Diritto internazionale: gli stati e i gruppi armati
I protagonisti per eccellenza delle relazioni internazionali disciplinate dal diritto internazionale sono gli stati. Qui viene subito in considerazione la differenza tra la nozione di autonomia e quella di indipendenza. Autonomia, dal greco, abbiamo nomos che vuol dire norma, quindi abbiamo una nozione giuridica. Indipendenza è una nozione politica. Gli stati, che sono subordinati a un’entità più grande, non sono soggetti del diritto internazionale. Avevano autonomia abbastanza larga, chi più chi meno.
Gli stati americani avevano un’autonomia molto larga. Le repubbliche socialiste sovietiche dell’ex Jugoslavia avevano un’autonomia molto meno larga. Parliamo per queste entità subordinate di stati autonomi, che godono di autonomia dallo stato centrale. Le nostre entità regionali sono una cosa molto analoga a quella degli stati autonomi. Quando parliamo di stati soggetti del diritto internazionale, parliamo di stati indipendenti, che non riconoscono al di sopra di sé nessuna autorità superiore. Tutti gli stati hanno una sovranità che si può esercitare in modo diverso come nel controllo del territorio, gli stati autonomi non hanno la sovranità nel campo penale.
Tutte le volte che un accusato rischia la pena di morte, la convenzione di Vienna informa che bisogna informare lo stato di appartenenza. Lo stato ha la piena libertà dal diritto internazionale di organizzarsi internamente. Lo stato soggetto del diritto interno è persona giuridica nel diritto interno, non è un'entità fisica. Nel diritto interno si organizzano anche associazioni di individui. È raro trovare uno stato che non sia nato a seguito di un conflitto armato.
Effettività e indipendenza
Il diritto internazionale tiene moltissimo a questo principio di effettività, prima di guardare al dato giuridico, nel valutare cosa c’è nelle relazioni internazionali, si guarda al fatto, che questo fatto esiste e si regga sui propri piedi. Indipendenza significa reggersi sui propri piedi e non avere nessuno al di fuori di sé.
Che differenza c’è tra stati federali e una confederazione di stati? L’Unione Europea è una confederazione, è più vicina a una unione di stati indipendenti. Un'alta autonomia coincide con l’indipendenza? Facilita l’indipendenza? Sì, perché vuol dire che è attiva e l’autonomia può progredire verso l’indipendenza. Gli stati hanno paura delle autonomie proprio per questo, eppure molte volte la concessione di un’autonomia può far risolvere un conflitto interno. In Turchia da decenni abbiamo un conflitto con i curdi che da decenni chiedono l’autonomia ma invece sono stati repressi.
Gli elementi caratterizzanti lo stato
Lo stato ha un’autorità di governo sul territorio e sulla comunità umana all'interno del territorio. Per territorio si considerano anche i confini marittimi e lo spazio aereo. Abbiamo una comunità umana che viene governata; il rapporto tra essa e la classe che governa può creare problemi se il governo viene formato violando i diritti della comunità umana, allora interviene il diritto internazionale. In un ambito limitato, regionale, si cerca di condizionare la forma di governo.
- Sovranità interna
- Autorità di governo
- Libertà di scelta nella forma di governo
- Da una libertà assoluta a una libertà condizionata
- La formazione degli stati indipendenti dalla dominazione coloniale e i movimenti di liberazione nazionale
La Repubblica Srpska è uno stato autonomo della Bosnia. Questo stato a un certo punto è stato del tutto indipendente. Gli altri stati non riuscivano entrarci, le Nazioni Unite non riuscivano a entrarci. Aveva la forza di non riconoscere nessuno al di sopra di sé, poi c’è stata la conferenza di pace, un accordo internazionale dove si è detto che i rappresentanti di questa repubblica non erano ammessi, ma erano ammessi dai serbi. Quindi in questo accordo è stato trattato come autonomo e ne è uscito come autonomo. Quindi gli altri stati hanno importanza nell’aiutarti o nell’impedirti a diventare indipendente, se c’è riconoscimento o meno.
L’Isis è uno stato o è un semplice gruppo armato? Ha un territorio, ha una comunità umana, ha un governo. Ha tutte le caratteristiche di uno stato, però tutti lo chiamano il sedicente stato. Tutti i gruppi armati somigliano agli stati, cercano di darsi un governo. È vero che i gruppi armati vogliono diventare stati ma gli mancano due attributi: quello di avere una stabilità di controllo di territorio e poi importante è la socialità, il far parte della società. L’Isis ha rapporti commerciali, ma sono tutti segreti e clandestini, mentre la socialità deve apparire come tale.
- Stabilità
- Socialità
Il valore e gli effetti del riconoscimento di stati e governi
Il riconoscimento è innanzitutto un atto politico, amichevole. Se ho rapporti commerciali con uno stato ma non ho fatto nessun atto di riconoscimento, è un riconoscimento implicito. Il riconoscimento infatti si divide in esplicito o implicito. Poi si può avere un riconoscimento individuale o collettivo/ammissione alle Nazioni Unite. L’ammissione alle Nazioni Unite corrisponde a un riconoscimento esplicito.
Il riconoscimento prematuro lo possiamo spiegare in riferimento alla Croazia che all’inizio del conflitto, a cavallo tra il 91-92, voleva il riconoscimento dell’Europa. La Germania, sempre stata amica della Croazia, ha riconosciuta la Croazia prima dell’UE, ha fatto un riconoscimento individuale. In quel caso si dice si sia trattato di un riconoscimento prematuro.
Irrilevanza della liceità/illecita costituzionale della nascita di uno stato da smembramento di un altro stato
Secessione pacifica è stata quella della Cecoslovacchia, da cui è nata la repubblica Ceca e la repubblica Slovacca.
- Le due Germanie e la riunificazione
- Le due Coree
- Smembramento Unione Sovietica
- Dissoluzione Federazione Jugoslava
- Smembramento Cecoslovacchia
Mutamenti di governo, se la forma di governo non cambia anche mutamenti grandi territoriali non cambia l’identità dello stato. Possono esserci annessioni di territori o cessioni di territori. La Crimea è un’annessione da parte della Russia.
- Mutamenti rivoluzionari e identità dello stato
- Mutamenti territoriali: cessioni di territori
- Annessione di territori o stati
Gli stati esistenti non sono tutti membri delle Nazioni Unite. La Palestina in particolare la Cisgiordania. La Palestina prima non era uno stato a detta di Israele, mentre la Germania sì. Uno stato sotto occupazione è sempre uno stato. La Germania sotto dominazione esisteva comunque come stato.
Ad un certo punto la Palestina ha deciso di ratificare lo statuto di Roma della corte penale internazionale e anche alcuni accordi internazionali tra cui quelli in materia del diritto internazionale e umanitario. Prima davanti alle Nazioni Unite con lo status di osservatore c’era OLP organizzazione per la liberazione della Palestina. La Palestina dopo è riuscita ad avere lo status di osservatore come lo stato del Vaticano presso le Nazioni Unite. A seguito di ciò ha ratificato lo statuto di Roma. Gli USA e il Canada hanno protestato ma la cosa più importante è che la Svizzera, depositario degli accordi di Ginevra, ha accettato queste ratifiche.
Volontà e attività dello stato o di qualsiasi altro soggetto internazionale
Lo stato opera tramite individui in rapporto organico: organi di diritto / organi di fatto. Quando c’è una crisi agiscono gli organi di fatto. Spesso ci sono conflitti tra organi di diritto e organi di fatto. Anche organi non del tutto legittimi possono rappresentare, operare e agire per lo stato secondo il principio di effettività.
- Rapporto organico come rapporto giuridico del diritto interno
- Rapporto organico come rapporto di fatto ai fini del diritto internazionale
- Conseguenze sull’attribuzione volontà/attività nei rapporti regolati dal diritto internazionale
La commissione del diritto internazionale codifica il diritto internazionale, tra cui le norme sulle responsabilità internazionali dello stato. Come si determina se un comportamento contrario a una norma è una violazione ad opera dello stato? Nel quadro della commissione si è deciso di prescrivere delle norme.
Che interesse ha lo stato a riconoscere lo status di un gruppo armato che è sorto sul suo territorio e che vuole succedergli? Per non rischiare di essere chiamata a rispondere sul piano internazionale di atti illeciti compiuti da quel gruppo. Organi di relazioni interne e poi abbiamo organi di relazioni esterne. Alcune cose non possono avere rilevanza sul piano internazionale se non c’è un ulteriore filtro.
Alla corte europea dei diritti dell’uomo non si può arrivare se un commissario di polizia tortura e prima non c’è stata la sentenza di primo di secondo grado, la cassazione che finiscono per l’assumersi questo fatto illecito. Dopo si può fare il ricorso alla corte europea. Non si può automaticamente considerare l’atto di qualsiasi organo dello stato come fatto o espressione di volontà dello stato, è necessario che il sistema di assuma questa volontà. Sulla regola del previo esaurimento dei ricorsi interni.
I gruppi insurrezionali e il diritto internazionale
I gruppi insurrezionali sono soggetti al diritto internazionale. Si distingue molto chiaramente tra disordini e conflitti. Siamo di fronte a un gruppo insurrezionale quando abbiamo un conflitto interno e non un semplice disordine. I gruppi insurrezionali devono avere alcuni elementi per essere considerati tali e perché la situazione sia considerata un conflitto armato e non un semplice disordine.
- Struttura organizzata
- Un comando identificabile e responsabile
- Il controllo di un territorio, seppur minimo
- Indipendenza, un gruppo armato che ormai cammina con i propri piedi
In America Latina questi gruppi volevano controllare i porti per poter avere rapporti commerciali con i paesi europei. I paesi europei, molto amici di questi paesi, se c’era un gruppo insurrezionale che controllava i porti, per l’importanza del commercio, riconoscevano questi gruppi insurrezionali. Soggettività limitata, nel senso che non possono fare tutto. O c’è o non c’è. Hanno rapporti di guerra nella gestione dei conflitti come alleanze, rapporti di difesa e commerciali. Certe cose molte raramente hanno rapporti diplomatici. L’OLP aveva rapporti diplomatici, aveva sedi diplomatiche presso molti paesi, ma solitamente i gruppi insurrezionali si servono di altri canali per avere questi rapporti. L’OLP che fa la guerra per raggiungere l’indipendenza del proprio paese, durante il processo di decolonizzazione è stato considerato un gruppo armato sui generis che meritasse l’aiuto e il sostegno della comunità internazionale. Le convenzioni di Ginevra per i conflitti armati, nel 1977 si fa un protocollo per tutelare le vittime dei diritti armati, uno per i conflitti internazionali e uno per i conflitti interni. Il protocollo n. 1 di Ginevra mette tra gli stati anche i movimenti di liberazione nazionale, estende la nozione di conflitto internazionale alle guerre tra le madri patrie e i movimenti di liberazione coloniale.
La rilevanza del protocollo I addizionale alle convenzioni di Ginevra del 1949
Il diritto internazionale umanitario, l’idea era di proteggere tutti, anche i banditi, coloro che prendevano un fucile per protestare. Se non si applica questo diritto, in un conflitto anche semplice diritto, si applicano comunque i diritti dell’uomo. Il diritto internazionale dei diritti dell’uomo protegge chiunque dovunque, in qualsiasi circostanza. Il divieto dell’uso della forza nelle relazioni internazionali non disciplina l’uso della forza nei conflitti interni. Per il diritto internazionale l’uso della forza non è né lecito né illecito. Dà una valutazione in termini di diritti fondamentali che tanto gli stati quanto i gruppi armati dovrebbero rispettare. L’altro principio è quello di non interferenza negli affari interni di uno stato. L’Isis è un gruppo armato organizzato, controlla un territorio piuttosto ampio anche se non sempre ugualmente circoscritto. Gode di soggettività internazionale.
Situazioni problematiche di soggettività internazionale di stati e gruppi insurrezionali
La dissoluzione della ex Jugoslavia. L’indipendenza di questi soggetti (stati e gruppi insurrezionali) mette in evidenza quanto l’autonomia non sia abbastanza. Il principio dell’indipendenza di effettività è qualcosa che viene posto in discussione. Cipro Nord è uno stato occupato dalla Turchia, è uno stato fantoccio, è un governo fantoccio?
La giurisprudenza dei diritti dell’uomo ha considerato che le violazioni dei diritti dell’uomo in quel territorio fossero da attribuire alla Turchia e non a Cipro. La corte europea dei diritti dell’uomo che è un tribunale internazionale, interstatale nel senso stretto del termine. La corte europea è un tribunale affidabile nella rilevazione della soggettività di un ente. Cipro non è, secondo questo tribunale, uno stato indipendente. Una delle caratteristiche di soggettività è l’esistenza di un esercito in grado di gestire i problemi senza l’interferenza altrui.
Poi abbiamo i governi Quisling, nome derivante dalla Norvegia durante la seconda guerra mondiale, dove il generale Quisling collaborava con il nazismo e quindi il governo si reggeva grazie al supporto dell’armata tedesca. Manciukuò era occupato dal Giappone, e l’ha riconosciuto l’Italia soltanto come stato. Nell’Asia orientale abbiamo avuto un periodo di occupazione della Cina, della Corea da parte del Giappone. È stato creato un tribunale militare comune di Tokyo, parallelo al tribunale di Norimberga, formato dalle forze vincitrici del conflitto. Il Giappone cerca di rubare alla Cina dei territori creando uno stato fantoccio.
Repubblica di Salò era un governo fantoccio, Mussolini operò solo grazie al sostegno dell’esercito nazista, scomparso il quale la repubblica socialista italiana è caduta. I Bastunsan, a seguito del processo di colonizzazione e di un processo di decolonizzazione che ha lasciato dei regimi di Apartheid in Rodesia e in Sud Africa, comportavano e mettevano in discussione la stessa appartenenza della Rodesia (Zimbabwe). Il Sud Africa e la Rodesia, nonostante fossero stati banditi, che violavano principi fondamentali della comunità internazionale, non è possibile dire che non fossero parte di questa comunità e soggetti al diritto internazionale. Il Sud Africa aveva creato delle piccole entità territoriali, i Bastunsan, che erano soggetti al volere del Sud Africa.
Quando la Germania nazista comincia ad occupare molti paesi europei, prima cosa che fa è mettere un governo filo-nazista oppure annette direttamente questo territorio alla Germania (Austria). I governi che c’erano scappano e si rifugiano all’estero e abbiamo i c.d. governi in esilio che si rifugiano soprattutto a Londra. Questi governi pretendono di continuare a rappresentare i propri stati e popoli occupati dalle forze naziste. La GB fa delle leggi per disciplinare la presenza di questi governi in esilio. La legge del Marzo del '41 ne conferma lo status di potenze sovrane (questa è una cosa retorica, perché non avevano alcuna sovranità né interna al proprio stato né esterna, non avevano alcuna indipendenza dalla Gran Bretagna, era qualcosa di retorico per cercare anche ideologicamente di sostenere la lotta del popolo).
I comitati nazionali, sono un fenomeno della prima guerra mondiale, ma sostanzialmente sono la stessa cosa. Il diritto internazionale cerca di intervenire e di dare una valutazione dei governi in maniera etico-giuridica. Questo tentativo tocca anche i gruppi armati. Si riconosce uno status particolare ai gruppi armati che lottano per il principio di autodeterminazione dei popoli che nasce proprio nell’ambiente storico-politico del processo di decolonizzazione.
I gruppi armati che lottano per la propria autodeterminazione sono in quanto tali soggetti del diritto internazionale. Anche questa era una presa di posizione retorica, per alcuni anche imperialista, di UE e USA, per tenere in qualche modo il controllo della decolonizzazione e dell’ONU. La verità è che questa scelta ha facilitato il processo di decolonizzazione, perché ha reso possibile l’aiuto da parte di altri stati. Qui la soggettività era un fenomeno discendente dal principio di effettività, dovuto dal contesto storico-politico. Questa scelta di valore si è ripercossa nei due protocolli aggiuntivi alle convenzioni di Ginevra sui conflitti armati. Queste due convenzioni operano sul contesto dei conflitti armati dal '49, e nel '79 proprio in funzione del processo di decolonizzazione si sente l’esigenza di rimettere le mani sulle convenzioni sui conflitti armati.
La croce rossa disse che non si poteva fare differenza tra i conflitti internazionali e interni. Voleva unificare queste norme. Ma questo progetto in mano degli stati è fallito, si è arrivato ai soliti compromessi formando due protocolli, uno sui diritti internazionali e uno sui diritti interni. L’art. 3 comune era l’unico nella convenzione di Ginevra che trattava dei conflitti interni.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Diritto internazionale
-
Diritto Internazionale completo
-
Diritto internazionale completo
-
Diritto Internazionale - Corso Completo