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Diritto internazionale - il diritto bellico Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto internazionale sulla parte relativa al diritto bellico. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'uso della forza, le guerre ammissibili sono solo quelle di legittima difesa, l'invio truppe per missioni di pace e scopi non bellici, contabilità NATO e Costituzione.

Esame di Diritto internazionale docente Prof. R. Pisillo Mazzeschi

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ESTRATTO DOCUMENTO

1.5 Clausola Martens

Preambolo della IV conv Aja 1907. Protezione e salvaguardia delle genti e dei belligeranti secondo le leggi

dell’umanità e coscienza, anche quando non siano previste disposizioni complete, cioè prescrive

un’applicazione minima dei principi di tutela qualora vi siano delle lacune nei trattati relativi

alla guerra.

Utile soprattutto per valutare la liceità di armi non specificamente disciplinate dal diritto bellico, per cui

tramite dettami di coscienza pubblica e umanità possono essere trasformati in principi giuridicamente

vincolanti. (es attacchi ripetuti che provochino danni incidentali alla popolazione civile diventano violazione

del diritto umanitario).

1.6. Da quale momento si applicano le norme del diritto bellico.

Conv Aja, Ginevra, protocolli add. Individuano nella guerra o nel ca il momento di applicazione.

Ma è facile capirlo esattamente se c’è dichiarazione, o se un esercito attraversa la frontiera per penetrare in

profondità nel terr. altrui.

Alla luce del principio di effettività, occorre che si verifichino operazioni militari consistenti e

durature. Ma potrebbero avvenire a livello di bassa intensità come guerrilla, ma se questa avviene come un

confronto continuo tra due stati allora è confl armato. Occorre un certo livello di intensità.

1.7. Applicazione del Diritto bellico.

Norme rivolte allo Stato, titolare delle situazioni giuridiche derivanti dal dir. Bellico. Ma applicata da individui

che rappresentano gli organi dell S belligerante. I singoli ordinamenti provvedono a recepire il dir bellico

secondo l’adeguamento al dir internazionale. Materia di difficile applicazione Adozione di manuali

militari, contengono regole per i membri forze armate. Non sono fonti di diritto ma traducono a livello

nazionale linguaggio disposizioni delle convenzioni internazionali. Riempiono le lacune (guerra aerea), lo

interpretano alla luce delle riserve apportate dallo Stato o dalle dichiarazioni interpretative alla ratifica.

Manuali di peace keeping.

Regole di Ingaggio: hanno come contenuto solo le direttive governative sull’uso della violenza bellica, non

sono pertanto rese pubbliche, vengono di solito adottate in base ad uno specifico conflitto armato, possono

mutare di volta in volta ma si basano sempre e cmq sul dir. Bellico.

I prot. Add:

1. consigliere giuridico per consigliare i comandanti militari circa l’applicaz corretta ginevra e protocolli.

2. impegna gli Stati a diffondere in pace e in guerra le cov ginevra e il I protocollo.

1.8. applicabilità diritto internazionale umanitario alle forze armate onu.

Le un sono vincolate a rispettare il diu in quanto diconsuetudinario. Le un non sono parti delle convenzioni,

sono aperte infatti solo agli Stati e non alle oi.

Sentenze e prassi sono favorevoli a questa applicazione estensiva. Osservanza di principles and spirit, anche

per chi non ha ratificato. (es: fra e usa non hanno rat il I protocollo).

I contingenti dovranno rispettare le norme delle conve. di cui il proprio stato fa parte.

Es: ita e usa fanno parte di una missione. Contingente ita dovrà rispettare in toto il I protocollo mentre usa

dovranno rispettare solo quei principi che sono diventati norme consuetudinarie.

3 tipi di operazioni UN:

1. operazioni autorizzate dalle UN: operazioni coercitive contro uno stato ad opera di stati (visto che

UN non hanno contingenti propri) es. Corea 1950, Iraq 1991.

2. op. di peace keeping senza uso forza: non hanno compiti di polizia, sono assimilabili alla popolazione

civile. Sono sogg. passivo del diu perché ogni attacco contro di loro è illegittimo nei cfr del diu.

3. op. di peace keeping che possono implicare uso forza armata a titolo di legittima difesa delle UN.

Quindi non si tratta di peace enforcement. Se un contingente è attaccato e reagisce per legittima

difesa il conflitto sarà disciplinato dal diu.

Possono anche esserci operazioni “ibride” iniziate come p-k per poi diventare p-e oppure un contingente onu

per p-k è affiancato da contingenti nazionali per p-e (v. Exjugo). C’è un Bollettino che continene un elenco di

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principi da seguire per operaz. P-e o p-k condotte diretta dalle Un. (protezione pop civile, mezzi e metodi di

combattimento…) valido sia per ca internazionali che ca interni ogniqualvolta forze un siano impegnate.

Non applicabile nel caso di contingenti stati su incarico Un nel qualcaso valgono i principi delle convenzioni

ratificate dai singoli stati dei contingentiin questione.

1.9. Rispetto diritto umani nelle operazioni belliche.

In tempo di guerra si applicano norme del diu (Aja e Ginevra), un diritto speciale rispetto a quello che tutela

i diritti umani. Salvo che il paese belligerante non si sia avvalso della clausola di deroga presente nelle conv.

internaz in tema di dir.umani (Patto diritti civili riferito minaccia uso arma atomica. Alcune norme del Patto

possono essere derogate in caso di emergenza nazionale)

Diritto alla vita: applicazione ovviamente critica. (Patto e Conv, Europea) non è derogabile, ma il fatto che un

individuo non ne possa essere arbitrariamente privato ci spinge a controllare che non avvenga per atti

illegittimi di belligeranza, alla luce del diritto internazionale umanitario. La privazione del dir alla vita non è

illegittimo se conforme alle norme del diu!

Ma la conv europea stabilisce delle eccezioni (legittima difesa, uso forza per reprimere insurrezione…)

rispetto al perentorio art. 6 del Patto.

Violazioni diritto umano in territorio straniero rischio di messa inmoto strumenti garanzia tutela dir.umani.

Secondo la Conv. Europea gli S parti sono obbligati a riconoscere i diritti garantiti dalla conv.a tutte le

persone sottoposte alla loro giurisd.

CAPITOLO 2. PRINCIPI COMUNI AL DIR. DEI CA INTERNAZIONALI.

2.1 Premessa.

Guerra marittima, aerea, terrestre disciplinati da un corpo di regole distinte per ciascuno dei tre settori.

Comportam analoghi sono anche valutati in modo differente. Ma ci sono dei principi comuni, alcuni di tipo

speciale.

2.2 Gli organi della violenza bellica.

-Solo i legittimi combattenti possono partecipare alle ostilità, i loro atti sono imputati allo S di cui fanno

parte.

-I comb. Illegittimi non hanno diritto a parteciparvi.

-Combattenti regolari= fanno parte delle forze armate dello s belligerante. Sono irregolari membri di milizie

indipendenti o di movim di resistenza organizzata che sono cmq combattenti legittimi. (leg\illeg≠reg\irreg)

-Combattenti privilegiati=possono prendere parte alle ost e se catturati godono del tratam dei prigionieri di

guerra.

Il DI vieta le guerre private per cui qualunque combattente viene considerato come un organo dello stato

belligerante, sia pure inquadrabile nell’organizzazione del soggetto che prende parte alle ostilità (es mov di

liberazione).

Per Aja e Ginevra (che considera la nozione di prigioniero di guerra) i combattenti legittimi sono:

• membri forze armate

• membri milizie e corpi volontari che fanno parte delle forze armate: milizie indipendenti non

inquadrate nelle fa di uno stato, sono combattenti irregolari, che sono comunque considerati

legittimi combattenti se rispettano determinati requisiti:

1. comandati da una persona responsabile, x ordine e disciplina.

2. portare segni distintivi riconoscibili a distanza, x distinguerli dalla pop. Civile, es distintivo.

3. armi in vista,

4. conformarsi agli usi di guerra, sia convenzionali che consuetudinari.

• la levata in massa popolazione che si organizza in fretta prima dell’occupazione altrimenti sono

movimenti di resistenza organizzati. Non sono forze regolari, possono operare con o sepratamente

risp. Forze armate. 7

• membri dei corpi di resistenza organizzati Si avvalgono dello status di prigionieri di guerra, se

catturati. Devono avvalersi di certi requisiti come l’appartenere ad un’entità che abbia rapporti con la

parte in conflitto sia essa anche un territorio occupato costretto a funzionare in esilio, + req dei corpi

volontari (visibilità e rispetto leggi di guerra)

• membri forze armate che appartengono ad un gov. o ad un’autorità non riconosciuti

dall’avversario. Status di prigionieri di guerra riconosciuto solo alle forze regolari, sebbene

dipendano da autorità non riconosciute (es. De Gaulle) o siano in esilio o sia il caso di due governi in

conflitto sullo stesso territorio (Es. ita 1943)

Per i Protocolli addizionali si pone fine alla discriminazione tra combattenti regolari e irregolari. Le forze

armate dei belligeranti (f.a. in uniforme, mov di resistenza e liberazione nazionale) devono:

• appartenere ad una parte del conflitto

• essere organizzate

• essere subordinate ad un comando responsabile che può essere anche collettivo.

Ogni membro delle forze armate è un combattente che ha diritto di partecip direttamente alle

ostilità purché, regolare o irregolare che sia, rispetti l’unico obbligo di distinguersi dai civili.

Pena la perdita dello status di prigioniero di guerra e quello di essere processato per aver trasgredito ad una

norma fondamentale del diritto di guerra. Se non è possibile quel segno di riconoscimento che portino armi

in vista per tempi di spiegamento militare. (diverse dichiarazioni interpretative)

2.3. Spie mercenari e sabotatori.

Combattenti non privilegiati quelli che se catturati non hanno diritto al trattamento da prigionieri di guerra e

sono dunque alla mercé del nemico. Se hanno successo e rientrano nei ranghi non possono essere puniti, e

lo Stato per cui compiono l’azione non ha responsabilità.

Spia: agendo clandestinam, sotto mentite spoglie ottiene info dal belligerante per passarle al nemico. Può

avvenire in qualsiasi parte del territorio controllato dall’avversario. Es. qyalcuno che penetra in un

acquartieramento nemico fingendo un addetto ai servizi. Non lo è chi con abiti civili tenti di raccogliere info

Regolamento iv conv aja

militari.

Sabotaggio:chi penetra nel territorio controllato dal nemico per commettere atti nocivi attraverso la

distruzione di beni. Se commesso da militari in uniforme dietro le linee nemiche non è punibile. Diverso se a

commetterlo sono civili. Proibito sabotaggio indossando divisa del nemico (violazione dir. Guerra) e in abiti

civili (violaz. della disposizione che obbliga il combattente a distinguersi dai civili). militare in uniforme,

Regolamento iv conv aja

distinzione obbligatoria dalla pop civile durante tutto il tempo dell’op.militare).

Mercenari: non sono privilegiati, no status prigionieri di guerra, alla mercé del nemico, ma ma l’impiego di

mercenari non è una violazione del diritto internaz.

Condizioni per essere mercenari:

• reclutati per uno specifico conflitto

• partecipano dirett alle ostilità

• combattono per fini di lucro

• non sono cittadini\residenti della parte in conflitto

• non fanno parte delle forze armate della parte in conflitto

• non fanno parte fa di un terzo stato inviato in missione ufficiale.

Un piccolo paese con scarse cap. belliche in termini umani può servirsi di cittadini stranieri purché siano

inquadrati nelle sue forze armate.

Ita ha ratificato una Conv del 1989 su iniziativa paesi terzo mondo, conro il reclutam, finanziam,

utlizzazione mercenari, con sistema misto. Ordine di esecuzione e adattamento ad hoc per fattispecie

punitive e sanzioni.

2.4. le aree del conflitto armato

I luoghi in cui i belligeranti possono dar corso alle ostilità sono il territorio nemico comprese acque, alto mare

e atmo sovrastante, nei territori occupati dal nemico. Non possono essere compiuti negli stati neutrali tranne

nei casi in cui il neutrale abbia concesso basi o territori al belligerante prima dell’inizio conflitto violenze 8

solo contro la base\territorio dato in affitto, o il neutrale sia stato occupato o sia diventato base di operazioni

ostili contro l’altro belligerante tutte le misure contro la violazione di neutralità.

Alcuni territori sono perennemente neutralizzati (suez, isole finlandesi, antartide…)

2.5. oggetto della violenza bellica

La violenza non deve essere diretta contro i civili e la popolazione civile. I protocollo addizionale le parti

del conflitto devono distinguere civili da combattenti e obbiettivi civili e militari.

Solo i combattenti possono essere ogg di violenza bellica, regola valida per tutte le categorie di conflitto

(terrestre marittimo aereo). Civile è chi non appartiene alle categorie sopramenzionate. Finché il civile non

prende parte al conflitto gode di tutela, altrimenti diventa suscettibile oggetto di violenza.

Obbiettivi militari oggetti che per natura, ubicazione, impiego costituiscono un vantaggio per l’azione militare

nel caso di distruzione, conquista o neutrlaizzazione.

Non applicabile sic et simpliciter a tutte la categorie. Es nave di petrolio, non può essere distrutta se non è in

terraferma, altrimenti se è fuori acque territoriali nemico può solo essere catturata.

2.6 i mezzi e i metodi del combattimento

Art. 35 I prot add. Il diritto dei belligeranti a scegliere mezzi e metodi NON è illimitato.

• Non impiegare armi, proiettili e sostanze che arrechino mali\sofferenze superflue e

inutili. Detta un criterio oggettivo che non tiene conto delle intenzionalità. Protegge i combattenti,

non i civili che sono tutelati da un altro tipo di principi per i ca. La suprefluità è giudicata in base al

principio di proporzionalità (se arreca vantaggi militari non proporzionali ai danni arrecati). Accettate

armi il cui uso è necessario per raggiungere l’obbiettivo –neutralizzare un bersaglio- anche se arreca

danni (Es. proiettili anti carro che creano gravissime ustioni ai militari. USA.)

• Non impiegarne che arrechino danni estesi, gravi e durevoli all’ambiente naturale. Quindi

non si possono impiegare tecniche che modifichino l’amb nat per scopi militari. Grave=che comporti

una seria distruzione a danno della vita umana o delle risorse economiche. Cmq ambiente tutelato a

prescindere dai vantaggi che porta ad una pop civile. In materia di armi chimiche, batteriologiche

ed atomiche acquista molta rilevanza ed è direttamente applicabile. Non riguarda l’arma in sé per sé

ma l’uso che se ne fa: es bombardare una petroliera off shore crea un danno ecologico biasimabile, i

defolianti usa durante guerra vietnam erano leciti, purché non creassero danni estesi, durevoli, gravi

all’ambiente. Condannati gli erbicidi come metodo di guerra. (conv. disarmo chimico). Affinché

un’arma sia proibita deve provocare i tre effetti cumulati (danni estesi, gravi e durevoli) e poi

dimostrare che se ne è fatto un uso consapevole dei danni provocabili all’ambiente. è difficile

dimostrare che un’arma è vietata per danni superflui o all’ambiente.

• Non usare mezzi e metodi di combattimento indiscriminati (art 51) i cui effetti non siano

limitati. Per essere proibiti devono essere atti ad arrecare danno indistintamente alle forze militari e

alla pop civile. (comprende anche azioni che non sono attacchi, tipo la posa di mine). Armi atomiche

e batteriologiche sono di quel tipo perché creano danni indiscriminati, ma ormai i missili a testata

convenzionale sono molto precisi, non colpiscono più indiscriminatamente. Proiettili di uranio

impoverito: penentrano corazze ed edifici molto resistenti, effetti sugli esseri umani ancora non

bene definiti. (usati da cina, russia, usa…).

Per proibire un’arma è meglio concludere una convenzione ad hoc.

PERFIDIA: cioè i comportamenti atti a trarre in inganno l'avversario sfruttando la protezione fornita dal

Diritto internazionale. Ingannare la buona fede dell’avversario. Es simulare la resa per attaccare

≠dal

successiv. dir.bellico del mare di nascondersi dietro altra bandiera o quella neutrale, per poi

attaccare.

2.7 Divieto di uso certi determinati mezzi bellici.

Alcune categorie di armi sono espressamente vietate anche a titolo di rappresaglia. 9


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Siena - Unisi
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Siena - Unisi o del prof Pisillo Mazzeschi Riccardo.

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