Capitolo 1: Libertà di espressione
Costituzione rigida: disposizioni costituzionali resistenti nei confronti di tutte le altre fonti normative, anche della legge. È un quadro di riferimento per una corretta impostazione degli aspetti di legislazione.
Diritti: strumenti di partecipazione allo Stato (uguaglianza sostanziale). Catalogo di diritti costituzionali: libertà collettive e diritti sociali.
Garanzie: riserva di legge: obbligo che sia solo la legge del Parlamento a dettare la disciplina dell’esercizio dei singoli diritti; riserva di giurisdizione: il giudice ha il potere di applicare ai casi concreti le limitazioni di legge.
Art.21: È lo Stato a garantire le condizioni per la libertà d’espressione e garantire il diritto ad una informazione completa e imparziale. È una disciplina per limitare le ingerenze pubbliche.
1° comma: libertà di contenuti e diffusione; tutela di chi comunica e del destinatario.
Garanzie art.21
Diritto di comunicare al pubblico. Stampa principalmente.
- Divieto di autorizzazioni o censura: no controllo preventivo.
- Divieto di sequestro: tranne se viene commesso un delitto a mezzo stampa, violazione dell’indicazione del responsabile e atto motivato del giudice e in casi urgenti è lo fa la polizia e il giudice lo deve convalidare entro 48 ore.
- Possibilità di obbligo di rendere noti i mezzi di finanziamento.
Limite della buon costume: ultimo comma la legge stabilisce provvedimenti per prevenire e reprimere le violazioni. Sfera del pudore sessuale, tutela sviluppo della personalità. Comportamento sociale di relazione contro gli atteggiamenti che offendono il comune sentimento.
Limite Onore e Reputazione: ingiuria, diffamazione, oltraggio, vilipendio. Per la diffamazione per evitare troppi ostacoli al diritto di cronaca ci sono presupposti che escludono la punibilità.
Limite del regolare funzionamento della giustizia: corretta informazione senza intralciare (segreto investigativo).
Limite della sicurezza dello Stato: punire la rivelazione di segreti di Stato.
Limite del diritto alla riservatezza: tutela di situazioni che non hanno per i terzi interesse sociale.
Capitolo 2: Stampa
Gran Bretagna ‘600: la libertà di stampa per la prima volta compare nelle immunità parlamentari.
America: giusnaturalista, la libertà di espressione è preesistente e non limitabile a priori ma solo dopo un intervento del giudice.
Francia: positivista, libertà fonda sulla Costituzione e sulla legge e si basa sulla libertà di parola e il legislatore ne definisce gli abusi.
Art.28 Statuto albertino: stampa libera, ma la legge reprime gli abusi. La riserva di legge è una delega in bianco alla maggioranza eletta da pochi.
Editto sulla stampa 1848: concesso prima che il Parlamento si riunisse per un più libero svolgimento della campagna elettorale: prevede il divieto di censura preventiva; la definizione dei reati e abusi; le sanzioni.
Stampa comune
Obbligo di depositare una copia presso l’autorità giudiziaria, biblioteca e università.
Stampa periodica
Obbligo di comunicare alla segreteria di stato per gli affari interni l’inizio delle pubblicazioni, la natura della pubblicazione, nome della tipografia, stampatore e proprietario e deve nominare un gerente responsabile che sarà centro di imputazione delle responsabilità.
Abuso: ha una disciplina speciale ed è utilizzato per reprimere il dissenso politico espresso.
Lesione di interessi pubblici: contestazioni alle autorità e al re.
Lesione di interessi privati: ingiuria diffamazione e libelli famosi (attribuire ad altri reati commessi da terzi) e hanno pene meno gravi.
Giudizio: spetta al magistrato con giudici del fatto, giuria popolare e dispone di sequestro facoltativo.
Prassi applicativa: la comunicazione alla segreteria era un’autorizzazione.
1859: licenza di polizia per l’esercizio della tipografia.
Giolitti e la legge 278: sequestro solo se il reato è effettivo, sequestro preventivo solo se viola il buon costume.
Periodo fascista
Disciplina preventiva e molto restrittiva avendo capito il nesso funzionale della comunicazione con la formazione di equilibri politici. Il gerente deve essere direttamente coinvolto nella gestione del periodico.
1925: nasce la figura del direttore responsabile con responsabilità oggettiva del fatto altrui.
1928: nasce l’Ordine e Albo dei giornalisti che funge da filtraggio politico.
Giornalisti professionisti: esercitano in modo esclusivo per almeno 18 mesi.
Praticanti: esercitano in via esclusiva ma per meno di 18 mesi o hanno meno di 21 anni.
Giornalisti pubblicisti: esercitano in via non esclusiva.
Requisiti positivi: cittadinanza italiana, godimento diritti civili.
Requisiti negativi: divieto a chi ha avuto pene maggiori di 5 anni.
Codice Rocco 1930: reati a mezzo stampa inseriti nel codice penale. Imputazione della responsabilità: direttore o redattore, autore o diffusore.
Pubblica sicurezza 1926-1931: inasprimento del regime delle licenze per ‘esercizio e sequestro è preventivo azionabile dalla polizia indipendentemente dall’effettiva responsabilità.
1931: licenza per l’uso di mezzi parlanti per la diffusione del pensiero e affissione.
Sostegno economico: 1935 nasce l’ente Nazionale Cellulosa e Carta e dà un’azione di protezionismo delle aziende italiane. Integrazione del prezzo della carta alle imprese editrici, poi il divario tra prezzo interno e estero aumenta e così il contributo va direttamente alle cartiere nazionali.
1923: ufficio stampa presso la presidenza del consiglio e diffonderà agli organi di stampa le informazioni politiche.
193: ministero per la stampa e propaganda.
1937: Ministero cultura popolare.
1940: ente per la stampa per omogeneità e coordinamento delega unicamente l’agenzia STEFANI per l’informazione primaria.
Periodo costituzionale provvisorio
Perdura lo stato di guerra e sovranità limitata dell’Italia. 1943-44: imprese editoriali limiti per passaggi di proprietà per scoraggiare l’ingresso di soggetti.
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Diritto dell'informazione
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