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Diritto internazionale dell'economia

Definizione della materia e differenze con il diritto internazionale

Il diritto internazionale è l'ordinamento giuridico della comunità degli Stati e delle organizzazioni internazionali intergovernative. Si ritiene che il diritto internazionale nasca alla fine della guerra dei Trent'Anni, quando si affermarono delle grandi monarchie e quindi delle sovranità. Si deve intendere sovranità sia da un punto di vista interno (sovranità territoriale) sia da un punto di vista esterno (indipendenza). L'unico limite è la cosiddetta uguaglianza sovrana, ovvero i re non possono decidere e muoversi liberamente negli altri Stati.

Esistono tre fonti del diritto internazionale, e di queste il trattato è la seconda. Il trattato può essere inteso come un contratto che si perfeziona con il consenso delle parti, in questo caso di due o più Paesi. Ciò che sta al di sopra del trattato è la consuetudine, che vale però per tutti gli Stati esistenti. Vale lo stesso principio del diritto interno, ossia sono poche regole che si sono affermate come prassi perché sono state accettate e rispettate da gran parte dei Paesi; la differenza sta nel fatto che la consuetudine è la prima fonte nel diritto internazionale, mentre è tra le ultime nel diritto interno.

Una consuetudine internazionale è il divieto dell'uso della forza per risolvere le controversie tra Stati. Un'altra norma consuetudinaria afferma che "pacta sunt servanda", che dà legittimità agli Stati. Le consuetudini e i trattati danno vita a organizzazioni intergovernative che decidono gli atti vincolanti, che sono la terza fonte del diritto internazionale.

Questi concetti non possono essere estesi al diritto internazionale dell'economia, che viene definito come quel diritto che studia le relazioni internazionali macroeconomiche, ovvero tra Stati e grandi gruppi di interesse, senza comprendere i patti commerciali privati seppur con un carattere di internazionalità.

Il diritto internazionale dell'economia (DIE) presenta delle importanti differenze dal diritto internazionale generale, a partire da alcuni soggetti che vi operano e che non sono riconducibili né agli Stati né alle organizzazioni intergovernative, come per esempio associazioni ambientalistiche, o associazioni a tutela del consumatore, o comunque associazioni internazionali non governative.

Rientrano in gioco come attori importanti le imprese multinazionali, a cui però non si riconosce una soggettività internazionale; si può parlare di soggetti in senso tecnico che però hanno assunto un importante ruolo.

Tra DIE e diritto internazionale generico cambiano anche gli obiettivi. Il secondo si basa sul principio di sovranità interna che all'esterno si traduce in indipendenza. Ma nelle questioni economiche sono diversi i casi di intervento da parte esterna e questo stride con il concetto di indipendenza, si parla infatti di interdipendenza. Ciò vuol dire che le decisioni dei singoli Stati devono tenere conto delle direttive esterne.

Nel DIE anche la territorialità della sovranità e dell'applicazione delle leggi sfuma perché le frontiere non sono così importanti e gli obiettivi che si prefigge il DIE, come liberalizzare gli scambi, vanno al di là delle frontiere.

Se lo Stato viola una norma, inoltre, quello Stato riceve una sanzione nel diritto internazionale generale con uno scopo punitivo, mentre nel DIE la sanzione è volta a ricostituire l'equilibrio tra i Paesi in seguito a una condotta errata.

Lo Stato è soggetto di diritto internazionale. Nella sovranità di uno Stato si è sempre fatta rientrare la materia economica, ma con la globalizzazione la sovranità economica di uno Stato è stata erosa e lo Stato deve tenere conto di finalità che vanno oltre i confini nazionali.

Organizzazioni internazionali

Accanto agli Stati, vi sono le organizzazioni internazionali intergovernative, che sono strumenti di cooperazione tra gli Stati che vi aderiscono. Le organizzazioni che nascono nel secondo dopoguerra hanno un carattere fortemente politico. Le organizzazioni nascono dalla volontà degli Stati fondatori che sottoscrivono i trattati che ne definiscono il mandato e il suo contenuto, ne delimitano i poteri in capo alla organizzazione stessa per raggiungere l'obiettivo per cui è nata.

Si parla di trattato istitutivo. Non si parlerebbe di organizzazione se non ci fossero degli organi e una struttura precisa:

  • Organo che rappresenta ogni Paese partecipante
  • Organo che svolge un ruolo esecutivo, autonomo rispetto agli Stati
  • Segretariato

Gli Stati generalmente non affidano alle organizzazioni internazionali intergovernative poteri vincolanti perché l'obiettivo è la cooperazione e le decisioni prese si tramutano in raccomandazioni, con le quali l'organizzazione suggerisce quale comportamento adottare rispetto a una certa materia.

Queste organizzazioni cercano di raggiungere una decisione che sia sposata da tutti, ovvero le decisioni vengono prese all'unanimità. Ce ne sono altre che invece si accontentano di raggiungere una certa maggioranza. Nel DIE è previsto il consensus, che non prevede una votazione formale con necessità di manifestare assenso, ma vale il principio della non opposizione. Adottare il metodo del consensus facilita l'adozione delle delibere perché in questo modo si evita di far esporre chi è a favore e chi è contro, altrimenti diverse impasse bloccherebbero il lavoro di un'organizzazione.

Un'altra anomalia delle organizzazioni economiche è quella del voto ponderato, per cui a ciascuna unità monetaria corrisponde un voto, ovvero chi partecipa di più ha un maggior peso nelle decisioni da assumere.

Le organizzazioni economiche possono avere un carattere regionale, come l'UE, però possono avere diversi obiettivi, dalla semplice cooperazione (come l'OCSE) fino alla vera e propria integrazione economica, come appunto l'Unione Europea. Esistono diverse forme di integrazione:

  • Creare area di libero scambio, con abolizione delle dazi
  • Creare unione doganale, ovvero adottare la medesima politica doganale nei confronti di Paesi terzi
  • Creare un mercato interno, dove circolano liberamente tutti i fattori produttivi (4 libertà)
  • Adottare politiche comuni in diverse materie, come politiche monetarie che portano all'adozione della stessa valuta, facendo rinunciare agli Stati la propria sovranità in materia

Organizzazioni come il G20 non sono organizzazioni internazionali, perché non producono atti vincolanti e non si basano su nessun trattato che ne definisca un mandato e una struttura stabile.

Le organizzazioni non governative sono associazioni private (dal punto di vista giuridico), senza soggettività internazionale, che hanno esigenza di manifestare un interesse di una certa parte della società civile internazionale. Hanno acquisito un ruolo di una certa rilevanza nelle decisioni economiche internazionali; a esse può essere richiesto un parere in merito a una certa decisione. Questo potere è previsto sia dall'ONU sia dall'Organizzazione Mondiale del Commercio.

Alcune organizzazioni non governative possono proporre completi testi legislativi. Ad esempio, la Camera di Commercio Internazionale di Parigi, fondata nel 1919, ha adottato delle regole che vengono rispettate dagli imprenditori che ne fanno parte. Le regole IncoTerms, per esempio, sono delle regole che riguardano il perimento delle merci vendute durante il trasporto e su quali parti gravano le spese (per esempio vendite FOB, vendite CIF). La camera di Parigi ha organizzato una procedura di arbitrato commerciale internazionale per regolare le controversie senza rivolgersi all'autorità giudiziaria.

Organizzazioni internazionali economiche

Fondo Monetario Internazionale

Il FMI è una delle tre istituzioni economiche internazionali a livello universale, nato per la cooperazione istituzionalizzata tra gli Stati in materia economica. Questo piano, che si forma nel secondo dopoguerra, nasce perché si pensava che si potesse dare maggiore stabilità tramite un controllo sulle valute.

I lavori per la creazione del FMI e della Banca Mondiale nacquero già durante la guerra, con due gruppi di lavoro, uno inglese, capeggiato da Keynes, e uno americano. Prevalse il progetto americano perché si criticava a Keynes che il suo modello, la Clearing House, avrebbe potuto creare inflazione poiché si dava il potere a questo istituto di battere moneta.

La Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS, conosciuta come Banca Mondiale) avrebbe dovuto finanziare progetti per fare ripartire l'economia. Ma nel secondo dopoguerra ci fu il piano Marshall americano che finanziò i Paesi colpiti dalla guerra, e quindi la Banca Mondiale si dedica ai Paesi in via di sviluppo.

La terza organizzazione che sarebbe dovuta nascere era l'International Trade Organisation, che avrebbe dovuto occuparsi della liberalizzazione degli scambi internazionali. Tuttavia, questa terza organizzazione non venne effettivamente creata, nonostante il Trattato su cui l'ITO si basava era molto avanzato per quegli anni, con capitoli dedicati al lavoro e alla concorrenza.

L'obiettivo primo per cui nasce il FMI era di mantenere stabili tra loro le valute dei vari Paesi. Questo obiettivo viene meno agli inizi degli anni '70, con la prima crisi petrolifera. Successivamente l'obiettivo diventa la sovvenzione dei Paesi, andando a scontrarsi con il compito della Banca Mondiale, e questo viene criticato da economisti come Stiglitz. Con gli anni '80, il FMI assume una politica più liberista ispirandosi a esponenti come Reagan e la Thatcher.

Inizialmente i membri del FMI erano 44, mentre oggi sono 188. La sua sede è a Washington, così come lo è quella della Banca Mondiale (sono una di fronte all'altra). È strettamente legato all'ONU perché è un suo organo specializzato.

Il FMI ha una struttura ternaria, classica nelle istituzioni, con un'assemblea, il Consiglio dei Governatori, che rappresenta gli interessi dei singoli Stati. Il Consiglio si riunisce una volta l'anno e ha competenze ampie. È composto dai governatori delle banche centrali e dai ministri del Tesoro.

Il secondo organo permanente è l'Executive Board, a cui sono state delegate alcune delle competenze del Consiglio, ma per esempio il Board non può ammettere nuovi Paesi o modificare le quote di partecipazione al fondo. È l'organo operativo, che dà l'ok ai finanziamenti e alle aperture di linee di credito, controlla le politiche di cambio degli Stati membri. L'Executive Board ha una composizione più ristretta, i suoi membri sono 24, anche se c'è una proposta di intervenire e modificare questo numero.

Cinque Stati hanno sempre un suo rappresentante nel Board e sono quelli che hanno le quote più alte (USA, Giappone, Inghilterra, Francia, Germania). Gli altri 19 membri vengono eletti, anche se nella prassi si è affermata la consuetudine di avere un membro per altri 3 Paesi, Russia, Cina e Arabia Saudita. Gli altri Paesi sono suddivisi in circoscrizioni (constituencies), che non sempre sono omogenee; a volte si trovano alcuni Paesi più sviluppati e altri meno.

I Paesi emergenti si lamentano di questa formazione del Board perché vogliono un posto nel Board in maniera permanente. Un'altra critica che viene mossa alla formazione è la mancanza di un rappresentante per l'UE, anche se i membri europei effettivamente sono 8, ma questo non vuol dire necessariamente che facciano l'interesse dell'Unione.

Un'altra importante figura del FMI è il Direttore Generale, che solitamente è un europeo (oggi è la francese Christine Lagarde) mentre la prassi vuole che a capo della Banca Mondiale ci sia un americano. Il Direttore Generale è colui che firma le delibere.

Per quanto riguarda le delibere, non c'è il principio dell'unanimità e nemmeno del "un Paese un voto". Vige il sistema del voto ponderato, poiché la ratio è di lasciare più peso nelle decisioni a chi maggiormente partecipa ai fondi dai cui attingere. L'unità di conto prende il nome di Diritto Speciale di Prelievo (Special Drawing Right), il cui valore è ricavato da un paniere di valute nazionali, rispetto alle quali si calcola una sorta di "comune denominatore" (le valute comprendono il dollaro statunitense, l'euro, lo yen, la sterlina britannica). Una base di 250 diritti di voto a tutti i Paesi membri; a questa quota uguale si aggiunge un numero supplementare di voti per ogni tranche di 100000 Diritti Speciali di Prelievo versati.

La stabilità e la convertibilità delle valute erano i due obiettivi principali. Garantire la stabilità del mercato monetario era possibile tramite un'azione di controllo e di sorveglianza, ma la funzione di sorveglianza è stata surclassata dalla funzione creditizia. Una terza funzione è quella di assistenza tecnica.

  • Sorveglianza: Ogni Paese che entrava si impegnava a decidere un tasso di cambio tra la propria valuta e l'oro e a mantenere fisso questo tasso; per questo motivo, la sorveglianza sulle parità valutarie era così importante. Con gli anni '70, il castello di carte crolla e si consente di lasciare fluttuare i tassi (si passa da un sistema a tassi fissi a uno a tassi variabili), potendoli vincolare a un'altra moneta. Oggi la funzione di sorveglianza consiste in una sorveglianza bilaterale procedendo con una certa periodicità a uno screening economico dei vari membri e dopo una serie di indagini presso il ministero del tesoro viene redatto un documento. La sorveglianza ha anche una parte multilaterale, perché ogni anno viene redatto il World Economic Outlook, un documento sull'andamento dell'economia internazionale.
  • Assistenza tecnica: L'assistenza tecnica si concretizza nel fatto che economisti del fondo si recano nei Paesi che lo richiedono e aiutano i governi di quei Paesi a organizzare le politiche monetarie ed economiche e a sistemare anche la parte amministrative degli enti, se necessario.
  • Funzione creditizia: La funzione di tipo creditizio si concretizza in finanziamenti per risolvere crisi che interessano alcuni Paesi membri. L'ammontare della quota sottoscritta è importante, anche sotto il profilo di quanto può essere finanziato dal FMI. Inizialmente lo stato poteva farsi finanziare entro i limiti della quota apportata senza dare spiegazioni, mentre oggi è possibile sorpassare ma solo sotto certe condizioni che garantiscano il rientro del capitale prestato.

Ci sono stati 4 momenti in cui lo statuto del FMI è stato emendato:

  • Il primo cambiamento avviene alla fine degli anni '60 quando era avvenuto un problema sulla riserva. Viene formato il Diritto Speciale di Prelievo, un'unità di conto che viene basata su un paniere delle quattro valute più usate negli scambi. Tutti i prestiti sono valutate con questi diritti, un diritto viene valutato come 0,67 dollari.
  • Il secondo cambiamento si ha nel 1976 ed entra in vigore nel 1978, reso necessario dopo la crisi petrolifera del 1971 che fa venire meno il gold exchange standard (tassi fissi). 35 dollari rispetto a un'oncia d'oro era il tasso fisso a cui si erano impegnati gli Stati Uniti. Nel 1973 gli Stati Uniti si svincolano da questo impegno. Con la modifica dello statuto, si passa ad un sistema di tassi variabili, gestiti direttamente e liberamente dagli Stati, a cui però era fatto divieto di vincolare il valore della moneta all'oro.
  • Gli altri due emendamenti sono meno importanti e di tipo amministrativo e sanzionatorio.

Gli strumenti finanziari a disposizione del fondo si suddividono in:

  • Disponibilità ordinarie: Ogni Stato con la propria valuta può acquistare valuta pregiata detenuta dal fondo nei limiti della quota di riserva detenuta. Gli Stati si obbligano a restituire questa valuta entro un certo limite di tempo, di solito 5 anni, quindi non è solo un finanziamento. Per andare oltre la propria quota, deve assicurare di raggiungere certi obiettivi nella politica interna.
  • Disponibilità speciali: A fronte di particolari problemi come calamità naturali, sono stati aperti sportelli speciali, oltre le quote di riserva. Il meccanismo di condizionalità consiste in condizioni più stringenti man mano che aumenta il capitale prestato. Nella prassi queste condizioni hanno una formula fissa senza tenere conto delle caratteristiche del singolo Paese e questo è stato ampiamente criticato perché non ha attinenza con la realtà.

Il FMI nel 2004 si è dotato di un consiglio, l'Independent Evaluation Office (IEO) che valutasse la bontà delle decisioni del fondo stesso e il caso dell'Argentina che era in parte imputabile alle politiche del fondo e al suo meccanismo di condizionalità è stato condannato.

La lettera di intenti si deve rivolgere al Direttore Generale del fondo e contenere la richiesta di aiuti, definendo quali sono le problematiche che sono in corso, spiegando quali siano le politiche che lo Stato beneficiario intende fare e a cosa si impegna. Il Memorandum tecnico sottolinea anche le difficoltà che si sono riscontrate nell'attuare quelle politiche per cui è stata fatta richiesta. Una volta aperta la via di credito per certe politiche concordate, il FMI si impegna a seguire l'esecuzione di tali politiche (esempio sulla richiesta ucraina in seguito ai conflitti dell'estate 2014).

Il FMI non rappresenta più in modo equilibrato la realtà economica con i diversi Paesi emergenti. Con la crisi del 2008, si manifestano questi dissidi, ma non nel FMI, ma nel G20, che si riunisce per la prima volta nel 2008 come continuazione del G7, che esisteva fin dagli anni '70 per discutere di materia economica. Al G7 venne invitata a partecipare la Russia, prima per in...

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

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