Diritto internazionale pubblico
Che cos'è il diritto internazionale pubblico?
È l'insieme di regole (divieti, obblighi, facoltà) organizzato, che disciplina le relazioni tra gli Stati, in quanto enti sovrani e indipendenti: gli Stati possono operare come privati.
Quando nasce il diritto internazionale?
Il diritto internazionale viene convenzionalmente fatto risalire al 1648, anno della pace di Westfalia, che chiudeva la guerra dei 30 anni. Con la pace si riconoscono gli Stati come enti sovrani ed indipendenti.
Come è strutturata la comunità internazionale?
È una comunità paritaria, cioè gli Stati sono sul piano formale, allo stesso livello. Gli Stati Uniti e le Filippine sono formalmente allo stesso livello. Le regole non sono imposte dall'alto ma vengono condivise, mediante accordi o consuetudini.
Che cos'è la sovranità dello Stato?
Sovranità significa che lo Stato non riconosce un ente superiore ad esso, sul piano formale, cioè l'ordinamento dello Stato è originario e non derivato. Ordinamento originario significa che non dipende da un altro ordinamento.
Che cos'è l'indipendenza?
L'indipendenza può essere iscritta come l'indipendenza dello Stato sovranità esterna. Deve essere valutata soprattutto in termini di "indipendenza giuridica": cioè, di indipendenza dell'ordinamento giuridico dello Stato rispetto ad altri ordinamenti o sistemi normativi. Esso, quindi, deve trovare in se stesso la fonte della sua legittimità e non deve dipendere dall'ordinamento di un altro Stato o dall'ordinamento di qualsiasi gruppo di Stati.
Per intende che lo Stato può fare ciò che vuole, ossia piena sovranità interna, invece, sied esclusivo potere di governo su un territorio e una comunità di persone. Sono gli elementi che caratterizzano lo Stato. Difatti proprio recentemente la Cassazione italiana non ha avuto dubbi nel confermare che: "uno Stato sovrano sussiste come soggetto autonomo di diritto internazionale in presenza della triade territorio-popolo-governo ed in presenza dei requisiti della effettività ed indipendenza."
Per popolazione si intende un insieme di individui che convivono stabilmente nell'ambito di spazi con caratteristiche di "comunità" dotata di una propria e particolare coscienza politica, pur potendo appartenere a differenti culture, origini e/o credo religiosi. Gli spazi di comune convivenza devono identificarsi in uno specifico "parte della superficie terrestre venuta ad esistenza in modo naturale".
Ma soprattutto, ciò che rileva è la presenza di un'autorità politica organizzata in grado di esercitare le funzioni sovrane con caratteristiche di effettività nell'ambito di un territorio e su una popolazione. Tale esercizio effettivo di funzioni sovrane deve, quindi, risultare "esclusivo" sul territorio e sulla popolazione dello Stato nel senso che gli altri Stati non possono esercitare nel suo ambito territoriale e sui soggetti in esso presenti analoga autorità senza la sua autorizzazione. Solo in presenza di questa circostanza si riscontra la effettività di governo necessaria per ottenere la personalità giuridica internazionale.
Gli Stati federati sono soggetti al diritto internazionale?
No. Lo sono gli Stati federali.
Le regioni sono soggette al diritto internazionale?
No. Solo lo Stato è soggetto al diritto internazionale. L'impossibilità da parte di Stati federati e Regioni di instaurare rapporti di rilevanza internazionale quale attività di un soggetto di diritto internazionale distinto rispetto allo Stato federale o allo Stato al quale appartengono è ancora più enunciata dalla Cassazione che precisa che gli Stati federati possono: "mantenere relazioni internazionali, concludere accordi internazionali e istituire uffici di rappresentanza all'estero, ma sempre che ciò non richieda o non comporti l'acquisto della personalità di diritto internazionale (riservata solo allo Stato Unione) o comunque non sia in conflitto con i poteri dello Stato Unione o con gli interessi dell'altro Stato (federato)." Nessun dubbio, quindi, che gli Stati federati, i Cantoni, i Landers, le Regioni devono essere considerati privi di personalità giuridica in quanto difettano del requisito dell'indipendenza anche nei casi in cui è loro riconosciuto un potere estero. Il relativo esercizio di tale potere è, infatti, sempre subordinato al potere centrale dello Stato.
Oltre alla sovranità di indipendenza, ci sono altri requisiti?
Secondo alcune manifestazioni della prassi, la soggettività dello Stato dipende anche dal rispetto dei diritti fondamentali. Non è vero. Con la caduta del muro di Berlino si è posto il problema di regresso dei paesi dell'est. Non è così. Il solo requisito necessario è quello dell'effettività cioè dell'effettivo controllo della comunità e del territorio.
Che cos'è il riconoscimento degli Stati nel diritto internazionale?
È l'atto con cui uno Stato dichiara di riconoscere come tale un altro Stato. È l'instaurazione di relazioni diplomatiche. Il riconoscimento è una prassi. Il riconoscimento è un atto discrezionale e dichiarativo, non costitutivo; è un atto politico. Tuttavia un diffuso non riconoscimento può inficiare l'effettività. Il riconoscimento non incide costitutivamente sull'attribuzione della personalità giuridica degli Stati ma, da un lato, favorisce la prova della presenza delle circostanze al riguardo rilevanti e, dall'altro, è un atto essenziale al fine di permettere una loro effettiva partecipazione alla Comunità internazionale attraverso l'attivazione di rapporti di collaborazione ad assistenza interstatale.
Il riconoscimento comporta degli obblighi?
Sì, perché nel momento in cui uno Stato è riconosciuto non gli si può negare la soggettività quindi l'obbligo è quello di riconoscere lo Stato come tale. Il riconoscimento è un atto che ha valore presuntivo dell'effettività (iuris tantum).
Se uno stato non è riconosciuto?
Significa che non può avere relazioni con altri Stati sul piano giuridico. Lo Stato non riconosciuto non può pretendere di far valere, nei confronti degli Stati che non lo riconoscono, alcun diritto ad attivare i procedimenti di formazione volontaria delle norme di diritto internazionale al fine di instaurare rapporti di collaborazione ed assistenza interstatale. Questa situazione lo pone in una posizione di oggettiva debolezza e precarietà in una Comunità internazionale sempre più interdipendente.
La presenza di un governo sgradito alla popolazione impatta sul problema della soggettività?
Che rilevanza ha il principio di autodeterminazione dei popoli?
Può legittimare il diritto di un popolo soggetto a un governo "illegittimo" di modificare, anche con le armi, la situazione esistente.
Dove si richiama il principio di autodeterminazione dei popoli?
Nella Carta delle Nazioni Unite (l'art 1 individua il rispetto dell'autodeterminazione dei popoli). La Dichiarazione relativa alle relazioni amichevoli ed alla cooperazione fra gli Stati del 1970 dell'assemblea generale delle Nazioni Unite, pone l'obbligo degli Stati di astenersi da quelle attività che prevedono l'autodeterminazione.
Quali sono i casi?
- Popoli assoggettati a una dominazione straniera;
- Popoli assoggettati a una politica gravemente discriminatoria. Il popolo ha diritto di dotarsi di un governo legittimo.
NB: nell'Atto finale della Conferenza di Helsinki del 1975 per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa si precisa il diritto di "tutti i popoli di stabilire in piena libertà il loro regime politico senza ingerenza esterna e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, sociale e culturale" (precisamente l'art 8).
Caso della Palestina: la Palestina è uno Stato?
Per stabilire se è tale bisogna applicare il principio di effettività. Nel 2012 la Palestina è stata annessa come Stato osservatore. Lo stato della Palestina non ha un proprio esercito, ha una polizia. La situazione della Palestina oggi non consente di affermare che la Palestina sia uno Stato "pieno" perché Stato osservatore. Difatti inizialmente si è assegnato all'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) lo status di "observer"=stato osservatore; successivamente, a seguito del riconoscimento della sua mutata denominazione in "Palestina", il diritto di adottare documenti da far circolare come documenti ufficiali delle Nazioni Unite, oltreché il diritto di fare interventi orali in occasione di riunioni dell'Assemblea Generale a fini commemorativi.
Cosa significa soggetto di diritto internazionale? Che ruolo ha il governo dello Stato?
Il governo di uno Stato è il destinatario di diritti e obblighi. Dire che uno Stato è soggetto di diritto internazionale vuol dire che ha dei diritti e degli obblighi.
Esistono soggetti non statuali del diritto internazionale?
Sì. Sono i seguenti:
- Movimenti di liberazione nazionale: non hanno uno status nell'ambito della Comunità internazionale tale da garantire loro diritti almeno parzialmente assimilabili a quelli attribuiti agli Stati; tale, cioè, da assegnare a loro favore un insieme di privilegi previsti dal diritto internazionale adeguato a consentire di attribuire loro una vera e propria personalità giuridica internazionale. In realtà, in difetto di un controllo effettivo sulla popolazione delle cui istanze sono portatori o di un comando responsabile, tali Movimenti possono soltanto essere ascoltati nelle varie sedi internazionali in cui si dibattono le determinazioni, e in generale i temi, relativi alle popolazioni ed ai territori di cui essi si pongono come interpreti delle istanze autonomistiche.
- Governi in esilio: il Tibet è un governo in esilio; si ritiene portatore di interessi rilevanti sul piano internazionale.
- Insorti: quando un gruppo organizzato, sotto un governo responsabile, assume un controllo stabile.
- Santa Sede: la cui soggettività internazionale è espressamente pacifica. Beneficia dell'immunità. La Santa Sede non è uno Stato.
- Sovrano Ordine Militare di Malta: è un'associazione sorta ai fini militari e di assistenza sanitaria che inequivocabilmente manifestò pienamente la propria autonomia ed indipendenza dal XIV secolo allorché si dotò di una vera e propria sovranità territoriale su Rodi e Malta. Tale sovranità territoriale venne successivamente persa alla fine del XVIII secolo, ma l'ente in esame mantenne la propria autonomia ed indipendenza perseguendo la sua attività nel settore dell'assistenza sanitaria nella sua sede a Roma e mantenendo veri e propri rapporti diplomatici con molti Stati Europei. La Cassazione, il 5 novembre del 1991, non ha avuto esitazione nel riconoscere la "qualità di soggetto internazionale" del Sovrano Ordine di Malta caratterizzandola e limitandola negli effetti con la precisazione che: "si tratta di una forma particolare di soggettività internazionale, avente carattere funzionale, nel senso che opera esclusivamente per il raggiungimento delle sue finalità istituzionali di assistenza sanitaria ed ospedaliera."
- Organizzazioni internazionali: hanno una soggettività limitata e funzionale, cioè strumentale nel perseguimento di obiettivi. L'organizzazione internazionale è un'unione di Stati, fondata su un trattato, con obiettivi comuni e con struttura organizzata. Ciò comporta il perseguimento di interessi comuni, cioè stesso interesse. È una struttura organizzativa con organi interni.
In cosa consiste la soggettività delle organizzazioni internazionali?
Consiste nel fatto che assume obblighi e ha diritti nei confronti di altri Stati.
Come si fa a stabilire che la Carta delle Nazioni Unite è soggetto di diritto internazionale?
La soggettività dipende dal principio di effettività. Se l'organizzazione intrattiene rapporti stabili con gli Stati è soggetto al diritto internazionale.
Ma la soggettività vale anche per gli stati terzi?
Sì, sulla base del principio di effettività. NB: vedi parere della Corte Nazionale di Giustizia del 1949 sulla soggettività esterna. Il parere consultivo, reso l'11 aprile del 1949, costituisce un caso classico per chiunque voglia affrontare il tema della soggettività delle organizzazioni internazionali. Sulla base di vari elementi, la Corte accerta che, per quanto la Carta non lo dica esplicitamente, le Nazioni Unite sono un soggetto di diritto internazionale. È evidente che gli elementi e il metodo di analisi utilizzati dalla Corte per le Nazioni Unite possono venire estesi, mutatis mutandis, ad altre organizzazioni internazionali. In un successivo parere reso il 20 dicembre 1980, relativamente all'interpretazione dell'accordo del 25 maggio 1951 tra l'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Egitto, la Corte Internazionale di Giustizia ribadì la constatazione, già espressa nel parere del 1949, che "nulla nel carattere di un'organizzazione internazionale giustifica che la si consideri come una sorta di super-Stato (...). L'organizzazione internazionale è un soggetto di diritto internazionale vincolato, in quanto tale, da tutti gli obblighi che gli sono imposti dalle regole generali del diritto internazionale, dal suo atto costitutivo o dagli accordi internazionali di cui esso è parte."
Lezione del 30/09/2015
Le organizzazioni hanno personalità giuridica di diritto interno?
Sì, a condizione che vi sia una norma interna (separazione tra l'ordinamento internazionale e quelli interni). Occorre una norma interna.
Possiamo esemplificare delle norme che dicono questo?
Ne troviamo nei trattati istitutivi. Esempio: trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (ex 1282). La seconda sede...
Cosa sono le organizzazioni internazionali NON governative? Hanno soggettività internazionale?
Sono enti di diritto privato che svolgono però un'attività sul piano internazionale, finalizzata alla tutela di interessi meritevoli. Possono essere titolari di diritti sul piano internazionale (vedi articolo 71 della Carta delle Nazioni Unite).
L'individuo è soggetto del diritto internazionale?
Non è soggetto di diritto internazionale ma può essere titolare di diritti e obblighi sul piano internazionale (una forma di soggettività internazionale).
Quali sono gli obblighi internazionali a carico dell'individuo?
L'individuo ha l'obbligo di astenersi dal commettere crimini internazionali. In questi ultimi decenni si è affermata la rilevanza e diretta applicazione nei confronti degli individui, nell'ambito dello stesso ordinamento internazionale, delle norme che sanzionano i cosiddetti crimina juris gentium. Si è infatti definitivamente affermata la diretta previsione di norme non solo dirette a disciplinare, ma anche rivolte a garantire in ambito internazionale la sanzione di individui per comportamenti criminali sia precludendo loro la possibilità di avvalersi in qualsiasi sede degli istituti di diritto internazionale limitativi di tale effetto sanzionatorio, sia distinguendo nettamente l'eventuale responsabilità dello Stato rispetto a quella degli individui coinvolti in comportamenti riconducibili ai cosiddetti crimina juris gentium (genocidio, crimini di guerra, pirateria, tratta degli schiavi, contrabbando di guerra, etc...). L'individuo che commette omicidi sul piano internazionale ha una sua responsabilità.
Quando si comincia a parlare di responsabilità dei crimini dell'individuo?
Nel secolo scorso, al termine della prima guerra mondiale. L'azione di un capo di stato diventa un'azione sanzionabile dell'individuo. L'affermazione più rilevante è costituita dal Trattato di Londra (1945) con il quale l'URS, gli Stati Uniti e la Francia istituiscono un tribunale per processare i crimini internazionali. Si ritiene che l'individuo che abbia commesso crimini internazionali sia soggetto a una responsabilità propria. Oggi esiste una regola generale secondo cui l'individuo risponde in proprio. L'individuo non è soggetto ma gravato di un obbligo.
È titolare di obblighi?
Certamente.
L'individuo ha dei diritti?
L'individuo sulla base di alcuni trattati ha un diritto di azione sul piano internazionale (vedi la Convenzione del 1950, art 34). L'individuo ha una soggettività limitata.
I popoli sono soggetti di diritto internazionale?
No, è beneficiario del diritto di autodeterminazione. I popoli hanno il diritto di autodeterminazione, il diritto di opporsi ad un dominio straniero (autodeterminazione esterna) e il diritto di scegliere la propria forma di Stato. Questo diritto viene riconosciuto da importanti documenti come la Dichiarazione di Principi (1970) dell'Assemblea generale.
Quando si afferma il principio di autodeterminazione?
Nella metà del secolo scorso (anni '60) con la decolonizzazione. NB: non ha effetto retroattivo e non può violare norme imperative del diritto internazionale. Il popolo è un elemento dello Stato ma non è un soggetto.
Quali sono i limiti di questo diritto?
Norme consuetudinarie internazionali, ovvero non sc
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