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Diritto internazionale - il diritto bellico Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto internazionale sulla parte relativa al diritto bellico. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'uso della forza, le guerre ammissibili sono solo quelle di legittima difesa, l'invio truppe per missioni di pace e scopi non bellici, contabilità NATO e Costituzione.

Esame di Diritto internazionale docente Prof. R. Pisillo Mazzeschi

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PARTE III DIRITTO DEI CONFLITTI ARMATI

1.1. conflitti armati internazionali e interni.

Ci sono norme di categorie diverse che disciplinano ci ca internazionali e i ca interni. Tra le due categorie

possono esservi interferenze.

CA INTERNI: lo Stato è libero di assoggettare i ribelli alla propria potestà punitiva –nel rispetto del dir.

ART.3

Umanitario-. Non sono considerati legittimi combattenti. Si svolgono all’interno di uno Stato.

CONVENZIONI DI GINEVRA E II PROTOCOLLO ADDIZIONALE 1977.

CA INTERNAZIONALI: chi prende parte a questo tipo di conflitti sono considerati legittimi combattenti,

non possono essere puniti per gli atti di belligeranza compiui pertanto se catturati sono prigionieri di guerra.

Riguardano

1. conflitti fra stati

2. guerre di liberazione nazionale o conflitti per l’autodeterminazione, che si hanno quando

un popolo, non ancora divenuto uno s.indipendente, lotta contro il governo al potere per realizzare

l’autodeterminazione = conflitti nei quali i popoli lottano contro:

• la dominazione coloniale,

• contro dominazione straniera(popolazione autoctona vs settlers, chi si è stanziato su un

territorio succesivamente. Es. Rhodesia Sud vs UK. Oppure un territorio non ancora

Sindipendente è occupato con la forza da un altro S. OLP vs ISRAELE),

• e regimi razzisti per diritto all’autodeterminazione.

I PROTOCOLLO ADDIZIONALE ALLE 4 CONV.GINEVRA, 1977. Prima erano qualificati come conflitti interni,

ora sono ca internazionali, ma è valido solo per i contraenti del I prot, quindi un gov che non ha ratificato

non è obbligato a riconoscere come legittimi i combatt per l’autodet. Occorre quindi sia la ratifica del gov che

una dichiarazione dei combattenti con cui intendono rispettare conv e prot.

Non riguardano i conflitti per autodeterm. Minoranze etniche, che non ne hanno il diritto nemmeno per il I

Protocollo addizionale 77, né per gli altri strumenti di tutela internazionalmente rilevanti. (patto diritti civili…)

Non riguardono moti di secessione, a meno che non si verifichino condizioni di colonialismo o dominaz.

razzista o occupaz. straniera.

1.2 dalla teoria dello stato di guerra a quella del conflitto armato.

Diritto internazionale di guerra applicabile da momento in cui uno S esercitava il suo diritto di far guerra –ius

ad bellum-, e le relazioni tra Stati belligeranti, e tra stati belligeranti e s terzi venivano regolate dalle norme

dello stato di guerra –ius in bello-

Stato di guerra= manif. Della volontà di un sogg dell’ordinam.internaz. espressa mediante dichiarazione di

guerra (IIIconv. Aja 1907) o con fatti concludenti. Ok Volontà poi ostilità! Guerra non è solo la volontà di

sottomettere un avversario per dettare le condiz di pace più opportune (oppenheim)

Lo stato di guerra è vago da definire. Soprattutto post Carta ONU che ha pressoché abolito la teoria del

diritto a far guerra complicando la distinzione tra guerra e conflitto armato per l’applicazione del diritto

umanitario. Ma il trattamento dei sudditi nemici è stato applicato indistintamente a situazioni che guerra non

erano, invocando la legittima difesa si ricorreva al conflitto armato. (lo stesso per il dir. Umanitario)

Gli atti di belligeranza sarebbero tollerabili e legittimi solo come applicazione del diritto di legittima difesa.

I trattati si estinguono solo se la situazione dei fatti produce l’estinzione delle circostanze nelle quali si era

adoperata la firma del t, cioè in applicazione della clausola rebus sic stantibus.

La parola guerra si vuole cancellare perché retaggio del passato.

I conflitti armati non producono più tutti gli effetti che si producevano con lo stato di guerra ma impongono

l’applicazione del diritto umanitario. 4

1.3. Effetti della guerra sui trattati.

Materia NON disciplinata dalla Conv.Vienna 1969, lasciata alla consuetudine e alla prassi.

La guerra può essere causa di estinzione dei trattati o condizione della loro piena operatività.

3categorie:

1. Trattatti che nella guerra trovano la ragione della loro esistenza: Convenzioni Aja 1907, Convenzioni

di Ginevra 1949 e protocolli addizionali del 1977.

2. Trattati che si estinguono a causa degli effetti della guerra, come trattati bilaterali tra Paesi che si

trovano poi in conflitto tra loro, o nei t. multilaterali che di norma si estinguono per clausola rebus

sic stantibus.

3. Trattati sui cui la guerra produce effetti sospensivi, es trattati di commercio. Se il t è multilaterale la

sospensione avviene solo tra le parti in conflitto.

Eventuale rientro in vigore contenuto in una clausola del t. di pace, tramite atto unilaterale del vincitore che

notifica quali t. intenda ripristinare. (gli altri t omessi sono da considerarsi abrogati, v. t di pace Italia 1947)

??T multilaterali di disarmo: contengono di solito una clausola di recesso ampia, che permette di denunciare

il t quando si verifichino eventi straordinari che mettano in pericolo i supermi interessi dello S contraente. La

clausola permette di non ricorrere all’automatica sospensione che frutterebbe accusa di violazione essendo

vincolato anche nei cfr dei non belligeranti.

Non ci dovrebbero essere effetti sospensivi per i trattati sui diritti umani, anche se la guerra può derogarne

alcuni, tranne quelli che vietano trattamenti disumani e degradanti.

Guerra non dovrebbe pregiudicare i trattati istitutivi OI.

1.4 Fonti del Diritto bellico.

Essenzialmente natura consuetudinaria e pattizia. Principalmente consuetudinario, oggetto di molte

codificazioni. Conferenze di pace Aja 1899 e 1907 con numerose convenzioni tra cui quelle che

disciplinano guerra terrestre e marittima. Protocollo Ginevra 1925 contro armi chimiche e batteriologiche.

Convenzioni per diritti e doveri dei neutrali e condizione delle vittime di guerra:

I principali strumenti del diritto umanitario sono le quattro convenzioni di Ginevra del 1949 e i due

protocolli aggiuntivi, del 1977. Tali convenzioni sono state sottoscritte da quasi tutti i paesi, ed è forte

anche la tendenza ad un’adesione universale ai due protocolli.

La prima e la seconda convenzione di Ginevra riguardano la protezione dei feriti e dei malati nelle forze

armate di terra, dell’aereonautica e della Marina.

La terza convenzione contiene le norme relative alla tutela dei prigionieri di guerra.

La quarta convenzione è la Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra

del 12 agosto 1949 diversi articoli della quale hanno rilevanza diretta per le donne, perché tesi a prevenire

comportamenti che spesso vengono usati come armi di guerra, quali lo stupro e le violenze sessuali.

Convenzioni e protocolli contro uso di certe armi convenzionali, laser accecanti, mine, armi chimiche

(vietate), conv sui diritti del fanciullo..

Guerra erea non ha codificazione, no norme giuridicam vincolanti. Può essere disciplinata per via analogica in

riferimento a fattispecie che ricevano una disciplina simile sebbene riguardo materie diverse. (guerra

terrestre ma soprattutto marittima).

Molte regole pattizie sono diventate consuetudinarie finendo col valere non soltanto per i contraenti ma per

tutti quanti (soprattutto quelle dell’Aja).

Fine distinzione diritto Aja (regole di combattimento, diritti e doveri neutrali) e diritto Ginevra (diritto

umanitario per i conflitti armati) perché i due protocolli addizionali hanno fuso le due materie, come

confermato dalla CIJ.

Ordinamento italiano ha recepito Conv Ginevra 49 e Aja 54 e protocolli addizionali 77 con ordine di

esecuzione tramite leggi. Anche se non sono quasi mai norme selfexecuting, per cui sono incomplete e male

adattate al nostro ordinamento. 5

1.5 Clausola Martens

Preambolo della IV conv Aja 1907. Protezione e salvaguardia delle genti e dei belligeranti secondo le leggi

dell’umanità e coscienza, anche quando non siano previste disposizioni complete, cioè prescrive

un’applicazione minima dei principi di tutela qualora vi siano delle lacune nei trattati relativi

alla guerra.

Utile soprattutto per valutare la liceità di armi non specificamente disciplinate dal diritto bellico, per cui

tramite dettami di coscienza pubblica e umanità possono essere trasformati in principi giuridicamente

vincolanti. (es attacchi ripetuti che provochino danni incidentali alla popolazione civile diventano violazione

del diritto umanitario).

1.6. Da quale momento si applicano le norme del diritto bellico.

Conv Aja, Ginevra, protocolli add. Individuano nella guerra o nel ca il momento di applicazione.

Ma è facile capirlo esattamente se c’è dichiarazione, o se un esercito attraversa la frontiera per penetrare in

profondità nel terr. altrui.

Alla luce del principio di effettività, occorre che si verifichino operazioni militari consistenti e

durature. Ma potrebbero avvenire a livello di bassa intensità come guerrilla, ma se questa avviene come un

confronto continuo tra due stati allora è confl armato. Occorre un certo livello di intensità.

1.7. Applicazione del Diritto bellico.

Norme rivolte allo Stato, titolare delle situazioni giuridiche derivanti dal dir. Bellico. Ma applicata da individui

che rappresentano gli organi dell S belligerante. I singoli ordinamenti provvedono a recepire il dir bellico

secondo l’adeguamento al dir internazionale. Materia di difficile applicazione Adozione di manuali

militari, contengono regole per i membri forze armate. Non sono fonti di diritto ma traducono a livello

nazionale linguaggio disposizioni delle convenzioni internazionali. Riempiono le lacune (guerra aerea), lo

interpretano alla luce delle riserve apportate dallo Stato o dalle dichiarazioni interpretative alla ratifica.

Manuali di peace keeping.

Regole di Ingaggio: hanno come contenuto solo le direttive governative sull’uso della violenza bellica, non

sono pertanto rese pubbliche, vengono di solito adottate in base ad uno specifico conflitto armato, possono

mutare di volta in volta ma si basano sempre e cmq sul dir. Bellico.

I prot. Add:

1. consigliere giuridico per consigliare i comandanti militari circa l’applicaz corretta ginevra e protocolli.

2. impegna gli Stati a diffondere in pace e in guerra le cov ginevra e il I protocollo.

1.8. applicabilità diritto internazionale umanitario alle forze armate onu.

Le un sono vincolate a rispettare il diu in quanto diconsuetudinario. Le un non sono parti delle convenzioni,

sono aperte infatti solo agli Stati e non alle oi.

Sentenze e prassi sono favorevoli a questa applicazione estensiva. Osservanza di principles and spirit, anche

per chi non ha ratificato. (es: fra e usa non hanno rat il I protocollo).

I contingenti dovranno rispettare le norme delle conve. di cui il proprio stato fa parte.

Es: ita e usa fanno parte di una missione. Contingente ita dovrà rispettare in toto il I protocollo mentre usa

dovranno rispettare solo quei principi che sono diventati norme consuetudinarie.

3 tipi di operazioni UN:

1. operazioni autorizzate dalle UN: operazioni coercitive contro uno stato ad opera di stati (visto che

UN non hanno contingenti propri) es. Corea 1950, Iraq 1991.

2. op. di peace keeping senza uso forza: non hanno compiti di polizia, sono assimilabili alla popolazione

civile. Sono sogg. passivo del diu perché ogni attacco contro di loro è illegittimo nei cfr del diu.

3. op. di peace keeping che possono implicare uso forza armata a titolo di legittima difesa delle UN.

Quindi non si tratta di peace enforcement. Se un contingente è attaccato e reagisce per legittima

difesa il conflitto sarà disciplinato dal diu.

Possono anche esserci operazioni “ibride” iniziate come p-k per poi diventare p-e oppure un contingente onu

per p-k è affiancato da contingenti nazionali per p-e (v. Exjugo). C’è un Bollettino che continene un elenco di

6

principi da seguire per operaz. P-e o p-k condotte diretta dalle Un. (protezione pop civile, mezzi e metodi di

combattimento…) valido sia per ca internazionali che ca interni ogniqualvolta forze un siano impegnate.

Non applicabile nel caso di contingenti stati su incarico Un nel qualcaso valgono i principi delle convenzioni

ratificate dai singoli stati dei contingentiin questione.

1.9. Rispetto diritto umani nelle operazioni belliche.

In tempo di guerra si applicano norme del diu (Aja e Ginevra), un diritto speciale rispetto a quello che tutela

i diritti umani. Salvo che il paese belligerante non si sia avvalso della clausola di deroga presente nelle conv.

internaz in tema di dir.umani (Patto diritti civili riferito minaccia uso arma atomica. Alcune norme del Patto

possono essere derogate in caso di emergenza nazionale)

Diritto alla vita: applicazione ovviamente critica. (Patto e Conv, Europea) non è derogabile, ma il fatto che un

individuo non ne possa essere arbitrariamente privato ci spinge a controllare che non avvenga per atti

illegittimi di belligeranza, alla luce del diritto internazionale umanitario. La privazione del dir alla vita non è

illegittimo se conforme alle norme del diu!

Ma la conv europea stabilisce delle eccezioni (legittima difesa, uso forza per reprimere insurrezione…)

rispetto al perentorio art. 6 del Patto.

Violazioni diritto umano in territorio straniero rischio di messa inmoto strumenti garanzia tutela dir.umani.

Secondo la Conv. Europea gli S parti sono obbligati a riconoscere i diritti garantiti dalla conv.a tutte le

persone sottoposte alla loro giurisd.

CAPITOLO 2. PRINCIPI COMUNI AL DIR. DEI CA INTERNAZIONALI.

2.1 Premessa.

Guerra marittima, aerea, terrestre disciplinati da un corpo di regole distinte per ciascuno dei tre settori.

Comportam analoghi sono anche valutati in modo differente. Ma ci sono dei principi comuni, alcuni di tipo

speciale.

2.2 Gli organi della violenza bellica.

-Solo i legittimi combattenti possono partecipare alle ostilità, i loro atti sono imputati allo S di cui fanno

parte.

-I comb. Illegittimi non hanno diritto a parteciparvi.

-Combattenti regolari= fanno parte delle forze armate dello s belligerante. Sono irregolari membri di milizie

indipendenti o di movim di resistenza organizzata che sono cmq combattenti legittimi. (leg\illeg≠reg\irreg)

-Combattenti privilegiati=possono prendere parte alle ost e se catturati godono del tratam dei prigionieri di

guerra.

Il DI vieta le guerre private per cui qualunque combattente viene considerato come un organo dello stato

belligerante, sia pure inquadrabile nell’organizzazione del soggetto che prende parte alle ostilità (es mov di

liberazione).

Per Aja e Ginevra (che considera la nozione di prigioniero di guerra) i combattenti legittimi sono:

• membri forze armate

• membri milizie e corpi volontari che fanno parte delle forze armate: milizie indipendenti non

inquadrate nelle fa di uno stato, sono combattenti irregolari, che sono comunque considerati

legittimi combattenti se rispettano determinati requisiti:

1. comandati da una persona responsabile, x ordine e disciplina.

2. portare segni distintivi riconoscibili a distanza, x distinguerli dalla pop. Civile, es distintivo.

3. armi in vista,

4. conformarsi agli usi di guerra, sia convenzionali che consuetudinari.

• la levata in massa popolazione che si organizza in fretta prima dell’occupazione altrimenti sono

movimenti di resistenza organizzati. Non sono forze regolari, possono operare con o sepratamente

risp. Forze armate. 7


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Siena - Unisi
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Siena - Unisi o del prof Pisillo Mazzeschi Riccardo.

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