Diritto internazionale
La definizione di diritto internazionale dipende dalla teoria del diritto a cui si aderisca. In linea preliminare:
- Diritto pubblico: insieme di regole di condotta i cui soggetti portatori di pretese e obblighi sono gli Stati.
- Diritto privato: insieme di norme di un determinato ordinamento giuridico disciplinante giurisdizioni derivanti dalla coesistenza di più sistemi giuridici nazionali e distinti.
Ovviamente, il concetto di diritto internazionale presuppone necessariamente "l'esistenza di una società internazionale" dove per internazionale intendiamo il riferimento alla complessità degli stati. Invece, universale riguarda tutta l’umanità, qualcosa di vincolante per tutti gli individui.
Le origini della moderna società internazionale
La maggioranza della dottrina concorda nell’individuare l’inizio della società internazionale tra il XV e il XVII secolo, con il passaggio dallo stato patrimoniale feudale (gerarchico) allo stato sovrano e indipendente (rapporto paritario). Questo passaggio è avvenuto quando, dopo l’ultimo tentativo di ripristinare la potestà del Sacro Romano Impero (fallito) e il conseguente scoppio della guerra dei trent’anni, gli stati europei firmarono la Pace di Westfalia (1648).
La moderna società internazionale si espande soprattutto con la decolonizzazione (dopo le due guerre mondiali), avvenuta grazie anche all’ONU. La Carta delle Nazioni Unite (San Francisco, 1945) dispone, sin dall'inizio dell'organizzazione, il principio dell’uguaglianza dei diritti dei popoli. Nondimeno, quei territori la cui popolazione non ha ancora raggiunto l'autonomia dipendono da un'amministrazione degli Stati membri. Solo nel 1960, l'Assemblea Generale (organo plenario dell'ONU con funzione di rappresentanza degli stati membri) ha dichiarato che ciò è contrario alla Carta delle NU. Si dispone, invece, che la condizione di autogoverno viene raggiunta da un territorio tramite:
- Costituzione in uno stato sovrano indipendente;
- Associazione con uno o più stati indipendenti;
- Integrazione con uno o più stati indipendenti.
A questo punto, nella società di stati sovrani e indipendenti, gli stessi rifiutano di riconoscere sopra di loro alcuna autorità. Alcune caratteristiche per riassumere la situazione:
- Non esiste un legislatore sovraordinato ai soggetti della società;
- Le norme derivano dalla consuetudine (formazione spontanea e volontaria);
- Non esistono organi di tipo esecutivo.
Un sistema così primitivo può essere un ordinamento giuridico?
Dottrina classica (comunità → diritto)
La prima dottrina che si occupa (XV sec) di definire l'origine del fenomeno giuridico è quella classica. Paolo fa riferimento a due principi fondamentali che risalgono all'età dei romani:
- Ius naturae: ovviava alla mancanza di un’autorità superiore imponendosi come ordine razionale naturale (Pufendorf).
- Ius gentium: fenomeno giuridico caratterizzato da norme comuni adottate da tutte le genti. Ugo Grozio, autore del “De iure belli ac pacis”, afferma la giuridicità del diritto come dover essere, imposto dalla razionalità comune a tutti gli uomini (definita dalla necessità).
Jean Jacques Burlamaqui riconduce invece lo ius gentium nello ius naturae perché le “Lois des Gents” nascono dalla razionalità umana e pertanto sono immutabili. A parte Grozio, che considera la ragione indipendente da Dio, il concetto dipende da principi morali e divini. Per questo motivo, la teoria non è dimostrabile. Entra in gioco il positivismo.
Il positivismo (diritto → comunità)
Il positivismo statuale considera la fonte sovrana unica e centrale come elemento caratterizzante del fenomeno giuridico: la coercibilità. Esponente di questa teoria è John Austin. Il diritto, quindi, presenta quelle norme che un sovrano politico impone ai suoi subordinati con la forza. Le norme sono sanzionabili in quanto obbligatorie. Mancando però questo sovrano politico, le norme non sono vere norme giuridiche ma regole di moralità positiva.
Il positivismo volontaristico, rappresentato da Heinrich Triepel e Dionisio Anzilotti, individua quel superiore politico nella volontà collettiva degli stati, che dipende dal trattato tra questi stati = Vereinbarung. Anche questa teoria, però, è facilmente criticabile perché, secondo il principio di uguaglianza degli stati, ci dovrebbero essere tanti sistemi giuridici quanti trattati. Infatti, essendo... (testo interrotto).
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