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Diritto di stabilimento

Riassunto diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi riguardante la materia di Diritto dell'Unione Europea. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la libera prestazione dei servizi, diritto di accesso, condizioni d'esercizio.

Esame di Diritto dell'Unione Europea docente Prof. N. Parisi

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DIRITTO DI STABILIMENTO E LA LIBERA PRESTAZIONI DI SERVIZI

E' ripartita tra fonti primarie e derivate,quest'ultime sono necessarie in relazione a quelle attività che nei vari stati

membri sono sottoposte a delle discipline per le condizioni di accesso e di esercizio. L'art. 47 prevede l'adozione di

direttive intese ad agevolare l'accesso alle attività non salariate e l'esercizio di queste attraverso il reciproco

riconoscimento dei diplomi,certificati ed altri titoli.

Con il diritto di stabilimento il trattato prende in considerazione il caso del soggetto che intende stabilirsi,cioè

esercitare stabilmente un'attività autonoma in in uno stato membro nel quale egli non era stabilito prima. Con la libera

prestazione dei servizi il trattato si riferisce alla possibilità che il soggetto presti la propria attività in uno stato membro

diverso da quello ove stabilito senza stabilirsi nello stato della prestazione. Lo stato membro sul cui territorio un

soggetto si stabilisce conserva ampi poteri nei confronti di questi e può imporgli il rispetto di condizioni d'esercizio che

non possono essere richieste ad un soggetto che agisca in quello stato a titolo di libera prestazione dei servizi ai sensi

dell'art.49. L'art. 50 descrive la libera prestazione dei servizi a titolo temporaneo e di una prestazione determinata e

non di una serie indefinita di prestazioni. Un'ulteriore differenza è che la corte stabilisce che il diritto alla libera

prestazione dei servizi implica che il soggetto in questione non partecipa alla vita economica dello stato membro

ospitante come avviene nel diritto di stabilimento.rientrano nella nozione di servizi quelli la cui prestazione si estende

per un periodo di tempo prolungato,persino più anni.

Un'attività autonoma è svolta senza vincolo di subordinazione rispetto al destinatario della prestazione,in maniera

indipendente e avviene dietro retribuzione.l'oggetto dell'attività può essere il più diverso,come le attività

commerciali,artigiane,libere professioni.per esercitare il diritto di stabilimento e della libera prestazione non è

necessaria la cittadinanza, è sufficiente che il cittadino per il fatto di aver risieduto regolarmente nel territorio di un

altro stato membro e di avervi acquistato una qualificazione professionale riconosciuta dal diritto comunitario si trovino

rispetto al loro stato d'origine in una situazione analoga a quella di tutti gli altri soggetti che fruiscono dei diritti e delle

libertà garantite dal diritto comunitario. Le disposizioni non si applicano ai cittadini di uno stato membro che intende

esercitare sul territorio dello stato membro un'attività senza aver precedentemente in un altro stato membro acquisito la

relativa qualifica professionale.tra i beneficiari degli istituti rientrano anche le persone giuridiche:le società,costituite

conformemente alla legislazione di uno stato membro e aventi la sede sociale,l'amministrazione centrale o il centro

d'attività principale all'interno della comunità.sono equiparate alle persone fisiche aventi la cittadinanza degli stati

membri.secondo la corte l'art 48 fa solo riferimento alle società che godono del diritto di stabilimento secondario

potendo solo aprire agenzie o succursali in uno stato diverso da quello della sede ma non potendo trasferire la sede

legale. La libera prestazione dei servizi comprende la libertà da parte dei destinatari dei servizi di recarsi in un altro

stato membro per fruire di tali servizi senza restrizioni.

L'art. 43 prevede che sono vietate restrizioni alla libertà di stabilimento e si estende anche alle restrizioni relative

all'apertura di agenzie,succursali.le forme di stabilimento consentite sono:

1. il diritto di stabilimento vero e proprio che si realizza quando un sogg. Stabilisce in uno stato membro diverso

dal proprio,il proprio unico centro d'attività(stabilimento primario)

2. il diritto di aprire agenzie,succursali che si realizza quando un sogg. che ha esercitato il diritto primario in uno

stato membro crea un ulteriore centro d'attività in un altro stato membro ( stabilimento secondario)

Per il diritto di stabilimento primario all'art.43 si tratta di una libertà di stabilimento che importa l'accesso alle attività

non salariate nonché la costituzione e la gestione di imprese e di società. In primo luogo comporta il diritto di accesso

alle attività non salariate nel territorio di un altro stato membro anche attraverso la costituzione di imprese; la norma poi

definisce le condizioni d'esercizio che lo stato membro dello stabilimento può imporre ai cittadini di altri stati membri

che intendono stabilirsi nel proprio territorio. Sotto il primo profilo l'art.43 vieta qualsiasi normativa che impedisca ai

cittadini di altri stati di svolgere determinate attività non salariate,sotto il II profili prescrive che i cittadini di altri stati

membri possano svolgere un'attività non salariata con il rispetto delle stesse disposizioni normative applicabili ai

cittadini dello stato di stabilimento e viene consacrato il principio del trattamento nazionale che prevede il divieto di

discriminazioni fondati sulla nazionalità,si tratta sia di discriminazioni dirette o palesi,sia indirette sia materiali.

Il diritto di stabilimento secondario consente al sogg. Già stabilito di aprire agenzie e succursali in un altro stato

membro un secondo centro d'attività senza rinunciare allo stabilimento nel primo stato. In esso si rinviene il diritto di

apertura che si riferisce solo ad attività commerciali o imprenditoriali e le condizioni di esercizio che riguardano il

trattamento nazionale,ma se nel I caso il trattamento si risolve nel divieto di discriminazioni,nel II lo stesso principio

impone che ai sogg. Che nel territorio nazionale posseggono solo un centro di attività secondario sia esteso il

trattamento che la legislazione locale riserva ai sogg.che hanno nel territorio nazionale lo stabilimento principale. Per la

libera prestazione dei servizi bisogna far riferimento all'art 48 secondo cui sono vietate le restrizioni alla libera

prestazione dei servizi all'interno della comunità nei confronti dei cittadini degli stati membri stabiliti in un paese della

comunità. Il prestatore può per l'esercizio della sua prestazione,esercitare a titolo temporaneo nel paese ove la

prestazione è fornita alle stesse condizioni imposte dal paese stesso ai propri cittadini. Da un lato esso attribuisce al

prestatore stabilito in uno stato membro il diritto di esercizio temporaneo della propria attività nello stato dove la

prestazione è fornita qualora i due stati non coincidono,dall'altro si fa riferimento al trattamento nazionale dove le

condizioni imposte al libero prestatore devono essere quelle imposte dal paese stesso ai propri cittadini. Sotto il I profilo

gli artt. Pongono divieti alle disposizioni presenti nelle legislazioni nazionali che riservano l'esercizio di una


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Parisi Nicoletta.

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