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Diritto dell'Unione Europea - l'integrazione europea Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto dell'Unione Europea per l'esame del professor Converti sul diritto dell'Unione Europea. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il processo d'integrazione europea, l'Atto Unico Europeo e la situazione politica degli Stati membri.

Esame di Diritto dell'Unione Europea docente Prof. A. Converti

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ESTRATTO DOCUMENTO

Economia e finanza

 Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (GAI)

 Occupazione, politica sociale, salute e consumatori

 Competitività

 Trasporti, telecomunicazioni ed energia

 Agricoltura e pesca

 Ambiente

 Istruzione, gioventù e cultura

La Costituzione europea, in via di ratifica, propone un nuovo sistema di esercizio della presidenza del Consiglio. La

presidenza del Consiglio sarà esercitata da un gruppo di tre Stati membri per un periodo di 18 mesi. Ciascun paese

eserciterà la presidenza per un periodo di sei mesi, assistito dagli altri due paesi sulla base di un programma

comune.

Il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio;

coordina le politiche economiche generali degli Stati membri; definisce e implementa la politica estera e di

sicurezza comune della UE; conclude, a nome dell'Unione, accordi internazionali tra la UE e uno o più Stati o

organizzazioni internazionali; coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione

di polizia e giudiziaria in materia penale.

Le delibere avvengono come indicato dal Trattato. A seconda delle materie si stabiliscono le procedure attraverso

le quali il Consiglio adotta le proprie delibere. Le procedure sono essenzialmente 3:

delibere adottate all’unanimità, per le quali è richiesta l’assenza di pareri negativi. Le astensioni dei membri

● presenti non impediscono la formazione dell’unanimità;

delibere a maggioranza semplice. In tali casi ogni stato conta per un voto

● delibere a maggioranza qualificata. È regolata dall’art. 205 che attribuisce ai voti dei membri la seguente

● ponderazione:

 Germania, Regno Unito: 29

 Polonia: 27

 Romania: 14

 Paesi Bassi: 13

 Belgio, Ungheria, Portogallo: 12

 Austria, Svezia, Bulgaria: 10

 Danimarca, Finlandia: 7

 Cipro, Estonia, Lettonia, Slovenia: 4

 Malta: 3

TOTALE: 345

La regola della maggioranza qualificata è studiata opportunamente per evitare due cose: che la coalizione

dei paesi piccoli formi maggioranza qualificata e che un paese grande da solo possa esercitare un diritto di

veto.

COREPER : è il Comitato dei rappresentanti permanenti degli stati membri presso le comunità. Il COREPER si

riunisce spessissimo, anche tutti i giorni se necessario. Tant’è vero che esiste uno sdoppiamento: COREPER I (dove

vi sono i vice-rappresentanti permanenti) e COREPER II (composto dai rappresentanti permanenti).

In pratica tutta la “routine” comunitaria viene eliminata dall’ordine del giorno del Consiglio e trattata in COREPER.

Data la necessità che l’approvazione promani dal Consiglio, si è inventata la c.d. procedura dei punti A. Questa

consiste nell’elencare, sotto il punto A dell’ordine del giorno del Consiglio, tutte le deliberazioni prese dal COREPER.

Il Presidente apre la seduta chiedendo se qualcuno ha obiezioni sul punto A e, se nessuno si pronuncia, tali delibere

si intendono approvate.

Commissione europea : (formalmente Commissione delle Comunità europee) è l'organo esecutivo dell'Unione Europea.

È un organo collegiale, composto da ventisette membri, detti commissari europei, ognuno dei quali scelto tra le

personalità di spicco dello Stato membro di appartenenza, al quale però non è legato da alcun titolo di

rappresentanza. Tra i membri sono compresi il presidente e uno o più vicepresidenti. La durata del mandato dei

membri è di 5 anni, svolgono le loro funzioni in piena indipendenza , infatti , non possono essere rimossi né dal

Consiglio, né dai governi nazionali. Solo il Parlamento, attraverso la mozione di censura, può chiedere le dimissioni

della Commissione.

La procedura di nomina è disciplinata dall'art. 214 e ha subito notevoli variazioni nel corso del tempo. Inizialmente

erano gli Stati membri che nominavano tutta la Commissione di comune accordo, ma in un secondo tempo il ruolo del

Parlamento crebbe d'importanza.

Attualmente, il presidente della Commissione è scelto dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata; la scelta deve

essere successivamente confermata dal Parlamento europeo. I rimanenti ventisei commissari vengono nominati dagli

stati membri, in accordo col Presidente. Alla fine l'intera Commissione deve essere approvata dal Parlamento

europeo.

È opportuno fare una precisazione anche alla luce delle modifiche apportate dal trattato di Nizza:

dal 1° novembre 2004, con l’insediamento della nuova Commissione europea, si ha un rappresentante per ogni

● stato membro. I 5 stati che in precedenza godevano di 2 commissari (Germania, Francia, Italia, Spagna e GB)

hanno dovuto rinunciare al secondo rappresentante.

con l’adesione del 27° stato il numero di componenti sarà inferire al numero degli stati e sarà fissato dal

● Consiglio con delibera adottata all’unanimità; inoltre i membri saranno scelti secondo una rotazione paritaria le

cui modalità sono fissate dal Consiglio.

Attualmente l'esecutivo europeo, presieduto dall'ex Primo ministro portoghese José Manuel Barroso (succeduto a

Romano Prodi), è quindi composto da 27 commissari.

Il Presidente della Commissione dispone di importanti poteri, ai sensi dell'articolo 217 del trattato CE che gli

consentono di garantire la coerenza e l'efficacia di un collegio più ampio dopo l'adesione dei nuovi Stati membri.

Così, ad esempio, il Presidente stabilisce gli orientamenti politici che consentono alla Commissione di assolvere i

propri compiti e decide l'attribuzione delle competenze tra i membri del collegio dei commissari, nonché eventuali

modifiche di ripartizione dei portafogli nel corso del mandato.

La Commissione europea incarna e difende l'interesse generale dell'Unione europea. Grazie al diritto di iniziativa

quasi esclusivo sugli atti legislativi, la Commissione è considerata il motore dell'integrazione europea. Nel quadro

delle politiche comunitarie, essa predispone ma anche attua gli atti legislativi adottati dal Consiglio e dal Parlamento

europeo.

La Commissione ha inoltre poteri di esecuzione, di gestione e di controllo. Essa assicura in effetti la

programmazione e l'attuazione delle politiche comuni, esegue il bilancio e gestisce i programmi comunitari. In

qualità di "custode dei trattati" essa vigila anche affinché sia applicata la legislazione europea.

Corte dei Conti : ha sede a Lussemburgo, è composta da un cittadino di ciascuno Stato membro. I suoi membri sono

nominati per sei anni (rinnovabili) con decisione del Consiglio dell'Unione europea adottata a maggioranza

qualificata, previa consultazione del Parlamento europeo. La Corte dei conti esercita la sua attività in completa

indipendenza.

La Corte controlla la legalità e la regolarità delle entrate e delle spese dell'Unione europea (e di ogni organismo

creato dalla Comunità) e ne accerta la sana gestione finanziaria. Essa fornisce al Parlamento europeo e al Consiglio

una dichiarazione di affidabilità relativa ai conti oltre di legalità e regolarità delle operazioni relative. Essa redige

una relazione annuale, pubblicata nella Gazzetta ufficiale alla fine di ogni esercizio finanziario.

In base al trattato di Amsterdam, la Corte dei conti è chiamata a riferire al Parlamento europeo e al Consiglio in

merito ad ogni caso di irregolarità. Inoltre, il suo potere di controllo è stato esteso anche ai fondi comunitari

gestiti dagli organismi esterni e dalla Banca europea per gli investimenti. Tuttavia, essa non dispone di un potere di

sanzione.

Comitato economico e sociale : è un organo consultivo dell'Unione Europea, creato con il Trattato di Roma del 1957

nell'ambito dell'allora Comunità Economica Europea.

Il Comitato è costituito da rappresentanti delle varie componenti di carattere economico e sociale della società

civile organizzata, in particolare dei produttori, agricoltori, vettori, lavoratori, commercianti e artigiani, nonché

delle libere professioni, dei consumatori e dell'interesse generale.

Tramite tale Comitato i gruppi economici nello stesso rappresentati possono essere consultati su alcune materie,

definite dal Trattato, ed hanno la possibilità di esprimere il proprio parere in merito all'operato della Commissione

europea così come quello del Consiglio e del Parlamento europeo.

La funzione del Comitato economico e sociale è puramente consultiva, sebbene il Trattato di Maastricht ne abbia

aumentato l'importanza. Attualmente il Comitato esprime pareri in merito a:

Cooperazione economica e sociale

 Ambiente

 Educazione

 Salute

 Tutela dei consumatori

 Industria

 Reti trans-europee

 Tassazione indiretta

 Fondi strutturali

Per alcune di queste materie il Comitato economico e sociale coopera con il Comitato delle regioni.

Corte di giustizia : ha il compito di garantire l'osservanza del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei

trattati istitutivi dell'Unione europea e nell'interpretazione e nell'applicazione della Costituzione europea, nel

momento in cui e qualora essa diventi operativa.

La Corte è composta da 27 giudici, uno per Stato membro, assistiti da otto avvocati generali. I giudici e gli avvocati

generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri con mandato di 6 anni, rinnovabile. Essi

sono scelti tra i giuristi di notoria competenza e occupanti alte cariche nei paesi d'appartenenza.

I giudici della Corte designano tra loro il presidente della Corte con un mandato di 3 anni, rinnovabile. Gli avvocati

generali hanno il compito di presentare pubblicamente, in piena imparzialità ed indipendenza, delle conclusioni sulle

cause più importanti. La Corte può riunirsi in seduta plenaria, in grande sezione (13 giudici) o in sezioni composte da

cinque o tre giudici. Essa si riunisce in grande sezione quando lo richiede uno Stato membro o un'istituzione parte

della causa, nonché per trattare cause particolarmente complesse o importanti. Le altre cause vengono trattate

dalle sezioni di cinque o tre giudici. La Corte si riunisce in seduta plenaria in casi molto eccezionali tassativamente

previsti dai trattati e quando la Corte ritiene che una causa rivesta un'eccezionale importanza. Il quorum della

seduta plenaria è di quindici giudici.

Nell'ambito della sua missione, la Corte di giustizia è stata dotata di ampie competenze giurisdizionali, che esercita

nell'ambito delle varie categorie di ricorsi. La Corte è in particolare competente a pronunciarsi sui ricorsi di

annullamento o per carenza presentati da uno Stato membro o da un'istituzione, sui ricorsi per inadempimento

diretti contro gli Stati membri, sui rinvii pregiudiziali e sulle impugnazioni delle decisioni del Tribunale di primo

grado. Questi suoi poteri sono applicati in diverse forme:

col ricorso per inadempimento la Corte controlla il rispetto, da parte degli Stati membri, degli obblighi sanciti

 dal diritto comunitario e della Costituzione. Il ricorso alla Corte di giustizia è preceduto da un procedimento

preliminare (la cd. procedura di infrazione) avviato dalla Commissione, nel corso del quale lo Stato membro ha la

possibilità di rispondere alle accuse. Se tale procedimento non porta lo Stato membro a porre fine

all'inadempimento, viene presentato alla Corte di giustizia un ricorso per violazione del diritto comunitario,

proposto dalla Commissione oppure da un altro Stato membro. Se la Corte accerta l'inadempimento, lo Stato è

tenuto a porvi fine immediatamente. Qualora lo Stato non ottemperi alla sentenza della Corte, la Commissione

può avviare una nuova procedura di infrazione che può portare ad un nuovo deferimento dello Stato di fronte

alla Corte di giustizia, la quale, se accerta l'inadempimento (mancata esecuzione della sentenza precedente),

condanna lo Stato al pagamento di una ammenda;

col ricorso per annullamento il ricorrente chiede alla Corte l'annullamento di un atto legislativo di

 un'istituzione comunitaria. Il ricorso di annullamento può essere proposto dagli Stati membri, dalle istituzioni

comunitarie o da un privato se l'atto lo riguarda direttamente;

col ricorso per carenza la Corte di giustizia e il Tribunale vagliano la legittimità dell'inerzia delle istituzioni

 comunitarie. Tale ricorso può essere presentato solo dopo che l'istituzione è stata invitata ad agire: una volta

accertata l'illegittimità dell'omissione, spetta all'istituzione interessata porre fine alla carenza mediante

misure adeguate;

con la procedura atta alla risoluzione delle controversie relative al "risarcimento danni" la Corte è chiamata a

 giudicare in materia di responsabilità extracontrattuale riguardante i danni causati dalle istituzioni o dagli

agenti della Comunità nell'esercizio delle loro funzioni. La caratteristica di tale procedura consiste nella totale

autonomia ed indipendenza dalle procedure di "ricorso per annullamento" e "ricorso per carenza";

con la procedura di impugnazione la Corte statuisce sui ricorsi contro le sentenze del Tribunale di primo grado.

 Se l'impugnazione è fondata, la Corte annulla la sentenza del Tribunale (con o senza rinvio degli atti al Tribunale

stesso), altrimenti la conferma;

con il riesame la Corte può eccezionalmente statuire sulla legittimità delle decisioni con le quali il Tribunale di

 primo grado statuisce sui ricorsi contro le decisioni del Tribunale della funzione pubblica.

con il rinvio pregiudiziale un giudice di un tribunale nazionale di uno Stato membro dell'Unione può, e in alcuni

 casi deve, chiedere alla Corte di precisare una questione relativa all'interpretazione del diritto comunitario. La

risposta della Corte, tramite una sentenza giuridicamente vincolante, è l'interpretazione ufficiale della

questione e come tale vale per tutti gli Stati membri;

*Principio del primato del diritto comunitario con questa espressione s’intende quel principio per cui in caso di

:

conflitto, di contraddizione o di incompatibilità tra norme di diritto comunitario e norme di diritto nazionale, le

prime prevalgono sulle seconde. Se la norma nazionale dovesse prevalere su quella comunitaria i diritti attribuiti

ai singoli dall’ordinamento comunitario non troverebbero alcuna tutela.

Il principio del primato del diritto comunitario fu affermato per la prima volta nella celebre sentenza Costa c.

Enel e ribadito con la sentenza Amministrazione delle Finanze c. Simmenthal.

Costa c. Enel: la causa fu sollevata dall’avvocato Costa che, sentendosi leso dalla nazionalizzazione dei

● mezzi di produzione e di distribuzione dell’energia elettrica in Italia, si rifiutò di pagare una esigua

bolletta alla nuova impresa (ENEL) sostenendo che la legge di nazionalizzazione era contraria ad alcune

disposizione del Trattato di Roma. Il giudice conciliatore cui fu presentata la causa ritenne di doversi

rivolgere alla Corte di Giustizia. La corte costituzionale italiana affermava che, poiché i trattati

comunitari erano stati ratificati con una legge ordinaria, questi trattati non sfuggivano ai principi sulla

successione delle leggi (quindi potevano essere abrogati o modificati da norme interne successive!).

Secondo il nostro ordinamento, il giudice conciliatore avrebbe dovuto applicare la legge italiana anche se

contraria alle norme di un trattato internazionale. La posizione della Corte di Giustizia fu totalmente

differente, infatti affermò che:

con l’istituzione della Comunità gli stati membri hanno limitato i loro poteri sovrani e creato un

▫ complesso di diritto vincolante per i loro cittadini e per loro stessi.

tale limitazione di sovranità ha come conseguenza l’impossibilità di far prevalere contro tale

▫ ordinamento un provvedimento unilaterale ulteriore.

Amministrazione Finanze c. Simmenthal: l’intervento in questa causa era stata chiesta dal pretore di Susa

● il quale domandava se i giudici nazionali, nell’ assicurare ai cittadini i diritti attribuiti loro dal diritto

comunitario, dovessero disapplicare le disposizioni contrastanti da quelle comunitarie. La Corte di

giustizia, contestando l’orientamento seguito dalla Corte Costituzionale Italiana, sottolineava la necessità

di un controllo diffuso nel quale spettasse a ciascun giudice nazionale, in sede di applicazione delle norme

comunitarie, garantire la piena efficacia delle stesse, disapplicando la norma interna contrastante senza la

necessità di sollecitare l’intervento della Consulta.

Consigli europeo : è nato inizialmente come un organo informale di cooperazione politica che riuniva almeno due volte

l’anno i capi di stato e di governo dei diversi Stati membri. Non era un organo previsto dai trattati istitutivi delle

Comunità e doveva originariamente svolgere un ruolo di stimolo per le più importanti iniziative politiche della

Comunità.

Il riconoscimento formale del fondamentale ruolo assunto nel corso degli anni è avvenuto dapprima con l’AUE e poi

più esplicitamente con il Trattato di Maastricht.

È un organo che si riunisce periodicamente per esaminare le principali problematiche del processo di integrazione

europea. Alle riunioni di tale organo partecipano i capi di stato o di governo degli stati membri, assistiti dai ministri

degli esteri, nonché il presidente della Commissione europea ed un altro membro della Commissione.

Il ruolo di Presidente del Consiglio europeo spetta di diritto al capo di governo o capo di stato dello stato membro

che esercita la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione Europea.

Il ruolo di Presidente non dà assolutamente una qualifica superiore agli altri capi di stato, ma semplicemente quella

di primus inter pares (primo tra uguali).

I Consigli europei ordinari si svolgono ogni anno a Giugno e a Dicembre. I Consigli europei speciali o straordinari si

tengono a Bruxelles e sono convocati per affrontare singole questioni rimaste irrisolte a livelli inferiori. Si tengono

inoltre dei Consigli informali, senza una data fissa.

Tale organo presenta al Parlamento Europeo una relazione dopo ciascuna riunione e una relazione scritta annuale sui

progressi compiuti dall'Unione.

Le sue competenze possono essere classificate in due categorie:

competenze generali, che si traducono nel dare gli impulsi necessari per lo sviluppo dell’unione europea e nella

● definizione degli orientamenti politici generali;

competenze specifiche che riguardano i tre pilastri dell’UE. In particolare:

● nel primo pilastro, la politica dell’occupazione; in questo caso esamina annualmente la condizione della

a) disoccupazione e adotta tutte le conclusioni che ritiene opportune.

nel secondo pilastro, interviene nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune, con il compito di

b) definire gli orientamenti generali e di decidere le strategie che il Consiglio dell’UE deve adottare.

nel settore della cooperazione rafforzata. Se uno stato si oppone alla concessione dell’autorizzazione

c) dell’avvio della cooperazione, è possibile investire il Consiglio europeo della questione affinché decida.

Talvolta il Consiglio europeo opera come Consiglio dell’UE riunito nella composizione di capi di stato e di governo:

nell’ambito dell’unione economica e monetaria. Al Consiglio è attribuito il compito di decidere se uno stato

 soddisfa le condizioni per il passaggio alla moneta unica;

nell’ambito della tutela dei diritti umani;

 nella procedura di nomina del Presidente della Commissione.

 ATTI GIURIDICI COMUNITARI

diritto comunitario derivato

Con l’espressione “atti giuridici” (art. 249!) si individua il c.d. , ossia quel complesso di

norme posto in essere dalle istituzioni comunitarie, che trova la sua fonte diretta nei Trattati (diritto comunitario

originario).

Pur inserendosi tutti a pieno titolo nel sistema delle fonti del diritto comunitario, gli atti comunitari hanno diversa

portata. Essenzialmente distinguiamo:

atti ad efficacia giuridica non vincolanti, ossia raccomandazioni e pareri che permettono alle istituzioni

▫ comunitarie di esprimersi nei confronti degli stati membri, senza imporre ai destinatari obblighi precisi;

atti ad efficacia giuridica vincolante, ossia i regolamenti, le decisioni e le direttive.

Pareri : si tratta di un atto non vincolante emanato dalla Commissione delle Comunità europee, dal Consiglio, dal

Parlamento, dalla Corte di giustizia, dal Comitato economico e sociale. Il parere tende a fissare il punto di vista

della istituzione che lo mette in ordine in una specifica questione. Analogamente alle raccomandazioni non sono

sottoposti ad alcuna forma specifica (tranne nel caso dei pareri motivati, per i quali è necessaria una motivazione

espressa). Possono essere pareri facoltativi, obbligatori e vincolanti. La differenza tra obbligatorio e vincolante

risiede nel fatto che rispetto al primo c’è l’obbligo di chiederlo ma non di seguirlo, mentre nel secondo sussiste

l’obbligo non solo di chiederlo ma anche di uniformarsi allo stesso! I pareri vincolanti sono previsti nella forma del

parere conforme del Parlamento.

Raccomandazioni : è uno degli atti delle istituzioni comunitarie che non ha efficacia vincolante. Non sono sottoposte

ad alcuna forma particolare e possono essere emanate dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione. Possono

essere rivolte sia agli stati membri che alle istituzioni comunitarie o ancora ai soggetti di diritto interno degli stati

membri..

Direttive : è un atto vincolante delle istituzioni comunitarie previsto dall’art. 249 del Trattato istitutivo della

vincolano lo stato membro cui sono rivolte per quanto riguarda

Comunità europea il quale stabilisce che le direttive

il risultato da raggiungere . Requisiti formali della direttiva sono:

la portata individuale. Esse hanno come destinatari gli stati membri. A tal proposito si distinguono in

▫ generali (se indirizzate a tutti gli stati) e particolari (se indirizzati ad uno o ad alcuni di essi).

l’obbligatorietà del risultato. A differenza dei regolamenti e delle decisioni le direttive impongono solo

▫ l’obbligo di raggiungere l’obiettivo, lasciando liberi gli stati di adottare le misure dagli stessi ritenute

opportune.

la motivazione. Devono essere motivate e devono riferirsi ai pareri obbligatori previsti dal trattato.

A causa del loro carattere individuale devono essere notificati ai destinatari e acquistano efficacia dalla data della

notifica; è tuttavia adottata la prassi di pubblicarle anche sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE oltre naturalmente a

notificarle. Le direttive fissano anche un termine di attuazione. Pertanto se gli stati membri entro i termini non

adottano le misure interne di esecuzione, commettono una violazione del trattato che può portare all’avvio di un

ricorso per inadempimento.

Le direttive non sono applicabili direttamente ma hanno un’efficacia mediata attraverso i provvedimenti che gli

stati intenderanno adottare. Nell’ordinamento italiano le direttive sono normalmente recepite attraverso la c.d.

legge comunitaria, anche se nulla vieta che possa essere emanata una legge specifica che provveda al recepimento di

una o più direttive.

*Legge comunitaria: si tratta di una legge con la quale vengono disciplinate le modalità di attuazione della

normativa comunitaria nell’ordinamento italiano. La sua emanazione è stata disposta dalla nota legge La Pergola.

I ritardi accumulati nel recepimento delle direttive e delle decisioni hanno portato a gravi inadempienze dello

stato italiano nei confronti della Comunità e alle conseguenti condanne della Corte di giustizia. Per accelerare il

processo di adeguamento alla normativa comunitaria “L a Pergola” ha previsto che entro il 31 gennaio di ogni anno

il governo presenti un disegno di legge recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti

dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee”, meglio noto come legge comunitaria.

Direttiva dettagliata : sono direttive che, oltre all’enunciazione dei principi e dei criteri generali e delle regole

finali destinate ad essere tradotte dal singolo stato in norme di dettaglio, indicano con precisione le norme interne

che gli stati sono tenuti ad adottare. In tal caso la discrezionalità dello stato si limita solo alla scelta della forma

giuridica interna da dare alla norma (legislativa, regolamentare o amministrativa). Nella sostanza è un regolamento.

Decisioni : atto vincolante delle istituzioni comunitarie, contemplato dall’art. 249 del trattato istitutivo della

comunità europea, il quale stabilisce che la decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa

designati. La decisione si rifà all’atto amministrativo dei sistemi giuridici nazionali. Elementi basilari di tale atto

sono: la portata individuale. È riferibile ai singoli destinatari, sia essi individui che stati membri designati

▫ dall’atto;

la motivazione. È sufficiente che indichi le ragioni sulle quali l’atto è fondato al fine di evitare abusi da

▫ parte delle istituzioni;

l’obbligatorietà in tutti i suoi elementi, sia in base al risultato sia ai mezzi utilizzati per raggiungere

▫ l’obiettivo indicato.

Le decisioni sono normalmente emanate dalla commissione, mentre il Consiglio, di regola, approva solo quelle

indirizzate agli stati membri. Come le direttive, vengono notificate ai destinatari ed acquistano efficacia dalla data

di notifica.

L’efficacia delle decisioni varia a seconda che l’atto sia rivolto agli stati membri o ai singoli individui. Nel primo caso

le disposizioni obbligano lo stato destinatario ad avere un certo comportamento, lasciando poi allo stesso libertà di

scelta sulle modalità di attuazione (se contiene anche forme e mezzi di esecuzione si parla di efficacia diretta!). se

le decisioni sono rivolte ai singoli individui hanno efficacia diretta perché spetta all’istituzione (e non allo stato

membro) il compito di garantire l’osservanza.

Regolamenti : atti vincolanti emanati dalle istituzioni comunitarie che si caratterizzano per 3 elementi principali:

hanno portata generale, essendo indirizzati a tutti i soggetti giuridici comunitari;

▫ sono obbligatori in tutti i loro elementi le norme che si pongono in esse sono destinate a disciplinare la

▫ materia e vanno osservate come tali dai destinatari);

sono direttamente applicabili.

Rappresentano per tanto tipiche norme self-executing, cioè operanti senza atti di adattamento da parte degli

ordinamenti degli stati.

Il processo di formazione dei regolamenti è abbastanza complesso; essi in genere sono emanati dal Consiglio su

proposta della Commissione. Al processo di formazione viene associato anche il PE, attraverso una delle procedure

previste dal trattato (cooperazione, codecisione, del parere conforme, consultazione). Il principale requisito

formale previsto per i regolamenti è la motivazione ossia la situazione complessiva che ha condotto alla sua adozione

e gli scopi generali che si propongono. I regolamenti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE ed entrano in

vacatio legis

vigore dopo un periodo di di 20 giorni, meno che una data diversa non sia stata indicata nel

regolamento stesso. COSTITUZIONE EUROPEA

Col termine Costituzione Europea si suole chiamare il Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa. Il suo

scopo, oltre a quello di sostituire i diversi trattati esistenti che al momento costituiscono l'ossatura giuridica

dell'Unione Europea, è principalmente quello di dare all'UE un assetto politico chiaro e definitivo riguardo le sue

istituzioni, le sue competenze, le modalità decisionali, la politica estera.

A dispetto del nome, però, non si tratta di una vera costituzione che sancisce la nascita di una sovranità (come la

costituzione federale degli Stati Uniti d'America), bensì di una sorta di Testo Unico, in cui vengono solo recepiti e

riordinati testi giuridici preesistenti, con poche vere innovazioni e senza alcun trasferimento di sovranità.

La Costituzione europea si compone di un preambolo, di quattro parti (per un totale di 448 articoli), di 36 protocolli,

due allegati, un Atto finale:

il preambolo enuncia i principi e gli obiettivi ideali dell'Unione,

 la prima parte enuncia la sua natura, le sue istituzioni, i suoi principi e i suoi simboli,

 la seconda parte integra la precedente Carta dei diritti fondamentali,

 la terza parte enuncia le disposizioni che regolano il funzionamento pratico dell'Unione nei vari settori,

 la quarta parte, formata da soli 9 articoli, le disposizioni generali e finali (ad es. applicazione territoriale

 della Costituzione)

i protocolli spiegano alcune particolari regole di funzionamento,

 i due allegati sono delle postille,

 l'Atto finale sintetizza la Costituzione e funge da conclusione.

Il 29 ottobre 2004 si è svolta a Roma la cerimonia (trasmessa in eurovisione) della firma del Trattato che adotta

una Costituzione per l’Europa. Hanno firmato la Costituzione i capi di Stato o di governo dei 25 paesi dell’Unione

europea e i loro ministri degli esteri. Bulgaria, Romania e Turchia, in qualità di paesi candidati, hanno firmato solo

l’Atto finale, mentre la Croazia ha partecipato come osservatore.

La firma della Costituzione è avvenuta nella Sala degli Orazi e Curiazi, la stessa storica sala in cui il 25 marzo 1957

i sei paesi fondatori firmarono i trattati che istituivano la CEE e l’Euratom (Trattati di Roma).

Le principali innovazioni della Costituzione

Rispetto ai precedenti trattati la Costituzione introduce un certo numero di novità, peraltro più formali che

sostanziali. Tali novità vorrebbero semplificare il processo decisionale e conferire all'Unione e alle sue istituzioni

maggiori poteri per operare. Le principali sono le seguenti:

Viene abolita la struttura in 3 pilastri e creata un'organizzazione unica che racchiude le precedenti

 Comunità europee e l'Unione europea.

Viene sancita la personalità giuridica dell'Unione europea (finora riconosciuta solo alle Comunità europee).

 Il Parlamento europeo ora elegge il presidente della Commissione europea; può avere un massimo di 750

 seggi con un minimo di 6 per Stato (la Convenzione aveva proposto un minimo di 4 senza soglia massima).

Viene abolita la presidenza a rotazione del Consiglio dell'Unione Europea: si instaura un presidente stabile,

 eletto a maggioranza qualificata dal Consiglio stesso con un mandato di due anni e mezzo rinnovabile una sola

volta; esso ha gli stessi compiti del presidente di turno attuale e rappresenta l'Unione europea (un po' come

il nostro presidente della Repubblica).

Ora il Consiglio europeo e il Consiglio dei Ministri dell'Unione non adottano più le scelte con la precedente

 ponderazione dei voti stabilita dal Trattato di Nizza, ma con la formula della maggioranza qualificata: una

risoluzione o una legge è approvata con il voto favorevole del 55% degli Stati membri (minimo di 15) che

rappresentino il 65% della popolazione europea; la minoranza di blocco deve comprendere almeno quattro

Stati. Anche se questa nuova formulazione viene presentata come un'innovazione decisiva, in realtà la

"Costituzione" si limita a prendere atto del permanere di questi "organismi" intergovernativi, che non sono

altro che una conferenza internazionale semipermanente.

Viene introdotta la figura del Ministro degli Affari esteri dell'Unione: esso riassume in sé e dunque elimina

 le precedenti figure dell'Alto Segretario per la Politica Estera e di Sicurezza Comune (attualmente Javier

Solana) e del commissario alle relazioni esterne; guida la politica estera dell'Unione, è vicepresidente della

commissione, presiede il Consiglio Affari esteri, è eletto a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo con

l'accordo del Presidente di commissione.

La Commissione europea resterà fino al 2014 composta da un componente per Stato membro (dunque 27

 membri dopo il 2007); in seguito sarà composta da un numero di membri pari ai 2/3 degli Stati membri e

funzionerà a rotazione.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Converti Alberto.

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