Che materia stai cercando?

Diritto dell'Unione europea

Appunti di diritto dell'Unione Europea basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Ruozzi dell’università degli Studi di Torino - Unito, Facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea in scienze dell'amministrazione e consulenza del lavoro. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto dell'Unione Europea docente Prof. E. Ruozzi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

risoluzione del parlamento e si può anche chiedere che l’opinione del parlamento venga poi

diffusa alle altre istituzioni o anche allo stato membro di cui è cittadino colui che ha inoltrato

la petizione

mediatore: difensore pubblico. È un istituto che ha origine in Nord Europa. Non è una

- procedura giurisdizionale, ma è un modo per il cittadino di far valere un malfunzionamento

dell’unione. È collegato al parlamento perché viene eletto all’inizio di ogni legislatura. Il

mediatore è una persona che deve soddisfare determinati requisiti: deve essere

indipendente e deve soddisfare i requisiti nel proprio stato per la carriera. Agisce

nell’interesse generale. È incompatibile con qualsiasi altra professione e si occupa di casi

di mala amministrazione. Il mediatore può procedere ad un indagine di sua iniziativa se lo

ritiene opportuno o può decidere di non procedere. Se decide di fare un’indagine tutte le

istituzioni devono collaborare e dare tutte le informazioni. Può decidere di fare un tentativo

di conciliazione fra le parti facendo alla fine un rapporto per il parlamento europeo. Può

anche decidere di archiviare. Può chiedere informazioni aggiuntive alle istituzioni

responsabili, che collaborano e forniscono le informazioni. Se nelle sue indagini il

mediatore si rende conto che c’è stata una violazione del diritto dell’Unione allora lo riferirà

alla corte di giustizia. Possono esistere delle sovrapposizioni tra petizioni e mediatore,

perché possono sovrapporsi.

Esiste un MEDIATORE SPECIALE, che è il mediatore dell’UE per la sottrazione

internazionale di minori che sboccia nel mandato d’arresto europeo creato nel 1987

Mediatore cerca un accordo tra i coniugi nei locali del parlamento o nel luogo di residenza

del minore, con un terzo soggetto (il mediatore) e l’assistenza dal punto giuridico e

burocratico del parlamento. Una volta escluse le fattispecie penali si fissano i punti di una

negoziazione e si fa una bozza di accordo  omologato da un tribunale interno

IL CONSIGLIO EUROPEO

Non ha alcuna funzione legislativa. Esso codifica una prassi (LA PRASS DEI VERTICI) che

è stata avviata fin dagli anni 60  erano delle riunioni periodiche fra capi di stato e di

governo. È solo a partire dal 74 che si comincia a parlare di CONSIGLIO EUROPEO.

Conclusioni della presidenza  atto non vincolante ma di indirizzo politico approvato alla

fine di ciascuna riunione

CHI SIEDE DENTRO IL CONSIGLIO? Capi di stato e di governo, presidente e presidente

della commissione. Il presidente dura in carica 2 anni e mezzo e può essere rinnovato una

volta. Non ha una posizione gerarchicamente sovraordinata. Egli convoca e presiede le

riunioni, prepara i lavori, facilita il consenso.

ha la funzione di RAPPRESENTANZA ESTERNA DELL’UE e si riunisce 2 volte a semestre,

salvo urgenze.

COME VOTA IL CONSIGLIO? Organo intergovernativo, organo che esprime l’anima degli

stati

Il consiglio può votare per consenso  è una tecnica decisionale più flessibile. Il presidente

di un assemblea formula una dichiarazione o un’idea e chiede in assemblea se qualcuno è

contrario. Se qualcuno è contrario alza la mano e allora non c’è consenso. Se nessuno alza

la mano allora c’è consenso. Gli stati più deboli difficilmente si oppongono.

Votare a unanimità  avviene per le decisioni più importanti e più critiche. Dentro al CE

l’astensione non osta al raggiungimento dell’unanimità

Votare a maggioranza  può essere semplice (50% + 1) oppure una maggioranza

qualificata (2/3) si vota senza presidenti, perché votando a maggioranza si usa il voto

ponderato. Ogni stato non ha un voto, ma gli stati hanno certe quantità di voti  il CE

assomiglia a una classica conferenza di stati

RUOLO DEL CE: ruolo di impulso e di diritto. È l’istituzione che detta le grandi direzioni per

l’integrazione. Può fungere da organo di seconda istanza rispetto al Consiglio. Può essere

un organo di politica attiva  svolge compiti che gli sono stati assegnati dai trattati

IL CONSIGLIO

Il Consiglio è un organo di natura intergovernativa perché è formato dai ministri degli stati

membri competenti per materia

FUNZIONI funzione legislativa (il legislatore è il Consiglio + il Parlamento). Interviene nella

procedura di bilancio. Ha una funzione esecutiva dell’UE, può occuparsi di certe decisioni.

Ha anche una funzione di definizione delle politiche e di coordinamento.

COMPOSIZIONE  ministri degli stati competenti per materia, perché il consiglio si riunisce

in diverse formazioni a seconda dell’ordine del giorno

VOTAZIONE  complicata perché se il consiglio vota a maggioranza qualificata, il voto è

ponderato. Gli stati non hanno la stessa quantità di voti. I voti devono essere il 65 % della

popolazione. La doppia maggioranza: permette di fare in modo che ci sia una decisione

passi solo se c’è un ampio numero di stati membri che rappresentano un’ampia parte di

popolazione.  creato dal Trattato di Lisbona

STRUTTURA INTERNA DEL CONSIGLIO  il C. si è dotato di numerosi organi che sono

funzionali all’adozione degli atti legislativi

• Presidenza: trio (Malta)  dura 6 mesi e va a rotazione. Esiste la prassi del cosiddetto TRIO

in base alla quale i 3 stati che hanno la presidenza (in questo momento – prima – dopo)

collaborano e congiuntamente creano un’agenda del consiglio per quell’anno e mezzo.

• COREPER  sta per comitato di rappresentanti permanenti. È diviso in 3 parti: una da

ambasciatori e l’altra da delegati nazionali che non hanno ruolo di ambasciatori. Sono

rappresentanti permanenti ed esprimono il punto di vista del proprio stato. Il COREPER

filtra le proposte della Commissione  se ritiene se su quel punto vi sia consenso e il

consiglio lo debba ratificare, lo matte al punto A dell’ordine del giorno. Se la questione deve

essere rimandata e quindi non c’è consenso, va inserita al punto B. il COREPER ha il

potere di bloccare le proposte

• Comitati istituiti dal COREPER (organi preparatori)  sono circa 150. Hanno ruolo di

preparazione. Sono creati da delegati degli stati membri. Possono essere permanenti o

meno. Preparano il lavoro del consiglio su determinati argomenti. Sono specializzati per

materia.

• Comitati istituiti dal Trattato/Consiglio  ci sono i comitati che sono istituiti dai trattati e quelli

istituiti dalla decisione del Consiglio. Hanno il compito di coordinare le attività in quel

settore, non pregiudicano il ruolo del COREPER e redigono una relazione per lui

CORTE DI GIUSTIZIA

È l’istituzione che si occupa della funzione giurisdizionale. Ha sede in Lussemburgo. Lo scopo è

quello di assicurare il rispetto del diritto dell’Unione e la sua uniforme applicazione in tutti gli Stati

membri. Il diritto dell’Unione viene applicato in primo luogo dai giudici interni e la Corte deve

assicurarsi che questa attuazione sia uniforme. Quando parliamo di Corte di Giustizia, rispetto ai

trattati di Lisbona, la si considera un’istituzione unitaria però è suddivisa in una pluralità di

formazioni:

1. la Corte di Giustizia;

2. tribunale, che una volta si chiamava tribunale di primo grado;

3. tribunale specializzati, in realtà parliamo di un tribunale specializzato.

La Corte di Giustizia, intesa come istituzione unitaria, ha 3 competenze:

1. conteziosa, in quanto giudica su una serie di contenziosi;

2. consultiva, perché può esprimere pareri;

3. pregiudiziale, competenza grazie la quale la Corte di Giustizia può aiutare il giudice interno

nell’interpretazione correttamente il diritto dell’Unione. Esiste uno specifico ricorso che si

chiama “rinvio pregiudiziale”, tramite il quale il giudice interno chiede aiuto alla Corte di

Giustizia per l’interpretazione del diritto dell’Unione.

La Corte di Giustizia, vera e propria, è formata da 8 avvocati generali e da un giudice per ogni

stato membro. La Corte si riunisce in plenaria molto raramente, solo in casi eccezionali. Le cause

normalmente vengono discusse da sezioni di 3 o 5 giudici. C’è un’altra possibilità che è la grande

sezione che coinvolge 13 giudici.

La riunione in plenaria è utilizzata, ad esempio, quando è in gioco l’uniformità dell’applicazione del

diritto dell’Unione negli Stati membri come potrebbe essere anche una questione di principio di non

discriminazione con un pericolo di errata interpretazione negli stessi Stati membri.

Il Tribunale (ex di tribunale di primo grado) che è stato creato nel 1988 con il compito originario di

sgravare la Corte di giustizia da tutti i ricorsi di cui deve occuparsi. Poi con il tempo è poi

intervenuta una divisione funzionale perché il Tribunale si occupa di ricorsi differenti da quelli di cui

si occupa la Corte di Giustizia. È formato da un giudice per ogni stato membro e può, ma non

necessariamente deve, essere assistito da degli avvocati generali che vengono scelti fra i giudici.

L’unico tribunale speciale esistente è quello sulla funzione pubblica che dirime le controversie fra

l’Unione e i suoi dipendenti. Per ora abbiamo un solo tribunale speciale e si occupa di questioni

specifiche come le controversie in materie di lavoro sopra descritte.

L’avvocato generale è una figura mutuata dall’ordinamento francese ed è un collaboratore della

Corte di Giustizia che presenta pubblicamente in modo imparziale e indipendente le sue

conclusioni su ciascuna causa. Persegue l’obiettivo della corretta applicazione del diritto

dell’Unione: stesso obiettivo della Corte, ma l’avvocato generale aiuta la Corte stessa con

un’interpretazione federe di quella che deve essere l’applicazione del diritto dell’Unione. Diventano

interessanti questi pareri perché l’imparzialità spesso lo differenzia da Corte e parti in cause. La

Corte non è tenuta all’osservanza di tali pareri, vista la caratteristica di assistenza del ruolo

dell’avvocato nei confronti della Corte stessa.

I tre livelli di Corte di Giustizia, intesa come istituzione unitaria, sono dovuti ad un sistema per così

dire gerarchico. Le sentenze del Tribunale possono essere riviste dalla Corte di Giustizia (anche se

solo per motivi di diritto senza rivedere i fatti perché sono già accertati) e poi le sentenze dei

Tribunali speciali possono essere impugnate nei Tribunali. È un sistema piramidale così

riassumibile: TRIBUNALI SPECIALI

TRIBUNALI

CORTE DI GIUSTIZIA

C’è una divisione funzionale del lavoro. Il Tribunale si occupa di ricorsi presentati da persone

fisiche e giuridiche. È importante considerare che le sentenze possono essere impugnate solo per

motivi di diritto. L’impugnazione della sentenza può essere fatta:

1. dalla parte soccombente;

2. dagli Stati membri;

3. dalle altre istituzioni europee, anche se non parte in causa perché esse hanno interesse

generale alla corretta applicazione del diritto dell’Unione.

I giudici e avvocati generali vengono nominati di comune accordo dagli Stati membri (per prassi

viene nominato un giudice per ogni stato). Essi agiscono in piena indipendenza e perciò non

agisce per nome, per conto o nell’interesse dello Stato. Uno Stato può suggerire un giudice che

non sia suo cittadino.

Gli avvocati generali sono solo 8: non c’è un avvocato per ogni Stato e quindi si alternano anche

se nella prassi, i 5 Stati membri più grandi, hanno un avvocato generale.

Tutti e due (giudici e avvocati generali) devono avere i seguenti requisiti:

1. indipendenza;

2. competenze che consentano di essere nominati per ricoprire nei loro Stati le più alte

cariche giurisdizionali (come per il mediatore);

3. noti giuristi di fama internazionale con grande esperienza.

Per la delicatezza del ruolo e i requisiti che queste figure devono possedere, è stato creato il

Comitato consultivo che è composto da 7 persone e sono ex membri di Corte o Tribunale

(denazionalizzazione delle nomine pur restando uno per Stato membro). Il comitato consultivo

esprime parere sulle nomine. Una di queste persone è proposta dal Parlamento europeo. Restano

in carica 6 anni e ci può essere un rinnovo parziale ogni 3 anni. Il Presidente resta in carica 3 anni.

Lo Statuto della Corte di Giustizia ha lo stesso rango dei trattati e quindi parliamo di diritto primario.

Nello Statuto si specifica di quali ricorsi si occupa il Tribunale e di quali se ne occupa, invece, la

Corte di Giustizia. Se voglio cambiare, modificare in qualche modo la suddivisione del lavoro fra

Corte e Tribunale, essendo diritto primario, bisogna considerare le procedure di revisione che sono

specifiche e che richiedono maggioranze aggravate.

I giudici e avvocati generali, se non soddisfano più i requisiti sopra citati o se violano degli obblighi

derivati del diritto dell’Unione, possono essere fatti decadere ed è decisione della Corte di Giustizia

all’unanimità. Non possono svolgere altre funzioni e godono di immunità fino alla fine della loro

carica.

Efficacia delle sentenze nell’ordinamento interno: in generale le sentenze che prevedono delle

sanzioni pecuniarie per persona giuridica, possono dare luogo ad esecuzione forzata (un prelievo

in termini economici oppure pignoramento di un bene). C’è un passaggio intermedio costituito dal

Ministero degli Affari Esteri che appone una formula esecutiva (una sorta di autorizzazione), senza

entrare nel merito della sentenza, ma garantendo solo la sua autenticità.

CORTE DEI CONTI

Assicura il controllo dei conti dell’Unione, ovvero assicurarsi che le entrate e uscite, siano regolari

e legittime e ci sia una sana gestione finanziaria. Esercita in alcuni casi una funzione consultiva. A

volte deve essere obbligatoriamente consultata e se questo non avviene si può ricorrere alla Corte

di Giustizia perché l’atto è illegittimo. Rispetto a questo tema della regolarità e della sana gestione

finanziaria potrebbe diventare interessate la nascita, se avverrà, della creazione della procura

europea perché si occuperebbe di quei reati che vanno a ledere gli interessi finanziari dell’Unione:

sarebbe un vero e proprio Pubblico Ministero dell’Unione.

E’ composta da un cittadino per Stato (come la Corte di Giustizia) con qualifiche specifiche in

questo settore o possono essere persone che fanno parte di organi nazionali che si occupano di

controllo conti. È un organo collegiale individuale perché sono autonomi, indipendenti, ma la

nomina è diversa rispetto alla Corte di Giustizia: il Consiglio a maggioranza qualificata per 6 anni. Il

Consiglio (i ministri) votano la lista di membri dopo la consultazione con il Parlamento, in base alle

proposte degli Stati membri.

istituzione unitaria ma suddivisa in pluralità di formazioni  comprende al suo interno la Corte di

giustizia, il Tribunale e i Tribunali specializzati.

competenze: contenziosa (sui ricorsi presentati da uno Stato membro, da un’istituzione o da una

persona fisica o giuridica), consultiva, pregiudiziale (su richiesta delle giurisdizioni nazionali, in

merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità degli atti adottati dalle istituzioni)

Corte di Giustizia: La sua funzione consiste nell’assicurare il rispetto del diritto nell’interpretazione

e nell’applicazione dei trattati. Ha sede a Lussemburgo. Possono aderire la Corte: gli stati membri,

le istituzioni dell’UE e le persone fisiche e giuridiche a determinate condizioni. Tutte le controversie

nascono e sono risolte nell’ambito del diritto dell’UE. La giurisdizione della Corte è obbligatoria.

Essa è formata da un giudice per ogni stato membro e 9 avvocati generali

Tribunale  condivide con la Corte di Giustizia la funzione di assicurare il rispetto del diritto

nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati. Il Trattato non indica il numero esatto di giudici

che compongono il Tribunale, ma si limita a stabilire che esso è composto da almeno un giudice

per SM. Quindi i giudici del Tribunale sono 28. I membri del Tribunale sono nominati di comune

accordo dai governi degli SM, previa consultazione del Comitato. Restano in carica 6 anni. Il

Tribunale siede in sezioni composte da tre, 5 o 13 giudici; nei casi previsti dal regolamento di

procedura può riunirsi in seduta plenaria o statuire nella persona di un giudice unico.

Tribunali specializzati

Avvocato Generale

nomina dei giudici e degli Avv. Generali: sono nominati di comune accordo dai governi degli stati

membri, previa consultazione di un comitato istituito per fornire pareri sull’adeguatezza dei

candidati all’esercizio di giudice e di avvocato generale della Corte di Giustizia e del Tribunale,

prima che i governi degli Stati membri procedano alle loro nomine. I giudici e gli avvocati generali

restano in carica per 6 anni, ma ogni 3 si procede ad un rinnovo parziale che riguarda 14 giudici e

ogni volta 4 avvocati generali; il mandato è rinnovabile. I giudici eleggono il Presidente e il

Vicepresidente della Corte di Giustizia per una durata di 3 anni, rinnovabile. Il Presidente si occupa

della direzione dei lavori e delle sedute, mentre il Vicepresidente assiste il Presidente e lo

sostituisce in caso di inadempimento o di vacanza della presidenza.

• La Corte si riunisce in sezioni (3 o 5 giudici) o grande sezione (15 giudici), qualora lo

richieda uno SM o un’istituzione dell’UE. La ripartizione delle cause tra sezioni è decisa dal

Presidente sulla base di criteri di massima stabiliti dalla Corte. È previsto per la Corte un

Cancelliere con funzioni giudiziarie e amministrative.

• Procedura  comprende una fase scritta, con scambio di memorie fra le parti, e una fase

orale, che è caratterizzata da una pubblica audizione. La Corte può condurre attività

istruttorie richiedendo l’assistenza giudiziaria delle autorità nazionali. Le udienze sono

pubbliche, mentre le deliberazioni sono segrete. Le sentenze, firmate dal Presidente e dal

Cancelliere, devono essere motivate e lette in pubblica udienza. Sono soggette a revisione

solo in casi eccezionali. Hanno efficacia vincolante

• Comitato consultivo per nomina dei giudici: è composto da 7 personalità, scelte fra ex

membri della Corte di Giustizia e del Tribunale, membri dei massimi organi giurisdizionali

nazionali e giuristi di notoria competenza, uno dei quali è proposto dal Parlamento europeo.

Il Consiglio adotta una decisione che stabilisce le regole di funzionamento di questo

comitato e una decisione che ne designa i membri. Esso delibera su iniziativa del

presidente della Corte di Giustizia.

• durata della carica/decadenza

• efficacia sentenze nell’ordinamento interno

• funzioni:

• legittimità e regolarità di entrate/uscite e sana gestione finanziaria

• funzione consultiva

• composizione: un cittadino/SM

• requisiti

• nomina

COMITATO DELLE REGIONI. COMITATO ECONOMICO E

SOCIALE

Organi di natura consultiva che, secondo il trattato, assistono il Parlamento, il Consiglio e la

Commissione. Agiscono come i comitati visti ieri, ovvero con ruoli consultiva. Questi comitati sono

molti vicini alle istituzioni. Sono creati dal trattato (diritto primario), non hanno una componente

strettamente governativa perché rappresentano le categorie produttive. Sono autonome sia dal

punto di vista regolamentare sia da punto di vista finanziario e hanno competenze e mandato

molto ampie, non sono settoriali. Lo scopo di questi due comitati è di assicurare che il

procedimento decisionale si svolga tenendo in conto gli interessi di tutte le parti in causa e anche

di quei settori della società civile non direttamente interessati.

IL CES rappresenta la società civile (settori civici, socio economici, professionali o culturali).

Rappresenta il punto di vista della società civile e anche delle categorie produttive. Riunisce i

rappresentati datori di lavoro, dei lavoratori dipendenti e quindi le cosiddette relazioni industriali

(rapporti Stato-datori di lavoro-dipendenti). Sono 350 membri in carica 5 anni. La composizione

viene riesaminata e ricomposta dal Consiglio. Questo per permettere anche una modifica della

composizione mantenendola aggiornata con le evoluzioni nei settori tecnologici o anche

economici. Nell’arco di questi 5 anni si possono manifestare specifici problemi di natura socio-

economica nell’Unione e allora, il Consiglio, si può nominare un rappresentante di una specifica

categoria (si pensi, ad esempio, ai problemi di Uber). Pur rappresentando delle categorie

produttive, le persone del CES, non sono vincolate da un mandato e devono lavorare nell’interesse

generale dell’Unione restando indipendenti. La composizione è riesaminata dal Consiglio, come

detto, ma sono nominati dagli Stati e il compito del Consiglio, quindi, è di riaggiornare la

composizione.

Il CES, come il CR, può deliberare le proposte che arrivano dagli Stati e ci sono casi in cui

occorrono pareri obbligatori (non vincolati, ma che le istituzioni sono obbligate a chiederlo come

condizione di legittimità nell’emanazione dell’atto presentato). Se il parere non viene emanato, chi

l’ha chiesto può deliberare e votare l’atto al termine del periodo dato per l’ottenimento del parere.

Possono anche adottare atti di natura più generale, in cui si esprimono su un dato problema.

Il CES è articolato in tre gruppi:

1. datori di lavoro;

2. lavoratori;

3. altri rappresentati, altri componenti economiche e sociali.

Il CR ha un ruolo simile al CES con una rappresentanza diversa, infatti, non rappresenta le

categorie produttive, ma rappresenta le collettività regionali e locali degli Stati membri dell’Unione.

Il CR dà la possibilità a queste collettività di rappresentare il proprio punto di vista senza

mediazione degli Stati membri. È composto dalle collettività regionali e locali. Con la formazione e

l’attuazione degli atti legislativi si materializza l’altro modo con cui le regioni entrano nel vivo delle

questioni dell’Unione.

I membri non sono vincolati da mandato e siedono a titolo personale e quindi totalmente

indipendenti. Queste persone nell’ambito di una collettività devono essere state elette a livello

locale. Se questo requisito viene meno, vengono meno le condizioni per far parte di questo

comitato e quindi dovrebbero essere sostituiti. Il numero massimo è di 350 membri per 5 anni e

ogni Stato membro designa i propri candidati. All’interno dei candidati che ha ciascun Stato, i

membri saranno divisi in base alle collettività che vengono rappresentate (l’Italia ha 24 membri: 14

rappresentano le Regioni e le Province autonome, 3 le Provincie, 7 Comuni). Sono organizzati per

materia ma a differenza del CES, all’interno del CR c’è anche una aggregazione per gruppi politici.

La funzione consultiva è esercitata in modo simile a quella vista per il CES. Il comitato può anche

qua emanare un atto e dà il parere (stessa possibilità di atto illegittimo visto per il CES per parere

obbligatorio). Il CR può agire per propria iniziativa, ma deve informare il CES per poter intervenire

qual ora ci siano questioni che interessano la dimensione regionale o locale.

• funzione consultiva nei cfr di PE, Comm e Consiglio

• ruolo rilevante e vicino a quello delle istituzioni

• CES rappresenta società civile

• CDR rappresenta le collettività regionali/locali

composizione e nomina

- indipendenza

- 350 membri per 5 anni

- articolazione interna

- emanano pareri o atti generali

- pareri obbligatori

-

AGENZIE EUROPEE

Non sono istituzioni, hanno una natura diversa. Queste agenzie sono state create soprattutto

tramite il diritto derivato (Frontex o l’Agenzia per il farmaco e Agenzia per i diritti umani) e

possiamo definirle come organismi specializzati, creati per materia, che hanno personalità

giuridica, autonome finanziario e organizzativo. Il loro compito è fornire assistenza alle istituzioni

sotto forma di pareri. Possono esercitare ruoli ispettivi oppure adottare delle decisioni nei confronti

di individui. Sono formate da individui scelti in base alle loro competenze che hanno uno stretto

legame con lo Stato membro, rappresentano gli Stati membri. Non sono indipendenti. Queste

agenzie europee possono essere viste come espressione del decentramento di funzioni

amministrative. Sono organi tecnici che esercitano delle funzioni amministrative a livello decentrato

rispetto alle istituzioni. Hanno dei compiti amministrativi nell’ambito del diritto dell’Unione rispetto

alle istituzioni.

La prima agenzia creata risale agli anni ’70 ed era quella “Europea per l’ambiente” che trovava

base nel trattato. Le altre sono state create tramite regolamenti (non è diritto primario). Il problema

resta la base giuridica, ovvero una base nel trattato che garantisce la possibilità di legiferare in

quella materia, specificando in che termini, in che modo, in che limiti si può legiferare, ad esempio:

se l’Unione adotta un atto in materia ambientale, deve esserci una base giuridica nel trattato che

indica che l’Unione ha competenza in materia ambientale e che tipo di competenza ha. La scelta

nel creare queste agenzie è suddividibile in due scelte:

1. trattato, articoli sulla materia presenti nel trattato prendendola come base giuridica.

2. clausole di flessibilità (art. 352 TFUE, vista nelle competenze dell’Unione –> la clausola di

flessibilità controbilancia il principio delle competenze di attribuzioni: “L’Unione ha solo le

competenze che le sono state attribuite” e la clausola di flessibilità permette l’introduzione

nuove azioni non erano state originariamente previste).

La clausola di flessibilità era la seconda scelta per creare le agenzie perché serve in ogni caso una

base giuridica. In questo caso si è usato quell’articolo 352 TFUE. Molti però hanno avanzato dei

dubbi sulla legittimità di queste agenzie: qual è il confine tra il decentramento di un’attività

amministrativa e l’esercizio di discrezionalità (es. azioni di Frontex sull’immigrazione che esercita

azioni decise sull’immigrazione via mare)?

Altro esempio di competenze che le agenzie possono svolgere si possono vedere sul contenzioso.

Ad esempio l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare a sempre emanato pareri sul tema. Nel

contenzioso i pareri delle agenzie è molto importante perché spesso utilizzato dalla Corte di

Giustizia europea in assenza di certezza scientifica. Il parere può incidere, ma la funzione

giurisdizionale rimane assolutamente alla Corte di Giustizia.

In sostanza restano queste due possibili scelte per la base giuridica su cui supportare le agenzie

anche se in passato si era provato, in fase di revisione dei trattati, a discutere di una base apposita

per la creazione di agenzie sottraendola all’applicazione dell’art. 352 TFUE, ma non ci si riuscì.

Europol (agenzia di cooperazione in materia di polizia) era prevista direttamente dal trattato non

creando quindi problemi.

Un’altra tipologia di agenzia sono quelle esecutive che esistono come formazione della

Commissione con un ruolo di attuazione di programmi che vengono finanziati dall’Unione per

determinati obiettivi.

• definizione

• origine e base giuridica

clausola flessibilità

- articoli del Trattato relativi alla materia

-

• funzioni: decentramento/esecuzione

• composizione

• dubbi sulla legittimità

• agenzie esecutive

BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI

Non è da confondere con la BCE. È connessa all’Unione pur non essendo una sua istituzione; ha

una personalità giuridica autonoma rispetto all’Unione europea. Gli organi che la formano sono:

1. il consiglio dei governatori: ministri degli Stati membri competenti per materia;

2. il consiglio di amministrazione: si occupa della ordinaria amministrazione ed è un organo di

individui non rappresentati ministeriali di Stati.

Ha un proprio capitale che è sottoscritto dai membri (istituzione finanziaria molto simile al Fondo

Monetario Internazionale avendo la stessa ratio di reperire capitali per finanziare progetti). Il voto è

ponderato in funzione della quota di capitale sottoscritto (anche questo simile al FMI). La decisione

non può essere presa se manca la maggioranza del 50% del capitale sottoscritto: non si contano

le “teste che votano” o che popolazione rappresentano (come nel Consiglio), ma le quote di

capitale sottoscritto e rappresentato da coloro che votano.

È sottoposta al controllo giurisdizionale della Corte di Giustizia europea. Lo scopo è favorire lo

sviluppo economico finanziando dei progetti attraverso il proprio capitale o dal mercato finanziario.

I beneficiari possono essere gli Stati o le persone giuridiche (questi solo a seguito delle garanzie

fornite dello Stato). Può erogare prestiti o garantire prestiti erogati da altri.

Il reperimento del capitale sul mercato finanziario emettendo delle obbligazioni. Non può esserci

fini di lucro: il tasso d’interesse che la BEI emette nelle obbligazioni copre le spese, ma non genera

profitto perché lo scopo è di favorire lo sviluppo armonioso dell’Unione. Ha anche finanziato dei

progetti di Stati fuori dall’Unione che erano partner a seguito di accordi di partenariato o in

preadesione.

personalità giuridica propria

organi:

Consiglio governatori

Consiglio amministrazione

autonomia finanziaria e ponderazione voti

sottoposta al controllo giurisdizionale

funzioni/attività:

beneficiari

modalità reperimento risorse

no fini di lucro

non è un organo UEM!

POLITICA ECONOMICA E MONETARIA

Art. 3 del TUE indica gli obiettivi, i settori di attività dell’Unione. Uno dei più importanti è il mercato

interno ed in è questa cornice va vista la politica economica e monetaria. Nel suddetto articolo si

dettagliano gli obiettivi e tra i più rilevanti dal punto di vista economico e monetaria,

troviamo:

1. lo sviluppo sostenibile (in senso economico);

2. la crescita economica equilibrata;

3. la stabilità dei prezzi;

4. l’economia sociale di mercato fortemente competitiva;

5. la piena occupazione;

6. il progresso sociale;

La politica monetaria e quella che concerne l’Euro e l’aspetto monetaria. La politica economica

concerne le variabili macroeconomiche.

La competenza dell’Unione è di coordinamento ed è citato nel trattato senza entrare troppo nel

dettaglio: “Gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche nell’ambito dell’Unione”.

Le misure vengono adottate dal Consiglio. In realtà ci sono tante istituzioni che collaborano, ma

il Consiglio è menzionato per primo.

L’Euro non è in tutti gli Stati e quindi una forma di cooperazione rafforzata e certe forme di

cooperazione si applicano solo agli Stati della zona Euro.

L’Unione prende anche delle misure per assicurare il coordinamento delle politiche occupazionali e

non può essere disgiunta dalla politica economica.

La ratio di questa politica economica. Ai fini enunciati nell’art. 3, sopra riportati: “l’azione degli Stati

membri e dell’Unione comprende l’adozione di una politica economica fondata sullo stretto

coordinamento”. Un dato importante: nel trattato si parla di azioni degli Stati e dell’Unione. L’unione

non si sostituisce agli stati anche se abbiamo azioni disgiunte in una politica economica coordinata

per il raggiungimento di quegli obiettivi. “Conformemente al principio di un’economia di mercato

aperto e di libera concorrenza”: questa è l’idea di fondo a cui risponde l’Unione. Noi cerchiamo di

raggiungere un’idea di economia di mercato e libera concorrenza il che vuol dire l’apertura del

mercato, delle libere professioni (es. professione forense), concorrenza tra Stati, ma anche

all’interno di un settore.

Parallelamente questa azione comprende una moneta unica, l’Euro (solo per gli Stati che hanno

deciso in questo senso), nonché la definizione di una politica monetaria e una politica del cambio

uniche. È una competenza esclusiva sulla moneta, come si è già visto. L’obiettivo della politica

monetaria è la stabilità dei prezzi, ovvero il costo del denaro. Quindi, parlando di politica

monetaria, gli obiettivi sono:

1. la stabilità dei prezzi, che è in assoluto l’obiettivo principale dell’Unione e della BCE;

2. il sostegno delle politiche generali dell’Unione sempre nell’ambito di un’economia aperta e

concorrenziale.

Per quanto riguarda la politica economica (coordinamento delle variabili macroeconomiche), gli

Stati membri attuano la politica monetaria allo scopo di contribuire alla realizzazione degli obiettivi

definiti dall’art. 3 e ancora una volta agiscono nel rispetto dei principi di un’economia aperta e in

libera concorrenza favorendo un’efficace allocazione le risorse in maniere efficiente (altro obiettivo

dell’Unione!).

Per quanto riguarda la politica monetaria, si parla del sistema europeo delle Banche Centrali.

L’obiettivo di questo sistema è la stabilità dei prezzi come centralità dell’azione. Fatto salvo

l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il sistema europeo delle banche centrali sostiene le politiche

economiche generali nell’Unione ai fini di contribuire alla realizzazione degli obiettivi. Per il

legislatore la stabilità dei prezzi è ancora più importante del perseguimento degli obiettivi: è la lotta

all’inflazione che erode il potere d’acquisto.

• politica economica UE:

è un settore che ha la competenza di coordinamento delle politiche economiche degli stati

- membri

la politica economica persegue gli obbiettivi che sono elencati nell’articolo 3 del Trattato

- sull’unione, cioè degli obbiettivi che ruotano intorno all’idea di mercato interno

(occupazione, progresso sociale, crescita economica, stabilità dei prezzi)

I due obbiettivi specifici della politica economica sono:

economia di mercato aperta e in libera concorrenza

- efficacie allocazione risorse

-

ciò fa si che la politica economica si intersechi con altri temi, tra cui quello della concorrenza.

• politica monetaria UE:

è una politica di competenza esclusiva dell’unione (perché c’è un motivo materiale)

- stabilità prezzi  obbiettivo prioritario

- sostegno alle politiche economiche

- economia di mercato aperta e in libera concorrenza

-

-

• SEBC  sistema europeo delle banche centrali

definire/attuare politica monetaria e operazioni sui cambi (tra euro e le altre valute)

- regolare funzionamento sistemi pagamento

- vigilanza prudenziale sugli enti creditizi (banche) e ottiene compiti specifici di vigilanza da

- parte del Consiglio

composto da BCE + banche centrali nazionali

- diretto dagli organi BCE

-

-

• BCE  banca centrale europea

potere consultivo  può essere consultata dagli stati membri oppure può essere richiesto un

- parere da organi dell’Ue in merito ad azioni che ricadono sotto la sua competenza

diritto esclusivo di emissione euro

- personalità giuridica e indipendenza  sia dal punto di vista dei suoi poteri che dal punto di

- vista finanziario

DOMANDA ESAME? Quali sono le istituzioni della politica monetaria? BCE e SEBC

• organi BCE:

Comitato esecutivo: Presidente, vice + 4 persone nominate dal Consiglio europeo per 8

- anni  le 4 persone vengono nominate in base alla loro esperienza in questi ambiti e

agiscono in quanto individui. In questa nomina intervengono anche altre istituzioni: vi è una

raccomandazione del Consiglio, viene consultato il Parlamento europeo e poi il Consiglio

Direttivo

Consiglio direttivo: membri Comitato Esecutivo + governatori banche centrali nazionali

- Queste persone devono essere cittadini degli stati membri

PATTO DI STABILITA’ E CRESCITA  adottato nel 1992

Parliamo di politiche di bilancio adottate dagli stati per ampi motivi. Ad esempio: risanare il conto

pubblico, la crescita economica, la redistribuzione del reddito, oppure gli squilibri tra regioni e

settori  agendo poi sulla spesa pubblica e sul bilancio

• parte preventiva: si cerca di prevenire gli squilibri di bilancio in modo che siano solidi e in

pareggio

obiettivi di bilancio di medio periodo  vengono stabiliti ogni 3 anni per assicurarsi che lo

- stato sia sano e solido, cioè avere un rapporto tra entrate e uscite che sia sostenibile e che

ci sia una certa salute fiscale

benchmark per spesa pubblica  “soglia” di spesa pubblica basata sugli obbiettivi di bilancio

- programmi di stabilità/convergenza  sono contenuti in un documento della Commissione in

- cui questa e gli altri stati verificano se gli altri stati membri si sono conformati ai due

obbiettivi precedenti  revisione reciproca gli uni negli altri

• parte correttiva: 3 criteri di Maastricht (1992)  parametri di natura macro economica che

riguardano tutti gli stati

disavanzo pubblico/PIL ≤ 3%  valore annuale (deficit su base annuale)

- debito pubblico/PIL ≤ 60%  valore complessivo  tutto il deficit di uno stato

- tasso di inflazione ≤ 1,5 punti rispetto ai 3 migliori SM (stati membri che hanno raggiunto la

- maggior stabilità dei prezzi  il valore del denaro sia fermo.

Tasso di interesse (costo del denaro) ≤ 1,5 punti cfr 3 migliori SM

- margini fluttuazione tassi di cambio rispettati per almeno 2 anni (stati che non avevano

- l’euro)

procedura per disavanzo eccessivo (3% PIL)  se gli stati non lo rispettano vengono

- sottoposti a questa procedura. Se la Commissione europea ritiene che uno stato abbia un

disavanzo eccessivo fa una sua valutazione e poi ci sarà una decisione da parte del

consiglio. Infine verrà emanata una raccomandazione nei confronti dello stato interessato.

Se lo stato membro non si conforma a questa raccomandazione il Consiglio potrà adottare

delle misure nei suoi confronti (applicare sanzioni o invitare la Banca a rivedere la sua

politica dei prezzi.

• bozze di bilancio SM area euro

coordinamento politiche fiscali

- presentati alla Commissione europea ogni anno delle bozze di bilancio

- MACROECONOMIC IMBALANCE PROCEDURE –> evitare

squilibri macro economici  risale al 2011

• sorveglianza di trend economici potenzialmente negativi che pregiudicano le politiche

economiche degli stati

• indicatori macro economici in base ai quali si identificano degli squilibri esistenti o potenziali

e poi si fanno delle analisi ulteriori

• risposta alla crisi economica (2011)

• procedura:

Commissione europea chiede al Consiglio una raccomandazione fino a una procedura di

- squilibrio eccessivo: se uno stato membro viene identificato deve presentare

piano d’azione correttivo al Consiglio e dire cosa intende fare riguardo allo squilibrio 

- questo piano deve riguardare settori come la fiscalità, il mercato del lavoro, un settore

finanziario e verrà analizzato dal Consiglio. Se il piano è insufficiente lo stato ne deve

presentare un altro. Se anche il secondo è insufficiente scatta una multa che è pari al 0,1 %

del PIL. Se il piano va bene viene accettato.  valutazione della conformità del piano agli

obbiettivi dell’Unione

controllo dell’esecuzione  bisogna verificare che le misure siano state attuate. Se così non

- è, la prima volta c’è una sanzione che consiste nel deposito di una certa somma di denaro

da parte dello stato che verrà restituito con gli interessi. Se per la seconda volta queste

misure non sono state eseguite ci sarà una multa annuale. Se invece le misure sono state

attuate e lo squilibrio rientra va tutto bene, se non rientra la procedura viene sospesa però

lo stato rimarrà sotto sorveglianza.

SEMESTRE EUROPEO  per la procedura di coordinamento

• ciclo coordinamento politiche economiche e di bilancio che si svolge ogni anno (primi 6

mesi dell’anno)

• ideato in risposta alla crisi economica

3 nuclei di coordinamento

- riforme strutturali (riforme sull’occupazione o crescita economica)

-


PAGINE

31

PESO

79.91 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'amministrazione e consulenza del lavoro (CUNEO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veronica.ehsapessi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Ruozzi Elisa.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in scienze dell'amministrazione e consulenza del lavoro (cuneo - torino)

Riassunto esame Istituzioni di Diritto Privato, prof. Riva, libro consigliato Diritto Privato, Calvo, Ciatti
Appunto
Riassunto esame Diritto del lavoro 2015, Prof. Fergola
Appunto
Lezioni Diritto Amministrativo
Appunto
Riassunto esame Diritto amministrativo, prof. Racca, libro consigliato Casetta
Appunto