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Diritto della previdenza sociale - sistema pensionistico Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto della previdenza sociale per l'esame del professor Massara che descrive argomenti quali: tutela della vecchiaia e dell'anzianità , prestazioni pensionistiche prima della riforma Fornero , la riforma Fornero (legge 214/2012) , nuovi requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia , anzianità contributiva , calcolo pensione , tutela previdenziale , pensione anticipata. Vedi di più

Esame di Diritto della previdenza sociale docente Prof. G. Sigillò Massara

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ESTRATTO DOCUMENTO

Alcune deroghe ai nuovi requisiti

La riforma non si applica a:

coloro che hanno conseguito il diritto ad una prestazione

pensionistica entro il 31 dicembre 2011

lavoratori addetti ad attività usuranti (d.lgs. 67/2011)

pensioni in totalizzazione

entro un determinato limite numerico stabilito dal Ministero

del lavoro, ai lavoratori in mobilità, mobilità lunga, titolari di

prestazioni a carico dei fondi di solidarietà, incentivati

all’esodo sulla base di accordi collettivi o individuali (max 2

anni dalla pensione), autorizzati alla contribuzione volontaria

ulteriori deroghe sono previste per i lavoratori nati nel

1951/52 che avrebbero maggiormente subito gli effetti della

riforma (con uno “sconto” sull’età di accesso di 1/2 anni)

Il calcolo della pensione

A seguito della riforma Fornero l’importo della pensione è

dato dalla somma

Quota Quota

retributiva contributiva

(sino al 31.12.2011 o (dal 1.1.2012 o dal

sino al 31.12.1995) 1.1.1996)

Il calcolo della pensione: la quota retributiva

Gli elementi di computo del trattamento pensionistico

sono:

l’anzianità contributiva

• la retribuzione pensionabile

• l’aliquota di rendimento

ANZIANITÀ CONTRIBUTIVA: è espressa in settimane ed si sostanzia nel

numero di contributi versati o accreditati figurativamente. L’anzianità

massima considerata dall’ordinamento è pari a 40 anni

RETRIBUZIONE PENSIONABILE: è la media delle retribuzioni percepite

durante la vita lavorativa su cui si calcola la pensione

ALIQUOTA DI RENDIMENTO: esprime il rapporto tra pensione e retribuzione

in ragione d’anno di anzianità contributiva ed è pari al 2% per le retribuzioni

che non superano un certo importo (poi è via via decrescente)

Per cui

Pr = R x An x Al

dove

Pr è la pensione retributiva

R, la retribuzione pensionabile

An, l’anzianità contributiva (min. 20 anni, max. 40 anni)

Al, l’aliquota di rendimento (pari, di norma, al 2%)

Per cui un lavoratore con 35 anni di anzianità contributiva

avrà una pensione pari a circa il 70% della retribuzione pensionabile

(Pr = R x 35 x 2% = 70%R)

L'importo della pensione con il sistema retributivo si compone

di due quote:

Quota A, determinata sulla base dell'anzianità contributiva

• maturata al 31 dicembre 1992 e sulla media delle retribuzioni

(o redditi per i lavoratori autonomi) dei 5 anni

immediatamente precedenti la data di pensionamento

Quota B, determinata sulla base dell'anzianità contributiva

• maturata dal 1° gennaio 1993 alla data di decorrenza della

pensione e sulla media delle retribuzioni/redditi dell’intera

vita lavorativa

Il calcolo della quota contributiva

Gli elementi per il calcolo della pensione contributiva

sono due:

il montante contributivo

• il coefficiente di trasformazione

MONTANTE CONTRIBUTIVO

Si tratta della somma dei contributi IVS versati durante l’intera vita lavorativa

(per il lavoro dipendente il 33% della retribuzione imponibile), entro un

massimale contributivo (per il 2010, pari a 92.147 Euro)

È un accantonamento solo “virtuale” (i contributi versati sono utilizzati per

pagare le pensioni in essere)

Ogni anno il montante accumulato è rivalutato secondo un tasso di

rendimento pari all’andamento quinquennale del PIL

COEFFICIENTE DI TRASFORMAZIONE

È un coefficiente che consente la trasformazione del montante contributivo

accumulato (uno in pensione (un flusso)

stock)

È diversificato in ragione dell’età di pensionamento ed esprime l’attesa di vita del

pensionato e, quindi, il periodo presuntivo di godimento della pensione

È soggetto a revisione ogni tre anni ad opera di una Commissione di esperti (l.

247/2007). La riforma Fornero, però, ha previsto che gli aggiornamenti dei

coefficienti di trasformazione in rendita, successivi a quello decorrente dal

1° gennaio 2019, siano effettuati con periodicità biennale.

Età Coefficienti 1995 Coefficienti 2010 Coefficienti 2013

57 4,720 % 4,419 % 4,304 %

… … … …

65 6,136 % 5,620 % 5,435 %

66 -- -- 5,624 %

… -- -- …

70 -- -- 6,541 %

Per cui

Pc = Mo x Ct

dove

Pc è la pensione contributiva

Mo, è il montante contributivo

Ct, il coefficiente di trasformazione L’importo della pensione, quindi, dipende dall’importo dei

contributi versati durante la vita lavorativa,

nonché dall’età in cui il lavoratore accede alla pensione

La pensione adeguata nel sistema contributivo

Il tasso di sostituzione esprime il rapporto fra l’importo della prima rata annua

di pensione ed il livello dell’ultima retribuzione annua

Per un lavoratore che nel 2040 accede alla pensione a 67 anni con

un’anzianità contributiva di 37 anni, i dati della Ragioneria generale dello

Stato (2011) indicano con riferimento alla pensione contributiva una tasso di

sostituzione pari • al 63,2% per il lavoro subordinato

• al 39,4% per il lavoro autonomo (età 68 anni, anzianità 38 anni)

Nel sistema contributivo il secondo pilastro

previdenziale diviene necessario per garantire

l’adeguatezza della prestazione ai sensi dell’art. 38,

comma 2, Costituzione

La tutela previdenziale per i superstiti

La morte dell’assicurato o del pensionato fa venir meno per

i superstiti una fonte di reddito su cui gli stessi avevano

potuto fare riferimento, integralmente o parzialmente, per

la loro sopravvivenza

L’ordinamento riconosce quindi ai superstiti un diritto iure

ad una prestazione, seppure in ragione dei

proprio

requisiti di anzianità contributiva o di diritti riferiti al

soggetto che ha determinato la nascita della fattispecie

previdenziale o pensionistica

L’evento protetto è la morte dell’assicurato o del pensionato.

Nella prima ipotesi viene erogata la pensione indiretta, a condizione che

il dante causa – al momento del decesso – avesse maturato 15 anni di

anzianità contributiva, o, se invalido, 5 anni di anzianità contributiva, di

cui almeno 3 nei 5 anni precedenti alla morte

Nel caso di decesso del pensionato, invece, i superstiti acquisiscono il

diritto alla pensione di reversibilità

Nell’ipotesi in cui l’assicurato muoia senza aver maturato i requisiti

contributivi minimi, l’Inps eroga un’indennità (indennità di

una tantum

morte) a condizione che il defunto avesse almeno 1 anno di

contribuzione nel quinquennio precedente

La pensione ai superstiti spetta:

al coniuge (anche separato ed, in alcuni casi, divorziato, purché non

risposato)

ai figli minorenni ed a quelli viventi a carico sino a 26 anni purché iscritti ad

un corso universitario, o senza limiti di età se inabili

ai nipoti, ai genitori o ai fratelli e sorelle, in caso di vivenza a carico del

deceduto

La vivenza a carico presuppone lo stato di bisogno, la non autosufficienza

economica ed il mantenimento a carico del defunto. La vivenza a carico si

verifica in relazione al reddito percepito dall’avente diritto alla pensione

indiretta o di reversibilità


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto della previdenza sociale per l'esame del professor Massara che descrive argomenti quali: tutela della vecchiaia e dell'anzianità , prestazioni pensionistiche prima della riforma Fornero , la riforma Fornero (legge 214/2012) , nuovi requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia , anzianità contributiva , calcolo pensione , tutela previdenziale , pensione anticipata.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale315 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto della previdenza sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Sigillò Massara Giuseppe.

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