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Diritto dell'unione europea

Diritto dell'unione europea, diritto uniorale, e diritto comune sono sinonimi, mentre diritto europeo fa riferimento al diritto internazionale. Con diritto comunitario si fa riferimento al diritto antecedente al 2010.

Le tre comunità europee

  • CECA, comunità del carbone e dell'acciaio firmata a Parigi il 18 aprile 1951 ed entrata in vigore il 23 luglio 1952;
  • CEE, comunità economica europea firmata a Roma il 25 marzo 1957 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1958;
  • CEEA o EURATOM, comunità dell'energia atomica firmata a Roma il 25 marzo 1957 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1958.

Si tratta di tre trattati istitutivi dell'unione europea. Sono indicate due date: la data dell'apposizione della firma e la data dell'entrata in vigore. Ogni stato prevede procedure diverse per quanto concerne la ratifica. In Italia il Parlamento adotta una legge ordinaria contenente il testo del trattato.

Queste tre comunità nascono in conseguenza alla prima metà del '900, a seguito delle due guerre mondiali che hanno portato a una divisione dell'Europa. L'idea alla base delle tre comunità è quella di ricostruire in maniera ordinata l'Europa e di riunirla.

Tra il 1945 e il 1949 nascono le prime organizzazioni internazionali. Nel 1949 nasce l'Alleanza Atlantica in materia di sicurezza, successivamente venne allargata ad altri stati attraverso il Patto Atlantico del 1949 e la NATO. Nel 1949 nasce il Consiglio d'Europa e nel 1950 la Corte europea dei diritti dell'uomo con la convenzione dei diritti dell'uomo. Nel 1948 nasce il BENELUX, dato dall'unione del Belgio, Olanda e Lussemburgo. Queste organizzazioni non erano in grado di rispondere in maniera soddisfacente e per reazione nascono nel 1951 le comunità europee.

Il metodo intergovernativo

Alla base delle organizzazioni internazionali abbiamo un metodo intergovernativo. Gli stati mantengono la loro piena sovranità e di conseguenza le organizzazioni internazionali non posseggono organi indipendenti. Tutte le decisioni vengono prese all'unanimità; ogni stato ha un potere di veto e in questo modo con la sua opposizione può impedire l'adozione della decisione, il che fa sì che siano poche le decisioni prese, e questo può frenare la realizzazione dei progetti comuni.

L'assenza di istituzioni indipendenti che non potevano fungere da arbitri e quindi cercare di superare gli antagonismi nazionali, conduceva alla paralisi del processo decisionale. Si inizia così a pensare a qualcosa di alternativo e Robert Schuman, ministro degli affari esteri francesi e uno dei padri fondatori dell'Unione Europea, il 9 maggio 1950 pronuncia la dichiarazione che prende nome dal suo cognome dove propone a sei stati europei, ovvero Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo e Olanda, di impegnarsi in un processo di integrazione e non più di una sola e semplice cooperazione. Nessuno mai prima d'ora aveva pensato al concetto di integrazione. Il 9 maggio infatti è considerata la festa d'Europa.

Il metodo comunitario

Si passa quindi da un metodo integrativo a un metodo comunitario. Gli stati cedono parte della sovranità nazionale alle istituzioni comuni e indipendenti, tali istituzioni hanno un potere di decisione, adottano atti vincolanti e direttamente applicabili. Il metodo di decisione è a maggioranza qualificata, il voto viene ponderato a seconda del numero di cittadini appartenenti a un determinato stato. La questione importante è che tutto questo avviene solamente cinque anni dopo la Seconda Guerra Mondiale e soprattutto è la Francia a tendere la mano verso la Germania.

CECA

Viene firmato il trattato di Parigi e entra in vigore nel 1952 (CECA). Si tratta di un trattato di integrazione settoriale perché riguarda il ramo del carbone e dell'acciaio che erano alla base dell'economia degli stati; venivano così condivisi i metodi di produzione e di vendita del carbone e dell'acciaio. Il trattato è stato firmato dai sei stati membri e fondatori, ovvero Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda e Belgio.

La Commissione è oggi Alta Autorità, è costituita dai rappresentanti degli stati membri e ha potere decisivo e gestionale. Le decisioni prese dalla Commissione sono sottoposte al controllo ex ante dall'Assemblea comune, oggi Parlamento europeo, e al controllo giurisdizionale ex post dalla Corte europea di giustizia. Il Parlamento europeo e la Corte di giustizia pur essendo costituite da rappresentanti degli stati membri sono indipendenti dagli stati stessi.

Il Consiglio è un organo intergovernativo che riunisce i ministri degli stati membri e ha potere consultivo. Già nel 1950 il Regno Unito era restio alla Comunità, infatti non fa parte inizialmente degli stati membri.

CED

Nel 1952 si vuole compiere un ulteriore passo e si vuole attuare un'integrazione militare. Siamo nel periodo della guerra fredda e gli USA fortificano la forza armata a Berlino. Di risposta i paesi europei creano un trattato per controllare la Germania e nel 1950 la Francia propone l'idea di un'armata comune posta sotto il controllo del ministro della difesa e nel 1952 nasce la CED, ovvero la comunità europea della difesa. Questo progetto fallisce per un ripensamento della Francia che non appose la firma per la ratifica. Oggi l'indebolimento della NATO dovrebbe portare a un rafforzamento dell'integrazione militare a livello europeo.

CEE

Paul Henri Spaak, politico belga, inizia a elaborare trattati per la creazione di un mercato comune e un'integrazione nel settore nucleare. Il Regno Unito partecipa alle prime riunioni ma decide successivamente di ritirarsi perché il trattato era troppo integrazionista.

La Comunità Economica Europea (CEE) nasce dal trattato che viene firmato a Roma, entrato in vigore nel 1958 dai sei stati fondatori, si tratta di un trattato non più settoriale ma di portata generale. Gli obiettivi:

  • Mercato unico basato sulle quattro libertà di circolazione, delle persone, delle cose, dei capitali e dei servizi;
  • Abolizione delle dogane;
  • Costruzione di politiche comuni, come la politica agricola.

Tali obiettivi sono realizzati attraverso l'attività delle istituzioni comuni, ha un metodo comunitario. Le istituzioni comuni sono il consiglio, la commissione, l'assemblea comune e la corte europea di giustizia.

CEEA o EURATOM

Il trattato è stato siglato a Roma dai sei stati fondatori ed è entrato in vigore nel 1958, si tratta di un testo settoriale sull'energia atomica. Gli obiettivi erano:

  • Fare energia atomica per un'indipendenza energetica europea;
  • Ricerca nucleare civile;
  • Sicurezza sulle centrali nucleari;
  • Uso pacifico del nucleare.

I trattati oggi in vigore

  • TUE trattato sull'unione europea formato da art. 55;
  • TFUE trattato sul funzionamento dell'unione europea formato da art. 358.

Art.2 TUE. L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini. L’art.2 individua i valori su cui si basa l’unione europea.

Art. 3 TUE

  • 1. L'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli.
  • 2. L'Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l'asilo, l'immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest'ultima.
  • 3. L'Unione instaura un mercato interno basato su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L'Unione combatte le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la solidarietà tra gli Stati membri. Essa rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica.
  • 4. L'Unione istituisce un'unione economica e monetaria la cui moneta è l'euro.
  • 5. Nelle relazioni con il resto del mondo l'Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all'eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani.

L’art. 3 individua gli obiettivi che l’UE si pone.

Art. 6 TUE

  • 1. L'Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati.
  • 2. L'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU).
  • 3. I diritti fondamentali, garantiti dalla CEDU e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell'Unione in quanto principi generali.

L’art. 6 tratta della tutela dei diritti fondamentali dell’unione europea.

Il TUE è una sorta di costituzione dell'unione, mentre il TFUE fa riferimento proprio al funzionamento. Di seguito degli esempi:

Articolo 1 TFUE: 1. Il presente trattato organizza il funzionamento dell'Unione e determina i settori, la delimitazione e le modalità d'esercizio delle sue competenze.

Titolo I – Categorie e settori di competenza UE - Articolo 3

  • 1. L'Unione ha competenza esclusiva nei seguenti settori: a) unione doganale; b) definizione delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno; c) politica monetaria; d) conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica comune della pesca; e) politica commerciale comune.

Parte sesta - Disposizioni istituzionali

Titolo I Disposizioni istituzionali - Capo 1 - Le istituzioni – Articoli 223-287

La differenza tra gli obiettivi tra la comunità europea e l'unione europea

Obiettivi trattati istitutivi CEE Obiettivi trattati UE
1) Mercato unico (4 libertà di circolazione) 1) Promuovere la pace, i suoi valori
2) Abolizione dogane 2) Spazio di libertà, sicurezza e giustizia
3) Costruzione politiche comuni 3) Un mercato interno
4) Combatte le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore
5) Rispetta diversità culturale e linguistica
6) Nelle relazioni con il resto del mondo afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuisce alla pace, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli e alla tutela dei diritti umani

Art. 6 TUE

  • 1. L'Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati.
  • 2. L'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU).
  • 3. I diritti fondamentali, garantiti dalla CEDU e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell'Unione in quanto principi generali.

La carta dei diritti fondamentali (Carta di Nizza) è stata firmata il 7 dicembre del 2000 e rappresenta la fusione dei diritti interni dei singoli stati. Viene solennemente adottata dai capi di stato e di governo dell’UE, essa riconosce una serie di diritti personali, civili, politici, economici e sociali dei cittadini e dei residenti dell’UE.

Trattati di revisione – Modifiche oggettive dei trattati

I trattati di revisione portano alla revisione dei trattati istitutivi, ad esempio:

  • Atto Unico Europeo, AUE firmato il 17 febbraio 1986 ed entrato in vigore il 1° luglio 1987;
  • Trattato sull’unione europea (di Maastricht) firmato il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1° novembre 1993;
  • Trattato di Amsterdam, firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1° maggio 1999;
  • Trattato di Nizza, firmato il 26 febbraio 2001 ed entrato in vigore il 1° febbraio 2003;
  • Trattato sulla costituzione europea, firmato a Roma il 29 ottobre 2004 ma non è entrato in vigore;
  • Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009.

I trattati di revisione richiedono la ratifica da parte degli stati. La modifica dei trattati può essere una risposta a diverse situazioni:

  • A una situazione di crisi; Esempio. Sedia vuota e compromesso di Lussemburgo. Nel 1965 abbiamo la prima grossa crisi istituzionale europea. Il generale francese De Gaulle lascia la sedia vuota in camera di Consiglio, questa decisione equivale al potere di veto e va a paralizzare qualsiasi decisione. I motivi erano che dal 31 dicembre 1965 le modalità di voto sarebbero passate dall’unanimità alla maggioranza qualificata. Il secondo problema erano i rapporti tra il Consiglio e la Commissione europea che aveva il compito di dare esecuzione alle decisioni prese dal Consiglio, mentre De Gaulle voleva che il compito di decisione fosse affidato esclusivamente al Consiglio. Gli stati così cercarono di convincere il generale e così giunsero al compromesso di Lussemburgo dove si posticipa questa decisione di qualche tempo. Il problema è stato risolto con l’Atto Unico Europeo (AUE) nel 1986.
  • Alla volontà di migliorare il sistema dell’unione europea e di adattarlo ai cambiamenti; Esempio. Nel 2004 è avvenuto l’allargamento del sistema a 10 nuovi stati e questo ha portato a cambiamenti nel sistema per prendere decisioni.
  • All’insorgere di nuove ambizioni per l’unione europea. Esempio. Il trattato di Maastricht introduce la tutela dei diritti fondamentali, all’art. 6 introduce la PESC (politica estera di sicurezza comune), introduce la cittadinanza europea e determina la libera circolazione europea.

Le modifiche dei trattati sono regolate dall’art. 48 del TUE.

Art. 48 TUE

  • 1. I trattati possono essere modificati conformemente a una procedura di revisione ordinaria... procedure di revisione semplificate.
  • 2. Il governo di qualsiasi Stato membro, il Parlamento europeo o la Commissione possono sottoporre al Consiglio progetti intesi a modificare i trattati. Tali progetti possono, tra l'altro, essere intesi ad accrescere o a ridurre le competenze attribuite all'Unione nei trattati. Tali progetti sono trasmessi dal Consiglio al Consiglio europeo e notificati ai parlamenti nazionali.
  • 3. Qualora il Consiglio europeo, previa consultazione del Parlamento europeo e della Commissione, adotti a maggioranza semplice una decisione favorevole all'esame delle modifiche proposte, il presidente del Consiglio europeo convoca una convenzione composta da rappresentanti dei parlamenti nazionali, dei capi di Stato o di governo degli Stati membri, del Parlamento europeo e della Commissione.
  • 4. Una conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri è convocata dal presidente del Consiglio allo scopo di stabilire di comune accordo le modifiche da apportare ai trattati. Le modifiche entrano in vigore dopo essere state ratificate da tutti gli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali.

Modifiche soggettive dei trattati

Gli allargamenti dell’Unione Europea sino ad oggi. La candidatura del Regno Unito è stata richiesta nel 1961 e nel 1973 è divenuto a far parte. Questo è accaduto anche per i membri dell’Europa dell’est dove l’adesione è stata richiesta nel 1994 ed è accettata nel 2004. Le ragioni della lunghezza della procedura di adesioni sono diverse. Nel caso del UK il problema riguardava le divergenze politiche. Nel ’61 il Regno Unito aveva posto una serie di condizioni agli altri membri, ovvero voleva mantenere una posizione privilegiata con gli Stati Uniti. Nel 1963 il generale De Gaulle decide di chiudere le trattative con il Regno Unito e la richiesta viene ripresentata e nuovamente rifiutata dalla Francia. Il 22 gennaio 1972 firmata adesione del Regno Unito che diventerà stato membro il 1° gennaio 1973, l’adesione è venuta meno con la BREXIT.

Le condizioni di adesione per nuovi stati membri sono dettate all’art. 49 TUE.

Art. 49 TUE Ogni Stato europeo che rispetti i valori di cui all’articolo 2 TUE e si impegni a promuoverli può domandare di diventare membro dell'Unione. I criteri deducibili sono:

  • Il criterio giuridico è collegato alla parola stato, ovvero la domanda deve essere presentata da stati.
  • Il criterio geografico si ricollega alla parola europeo, deve trattarsi di uno stato europeo. Esempio. 1985 candidatura per divenire parte dell’UE presentata dal Marocco, gli stati europei rifiutano perché non fa parte del continente europeo. Turchia presenta candidatura negli anni ’80, viene ritenuto un paese europeo perché si dice che basta che una piccola parte del territorio sia nel continente europeo per entrare a far parte.
  • Il criterio politico secondo cui lo stato deve rispettare...
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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silvia.79.56. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Crespi Serena.
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