Che materia stai cercando?

Diritto dell Unione Europea Porro

Appunti completi di ogni lezione del prof Giuseppe Porro, vertono su tutti gli argomenti trattati nel programma e sono basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Porro dell’università degli Studi di Torino - Unito. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto dell'Unione Europea docente Prof. G. Porro

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

diventare solo vicesindaco.

Diritto ad una buona amministrazione: ogni persona ha i diritto che ogni cosa

che lo riguardi sia trattato in modo imparziale ed equo ci sono dei criteri di buona

amministrazione mediatore europeo, difensore civico figura tra

l’amministrazione ed il cittadino (anche nella Roma antica, detto defensor

civitatis).

Il mediatore europeo consente questo rapporto diretto tra cittadino ed

amministrazione europea e ci fa capire cos’è la cattiva amministrazione che vale

sia per i rapporti tra il cittadino e l’UE sia all’interno di un paese.

Cattiva amministrazione – cattiva amministrazione nazionale: per l’UE iniquità,

irregolarità, discriminazione, abuso di potere, mancanza di risposta, rifiuto di

informazione.

Diritto di petizione il cittadino che conosce il diritto europeo ha il diritto di

informare l’UE che quel diritto non è in linea con gli altri. modo per avvicinare i

cittadini all’UE ma non è molto conosciuto.

Libera circolazione nei 28 paesi dell’UE, uno degli elementi fondamentali del

mercato interno (merci, servizi, capitali e persone). Una volta si parlava di

‘’lavoratori’’, poi con l’avvento del mercato interno si cominciò a parlare di

persone si può circolare liberamente anche se non si è lavoratori. un lavoratore

che cerca lavoro in uno dei paesi dell’UE che diritti ha? A livello europeo, dal

1957, il lavoratore può muoversi liberamente in cerca di lavoro. Il modello

sociale europeo fondamentale è il ricongiungimento familiare del lavoratore

diritto, una volta che ha trovato lavoro, di portare con sé la famiglia convivente

(anche parenti stretti con cui si ha un rapporto stretto, per esempio suoceri)

concetto ampio di famiglia.

Scelto un modello di integrazione, società è stabile se il lavoratore può

• portare la famiglia e quindi si integra nella società. Non tutti i paesi la

pensano così la Svizzera non sempre consente il ricongiungimento

familiare se non in casi estremi ricongiungimento attuato maggiormente

per i cittadini negli altri Stati.

Quanto posso stare in un paese membro? Necessaria la carta di identità,

nell’area Schengen non serve passare dall’area doganale unico spazio

territoriale europeo interno cancellate fisicamente le frontiere, senza obbligo

di controlli doganali. Schengen può essere disattivato per garantire ordine

pubblico.

26-09

La cittadinanza diritto all’accesso ai documenti, libera circolazione dei

cittadini (da poco in Svizzera c’è stato un referendum contro i frontalieri).

Europa insieme di culture e persone diverse.

Condizioni per poter vivere all’estero 1) reddito minimo (dimostrazione da

parte del cittadino di avere un reddito sociale minimo 498 € al mese); 2)

assicurazione sulle malattie (da noi, in Italia, è pubblica.. in Olanda, per

esempio, è privata); 3) non urtare l’ordine pubblico interno (turbativa

dell’ordine interno azione compiuta da un cittadino che mette in pericolo le

istituzioni dello Stato (tratta delle persone, terrorismo) ma non si può essere

espulsi (se si deve scontare una pena, alla fine, si può ritornare; 4) non

portare una malattia sconosciuta.

Reddito minimo è compatibile con il criterio di cittadinanza

• europea, quindi di libertà di movimento, dover dimostrare di avere

un reddito minimo? La corte di giustizia ha risposto che pretendere

che il cittadino dell’unione europea dimostri la puntuale

rispondenza dei requisiti di reddito non è compatibile con la ratio

ultima del nuovo statuto del cittadino che è quello dell’integrazione

tra i popoli dell’Unione Europea e che non può trovare

mortificazioni in logiche di bilancio, certo degne di tutela ma ne

rispetto di ragionevolezza e proporzionalità.

Se si soggiorna per lungo tempo in un paese dell’unione europea green card

europea (non è il permesso di soggiorno, un atto verso cui l’amministrazione

locale prende atto che io sono residente in quel territorio) se non la richiedo, non

vengo espulso perché è un riconoscimento di un diritto che già ho però posso

essere multato. La carta verde europea non è una concessione, è

semplicemente la presa d’atto di una situazione giuridica già vigente. In America,

invece è un permesso di soggiorno.

Caso della bambina Chen due cinesi di Hong Kong (ha una sua legislazione)

vincono un borsa di studio importantante in un centro di studio inglese. La donna

rimane incinta e scoprono che le conviene andare andare a partorire in Irlanda

Chen, la sua nazionalità dipende da tanti fattori: HK non riconosce lo ius

sanguinis quindi non riconosce la cittadinanza a chi nasce all’estero. L’Irlanda

prevede che se il nascituro non ha la cittadinanza di uno dei due genitori avrà la

cittadinanza inglese (cittadina irlandese). Dopo tre mesi scade il permesso di

soggiorno dei due genitori ma la bambina è cittadina europea la corte di

giustizia afferma che la bambina ha tutto il diritto di rimanere in Europa e quindi

fino a quando la bambina non avrà raggiunto la maggiore età la bambina ha il

diritto di avere i genitori in Gran Bretagna.

Schengen convenzione firmata da vari paesi, però altri sono rimasti fuori come

la Gran Bretagna, Olanda.1) I cittadini possono attraversare i confini senza

controlli se non per casi di emergenza per motivi di ordine pubblico; 2)

collaborazione per inseguire qualcuno di pericolo per l’ordine europeo; 3)

sistema di coordinamento tra gli Stati (‘stato federale’ a cui manca la polizia

federale come FBI); 4) SIS: sistema rapidissimo telematico sulle persone che

chiedono un visto per entrare in Europa.

L’iniziativa legislativa dei cittadini è un metodo democratico per far partecipare i

cittadini all’Unione Europea porsi il problema di chi fa le direttiva in Europa.

Hanno voluto dare ai cittadini dei modi per presentare dei progetti legislativi

sistema complesso: un gruppo di cittadini decide di presentare agli organi dell’UE

una proposta di legge idea di una democrazia diretta: ‘’io presento una possibile

legge’’. Questo gruppo deve essere un progetto che riguarda l’UE quindi deve

avere l’avvallo di 7 paesi dell’Unione Europea. Bisogna raccogliere in Europa

almeno un milione di firme. La proposta va agli organi decisionali europei che

non hanno l’obbligo di portare avanti la proposta ma in quel caso la spinta dai

cittadini è forte.

Cittadini esterni che entrano nei confini nazionali europei politica

dell’immigrazione\ dell’asilo. l’UE impone il rispetto delle condizioni e mette in

atto una serie di norme uniformi delle condizioni che uno stato deve avere per

rilasciare l’asilo politico. Art. 78 paragrafo III quando uno stato è in emergenza

la commissione dovrebbe mettere delle condizioni comuni di assistenza progetti

in cui l’UE dà €€ agli stati che hanno bisogno. L’immigrazione è un problema

diverso chi chiede asilo è un rifugiato politico, chi chiede di entrare lo fa per

motivi economici. l’UE ha dei problemi da gestire in comune, l’UE non gestisce i

visti ecc ma ha posto delle condizioni gestione efficace dei flussi migratori, l’equo

trattamento dei cittadini dei paesi terzi soggiornanti nel paese (la cosa più

importante è che non ci siano discriminazioni negli orari di lavoro ecc),

prevenzione e contrasto della tratta degli immigrati. Art. 79 paragrafo III

possibilità per l’unione di concludere accordi con cittadini dei paesi terzi.

Quali sono i confini politici dell’Unione Europea? I confini politici non esistono

in quanto l’UE non è uno stato, esistono i confini nazionali.

Le regole di accesso e di recesso dall’Unione Europea gli stati membri sono stati

che hanno una situazione costituzionale molto diversa (pluralità di stati). Le

modalità di adesione sono previste dall’Art.49 dell’UE lo stato che richiede

l’adesione pone la sua domanda al consiglio (organo che rappresenta gli stati) e

ci vuole l’unanimità di tutti e ci vuole un parere conforme, rispetto dei principi

fondamentali, c’è un momento in cui lo stato richiedente deve mettersi in linea

con i principi dell’UE e necessità di un periodo di tempo perché lo stato trasformi

il suo ordinamento interno per mettersi in linea con la legislazione europea

acquies comonoter (insieme di tutte leggi che fanno parte del patrimonio

giuridico europeo). Con il 1993 sono stati stabiliti i criteri di Copenaghen 4 criteri

per entrare nell’UE stabilità politica e rispetto dei principi di democrazia, tutele

delle regole di uno stato di diritto e degli uomini e delle minoranze, instaurazione

e consolidamento di un’economia di mercato in grado di sopportare le regole e le

pressioni derivanti dalla libera concorrenza, capacità di assumere gli impegni

connessi all’adesione in modo particolare gli obiettivi della politica, dell’unione

economica e monetaria.

Recesso Art. 50. Uno stato può essere espulso? No.

Il recesso non prevede l’approvazione dagli altri stati lo stato presenta la

domanda e inizia la negoziazione per il recesso e può durare al massimo due

anni (al massimo vi è un rinvio).

27-09

Uno stato che violi gli impegni che ha assunto può essere sanzionato, ma lo

stato può recedere.

Doppia protezione costituzionale lo stato non è più sovrano e quindi se ne

occupa anche l’UE

Art. 7 supera il concetto di sovranità dello stato. L’UE difende la cittadinanza

europea. Consente alla corte costituzionale di chiedere all’UE se è conforme con

il diritto europeo.

Il sistema dell’UE rispecchia le caratteristiche dello stato: esecutivo, legislativo

(parlamento europeo) , giudiziario. Il problema più importante dell’UE è quello

della divisione delle competenze problema dell’attribuzione delle competenze

degli stati. Però all’interno di questo principio ce ne sono altri: sussidiarietà e la

proporzionalità sussidiarietà significa ripartire le competenze (art. 5 del trattato

sull’UE).

Competenze concorrenti mercato interno, politiche sociali, energia, protezione

consumatori, trasporti, agricoltura,.. l’UE interviene solo per avere un interesse

europeo.

Nell’adottare un atto l’Ue sceglie un atto giuridico più vicino ai cittadini, con

l’adozione di una direttiva, un regolamento, una decisione.

Competenze d’appoggio (dove legifera lo stato e l’UE adotta delle politiche per

migliorarle) coordinamento dell’azione degli stati membri: industria, turismo,

istruzione, formazione professionale, gioventù, sport, cultura, protezione civile,..

Extracategorie, cioè in alcuni settori devono cooperare due stati e l’UE è solo

una figura di indirizzo politica economica, dell’occupazione, sociali, estera e di

sicurezza comune.

Politica monetaria non connessa alla politica economica.

Per la politica estera pur essendo uno stato europeo ognuno va per conto proprio

no cooperazione.

Principio di attribuzione materie già attribuite all’UE, altre concorrenti ed altre

specifiche.

Nella sua azione legislativa l’ue non deve interferire nella vita degli stati più del

dovuto.

L’assetto istituzionale dell’UE 1) parlamento europeo, rappresenta i cittadini

dell’unione non gli stati e che da molti anni viene eletto con suffragio universale;

2) consiglio europeo, tipica costituzione europea intergovernativa (ci sono i capi

di stato o di governo, 3) consiglio dei ministri, sono dei consigli (dipende dai

vari argomenti: industria, agricoltura) con ogni ministro competente in materia

proveniente da ogni stato; 4) commissione, dentro ci sono dei ministri (specie di

governo con dei limiti) ; 5) Corte di giustizia, apparato giudiziario dell’UE; 6)

Corte dei Conti, che si occupa del bilancio; 7) Banca Centrale Europea, che si

occupa dell’euro. Il parlamento europeo è a Strasburgo (funzione plenaria) ma i

lavori di commissione a Bruxelles, ed una parte dei lavori amministrativi a

Lussemburgo.

Consiglio d’Europa da non confondere con l’UE che tutela l’Europa in generale.

Il Consiglio europeo non ha una sede ed il Consiglio dei ministri è a Bruxelles si

voleva una città centrale in Europa. La commissione ha anche sede a Bruxelles

ed i commissari sono obbligati a vivere lì. La corte di giustizia ha sede a

Lussemburgo ed anche il tribunale, la corte dei conti a Bruxelles con degli uffici a

Lussemburgo. La Banca centrale ha sede a Francoforte modello della banca

fatto sulla base del modello tedesco perché la banca centrale è un modello dove

la banca è disgiunta dalla politica. Esistono poi vari enti che sono enti che

lavorano per l’UE, sono specializzati e si occupano di argomenti specifici ed

hanno sede nelle varie città per esempio agenzia dell’ambiente a Copenaghen,

in Italia vi è una per la formazione professionale (con 200 funzionari dell’UE,

Torino) ed una per il controllo dei prodotti alimentari (Parma).

Torino è la settima città al mondo per il numero dei funzionari dell’Unione

Europea.

L’assetto è regolato dalla prima parte del trattato sull’UE.

28-08

Il parlamento europeo è l’elemento più importante del sistema democratico. Nel

sistema dell’UE è evidente che non si poteva parlare solo di un’assemblea ci

impone delle norme.

Deficit democratico è dato dal fatto che la maggior parte delle decisioni che

vengono prese una volta non passavano dal parlamento europeo. Oggi ha il

compito di bloccare le leggi non gradite al popolo ma non ha il potere di farle. E’

un guardiano del sistema. Oggi i parlamenti si sono trasformati in luoghi in cui si

discutono le leggi proposte dal governo controllo su quello che fa il governo (che

ha come arma la fiducia). E’ molto difficile vedere il parlamentare che diventa

promotore della legislazione. Al parlamento europeo arrivano delle proposte

legislative ed i parlamentari le discutono. L’UE ha competenze esclusive che

sono state tolte agli stati e non sono decisi in maniera democratica. Il problema

della democrazia già si pone con il trattato di Roma che aveva anche dei tratti

federali. Il 1979 è una data storica grande battaglia di molti europeisti che si

domandano come si può andare avanti senza un parlamento. prime elezioni:

voto unico (contemporaneamente in tutti gli stati membri dal giovedì mattina alla

domenica), non vi è però una legge elettorale unica in Europa perché gli stati

hanno sistemi elettorali diversi.

Per un parlamento che deve funzionare, quanti deputati occorrono? Con Lisbona

si è presa una decisione storica: il numero massimo è di 751 parlamentari il

criterio di divisione è il numero della popolazione, questo avvantaggia i paesi

piccoli che quelli grandi (Germania 96, Malta 6). Prima dell’unificazione tedesca i

quattro stati grandi avevano un pareggio di equilibrio di parlamentari Francia 74,

Regno Unito ed Italia 73, la Spagna 54, Polonia 51, Grecia 22, Lettonia 9,

Slovenia 8, Cipro ed Estonia 6 , ecc.. La democrazia europea prevede i partiti

politici europei (ci sono 8 partiti politici più i non iscritti a nessun partito). I

parlamentari europei hanno uno stipendio è stata stabilita una media, è alto

12/13 mila €. Il parlamentare deve essere garantito nella sua attività. Il

parlamentare ha diritto a parlare la propria lingua nazionale. L’organizzazione ha

a capo un presidente (in carica per due anni e mezzo) convoca il parlamento,

dirige i lavori, ha i questori che lo possono sostituire ufficio di presidenze con un

segretario generale (alto funzionario dell’UE). Le commissioni (dove si fa il vero

lavoro) sono luoghi dove si riuniscono i parlamentari per discutere (sono formate

in materia proporzionale in base ai partiti), le decisioni vengono prese a

maggioranza. Le commissioni di inchiesta sono quelle che vengono attivate

appositamente per esaminare un caso di violazione grave del diritto dell’UE

(richiesta dai 2/3 dei parlamentari). L’onorevole parla nel parlamento europeo dai

5 ai 7 minuti (regole precise microfono va via). I sistemi di voto sono previste

dall’art.231 del trattato sul funzionamento dell’UE i voti vengono adottati a

maggioranza assoluta dei suffragi espressi. Come si vota? Il voto può avvenire in

quattro modi: 1) per alzata di mano (ma non è molto usato), 2) per appello

nominale (si chiede ad ognuno di votare e questo palesa il suo voto), 3) a

scrutinio segreto (in una cabina apposita o anche in maniera elettronica)

‘’pianisti’’ alcuni votano per altri, 4) maggioranza assoluta. Cosa fa il parlamento

europeo? Approva con un sistema in cui viene coinvolto il consiglio dei ministri,

la commissione ed il parlamento. Il parlamento concorre decisivo

nell’approvazione delle leggi europee potere di veto. Il potere di iniziativa

significa che il parlamento può proporre delle iniziative legislative ma non può

proporre a loro stessi ma le propone alla commissione europea (presenta le

leggi). La commissione è obbligata a presentare il progetto di legge che il

parlamento vuole? Meccanismo importante la commissione non è obbligata, ma

può anche dimostrare disinteresse e respingere la volontà popolare. La

commissione non può respingere come le pare ma deve motivare il perché e se

non lo fa il Parlamento può fare ricordo in carenza alla corte di giustizia. Il

parlamento ha anche il potere di censura della commissione strumento di

controllo politico più radicale che il parlamento ha in mano quando vuole

sfiduciare la commissione e significa appunto che il parlamento ritiene il

comportamento della commissione non idoneo ai fini dei Trattato maggioranza di

¾ .

Molto importanti sono le interrogazioni parlamentari europee parlamentari che

chiedono delle informazioni. Le interrogazioni vengono rivolte alla commissione

europea con risposta scritta comunicazione sulla gazzetta ufficiale dell’UE

(gazzetta C, gazzetta L, gazzetta S), non scritta vi sarà un dibattito. Le varie

gazzette consentono al cittadino di capire le leggi europee, sono scritte nella

lingue ufficiali spesa enorme perché le gazzette escono ogni giorno nella varie

lingue. Di solito escono prima quelle in inglese perché è la più conosciuta azione

contestata. Questo non toglie che a livello di comunicazione ci siano delle lingue

veicolari. Con Lisbona abbiamo il coinvolgimento del parlamento europeo anche

in campo di politica estera comune. Il parlamento relativamente al bilancio

dell’UE il bilancio è molto modesto rispetto a quello degli Stati membri, viene

presentato dalla commissione ma deve avere l’approvazione del parlamento

europeo. Chi paga le spese dell’UE? L’UE ha un finanziamento diretto (cioè

mentre l’ONU campa grazie a delle quote, l’UE non dipende dagli stati ma ha un

bilancio tutto suo che si crea in base alle regole dell’UE, la tassa per l’UE noi la

paghiamo quando paghiamo l’IVA).

03-10

L’UE gode di risorse proprie. Le risorse proprie significano togliere delle risorse

agli stati (che derivano dai dazi doganali tassa che colpisce una merce che

arriva dall’esterno, l’IVA0.30 imposta che viene fatta pagare quando una merce

si sposta da una parte all’altra, prelievi riscossi sulle importazioni di prodotti

agricoli [politica agricola comune ‘’PAC’’ nel 1957 quando nasce l’UE. 6 stati, c’è

un problema: nell’UE di allora non vi era molta produzione e quindi bisognava

importare, abbandono da parte dei contadini delle campagne boom industriale e

l’agricoltore che guadagnava poco vedeva la possibilità di andare in città e

trovare un posto fisso, l’UE ha fissato un traguardo di avere della forza lavoro in

campagna del 10/12% . La PAC è un sistema di assistenza, di sostegno

all’agricoltura ed agli agricoltori e fa parte di una grande visione keynesiana.

PAC politica keynesiana in campo agricolo con sue obiettivi: l’autosufficienza

alimentare ed il mantenimento di quote di agricoltori. Il mercato agricolo è un

mercato libero e chi produce può andare a vendere sperando di trovare un

acquirente, ogni anno l’UE stabiliva un prezzo indicativo delle merci. L’UE ritira il

prodotto che non si riesce a vendere pagandolo ad un prezzo di intervento

prezzo indicativo. I soldi li prende dal bilancio dell’UE, il 70% serviva a pagare i

prodotti che non avevano sbocco nel mercato. L’agricoltore si mette a produrre

di più rendendosi conto che più produce, più guadagna – conseguenza

autosufficienza alimentare e quota di lavoratori in campagna. La PAC va avanti

costando tantissimo all’UE ma arrivano i surplus agricoli, 10 volte la produzione

di latte in Europa, 4 o 5 volte latte, non si bada più alla qualità. Il prezzo, per

esempio del latte, in Europa sarà maggiore perché l’UE comprandolo ad un buon

prezzo l’agricoltore avrà l’incentivo a non abbassare il prezzo prezzi alti sui

prodotti agricoli. Il prelievo agricolo è quindi un dazio di compensazione tra il

prezzo europeo e quello straniero per pareggiare il prezzo dei prodotti. Si chiama

prelievo perché varia dal prezzo di intervento che ogni anno viene fissato, il

dazio, invece, ha un prezzo fisso. Questo sistema è stato contestato perché è

considerato protezionistico e quindi adesso questo sistema non esiste più anche

perché vi era troppa sovrabbondanza di cibo. Oggi l’UE continua a fare politiche

keynesiane sostenendo non il prodotto ma le modalità di produzione]; quando il

bilancio dell’UE grazie a queste tre voci non riesce a coprire le spese arriva la

quarta risorsa: gli stati pagano una quota in proporzione del PIL. Il Bilancio è

approvato dal parlamento europeo e se non vi è questa approvazione il bilancio

non passa.

Rapporto tra parlamento europeo e parlamenti nazionali.

Nel trattato di Lisbona c’è un protocollo, ossia un atto che viene aggiunto per

spiegare alcune parti del trattato, che affronta il rapporto tra azione europea e

stati nazionali. Afferma che il parlamento europeo quando presenta un progetto

legislativo vi è il problema che questa norma rientra davvero nelle nostre

competenze. Per evitare questo i progetti di atti legislativi devono essere motivati

scheda tecnica. Quando il progetto legislativo è avviato, prima dell’approvazione

si spedisce ai parlamenti nazionali e (protocollo punto 6) ciascuna camera può in

8 settimane può inviare un parere motivato e può affermare se sia competente o

no. Ogni parlamento dispone di due voti se i 2/3 votano contro quell’atto

legislativo dicendo che viola il principio di sussidiarietà i parlamenti e la

maggioranza possono informare il parlamento che quell’atto non si deve fare la

commissione può lo stesso andare avanti ma è molto probabile che lo ritiri per

evitare di avere un contenzioso davanti la Corte di giustizia attiva un sistema di

democrazia. Il protocollo ha solo un valore di spiegare meglio le funzioni del

trattato. Il parlamento non solo può ricorrere in carenza anche quando scopre

che altri organi dell’UE non fanno il loro dovere, è anche molto attivo sul parere

dell’adesioni di nuovi stati e dà dei pareri sulla politica estera dell’UE.

Consiglio europeo, d’Europa (organizzazione a sé stante con sede a

Strasburgo).

Consiglio europeo organo intergovernativo, riunione degli stati al massimo livello

statuale. Con Lisbona questa prassi che era informale diventa formale. Art 15

consiglio dà all’UE consigli necessari al suo sviluppo e non esercita funzioni

legislative. Vi è un presidente. Questo consiglio di riunisce due volte a semestre

su convocazione del presidente (può anche riunirsi di più), questo dovrebbe dare

un impulso ai problemi dell’UE – Gli stati sono un perno importante del sistema

dell’UE. All’interno di questo consiglio non si vota ma si cerca di raggiungere un

consensus. C’è però una funzione molto particolare che è quello relativo al caso

in cui nel secondo consiglio non si raggiunga la maggioranza e si può delegare al

con consiglio europeo la decisione finale e si può votare a maggioranza. Il

consiglio europeo elegge il presidente per due anni (rinnovabile una sola volta) a

maggioranza qualificata. Art. 15 dice che il presidente del consiglio assicura la

rappresentanza esterna dell’Unione ma chi rappresenta l’UE perché in realtà

anche la commissione europea ha competenze nel campo estero (essendoci

quindi più presidenti)? il presidente del consiglio europeo. Il trattato sull’UE

prevede un organo intergovernativo.

La commissione europea tipicamente l’organo federale perché rappresenta la

volontà di tutti gli stati. Ad essa spetta il compito generale di promuove l’interesse

generale dell’unione e di adottare iniziative appropriate a tale fine. La

commissione ha dei poteri: potere di iniziativa legislativa (presenta le leggi),

controllo (organo di controllo sull’applicazione dei trattati, sul diritto dell’Unione

controllare per esempio se l’Italia ha sforato il deficit pubblico), funzione

esecutiva e gestisce i programmi previsti per il bilancio, coordina l’azione

per gli stati e per quanto riguarda le relazioni esterne, ossia gestisce la rete

di rappresentanze diplomatiche che l’unione ha. E’ un organo esecutivo,

perché fa applicare i trattati, è un organo totalmente indipendente dagli stati (i

commissari sono indicati dagli stati ma dopo diventano indipendenti), è un

organo collegiale (cioè qualunque azione venga fatta ne rispondono la

commissione nel suo insieme), organo a tempo pieno (si riunisce almeno una

volta a settimana e qualsiasi incompatibilità con un’altra professione vi è

l’obbligo di residenza a Bruxelles).

Chi sono i commissari? Ogni stato ha diritto ad un commissario, quindi sono 28.

Una volta i grandi stati (Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna) ne avevano

due. Chi li nomina? La nomina prima di tutto si individua il presidente della

commissione e questo una volta toccava al consiglio europeo. Oggi viene

indicato come presidente della commissione il leader che ha vinto le elezioni del

parlamento europeo votando un partito si vota un presidente il presidente deve

essere approvato dal parlamento europeo a maggioranza.

04-10

Il parlamento può bocciare il presidente iniziano delle domande dal

parlamentare al presidente. Gli stati presentano i nomi dei commissari e così

bloccano la nomina. I ministri non sono tutti uguali. I commissari votano a

maggioranza, rimane in carica per cinque anni. I commissari sono immuni dalla

giurisdizione degli stati immunità che però può essere tolta. La commissione ha

il potere di iniziativa legislativa, è la commissione che propone le leggi la

commissione dà inizio alla partita, quando intende muoversi in un determinati

settore all’inizio del mandato presenta dei libri programmatici libri bianchi

(documenti che bisogna leggere perché contengono 5 anni di governo, tipologia

di leggi che verranno fatte e quindi noi sappiamo come muoverci) e libri verdi

(programmazione settore agricolo). le proposte legislative si trovano nella

gazzetta C comunicazione. Le altre gazzette: gazzetta L legislativa; gazzetta

S appalti.

La commissione può prendere decisioni in campo delle discipline pubbliche

(relative al fatto di esentare dalle regole di concorrenza imprese pubbliche

fondamentali per la vita di una Nazione), sorveglia la concorrenza (consentire a

delle imprese di fare delle fusioni o no, fare sconti, la commissione decide cosa

di può fare o no nel mercato interno), gestione (la commissione gestisce i fondi

europei cioè i fondi che sono nati per sopperire alle carenze all’interno dei paesi

dell’UE zone più sviluppate e meno sviluppate politica di coesione, politica che

tende ad avere una coesione economico-sociale di egual misura). I fondi dell’UE

sono fondo europeo di sviluppo regionale, fondo europeo di orientamento e

garanzia agricola, fondo sociale e fondo di coesione organi dell’UE che

vivono di bilancio e servono per fare interventi in campo economico. Il fondo

europeo di sviluppo regionale serve per far sviluppare le aree più arretrate, per

varare varie attività economiche, per finanziare attraverso l’intervento delle

regioni. Non vi è una quota per stato nel senso che in realtà questi fondi sono

dati agli stati che hanno più problemi però la regola è che se lo stato non

presenta mai progetti di finanziamento quei soldi vanno da un’altra parte. Questi

fondi vanno alle regioni veramente più povere.

Il FEOGA (fondo europeo di orientamento e garanzia agricola) orientamento

significa promuovere nuove attività in campo agricolo, la garanzia è quando si

ritira il prodotto in surplus oggi la garanzia è minima ed è più sviluppato

l’orientamento.

Il fondo sociale è quello che si occupa di fare interventi per equilibrare la società

e che quindi non ci siano zone o persone in condizioni estremamente sfavorevoli

sostegno della disoccupazione (giovani) con dei sostegni alla formazione fino ai

25 anni, anche di persone più anziane che perdono lavoro, sostegno alla

trasformazione del lavoro (robotica riduzione del lavoro), settore della parità

uomo-donna (con salario minore del 30 % rispetto agli uomini), sostegno per i

disabili coesione sociale. Il mondo del lavoro deve essere quindi più equilibrato.

Il fondo di coesione che riguarda le regioni più povere dell’UE e poi molto

importanti sono le novità: strumento di assistenza preadesione cioè quello che

prepara i paesi che vogliono entrare nell’UE al salto e quindi cominciare ad

intervenire per migliorare l’ambiente, le condizioni di lavoro ecc.., il fondo per la

globalizzazione che consente all’UE di aiutare delle imprese che sono messe in

ginocchio dalla concorrenza straniera visto che ormai il mercato è globale,

servono per non far fallire l’azienda e che quindi possa andare avanti. Il gruppo

europeo di interesse economico è una forma contrattuale varata dall’UE cioè un

gruppo di esperti che si consorziano e mantengono assoluta indipendenza ma si

scambiano ‘’favori’’. I poteri di esecuzione sono quelli che una volta che un

progetto legislativo è stata approvata secondo un sistema complicato questa

legge va applicata chi adotta le misure per rendere possibile questa legge? Il

consiglio si limita a creare un comitato consultivo che lo aiuta a mettere in atto gli

strumenti perché quella legge venga messa in esecuzione comitati che

affiancano la commissione, procedura di regolamentazione dove il consiglio

sorveglia e blocca qualsiasi atto o azione che la commissione attui perché non

graditi. la commissione esegue. La commissione ha un compito importante

anche relativamente alle relazione esterne ossia i contatti con paesi non aderenti

all’UE quindi il primo campo è riconoscimenti di relazioni diplomatiche con paesi

esteri. Molte materie che interessa i paesi membri dell’UE, i rapporti bilaterali dei

paesi dell’UE non sono di competenza dell’UE. UE vista come un soggetto

internazionale.

05-10

La commissione svolge un’importante ruolo nelle relazioni internazionali UE

soggetto di diritto internazionale (stati, organizzazione internazionale, Santa

Sede, ecc..).

Riconoscimento de facto dimostro di avere dei rapporti economici, culturali con

uno stato.

Riconoscimento de iure vero e proprio trattato con i due paesi.

l’UE può rapportarsi con il mondo? SI.

Il rappresentante diplomatico di uno stato presso un altro stato è detto

rappresentante diplomatico presso un’organizzazione internazionale.

Le ambasciate dell’UE trattano le questioni di competenza esclusiva dell’UE dazi

doganali, politiche commerciali, ecc.. il presidente della commissione non può far

nulla nel campo della politica estera senza il consenso degli stati. L’UE fa anche

parte di molte organizzazioni internazionali rapporti stretti con il consiglio

d’Europa, fa parte dell’OCSE, non fa parte dell’ONU. Anche la Santa Sede non

fa parte dell’ONU gli americani hanno bloccato l’arrivo della Santa Sede alle

nazioni unite l’UE è osservatore alle nazioni unite.

Il fondo monetario è un’organizzazione specializzata dell’ONU che si occupa di

garantire una certa stabilità economica. La logica sarebbe che noi mandassimo il

rappresentante della banca centrale ma in realtà ogni stato manda un

rappresentante. L’unica organizzazione dove l’UE è compatta è quella sulle

politiche commerciali con sede a Ginevra (OMC). Gli stati si mettono d’accordo

attraverso dei trattati, l’UE partecipa ai trattati internazionali dove vi è una sua

competenza.

La corte di giustizia, grande interprete del diritto dell’UE, ha stabilito che la

commissione può estendere le sue competenze in campo estero quando ha la

competenza di creare norme interne.

Consiglio dell’UE unico organo intergovernativo il consiglio è investito con il

parlamento della competenza normativa in generale, esso agisce in qualità di

legislatore, approva norme che diventano obbligatorie per gli stati membri, ha un

potere decisionali cioè che tendenzialmente il suo compito è quello di coordinare

le politiche degli stati membri che differenza c’è tra il vertice europeo ed il

consiglio? Il vertice europeo dà solo dei ‘’consigli’’, grandi indirizzi; il consiglio

gestisce appieno l’attività legislativa. Il consiglio esprime una volontà propria,

dopo che vota una legge questo non toglie che il nostro paese possa in seguito

impugnare questa norma di fronte la corte di giustizia. Questo consiglio (si

occupa di tante questioni diversi, non abbiamo quindi un consiglio ma tanti

consigli che si riuniscono a Bruxelles su vari argomenti) per esempio ECOFIN

(quando si discute su materie economiche) è uno dei consigli più importanti, se si

discute sull’ambiente vanno i ministri specializzati in tale materie ogni paese

manda un suo delegato. Naturalmente quando c’è un consiglio che si occupa di

questioni più politiche ci vanno o il ministro degli esteri o il capo del governo.

Esistono quindi tanti consigli che si radunano circa una volta al mese per arrivare

ad una legislazione comune. Questo consiglio è composto in base ad un criterio

che è quello della ponderazione dei voti ossia la regola internazionale per cui si

pesa lo stato in base alla sua forza. Come si pesa il paese? Il peso nell’UE

deriva dalla popolazione. I paesi che pesano di più sono la Germania, la

Francia, l’Italia con peso 29, la Polonia e la Spagna 27 fino arrivare agli ultimi

come Estonia con 4. Se si immaginano le percentuali si vede che dentro il

consiglio è necessario votare tenendo conto di questa ponderazione e bisogna

capire come si vota se si vota all’unanimità non conta niente, se si vota a

maggioranza è diverso elemento estremamente federale una legge per

esempio non gradita va lo stesso rispettata perché passa il principio di

maggioranza. Nel 1966 con De Gaulle che parla di Europa delle patrie ossia

fatta da stati che rimangono stati federali, la Francia non è d’accordo con il

mercato comune e si riunisce il consiglio. E la Francia non manda il commissario.

Si è così arrivato al compromesso di Lussemburgo uno stato può rivendicare su

certe materie la riserva del veto e che quindi vengano votate all’unanimità.

Gli organi ausiliari del consiglio comitato dei rappresentanti permanenti è

estremamente importante perché serve a facilitare i lavori del consiglio, il grande

interlocutore della commissione. Ogni paese incarica il proprio rappresentane

diplomatico che in quel mese continuerà a riunirsi al posto dei ministri per

emettere un dossier definitivo. Ci sono altri 4 comitati del consiglio: agricolo,

monetario, politico e di coordinamento. Si riunisce a Bruxelles nella sede dell’UE.

Il comitato economico-sociale e delle regioni sono degli organismi con al

massimo 350 persone, il primo è stato creato come unione tra i politici ed il

popolo, esso ha il compito di dare dei pareri molto tecnici sulle leggi che l’UE

vuole presentare. E’ composto da esperti, ogni paese ha una quota (noi

mandiamo gli industriali, i sindacati, le camere di commercio. Queste 350

persone valutano i progetti legislativi e danno un parere tecnico di fianco ad ogni

articolo c’è un loro commento cooperazione molto stretta. Il parere è obbligatorio

ma non vincolante cioè che il parere deve essere chiesto ma dopo poso anche

non rispettarlo.

Il comitato, invece, delle regioni ha il compito di unire le attività dell’UE e degli

enti locali. Il trattato dice che ogni stato si organizza come vuole. Ogni stato

manda a questo comitato dei rappresentati degli enti locali a scelta dello stato

(noi mandiamo il rappresentante delle regioni e dei comuni) si parla

dell’incentivo allo sviluppo locale, tutela dei prodotti tipici, ecc.. E’ composto

anch’esso da 350 persone al massimo. Il parere tecnico serve tantissimo a

migliorare la qualità legislativa. L’UE ha poi una banca che non è la BCE banca

europea per gli investimenti, BEI (banca che è di proprietà degli stati, che non

ha sportelli operativi, ma è una banca che finanzia investimenti in Europa).

10-10

La banca europea per gli investimenti istituita nel 1957, è di proprietà degli stati

(per controllare la moneta, disciplinata dagli articoli 308-309) ed ha il compito di

finanziare lo sviluppo europeo. La banca porta progetti di grande interesse

europeo. Il finanziamento da dove arriva? Dai governi e dai bond certificati di

credito. La BEI si autofinanzia con queste obbligazioni che vengono comprate

dai cittadini che non sanno dove mettere le liquidità.

Raccolta grappolo mutui per opere importanti, un piccolo imprenditore che voglia

avere un finanziamento fa chiedere dall’unione industriale o alla camera di

commercio dalla bei chiede un unico prestito che poi dividerà. Bei adesso

concentrata sul miglioramento ambientale.

La corte di giustizia dell’UE oggi con Lisbona parliamo di corte di giustizia

dell’UE art. 19 unica istituzione che è divisa in corte di giustizia, tribunale e

tribunali specializzati. La corte ha sede a Lussemburgo (come la BEI, la corte ed

il parlamento europeo). La corte di giustizia serve per assicurare il rispetto del

diritto nell’interpretare ed applicare i trattati deve fare in modo che le norme non

violino i principi generali di diritto. Il diritto che deve essere rispettato e garantito

deve essere di due tipi le fonti scritte (i trattati della CECA del 1951, di Roma

del 1957, il l’atto unico europeo che modifica quello del ’57 passaggio dal

mercato comune (gestito dagli stati) a quello interno (gestito da regole dell’UE) ,

trattato di Maastricht, trattato di Amsterdam, trattato di Nizza del 2001, trattato di

Lisbona del 2007. Le fonti non scritte derivano dal diritto degli stati di cui la corte

deve tenere conto. La corte nasce nel 1952 ed è la prima corte che giudicherà la

CECA. Deve essere indipendente dagli stati tripartizione dei poteri. Ogni stato

designa una persona, c’è un comitato di preselezione che tiene in

considerazione anche la lingua (francese lingua diplomatica per eccellenza). I

giudici sono 28. Poi c’è l’avvocato generale sono 8, agisce nell’interesse a

servizio generale dell’unione. Il suo compito è quello di dare dei pareri tecnici sul

caso in esame alla corte prima dell’emanazione della sentenza. Art. 252 ‘’Gli

avvocati generali sono inseriti organicamente nella corte e hanno l’ufficio di

presentare pubblicamente con assoluta imparzialità ed in piena indipendenza

conclusioni motivate sulle cause.’’

Il procuratore generale della Repubblica vs avvocato generale il primo può

chiedere la condanna, l’avvocato si limita a descrivere il caso ed a dare un

parere tecnico.

Durano in carica 6 anni però non scadono tutti insieme rinnovo parziale. C’è un

presidente, una cancelleria e delle sezioni (non la plenaria ma sezioni con tre o

cinque giudici che giudicano de casi specifici).

Iter Causa presentata dal cancelliere. Vi è una fase scritta ed una orale. E’

presente anche l’avvocatura. La lingua viene decisa all’inizio. Le udienze sono

pubbliche. La corte può esaminare: 1) i ricorsi di inadempimento degli stati

(quando uno stato non rispetta il diritto europeo), 2) il controllo sulla legittimità

degli atti comunitari, 3) controllo sul comportamento omissivo delle istituzioni, 4)

la competenza a pronunciarsi in via pregiudiziale, 5) quando funzionari dell’UE

facciano danni a terzi. GRANDE INTERPRETE DEL DIRITTO DELL’UE. La

corte fa giurisprudenza, essa ci dice come vanno interpretati gli articoli del

trattato. La giurisprudenza della corte prevale su una interna uniformità

interpretativa del diritto.

Chi può rivolgersi alla corte? Gli stati (quando ritengono che una norma violi il

loro diritto), le istituzioni europee, giudice nazionale.

Il tribunale europeo fa parte della corte. Ci sono 28 giudici, nei casi delle

plenarie vi è un avvocato generale. Istituito soprattutto perché consente alle

persone fisiche e giuridiche di rivolgersi alla corte. Possono concorrere anche

un’impresa giapponese? Sì. La corte è soltanto giudice di secondo grado per

questioni procedurali. Le sentenze della corte e del tribunale si trovano sulla

gazzetta ufficiale dell’UE, la C ( per le comunicazioni).

I tribunali specializzati il trattato di Lisbona prende atto che ci sono troppe

cause e quindi bisognava creare delle nuove strutture quello apposito per la

concorrenza, sui servizi. L’unico tribunale messo in piedi è quello relativo al

ricorso dei funzionari dell’UE essi sono scelti in base ad un concorso posto fisso,

questo sistema opera in Belgio. Se c’è una controversia di lavoro il tribunale

competente è quello Nazionale. Il governo belga non ha competenza perché l’UE

è immune dalla giurisdizione locale.

L’ambasciata è immune della giurisdizione locale perché si applica la

giurisdizione dello stato che rappresenta, ma non completamente (qualsiasi

azione è messa di fronte un tribunale speciale).

Le agenzie europee sono degli organismi di varia denominazione, hanno natura

tecnica e servono a dare informazione agli stati. Sono degli organismi alcuni con

compiti di regolamentare determinati problemi (es: agenzia maritma europea,

ferroviaria, dell’ambiente, ecc), altre servono a realizzare degli scopi specifici dei

trattati (EURATO energia atomica).

I funzionari vengono assunti per chiamata diretta, non per concorso.

La banca centrale europea servono per emettere denaro (in Italia banca

d’Italia). Il denaro serve di evitare che si ricorra al baratto. Il sistema delle banche

centrali sostituisce la possibilità dei privati di emettere moneta. E’ bene che ci sia

un unico ente per l’emissione della moneta. E’ un problema se i privati emettono

moneta? Negli anni ’70 non avevano stampato abbastanza monete di 10 , 50 lire.

Le banche hanno emesso dei mini assegni che hanno sostituito la moneta. Il

modello della BCE è il modello tedesco e cioè è un modello che ci dice che la

banca centrale deve essere completamente autonoma dai governi perché fa una

politica esclusivamente monetaria, non economica. Se si mette in circolazione

tantissimo denaro? Il denaro costerà poco quindi ci saranno investimenti

politica contro la deflazione. Quando si ritira denaro? Il denaro costa di più

inflazione. La BCE deve impedire l’inflazione.

Ha sede a Francoforte.

11-10

La banca centrale europea il controllo della moneta è essenziale per la politica

di uno stato è un modello diverso da paese a paese il modello tedesco ed

americano è un governo per cui il governatore della banca centrale è super

partes il governatore è eletto per un numero di anni, un mandato superiore di chi

lo ha nominato per dimostrare la sua indipendenza dalla sfera politica. Alcune

monete hanno un valore internazionale monete convertibili (dietro a queste c’è

uno stato forte, con un’economia stabile). Nel 1944 nasce il fondo monetario

internazionale che ha il compito di fare in modo che le monete internazionali non

fruttino più di tanto stabilità dei cambi, garantita fino al 15 agosto 1971 perché il

mondo viaggia fino a quella data perché si credeva che uno stato che aveva

molto oro era ricco. In seguito salta questo meccanismo e vi sarà un periodo di

fluttuazione libera nessuno controllava la stabilità dei cambi. Si incomincia a

parlare di monete più forti e meno forti e quindi si prospetta l’idea di creare la

moneta unica le monete interne europee sono solide ma in un oceano di

globalizzazione sono deboli. Liberalizzare il movimento del capitale portare

liberamente da una parte all’altra dell’Europa €.

Tra il ’94 ed il ’99 convergenza delle monete, vengono varati vari piani: 1)

serpentone, le monete devono fluttuare entro certi margini. Bisognava fare in

modo che le monete si equilibrassero tra di loro; 2) moneta comune con la

nascita dell’euro, affidato alla banca centrale europea. Però per poter arrivare a

questo sistema bisogna stabilire delle regole e qui il problema delle regole e

quali bisogna fissare? Criteri di convergenza stabiliti da due grandi statisti

Mitterand e Kohl K. voleva arrivare a finire l’unificazione tedesca che gran parte

sono stati pagati da noi tramite il bilancio europeo interesse nell’UE. Queste

regole le hanno stabilite in pieno boom economico e sono state scritte

nell’articolo 140 del trattato di Lisbona: 1) stabilità del cambio, due anni prima

dell’ingresso dell’euro le monete dovevano rispettare un minino di oscillazione

del 15%; 2) inflazione, tasso medio di inflazione non doveva superare uno e

mezzo rispetto al 3%; 3) il tasso di interesse, quello che lo stato paga a chi

compra i suoi bond che non doveva superare la media del 3%; 4) rapporto tra

disavanzo pubblico e PIL, uno stato non può spendere più del 3% di quanto

incassa; 5) debito totale, (la differenza tra il disavanzo ed il debito pubblico è

che il primo è annuale ed il secondo è sempre) non deve superare il 60% del

PIL.

Art. 126 ‘’gli stati devono evitare disavanzi pubblici […] e si può fare

un’eccezione quando si dimostra che nei due anni precedenti il livello era

maggiore e pian piano è sceso.’’

Il trattato dice che se uno stato sta scendendo del 60% può entrare a far parte

dell’euro, se lo sfora non può far parte dell’€. Tutto questo sistema viene gestito

da una nuova istituzione europea prevista dagli articoli 282-284 del trattato e

quindi la banca centrale entra nel quadro delle istituzioni europei 3 maggio 1998,

a Francoforte. Di chi è la banca d’Italia? Non è solo il governo italiano ma anche

dei privati. Per la banca centrale i soldi vengono messi solo dagli stati in base

alla popolazione ed al PIL. Gli stati membri dell’euro devono versare tutta la

quota gli altri una quota minore (il 7% della quota che dovrebbero versare) come

la Gran Bretagna, la Danimarca e la Svezia.. (19 su 28). E’ difficile entrare

perché il vertice europeo deve vedere se lo stato rispetta i parametri

precedentemente stabiliti.

Opting out Significa che io non mi oppongo al fatto che tu introduca l’euro ma io

me ne sto fuori.

Il SEBC insieme della banca centrale europeo più le banche degli stati aventi

l’euro.

La banca prevede due organi comitato esecutivo, con 6 persone (presidente,

vicepresidente..) nominati dal consiglio europeo che delibera a maggioranza

qualificata. Queste 6 persone sono espressione di stati diversi. Questo comitato

attua le decisioni di politica monetaria sulla base delle decisioni che vengono

stabilite dal consiglio direttivo che è composto dal comitato esecutivo più i

governatori delle banche centrali dei paesi dell’area euro. Essi stabiliscono le

grandi linee della politica monetaria. Fanno parte della banca centrale l’ECOFIN

(consiglio dei ministri economici e finanziari), luogo di riunione di tutti i ministri

per discutere su problemi economici e finanziari; ed il consiglio dell’eurogruppo,

ossia un organismo che raggruppa solo i ministri delle finanze dei paesi euro. La

banca centrale ha dei precisi compiti che derivano dall’articolo 127 del trattato sul

funzionamento: definire la politica monetaria dell’UE (ossia che la bc è anche a

seguito dell’articolo 128 è l’unico ente che autorizza l’emissione di banconote in

euro), svolgere le operazione sui cambi, detenere e gestire , promuovere il

regolare funzionamento dei sistemi di pagamento. La stampa delle banconote

viene fatta su ordine della banca centrale europea, le monete sono coniate dal

ministero del tesoro ma sempre in base agli ordini della BCE. La banca fa anche

gli stress test ossia dei test sotto cui devono stare le banche nazionali, per non

avere sofferenze sotto una certa soglia ossia che la banca presta denaro e

questo non torna indietro perché la persona o l’impresa fallisce. Allora la banca

centrale ordina a tutte le banche di presentare un rendiconto per dimostrare che

la banca ha possibilità di incassare e se non la ha obbliga questa a fare una

ricapitalizzazione, ossia obblighi ad un aumento di capitale e quindi ci vuole

qualcuno che dia soldi ad una banca sull’orlo del fallimento. E’ stata introdotta la

regola che se il bail in ha più di 100.000 euro sul conto nel caso in cui la banca

fallisce adesso fallisci anche tu insieme la banca.

12-10

Competenze in materia economica e monetaria art. 119 del trattato sul

funzionamento adozione di una politica economica comune fondata sullo stretto

coordinamento di alcuni stati. La politica economica prevede: 1) coordinamento

delle politiche economiche nazionali, 2) la politica monetaria affidata al SEBC e

BCE, 3) disposizioni specifiche agli stati membri per chi adotta l’euro e quindi

devono cooperare tra loro.

Art. 126 del trattato consente l’intervento dell’UE in relazione al comportamento

degli stati in materia economica e sociale: ‘’gli stati membri devono evitare

disavanzi pubblici eccessivi, la commissione sorveglia l’evoluzione della

situazione di bilancio e l’entità di debito pubblico. Se il rapporto tra il disavanzo

pubblico ed il deficit pubblico supera i valori qualora questo valore non sia

diminuito c’è una procedura per cui la commissione informa il consiglio, questo

ascolta lo stato ‘’soggetto’’, valuta la situazione ma quando lo stato continui a non

preoccuparsi della sua crisi paragrafo 11 ART. 126 sanzioni: fino a quando lo

stato non dimostra di migliorare il consiglio può decidere di applicare una delle

seguenti misure: chiedere che lo stato membro dica i dati precisi sul debito

e sul deficit che saranno specificati dal consiglio che vuole evitare un

ulteriore indebitamento, invitare la BEI di tagliare i mutui verso quello stato,

richiedere che lo stato membro colpevole costituisca un importa

infruttifero adeguato presso l’UE fino a quando non si mette in regola (le

riserve della Banca d’Italia devono essere trasferite, una parte, all’UE nessun

interesse ed è per questo infruttifero), infliggere ammenda di identità

adeguata pagano i cittadini. Il consiglio quando è informato che uno stato va

male è obbligato a prendere una di queste decisioni.

Nel 2010 viene varato un meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria

ed un FES, dopo viene modificato nel 2012 meccanismo europeo di stabilità,

ha sede a Lussemburgo. Questo meccanismo prevede che ogni stato metta a

disposizione virtualmente in base al proprio PIL e questa somma verrà messa

per aiutare quei paesi che sono in crisi. Nel 2011 si pongono le basi del MES con

una modifica al trattato di Lisbona art. 136 approvato in forma semplificata,

vengono aggiunte queste righe: ‘’gli stati membri la cui moneta è l’euro (ossia 19)

possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per

salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di

qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà

soggetta ad una rigorosa condizionabilità.’’ l’UE decide il futuro dello stato

richiedente aiuto. Quando uno stato sta per fallire non ha altra scelta che

chiedere soldi a qualcuno. Viene inventata la cosiddetta troica i protagonisti del

salvataggio sono: MES, la commissione ed il fondo monetario, il quale per la

prima volta interviene a favore di paesi europei. Le condizioni poste dalla troica

sono sempre state durissime e sono sempre andate sulle linee del rigore, ma il

rigore salva l’economia o no? Seguendo una politica di rigore prima si tagliano le

spese per non essere più indebitati poi si prosegue con spese per rilanciare

l’economia, ecc.. (o, in altri termini, prima di fare investimenti bisogna eliminare i

debiti).

Precedentemente, nel 2011, era stato varato un altro piano Six pack che

serviva per bilanciare la situazione degli stati. Il 2 marzo 2012 viene varato il

Fiscal compact, o patto di bilancio, (non firmato da due paesi: il Regno Unito e

la Repubblica Ceca) ossia un trattato sulla stabilità e governamento nell’unione

economica e monetaria dell’UE e questo patto ha delle regole definite d’oro che

gli stati devono rispettare 1) l’obbligo di avanzo o di pareggio di bilancio con

uno sforamento eccezionale dello 0,5% del PIL, 2) il rapporto tra deficit e

PIL non dovrà superare il 3% salvo casi eccezionali, 3) le diposizioni

contenute nel trattato devono essere introdotti negli ordinamenti degli stati

membri preferibilmente con legge costituzionale, 4) viene introdotto un

vertice speciale per le questioni Euro.

[L’Eurogruppo raggruppa gli stati aventi l’euro.]

La politica monetaria è la gestione dei flussi monetari fatta dalla BCE, la politica

economica viene fatta invece dagli stati oggi abbiamo una politica economica

europea che significa che insieme ci impegniamo a rispettare i parametri visione

di rigore più che di espansione.

La corte dei conti è l’istituzione che verifica la gestione finanziaria dell’UE

controlla le spese. E’ composta da 28 membri (ognuno da ogni stato) su nomina

del consiglio e durano in carica 6 anni. Questa può ispezionare gli uffici e gli

organismi dell’UE per avere i dati sul bilancio anche qualsiasi organismo che

gestisce fondi che arrivano dall’UE. Se per caso l’ente si rifiuta di dare queste

informazioni la corte dei conti fa intervenire la polizia giudiziaria che porti questi

conti all’UE regolarità nel bilancio. La corte dei conti presenta delle relazioni al

consiglio ed alla commissione europea. Il finanziamento dell’UE è autonomo e il

bilancio viene approvato di concerto tra parlamento e consiglio.

17-10

Quali sono i principi generali che regolano l’UE? Bisogna vedere se il diritto

europeo ha una sua autonomia o deriva dagli stati membri. La corte svolge una

funzione costituzionale ed interpreta questo diritto. Nel 1963 (ma anche in molte

altre sentenze che creerà giurisprudenza, ossia la ripetizione da parte di giudici

di sentenze che diventano la corretta interpretazione) si afferma che ‘’l’UE

costituisce un nuovo ordinamento giuridico di nuovo genere nel campo del diritto

internazionale a favore del quale gli stati membri hanno rinunciato seppure in

settori limitati ai loro poteri sovrani ed al quale sono soggetti non soltanto gli stati

membri ma pure i loro cittadini.’’ ordinamento totalmente autonomo dagli

stati.

Nel 1964 c’è un’altra sentenza importantissima Costa vs Enel e la corte in

quell’occasione ha ribadito questo principio dell’autonomia del diritto dell’UE e

dice che ‘’istituendo una comunità senza limiti di durata, dotata di propri organi,

di personalità, di capacità giuridica, di capacità di rappresentanza sul piano

internazionale si esprime la sua autonomia.’’ Se uno stato vuole uscire lo può

fare: il trattato è eterno ma lo stato può denunciare il trattato ed ‘’escludersi’’. La

giurisprudenza della corte afferma che il diritto dell’UE è autonomo. Questa

autonomia non implica una separazione netta perché intanto vi è una comunità di

soggetti (ossia bisogna obbedire sia alle leggi italiane, per esempio, che a quelle

europee), vi è anche una comunità di poteri sussidiarietà perché è evidente che

dobbiamo decidere che la norma che ci interessa deve essere emanata dall’UE o

dagli stati, comunità di garanzie perché un cittadino può rivolgersi sia all’UE che

allo stato. Quali sono i principi che regolano questo ordinamento? Il diritto dell’UE

applica principi di diritto che ha in qualche modo assorbito dai sistemi

internazionali (che hanno affermato principi di diritto) ossia la certezza del

diritto, proporzionalità dell’azione amministrativa, la buona fede, la forza

maggiore. E poi vi è: la sussidiarietà, il principio della leale cooperazione, il

principio del mutuo riconoscimento e la diretta efficacia del diritto dell’UE.

Come si fa emanare delle norme giuridiche? Art. 294

[In Europa oltre la carta dei diritti fondamentali vi era la CEDU. Se in Italia una

legge o un comportamento dello stato va contro questi principi fondamentali il

cittadino ricorre contro lo stato, quando ho esaurito i ricorsi interni a questo

punto posso rivolgermi alla corte europea dei diritti dell’uomo. Questi giudici

esaminano se la legge italiana mi priva di un diritto che è riconosciuto dai diritti

dell’uomo. Due ripercussioni cambiare legge e risarcimento a chi ha subito un

torto. Qualsiasi legislazione venga fatta dall’UE non può essere in contrasto con

la CEDU. Se l’Europa fa una legge contraria a questi principi? Bisogna rivolgersi

al tribunale dopodiché se il tribunale non mi dà ragione e nemmeno la corte (a

cui posso rivolgermi solo per questioni procedurali) posso rivolgermi alla CEDU.

Fino adesso la corte di giustizia era l’unico interprete del’UE adesso deve

confrontarsi con una corte superiore a lei. L’adesione dell’UE alla CEDU

comporta questo doppio ricorso del cittadino, sia contro lo stato che contro l’UE.]

Art. 294 l’iter legislativo parte da una proposta che può essere fatta

esclusivamente dalla commissione (la commissione decide se presentare una

legge sulle materie che vuole lei, decide quali settori mandare avanti

prioritariamente ma dovrà rispettare le condizioni che arrivano dal consiglio

europeo. Non sceglie, insomma ciò che vuole. La proposta può anche essere

fatta dai cittadini e dai parlamentari). Un progetto legislativo viene preparato,

quindi scritto come se fosse una legge, già pubblicato sulla gazzetta C, già

sottoposto per evitare che scatti la sussidiarietà. Viene presentato al parlamento

ed al consiglio, gli organi che legiferano sono tre: commissione, parlamento e

consiglio. Il consiglio vota a maggioranza, se uno stato vota contro lo stato viene

adottato lo stesso. Se si vota sì al consiglio, lo stato può lo stesso impugnare

contro questa legge. (Nella prima lettura o tutto va bene, se va bene in parte

bisogna arrivare alla seconda lettura).

Seconda lettura il parlamento viene di nuovo convocato per vedere se è

d’accordo con il consiglio si arriva ad una accettazione di una posizione comune

o non si adotta l’atto. Potere di veto del parlamento se gli stati non sono

d’accordo i cittadini non possono imporre una legge ma il parlamento può

bloccarla aspetto federale.

Terza lettura il consiglio approva tutti gli emendamenti del parlamento oppure

non li approva tutti e quindi bisogna cercare di nuovo un’uscita e si crea il

comitato di conciliazione, se l’accordo è raggiunto l’atto è adottato. Se la

conciliazione ha un esito negativo l’atto non è adottato. Nella terza lettura esce di

scena la commissione che non ha più funzione conciliativa.

Vale in principio di buona fede tra gli stati. Fare le leggi necessita molto tempo.

Cosa sono le leggi europee? Si sceglie la norma giuridica che va più vicina agli

interessi del cittadino. Non vi è gerarchia.

Il regolamento: è diviso in due sezioni il regolamento di base ed un

regolamento delega. Ha portata generale e vale per tutto il territorio dell’UE però

in alcuni casi si possono fare dei regolamenti esclusivamente diretti ad una parte

esclusiva del territorio o del mercato. I regolamenti si trovano principalmente

nelle materie dove c’è una competenza esclusiva soprattutto della politica

commerciale, della concorrenza, ecc.. E’ pubblicato sulla gazzetta L ed entra in

vigore 20 giorni dopo la pubblicazione se non vi è emergenza. Non ha efficacia

retroattiva se non in casi speciali e non individua determinati destinatari ma ha

portata generale. E’ quindi una norma giuridica dove si decide che un

determinato comportamento è obbligatorio tutti immediatamente, una volta che il

regolamento è pubblicato, devono obbedire a questa normativa. Ma per essere

efficace deve essere trasformata in legge della stato? No. I regolamenti

disciplinano il mercato interno. La questione dei 20 giorni è molto importante.

L’articolo 11 della Costituzione afferma che l’Italia rinuncia ad una parte di

sovranità quando si è trattato di ratificare il trattato di Roma, si trattava di

decidere se si poteva ratificare il trattato di Roma cambiando o no la

Costituzione. Naturalmente il regolamento deve essere trattato in tutte le sue

parti e può essere ugualmente interpretato con un atto amministrativo a patto

che non modifichi per nulla il contenuto del regolamento deve renderlo più

applicabile. Quindi il regolamento vale indipendemnte dal fatto ce lo stato

recepisca o cambi il contenuto.

18-10

Si fa un regolamento quando bisogna legiferare su un punto su cui non c’è

nessuna possibilità dello stato di legiferare e quindi tocca all’UE, in materie dove

c’è un largo potere dell’UE e nelle materie esclusive.

Con l’articolo 11 della Costituzione accettiamo questa riduzione della sovranità. Il

regolamento va applicato così com’è, però la corte di giustizia in varie sentenze,

già a partire dagli anni ’60, ha riconosciuto che questo divieto di legiferare sul

regolamento viene meno quando lo stato necessita di provvedimenti di adozione

del regolamento Il diritto che deriva dal regolamento esiste già, anche se questo

atto non è pronto. Il regolamento non può essere modificato dallo stato con

legge successiva, una volta che il regolamento è stato accettato non può più

essere modificato legislazione europea estremamente vincolante sugli atti

interni. La legge ordinaria, anteriore o successiva non può intaccare il

regolamento perché esso ha come effetto non già di caducare la norma interna

incompatibile bensì di impedire che tale norma venga in rilievo per la

controversia di fronte al giudice questa legge viene disapplicata.

Le direttive possono essere definite legge quadro o legge cornice (ossia che

fissa dei paletti dentro il quale si può avere un po’ di autonomia legislativa ma

entro i limiti posti) ci sono dei settori in cui non si può imporre una legge uguale

per tutti esse serve ad armonizzare senza pretendere una legge uguale per tutti.

Si sceglie di fare una direttiva quando l’obiettivo non è quello di avere una norma

identica ma armonizzata. Una volta che la direttiva è stata approvata a

maggioranza (anche se uno stato dice no passa lo stesso) va sulla gazzetta

ufficiale L e qui viene indicata una data di notificazione agli stati, se non c’è è

sottinteso dopo 20 giorni dalla pubblicazione. Essa informa lo stato che da quel

momento ha un periodo di tempo indicato nella direttiva per applicarla all’interno

lo stato deve in quel periodo trasformare il contenuto della direttiva in norma

interna, ha un margine interpretativo piuttosto ampio dopo un anno abbiamo una

legge diversa da stato a stato ma armonizzata. Lo stato è obbligato a

conformarsi e deve farlo come vuole l’UE, dopo ci sono i controlli se qualche

stato percepisce male la direttiva scatta una procedura contro quello stato

(procedura di infrazione). Come fa lo stato a rendere valida la direttiva? L’UE

non dà indicazioni. Possiamo fare nulla per applicare la direttiva? Sì, se nella

legislazione vi è già questa normativa. Quello che conta per l’UE è che la legge

ci sia. Rimanere fanali di cosa, ossia non dare attuazione, costa carissimo

perché attraverso la procedura di infrazione si fa di fronte la corte di giustizia che

ci condanna è che ogni giorni di ritardo lo stato paga una sanzione con denaro

pubblico.

La legge ‘’La Pergola’’ sostanzialmente dà l’idea era che una volta l’anno il

parlamento fa un decreto legislativo a favore del governo affinché percepisca

rapidamente tutte le direttive riservandosi il parlamento di non dare questa regola

in materie delicate. Adesso (con la legge Buttiglione) la situazione è regolata

dalla legge 234 del 2012 che ha come titolo ‘’Norme generali sulla

partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e

delle politiche dell’UE’’. Ora parliamo di legge di delegazione europea e la

legge europea, la prima è finalizzata al conferimento di deleghe legislative entro

il 28 febbraio di ogni anno il governo deve presentare tutte le direttive in

scadenza ed il parlamento dà il compito al governo di percepirle; la seconda è la

legge che permette al parlamento con iter veloce di recepire tutte le norme che

sono scadute o che scanno per scadere. Emanazione di direttive dettagliate,

ossia molto più specifiche che lasciano meno autonomia interpretativa quando

la direttiva si definisce dettagliata? Ci sono tre elementi: 1) pone obblighi chiari

e precisi; 2) carattere incondizionato, non ha bisogno di interpretazione; 3)

crea dei diritti a favore dei singoli chiaramente individuabili nel contenuto.

Essa dà, quindi, degli obblighi specificandoli. Essa deve essere recepita entro un

periodo stabilito, se uno stato non la recepisce il cittadino residente in quello

stato non ha l’obbligo di eseguirla al contrario di un cittadino residente in uno

stato che l’ha recepita conseguenze non solo nel mercato. * Può essere un

cittadino sanzionato per una direttiva non applicata che va contro la legge di

quello stato? Se la direttiva è sufficientemente dettagliata, anche se non recepita

vale immediatamente nell’ordinamento di quello stato e la norma (di quello stato)

viene disapplicata il diritto europeo prevale su quello interno. E se qualcuno

‘’prosegue’’ non conoscendo la direttiva? Se viene multato può fare ricorso al

tribunale amministrativo e vincerlo.

*[ Se la signora Rossi, dopo una direttiva europea che impone l’utilizzo delle

cinture, compra una vettura con le cinture ( e supponiamo paradossalmente che

in quello stato sia vietato utilizzarle e la direttiva non sia stata ancora recepita) e

le usa. Può essere sanzionata? E se il signor Bianchi, invece, continuasse ad

utilizzare la sua autovettura senza cinture, nonostante la direttiva europea

imponga l’uso delle cinture di sicurezza?]

[Il giudice dovrà, evidentemente, diventare un interprete del diritto europeo. Il

giudice applica direttamente europeo quando non può fa rinvio alla corte

costituzionale.]

Caso che riguarda la pubblica amministrazione Nel 1988 quando (quando nel

1990 c’erano i campionati di calcio) le pubbliche amministrazione italiane hanno

il problema degli stadi. Milano fa lo stadio di San Siro ed il comune deve fare una

gara d’appalto. La materia degli appalti era regolata da una direttiva del ’71 che

coordinava le procedure degli appalti per armonizzarli (un’azienda danese è

uguale ad una italiana). Dentro questa direttiva c’è una regola che dice che le

imprese che fanno un’offerta anormalmente bassa prima di essere escluse

devono essere ascoltate come si può fare un lavoro costoso ad un prezzo così

basso? Noi recepiamo questa direttiva nel ’77 e dopo l’applichiamo. Però

c’erano delle imprese che facevano dei prezzi davvero bassi ed il comune era

interessato. Alla fine si sceglie quello che costa meno e dopo, a lavori iniziati,

sorgono degli ‘’inconvenienti’’ per cui il prezzo pian piano aumenta e si rinegozia

il prezzo. Allora l’Italia rirecepisce la direttiva con dei decreti legge dell’ ’87 che

chi fa un prezzo basso deve essere escluso.. la gara d’appalto per San Siro

viene vinta da una società e viene però esclusa una società tedesca ‘’Fratelli

Costanzo’’ che fece un prezzo basso. Questo fa appello al TAR (tribunale

amministrativo regionale) che a sua volta fa un rinvio alla corte europea. Ma il

comune di Milano doveva applicare la legge dell’87 o la direttiva? La corte di

giustizia ha risposto che al pari del giudice nazionale la pubblica amministrazione

anche comunale deve rispettare la direttiva europea che è prevalente e

disapplicare le norme del diritto interno non conformi. Alla fine la Fratelli

Costanzo ha vinto, il giudice italiano ha condannato il comune di Milano che ha

pagato delle ingenti multe.

19-10

Non solo il giudice disapplica la legge italiana in contrasto con le norme dell’UE,

ma anche la pubblica amministrazione. Quindi la pubblica amministrazione non

può essere non curante della legge europea perché esso è un diritto interno che

nei limiti vale subito nell’ordinamento interno e non può essere ignorato. Qual è

l’obbligo del giudice nazionale e quindi anche della pubblica amministrazione?

Ha l’obbligo di garantire la piena efficacia delle norme europea disapplicando

all’occorrenza e di propria iniziativa qualsiasi disposizione contrastante della

legislazione nazionale senza dover chiedere o attendere la previa rimozione in

via legislativa o mediante qualsiasi altro procedimento costituzionale. Più o meno

deve fare questo anche la pubblica amministrazione ed in caso di dubbio è

necessario porre un quesito. Si può recepire due volte una direttiva? Non è

vietato, ma non ha senso perché non si può cambiare il contenuto. Il diritto

europeo una volta che entra nell’ordinamento di uno stato non può più essere

modificato uno stato che vuole entrare nell’UE deve far entrare nel proprio

ordinamento tutto il patrimonio normativo che è stato emanato a partire dal ’57 e

che per gli altri stati è diventato diritto interno acquis communautaire.

Sentenza Francovich è un signore che abitata a Treviso e dopo il fallimento

dell’impresa ha diritto alla buona uscita.

Si scopre che c’è una direttiva che l’Italia non ha mai recepito che afferma che lo

stato deve creare un fondo speciale TFR a cui contribuiscono le imprese da

utilizzare quando l’impresa non ha fondi ed il lavoratore non può avere i soldi che

gli spettano. Nel caso in cui uno stato non recepisca una direttiva e causi dei

danni a qualcuno, lo stato è tenuto a risarcire la persona? Lo stato deve risarcire.

La corte ha affermato che devono sussistere queste condizioni affinché ci sia

stato un danno: 1)il risultato previsto dalla direttiva deve implicare dei vantaggi a

favore dei singoli; 2) il contenuto di questi diritti deve essere ricavato dalla

direttiva, cioè deve dettagliare le modalità di attribuzione di questi diritti; 3)

dimostrazione del danno subito.

Il risarcimento deve essere proporzionato al danno e c’è un limite di prescrizione

di cinque anni. Se un cittadino si rivolge ad un giudice e questo non applica la

direttiva, chi risponde del danno? Il giudice deve applicare il diritto europeo (tutti i

giudici però di sicuro il giudice di ultima istanza, la Cassazione, di sicuro deve

applicarlo). La Cassazione applica il diritto europeo sennò si rivolge alla corte di

giustizia in caso di dubbi o, peggio ancora, disapplica il diritto europeo. La multa

viene pagata dallo stato anche se il giudice sbaglia. In occasione di una

causa, l’Italia si è opposta perché nel nostro stato vi è l’assoluta indipendenza

dei giudici. La legge italiana dice che se un giudice sbaglia, paga. Ma paga

quando? Quando c’è dolo o colpa grave del magistrato. La corte ha sanzionato

lo stesso lo stato italiano.

La diretta applicabilità del diritto europeo riguarda i cosiddetti effetti verticali,

ossia gli effetti tra il cittadino e lo stato quindi io posso far valere come cittadino

la direttiva nei confronti dello stato. Esiste anche l’effetto orizzontale*? Ma se lo

stato non l’ha recepita ed io da privato sì, cosa succede? No, non è obbligato.

*[l’effetto orizzontale è la possibilità di far valere una direttiva nei confronti di un

altro privato.]

Si può solo avere questo effetto se si riesce a dimostrare che quel

comportamento ha effetto su altre materie di competenza europea (per meglio

dire, bisogna dimostrare che quel comportamento dia un danno per danneggiare

un concorrente). E’ fondamentale che in uno stato si recepisca una direttiva

sennò si va contro il principio costituzionale dell’uguaglianza.

Le decisioni sono un atto normativo particolare perché possono valere per un

solo stato, o per persone fisiche o giuridiche serve a comunicare ad uno stato

che il suo comportamento deve essere modificato e si decide di dire che tipo di

comportamento deve tenere è un obbligo. Può anche essere generale ma di

solito colpisce un soggetto singolo. Sono previste anche sanzioni nei confronti

dello stato che non le rispetta. La decisione è immediatamente vincolante sul

vertice interno ed ha titolo esecutivo, ci si può opporre facendo ricorso al

tribunale.

le raccomandazioni ed i pareri la prima è un invito che l’UE fa agli stati perché

tengano un determinato comportamento, ha un effetto di liceità, perché dopo una

raccomandazione diventa lecito un atto che di per sé è illecito ma che può

essere posto in essere per l’effetto della raccomandazione. Il parere è una

manifestazione di una volontà, di una posizione che si prende su una

determinata questione. Sono entrambi atti non vincolanti, però sempre tipici.

Negli atti atipici ci sono altri atti: accordi interistituzionali, modus

vivendi/dichiarazioni comuni e posizioni comuni (impegni comportamentali). Chi

applica il diritto dell’unione in Italia? Lo stato, che risponde come membro

dell’UE. In Italia anche le regioni hanno competenza legislativa su alcune materie

e se arriva una direttiva europea che impone l’adeguamento su alcuni campi che

sono competenza della regione, a chi tocca recepirla? Tocca sempre allo stato

recepire perché l’UE è un’organizzazione nazionale e non può farne parte una

regione. Lo stato si organizza come vuole a livello interno, ma a livello

dell’unione conta solo lo stato. Si scatenò un dibattito tra stato e regione perché

lo stato non poteva togliere sovranità su alcune materie a quest’ultima la corte

costituzionale ha affermato che le regioni non sono soggetti dell’UE ma ne fanno

parte operando nei principi dell’Unione Europea. Ed allora si parla di due grandi

problemi: uno è il problema della fase discendente del diritto europeo, cioè a chi

tocca percepire le direttive; l’altro è il problema della fase ascendente, cioè la

regione può far parte della vita comunitaria dell’UE. Possiamo avere un

presidente di una regione al posto di un ministro per rappresentare l’Italia

nell’UE? Sì, perché il rappresentante al consiglio non è un rappresentante del

governo ma dello stato. Quindi se noi decidiamo che è nostro interesse mandare

un presidente di regione lo possiamo fare.

24-10

Se arriva una direttiva o un regolamento non tocca allo stato recepirla ma alla

regione se questi parlano di argomenti di competenza esclusiva della regione. la

direttiva si trasforma in legge regionale, il regolamento ha efficacia diretta e la

regione farà un atto di interpretazione. La regione trasforma una norma europea

in norma regionale. Si attua anche in questo caso un principio di

proporzionalità, perché si fa la legge più vicina ai cittadini. Rimane il problema

che se la regione non recepisce nei tempi previsti la direttiva o attua il

regolamento, lo stato teme di finire davanti ai giudici. E quindi c’è questo

principio di sostituzione da parte dello stato nei confronti della regione con una

legge statale che ha effetti solo nella regione che non ha attuato il diritto. Questa

sostituzione viene applicando un principio di cedevolezza, ossia che la legge

regionale viene sostituita da quella statale. La regione è quindi parte attiva del

processo europeo, ma non è soggetto di diritto europeo perché lo è solo lo Stato.

La fase ascendente è che la regione viene coinvolta nella preparazione degli atti

comunitari. Il governo raccoglie le informazioni che ha acquisito dalle regione va

a discutere. A livello di consiglio le regioni possono sostituire lo stato quindi se lo

stato italiano vuole mandare il presidente di una regione lo può fare. Per quanto

riguarda il ricorso in via giurisdizionale le regioni possono ricorrere alla corte di

giustizia? Se l’UE legifera in una materia in cui non ha competenze ma è di

competenza totale delle regioni e se l’UE emana una direttiva, la regione non

può ricorrere alla corte perché non è soggetto di diritto interno. Se la regione,

quindi, vuole ricorrere alla corte lo può fare attraverso lo stato. E lo stato è

obbligato? Se lo chiede una sola non è obbligato se lo chiedono nell’ambito della

conferenza stato-regioni e lo chiede la maggioranza è obbligato. La regione può

ricorrere al tribunale? Sì, perché al tribunale possono ricorrere tutte le persone

fisiche e le persone giuridiche. Le regioni possono aprire delle ambasciate

presso l’UE (delle rappresentanze permanenti ossia l’ambasciata per tutelare i

propri interessi all’UE)? Sì, può aprire un ufficio di rappresentanza dove ci sono

dei funzionari regionali (non sono delle ambasciate).

Adattamento del diritto europeo.

La norma sull’immunità diplomatica si autoapplica al diritto italiano. Si può

successivamente cambiare la legge che ha ratificato un trattato? E’ vero che

pacta sunt servanda, ma un trattato internazionale può sempre essere

denunciato. Una volta che una norma europea entra dell’ordinamento interno e

diventa acquis communetaire non può essere modificata dal paese ma dall’UE,

l’UE è dotata di un potere di sovranazionalità. Quest’evoluzione inizia nel 1964

con la famosa sentenza Costa contro Enel, che riguarda questo avvocato che va

contro la nazionalizzazione dell’energia elettrica. In questa causa Costa sostiene

che la legge europea prevale su quella nazionale e la corte costituzionale

afferma che la legge nazionale fino a quando è in vigore prevale su quella

europea. Nel 1964 ricordo alla corte di giustizia che afferma il contrario. Nel

1973 c’è un’altra sentenza famosissima ‘’Frontini’’, nel 1977 causa

‘’Simmenthal’’. Rimane in questa vicenda la questione dei controlimiti ossia i

limiti invalicabili del diritto costituzionale sul diritto europeo. Che cosa succede se

una normativa europea viola i principi costituzionali italiani? Il sistema europeo

non può andare contro quello costituzionale, questa teoria oggi è superata

perché noi abbiamo due elementi costituzionali e non è possibile che l’UE violi

dei principi costituzionali quando lei stessa è obbligata a rispettarli. Rimane il

punto del rapporto tra le due corti: se il diritto italiano deriva molto da quello

europeo, la corte costituzionale può chiedere se quella legge è in linea con il

diritto europeo? Sì. Ma la corte costituzionale è obbligata in caso di dubbio a

fare rinvio alla corte di giustizia in caso di dubbio? Nel caso in cui il giudice di

cassazione abbia dubbi sulla correttezza può fare un rinvio alla corte per

chiedere come interpretare il diritto europeo ed è obbligato perché è giudice di

ultima istanza ed è obbligato, la corte costituzionale è giudice di ultima istanza

quindi è obbligata a farlo. Per esempio competenza regione-stato la corte è

rivolta alla corte di giustizia. Quindi ormai in Italia l’adattamento è un problema

superato. Un giudice che pensa che una legge italiana è in contrasto con una

norma europea, cosa deve fare? Disapplica la legge italiana e applica quella

europea, senza chiedere il permesso a nessuno e fa rinvio alla corte

costituzionale la quale cancellerà la legge italiana e se avesse qualche dubbio

farebbe rinvio alla corte europea. Nel campo legislativo siamo di fronte ad un

sistema di tipo federale perché il giudice non è un solo giudice italiano ma un

giudice europeo.

Tutela giurisdizionale sistema che permette ai membri di una comunità la

possibilità di far valere i propri diritti.

Corte e tribunale giurisdizione contenziosa ricorsi diretti, azione degli interessati

che fanno ricorso di fronte la corte di giustizia e sono quelli per inadempimento,

annullamento, quelli attivati attraverso una clausola compromissoria, ricorsi per

carenza. Questi sono tutti i ricorsi diretti. Poi c’è la giurisdizione non contenziosa

rinvio pregiudiziale.

Inadempimento, riguarda gli stati. Chi denuncia gli stati? La commissione

• europea, un altro stato membro art. 259. Non altri soggetti possono

denunciare. La denuncia parte dalla commissione ed essa accerta che c’è

uno stato che non ha rispettato il diritto europeo. C’è la fase

precontenziosa quando la commissione scopre che non è stata, per

esempio, percepito una direttiva. La commissione manda una lettera di

messa in mora avvertimento. Si cerca una mediazione insomma. Lo

stato risponde e fa presente le sue osservazioni e a questo punto dopo le

osservazioni la commissione indirizza allo stato un parere motivato prima

della denuncia per trovare una soluzione amichevole. Invece se la

procedura è promossa da uno stato membro deve anche lui tentare una

mediazione e poi una denuncia alla commissione i motivi per cui ritiene

che vi è stato inadempimento. La corte inizia una procedura tipica di un

tribunale, i giudici si trovano di fronte le parti: la commissione, lo stato

imputato, gli altri stati che hanno fatto la denuncia. Ognuno ha i propri

avvocati e si tutela di fronte ai giudici. Ma la commissione ha dei suoi

avvocati? Lo stato ha l’avvocatura di stato, la commissione ha i suoi

esperti giuridici. Ma c’è un avvocato dell’UE? Sì, l’avvocato generale che

ha la funzione di indirizzare, dare un parere tecnico indipendente, è l’ente

che interpreta in maniera corretta il diritto europeo. A questo punto si fa il

processo vero e proprio, sia scritto che orale. E poi vi sarà la sentenza. Gli

avvocati sono sia alla corte di giustizia che al tribunale in via esclusiva.

25-10

La sentenza della corte di giustizia, che è un vero e proprio tribunale con le

parti, ha lo scopo di decidere se lo stato o no ha violato i parametri previsti

non dà una pena. Ci sono due momenti diversi: di condanna e poi con la

stessa procedura di prima. Se la fase precontenziosa non porta a dei

miglioramenti si va di nuovo davanti alla corte e lo stato pagherà una


PAGINE

54

PESO

82.03 KB

AUTORE

ATB96

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ATB96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Porro Giuseppe.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto dell'unione europea

Riassunto esame Diritto Unione Europea, prof. Porro, libro consigliato Manuale breve di diritto europeo, Calamia
Appunto
Appunti di Diritto dell'Unione Europea
Appunto
Riassunto esame diritto dell'Unione Europea, libro consigliato Calamia
Appunto
Appunti integrali e aggiornati di diritto dell'Unione Europea, docente Vellano
Appunto