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Art.28 Statuto albertino: stampa libera, ma la legge reprime gli abusi. La riserva di

legge è una delega in bianco alla maggioranza eletta da pochi.

Editto sulla stampa1848: concesso prima che il Parlamento si riunisse per un più

libero svolgimento della campagna elettorale: prevede il divieto di censura

preventiva; la definizione dei reati e abusi; le sanzioni.

Stampa comune: obbligo di depositare una copia presso l’autorità giudiziaria,

biblioteca e università.

Stampa periodica: obbligo di comunicare alla segreteria di stato per gli affari interni

l’inizio delle pubblicazioni, la natura della pubblicazione, nome della tipografia,

stampatore e proprietario e deve nominare un gerente responsabile che sarà centro di

imputazione delle responsabilità.

Abuso: ha una disciplina speciale e d è utilizzato per reprimere il dissenso politico

espresso.

Lesione di interessi pubblici: contestazioni alle autorità e al re.

Lesione di interessi privati: ingiuria diffamazione e libelli famosi(attribuire ad altri

reati commessi da terzi) e hanno pene meno gravi.

Giudizio: spetta al magistrato con giudici del fatto, giuria popolare e dispone di

sequestro facoltativo.

Prassi applicativa: la comunicazione alla segreteria era un’autorizzazione.

1859: licenza di polizia per l’esercizio della tipografia.

Giolitti e la legge 278: sequestro solo se il reato è effettivo, seq preventivo solo se i

viola il buon costume.

PERIODO FASCISTA: disciplina preventiva e molto restrittiva avendo capito il

nesso funzionale della comunicazione con la formazione di equilibri politici. Il

gerente deve essere direttamente coinvolto nella gestione del periodico.

1925 nasce la figura del direttore responsabile con responsabilità oggettiva del fatto

altrui.

1928 nasce l’Ordine e Albo dei giornalisti che funge da filtraggio politico.

Giornalisti professionisti: esercitano in modo esclusivo per almeno 18mesi.

Praticanti: esercitano in via esclusiva ma per meno di 18mesi o hanno meno di 21anni

Giorn.Pubblicisti: esercitano in via non esclusiva.

Requisiti positivi: cittadinanza italiana, godimento diritti civili.

Requisiti negativi: divieto a chi ha avuto pene maggiori di 5anni.

Codice Rocco 1930: reati a mezzo stampa inseriti nel codice penale.

Imputazione della responsabilità: direttore o redattore, autore o diffusore.

Pubblica sicurezza 1926-1931: inasprimento del regime delle licenze per ‘esercizio e

sequestro è preventivo azionabile dalla polizia indipendentemente dall’effettiva resp.

1931: licenza per l’uso di mezzi parlanti per la diffusione del pensiero e affissione.

Sostegno economico: 1935 nasce l’ente Nazionale Cellulosa e Carta e dè un’azione di

protezionismo delle aziende italiane. Integrazione del prezzo della carta alle imprese

editrici, poi il divario tra prezzo interno e estero aumenta e così il contributo va

direttamente alle cartiere nazionali.

1923: ufficio stampa presso la presidenza del consiglio e diffonderà agli organi di

stampa le informazioni politiche.

193 ministero per la stampa e propaganda. 1937 Ministero cultura popolare. 1940

ente per la stampa per omogeneità e coordinamento delega unicamente l’agenzia

STEFANI per l’informazione primaria.

PERIODO COSTITUZIONALE PROVVISORIO:perdura lo stato di guerra e

sovranità limitata dell’Italia.

1943-44: imprese editoriali limiti per passaggi di proprietà per scoraggiare l’ingresso

di soggetti contrari al mutamento in atto; obbligo di autorizzazioni per continuare le

pubblicazioni.

1946: abolizione del sequestro preventivo, è di diritto solo se si viola il buon costume

1945-46: Nasce il sottosegretariato della stampa, spettacolo e turismo. I profili

garantisti sono che vieta le autorizzazioni e la censura.

Legge 47 del 1948: indicazioni dei responsabili, consegne delle copie.

Indicazioni obbligatorie: indicare luogo, anno, dati stampatore, proprietario e

direttore resp, registrazione presso la cancelleria del tribunale e copia alla prefettura.

Stampa periodica: no autorizzazione prefettizia ma deve registrare la testata presso

l’autorità giudiziaria, con dati proprietario e direttore.

Legge 62 del 2001: editoria on-line assimilata alla cartacea se ha una testata.

Sentenza 3 del 1956: estende la resp al direttore (omissione di controllo).

Disposizioni integrative: n.14 pene per pubblicazioni oscene.

Rettifica: obbligo del direttore a tutela delle persone lese, deve essere adempiuto in

tempi brevi e con lo stesso rilievo tipografico.

Buon costume limitato alla sola sfera del pudore sessuale.

Legge 69 del 1963: riforma dell’Albo e Ordine, sono articolati in consigli regionali

che tengono gli albi e gestiscono le iscrizioni e cancellazioni (per inattività di 2 anni).

Diritti e doveri dei giornalisti:lealtà, buona fede, bilanciamento tra libertà di info e

diritt privati, clausola di coscienza, cioè se cambia la linea editoriale il giornalista può

sciogliere il contratto senza perdere il TFR; il segreto professionale è riconosciuto ai

giornalisti professionisti perché la notizia è data in modo confidenziale.

Legge 675 del 1996: legge sulla privacy.

Raccolta: bisogna informare gli interessati e richiedere apposito consenso

dell’autorità garante se la raccolta è promossa da privati; i giornalisti hanno solo il

limite dell’essenzialità dell’informazione di fatti di interesse pubblico e obbligo di

rendere nota la propria identità all’interessato.

Sostegno economico: 1947 si distribuisce la carta per favorire le cartiere e di riflesso

l’editoria. 1949 agevolazioni fiscali e riduzioni tariffarie.

Legge 1063 de 1971: infrazione del prezzo della carta e contributi in bilancio per

l’editoria minore per garantire il pluralismo.

Legge del 1981: contributi diretti: contributo per ogni copia ma decresce al crescere

della tiratura.

Contributi indiretti: istituiti due fondi per dare credito a chi

ristruttura tecnicamente fino al 70% e per dare garanie a presiti già

concessi.

1995: iva al 4% su tutti gli stampati, ma sol sul 40% della tiratura.

1977: accesso alla cassa integrazione ai giornalisti professionisti.

1987 si restringe l’area dei contributi diretti solo ad imprese di valore; si allarga

quella dei contributi indiretti: 2001 fondo per potenziare la rete informatica per

fronteggiare la penuria della carta. Tetto massimo per introiti pubblicitari fissato al

50% in rapporto alla programmazione.

Legge 108 del 1999: liberalizzati i punti vendita dei quotidiani a patto di dare lo

stesso risalto a tutte le testate; 2001 ci vuole solo un’autorizzazione comunale.

ANTITRUST a tutela della libera concorrenza e del pluralismo informativo e per

evitare una concentrazione degli assetti proprietari.

Posizione dominante: 1987 è dominante che è editore o controlla società che editano

quotidiani la cui tiratura abbia superato nell’anno precedente il 20% di quella

nazionale; 50% in una stessa regione.

Controllo: se un socio ha la maggioranza in deliberazione.

Collegamento: sono collegate le società nelle quali si partecipa per più del 10% del

loro capitale.

Obbligo di trasparenza: imprese editrici obbligo di iscrizione al registro, deposito del

bilancio di gruppo.

Concessionarie di pubblicitarie: portano i finanziamenti; è vietato ad una stessa

concessionaria di operare in esclusiva per quotidiani la cui tiratura superi il 30% su

scala anzionale.

1990 nasce la figura del Garante

1997 nasce l’AGICOM per le garanzie nelle comunicazioni.

1981 è solo un mero destinatario di informazioni e non ha poteri ispettivi.

1987 può intervenire in casi di posizione dominante e con propria iniziativa può

informare il Parlamento.

1990 rafforzamento dell’apparato e estensione degli interventi con autonomia dei

poteri sanzionatori.

AGICOM autorità composta da tre organi: Commissariato infrastrutture e reti – per i

servizi e prodotti – Consiglio.

Poteri consultivi e di proposta: proporre futuri interventi

Poteri di regolazione: definire le misure di sicurezza; direttive per i livelli di qualità

dei servizi.

Poteri paragiurisdizionali e sanzionatori: istruire questioni per violazioni.

Poteri autorizzatori: diffusione via satellite originata dal territorio.

CAPITOLO 3 RADIOTELEVISIONE

Stato:soddisfa esigenze individuali e collettive e detta i limiti, tutela la funzione

sociale dell’informazione conforme alla Costituzione.

Fase tra le 2GuerreMondiali: monopolio pubblico per regolare interventi privati

nell’industria radiofonica con società a capitale totale o parzialmente pubblico.

Fusione e concentrazione tra emittenti per gli alti costi.

Riforma Monopolio: abbandono dei regimi autoritari non si sa dove includere la

radiofonia non essendo espressamente dichiarata nella Costituzione. Dopo un

dibattito si decide di collegarla alla libertà di manifestare il pensiero.

Anni ’60-’70: servizio pubblico comprende anche informazione libera e pluralistica,

il Parlamento diventa Garante, autonomie locali favoriscono il pluralismo e il diritto

d’accesso ai gruppi sociali.

Anni ’80: accelerazione tecnologica supera la limitatezza oggettiva e c’è una

crescente pressione imprenditoriale e pubblicitaria.

Gran Bretagna 1954: affianca alla BBC l’IBA, altro ente pubblicitario ma che manda

programmi prodotti da società private e finanziati dalla pubblicità commerciale.

1970: liberalizzazione del via cavo previa autorizzazione.

1981-82: liberalizzazione della radiofonia.

Liberalizzate radio, tv via etere e cavo; limiti di area geografica; divieto di

associazione a scopo di lucro e obbligo di programmazione per soddisfare particolari

esigenze sociali.

Finanziamento: iniziative private con scopo di servizio pubblico sono finanziate dallo

Stato; iniziative private distinte hanno la pubblicità ammessa con dei tetti massimi.

Antitrust: stabilisce le soglie massime di concentrazione.

Misto pubblico e privato: per garantire il pluralismo e la partecipazione sociale.

Durante il Fascismo: radiofonia è uno strumento per la formazione dell’opinione

pubblica e si controlla l’intero sistema.

1910: riserva allo Stato di stabilimento e esercizio impianti.

1912: prime concessioni al Radiofono e Società italiana radioaudizioni circolari.

1924: riserva allo Stato dell’attività radiofonica e 1 concessione all’URI per 6 anni

con un visto per le trasmissioni e messa a disposizione degli impianti per

comunicazioni governative.

1929 EIAR poi IRI e vigilanza del ministero delle Comunicazioni.

1935: ripartizione delle competenze tra gli organi e varo del codice postale.

Secondo DopoGuerra: 1947 ruolo centrale del ministero delle Poste e

Telecomunicazioni per la vigilanza, controllo contabile.

1952: la Rai diventa socio maggioritario dell’IRI, ha 6 membri governativi, una

programmazione autorizzata e il canone e introiti pubblicitari non maggiori del 5%

delle ore di trasmissione complessive.

1975: primo intervento di riforma del Parlamento repubblicano per assicurare a tutti il

diritto di accesso vista la scarsità delle frequenze.

1974: dichiarata illegittima la riserva allo Stato dell’attività di trasmissione e si

permette ai privati la trasmissione via cavo a livello locale grazie alle tecnologie

nuove.

Legge 103 del 1975: la radiodiffusione è un servizio pubblico fornito dallo Stato. La

gestione dei ripetitori di programmi nazionali e esteri è data su autorizzazione di 5

anni subordinata al possesso di requisiti; la ritrasmissione di programmi esteri

trasmessi dal servizio pubblico non devono contenere pubblicità.

Parlamento: vigilanza e controllo.


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto dell'informazione e della comunicazione. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Libertà di espressione, Costituzione rigida, Stampa, Statuto Albertino, Stampa periodica, Stampa comune, Lesione di interessi pubblici, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'informazione e della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Gatt Lucilla.

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