; infatti:

Se mi viene chiesto di qualificare una poltrona salirò a monte e risponderò “un sedile”

≈ Se mi viene chiesto di esemplificare una poltrona scenderò a valle e risponderò “una bergère”

Rapporto di reversibilità. Tale rapporto si evidenzia analizzando due percorsi: da un lato, il percorso

• che procede dalla qualificazione all’esempio; dall’altro lato il percorso che procede dall’esempio alla

qualificazione.

Dalla qualificazione all’esempio: se una poltrona è qualificabile facendo ricorso alla nozione di

≈ sedile, allora il sedile sarà esemplificabile facendo ricorso alla nozione di poltrona.

Dall’esempio alla qualificazione: se un esemplificante del sedile sarà ravvisabile nella poltrona,

≈ allora un qualificante della poltrona sarà ravvisabile nel sedile 13

Esempio grafico:

≈ qualificante di POLTRONA È SEDILE

Esemplificante di SEDILE È POLTRONA

Qualificazione ed elenco:

• opposizione reversibilità

La qualificazione e l’elenco sono in rapporto di e di

≈ Rapporto oppositivo: le due operazioni procedono in senso opposto poiché il qualificante si

≈ indirizza a monte mentre l’elencare si indirizza a valle.

Rapporto di reversibilità: tale rapporto si evidenzia analizzando due percorsi: il percorso che

≈ procede dalla qualificazione all’elenco; nonché, in senso inverso, il percorso che procede

dall’elenco alla qualificazione.

Dalla qualificazione all’elenco: es grafico su come una qualificazione è trasformabile in elenco:

≈ QUALIFICAZIONE

Il Nord è Un punto cardinale

Il Sud è Un punto cardinale

L’Est è Un punto cardinale

L’Ovest è Un punto cardinale

ELENCO

I punto cardinali sono Il Nord, il Sud, l’Est, l’Ovest

Dall’elenco alla qualificazione: es grafico su come un elenco è trasformabile in una qualificazione:

≈ ELENCO

I punto cardinali sono Il Nord, il Sud, l’Est, l’Ovest

QUALIFICAZIONE

Il Nord è Un punto cardinale

Il Sud è Un punto cardinale

L’Est è Un punto cardinale

L’Ovest è Un punto cardinale 14

Qualificazione e classificazione opposizione reversibilità

La qualificazione e la classificazione sono in rapporto di e di

≈ Rapporto oppositivo: opposto

le due operazioni procedono in senso poiché il qualificante si

≈ indirizza a monte mentre la classificazione si indirizza a valle.

Rapporto di reversibilità: tale rapporto si evidenzia analizzando due percorsi: il percorso che

≈ procede dalla qualificazione alla classificazione; nonché, in senso inverso, il percorso che procede

dalla classificazione alla qualificazione.

Dalla qualificazione all’elenco: es grafico su come una qualificazione è trasformabile in

≈ classificazione: QUALIFICAZIONI

I motocicli Sono motoveicoli

I motocarri Sono motoveicoli

I quadrocicli Sono motoveicoli

CLASSIFICAZIONE

Motoveicoli Si distinguono in motocicli

motocarri

quadrocicli 15

LA SUSSUNZIONE

2.1. profili semantici

2.1.1. semantica comune

“Sussumere” voce che deriva dal latino: dal verbo “sumere” che significa “prendere” e dal prefisso

• “sub” che significa sotto. Su mere da l’idea di prendere qualcosa sotto qualcos’altro. Ma noi non

utilizzeremo questi vocaboli in senso stretto ma in senso metaforico.

“Sussumere” in senso metaforico, caratterizza la propria immagine in due direttrici:

• L’immagine del “prendere” si specifica come apprensione intellettuale;

≈ L’immagine del “sotto” si specifica in rapporto ad un concetto: vale a dire, qualcosa va a finire

≈ “sotto un concetto”

2.1.2. semantica tecnica

A. “Sussunzione” in accezione logica

Definizione di “sussunzione”: la sussunzione è l’operazione (x è y) che ha il ruolo di premessa minore nel

sillogismo

Esempi di sussunzioni

È opportuno fornire esempi di sussunzione mostrandoli all’interno di un sillogismo. Si considerino

• pertanto i due sillogismi che seguono, a ciascuno dei quali è dedicata una tabella:

→ premessa maggiore, detta assunzione

gli uomini sono mortali sussunzione

→ premessa minore, detta

I greci sono uomini → conclusione

I greci sono mortali → premessa maggiore, detta assunzione

gli uomini sono mortali sussunzione

→ premessa minore, detta

Socrate è un mortale → conclusione

Socrate è mortale

nella posizione della prima tabella viene esemplificata la sussunzione di una classe (i Greci) nella seconda

tabella viene esemplificata la sussunzione di una individualità (Socrate).

Ecco ora una modellizzazione che chiarisce ulteriormente come si colloca la sussunzione entro la

• struttura del sillogismo: entità mortali

uomini

Greci

entità mortali

uomini uomini

Socrate 16

La sussunzione è rappresentata dalla freccia che collega il termine minore con il termine medio: i Greci

vanno nella classe uomini: Socrate va parimenti nella classe degli uomini

Famiglia semantica proposizione

Sussunzione in campo logico, non sempre designa “la che costituisce la premessa minore del

l’enunciato

sillogismo”. Talvolta designa cioè la formulazione linguistica con cui viene comunicata la

l’attività conoscitiva

premessa minore. Talvolta designa tramite la quale si perviene alla premessa minore.

B sussunzione in accezione giuridica

Definizione di sussunzione

(prima definizione) la sussunzione è l’operazione (x è y) che ha il ruolo di premessa minore nel

• sillogismo giudiziale.

Il sillogismo giudiziale è l metodo utilizzato dai giudici per giungere ad una sentenza:

--- assunzione

tutti i rapinatori devono essere puniti sussunzione

---

Tizio è un rapinatore --- conclusione

Tizio deve essere punito

Ovviamente questo è solo un esempio esemplificativo molto ristretto in quanto il giudice per stabilire se

Tizio è colpevole oppure no deve tener conto di diverse ramificazioni che attesteranno se Tizio ha

il fatto una classe di fatti

commesso veramente il fatto. Questa proposizione conduce (il furto) a (che

dovranno accertare se tizio è veramente colpevole)

(seconda definizione) la sussunzione è l’operazione (x è y) che asserisce del fatto che x, l’afferenza è

• una classe di fatti (y) prevista da una norma giuridica.

La seconda definizione è molto più complessa della prima; nella seconda definizione fa la sua comparsa

la fattispecie (fatto) a seconda dei contesti la parola fatto può assumere due

Una parola ambigua – la parola “fatto”:

• significati: un evento singolare:

in alcuni contesti la parola fatto designa es. ti racconto il fatto: ieri ero appena

≈ entrato in ufficio quando mi chiama il direttore nel suo ufficio è dice a me che sono un dirigente <<

fatto

toglimi questo cumulo di polvere dalla scrivania>> in casi come questo si può parlare di

concreto una classe di eventi:

in altro contesto la parola fatto designa es. il fatto di molestare i propri

≈ collaboratori chiedendo prestazioni improprie in modi o momenti atti a cagionare disagio o

fatto astratto

umiliazione è quantomeno ingiusto. in casi come questo si può parlare di

famiglia semantica x sussumendo” y

in riferimento all’operazione del sussumere, è “denominabile mentre è denominabile

• sussumente

2.2 - profili sostanziali

2.2.1. – generalità

Oggetto: il sussumere in senso proprio, si occupa di fatti (sia individuali che per classi). In particolare,

nell’uso più frequente, ciascuna sussunzione si occupa singolarmente di un fatto storico (sia nelle sentenze

dove il giudice verdetta un fatto passato, sia nei pareri fatti concreti passati che gli avvocati presentano al

giudice 17

Vettore di ricerca:

si consideri una richiesta di sussunzione formulata in modo aperto: “l’atto compiuto da Caio nel tal giorno

in al luogo, a quale fattispecie normativa si lascia ricondurre?”; la ricerca si indirizza verso l’individuazione

di una fattispecie (un modello di fatto in una classe di fatti) in cui il fatto concreto risulti collocabile

------ sussumente

Y

Vettore di ricerca ----------------- -

--------- sussumendo

X

Contenuto informativo

Allorché sussumo il fatto x, informo che il fatto x afferisce alla fattispecie y. Le sussunzioni producono

dunque, informazioni differenza del sussumendo al sussumente.

2.2.2. – Tipologie

Sussunzioni di fatti concreti, oppure di classi di fatti

in base al tipo di fatto su cui verta l’operazione è possibile distinguere tra:

sussunzioni di fatti concreti quando l’oggetto da sussumere è un evento singolo

• sussunzioni di classi di fatti (astratti) quando l’oggetto da sussumere è una pluralità di fatti che

• condividono requisiti.

Es:

• È (integra, costituisce, dà luogo a) Atto illecito

l’amputazione di un piede sano

anzi che malato

Sussunzioni descrittive oppure direttive

In base alle funzioni illocutorie le sussunzioni possono essere descrittive (se asseriscono che un

determinato fatto concreto in virtù delle caratteristiche che esso presenta è riconducibile ad una

determinata fattispecie normativa; è verosimile sostenere che esse siano sottoponibili a giudizio aletico di

verità/falsità) oppure direttive.

Sussunzioni teoriche oppure pragmatiche

In base alle funzioni perlocutorie le sussunzioni possono essere:

Teoriche: quando vengono effettuate al solo fine di conoscere (in contesti scientifici o didattici)

• l’afferenza di un fatto (concreto/astratto) ad una fattispecie

Pragmatiche: quando vengono poste in essere per far conseguire, alla sussunzione, determinati

• effetti: ovvio che la sussunzione in senso canonico (vale a dire collocata in un sillogismo giudiziale o

in un ragionamento assimilare) si configura, per l’appunto come sussunzione pragmatica

2.2.3. – tecniche e suggerimenti

La tecnica delle tre fasi

La sussunzione dal punto di vista delle tecniche di realizzazione non presenta peculiarità rispetto a

• qualsiasi operazione qualificatoria. 18

Fase uno: costruzione della griglia e degli elementi della fattispecie

≈ Fase due: analisi del fatto

≈ Fase tre: conclusione

Poniamo ora l’esemplificazione dell’itinerario delle tre fasi; verrà analizzato il fatto incontrato poco

• fa inerente all’amputazione erronea del piede

Fase 1: elementi

occorre avere presente la fattispecie dell’illecito così come si struttura nei suoi

≈ costitutivi ecco una struttura di cui è possibile avvalersi:

Il danno

L’ingiustizia del danno

La condotta lesiva

L’imputabilità

La colpevolezza

L’assenza di giustizia

Fase due: occorre analizzare il fatto alla luce della grigia e ne risulta che:

≈ Il danno: sussiste poiché avere un piede sano in meno è una menomazione fisica

L’ingiustizia del danno: sussiste poiché l’integrità fisica è l’oggetto di un diritto della persona,

che nel caso risulta violato

La condotta lesiva: sussiste poiché è stato un chirurgo a porre in essere l’attività che ha

causato, al paziente, la menomazione fisica in questione

L’imputabilità: sussiste poiché, in mancanza di altri elementi, è da presumere che il chirurgo, a

quell’ora, in sede operatoria, fosse capace di intendere e di volere

La colpevolezza: sussiste poiché il chirurgo, che doveva stare attento e doveva tenere conto

della cartella clinica e di ogni altro elemento utile, è stato negligente

L’assenza di giustificazione: sussiste poiché non appare neppure pensabile che una

amputazione chirurgica (di un piede) possa effettuarsi per legittima difesa tanto più l’errore di

amputazione di un piede sano con uno malato.

Fase tre: conclusione: il fatto in questione costituisce atto illecito

Elencare con cura tutti gli elementi della fattispecie

La fattispecie va costruita con uno scrupolo che, frequentemente, deve essere superiore rispetto a quanto

può apparire richiesta da una lettura superficiale della norma; può accadere che alcuni elementi siano mal

espressi o magri per giungere alla conclusione sia necessario guardare anche più norme collegate ma sparse

per il codice.

Definire con cura ciascun elemento della fattispecie

Nei casi i cui la conoscenza dei singoli elementi sia ragionevolmente salda entro le competenze di chi

sussumo, sono talvolta necessari supplementi interpretativi di notevole impegno.

Essere consapevoli che la individuazione di un “fatto concreto” dipende dal “modello di fatto” con cui si

opera

Il fatto concreto non è un dato registrabile passivamente; ma è il risultato di una attività di costruzione: una

attività che decide la rilevanza e l’irrilevanza degli elementi fattuali. l’es. più classico è quello che accade tra

un tecnico (avvocato) e un non-tecnico (cliente) dove gli elementi utili per l’avvocato vengono avvolte

trascurate dal cliente; e ciò che dice il cliente viene avvolte trascurato dall’avvocato; non arrivando così ad

avere tutte e informazioni utili per risolvere il caso.

2.3. – rapporti con il sapere giuridico

Poiché la sussunzione è una operazione specifica del sapere giuridico, ciò che si è detto sinora ha già

riguardato specificamente, il sapere giuridico; tuttavia può essere utile focalizzare alcune considerazioni di

dettaglio. In particolare è possibile fare qualche considerazione tra lo sussumere fatti astratti o sussumere

fatti concreti:

le sussunzioni di fatti concreti: frequentissime; ricorrono tutte le volte in cui si debbono riconoscere

determinati fatti per farne derivare conseguenze (contratti ed i relativi adempimenti, i provvedimenti 19

amministrativi come le sentenze)sono inseriti in contesti che presuppongono e/o includono e/o esigono

successivamente, operazioni sussuntive.

Le sussunzioni di fatti astratti: sono presenti, soprattutto, nella comunicazione scientifica; sono presenti,

altresì, in testi e situazioni di natura didattica (manuali, lezioni, seminari).

Le sussunzioni di fatti astratti: risultano reperibili anche nel discorso dei giudici e degli avvocati; in tali

sottoregole:

contesti le sussunzioni di classi di fatti hanno frequentemente, la funzione di tali sottoregole,

essendo generali rispetto al caso concreto ed essendo specifiche rispetto alla norma, stanno in mezzo tra

caso e fattispecie, e in tal modo semplificano la sussunzione.

Tra sussumendo e sussumente: l’anello di congiunzione

• Per comprendere la semplificazione che si ottiene, nel sussumere, facendo ricorso a qualcosa di

intermedio tra il fatto e la fattispecie, si ricorra, ancora una volta, all’esempio già utilizzato: l’amputazione

del piede sano, per tragico errore, al povero signor Fortunato Di Maggio.

Il percorso ordinario è questo. Si va a cercare la norma giuridica che possa risultare pertinente: per il fatto

in questione si tratta del solito art. 2043 del Codice civile: «Risarcimento per fatto illecito. Qualunque fatto

doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il

il sussumente della norma,

danno». Si cerca, quindi, di effettuare il riscontro tra il tatto concreto e

sussumente che suona così: atto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto. Per effettuare

tale riscontro si deve colmare una discreta distanza; ovviamente la distanza è colmabile tramite

ragionamenti, ma è innegabile qualche complessità (che abbiamo già incontrato, e che coinvolge tante

valutazioni quanti sono gli elementi della fattispecie).

percorso massima

Il semplificato, invece, è il seguente. Si va a cercare una che possa risultare pertinente (e

si tenga conto che le massime sono reperibili con facilità soprattutto oggi, in virtù dell’ausilio informatico).

Tale massima potrà risultare del seguente tenore: «l’amputazione chirurgica di una parte sana anziché della

parte malata costituisce fatto illecito». A questo punto si tratta di effettuare, in dettaglio, il riscontro tra il

il sussumente

fatto concreto e della

massima: sussumente che, nella massima riferita, suona così: amputazione chirurgica di una parte sana

anziché della parte malata. Ma a questo punto appare evidente che tale riscontro (rispetto a quello che si

deve effettuare nel percorso ordinario) è un gioco da ragazzi.

• Ecco ora una modellizzazione dei due percorsi (quello ordinario e quello semplificato), ciascuno dei quali è

rappresentato da una freccia con linea continua (e si badi che il modello va interpretato partendo dal basso

entro l‘area della fattispecie, e poi procedendo verso l’alto):

Alcuni chiarimenti consentono di intendere meglio:

• Legenda. la

il livello più basso (da cui partono le frecce A e B) corrisponde al caso storicamente accaduto: è

≈ fattispecie concreta; 20

il livello intermedio ospita una nozione che sta tra la fattispecie concreta e la fattispecie normativa:

≈ questa nozione è generale rispetto alla fattispecie concreta ed è specifica rispetto alla fattispecie

la fattispecie della massima;

normativa: è la fattispecie

il livello più elevato ospita la nozione più ampia, scolpita direttamente dalla norma: è

≈ normativa;

la freccia A simboleggia la via maestra, che conduce a verificare se il fatto sia riconducibile alla

≈ il percorso canonico,

fattispecie normativa in tutti i suoi elementi (soggettivi ed oggettivi): è

rigoroso;

la freccia B simboleggia la scorciatoia metodologica, che conduce a verificare (più facilmente) se il

≈ il percorso non canonico, volgarizzato;

fatto sia riconducibile alla Fattispecie della massima: è

l’effetto giuridico conseguente al fatto illecito

la figura circolare rappresenta, infine, (vale a dire: il

≈ nascere dell’obbligazione a risarcire il danno). E si perviene al sorgere di tale effetto sia percorrendo

la via ordinaria, sia percorrendo la via semplificata

le agevolazioni fanno risparmiare fatica, ed è questa la ragione del loro successo.

2.5 – rapporti con le altre operazioni

Sussunzione e qualificazione

Il sussumendo è un fatto (non una persona, non una cosa non un rapporto..)

• Il sussumente è una nozione che è riferibile a fatti, ed è collocata in una norma

In conseguenza: se dico che un determinato tratto di strada –per le caratteristiche lineari e per la visibilità

carente- è una curva in tal caso qualifico ma non sussumo (la curva infatti è una cosa è non è un fatto)

Viceversa se dico che una determinata condotta di guida “sorpasso in curva”, in tal caso sussumo poiché: il

sorpasso è un fatto; inoltre “il sorpasso in curva” viene identificato (per proibirlo e sanzionarlo) in una

norma del codice della strada.

Sussunzione e altre operazioni

Per quanto riguarda i rapporti tra la sussunzione e le altre operazioni, si possono riconsiderare utilmente i

rapporti che si sono visti intercorrere tra qualificazione e le altre operazioni. 21

LA DEFINIZIONE

3.1. – profili semantici

3.1.1. semantica comune

Definizione: deriva dal latino “definitio” e “definitio” deriva da “finis” che significa “limite” e, da

• qui, “confine”

Definitio: ha gradualmente accumulato una pluralità di significati tra loro connessi, che si sono poi

• polisemia,

trasferiti su “definizione”: ne è rimasta una estesa ormai registrata in una vasta

letteratura sui significati di “definizione”.

La metafora del definire: con l’attività definitoria si pongono i confini di qualcosa: confini di cose,

• concetti, significati.

3.1.2. - Semantica tecnica

Definizioni di definire

“Prima definizione”: la definizione è l’operazione (x è y) che enuncia, di x, tutte le caratteristiche

• necessarie e sufficienti (y1, y2, y3, y4, y…)

Questa formulazione esprime l’orientamento secondo cui il definire è un attività conoscitiva che riguarda

oggetti caratteristiche essenziali

e che tende a coglierne le

“seconda definizione” la definizione è la proposizione che enuncia, del significante “ x” il

• significato” y”

Questa formulazione esprime l’orientamento secondo cui il definire è un attività conoscitiva che riguarda

segni il significato

e che tende a coglierne

Esempi di definizione

X Y

Il velocipede Il veicolo con due o più ruote,

È funzionante a propulsione

esclusivamente muscolare per

mezzo di pedali o per mezzo di

analoghi dispositivi azionati da

persone che si trovano sul veicolo

Velocipede veicolo con due o più ruote,

funzionante a propulsione

Designa esclusivamente muscolare per

mezzo di pedali o per mezzo di

analoghi dispositivi azionati da

persone che si trovano sul veicolo

Famiglia semantica x y

Secondo convenzioni lessicali consolidate, assume la denominazione di “definiendum” mentre

• assume la denominazione di “definiens”

Definizione, talvolta, è in uso per designare il solo definiens. Si tratta del consueto trasferimento

• metaforico: dal “tutto” alla “parte di tutto”.

Definizione, talvolta registra un accezione molto ampia. Secondo una tradizione supera due

• millenni, è definizione tutto ciò che risponde alla domanda “cosa è X?

3.2 Profili sostanziali

3.2.1. generalità

Oggetto: realistica

secondo una visione il definire si occupa di “oggetti”. Vale a dire: quando si definisce il

cane, ci si occupa di un determinato animale (che ha 4 zampe, una coda, e tutto il resto). 22

Secondo un impostazione nominalistica, la definizione si occupa di entità linguistiche: quando si definisce il

cane ci si occupa della parola cane che non ha nulla a che vedere con 4 zampe e coda ecc…ma vocali e

consonanti.

Vettore di ricerca: generalizzante e poi specificante

Per cogliere la direttrice della ricerca definitoria è opportuno procedere dapprima verso il genus per poi

ripiegare sulla species. Si pensi alla definizione secondo cui “l’uomo è un animale razionale”; dapprima si

accede al genus (la classe degli animali) e poi, restando all’interno di tale classe, si va a localizzare quel

settore interno in cui gli animali sono razionali. La modellizzazione può essere la seguente:

Vettore di ricerca: sempre generalizzato

Il modello appena formulato dipende da un presupposto: e cioè che il genere e la specie siano realtà

predeterminate. Ma tale presupposto è discutibile. Se lo si abbandona, la definizione è reinterpretabile

come concorso di caratteristiche che sono, tutte, egualmente di genere: in tal caso la ricerca è sempre

generalizzante e il definiens va a localizzarsi (no in una sottozona di un unico genere, bensì) nella zona

d’incrocio tra tutti i generi coinvolti. La modellizzazione può essere la seguente:

Vettore di ricerca: ulteriore differenza tra le due visuali

La differenza tra le due visuali emerge ulteriormente nella riflessione che segue: la seconda visuale

aumenta la difficoltà del lavoro definitorio poiché

Non si sa quale genere sia da cercare per primo

• Non si sa, soprattutto, quale genere sia da enunciare per primo

Contenuto informativo realistica,

Secondo l’impostazione l’attività definitoria comunica “essenze”; più precisamente, comunica

caratteristiche essenziali.

nominalistica,

Secondo l’impostazione l’attività comunica “significati”; più precisamente, comunica

elementi semantici componenti semantici).

(detti anche

3.2.2. – Tipologie

Definizioni di individualità, oppure di classi

Il criterio di questa classificazione riguarda l’oggetto i cui le definizioni si occupano: più precisamente,

riguarda il quantificatore dell’oggetto. 23

di individualità

Sono le definizioni che si occupano di oggetti singoli (ovvero se si vuole, di nomi

• propri ed equivalenti).

D?: R! D?: R!

Es. chi c’è stasera? – Renzo, Lucia, Lapo, Gianni…! – chi è Lapo? – Lapo è il DJ di radio

Mirafiori!

di classi

Sono le definizioni che si occupano di pluralità (o se si vuole, di nomi comuni ed

• equivalenti)

Es: il DJ è l’addetto alla selezione e alla riproduzione di brani musicali a fini di intrattenimento

Definizione per: genere e specie; elenco componenziale; regola d’enunciazione

genere e specie per genere e differenza)

Sono formulate per (e vengono dette anche, le definizioni

• X

il cui definiens è strutturato in due segmenti: il primo segmento enuncia la sovraclasse in cui

X

viene incluso; il secondo segmento enuncia una o più caratteristiche in virtù delle quali risulta

diverso dagli altri oggetti che appartengono alla medesima sovraclasse.

Definiendum Definiens Realistica

La valanga È Una massa di neve Che si muove

lungo un pendio

improvvisamente

e veloce

Valanga Designa Massa di neve Che si muove nominalistica

lungo un pendio

improvvisamente

e veloce

In entrambi i casi comunque: la prima parte del definiens si riferisce alle “masse di neve” come

genere nel cui ambito si collocano le valanghe sennonché una massa di neve. La massa di neve per

specificità

essere classificata come valanga deve avere delle caratteristiche di come la consistenza

in un moto che sia subitaneo, rapido e discendente.

elenco componenziale

Sono formulate tramite le definizioni che comunicano (per lo più in forma

• schematica) gli elementi costitutivi del definiendum: Massa di neve

la valanga Esiste in presenza di Moto di discesa

Subitaneità

Velocità

Massa di neve

valanga Implica Moto di discesa

Subitaneità

Velocità enunciati condizionali

È utile aggiungere che le definizioni in esame sono agevolmente traducibili in

x y; y x)

(se allora allora se regola di enunciazione regola d’uso)

Sono formulate tramite (detta le definizioni che si avvalgono

• della struttura seguente

Se Si verifica la causa C Allora Si verifica l’effetto E

Se Una massa di neve si muove lungo un Allora Si dice:

pendio improvvisamente e velocemente viene giù una valanga 24

Definizioni descrittive; stipulative; precisanti funzione illocutoria

Il criterio di questa classificazione è la dell’atto linguistico che realizza la

• definizione

descrittive

Sono le definizioni che informano sulle caratteristiche essenziali di qualcosa

≈ descrittive

(terminologia semantica)…sono le definizioni che informano sul significato di una

parola in uso linguistico effettivamente praticato (uso comune).es. il vocabolario.

stipulative

Sono le definizioni che impegnano il formulatore a usare un termine di conformità

≈ ad una regola non ancora affermata. Astrattamente si danno tre possibilità: termine nuovo con

significato nuovo: termine vecchio con significato nuovo, termine nuovo con significato vecchio.

Nb gran parte delle definizioni stipulative deriva da termini scientifici es: tiglone è l’incrocio tra

la tigre è il leone, mandarancio è l’incrocio tra mandarino e arancia:

precisanti

Sono le definizioni che da un lato restano ancorate all’uso comune e d’altro lato

≈ intervengono ad orientarlo: in considerazione a ciò, è possibile dire che le definizioni precisanti

hanno funzione mista, per un verso descrittiva e per altro verso stipulativa. Le definizioni

precisanti vengono anche denominate ridefinizioni. Es tizio non può vedere Caio è un giorno

scopre che lui ha una tartaruga in casa. Scoperto nel regolamento condominiale che nei

condomini non si possono tenere animali in casa Tizio inizia la sua guerra contro Caio è la sua

Tartaruga fino a quando Caio non mostra un aggiunta al regolamento ovvero che gli animali che

non possono risiedere in un condominio sono tutti gli animali che in un modo o nell’altro

creano disturbo al condominio a causa della loro mole, ribrezzo, ecc…in questo caso è stata

precisata una definizione; definendo gli animali che non possono risiedere in un condominio.

Definizioni interpretative; teoriche; tematiche; qualificatorie…

funzione perlocutorie

Il criterio di questa classificazione è la – cioè la funzione seconda, il cosiddetto

• motivo – per cui si giunge a definire. Si tratta di una tipizzazione partila e poiché le funzioni illocutorie,

possono essere infinite; si tratta di una tipizzazione semplificata, poiché è raro che una definizione

venga formulata soltanto per un motivo.

interpretative

Sono le definizioni formulate (esclusivamente o prevalentemente) allo scopo di

≈ D?

intendere un testo. Es. Il testo è Beati i poveri in ispirito: «Ma cosa vuol dire, esattamente:

R!«I

“poveri in ispirito?...Chi sono? - poveri in ispirito sono le persone libere interiormente dalla

dipendenza dai beni materiali».

teoriche,

Sono ovvero scientifiche, le definizioni formulate (esclusivamente o prevalentemente)

≈ allo scopo di istituire segmentazioni conoscitive, entro il reale, tramite la comparazione di

somiglianze e differenze; si collocano all’interno di quest’ultima classe (e ne costituiscono una

sistematiche,

sottoclasse) le cosiddette definizioni che forniscono, in concorso tra loro, una

segmentazione complessiva e ordinata riguardante un settore di esperienza. Es. di una definizione

teorica: «I ‘alimento è una sostanza assunta da organismi viventi per rinnovare o accrescere la

struttura corporea nonché per produrre l’energia necessaria allo svolgimento delle funzioni

organiche». Per restare nei dintorni tematici, sono sistematiche le definizioni di ‘qualità’, di

‘genuinità’, di ‘tipicità’ degli alimenti, in quanto concorrono a costruire l’articolazione lessicale per

parlare, in modo coordinato, di aspetti importanti dell’alimentazione.

tematiche

Sono le definizioni formulate (esclusivamente o prevalentemente) allo scopo di pilotare

≈ il contenuto di una trattazione. Si tratta di definizioni collocate normalmente in esordio, che è la

posizione migliore per decidere ciò che dovrà entrare nel discorso e ciò che dovrà restarne fuori. Es.

«Sono onorato per l’incarico che avete conferito, proprio a me, di tenere la prolusione su “realtà e

immagine del mostro”. Come sapete, una letteratura sconfinata ravvisa il mostruoso in ogni luogo,

in noi e fuori di noi. Prefèrisco tuttavia attenermi alla tesi della mia scuola, che intende il mostro

come essere vivente non umano, ripugnante e letale. Non parlerò quindi dei centauri, terrificanti in

alcune specie ma raramente aggressivi; e neppure delle sirene, pericolose e tuttavia gradevoli.

Comincerò piuttosto dalla Medusa, la cui chioma di serpi era simbolo di orrore e il cui sguardo

rendeva di pietra…

qualificatorie

Sono le definizioni formulate (esclusivamente o prevalentemente) allo scopo di

≈ decidere se un determinato oggetto possa ricevere, oppure no, una determinata etichetta. 25


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Avvio Alla Logica e Al Discorso Giuridico, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Avvio alla logica e al discorso giuridico, Lantella. Con analisi dei seguenti argomenti: operazioni copulative, proposizione, proposizione copulativa, operazione copulativa, profili semantici, famiglia semantica, qualificazioni teoriche oppure pragmatiche, rapporto tecnico tra qualificare e definire, elencare con cura tutti gli elementi della fattispecie.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Avvio Alla Logica e Al Discorso Giuridico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Lantella Elio.

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