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Diritto internazionale

Il diritto internazionale può essere definito come il diritto della comunità degli stati: un insieme di norme che creano diritti ed obblighi in capo agli stati. È l'ordinamento della comunità degli stati, composto da regole che gestiscono la vita dei consociati legati da un patto interno chiamato costituzione. Le regole che gli stati sono riusciti a darsi per coesistere il più pacificamente possibile e per collaborare tra di loro regolano i rapporti fra stati, indicando che le norme internazionali si indirizzano in linea di massima agli stati, creando diritti ed obblighi per questi ultimi. Tuttavia, regola anche i rapporti tra individui: non si limita a materie attinenti ai rapporti interstatali ma tende a disciplinare rapporti interni alle varie comunità.

Norme internazionali e trattati

La maggior parte delle norme internazionali, soprattutto quelle scritte come i trattati e i patti, riguardano i singoli. Un esempio è il diritto di entrare in un paese solo con la carta di identità, che deriva da un accordo tra quel paese e l’UE. La Corte europea dei diritti dell’uomo è considerata un fiore all’occhiello di civiltà; punì l’Italia per la gestione del G8 di Genova e permise di affiggere i crocifissi.

Nel diritto internazionale si ragiona con 194 stati. Esistono regole del diritto internazionale che non sono scritte ma valgono per tutti gli stati della comunità internazionale; ci sono anche regole che discendono dai trattati e regolano solamente i rapporti fra gli stati firmatari. Prima si verifica se ci sono delle regole che valgono per tutti, e successivamente se esistono trattati. Se uno stato ha un certo diritto, un altro stato ha il dovere di mettere in atto un comportamento che salvaguardi questo diritto.

Giudici e autotutela

Chi può ergersi come giudice e giustiziere in caso di violazione dei diritti? Si parla di automisura/autotutela (il vecchio occhio per occhio, dente per dente) - lo stato offeso ha diritto di reagire contro lo stato offensore. Non si parla di reagire con la forza. L’altro stato ha il dovere di rispettare il diritto di altri stati.

Il diritto internazionale è chiamato anche diritto internazionale pubblico, in contrasto con il diritto internazionale privato. Questo è formato da norme statali che delimitano il diritto privato di uno stato, stabilendo quando esso va applicato e quando invece i giudici di quello stato sono tenuti ad applicare norme di diritto privato straniero. Vi rientrano anche tutte le norme che delimitano verso l’esterno i rami pubblicistici dell’ordinamento statale.

Diritto internazionale classico

Tale distinzione (pubblico e privato) ha senso solo con riguardo all’ordinamento statale. Si tratta di un diritto antico, per certi versi e in certi settori. I vecchi settori del diritto internazionale classico riguardavano la vita diplomatica, il diritto del mare e qualche regola sullo straniero; era qualcosa che apparteneva ad un altro sovrano e bisognava restituirlo meno danneggiato possibile, preservarlo.

Nella guerra, il diritto internazionale fu un catalizzatore per quanto riguarda la tecnologia, fissando regole che rendano meno atroci le guerre. La funzione normativa del diritto internazionale include il distinguere fra diritto internazionale generale e diritto particolare, tra norme che si indirizzano a tutti gli stati e quelle che vincolano una stretta cerchia di soggetti, di solito i soggetti che hanno partecipato direttamente alla loro formazione.

Alle norme di diritto generale fa riferimento l’art. 10 della Costituzione italiana. Tali norme generali sono le norme consuetudinarie, formatesi nell’ambito della comunità attraverso l’uso: si può affermare la loro esistenza se si dimostra che esse corrispondono a una prassi costantemente seguita dagli stati.

Regole particolari e organizzazioni internazionali

Le norme di diritto internazionale particolare o pattizio sono poste da accordi (o patti, convenzioni, trattati) internazionali che vincolano solo gli stati contraenti. Costituiscono la parte più rilevante del diritto internazionale. L’accordo internazionale è subordinato alla consuetudine: la norma internazionale pacta sunt servanda ha natura consuetudinaria.

Al di sotto degli accordi si trovano i procedimenti previsti da accordi (fonti del terzo grado): costituiscono fonti di diritto internazionale particolare e traggono la loro forza dagli accordi internazionali che li prevedono, vincolando solo gli stati aderenti. Gli atti delle organizzazioni internazionali hanno una funzione di accertamento giudiziario, prevalentemente arbitrale.

Arbitrato e giurisdizione internazionale

L’arbitrato poggia sull’accordo tra le parti, accordo diretto a sottoporre la controversia a un determinato giudice. Non mancano istanze giurisdizionali istituzionalizzate - tribunali permanenti istituiti da singoli trattati (anche in questi casi il fondamento della competenza del giudice resta pattizio). Nel diritto internazionale, la Corte internazionale di giustizia agisce come arbitro. Non esiste un giudice pre-costituito: gli stati sono legislatori, giudici e in grado di sanzionare.

Autotutela e osservanza del diritto internazionale

La funzione di attuazione coattiva delle norme è quasi tutta riportabile alla categoria dell’autotutela. Ciò che si nega è che si tratti di un vero e proprio fenomeno giuridico, capace di imporsi in modo continuo ed efficace al singolo stato. L’osservanza del diritto internazionale riposa sulla volontà degli operatori giuridici interni, diretta ad utilizzare gli strumenti che lo stesso diritto statale offre a garanzia di siffatta osservanza - far prevalere per questa via le istanze internazionalistiche su quelle nazionalistiche.

La comunità internazionale nel suo complesso non dispone di mezzi giuridici per reagire efficacemente e imparzialmente in caso di violazione di norme internazionali. Ciò che occorre superare è però l’idea di arbitrio del singolo stato (la sua libertà di sciogliersi in ogni momento da qualsiasi impegno internazionale) - insita anch’essa nella teoria dell’autolimitazione: una corretta amministrazione del diritto interno dello stato costituisce l’unica remora efficace, dal punto di vista giuridico, all’esercizio di un simile arbitrio.

Il ruolo della cooperazione del diritto interno è cruciale per la comunità degli stati, così come si è evoluta con la Pace di Vestfalia, da cui sono nati gli stati nazionali. È difficile trovare un settore in cui il diritto internazionale non sia penetrato. Il diritto internazionale è riuscito a regolamentare tutta l’attività dello stato; in altri settori, è penetrato meno.

Comunità internazionale

La comunità internazionale è un insieme di stati ed altri enti (assimilanti agli stati, come organizzazioni internazionali e la Santa Sede) che intrattengono relazioni disciplinate da norme giuridiche (diritto internazionale). È una comunità primitiva - gli stati si fanno le regole, se le fanno rispettare, giudicano quando c’è stata violazione e decidono la sanzione. Le regole sono fatte dagli stati per gli stati.

I caratteri della comunità internazionale includono la coesistenza di una pluralità di stati sovrani: soggetti effettivi ed indipendenti. Essa è una realtà sociale a carattere universale, con un universalismo ampliato della decolonizzazione, che ha visto un aumento dei membri dovuto alla decolonizzazione stessa. È una società anarchica, senza una propria struttura istituzionale.

Tendenze evolutive e società delle nazioni

La politica infierisce sulla coesistenza e sul rispetto della comunità internazionale senza che essa abbia saputo affrontare. Non ci sono strutture di garanzia come all’interno dei singoli paesi, né poteri di mostrare contrappesi o garanzie che consolidino l’affermazione del diritto. Quindi, può esserci una prevalenza del più forte, con la politica che infierisce.

Le attuali tendenze evolutive includono il divieto dell’uso della forza e lo sviluppo dei diritti dell’uomo, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. C’è una maggiore consapevolezza della tutela dell’ambiente, con i maggiori paesi che hanno inquinato e chiedono ai più deboli.

La Società delle Nazioni era un’organizzazione internazionale di natura politica, mirante a far coesistere pacificamente gli stati. Negli anni '30, il delegato della Germania nazista sosteneva che ciò che lo stato tedesco faceva all’interno dei propri confini, soprattutto sui cittadini, erano affari interni e non doveva ingerirsi.

Eventi storici e responsabilità degli stati

Il disastro di Chernobyl del 1986 ha mostrato come gli stati limitrofi dell’allora Unione Sovietica siano stati colpiti dalla nube tossica senza avviso, poiché si riteneva che ciò che lo stato faceva all’interno dei propri confini, specialmente in un’attività industriale pacifica, fosse un affare interno. Oggi, è difficile dire che il diritto internazionale non penetra nei settori della vita degli stati; oggi lo stato è responsabile per l’inquinamento.

I padri fondatori della CECA, istituito con il Trattato di Parigi del 1951, hanno avuto un’idea vincente portando la Germania a collaborare dal punto di vista economico per evitare la terza guerra mondiale. Le organizzazioni esistenti devono essere riviste - troppo burocratizzate e "obsolete", ma funzionanti. Gli stati hanno stabilito la loro responsabilità ratificando i trattati. Le organizzazioni chiedono agli stati ciò che questi hanno acconsentito loro di fare ratificando i trattati.

Le minoranze che non si riconoscono negli stati pongono la questione dell’integrità territoriale che non può venir meno. Il Consiglio d’Europa a Strasburgo, che comprende la Russia, la Turchia e i membri dell’Unione Europea, propone agli stati trattati per armonizzare i diritti. I cittadini possono recarsi a Strasburgo e scontrarsi con uno stato, che solitamente è quello di appartenenza, ma non può agire come se fosse un soggetto del diritto internazionale.

Formalità tra stati e auto tutela

Formalmente, gli stati sono tutti uguali: sanno qual è la sfera in cui esercitare la propria sovranità e stimolare la collaborazione. Lo stato offeso si fa tutela da sé: auto tutela. Il ruolo della cooperazione del diritto interno è cruciale se un privato investe in un altro stato. Gli stati A e B stipulano degli accordi in cui vengono date alcune garanzie. Nel momento in cui uno straniero ritiene che il proprio investimento sia stato danneggiato, il primo interlocutore che deve avere è il giudice dello stato in cui l’investimento è stato fatto.

L’applicazione e l’evoluzione del diritto internazionale avviene nel diritto interno. Se il paese dove avviene l’investimento è povero, non può difendersi, e non ci sono strutture che salvaguardino. Se la violazione è perpetrata da uno stato forte, la violazione resta. Gli stati potenti che possano violare la norma non significa che la norma non ci sia. Lo stato è libero da qualsiasi vincolo e non doversi giustificare davanti alla Corte internazionale significherebbe tornare indietro - anarchia.

Soggetti del diritto internazionale

I soggetti del diritto internazionale includono lo stato, le organizzazioni internazionali, altri enti e l'individuo. Lo stato è l’apparato di governo che esercita la sovranità in una determinata sfera spaziale, dove è definito un territorio e una popolazione. Il territorio include la terraferma e i confini; il concetto di frontiera ma anche una parte di terra e anche la parte di atmosfera.

La convenzione di Montevideo sui diritti e doveri degli stati, un trattato firmato nel 1934 alla VII conferenza internazionale degli stati americani, definisce all’art. 1 lo stato come soggetto internazionale quando costituito dai seguenti elementi:

  • Popolo: una popolazione permanente
  • Territorio: un territorio definito
  • Potere di governo (sovranità) esclusivo
  • Capacità di intrattenere relazioni con gli altri stati

Lo stato come apparato governativo è un complesso di autorità che detengono la sovranità. Tutto ciò che viene fatto, a qualsiasi livello, viene svolto a livello statale, e può far sorgere la responsabilità dello stato. Tutti quelli che partecipano alla sovranità dello stato partecipano alla formazione dello stato come soggetto del diritto internazionale.

Sovranità e governo

La sovranità è il potere di comando strettamente collegato a quello politico. È un principio di natura politica costitutivo della personalità giuridica dello stato, soggetto di diritto internazionale. Sul piano interno, si manifesta nel potere dello stato di fare le regole e di essere l’unico detentore della forza per farle rispettare. Sul piano esterno, essere sovrani determina una situazione almeno formale di eguaglianza fra tutti gli stati.

La coesistenza degli stati è regolata dal diritto internazionale. Oggi la norma sulla sovranità territoriale è intesa come diritto dello stato all’esercizio della giurisdizione esclusiva sul territorio e sulla popolazione. Le norme internazionali definiscono le reciproche aree d’azione. L’autorità suprema esercita la forza in base al diritto.

Le norme di diritto internazionale sono finalizzate a regolare l’esercizio del potere di governo. I destinatari di queste norme sono gli organi dello stato che, nel momento in cui violano queste norme, fanno sorgere la responsabilità internazionale dello stato.

Organi di governo e territorio

Gli organi di governo includono tutti quelli che partecipano all’esercizio della sovranità. Viene deciso dallo stesso stato; gli altri stati non possono che prenderne atto. Se una persona compie un crimine ed è un organo dello stato, deve rispondere allo stato a cui appartiene.

Il concetto di territorio è complesso, includendo frontiere marittime, zona di sorvolo, e autorizzazioni di esercitare proprie funzioni sovrane sul territorio di un altro stato. La convenzione di Montevideo definisce i requisiti per lo stato come soggetto internazionale, includendo popolo, territorio, potere di governo, e capacità di relazioni.

Effettività e indipendenza degli stati

I requisiti affinché lo stato diventi soggetto di diritto internazionale includono l’effettività: esercizio effettivo del potere di governo. È il potere di fare le regole e la forza per farle rispettare. Lo stato deve essere in grado di governare e amministrare in modo organizzato una comunità stanziata su un determinato territorio.

Viene negata la soggettività dei governi in esilio e delle organizzazioni, fonti o comitati di liberazione nazionale che abbiano sede in un territorio straniero. L’indipendenza o sovranità esterna è necessaria, con una costituzione propria, in grado di esercitare la sovranità senza dipendere da un altro stato.

I governi fantocci, come la Repubblica Turca di Cipro del Nord o la Repubblica di Salò, non sono soggetti di diritto internazionale. L’indipendenza può essere dannosa se si trasforma in totale ingerenza, come nel caso degli stati falliti (es. Somalia), che non sono riusciti ad avere un governo che rispondesse ai requisiti di effettività e indipendenza.

Ammissione nella comunità internazionale

L’ammissione automatica nella comunità internazionale riguarda lo stato che governa con effettività ed indipendenza. L’ammissione è automatica nonostante gli altri non sia considerato.

Problemi di soggettività internazionale

La soggettività internazionale degli stati federati è un tema complesso. La soggettività appartiene allo stato federale, e le funzioni che hanno rilevanza a livello internazionale dipendono dalla costituzione federale. Il valore del riconoscimento è un altro elemento di discussione.

Il riconoscimento è un atto lecito di natura politica, non costitutivo della personalità dello stato. Uno stato riconosce un altro stato dimostrando la disponibilità a relazionarsi nei diversi settori con questo nuovo stato. È un atto meramente lecito, e meramente lecito è il non-riconoscimento; entrambe non producono conseguenze giuridiche.

Il riconoscimento appartiene alla sfera della politica: esso rivela null’altro che l’intenzione di stringere rapporti amichevoli, di scambiare rappresentanze diplomatiche. La maggiore o minore intensità che si intende imprimere alla collaborazione viene di solito sottolineata rispettivamente con la formula del riconoscimento de jure (pieno) e quella del riconoscimento de facto.

Le relazioni con un nuovo stato dipendono da una scelta di natura politica e non giuridica. Molti non riconoscono lo stato di Israele ma lo stato di Israele esiste. Il riconoscimento incide significativamente sulla nuova entità, agevolando la partecipazione alle relazioni internazionali e consolidando il controllo effettivo del territorio, favorendo così l’espressione della sovranità interna ed esterna.

Quando uno stato nuovo nasce per smembramento di uno stato federale, gli stati federati diventano indipendenti. La Russia viene riconosciuta come successore dell’Unione Sovietica; la Serbia riconosciuta dopo 10 anni.

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

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